27 nov 2010

Di che colore è la Basilicata? Commento politico


Prima Pagina", trasmissione mattutina di Radio Tre. Negli studi c'è Aldo Cazzullo. L'editorialista del Corsera sfoglia i giornali. Tocca a lui, questa settimana, condurre la consueta rassegna stampa  della terza rete radio.
Tra le mani ha un articolo de La Stampa. Si parla delle regionali, in particolare di un sondaggio che avrebbe portato buonumore negli ambienti del Pd: ci sarebbero buone prospettive di successo nelle regioni in bilico, vittorie certe nelle cosiddette "regioni rosse". Nell'articolo queste ultime sono elencate: Emilia, Toscana, Marche, Umbria e ...Basilicata.  A un certo punto Cazzullo si ferma dubbioso: "Ah... Anche la Basilicata sarebbe tra le regioni rosse"...
E' appena un attimo, il tempo di un moto di stupore, forse un sorriso. Il giornalista non dice altro e va avanti nella lettura. Niente di più. Eppure quella battuta fugace, quella perplessità sussurrata esprimono in modo emblematico la difficoltà di inquadrare questa piccola e bizzarra regione nelle storiche categorie della politica.
"Basilicata regione rossa?" si chiede un perplesso Aldo Cazzullo. Sì, in un certo senso. Del resto, quale più di lei avrebbe diritto a questo nome, se ci si limitasse a considerare  l'esito delle elezioni regionali e provinciali degli ultimi quindici anni, dove le percentuali in favore del centrosinistra sono ben più convincenti rispetto a quelle di tante cosiddette regioni rosse.
Saremmo forse i più rossi d'Italia, se "regione rossa" non significasse anche altro: una storia, un retaggio culturale,  un cooperativismo pratico e solidale,  una fattività piccolo-imprenditoriale che poco hanno a che fare con il nostro famoso assistenzialismo.
Di questo "rosso positivo", da noi, non c'è certo abbondanza. Così come, d'altra parte, non c'è neppure grande traccia di quella cultura anticattolica ben radicati in certi contesti rossi. Qui, al contrario, le Chiese sono ancora piuttosto piene, i santuari di Viggiano e Anglona traboccano di gente nei giorni della festa, segno di un attaccamento alle radici cristiane, più o meno cosciente, che stenta a morire. C'è di più. Qui da noi  il "rosso", anche quello politico, ha avuto spesso a che fare proprio con tante concrete realtà parrocchiali, quando non ne è stato vera e propria espressione.
E' voto post democristiano il nostro, altro che voto rosso! Viene da pensare che quel voto poteva andare da un lato ed è finito all'altro, quasi per circostanze storiche fatali. Poi, negli anni, si è radicato e stabilizzato.
Forse è così. Alcuni politici lucani della ex Margherita, del resto,  mi hanno spesso candidamente confidato che potrebbero star bene anche dall'altra parte: "Perché no? Se la maggioranza fosse lì....".
Ma anche dall'altra parte del Pd, quella degli ex Ds, quella post comunista, il colore "rosso" non sembra abbondare.
Mi è venuto tra le mani, nei giorni scorsi, un articolo scritto per Il Quotidiano dal segretario Roberto Speranza ("Le ragioni per votare Pd senza turarsi il naso", 23 gennaio 2010). L'ho letto, riletto e rivoltato come un calzino, ma non  ho trovato nulla,  una parola, un rigo, un pensiero che potesse dirsi "di sinistra", non una virgola che non potesse sottoscrivere anche un qualsiasi segretario regionale del Pdl.
Dicono che un duro e puro di sinistra ancora c'è: Vincenzo Folino.  Forse è vero, il suo "brutto carattere" potrebbe esserne un buon indicatore di ciò.
L'ultima volta l'ho sentito parlare a Nova Siri, in un convegno sul turismo. Un minuto prima aveva parlato, con sincera tensione ideale, del valore della redistribuzione del reddito. Un minuto dopo si vantava di aver promosso, sulla costa metapontina, il modello di sviluppo turistico dei megavillaggi, senza pensare, forse, al fatto che quel modello ha sì distribuito reddito, ma tra cinque o sei famiglie al massimo. A Rimini, nella rossa Emilia Romagna, le cose funzionano in modo diverso: le risorse turistiche sono sfruttate e distribuite tra migliaia di piccoli albergatori (aziende familiari) che spesso si associano e cooperano. Insomma, più che tanto rosso, c’è tanta confusione, diciamo pure "commistione". C'è qualcuno che vuole provare a dirmi, una buona volta, di che colore è questa Basilicata?

