3 apr 2014

Comunali Nova Siri. Il M5S attende l'ok di Grillo

Giuseppe Arcieri
NOVA SIRI - Movimento 5 Stelle, a rischio la presentazione della lista. Il movimento di Beppe Grillo era atteso come una delle novità per le prossime Comunali: i 750 voti delle Politiche del 2013 erano stati il segno concreto di una base elettorale ostile ai tradizionali schieramenti e, implicitamente, alle logiche territoriali di “controllo del voto”. Sotto questo impeto era partita l'azione di un gruppo che si era messo al lavoro per creare una lista. Si erano coinvolte figure di fuori  come Giuseppe Arcieri e Antonio Brucci (giovani ricercatori Enea, siciliano il primo,campano il secondo) e altre figure locali come Pasquale Suriano e Marcello Manolio. La presentazione della lista, però, potrebbe essere messa in discussione da questioni di tempistica: sono quelle legate ai tempi di presentazione della lista, che non hanno le stesse dinamiche degli altri partiti. I pentastellati, infatti, per potersi presentare con il simbolo del blog hanno l'obbligo di sottoporre tutti i loro candidati a un rigido protocollo di certificazione: si tratta di inviare al Movimento una precisa documentazione con i nomi dei candidati e i relativi certificati (certificato penale, certificato dei carichi pendenti, etc.) per evitare che si presentino persone condannate o che abbiano svolto più di un mandato elettorale. Un meccanismo di garanzia sulla "pulizia" delle liste, fanno sapere.
Il gruppo di Nova Siri avrebbe presentato in ritardo. A far perdere tempo, in particolare, sarebbe stata la difficoltà nel reperire le quote rose della lista. Alla fine, recuperata l'ultima candidata, la richiesta è partita. Il problema, però, è dato dai tempi di certificazione, che per il sovraccarico dello staff del Movimento potrebbero far svanire il tutto. A quel punto cosa succederebbe? Sarebbe possibile presentarsi senza il simbolo? "Non avrebbe senso farlo - spiega al Quotidiano Giuseppe Arcieri – ma questo non esclude che qualcuno possa proporsi personalmente ed essere appoggiato in altre coalizioni civiche. Ma nessuno, in quel caso, si potrebbe permettere di usare anche solo il nome del Movimento".

Intanto nel centrodestra è confermata l’investitura di Walter Basile. La sua, più che una candidatura definitiva, sarebbe però un’ipotesi esplorativa con disponibilità a valutare altre ipotesi. Quella a cui lavora sarà una “civica” che non potrà, in questo caso, nascondere le storie personali degli appartenenti, come la sua. Ancora in piedi, fino a ieri, anche l’ipotesi di candidatura di rottura di Tommaso Simonetti, nata proprio dalla discordia sul nome di Basile, preferito a quello di Francesco Gabriele, più gradito a Simonetti e i suoi. Il maestro elementare starebbe discutendo con altri gruppi, anche a sinistra. Anche per questa civica, però, il nome del candidato è tutt’altro che una certezza. Più di qualcuno, tra i soggetti interpellati, avrebbe espresso preferenza per un nome meno divisivo. Non c’è aria di compattezza neppure nel Pd. Ha diviso gli animi, come c’era da attendersi, la doppia ipotesi di candidatura di Pasquale Favale, capogruppo del partito, e Filomena Bucello, consigliere provinciale. La discordia sulle candidature si è acuita nelle ultime settimane e qualcuno avrebbe minacciato scissioni. I venti di rottura nei due gruppi principali hanno acceso le speranze di chi sogna nuove soluzioni. Come i giovani di Futura, che hanno incontrato gli altri gruppi (a eccezione del Pd) ma non si sono “promessi” a nessuno. Non escludono, per ora, di correre da soli o in federazione con altri gruppi. Il clima, se i due grandi gruppi non si ricompatteranno, rischia di far moltiplicare il numero di liste in campo. Forse cinque, forse addirittura di più. Tutti, a quel punto, penserebbero di potercela fare.

