Notizie da Rotondella, Nova Siri e altri comuni

IconDi Pino Suriano, articoli dal Quotidiano della Basilicata e altro

L'albicocca è sempre più regina

Conclusa con un bilancio positivo la XIII edizione della sagra

ROTONDELLA – La sagra del 2009 è partita in un giorno speciale. Il 4 luglio è il giorno in cui Carlo Stigliano avrebbe compiuto cinquant’anni. Il compianto “Carletto”, scomparso negli anni scorsi, amava la politica, ma era anche manager di una importante azienda ortofrutticola, e amava perciò l’agricoltura e i suoi prodotti, che guardava sempre in un’ottica di sviluppo e innovazione.

La sagra, in fondo, riunisce gli stessi ingredienti: l’impegno promozionale e organizzativo del soggetto politico (l’amministrazione comunale) e l’entusiasmo operativo dei produttori agricoli del territorio.

L’evento, organizzato dall’assessorato alle Politiche Agricole, è riuscito bene. Buona la “prima” di Vincenzo Montesano, neo assessore al ramo, che ha caratterizzato questa XIII edizione con una novità, l’assegnazione del premio “Albicocca d’oro”, conferito ai primi produttori locali di albicocca negli anni ‘70: Tonino Bianco, Vincenzo Bianco e Cosimo Montesano.

Il “cuore” della sagra, come sempre, è stato il momento di degustazione, ma non sono mancati altri momenti interessanti. Primo tra tutti il convegno su “Albicocca e alimentazione”, che ha puntato l’attenzione sui temi della sicurezza alimentare e della qualità. L’intervento del dottor Pasquale Calbi (Asm Matera) ha sottolineato l’importanza di un’alimentazione equilibrata per la salute del corpo. Poi gli interventi di S. Martelli, A. Gatto e G. Dimatteo, membri del Distretto Agroalimentare, hanno richiamato l’importanza dell’Igp (Indicazione Geografica Protetta) per il potenziamento della qualità e della competitività dei prodotti. All’incontro erano presenti anche tanti big della politica lucana, in particolare del Pd, giunti a “onorare” la vittoria elettorale del nuovo sindaco e “compagno” di partito Vincenzo Francomano. Oltre all’atteso Vincenzo Viti, assessore regionale alle Politiche Agricole, si sono fatti vedere in sala i senatori Filippo Bubbico e Carlo Chiurazzi, l’assessore regionale Vincenzo Santochirico, il consigliere regionale Antonio Di Sanza, l’ex assessore provinciale Franco Labriola e il neo eletto consigliere provinciale Serafino Di Sanza. Non è mancato, inoltre, il saluto di Roberto Poli, sindaco di Casalfiumanese, centro emiliano gemellato con Rotondella in nome della comune importanza della produzione di albicocca.

Significativa la collaborazione attiva delle sigle sindacali del territorio, Cia, Coldiretti e Confagricoltura. La Cia, in particolare, ha commentato l’evento con una nota: “La XIII sagra chiude in positivo, tutti gli stand attrezzati per servire il pubblico hanno retto bene all’assalto. Un ringraziamento particolare va ai tanti associati presenti con gli stand, Donne in campo Cia Rotondella , La Masseria del Barone, Azienda Agricola Angeloni, Fior di Carne Bio, Ivan Guida produttore di mieli”.

Infine una curiosità non priva di significato. Nel corso dell’incontro il dottor Carmelo Mennone, dell’Alsia, ha presentato i dati di un “Consumer Test” somministrato ai passanti pochi minuti prima. Sul banco del test erano proposte tre diverse qualità di albicocca, denominate “A” “B” e “C”. Al consumatore spettava selezionare quella migliore al primo impatto. Le qualità proposte erano, rispettivamente, “Pellecchiella”, “Portici” e “Porta Elena”. Paradossali i risultati. Ha vinto, scelta da un maggior numero di consumatori, la “Porta Elena”, meno rinomata sul piano della qualità, ma, probabilmente, presentata meglio. Il vero paradosso, però, è un’altro: l’albicocca più apprezzata era l’unica non prodotta sul territorio. Insomma, a quanto pare, bisognerà crescere anche nella presentazione del prodotto. Altrimenti, per competere sui mercati, non ci sarà sagra o fiera che tenga.


Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

 
 

Il Lido Rivolta tra i rifiuti



Nota: le foto pubblicate risalgono ai giorni scorsi (venerdì scorso quelle dell'immondizia, 25 giugno quelle del lungomare sommerso dalla sabbia). Sono stato al mare oggi (sabato 11 luglio) e la spiaggia è stata ripulita.


ROTONDELLA – Un sospiro di sollievo nasce spontaneo, quando si arriva al lido di Rotondella e ci si accorge che i macchinari sono al lavoro. Il comune ha avviato gli interventi per rimuovere la sabbia e le erbacce dalla passeggiata lungomare, sommersa dalle mareggiate dell’inverno scorso e lasciato scandalosamente così fino ai giorni scorsi. Tra breve tutto sarà pronto.

Ma si percorre qualche metro e lo sconforto ritorna. Basta avvicinarsi al parcheggio semi-circolare che conduce ai due lidi presenti nel tratto di costa rotondellese. Lo spettacolo non è invidiabile. Le immagini pubblicate in pagina, del resto, parlano da sé. Il parcheggio, luogo privilegiato dalle coppiette nei mesi invernali, non è stato ancora ripulito. Cartacce, gomme d’auto e rifiuti di ogni genere lo inondano e lo rendono assolutamente poco frequentabile.

Si potrebbe soprassedere, in fondo è solo un parcheggio. Ma pochi passi più in là, a meno di venti metri dai lidi, è sorprendente lo spettacolo di un cassonetto ribaltato con scatole e rifiuti di ogni genere riversati per terra. Di sicuro è trascurato da un bel po’ di giorni. E non siamo in un parcheggio, ma sull’arenile.