22 apr 2010

Rosa Gentile assessore Regionale. La prima donna lucana in Giunta. La prima rotondellese in Regione dai tempi di Tonino Bianco

Rosa Gentile nuovo assessore alle Infrastrutture, Opere Pubbliche e Mobilità
Un profilo della compaesana Rosa Gentile, dal sito basilicatanet. Le auguriamo buon lavoro ricordandole che la sua presenza in Giunta è un orgoglio per una realtà territoriale che si sente spesso dimenticata. Con lei

ROSA GENTILE: E’ nata a Rotondella il 9 gennaio 1963. Iscritta all’albo dei Formatori della Regione Basilicata, insegna Informatica in alcuni corsi di formazione. Dal 1994 al 1995 ricopre la carica di vice presidente Confartigianato di Matera e dal ‘95 ad oggi di Presidente della stessa organizzazione. Nello stesso periodo è direttore tecnico di un Ente di Formazione.
Dal 1997 al 1999 diventa componente del Consiglio d’Amministrazione dell’ente bilaterale Ebab di Basilicata, dell’Interfidi della Camera di Commercio di Matera e presidente di Cofidartigiani.
In rappresentanza della regione Basilicata dal 1997 al 2000 è consigliere nazionale di Confartigianato e componente della commissione provinciale Inps di Matera.
Nel 2000 entra a far parte della Giunta nazionale “Donna Impresa”, carica che conserva ancora oggi.
Diversi gli incarichi in seno alla Camera di Commercio di Matera: da presidente provinciale e regionale del comitato per l’imprenditoria femminile a vice presidente dello stesso ente camerale, a componente del Direttivo e del Comitato di Presidenza di Unioncamere Basilicata.
Dal 2005 ad oggi è componente nazionale del Comitato di Parità del Ministero del Lavoro

Nel video suo intervento in Rai nella trasmissione Geo &Geo.

Il Comitato per l'Ordine e la Sicurezza vigila a Rotondella

Allarme cresciuto dopo i ripetuti furti notturni

ROTONDELLA – Allarme rosso a Rotondella. L’escalation di furti e atti teppistici susseguitisi nelle scorse settimane non può che destare timori e preoccupazioni nella comunità.

Prima il furto in un circolo ricreativo, nella notte del 26 febbraio, poi un'altra sortita notturna il 24 marzo, con furti in due circoli e un tentato furto in un tabacchi. Poi, nella notte dell’1 aprile, subito dopo le elezioni, un duro attacco al Comitato elettorale dell’Udc, con la rottura del vetro della porta della sezione e la foratura delle gomme dell’auto utilizzata dal comitato. Non è ipotizzabile, ma neppure da escludere, che la furia vandalica possa riconnettersi agli eventi di Nova Siri, dove il municipio è stato assediato da ignoti. Non è impensabile, del resto, che gli stessi “professionisti della distruzione” possano agire in luoghi diversi per conto di diversi committenti.

Insomma, ci sono tanti fatti che lasciano pensare e aprono il campo alle più svariate ipotesi. Ma, soprattutto, fanno perdere alla comunità e in particolare ai commercianti quel senso di sicurezza che si era consolidato negli ultimi anni dopo le brutte stagioni malavitose a cavallo tra gli anni ’80 e ’90.

In questo quadro cupo e non ancora codificato l’amministrazione comunale di Rotondella ha voluto dare un segnale di impegno e di presenza delle istituzioni. Il sindaco del comune jonico, con una nota spedita in data 7 aprile, aveva portato questi episodi all’attenzione del Prefetto di Matera, Giovanni Francesco Monteleone, in considerazione della loro intensità e frequenza, senza precedenti nelle vicende del territorio rotondellese.

Il sindaco, pur confidando nell'ottimo lavoro da sempre svolto dalle forze dell'ordine presenti in loco (Carabinieri e Polizia Locale) per identificare al più presto i responsabili ed assicurarli alla giustizia, aveva chiesto al Prefetto di Matera che quanto verificatosi a Rotondella nelle ultime settimane fosse portato all’attenzione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza, per la conseguente adozione delle giuste ed opportune azioni di contrasto.