Comunali Rotondella. L'Udc risponde ad Agresti

ROTONDELLA – Nel comunicato diffuso domenica dai consiglieri comunali Udc, Tina Bianco e Rudy Marranchelli, si parla di Vito Agresti ma non del Pd.  Al candidato civico si risponde con forza dopo gli attacchi diretti ai due consiglieri nell’incontro di presentazione della sua lista, tra cui il tentativo di “accollare la sua assenza di attività di opposizione” proprio all’Udc. Agresti infatti aveva attaccato con vigore chi, eletto con la sua lista civica, aveva poi formato un gruppo autonomo in Consiglio (nella fattispecie proprio i due consiglieri del partito di Casini, ndr.).
Bianco e Marranchelli considerano le parole di Agresti un atto di chiusura. “Nonostante numerosi tentativi di dialogo tra i due raggruppamenti di minoranza, Agresti ha sempre optato per la chiusura alla disponibilità e alla collaborazione”. Un giudizio forte arriva anche sugli spunti programmatici enunciati dal candidato, che sarebbero veri e propri “copia-incolla” di vecchi programmi elettorali. “L’Udc- si legge - ha oggettive difficoltà ad aderire a una lista guidata da chi propone giovani volti, ma vecchie idee”.
Ma il punto più stridente, dopo le parole forti di Agresti, arriva sulla questione “imprenditori”, destinata a diventare un punto caldo della prossima campagna elettorale, dopo essere stata al centro di forti polemiche già nel mandato amministrativo in corso. Sotto accusa, come è noto, era finito il “doppio” ruolo di amministratore e imprenditore dell’Assessore al Bilancio Franco Tarantino, a suo tempo attaccato dall’Udc e difeso dal Pd.
Di certo sono legate anche a queste vicende le parole forti che Vito Agresti ha voluto pronunciare nei giorni scorsi sull’argomento, dicendo di volersi “tenere alla larga dagli imprenditori” e ipotizzando di voler fare “bandi di gara anche per lavori da 10 mila euro”. Dall’Udc una posizione diversa: “Da uomini liberi, senza interessi, si prendono le distanze da chi punta il dito contro imprese e imprenditori, vero volano economico e occupazionale di una comunità. Nel rispetto dei regolamenti, dei codici, della legge, seguendo i principi della legalità, della trasparenza e della rotazione, le imprese del territorio (turistiche, agricole, edili, commerciali, di ristorazione), vanno tutelate e agevolate tutte, in un contesto economico globale già non facile di suo”.
Poi, in chiusura di nota, l’appello: “L’Udc apre a alle forze politiche, sociali e moderate, al fine di partecipare alla costituzione di una lista di idee e di uomini, che punti con estrema determinazione all’interesse dell’intera collettività”.
E qui si apre il campo alla domanda spontanea: quella sul Pd a guida Mario Cucari. L’ex sindaco, fresco vincitore delle Primarie interne, aveva detto di voler aprire proprio alle “forze di centro”. E infatti le delegazioni dei due partiti, nei giorni scorsi, si sono incontrate. Nulla di definitivo, per ora, ma il silenzio di Bianco e Marranchelli sul Pd lascia intendere che su questo campo non tutte le porte sono chiuse. Un eventuale accordo sarebbe la ciliegina sulla torta per il progetto a trazione centrista di Mario Cucari.

L’eventualità dell’accordo, del resto, sarebbe decisiva per tutto lo scenario elettorale. Un tale accorso, se fosse raggiunto, renderebbe probabile una corsa a due, Cucari contro Agresti, rendendo più difficile la strada per altre ipotsi. Se non ci fosse, al contrario, sarebbe aperta, se non spianata, la strada per una terza lista alla quale già nei giorni scorsi si stava lavorando e che potrebbe vedere proprio nell’Udc un perno essenziale. 