A pochi metri di distanza, in perfetta contrapposizione, crescono gli splendidi gigli della zona tutelati dagli ambientalisti. Accanto c’è un immondezzaio a cielo aperto.

Camminando verso Nova Siri si giunge nei pressi del lungomare e del campeggio comunale. Anche lì la situazione non è delle migliori. I cassonetti sono pieni fino all’orlo, e mentre i macchinari sono al lavoro per ripulire la passeggiata dalla sabbia, si nota, tra le tante cose, un grosso oggetto arrugginito (forse una bombola del gas) per terra da chissà quanto tempo. Se per i lavori dell’arenile, come è giusto, è stato necessario attendere un cospicuo sostegno economico dalla Regione, per togliere un po’ di rifiuti, probabilmente, sarebbe bastato molto meno.

Non stiamo parlando della situazione di lieve degrado che può riscontrarsi nei mesi invernali o primaverili, in attesa dell’estate. Il nostro primo passaggio è datato giovedì 2 luglio. “Speriamo che per il week end si intervenga - abbiamo pensato quel giorno – quando ci saranno più bagnanti”. Siamo ritornati in spiaggia sabato e domenica: i bagnanti c’erano, l’immondizia pure.


Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

 
 

IL PERSONAGGIO/ NICOLA IELPO


“La fabbrica del denaro” Il libro di Nicola Ielpo, ex direttore della Zecca di Stato


“I soldi non cadono dal cielo”, recita un detto di saggezza popolare. Serve a chiarire che bisogna sudarseli giorno per giorno. Ma il detto, fuor di metafora, esprime anche un’altra verità.

E cioè che i soldi sono fabbricati da qualcuno. In un preciso luogo fisico, nel quale c’è gente al lavoro che progetta e realizza. Un po’ come in tutte le fabbriche.

Si occupa proprio di questo “La fabbrica del denaro”, libretto sintetico e maneggevole edito da Texmat. Il sottotitolo ne chiarisce il contenuto: “Dall’asse all’euro. Storia bimillenaria della Zecca di Roma e delle sue monete”. L’autore, Nicola Ielpo, nel settore è da tempo un’autorità. Il suo nome, probabilmente, non dirà molto ai “profani”. Ai quali, comunque, non possono essere sconosciute le sue “opere”. Ielpo, lucano originario di Rotondella, ha infatti contribuito a decidere forma, peso e dimensione dell’euro, animando dal 1991 un gruppo di lavoro internazionale (Mdwg - Mint Directors Working Group) con il compito di definire la serie unica di monete europee. Eppure l’ingegnere lucano era entrato già da tempo “nelle nostre tasche”, con la vecchia 500 lire. E’ suo, infatti, il brevetto per la moneta bimetallica, utilizzata per le 500 lire e, in seguito, per le monete da 1 e 2 euro.

Sono curiosità che fanno effetto, ma solo in parte rendono l’idea di una carriera quarantennale vissuta sempre ai vertici. Ielpo, nato a Rotondella nel 1936, si è laureato in Ingegneria Meccanica presso l’Università di Napoli. Dal 1979 al 1999 è stato Direttore della Zecca, dal 1990 al 1992 è stato Presidente della Conferenza Mondiale dei Direttori di Zecca (Mdc). Oggi insegna Tecnica Monetaria nella Facoltà di Ingegneria dell’Università di Roma Tor Vergata.

“La fabbrica del denaro”, diviso in nove capitoli, è un ampio excursus sulla produzione di monete nella storia. Ielpo vi condensa le sue ampie conoscenze teoriche, che acquistano particolare gusto per quella chiarezza espressiva che può offrire solo chi ha “masticato” per decenni gli argomenti trattati.

Il lettore “profano” è colpito, in particolare, dai capitoli storici. Si parte dalla monetazione romana, con l’introduzione dell’uso, attribuito dalla tradizione all’antico re Servio Tullio, di riprodurre sulla moneta una determinata impronta (aes signatum) per fornire una garanzia del suo peso. L’excursus storico continua con il racconto della monetazione in età medievale e nell’età dei comuni, che espressero il proprio particolarismo politico anche attraverso la produzione di monete. Così, mentre Firenze dava vita al suo “fiorino”, a Genova nasceva il meno noto “genovino” e così via. Un’ampia trattazione, poi, è riservata all’Unificazione Monetaria del 1862 e alla monetazione dal 1900 agli anni ‘20. Un lungo paragrafo è dedicato al ventennio fascista, nel corso del quale le monete divennero strumento per la propaganda e gli slogan del regime. In una moneta da 20 lire di argento, illustrata nel testo, si legge il motto: “Meglio vivere un giorno da leone che cento anni da pecora”. Si giunge, così, alle vicende “monetarie” dell’Italia repubblicana, con la famosa “crisi degli spiccioli” di fine anni ’70, quando lo stato si ritrovò incapace di sopperire alla necessità di scambi della vita quotidiana e il paese reagì con la trovata “magica” dei mini-assegno, messi in circolazione dalle banche in sostituzione delle monete.

Al termine dell’excursus sulla monetazione prende avvio quello sulla Zecca di Roma, rivisitata, come preannuncia il sottotitolo, nella sua storia bimillenaria. Nei capitoli conclusivi Ielpo, che è stato un “tecnico” prima di diventare dirigente, espone le competenze maturate negli anni, con capitoli sulle tecniche di fabbricazione delle monete e sui metalli monetari utilizzati nel corso della storia. Non è privo di curiosità l’ultimo capitolo, che tratta di “Falsificazione e alterazione di monete”. Un argomento che non smetterà mai di essere attuale.

Pino Suriano

“Il Feticista delle monete”

Dall’appendice del libro pubblichiamo un estratto di “Ach Europa”, testo edito nel 1987 dal grande scrittore e giornalista tedesco Hans Magnus Enzensberger. Il capitolo del libro dedicato all’Italia fu tradotto e pubblicato, nello stesso anno, dal settimanale L’Espresso.