E così è stato. La sua richiesta, prontamente accolta dal Prefetto, non è rimasta solo formale.

Il Prefetto, con i responsabili provinciali di tutti i comandi delle forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato), non solo ha rassicurato il sindaco Francomano in ordine all’espletamento delle indagini sui fatti denunciati, ma ha garantito allo stesso un maggiore controllo del territorio rotondellese, soprattutto negli orari notturni.

Francomano ha espresso ai presenti il proprio apprezzamento per quanto sarà fatto al fine di tutelare i cittadini e gli operatori economici del proprio Comune, “ai quali – ha scritto in una nota - va senz’altro rivolto un messaggio tranquillizzante non soltanto per la solidarietà loro dimostrata ma anche per la concreta attenzione che le Istituzioni statali sapranno mettere in atto”.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

Ponte fiume Sinni. Una storia infinita

Arrivano finalmente i 6 milioni attesi da anni, ma serviranno solo per il ponte

ROTONDELLA – E’ confortante registrare azioni positive per il territorio anche quando la campagna elettorale è ormai conclusa. E’ il caso del finanziamento del progetto esecutivo “Collegamento Rotondella – Sinnica, recupero della traversa S. Laura sul fiume Sinni”, per il quale la Giunta Regionale, su proposta del Presidente Vito De Filippo, ha stanziato l’altro ieri 6 milioni di euro a valere sulle risorse dell’Asse VI del Por Basilicata 2000-2006. Si tratta del consolidamento del cosiddetto Ponte Sinni, che collega Rotondella alla nota arteria ss. 653 Sinnica.

Chi conosce la vicenda, però, sa bene che non si tratta proprio di un regalo. “Riparazione”, forse, è il termine più adatto. I fondi per quell’opera, infatti, esistevano già da tempo, anche in misura maggiore. La burocrazia e forse qualche interesse divergente, poi, li hanno spostati altrove. Come? Non è una storia breve, né lineare. Come tutte quelle in cui le trame delle responsabilità e degli errori (che certamente ci sono stati) tendono a disperdersi.

Rotondella ottiene il finanziamento nel 2002. E’ Mario Cucari, allora sindaco di Rotondella, a darsi da fare in Regione per “agguantare” quei fondi. In paese, però, si discute subito sul perché debbano essere utilizzati per collegare il centro collinare con la Sinnica e non con la ss 106, strada immensamente più importante e frequentata dalla popolazione locale. Qualcuno vocifera di interessi legati ai costi (elevatissimi) di progettazione dell’opera. Ma rimangono voci.

Passano gli anni ma nulla si muove. I soldi ci sono e l’opera deve essere cantierizzata entro il dicembre 2005. Ma i tempi slittano per passaggi burocratici tra Provincia (che deve realizzare l’opera) e Regione (che l’ha finanziata).

Tutto è ancora fermo, quando arriva una notizia che ha dell’incredibile: quei fondi non ammontano a 7,2 milioni di euro, ma solo a 6 milioni. Perché? Ci sarebbe stato un mero errore di calcolo della delibera di giunta regionale!

A questo punto si mobilitano a Rotondella anche quattro associazioni, che firmano una petizione per chiedere il ripristino dell’intero finanziamento e l’uso di parte dei fondi per le tortuose curve del centro collinare e non solo per “l’inutile” Traversa Sinni.

Fa lo stesso, nel settembre 2007, il comune di Rotondella, con una delibera di consiglio. Ma la risposta della Provincia è perentoria. L’allora assessore Giuseppe D’Alessandro chiarisce che con quella somma non si può fare altro e contrattacca: “Simili iniziative (la delibera di consiglio, ndr.) intralciano l’attività amministrativa, creano confusione progettuale e ci allontanano dal perseguire gli obiettivi”.

La comunità si rassegna. Ma il peggio deve ancora arrivare. Se ne ha sentore nel dicembre 2009, quando la Provincia di Matera pubblica l’elenco degli interventi stradali prioritari da realizzare: l’intervento in questione non compare tra questi. I tempi di realizzazione del finanziamento sono scaduti. Il sindaco Francomano allora prende carta e penna ed esprime il suo rammarico al Presidente della Provincia Franco Stella.

