21 feb 2008

Enea: intervista al masterista Giulio Digiorgio

Il dottore laziale che frequenta gratis grazie al Patto con i Giovani (lucani)

Il dottor Giulio Digiorgio è un giovane del 1978 laureato in economia. Ha studiato alla Sapienza di Roma, da cui è uscito con un brillante 110 e lode. Aria composta e sorriso raggiante. E’ uno dei diciotto ragazzi che ravvivano, in questi giorni, le vie del centro storico di Rotondella, luogo in cui sono ospitati i partecipanti al Master di Perfezionamento in Economia e Ingegneria delle Energia Rinnovabili, realizzato dall’Enea con il supporto della Regione Basilicata.
Diverse sono le loro regioni di provenienza (ben otto tra centro e sud Italia) e le loro lauree (ingegneria, chimica, economia, fisica). Sono quattordici donne e quattro uomini (una sola è lucana), i “bravi” selezionati con un concorso per titoli. “Siamo tutti laureati con 110 e lode” chiarisce Digiorgio. Hanno subito fatto amicizia e si stanno godendo l’esperienza, in cui, però, non manca il “lavoro duro”. “Facciamo sette ore di lezione al giorno con alcuni tra i docenti italiani più autorevoli nel settore. Molto formativi, inoltre, sono gli incontri con addetti di aziende impegnate nel settore energetico”. Ottimi i laboratori e gli strumenti, ottimo anche il materiale fornito, tra cui “dispense e testi aggiornatissimi”. Insomma, “Questo master è un’esperienza straordinaria”. Come dargli torto? Qualche settimana lontano da casa con venti coetanei, ad apprendere dai migliori docenti d’Italia, e, soprattutto, senza pagare una lira. Il Master, infatti, è completamente gratuito per i partecipanti. Anche, in parte, grazie ai fondi del Patto con i Giovani della Basilicata. Ma lui, che è nato e vive nella Regione Lazio, di questo non sa nulla. Come è giusto che sia.

Pino Suriano - da Il Quotidiano

16 feb 2008

Enea: presentato il master con un solo lucano

Defilippo: "Al Master mi lega una ragione sentimentale"
Latronico: "Ma quale patto? Tra i corsisti c'è un solo lucano"

Pullulava di gente, ieri mattina, la sala conferenze del centro ricerche Enea di Trisaia. C’erano stampa, cameraman e fotografi accolti da personale svelto e organizzato. Al tavolo dei relatori il presidente e il direttore generale dell’ente, un governatore regionale e addirittura un Sottosegretario di governo. Una scoperta eccezionale sulle fonti energetiche da annunciare? Nulla di tutto ciò! Al centro della discussione un semplice Master, di quelli che si tengono ogni giorno nelle aziende e nelle università italiane. Certo, un master sulle importantissime energie rinnovabili, ma pur sempre un Master. Cosa avrà, viene da chiedersi, di tanto interessante?
Le risposte arrivano dai relatori. Il presidente Vito Defilippo, per esempio, si dice legato all’evento per una “ragione sentimentale”. “Questo Master – spiega – insieme a quello di Matera sui beni culturali e a quello alla Fiat, rappresenta il fiore all’occhiello del Patto con i Giovani su cui tanto abbiamo scommesso”. Sì, il Patto con i Giovani lucani. Peccato, però, che tra i 18 giovani “masteristi” solo uno abbia origini lucane! E’ quello che sembra dire, in prima fila, il sorriso ironico di Cosimo Latronico, capogruppo dell’opposizione in consiglio. Ed è quello che lui stesso ha scritto in una interrogazione presentata ieri mattina sull’argomento. “Dovranno dirci – spiega al Quotidiano – con quanti soldi la Regione ha contribuito al progetto, quanti lucani sono stati impegnati in qualità di docenti e quanti in qualità di discenti”.
Prima di Defilippo era intervenuto Vito Agresti, sindaco di Rotondella, segnalando la necessità di un investimento più deciso sui trasporti e le infrastrutture regionali, con cenno esplicito all’aeroporto Mattei.
Aveva aperto l’incontro, prima di lui, l’ingnegner Maurizio Urbani, nuovo direttore generale dell’Enea. Una “new entry” con curriculum di tutto rispetto maturato, tra le altre cose, in aziende come Enel e Erg. Un compito difficile per lui, che si è già rimboccato le maniche incontrando in videoconferenza i dipendenti del centro Enea di Trisaia per raccoglierne le istanze.
La parola è poi passata all’ingegner Massimo Gallanti, componente del Comitato Scientifico del Master, che ha esplicitato le modalità operative e la valenza formativa del master. Dopo di lui l’assessore regionale alla Formazione Antonio Autilio, che ha puntato l’accento sull’importanza della formazione di competenze tecnico-scientifiche nella progettazione e gestione di sistemi per la produzione di energia.
E proprio sulla centralità dell’aspetto energetico si sono soffermati i due relatori più attesi, Luigi Paganetto, presidente Enea, e Filippo Bubbico, sottosegretario al Ministero per lo Sviluppo Economico. “Il prossimo governo – spiega Paganetto – quale che esso sia, dovrà assolutamente privilegiare gli investimenti sul settore dell’efficienza energetica,”. Gli fa eco Filippo Bubbico, che aggiunge: “L’efficienza e il risparmio dell’energia vanno concepiti come aspetti essenziali delle politiche industriali, e non solo, come si è fatto fino ad oggi, unicamente in relazione alle politiche ambientali”. Impossibile dargli torto, visti i nuovi orizzonti nazionali e non solo.
Si è chiuso con l’intervento di un dipendente, che ha posto il problema del precariato, l’incontro-vetrina di ieri.