Con la sua penna brillante Enzensberger riprende la famosa vicenda della “crisi degli spiccioli”, determinata negli anni ’70 dalla difficoltà di far fronte alla domanda di produzione da parte della Zecca. L’analisi dell’autore individua le cause nella difficoltà di liberare l’ente dai lacci dell’apparato amministrativo statale. La Zecca, a suo parere, cominciò a volare alto proprio quando cessò di dipendere direttamente dall’apparato statale e fu aggregata alla stamperia nazionale come sezione autonoma. “Era legata come Gulliver – scrive Enzensberger – perché i Lillipuziani della politica le impedivano qualunque movimento”. Ecco come descrive, con la sua colorita ironia, la figura di Nicola Ielpo.

Nicola Ielpo è un signore di età indefinita, riservato e cortese. Carnagione scura, grande testa romana, naso prominente, completo marrone; impeccabile dalla testa ai piedi. Parla piano, tranquillo, soppesando le parole. Il suo accentro denuncia l’origine dalla Basilicata. Il suo sguardo, prima malinconico, si anima non appena il tema della conversazione si incentra sulla sua passione. Perché il signor Ielpo è – non so descriverlo altrimenti – un feticista delle monete. Accarezza delicatamente un pezzo del museo proveniente dallo studio di Giuseppe Bianchi, e il suo sguardo riposa soddisfatto su una vecchia pressa dei tempi dello Stato Pontificio”.

“[…] Per risolvere il problema (della “crisi delle monete”, ndr.) non c’era bisogno di farsi dare una mano dalla tradizione austriaca e neppure dalle ben note virtù lombarde. Perché, in tutto e per tutto, l’ingegner Ielpo proviene dal Sud, da una cittadina della Lucania. […] Il signor Ielpo, che non appartiene alla nuova classe media rampante, che non è un individuo socializzato post-industriale, ma un gentiluomo piuttosto antiquato, grassoccio… che probabilmente vota per la Democrazia Cristiana, si dedicava tranquillamente alla sua occupazione prediletta, che consiste nel coniare monete. D’accordo, ci sono cose più importante delle monete che tintinnano nel portamonete. Però, finché c’è gente come Nicola Ielpo, l’Italia non è perduta”.

Pino Suriano - scritto per l'inserto domenicale Q del Quotidiano della Basilicata


 
 

La nuova regola del blog!!!

Oggi si cambia! Da questa mattina i commenti potranno essere lasciati solo in seguito all'iscrizione. La procedura è semplicissima: sulla pagina dei commenti basta cliccare su "Registrati qui" e seguire le istruzioni (tutto molto facile, basta un indirizzo mail!).
Chiarisco una cosa importante. Anche dopo la registrazione potete continuare a rimanere anonimi. Vi basterà mettere nella casella "Nome visualizzato" un nome di invenzione (sul blog di Nova Siri usano, per esempio, "PennaLibera", "Pericle", "Zorro", etc...) e nessuna informazione sulla vostra identità sarà visibile agli altri utenti.
Nessuno (neppure io) potrà, dunque, conoscere la vostra identità se non lanciate offese personali o diffamazioni tramite il blog. In quel caso, e solo in caso di eventuale querele, la polizia postale potrebbe individuarvi...
Quindi tranquilli.. Chi non offende, pur criticando anche aspramente, rimane anonimo al 100%...
La nuova regola serve solo a scaricarmi da responsabilità che non sono mie per eventuali offese personali, qualora si continuasse ad esagerare come è già capitato.
Lo faccio con grande rammarico. Avevo sperato che si potesse discutere civilmente anche da anonimi.. Questa, però, adesso diventa una sfida. Ora si vedrà se noi rotondellesi sappiamo dar valore alla discussione o sappiamo usare il blog solo per offendere da "anonimi".
Se nessuno si iscrive sarà vera la seconda!!
Chi trova problemi con l'scrizione può contattarmi sulla mail pinosuriano@yahoo.it

PINO

 
 

Rotondella: l'albicocca è ancora regina


Sabato 4 e domenica 5. Una due giorni si sagra.

ROTONDELLA – E siamo a tredici. Non si ferma la tradizione che ha trasformato il frutto-simbolo del territorio nell’evento più seguito del Balcone sullo Jonio. Anche quest’anno una “due giorni” di appuntamenti celebrerà le grazie del frutto arancione.

Non mancherà il solido connubio, ormai collaudato negli anni, tra eventi culinari, spettacolari e convegni di informazione. Si parte oggi alle ore 17, con l’apertura della mostra “Civiltà Contadina”, a cura dell’associazione Rotunda Maris. Alle ore 17,30 il “Consumer Test”, a cura dell’Alsia. Alle 18 il convegno dal titolo “Albicocca e Alimentazione”, per il quale sono attesi, tra gli altri, gli interventi di Franco Stella, presidente della Provincia di Matera, e Vincenzo Viti, Assessore Regionale all’Agricoltura. Conclusione della serata con il saggio di ballo a cura dell’associazione Arcobaleno.

Ma il pezzo forte arriva domani. Nel pomeriggio l’evento dedicato ai bambini, “Educare all’alimentazione giocando”, a cura delle associazioni Alsia, Arci, Coldiretti, Only Top Dance, Arcobaleno.

Poi, a partire dalle 20, l’evento più atteso: l’apertura degli stands gastronomici e la distribuzione gratuita di albicocche. Dalle 21 l’intrattenimento musicale con il gruppo Pelosofolk. Non mancherà, come nell’edizione del 2007, Roberto Poli, sindaco di Casalfiumanese, centro emiliano gemellato con Rotondella proprio in nome della comune tradizione dell’albicocca. Il primo cittadino ricambierà la visita ricevuta nei giorni scorsi da una rappresentanza del comune di Rotondella.