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

20 mar 2014

"Se ci fosse una civica civica...". Chiacchierata corale con i ragazzi dell'associazione La Scintilla

La Scintilla: Non faremo una lista, ma nessuno pensi di tirarci per la giacca


NOVA SIRI – “Io li mando tutti a quel paese e voto la Scintilla”. Quarant’anni, disoccupato, parecchio arrabbiato. Avrebbe deciso per chi votare alle prossime comunali se non ci fosse un “piccolo” problema. Ovvero: la Scintilla non è un partito ma un’associazione e come tale “non si candida”.
Sembrerà strano per un’associazione nata proprio da una tornata elettorale (le Politiche di febbraio e il loro sorprendente risultato) e che pareva fatta apposta per l’obiettivo. Pareva, ma non lo era. “Siamo nati dalle elezioni, ma non per le elezioni”. Adesso, però, tanti li tirano per la giacca. Fa gola, sotto elezioni, il consenso unitario di cento ragazzi tesserati, attivi, operativi e già piuttosto concreti. “Cento tessere senza alcuna campagna di tesseramento. I ragazzi, e non solo, chiedono di essere del gruppo spontaneamente”.
A febbraio nacquero dapprima nell’anonimato, con volantini attaccati ai muri di notte e diffusi sul web. A un certo punto, poi, hanno tolto la maschera e hanno deciso di farsi vedere e far nascere una cosa seria. Prima un incontro informativo sulle trivelle, poi una giornata di raccolta, un giornalino e tanto altro. Informano e si informano, senza schemi di partito. Insomma, concretezza operativa. “Bottom up” dicono loro, “dal basso verso l’alto”.
Ora hanno una sede, quella della cooperativa Aerrem. “Come facevamo a non aprire le porte a un’esperienza così bella?” dicono Salvatore Scarpato e Ruggiero Turci di Aerrem, quasi commossi dalla vitalità e dall’entusiasmo dei ragazzi. “Ragazzi al lavoro fino alle tre di notte non si vedono da tutte le parti”.
Incontriamo lì alcuni di loro per una “chiacchierata corale” ad ampio raggio.  Ci sono il Presidente Francesco Cospito, 23 anni; il vice, Roberto Natale, 22; il Segretario, Federico Divincenzo, 24. Arrivano poi Giovanni Conte, 26 e Nicola Truncellito, 36. Sono “nati” il giorno in cui Beppe Grillo ha scosso l’Italia con il voto delle politiche. “Il Movimento” dicono loro, senza aggiungere aggettivi. Sembrerebbe un segno di vicinanza ma non lo è.
Vi piace il Movimento di Grillo?
“Sì e no”.
Sì o no?
“Più no che sì. Ci piace il risveglio che ha portato, non il leaderismo in cui si è ingabbiato. Doveva servire per abbattere i verticismi e invece ha finito per esaltarli”.
E la politica locale, vi piace?
“Se ci sentissimo appagati non saremmo nati. Veniamo da un sistema clientelare che ha portato vantaggi a pochi”.
Clientelare lo scrivo davvero?
“Lo scriva lo scriva. Ci sono esigenze che non si riescono a guardare. Viviamo in un paese con circa 30 bar per 6 mila abitanti, ma mancano una biblioteca attrezzata, un campetto da calcio ben tenuto, uno spazio in cui potersi esprimere e tanto altro. La politica locale non ha mai pensato a spazi veri di discussione. E spesso non discute”.
In che senso?
Si pensi alla vicenda della nuova Chiesa da realizzare su suolo pubblico. Non sarebbe stato più giusto allargare il discorso e creare un team di ingegneri e architetti? E invece hanno preparato un piatto pronto, decidendo in pochi ciò che avremmo dovuto decidere in tanti.
Voi che ne pensate?
Be’, di certo non siamo tra quelli che vogliono due chiese in una piazza. Forse si potrebbe pensare a una delocalizzazione in un punto più funzionale rispetto a quello dell’attuale Chiesa.
Altri giovani come voi sono in campo: l’associazione Futura, per esempio.
Li abbiamo incontrati e non possiamo dirne male. Futura, però, nasce da un contesto diverso, non tanto in termini di contenuti quanto di metodi. Loro hanno un approccio mirato alla politica e nascono per le elezioni. Di comune, però, c'è l'esigenza di farsi spazio.
Andiamo al punto: la fate una lista per i tanti che vorrebbero dire un “vaffa” non grillinoattraverso la Scintilla?
No, non lo faremo. Non faremo l’errore di frammentare il contesto elettorale del territorio con un a”testimonianza” improduttiva
E allora si entra in uno dei due gruppi forti del territorio (quelli che fanno capo a Cosimo Latronico e Carlo Chiurazzi, ndr.)?
Neppure. Non ci vedrete mai come stampella per altri interessi o partiti…
Insomma rimanete fuori?
Ne stiamo discutendo. Certo se ci fosse una civica civica. Con persone capaci, oneste e senza interessi…
Una civica civica?
Sì, perché di civiche che non erano vere civiche, qui a Nova Siri, se ne sono viste tante.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