13 feb 2008

"Fini con Berlusconi? Noi c'eravamo già".

Quattro ex membri di An rivendicano l'anticipo della scelta fatta a novembre
Fini si unisce a Berlusconi? C’è chi, nel partito di An, lo aveva fatto da tempo. E ora lo ricorda con orgoglio. Era il 17 novembre 2007 quando, in piazza San Babila a Milano, dal predellino dell'auto, il Cavaliere annunciò la fine della Casa delle Libertà e di Forza Italia per la nascita di un nuovo partito del Centrodestra. Fini fu tra i primi a storcere il naso, ma non tutto il partito fece lo stesso. Più di qualcuno, dalla base di An, annunciò un passaggio al più innovativo Popolo della Libertà, non senza subire qualche (a questo punto prematura) accusa di trasformismo. E’ il caso Rudy Marranchelli, assessore alla comunità Montana Basso Sinni, che aveva annunciato un distacco dal partito di Fini, per sposare da subito la causa di Berlusconi.
Questi, insieme ai tesserati Domenico Lippo, Antonio Celano e Nicola Comparato, motivò la scelta con queste parole: “Il Pdl è un movimento politico che nasce dalla gente (ultimamente trascurata dai dirigenti di Alleanza Nazionale, impegnati in liti interne) e ha tutte le caratteristiche per raccogliere la maggioranza “assoluta” dell’elettorato di centrodestra. Da tempo si attendeva la nascita di un simile partito, e oggi che i tempi sembrano maturi, abbiamo deciso di continuare il nostro percorso con lo sguardo rivolto verso il futuro, sicuri di incontrare presto gli amici di An sul nostro sentiero”.
In effetti “quegli amici”, oggi, sono finiti proprio su “quel sentiero”. E i quattro giovani, che nel frattempo avevano costituito a Rotondella il primo Circolo della Libertà, non si sono fatti sfuggire l’occasione per ricordarlo a tutti: “Apprendiamo con piacere - scrivono oggi in una nota - la notizia che Alleanza Nazionale è pronta a correre all’interno della lista unica Popolo delle libertà per Berlusconi Presidente. In questi giorni si sta realizzando quello che abbiamo scritto a novembre, nella lettera di dimissioni dal partito di An, a dispetto di chi (molti dirigenti del partito) ci assicurava che si trattava solo di illusioni. Siamo stati tra i primi in An a credere nel progetto di Berlusconi lanciato a San Babila: il quadro politico italiano necessità di una semplificazione, un grande partito di centrodestra in grado di rappresentare le più ampie sfere della società civile, una forte alternativa al centrosinistra, garante dei valori cattolici e con proposte programmatiche in grado di risollevare il Paese dalla crisi politico-economica che lo attanaglia”.
E ricordarlo non fa mai male, ritieniamo. Perché chi entra ora, nel pieno della pressione elettorale, non avrà certo gli stessi “tappeti rossi” di chi era entrato allora. O almeno così dovrebbe essere, perché in politica “non si sa mai…”
Pino Suriano - da Il Quotidiano della Basilicata

11 feb 2008

Rotondella pensa al suo teatro

L'assessore Pastore: "non sarà impossibile realizzarlo grazie ai fondi di compensazione"