Pochi, alla metà degli anni ’90, avrebbero immaginato una tale crescita per l’evento, che ebbe come primo obiettivo quello di associare il territorio al suo frutto prodotto in maggiori quantità. Si cominciò con le degustazioni. Le gente arrivava e andava via con casse di albicocche, non molto di più. Negli anni l’evento fu reso più completo e si presentarono prodotti sempre più gradevoli e sfiziosi (marmellate all’albicocca, gelati all’albicocca, liquori all’albicocca). Poi venne il felice gemellaggio con Casalfiumanese, e si pensò all’arricchimento del momento con incontri scientifici e di marketing sulla produzione e la vendita del prodotto, e in questo contesto il comune divenne anche fondatore dell’Associazione Nazionale Città della Frutta. E poi le presenze, sempre in crescita nel corso degli anni. Insomma, la sagra dell’albicocca ha una sua piccola storia.


Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata


 
 

Sagra dell'albicocca

Domani, sull'inserto estate del Quotidiano, presentazione della XIII sagra dell'albicocca.
Durerà due giorni, sabato 4 e domenica 5.

 
 

In soffita la Bagarre di Dimatteo


L'ex assessore-artista si sfoga per la mancata riconferma della sua storica rassegna culturale

NOVA SIRI – Gaetano Dimatteo ha scelto Facebook per esprimere la sua amarezza. Un commento pubblico indirizzato personalmente al sindaco, Giuseppe Santarcangelo. La sua creatura, “Bagarre a Nova Siri”, non esiste più. Lo ha deciso la nuova amministrazione comunale, che manda così in soffitta il nome della rassegna di eventi culturali ideata dallo scenografo quando era assessore con lo stesso Santarcangelo.

Per Dimatteo suona come una condanna. Una bocciatura al suo modo estroso di concepire e comunicare le politiche culturali.

“Illustre sindaco – recita il commento ironico su Fb - peccato che dopo tantissimi anni sia stato velocemente cancellato un titolo bizzarro e stravagante come Bagarre a Nova siri. Bravo illustre sindaco, bravi i tuoi assessori. Doppio complimento per aver defenestrato un assessore e il titolo di un cartellone culturale”.

Il malessere di Dimatteo, del resto, era sentito da tempo. “Certe volte basterebbe un minimo di cortesia, quanto basta per un invito” ci aveva detto nelle scorse settimane. Aveva già deciso di non ricandidarsi alle ultime comunali, ma un invito a prendere parte alle consultazioni elettorali, lui che era stato per cinque anni assessore, se lo sarebbe aspettato. Si sentiva “mortificato” per il fatto che il suo gruppo avesse scelto di fare a meno di lui, nonostante la lunga esperienza politica come assessore con l’amministrazione di Rocco Bruno, poi come consigliere provinciale con Forza Italia e, in ultimo, come assessore con lo stesso Santarcangelo.

Una carriera chiusa con un bilancio amaro sull’ultimo quinquennio amministrativo: “Ho lavorato da 6, la sufficienza. Ogni volta che facevo una proposta mi si diceva che non c’erano mai soldi”.

Una vicenda,inoltre, lo aveva fatto soffrire in modo particolare. “In economato - aveva detto - ci sono 2.500 euro per il restauro della barca, che giace ad ammuffire e arrugginirsi. L’ho fatto presente più volte, perché non è stata ancora illuminata e messa in ordine?”

Insomma, si era sentito poco considerato. Era accaduto anche l’anno scorso, per un’altra vicenda. Si trattava di scegliere gli alberi per la piantumazione in via Siris. Chi più di lui avrebbe potuto fornire un parere estetico? “Avevo suggerito dei cipressi, come in un piccolo paese della Toscana. Non immagina le urla che sono state fatte contro questa mia affermazione. Alla fine hanno scelto i tigli, come nel primo lotto. Naturalmente senza ascoltarmi”.

E ora? “ Adesso ho chiuso con la politica, ma continuerò le mie lotte in difesa dell’ambiente. Si dice che l’artista si esibisce una sola volta. Io, in politica, l’ho fatto già tre volte. Ed è troppo”.


Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

 
 

"Rotondella in girotondo"

Edita da Palomar la miniguida realizzata dagli alunni delle medie e delle elementari

ROTONDELLA - E’ un oggettino pregevole la miniguida realizzata dagli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado. Basta prenderla in mano e sfogliarla. La forma è quella di un’agendina maneggevole, la grafica è lineare, i colori sono quelli vivi scelti dai ragazzi per le illustrazioni a mano.

Fin qui la forma. Ma quel che più sorprende, per una guida realizzata da ragazzi, è il contenuto. Piacevole e utile. Piacevole perché sintetico, semplice e non privo della vena ironica che da queste parti sovrabbonda. Utile perché, di fatto, va a colmare un diffuso vuoto di conoscenze sulla storia e le tradizioni del territorio.

Rotondella diventa così un luogo da visitare e raccontare attraverso percorsi. La miniguida ne propone quattro, che orientano il visitatore nei quartieri storici del centro collinare (dal Cervaro alla Limpidina, fino all’Annunziata), lo indirizzano a Mortella, sul Monte Coppolo e nel centro Enea di Trisaia. Non mancano, inoltre, simpatiche spiegazioni sulle antiche tradizioni, le feste, le fiere, i mestieri e i giochi di un tempo.

E poi c’è una chicca. La copertina posteriore nasconde una piccola tasca, dalla quale si estraggono due fogli che riservano una sorpresa. E’ una sorta di “gioco dell’oca”, ma sulle caselle non ci sono i suoi simboli consueti, bensì le immagini dei luoghi-immagine e delle principali tradizioni rotondellesi, dalle famose Lamie alle pietanze più tipiche. Per passare avanti c’è bisogno di rispondere a un quiz, che naturalmente riguarda Rotondella. Domande sui quartieri, sul convento e sul belvedere saggiano il grado di “rotondellesità” di ciascuno. E bisogna averne un bel po’ per arrivare alla fine, dove lo stemma di Rotondella accoglie il vincitore.