La Provincia, però, a questo punto non può fare molto. Solo la Regione può rifinanziare l’opera. E così accade. La notizia è dell’altro ieri. L’opera si farà, con un progetto di recupero della traversa. “E’ un atto – scrive il sindaco Francomano in una nota - che rende giustizia alle aspettative della collettività rotondellese e degli operatori agricoli e commerciali”.

Non del tutto, viene da dire. Anzitutto perché non torneranno i 7,2 milioni iniziali, ma solo 6 milioni. E poi perché, alla fine, si tratterà soltanto di un recupero della Traversa Sinni. Rotondella rimarrà ancora lontana dal sogno di un vitale avvicinamento alla ss 106, e il treno dei 6 milioni, intanto, sarà già passato.

La saggezza popolare suggerisce comunque di accontentarsi: “meglio poco e male che nulla proprio”. Adesso quei soldi ci sono, e noi seguiremo con attenzione come, dove e quando saranno spesi.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

Udc. Nuovi ingressi eccellenti a Rotondella

Marranchelli, Bianco e Dimatteo nel partito di Casini

ROTONDELLA - Sabato scorso a Rotondella c’è stato un incontro elettorale con il commissario provinciale Udc Vincenzo Ruggiero, candidato per le prossime regionali.
Accanto a lui c'erano tre persone che difficilmente, non più di un mese fa, avremmo potuto immaginare a quel tavolo. E invece erano lì: Rudy Marranchelli, Tina Bianco e Antonio Dimatteo. Non certo gli ultimi arrivati, a dispetto della giovane età, tutti eletti almeno due volte in consiglio comunale, tutti con incarichi di rilievo alle spalle.
Marranchelli è stato per anni assessore alla Comunità Montana Basso Sinni, guidata proprio da Ruggiero. La Bianco, già vice sindaco nella prima giunta di Vito Agresti, si è affermata per ben due tornate come la candidata più votata del comune.
Dimatteo, assessore prima con Mario Cucari e poi con Vito Agresti, arriva invece da una buona affermazione elettorale, pur senza l'elezione, alle ultime provinciali con la Lista Stella.
S
i comprende bene, alla luce di questi dati, perché l’adesione dei tre al partito di Casini rappresenti una novità di rilievo nel panorama politico locale. E non solo in vista dell'imminente tornata elettorale delle regionali.

Il partito di Casini si accredita sempre più come catalizzatore di forze giovani sul territorio. Dopo l'ingresso del novasirese Vincenzo Laddomata nel Comitato Regionale del partito, l'Udc incassa ora queste adesioni “eccellenti”. Si uniscono così tre figure politiche locali di un certo peso, che mai si erano trovate “sotto lo stesso simbolo” e si garantisce un bacino elettorale interessante a un partito che a Rotondella era esistito quasi solo nominalmente, pur catalizzando sempre un discreto numero di consensi.

Le conseguenze, che di certo ci saranno, non dovrebbero essere però così drastiche come qualcuno aveva ipotizzato. E non dovrebbero toccare nell’immediato le posizioni in consiglio comunale. Due dei nuovi aderenti (Marranchelli e Bianco) sono infatti consiglieri comunali di minoranza. Si era perciò diffusa la voce della costituzione di un gruppo consiliare autonomo e alternativo a quello di opposizione capeggiato da Vito Agresti. E qualcuno aveva anche ipotizzato un possibile avvicinamento dei due consiglieri alla maggioranza di centrosinistra, guidata dal sindaco Vincenzo Francomano.

Non sarà così. E' giunta a chiarirlo, perentoriamente, una dichiarazione spontanea dei due, che nell’ultimo consiglio comunale hanno voluto separare la nuova scelta politica dall'adesione al gruppo unico di opposizione in consiglio, che rimane confermata. Fedeltà, dunque, alla linea di opposizione di Vito Agresti. Anche se, già nel consiglio di ieri, su un punto all'odg (la chiusura della Multiservizi) i due consiglieri hanno preferito astenersi, diversamente dal sindaco, che ha espresso, invece, voto contrario.