ROTONDELLA – Un teatro da 150 posti nel centro storico di Rotondella: una sala ampia, spaziosa e duttile, da utilizzare anche per rassegne cinematografiche e conferenze. E’ sempre stata un’ipotesi suggestiva, programmata da tempo nei vari piani di Lavori Pubblici, ma mai realizzata per mancanza di fondi. Adesso, però, c’è una novità: è l’arrivo dei fondi per la compensazione ambientale, che dovrebbero permettere al comune di cofinanziare l’opera insieme ad altri enti. “Sarà comunque necessario – spiega Antonio Pastore, assessore comunale alla Cultura – il contributo della regione e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali”. Fino ad oggi, per simili attività, si è fatto uso della palestra delle scuole elementari, adibita, in base alle necessità, anche a una sala ampia, spaziosa e duttile, da utilizzare anche per rassegne cinematografiche e conferenze. E’ sempre stata un’ipotesi suggestiva, programmata da tempo nei vari piani di Lavori Pubblici, ma mai realizzata per mancanza di fondi. sala conferenze, sala cinema, sala teatro, etc. Tante attività, insomma, per cui il luogo non è pienamente adeguato. Non è “campata in aria”, perciò, l’ennesima ipotesi di spesa per i fondi di compensazione, con i quali si sta pensando di realizzare anche una Chiesa a Rotondella due. Ma tra il dire e il fare, si sa, c’è di mezzo il mare. Eppure il progetto sta diventando molto più che un’ipotesi. L’assessore Pastore, nelle ultime riunioni di maggioranza, avrebbe raccolto il consenso di tutta l’amministrazione comunale. Non si tratta, peraltro, di un’opera troppo dispendiosa. Dovrebbero bastare, stando a un calcolo approssimativo, circa 400 mila euro. Non c’è da attendersi, naturalmente, un’opera colossale e dall’alto valore artistico, ma un luogo efficiente in rapporto al suo fine principale: la promozione culturale sul territorio. Ancora da decidere quale sarà lo stabile da utilizzare, ma non poche sono le possibilità tra gli immobili antichi di proprietà del comune. Alla struttura, poi, fanno seguite le iniziative. Dalla realizzazione dell’opera, infatti, potrebbero ricevere un nuovo input diverse idee, prima tra tutte la realizzazione di un laboratorio teatrale, che potrebbe fare emergere capacità creative finora sepolte. E magari (anche se è solo una ipotesi) la rinascita di un piccolo cinema…
“Con questa opera – spiega l’assessore Pastore – l’amministrazione potrà finalmente imprimere una nuova direzione ai propri interventi nell’ambito dei lavori pubblici. E così, finalmente, gli elettori non potranno dire che abbiamo fatto solo asfalti sulle strade”. Un’affermazione polemica sull’operato dell’amministrazione di cui fa parte? Non troppo… Resta indiscutibile, però, che l’opera contribuirebbe ad offrire una più positiva immagine dell’operato amministrativo.

Pino Suriano - da Il Quotidiano della Basilicata

8 feb 2008

Calcio Prima Categoria: il Rotondella cade ancora

Ennesima sconfitta sul terreno di casa con doppietta di Mastroianni

A.D.P. ROTONDELLA:
Manolio – Mele (60° Labollita) – Salerno – Dimatteo A. (80° Guida) – Iannuzzi – Rubolino – Suriano – Acciari (65° Santarcangelo M.) - Santarcangelo L.G. – Manolio – Tarantino. A disp. Dimatteo P. – Scaiella – Mauro - Allenatore Martino

S. LAGONEGRO:
Armando – Borreca T. – Mangariello – Rocco M. – Falabella – Ragone (20° Borrega A.) – Carlomagno – Rocco A.– Mortoro (90° Conte) – Mastroianni – D’arminio A disp. Vigorito – Massitti – Cantisani – Agrello – Allenatore Oliva

Arbitro Capolupo Sezione di Matera
Reti: 18° Suriano ( R ) - 32 ° e 55° Mastroianni ( L)

ROTONDELLA – Il campo di Rotondella, prima quasi inespugnabile, è ormai diventato terreno di conquista. E’ sofferta e discussa la vittoria degli uomini di Oliva sul campo degli jonici. Terza sconfitta consecutiva, invece, per i padroni di casa, che abbandonano definitivamente i sogni di gloria e “devono ora guardarsi alle spalle”, come ha dichiarato a fine match il presidente Enzo Mauro.
Eppure la partita non era cominciata male per gli uomini di mister Martino, capaci di creare almeno tre nitide occasioni prima del vantaggio, firmato al 18’ da Federico Suriano, pescato ottimamente da Tarantino e bravo a scavalcare Armando con un preciso pallonetto. Cinque minuti dopo è ancora Suriano a sfiorare il gol con un colpo di testa che sfiora il palo. Al 32’, però, arriva la doccia fredda: rinvio sbagliato di capitan Salerno che lancia l’attaccante ospite Mastroianni, lesto a scaraventare in rete per il pareggio.
Episodio decisivo per il morale del Rotondella, che da quel momento smette di macinare gioco per almeno 20 minuti. Bisogna attendere il 52’ per vedere la prima occasione dei padroni di casa, fermati da uno strepitoso Armando, capace di bloccare, nella stessa azione, i tentativi di Santarcangelo, Manolio e Salerno. Al 55’ si decide il match. C’è un angolo per il Rotondella, battuto troppo frettolosamente. L’azione si trasforma allora in un contropiede per gli ospiti, a causa della disattenzione dei centrocampisti locali Manolio e Santarcangelo, che lasciano un’autostrada per il contropiede di Morotoro che calcia in rete, il portiere Manolio ribatte, ma la palla finisce sui piedi dell’implacabile Mastroianni per il definitivo 1-2. A quel punto il Rotondella si riversa nella metà campo ospite nella speranza di trovare almeno il pari.
All’81 l’episodio più discusso. Il neoentrato Guida si incunea nell’area del Lagonegro e viene falciato dal difensore D’Arminio. L’arbitro Capolupo prima assegna il penalty e poi solo una punizione dal limite, scatenando le ire dei padroni di casa. La pressione del Rotondella continua fino all’ultimo minuto, ma i tentativi di Suriano e Santarcangelo M. non vanno a buon fine. Amareggiato il presidente Enzo Mauro: “Avevamo sogni di gloria, adesso, addirittura, dobbiamo guardarci le spalle”.