Insomma, l’idea è risultata vincente. Tutti promossi a pieni voti, dunque. Compreso l’editore Palomar, che ha inserito la miniguida nella sua collana “A piccoli passi. Giro d’Italia in centro miniguide” e ha garantito la collaborazione della redattrice Antonella Santarcangelo, originaria di Rotondella. Promosso anche l’Istituto Comprensivo, che ha collaborato fattivamente, dal dirigente Angelo Castronuovo alle insegnanti Carmela Bongiorno, Amelia Cuccarese, Maria Anna Salvaggio e Laura Laguardia, che hanno coordinato le attività con gli alunni. Promossa l’ex amministrazione comunale di Vito Agresti, che ha sposato e finanziato il progetto con una somma importante. Adesso si torna a settembre, magari con una nuova idea di realizzare. Intanto il turista, da questa estate, non sarà più sperduto a Rotondella.

 
 

Il nuovo look del Balcone sullo Jonio

Primi commenti sulle opere pubbliche appena concluse. Ancora incompiuto corso Garibaldi

ROTONDELLA – Chi tornasse oggi a Rotondella, dopo qualche mese di assenza, rimarrebbe sorpreso per le tante novità presenti. Proprio nelle scorse settimane, infatti, sono stati portati a termine molti dei lavori pubblici programmati e realizzati dalle precedenti amministrazioni. Sia quella di Mario Cucari, caduta nel 2003 per le dimissioni di nove consiglieri, che quella di Vito Agresti, in carica dal giugno del 2004 al giugno di quest’anno.

Il nuovo sindaco Vincenzo Francomano, eletto lo scorso 8 giugno, eredita un centro storico dal look rifatto. Almeno in parte. Anche perché, tra i tanti lavori in attesa di conclusione, è rimasto incompiuto proprio quello più atteso: il corso Garibaldi. La strada principale del paese, riaperta al traffico nelle scorse settimane, è ancora in attesa di pavimentazione e arredamento. Già concluse, invece, piazza Risorgimento e piazza Plebiscito.

Il nuovo volto di Rotondella piace e non piace. O meglio, a sentire in giro i commenti, ci sono giudizi diversi a seconda delle opere realizzate. Piace tanto il nuovo palco di piazza Risorgimento, che conclude la famosa “gradinata di Sant’Antonio” con una nuova struttura abbellita da una splendida fioriera e, nella parte sottostante, un comodo spogliatoio per gli artisti in esibizione.

Allo stesso modo, stando ai commenti, piacciono i nuovi lavori presso la Chiesa di Sant’Antonio in Piazza Plebiscito, con una scalinata di ingresso rimessa a nuovo in sostituzione di quella precedente, vecchia e malandata. Meno consenso riscuote, invece, la fontana di piazza Risorgimento, riqualificata con una struttura che, secondo alcuni, la renderebbe meno agevole per l’utilizzo.

Ancor più feroci sono i giudizi sul corso. Non piacciono per nulla le ringhiere, che a molti appaiono poco estetiche. A destare perplessità, inoltre, è la relativa difficoltà nell’effettuare i parcheggi affiancati tra gli alberi di nuova piantumazione. Non convince neppure la larghezza della strada, appena sufficiente per la circolazione in doppia senso, soprattutto in alcuni tratti di curva. E già più di qualcuno comincia a dire che, dopo tanto tempo senza corso, forse “non ne è valsa la pena”. Qualcun altro, invece, si chiede se una diversa scelta non avrebbe dato risultati migliori, magari con la rinuncia ad allargare troppo il tratto di passeggiata, per recuperare spazio alla circolazione dei veicoli. Sarà comunque opportuno, prima di esprimere giudizi azzardati, attendere la conclusione dell’opera con pavimentazione e arredi. Nella speranza che non passino ancora troppi mesi.


Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

 
 

Pianto Turistico impantanato nella burocrazia

Franco Garofalo e Giovanni Matarazzo lanciano l'allarme.

NOVA SIRI – “Il Piano Turistico Regionale è impantanato in Terza Commissione. Se non sarà approvato al più presto i danni economici per gli operatori saranno gravissimi”. La scossa arriva dall’Associazione Lucania Turismo Doc, aggregatore dei principali operatori turistici del metapontino. Destinatario è il Consiglio Regionale, al quale si chiede una sferzata decisa alle remore burocratiche che hanno rallentato l’attivazione del Ptr, approvato dalla Giunta Regionale nel mese di febbraio ma ancora atteso in Consiglio.

A dar voce al “lamento” sono Francesco Garofalo e Giovanni Matarazzo, presidente e vicepresidente dell’associazione. I due, per lanciare l’allarme, hanno convocato ieri mattina una conferenza stampa presso il villaggio turistico Akiris. In gioco non ci sono pochi spiccioli, ma ben 77 milioni rivenienti dai Por 2007-2013. E non è certo indifferente la tempistica con cui saranno messi in campo dalla Regione.

Anche perché i soli imprenditori iscritti all’Associazione comparteciperebbero agli investimenti con qualcosa come 21 milioni di euro. Non per caso, in platea, era presente Nicola Rondinelli, uno che aspetta “come il pane” l’approvazione di quel piano. In uno dei camping di sua proprietà dovrebbe sorgere un villaggio ecologico tra i più innovativi a livello nazionale. Ma senza i fondi del Ptr non potrà partire. Così come non potranno partire i tanti interventi di riqualificazione per centri benessere, piscine e altre strutture programmati dai diversi operatori. Insomma, la posta in gioco è alta.