Le ragioni di questo passaggio? Le abbiamo chieste a Rudy Marranchelli. Dalle parole del 30enne consigliere emerge la delusione nei confronti di un partito, il Pdl, che non avrebbe mantenuto le sue promesse. " Doveva essere il partito del popolo, e invece è diventato il partito dei potentati. L'esclusione di Dilorenzo dalle liste regionali è il segno tangibile di questo tradimento delle origini, così come lo era stata, in Puglia, l'esclusione di Vernola alle ultime europee. L’adesione alla proposta di Ruggiero, inoltinPre, va vista anche in funzione della positiva esperienza amministrativa nella Comunità Montana Basso Sinni, alla quale ho preso parte. Il nostro percorso si è caratterizzato per una politica del fare che vorremmo ora esportare anche nel governo regionale”.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata


Ladri di locali ancora in azione a Rotondella

ROTONDELLA – Di nuovo in azione i “ladri dei locali”. Neppure un mese fa il Circolo Mcl Rinascita era stato preso di mira da ignoti, che avevano forzato e prelevato denaro dalle macchinette per scommesse, dopo aver forzato la porta d’ingresso. Accadde precisamente la notte del 16 febbraio, con un danno economico denunciato dal gestore per circa 4 mila euro.

Il fatto strano è che nella notte tra martedì e mercoledì è riaccaduta la stessa cosa. Esattamente nello stesso locale, sempre con l’assalto alle slot machine. Questa volta, però, i malviventi non si sono accontentati di un solo esercizio, ma ne hanno presi di mira altri due. Si tratta, rispettivamente, di un pub in corso Garibaldi e di una tabaccheria in piazza Alighieri, nei pressi della Chiesa Madre.

Furto riuscito nel pub di proprietà di Giuliana Castronuovo, dove i malviventi avrebbero sottratto anche contanti dalla cassa. Furto solo tentato alla tabaccheria di Carmine Falcone, dove, per fortuna, non sono riusciti ad entrare.

La vicenda, se letta in correlazione con quella delle scorse settimane, crea preoccupazioni per l'insorgere di una nuova delinquenza locale. C'è da augurarsi che non si tratti di nuove sacche di delinquenza giovanile, spesso indotte a simili atti dall'esigenza di contanti per l'acquisto della droga. Il paese, purtroppo, tra gli anni ’80 e gli anni ’90 aveva conosciuto una particolare esplosione di pratiche criminali, anche in relazione alla presenza di delinquenza organizzata in altri comuni del territorio. Negli ultimi anni, per fortuna, il fenomeno si era ridotto a singoli episodi. Questo “uno-due” a distanza di pochi giorni, però, adesso lascia pensare.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

9 apr 2010

Udc Rotondella. Atti vandalici alla sede

ROTONDELLA - Il primo episodio, in piena campagna elettorale, era sembrato una ragazzata. Qualcuno aveva forzato la porta della sezione Udc di Rotondella e aveva disperso per strada il materiale elettorale a sostegno della candidatura di Vincenzo Ruggiero.
Dopo, ieri, però, quell'episodio in apparenza banale acquista una nuova e più drammatica luce.
Nella notte del 1 aprile, infatti, qualcuno è tornato ad agire. Sempre con violenza, sempre nei confronti dell'
Udc, con la rottura del vetro della porta del comitato e la foratura dell'auto utilizzata a sostegno della candidatura di Ruggiero.
Pensare ancora a una ragazzata, a questo punto, diventa piuttosto difficile. E il tutto si configura, verosimilmente, come un vero e proprio attacco intimidatorio di matrice politica.
Si tratta di vicende che mai, negli ultimi anni, erano accadute a
Rotondella. La cosa desta preoccupazione e non poche domande sull'obiettivo toccato, quell'Udc da poco approdato aRotondella, che con le adesioni "eccellenti" di Antonio Dimatteo, Rudy Marranchelli e Tina Bianco era subito diventato una forza sul territorio, come dimostrato dal recente successo elettorale di Ruggiero, candidato più suffragato nel centro jonico per numero di preferenze.
A dare la notizia è stato proprio Antonio Dimatteo, ex assessore comunale, prima vicino alla Margherita e poi, negli ultimi mesi, all'Idv, prima del recente approdo al partito di Casini.
"Questi comportamenti - ha reagito Dimatteo - non scoraggeranno l'attività politica ed il percorso intrapreso con la cittadinanza e si tramuteranno in azioni ancora più incisive e concrete sul nostro territorio".
Al Comitato
Udc, nel pomeriggio di ieri, sono giunti anche gli attestati di solidarietà del sindaco diRotondella, Vincenzo Francomano, e del Presidente del Consiglio Comunale, Antonio Divincenzo.
Cosa succede a
Rotondella? Provare a comprenderlo, a questo punto, diventa drammaticamente urgente.