Corso Garibaldi: i lavori sono bloccati

Ma la ditta non si è ancora ritirata formalmente
ROTONDELLA – I lavori in corso Garibaldi sono bloccati. Da circa quaranta giorni non si vedono i macchinari e il personale impegnati per la riqualificazione, che la ditta aggiudicataria dovrebbe (o avrebbe dovuto) concludere entro il mese di aprile.
Il fatto, come prevedibile, ha avuto un forte impatto sulla psicologia collettiva degli abitanti. Il corso Garibaldi, si sa, è il punto più vissuto del centro collinare: luogo di passeggio per i giovani e luogo di sosta per gli anziani. Non senza ragione, perciò, la sua chiusura per lavori aveva provocato dubbi e disagi, ma questa nuova sospensione sta producendo sentimenti in ansia e scetticismo. Si teme, insomma, un blocco pluriennale del tratto di strada.
Ma cosa è successo, concretamente? Questi i fatti. La ditta aggiudicataria, con sede a Potenza, avrebbe sospeso i lavori da un giorno all’altro, senza fornire alcun tipo di comunicazione. Sollecitata dal comune a fornire spiegazioni, avrebbe garantito il prosieguo delle attività. Ad oggi, però, tutto è rimasto fermo.
E’ per questo che il comune, anche attraverso la direzione dei lavori, ha più volte sollecitato la ripresa, intimando la rescissione del contratto di aggiudicazione. Rescissione che però, a norma di legge, non può essere imposta prima della data di consegna dei lavori.
Formalmente, insomma, la ditta può decidere come e quando lavorare, purché sia in grado di consegnare i lavori per la data fissata come termine, in questo caso il mese di aprile.
In concreto, però, sembra difficile, a questo punto, che si possa seguire un adeguato “cronoprogramma” di svolgimento dei lavori. Si dice preoccupato Antonio Dimatteo, assessore comunale ai Lavori Pubblici, che chiarisce: “Contrariamente a quanto si dice in paese – spiega – la ditta non si è formalmente ritirata. Siamo comunque preoccupati per la situazione e proprio per questo ci siamo già attivati per esercitare la massima pressione nei confronti della ditta, attraverso il nostro ufficio tecnico, che sta affrontando la vicenda con grande competenza. Attendiamo fiduciosi la ripresa dei lavori, ma non possiamo accettare passivamente questa situazione di stallo, anche perché dobbiamo presto appaltare il secondo lotto dei lavori”. Stessa linea ferrea da parte del sindaco Vito Agresti: “Corso Garibaldi è troppo importante per la vita del centro e non può rimanere bloccato a lungo”.
La stessa preoccupazione è condivisa anche dall’opposizione, che sulla vicenda ha presentato un’interrogazione per il prossimo consiglio comunale. Rimane comunque in dubbio il motivo della sospensione. Sono state fatte, in proposito, tante supposizioni: cattivi rapporti dell’azienda con la direzione dei lavori, cattivi rapporti con l’ente appaltante, problemi legati al progetto, mancanza di strumenti e competenze. Tutte queste, però, sono solo ipotesi, che solo una comunicazione ufficiale della ditta potrà chiarire.