Il problema, peraltro, non riguarda soltanto le strutture. La pessima tempistica va ad incidere pesantemente anche sulla commercializzazione dell’offerta turistica. E cioè, prima dell’arrivo dei fondi, nessuno potrà programmare la stagione turistica 2010. Detto in soldoni: ci sono difficoltà a proporre i costi e presentare le strutture nei tempi giusti, con gravi ripercussioni in termini di concorrenza con altre regioni.

Non c’è vis polemica nel richiamo di Garofalo, che ricorda “la grande attenzione riservata dall’assessore Gennaro Straziuso alle istanze degli operatori”. Ma non manca, nelle sue parole, un cenno alla “massiccia dose di risorse pubbliche” messe in campo da altre regioni del sud Italia. E poi c’è la coscienza di operare come titani in un contesto di difficoltà legate “alla crisi, al maltempo e anche a notevoli carenze dei governi locali, in ritardo nella disinfestazione del territorio provinciale e nella pulizia delle spiagge”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Matarazzo: “E’ una situazione grave, che blocca il nostro dinamismo operativo, che non ha pari in altri settori economici del territorio. Chiediamo alla politica un impegno maggiore, affinché la Basilicata non diventi la Cenerentola del turismo meridionale”.

Entrambi ci tengono a chiarire che si tratta di un interesse unitario di tutta la regione. Dicono che la loro associazione ha un’anima regionale e citano spesso le “Quattro M” (Matera, Metapontino, Maratea, Melfi-Vulture) su cui l’Apt ha pensato di impostare la promozione turistica del territorio. Ma a fine conferenza citano una cifra: quasi il 65% del turismo lucano riguarda le coste del Metapontino. Insomma, carte alla mano, c’è una “M” che forse conta un po’ più delle altre tre, pur nella reciproca convenienza di una promozione unitaria. Non sono i termini che hanno usato loro. Ma è un dato di fatto importante, che dà un peso particolare al loro richiamo.


Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

 
 

Calcio a 5: Torna in C il Real Nova Siri

La squadra di mister Favale torna a primeggiare in serie D
NOVA SIRI - Torna in serie C il Real Nova Siri del mister Vincenzo Favale. Una nuova stagione da protagonisti è valsa alla sua squadra la prima piazza e un nuovo salto di categoria. Non è stato facile, nel corso della stagione, primeggiare sul combattivo Aliano, che ha concluso la sua corsa con un solo punto di distanza dalla capolista. La vittoria del Nova Siri è stata faticosa ma, nel complesso, meritata. La società del presidente Vincenzo Giorgio si è, così, ripresa sul campo quella che una penalizzazione della Lega le aveva tolto nella scorsa stagione. Adesso il gruppo dirigente potrà programmare in grande per una stagione da protagonisti nella nuova categoria. Si riparte dall'iniezione di fiducia dei 40 punti incamerati quest'anno, con appena 60 reti subite e una macchina da gol capace di segnarne 157. Un bottino ricco che lascia ben sperare per la prossima stagione, per la quale mister Favale si prefigge una serena permanenza in categoria. Qualche sogno di promozione? «Per ora è meglio rimanere con i piedi per terra e godersi il successo ottenuto». Quello di quest'anno è un successo del quale va dato ampio merito alla società, che ha saputo fornire supporto e preparazione, con la grande dedizione del presidente Vincenzo Giorgio, del preparatore atletico Vincenzo Stigliano, dei dirigenti Giuseppe Ranù e Carmine Rucireta. Questa la rosa degli atleti che, con impegno e dedizione, hanno saputo primeggiare anche quest'anno.

Portieri: Simone Castellucci e Filippo Castronuovo.
Laterali: Cristian Di Leo, Giuseppe Mele, Nicola Nucera, Antonio Mita, Antonio Fortunato, Giorgio Gerardo.
Centrali difensivi: Pasqualino La Neve, Mirko Colangelo, Nicola Iannuzzi.
Attaccanti: Giuseppe Varasano e Rocco Varasano.
A Nova Siri manca il calcio da qualche anno, ma nessuno potrà negare che grazie al calcetto, sia con le squadre juniores che con la squadra femminile, stanno arrivando nuove e inattese soddisfazioni.
FONTE: Pino Suriano da Il Quotidiano della Basilicata

 
 