Pino Suriano - Il Quotidiano della Basilicata

Caso Falcone: è tutto da rifare. L'accusa presenta l'appello

ROTONDELLA - La notizia che non avremmo mai voluto sentire, purtroppo, è arrivata: il Calvario di Angelo Falcone non è finito. Anzi, si può ben dire che sta per ricominciare.
La pubblica accusa indiana ieri mattina ha presentato appello contro la sentenza che nel dicembre scorso aveva assolto Angelo
Falcone, 30enne di origini lucane, accusato nel 2007 di possesso e spaccio di sostanze insieme all'amico piacentino Simone Nobili.
Questo, purtroppo, implica tante cose. Anzitutto il fatto che Angelo e Simone non potranno lasciare l'India. I due, da tempo in attesa del passaporto per il rientro in Italia, difficilmente potranno riaverlo, a questo punto. La loro permanenza in India da uomini "liberi a metà" (perché non liberi di tornare a casa) è destinata a durare ancora.
Ma, soprattutto, i due italiani dovranno affrontare un nuovo processo di cui, a questo punto, diventa difficile prevedere l'esito.
Nell'assoluzione della Corte di Shimla, che aveva scagionato i due per vizi di procedura legati all'arresto del 9 marzo 2007, molti avevano visto una soluzione quasi "diplomatica" per un caso divenuto ormai di interesse internazionale, con gli italiani che avevano accusato di estorsione e falso la polizia indiana.
Non sarà così. La pubblica accusa non ha voluto cedere ed è andata al contrattacco.
Adesso la palla passa all'Alta Corte di Nuova Dehli, la capitale indiana. Si tratta del terzo tribunale indiano che si occuperà del caso dei due indiani, dopo un primo, che nell'agosto 2008 li aveva condannati a dieci anni, e un secondo che li aveva assolti nel dicembre 2009.
La brutta notizia è arrivata a Rotondella, in casa
Falcone, alle 13.
Giovanni
Falcone si stava preparando a pranzare quando il telefono ha cominciato a squillare. Già da qualche giorno sentiva in corpo in ansia, uno strano presentimento, legato alle difficoltà incontrate da Angelo per ottenere il passaporto.
A confermare i suoi timori, dall'altro capo della cornetta, è stata una funzionaria del Ministero degli Affari Esteri. "Signor
Falcone, devo darle una brutta notizia: l'accusa ha presentato appello contro la sentenza di assoluzione di suo figlio".
E' bastato per fargli perdere l'appetito e spingerlo a contattare subito suo figlio.
Angelo aveva già saputo. "Papà me l'aspettavo. Questi non vogliono cedere". A tenere il giovane in allerta, lontano dai facili ottimismi, era stata la conoscenza di simili casi precedentementi accaduti.
Il giovane, in giro da quattro mesi per l'India, era a Mandi (città dell'Himacal Pradesh in cui fu arrestato) per il disbrigo di alcune pratiche legate alla richiesta del passaporto. Adesso dovrà tornare di corsa nella capitale. Lo attenderà l'ennesimo duro processo.
Questa volta, per fortuna, non in carcere, ma pur sempre in uno stato straniero, con costi certamente molto elevati di vitto, alloggio e spese legali.
"Speriamo - si augura Giovanni
Falcone -che almeno adesso l'Ambasciata ci aiuti in questa situazione economica difficile da affrontare".
Dal padre di Angelo arrivano anche parole dure nei confronti dello Stato italiano. "In questa vicenda è stato assente. Questi ragazzi andavano aiutati subito, già nel 2007, quando li hanno arrestati costringendoli a firmare una confessione in lingua straniera, di cui non conoscevano il significato. Bisognava interessare subito le istituzioni sovranazionali, quali l'Onu, e intervenire con forza contro questa violazione dei diritti umani. Adesso ci aspetta un nuovo processo, con esiti imprevedibili e spese astronomiche.
Abbiamo perso la fiducia in tutto e in tutti". Sono parole amare quelle di Giovanni
Falcone. Le parole di un padre che si sente abbandonato.