Pino Suriano

A Rotondella il calcio si fa in due

Nasce l'associazione sportiva Rotunda Maris

ROTONDELLA – Sul Balcone dello Jonio il calcio non basta mai. La “Rotondella calcistica”, da quest’anno, ha due anime. E’ paradossale per un borgo con meno di duemila abitanti, ma di fatto è così. Perché da quest’estate (caso unico per la storia del calcio locale) le squadre di Rotondella sono due.
L’ultima nata si chiama Asd “Rotunda Maris”, che va ad affiancarsi alla già esistente Adp Rotondella. L’associazione Rotunda Maris, costituitasi nei mesi scorsi su iniziativa di alcuni giovani soci del posto, milita nel campionato di Terza Categoria, affrontato con risultati non proprio eccellenti, ma comunque lusinghieri in rapporto alle aspettative. La squadra, guidata dal tecnico Cosimo Rinaldi, è iscritta nel girone D del torneo lucano e non ha rinunciato a togliersi qualche bella soddisfazione soprattutto sul terreno di casa.
La novità più interessante, anche su un piano sociale, è però costituita dall’ampiezza di orizzonti della nuova società, aperta a 360 gradi nell’ambito della formazione sportiva. Alla squadra “maggiore”, infatti, si affianca una rigogliosa scuola calcio, in competizione per i tornei provinciali di Pulcini e Esordienti. Ma non è tutto. Per l’anno prossimo è in programma l’iscrizione al campionato under 18 e, soprattutto, in collaborazione con l’associazione Arcobaleno, si sta tentando di costituire una scuola sportiva di pallavolo, che rappresenterebbe una novità assoluta per il territorio.
L’intento, perciò, sembra chiaro. Rotunda Maris è una società fatta dai giovani per i giovani. E i numeri non smentiscono l’affermazione: la gran parte dei 35 della rosa ha una data di nascita compresa tra il 1990 e il 1992. A fare da chioccia, però, ci sono anche giocatori esperti come il presidente Francesco Lateana, Rodolfo Stigliano, Nicola Buongiorno, Giuseppe Laguardia e il capitano Giulio Demininno.
Ma la gioventù non è solo quella degli atleti. Non sono da meno i dirigenti. Questo il team societario: Francesco Lateana (presidente), Cosimo Rinaldi (vice-presidente), Luigi Nucera (segretario), Pasquale Nucera (cassiere), Pier Luigi Pasquino e Mimmo Cavallo (consiglieri). Tutte le attività dell’associazione sono descritte sul sito internet http://www.asdrotundamaris.splinder.com/, dove è possibile seguire, ogni settimana, il cammino della squadra in campionato.

Pino Suriano

6 feb 2008

Pd a Rotondella nasce nella pace, ma nel segno dell'ex Margherita

21 candidati per 21 seggi. Al provinciale eletti Francomano e Cuccarese

Il Partito Democratico, a Rotondella, esisteva da tempo. Già tutto plasmato in quell’unità salda, e quasi mai scossa, dell’alleanza pluriennale tra Diesse e Margherita. Mai uno screzio, mai una lotta di potere fuori le righe. Tutto il contrario di quello che accadeva nei comuni limitrofi (vedi Policoro), in provincia e in regione. Ed era prevedibile, perciò, che alla nascita del nuovo partito si giungesse nella pace più totale. Così è stato: 21 seggi per il coordinamento comunale, 21 candidati. Nessuna lotta personale, tutti d’accordo prima del voto. E così dovrebbe essere per la carica di segretario comunale, figura chiave per trattare le eventuali alleanze del partito alle prossime comunali. Eppure, nonostante il clima, qualche indicazione è arrivata dai voti di preferenza. La prima riguarda l’affermazione, sul piano dei consensi, dell’area cattolica dell’ex Margherita. Stravince, con 81 voti, l’ex sindaco e assessore provinciale Mario Cucari. Dietro di lui, tra i più votati, altri tre esponenti della stessa area: Carmelina Cirigliano (38 voti), Maria Suriano (34) e Donatella Negro (33). Bisogna aspettare la quinta piazza di Domenico Lacopo (25 voti), per trovare un esponente dei Ds tra i primi eletti. Il partito, insomma, nasce con una chiara pendenza verso il centro. Naturalmente tutto questo, nella logica unitaria del partito e nel clima di pace già descritto, potrebbe essere irrilevante. Ma non si sa mai. Questi gli altri eletti del coordinamento di circolo: Antonio Caprara, Bruno Gasperini, Antonio Laguardia, Nicola Laruina, Pasquale Magno, Antonio Persiani, Rodolfo Stigliano, Nicola Toscano, Giuliana Castronuovo, Teresa Dilorenzo, Carmela Dimatteo, Marianna Dimatteo, Graziella Divincenzo, Domenica Pitrelli, Concetta Ripoli e Rosanna Tito. Sfida più accesa per l’elezione dei membri dell’assemblea provinciale nel collegio di Rotondella, comprensivo dei comuni di Valsinni, San Giorgio Lucano e Colobraro. Anche in questo caso si impone una figura dell’ex Margherita, Maria Cuccarese, prima eletta con 218 voti. Buona affermazione anche per Enzo Francomano, già membro del direttivo provinciale Ds, secondo eletto con 192 voti. Siederanno con loro in assemblea provinciale, per il collegio di Rotondella, anche Gaetano Rimedio (180), Luciana Abbondanza (178), Maurizio Stigliano (175), Armanda Fabiola Arbia (171) e Domenico D’Elia (127). Non ce l’hanno fatta Teresa Miraglia (120), Antonio Palazzo (66) e Carmela Dimatteo (53).