Scandalo al lido Rivolta. A fine giugno tutto sommerso dalla sabbia


L'assessore Lobreglio: "C'era il vuoto finanziario". L'ex sindaco Agresti: "Si doveva intervenire comunque"
ROTONDELLA – Al lettore bisognerà chiedere una buona dose di fiducia, affinché possa credere che gli scatti pubblicati in pagina non risalgono alle giornate piovose di dicembre e gennaio, ma al 25 giugno 2009. E che questo scenario, al lido di Rotondella, rimarrà tale almeno fino alla prima settimana di luglio, nel pieno della stagione estiva di un territorio che ama definirsi “a vocazione turistica”. Per quella data saranno già in piena attività un campeggio e uno dei locali estivi più in voga del metapontino, ma ad accogliere i loro clienti ci sarà un arenile che ha praticamente sommerso tutto il lungomare, sul quale crescono senza controllo piante selvatiche ed erbacce. Il confine tra spiaggia e passeggio praticamente non esiste più. Le immagini, del resto, parlano da sé. E forse neppure rendono bene l’idea dello scenario tetro che accoglie il turista all’ingresso del lungomare.
Per comprendere le cause che hanno determinato un tale stato di cose, legato alle tremende mareggiate dell’inverno scorso, abbiamo ascoltato le voci della nuova amministrazione di Vincenzo Francomano e della vecchia amministrazione di Vito Agresti. La situazione, infatti, è venuta a determinarsi proprio in corrispondenza del passaggio di consegne tra i due sindaci.
Allarga le braccia Walter Lobreglio, neoeletto vicesindaco e assessore comunale all’Ambiente: “Abbiamo ereditato una situazione disastrosa, con il lungomare ridotto in quel modo e neppure un euro sul capitolo di riferimento. A quel punto ci siamo attivati con continue sollecitazioni alla Regione, che proprio l’altro giorno ci ha comunicato la concessione di un finanziamento di 30 mila euro. Poi non abbiamo perso neppure un minuto e abbiamo subito pubblicato il bando. Le ditte interessate dovranno rispondere entro lunedì 29, e il giorno dopo dovranno subito partire i lavori, da consegnare entro dieci giorni. Come è evidente, abbiamo imposto tempi strettissimi. Capisco la gravità della situazione – conclude - ma davvero non potevamo fare di più, e comunque abbiamo già mandato il personale dell’ente per attuare i primi interventi”.
E’ diverso il parere dell’ex sindaco Vito Agresti: “La nuova amministrazione dice di aver dovuto attendere una comunicazione dalla Regione? Guardi, anche senza aspettare segnali da Potenza, si potevano trovare mille soluzioni per evitare di arrivare a luglio in queste condizioni. Si poteva tranquillamente agire con fondi del bilancio comunale o della compensazione, e ci si poteva attivare immediatamente anche con i macchinari dell’ente. Si è preferito attendere i soldi dalla Regione e far passare giugno così? Non so cosa dire. Spero almeno che queste somme siano solo un anticipo e che Rotondella non debba rinunciare alle somme complessive spettanti per i danni al mare. Lo dico perché noi, dopo le calamità del dicembre scorso, avevamo comunicato alla Regione Basilicata i danni ricevuti, per un ammontare di circa 360 mila euro, dato che, oltre all’arenile, c’erano stati guasti alla fogna e ai cavi di illuminazione. La Regione, però, ha preferito finanziare prima altre situazioni più gravi, come quella di Metaponto, pur assicurandoci che avrebbe reperito i fondi per coprire i nostri danni, anche attraverso il ribasso d’asta di altri lavori. Perciò nessuno dica che non ci siamo mossi”.
C’è diversità di vedute, insomma. Ai cittadini e ai turisti, però, interessa fino a un certo punto sapere chi ha ragione. Su di loro sarà più forte l’effetto visivo di quel deserto di sabbia ed erbacce, neppure lontano parente di quel passeggio con panchine e fioriere che avrebbe dovuto accoglierli in estate.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

 
 

Rotondella: prima seduta del nuovo consiglio comunale

Si è insediato ieri il consiglio. Salvatore Fortunato eletto Presidente del Consiglio. Antonio Divincenzo è il capogruppo della maggioranza, Vito Agresti il capogruppo della minoranza. E' già battaglia tra Agresti e Francomano. Sul Quotidiano di oggi il resoconto della seduta...

Ecco l'articolo, ora che sono passate le 21...

ROTONDELLA – Pronti, via! Neppure il tempo di partire ed è subito battaglia nel nuovo consiglio comunale di Rotondella. E’ durato poco più di dieci minuti il clima di concordia bipartisan che di solito accompagna gli esordi istituzionali. Giusto il tempo di ascoltare le linee programmatiche del nuovo sindaco, Vincenzo Francomano, e le parole distensive di Rudy Marranchelli, consigliere di minoranza. Poi la parola è passata a Vito Agresti, nominato ieri capogruppo della minoranza, e il clima si è infiammato. L’ex sindaco ha attaccato subito: “La nostra - ha detto - non sarà un’opposizione dura, ma durissima. Saremmo anche disposti a collaborare sui grandi orientamenti, ma a quanto pare non se ne vedono. Il sindaco non fa cenni allo sviluppo del mare e si limita a parlare dell’ordinaria amministrazione”.

Immediata la risposta del sindaco Francomano, che non si è risparmiato, a questo punto, qualche richiamo all’uscente amministrazione Agresti, che avrebbe “lasciato situazioni assolutamente prive di programmazione, come per la pulizia dell’arenile”, e che “per lo sviluppo del mare, non è stata certo più attiva delle amministrazioni precedenti”.

Alla prima votazione è subito arrivata la conferma del clima. Per l’approvazione delle linee programmatiche espresse dal sindaco, la minoranza, compatta, ha votato contro. Poi si è passati alla scelta del Presidente del Consiglio. Il sindaco Francomano aveva proposto di offrire l’incarico a un consigliere d’opposizione, ma Agresti e i suoi hanno rispedito l’invito al mittente. Ruolo assegnato, perciò, al consigliere Salvatore Fortunato, che è stato eletto senza i voti dell’opposizione. Scelti anche i due vice-presidenti: Giuseppe Labattaglia per la maggioranza, Annunziata Bianco per la minoranza.

La maggioranza ha inoltre nominato il suo capogruppo nella persona del consigliere Antonio Divincenzo, primo eletto della lista con oltre cento preferenze.

Anche le votazioni si sono svolte tra piccole polemiche e incomprensioni su questioni formali. Insomma, la temperatura è alta. Il clima appare totalmente diverso da quello percepito nella prima uscita del consiglio di Nova Siri, dove la concordia l’ha fatta da padrona. Del resto c’era da aspettarselo. La campagna elettorale appena trascorsa ha portato con sé una serie di veleni che difficilmente potranno essere sopiti in breve tempo. E poi c’è il risultato elettorale, che ha mostrato un paese praticamente spaccato in due.


Pino Suriano - articolo scritto per Il Quotidiano della Basilicata



 
 

Istituto comprensivo di Nova Siri: una stagione di successi sportivi

Finalisti al tennistavolo, vittoria nella pallamano e fasi nazionali per l'atletica

NOVA SIRI – Continua a riempirsi la bacheca di trofei dell’Istituto Comprensivo “L. Settembrini” di Nova Siri. Quella appena conclusa è stata, per le scolaresche della secondaria di primo grado, una nuova stagione di successi nelle competizioni dei Giochi Sportivi Studenteschi.