Pino Suriano - Il Quotidiano della Basilicata

23 mar 2010

Abdulmecit Elcik, il primo curdo di Rotondella diventato cittadino italiano

Ieri in consiglio comunale il giuramento sulla Costituzione.

ROTONDELLA – Quando, nel 2001, i curdi arrivarono a Rotondella, non mancò tra gli abitanti del posto una vena di scetticismo e di timore. Il solo nome “rifugiati politici” bastava ad incuterla. Chi erano veramente? Che passato avevano? Per quanto tempo sarebbero rimasti? Tutte domande comprensibili, per una comunità di poche migliaia di abitanti che si apprestava ad ospitare improvvisamente circa 40 cittadini stranieri di etnia curda, vessati dall’oppressione del regime iracheno e del governo turco.

Il loro arrivo era l’esito del Progetto Ministeriale Pilot per l’accoglienza di rifugiati politici, per mezzo del quale lo stato italiano si impegnava a offrire sostegno economico e abitazioni a questi rifugiati, per un breve periodo di tempo, nella speranza di una loro graduale integrazione.

Dopo i primi mesi di assistenza, però, i curdi hanno dovuto fare da soli. Cercando case in affitto e lavori umili, per provare a sbarcare il lunario, spesso con famiglie numerose e in un territorio non certo ricco di opportunità.

Qualcuno di loro, con dispiacere, è andato via, in Germania o nel Nord Italia. Qualcun altro, invece, ce l’ha fatta. E’ il caso di Abdulmecit Elcik. Sarà lui, oggi pomeriggio, il primo di quei curdi a prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica, il primo di loro a ricevere la cittadinanza italiana.

Accadrà poco prima del consiglio comunale in programma. Abdulmecit Elcik, per la verità, può dirsi cittadino italiano sin dal 2 febbraio 2010, giorno in cui è stato varato per lui il decreto di concessione della cittadinanza a firma del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Si spera che Alcik possa essere solo il primo di una lunga serie. L’evento ha un alto valore simbolico. E non solo per la comunità curda, ma anche per quella di Rotondella, alla quale va riconosciuta una rara capacità di accoglienza.

Sarebbe ipocrita non ricordare i numerosi problemi che, negli anni, hanno caratterizzato questo processo, dalle “pretese” di assistenza dei curdi anche quando i fondi del Progetto Pilot erano terminati, ad alcune, pur sporadiche, vicende di litigi con abitanti del posto. E’ bello, però, poter incontrare per le strade di Rotondella ragazzi che parlano un perfetto italiano, studiano con gli italiani, si coinvolgono nelle attività sportive e associazionistiche del territorio. E’ bello accorgersi della diversa etnia solo dal suono del loro nome, perché, per il resto, sono esattamente come gli altri. Ed è bello, infine, vedere come molti di loro si sono legati alla chiesa locale, sempre molto vicina alle loro esigenze, in particolare nella persona del parroco don Mario Lutrelli. La cittadinanza di Elcik, domani, sarà come il traguardo di questo lungo cammino.

Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata

Aziende lucane alla Fiera “Euro&Med" di Foggia

Non mancherà un'azienda di Rotondella (Carlo Suriano) alla Fiera “Euro&Med', in programma a Foggia dal 25 al 28 marzo prossimo.
Sarà certamente un'ottima pubblicità per tutto il territorio.
Qui la nota sull'evento dal sito di Millemedia.

21 mar 2010

Trisaia, archiviata l'inchiesta sul traffico di scorie nucleari

La parola fine. La notizia è emersa a Roma nell'audizione che il pm della Direzione Distrettuale antimafia di Potenza Francesco Basentini, titolare dell’indagine, ha tenuto davanti alla commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti.


Laddomata e Mele. Il ticket giovane per l'Udc di Nova Siri


La crescita del gruppo potrebbe modificare anche la politica amministrativa locale. Ha già sposato la causa il consigliere Dino Padula

NOVA SIRI - Un'alternativa possibile nel paese degli schieramenti consolidati. Questo vuole essere l'Udc di Nova Siri, che si propone come una sorta di "terza via" in un contesto politico del tutto particolare: dal centro jonico, come è noto, provengono ben due senatori (Cosimo Latronico, Pdl, e Carlo Chiurazzi, Pd) che da anni catalizzano e orientano buona parte dell'elettorato locale in maniera piuttosto stabile.