Pino Suriano - da Il Quotidiano della Basilicata

27 gen 2008

I Complessati Live: uno spettacolo!!

Una piccola eccezione al carattere informativo del blog. L'esibizione straordinaria dei Complessati in contrada Foresta. La musica è bella anche perchè, a interpretarla, ci sono persone così. E non è ironico!!!


IL CIUCCIO



MUGNAIO HARD


Il Papa della Ragione fa lezione ai cattolici reattivi

Pubblico di seguito le mie considerazioni sulla vicenda del papa alla Sapienza, pubblicate sulla Tribuna del Quotidiano lo scorso 24 gennaio.

Gentile direttore,
desidero esprimere qualche considerazione sulla mancata visita del papa alla Sapienza e sulla sagra del “commento indignato” che si è scatenata sulla vicenda. Quella sagra tipicamente italiana per cui tutti gridano e straparlano, ma quasi nessuno centra le questioni di fondo.
Non lo fanno tanti cattolici (bisogna ammetterlo) quando gridano all’illibertà e ricordano che il papa ha parlato addirittura in Turchia e non può farlo in Italia. E’ argomento strumentale e lo sanno pure i bambini: il papa parla tranquillamente in Italia (e nelle tv italiane) quasi tutti i giorni.
Ancora peggio (sempre i cattolici) quando sostengono che “i quattro gatti” della Sapienza non possono imporre il loro parere a una maggioranza ben più larga. Bella cultura della democrazia (e tanto poco cattolica), quella secondo cui le sole maggioranze hanno potere decisionale! La dottrina cattolica (lo ha ricordato più volte il papa stesso) propone un senso della democrazia ben più autentico, fatto di pluralismo e libertà di espressione. Perciò quei 67 professori, fossero anche solo due gatti, devono poter esprimere il proprio parere. E’ il principio su cui fonda, tra le altre cose, la stessa libertà religiosa in uno stato laico.
Anzi, il fatto che 67 professori esprimano pubblicamente un’idea di scienza, di verità e di cultura non può che far bene all’Università del nepotismo, dell’erudizione e del “bastachepubblicoqualcosa”. L’espressione dichiarata di una matrice culturale, infatti, può contribuire a riaccendere quel sopito clima di dialogo tra le posizioni culturali, che è fondamento stesso della ricerca universitaria.
E’ proprio questo il terreno su cui voleva scendere (e comunque lo ha fatto) papa Benedetto: provare a discutere un’idea autentica di ricerca della verità e del bene comune. Un’idea di scienza e di cultura fatta per l’uomo, e non contro di lui.
Cosa c’è di più universitario di questo, cosa di più umano? Ecco, perciò, l’errore di quei professori! Che è errore di pregiudizio, quel pregiudizio secondo cui dal cattolicesimo (e da questo papa in particolare) non possano che nascere posizioni dogmatiche e antiscientifiche.
Pregiudizio infondato: questo non lo sapranno i bambini, ma tutti quelli che con un po’ di lealtà hanno studiato la storia culturale dell’Europa e con onestà intellettuale ascoltano le parole di questo papa. Un papa che scende, senza timori di sorta, nell’agone politico e culturale. Un papa che non ha paura di esprimere e verificare i suoi ideali, come aveva fatto, peraltro, il suo predecessore.
Un papa, insomma, che più di altri esemplifica ciò che l’Università dovrebbe essere. Il cattolicesimo italiano (spesso culturalmente invisibile proprio nelle scuole e nelle università) dovrebbe guardarlo con più attenzione. Imparerebbe anche a reagire: partendo dalle ragioni e non più dall’indignazione reattiva, che è motore politico di ben altre ideologie che tanto danno hanno fatto alla Chiesa stessa.
Pino Suriano

Caso Falcone: un anno in cella senza giudizio

Rimandata al 22 marzo la prossima udienza

ROTONDELLA - Continua il Calvario di Angelo Falcone e Simone Nobili, gli italiani arrestati in India il 10 marzo scorso per possesso di stupefacenti. La loro prossima udienza, infatti, è fissata per il 22 marzo. E intanto i due dovranno rimanere in carcere, senza la possibilità di essere giudicati in tempi brevi. L'ennesimo rinvio ha fatto sbottare Giovanni Falcone (padre di Angelo residente a Rotondella), che ha così commentato: "Potete ben capire cosa questa notizia rappresenti o per me e per i due ragazzi. Ti crolla il mondo addosso - ha aggiunto - a pensare che questi due ragazzi hanno buttato lì un anno della loro vita per la lentezza dell'iter giudiziario di quel paese". Una nota di protesta è giunta anche dall'associazione di diritto internazionale Secondo Protocollo: "L’udienza è stata di nuovo rinviata al 22 marzo - si legge sul sito dell'associazione - cioè dopo un anno esatto di detenzione ancora siamo a livello di udienze preliminari del giudizio di primo grado. Intollerabile se si considera che il Diritto Internazione prevede un processo equo da effettuarsi “in tempi ragionevoli”. Ora, se questi sono tempi ragionevoli ci dobbiamo aspettare che prima di poter presentare le prove che contrastino le accuse e quindi di poter riacquistare la libertà, i ragazzi dovranno fare una detenzione pari ad un minimo di due anni. Chiediamo quindi un intervento urgente del Governo Italiano - prosegue l'associazione - su quello Indiano affinché venga garantito ad Angelo Falcone e a Simone Nobili un giusto ed equo processo in tempi ragionevoli che non possono certo essere due anni. Gia nella dinamica dell’arresto si è assistito ad una farsa, ora non si può assistere immobili ad un’altra farsa che riguarda il processo. Stiamo parlando di due ragazzi innocenti, di due vite umane, non di due pupazzetti".