Hanno “aperto le danze” i ragazzi del tennistavolo, conquistando la piazza d’onore nel campionato regionale. I quattro allievi impegnati (Nicola Stigliano, Carmine Bianco, Giuseppe Gabriele ed Enrico Simonetti) si sono arresi solamente nella finalissima, portando a casa un meritatissimo secondo posto.

Il primato regionale sfiorato con il tennistavolo è arrivato, però, con la squadra di pallamano, vittoriosa in finale. Ancora più importante è stata la performance di Luca Passarelli e Laura Cuccaro, che sono usciti dai confini regionali per disputare a Rieti le fasi finali di salto in alto individuale. Nessuna medaglia conquistata per loro, ma la grande soddisfazione di aver rappresentato con merito la regione Basilicata.

Non è la prima volta che gli studenti del Comprensivo di Nova Siri approdano alle fasi nazionali di una competizione sportiva studentesca: negli ultimi tre anni l’appuntamento non era stato mai mancato.

E’ interessante notare, inoltre, che le discipline sportive nelle quali sono stati ottenuti i successi non sono certamente quelle più comunemente praticate, quali il calcio e la pallavolo. E’ un aspetto da leggere nell’ambito delle scelte educativo del professor Giorgio Cassetta, docente di educazione fisica presso l’Istituto Comprensivo, che ha sempre proposto l’educazione sportiva in un orizzonte ben più largo di quello in cui solitamente è proposta scuole e associazioni sportive. Non è frequente trovare, tra i ragazzi, passione per il tennistavolo o l’atletica leggera. Ed è un bene che qui queste proposte non manchino.

Nova Siri, del resto, sta diventando, già da qualche tempo, fucina di talenti nell’ambito di attività sportive poco consuete. Lo dimostrano, di recente, la felice esperienza sportiva di una squadra femminile di calcio a 5 e gli ottimi risultati ottenuti dal 18enne Rocco Graziano, che proprio in questi giorni è in competizione ad Odessa per difendere i colori italiani nel campionato mondiale di Katà (una delle specialità del karate).


Pino Suriano - scritto per il Quotidiano della BAsilicata


 
 

La promessa di Frattini a Giovanni Falcone

Il padre del giovane detenuto ha incontrato ieri il ministro Frattini

N.B. La foto pubblicata ieri sul QUotidiano non ritrae la persona di Angelo Falcone, ma un altro detenuto generico.

ROTONDELLA – Questa volta lo ha incontrato di persona. Non c’erano, come le altre volte, i soliti burocrati e funzionari a concludere le tante anticamere di Giovanni Falcone nei ministeri italiani. C’era Franco Frattini, il Ministro degli Affari Esteri in persona.

I due si sono incontrati ieri mattina alle 13,30. C’erano, nella sala del Ministro, anche la Parlamentare dei Radicali, Elisabetta Zamparutti, e il sindaco di Rotondella, Vincenzo Francomano.

E’ stato un incontro intenso, durato quasi 45 minuti, nel corso del quale l’ex carabiniere ha potuto esporre ragioni e richieste della propria battaglia in favore del figlio Angelo, detenuto in India dal marzo 2007 per possesso di stupefacenti.

Una battaglia per la quale, nei giorni scorsi, aveva avviato uno sciopero della fame ad oltranza, giunto ora al 21esimo giorno. Obiettivo: ottenere la possibilità di sentire il figlio, con il quale non può più avere contatti telefonici dall’agosto 2008, data della sua condanna a dieci anni.

“L’esercizio del diritto di visita, pur consentito dai regolamenti indiani e previsto da convenzioni internazionali – ha detto Falcone - deve poter essere esercitato, in casi di grandi distanze come quelle di detenuti all’estero, attraverso il contatto telefonico”.

“Nell’incontro – si legge in un comunicato dei Radicali - il Ministro Frattini ha ribadito l’impegno a seguire con la massima attenzione la vicenda facendo tutti i passi necessari perché abbia un esito positivo”.

E proprio in segno di rispetto per questo impegno, Falcone ha deciso di interrompere lo sciopero della fame avviato, così come farà la piacentina Livia Orrico, che nei giorni scorsi si era unita a lui in segno di solidarietà.

Soddisfatto della visita anche Vincenzo Francomano, sindaco di Rotondella, che ha sottolineato “la grande disponibilità del ministro e la sua particolare determinazione per la soluzione del problema”. Nel corso dell’incontro, stando a quanto ha raccontato il sindaco, il ministro avrebbe dimostrato di conoscere nei dettagli la vicenda, per la quale era stato “già più volte sollecitato da numerosi utenti di Facebook, nonché da tante interrogazioni parlamentari”.

Tra gli obiettivi di Falcone, ancor prima di quello delle telefonate, c’è la speranza di estradizione del detenuto, affinché Angelo possa scontare la pena in Italia. E’ un obiettivo difficile, a causa dell’assenza di rapporti diplomatici bilaterali tra Italia e India. Che la vicenda-Falcone non possa essere lo spunto per cominciare a parlarne?

Ieri mattina, oltre alla visita di Giovanni Falcone, sulla scrivania di Frattini è arrivata anche una lettera di Vito De Filippo, presidente della Giunta Regionale. Il governatore lucano ha chiesto al ministro un “autorevole intervento presso le autorità indiane, affinché possa aversi un segnale che vada nella direzione dell’umanità, consentendo almeno un contatto telefonico tra padre e figlio”. De Filippo ha inoltre auspicato “un fattivo impegno affinché possa giungersi alla sottoscrizione di un trattato bilaterale fra Italia e India al fine di ottenere la possibilità di scontare la pena detentiva nel nostro Paese agli sfortunati protagonisti”. Staremo a vedere.


Pino Suriano - pubblicato su Il Quotidiano della Basilicata