Un passo significativo di questo nuovo percorso è senz'altro la nomina di Vincenzo Laddomata nel Comitato Regionale del partito, annunciata dal Quotidiano nei giorni scorsi.

Vincenzo, come è noto, è il figlio del vice sindaco Michele Laddomata, che con un gruppo civico mantiene un ampio consenso elettorale, in pratica l'unico "blocco di voti" consistente esterno all'orbita dei due senatori.

La cooptazione del giovane è avvenuta su iniziativa di Vincenzo Ruggiero, leader regionale dell'Udc, e su proposta di Antonello Mele, commissario cittadino del partito.

Si tratta di una novità che potrebbe essere significativa anche nel panorama amministrativo del comune. E' degno di nota, in questo senso, il fatto che abbia già sposato pubblicamente la causa del partito anche un consigliere comunale di maggioranza. Si tratta di Dino Padula, uno dei quattro consiglieri che con un documento avevano "minacciato", nelle scorse settimane, la costituzione di un nuovo gruppo consiliare accanto al gruppo civico che attualmente tiene unita la maggioranza in consiglio. Quella situazione ora sembra essere rientrata, ma non è detto che non possa avere sviluppi ulteriori.

Bisognerà ora vedere, infatti, se altri consiglieri seguiranno la strada di Padula. Non possiamo ancora dirlo. Lo stesso Michele Laddomata, del resto, per ora non ha manifestato pubblicamente alcuna posizione di adesione al partito.

L'Udc intanto continua a camminare, con un consigliere comunale e un gruppo di giovani al lavoro. Ma c'è anche un candidato locale alle regionali, il dottor Nicola Stigliano, il cui risultato elettorale darà la dimensione del potenziale del gruppo.

Entusiasta Vincenzo Laddomata, che parla della sua recente nomina non come "un riconoscimento personale, ma un tributo di fiducia a tutto il gruppo di amici che ha scelto di aderire".

Un gruppo in cui dominerebbero unità d'intenti e condivisione delle scelte. "E' la strada che vogliamo percorrere - conclude Antonello Mele - affinché Nova Siri possa diventare un vero e proprio laboratorio politico. Un luogo aperto al dialogo con tutti gli schieramenti, ma sempre con una chiarezza di intenti che non ci faccia perdere di vista i nostri obiettivi e valori". Dove possono arrivare? Le imminenti regionali ci diranno già qualcosa in merito.


Pino Suriano - Il Quotidiano della Basilicata di venerdì 19 marzo

16 mar 2010

Pietro Ichino contro i "Mille tirocini formativi". Lo "spreco" lucano bocciato anche dal Pd.

Pietro Ichino, parlamentare del Pd e noto giuslavorista italiano, boccia l'uso del Fondo Sociale Europeo da parte della Regione Basilicata.
Le sue parole sono pesantissime: "Vicende come queste mostrano come nel circolo vizioso dell’arretratezza del Mezzogiorno italiano - dice il senatore - non entrino soltanto la criminalità organizzata, l’arretratezza delle infrastrutture e il difetto diffuso di senso civico, ma anche una gravissima deformazione assistenzialistica delle politiche del lavoro e più in generale della spesa pubblica: deformazione che in questi ultimi due casi risulta oltretutto sostenuta dall’intero arco delle forze politiche. Gioca poi la sua parte anche l’inerzia del Governo, che avrebbe il potere di impedire queste evidenti violazioni delle leggi dello Stato e truffe ai danni del Fondo Sociale Europeo"

E' di San Giorgio lucano l'uomo che ha fatto perdere le staffe a Berlusconi e Larussa

Chi è Domenico Carlomagno? Un 40enne originario di San Giorgio Lucano che da sempre vive a Modugno, in provincia di Bari.

L'articolo della Gazzetta del Mezzogiorno. Cliccate in basso


Qui c'è il video di You Tube sulla famosa conferenza stampa


Qui quello in cui si fa vedere la reazione di Berlusconi