26 gen 2008

E' passato da Nova Siri l'unico corto italiano agli Oscar

Il film vinse ad agosto a Cinemadamare

Il corto di Andrea Jublin “Il supplente” (“…dedicato a tutti coloro che hanno problemi di condotta”), prodotto da Sky Cinema, è stato nominato nella categoria “Live action short” per gli Oscar del Cinema 2008. Il film del regista torinese (che è anche attore protagonista) ha sbaragliato la concorrenza di molti altri corti e sarà tra i pochi a rappresentare l’Italia nella cerimonia di premiazione del 24 febbraio.
E in questo successo inatteso non manca un pizzico di Lucania. Perché nelle ag
enzie di stampa di mezzo mondo, ieri, è rimbalzato anche il nome di Cinemadamare, rassegna itinerante diretta dal produttore lucano Franco Rina. Il corto in questione, infatti, è proprio quello che in agosto ha conquistato, come Miglior Film, il Premio Epeo assegnato ogni anno a Nova Siri nell’ambito della rassegna. Perciò la notizia, se ancora ve ne fosse bisogno, conferma la qualità artistica dei corti proposti e convalida le scelte della Giuria Popolare di Nova Siri, più volte giudicata inattendibile per scarsa competenza e superficialità valutativa. Jublin, peraltro, era stato premiato anche dalla Giuria Tecnica del festival come Miglior Attore Protagonista. Il verdetto di quella equipe, presieduta da Salvatore Verde, parlò di “recitazione sovratonale, ai limiti del virtuosismo”. Ora non resta che attendere la cerimonia di premiazione del 24 febbraio. Vincere non sarà facile, ma a questo punto non può più sembrare impossibile. Chi scrive vide il film con un certo entusiasmo, pur senza prevedere una affermazione di tale livello. Si tratta di una “scenetta” scherzosa e a tratti irriverente, ma che subito lascia intuire, allo spettatore attenta, una certa profondità di giudizio. Nell’irrazionalità che ne caratterizza la trama, si legge, infatti, una critica amara al mondo superficiale dei giovani e, soprattutto, allo smarrimento esistenziale degli adulti.
La scena è dominata, infatti, dalla vicenda di un uomo che si presenta in classe in qualità di supplente. Subito, però, i suoi atteggiamenti e le sue proposte, miste di infantilismo e isteria, fanno presagire un’anomalia che si spiegherà presto. L’uomo, che a un certo punto scappa misteriosamente dalla classe, è davvero un supplente?
Questo il primo colpo di scena. Perché il protagonista, uscito da scuola, si ricompone e torna a svolgere il suo lavoro da manager in ufficio, dove c’è da risolvere una difficile situazione commerciale con potentissimi partners giapponesi. Ebbene, quell’irrazionale infantilismo mostrato a scuola lo condurrà a un insperato successo lavorativo, attraverso un colpo di scena finale dall’altissimo effetto comico. Che ricorda allo spettatore un dramma umano: anche negli adulti, e persino nei loro affari più seri, domina (e determina le scelte) una certa insana irrazionalità. Tutto questo in soli 15 minuti! Geniale.


Pino Suriano - Il Quotidiano della Basilicata

Il fuoco di Sant'Antonio tra piccole polemiche

"Il fuoco a Policoro? Come il made in China".

ROTONDELLA – “Il fuoco di Policoro? E’ come il made in China, sarà anche conveniente ma non può mai essere buono come il prodotto originale”. Non è stizzita, ma comunque affilata, la frecciata di Antonio Pastore, assessore comunale alla Cultura. Destinatari del messaggio sono i promotori di un altro falò di Sant’Antonio, quello che da qualche tempo si organizza a Policoro grazie all’impegno di associazioni di rotondellesi. L’invito è chiaro. “Non vivono mica a New York - spiega Pastore - il miglior modo di valorizzare il loro legami per le origini, perciò, sarebbe quello di partecipare al fuoco di Rotondella”.
Ognuno, naturalmente, decide per sé. Ma ai rotondellesi in patria un pizzico di orgoglio rimane. Le presenze al fuoco di venerdì scorso, infatti, non erano poche, ma sicuramente qualcuna in meno degli anni scorsi, quando proprio tanti residenti a Policoro salivano in paese per presenziare all’evento. Eppure gli ingredienti della tradizione c’erano tutti. A cominciare da Filippo Bitonte, il 92 enne di Rotondella che ogni anno accende il fuoco a Rotondella. Nato proprio il 16 gennaio 1916 (quasi fosse scritto nel destino), si occupa dell’accensione da quando aveva 9 anni. Per il resto, tutto come da copione: pastizzi e carne arrostita al fuoco, musica popolare con il gruppo Bassa Musica di Molfetta e tanto calore dal fuoco. Il tutto grazie all’impegno congiunto di commercianti, amministrazione comunale e Pro Loco. A Policoro, naturalmente, si può fare tutto questo e anche di più. Ma le sue strade larghe e moderne non potranno offrire mai il “calore suggestivo” di un centro storico, di quel centro storico.

Pino Suriano - da Il Quotidiano della Basilicata

22 gen 2008

Rotondella: si è dimesso il vice sindaco Palazzo

Ma già oggi potrebbe rientrare dopo un incontro di maggioranza. A quali condizioni?

ROTONDELLA – Il vice sindaco Gianluca Palazzo si è dimesso da tutti gli incarichi amministrativi e rimane un semplice consigliere comunale. La notizia è giunta in comune prima delle vacanze di Natale (il 23 dicembre), ma solo dopo le festività è stata comunicata pubblicamente. A quanto pare, però, Palazzo starebbe già pensando di rientrare. L’incontro di maggioranza fissato per questa sera, infatti, potrebbe essere decisivo in tal senso. Ma cosa è accaduto in sostanza? La lettera di dimissioni parla chiaro: Palazzo non avrebbe condiviso alcune scelte politiche della maggioranza. Contattato telefonicamente dal Quotidiano, non ha voluto rilasciare dichiarazioni sulla vicenda. Ma un paio di questioni erano note da tempo. A Palazzo, infatti, non erano andate giù alcune scelte relative ai rapporti con il personale impiegato in comune (a quanto pare l’ufficio tecnico) e alcune direttive collegate ai recenti lavori in corso Garibaldi. A far maturare la scelta avrebbero contribuito, inoltre, i suoi pressanti impegni lavorativi.
Ma le questioni personali non bastano a motivare la scelta. Troppo importante l’incarico, troppo alti i costi per ottenerlo. La sua nomina alla carica di vice sindaco, infatti, aveva prodotto una rottura decisiva tra la maggioranza e il consigliere Tina Bianco, che proprio a tale carica aspirava sulla base dell’alto numero di preferenze ottenute.
Il sindaco Vito Agresti, spiazzato dalla decisione, si è subito impegnato a ricucire. “Sono intenzionato a non accettare le sue dimissioni – ha detto il primo cittadino – Il contributo di Palazzo è troppo importante per questa amministrazione. Sono sicuro che il suo buonsenso lo farà ricredere”.
Stessa apertura anche dal resto dell’amministrazione. “Si è dimesso dagli incarichi – ha spiegato Antonio Pastore, assessore alla Cultura – ma non dal gruppo di maggioranza e dal consiglio comunale. Ciò lascia intendere che la rottura è riparabile”. Diverso il parere di Vincenzo Francomano, capogruppo del Pd in consiglio comunale, che parla di una allarmante “emergenza amministrativa”.
Intanto, però, resta aperta la domanda su chi sarà l’erede, qualora Palazzo non dovesse accettare la mano tesa del sindaco. Le ipotesi sono tante e diversamente motivate.
Tra i papabili c’è sicuramente Rudy Marranchelli, che proprio in questi giorni lascia il suo incarico di assessore alla Comunità Montana Basso Sinni. Ma quando insinuiamo il dubbio lui glissa con decisione: “Sono sicuro che Palazzo deciderà di tornare”. Qualora ciò accadesse, però, l’ex vicesindaco dovrà spiegare pubblicamente le ragioni precise del suo giusto e, soprattutto, le condizioni poste per il rientro.

Pino Suriano

14 dic 2007

Rotondella: denunciato un uomo per possesso di botti illegali

Fonte Ansa

(ANSA) - MATERA, 13 DIC - Con l'accusa di detenzione illegale di circa cento chilogrammi di botti, la Guardia di Finanza ha denunciato uno uomo alla magistratura.L'uomo, di 49 anni, di Rotondella (Matera), e' stato denunciato in stato di liberta'. L'uomo aveva custodito in un appartamento un quintale di materiale esplosivo comprendente ''artifizi'' denominati ''Rambo 3'', ''Bombard'' e ''Enterprise 4000