16 mar 2014

Lite futile a Nova Siri, ma l'aggressore "non rinuncia". Arrestato

Qui il link alla notizia dal sito del Quotidiano Libero http://www.liberoquotidiano.it/news/cronaca/11570346/Matera--aggredisce-un-giovane-per.html



13 mar 2014

La svolta di Vito Agresti. "Mi tengo alla larga dagli imprenditori e dai loro interessi: una lista di uomini liberi senza interessi"



ROTONDELLA - “Vito Agresti Sindaco”. Al tavolo dei relatori c'è solo lui, ma il pubblico in sala non manca e spesso applaude. Cosa c'è dietro? Partiti, movimenti? Nulla di tutto ciò, per ora, ma un “comitato elettorale che ha numeri due o tre volte maggiori di quelli dei partiti”. E poi, a quanto pare, una lista già fatta. “Un cerchio quasi chiuso” dice il candidato sindaco, lanciando una frecciata a “gruppetti di due o tre persone al massimo che vorrebbero entrare a determinarci ma non hanno capito niente”. Ancora niente nomi sui candidati, ma alcuni cenni sulla composizione: "Sarà una squadra composta all'80 per cento di giovani e persone non hanno mai amministrato".
Insomma, rispetto ad eventuali altre liste, Vito Agresti si è portato avanti con un atto personale forte e con buon riscontro di pubblico. Non molte polemiche nel suo intervento, ma il racconto di quelli che definisce “cinque anni di vuoto amministrativo”. "Ditemi, vi prego, un'azione strutturale fatta dall’amministrazione Francomano. A me davvero non viene in mente nulla. Stiamo solo a piangerci addosso, nonostante i fondi di compensazione che, rispetto ad altri comuni della zona, ci hanno dato qualche possibilità di manovra che non abbiamo saputo sfruttare."
E a chi gli contesta che neppure lui, in minoranza, avrebbe fatto più di tanto, risponde con una stilettata agli ex compagni di viaggio dell’Udc (i consiglieri Tina Bianco e Rudy Marranchelli, ndr.), eletti con la sua lista e poi passati a formare un altro gruppo consiliare. “Ci impegneremo davanti ai cittadini con un documento scritto: chi è eletto sotto una bandiera la deve mantenere fino in fondo per rispetto degli elettori”.
A cambiare, dice, saranno le logiche di composizione della lista: “Solo persone libere, senza interessi”. E quindi, di conseguenza, anche le logiche di governo: "Non ho parenti che aspirano a prendere qualche lavoro pubblico. Mi tengo alla larga dagli imprenditori che vorrebbero usare la politica per i propri interessi”. Da qui una promessa forte: “Basta con gli affidamenti diretti che hanno inquinato la politica locale: anche per lavori da 10mila euro io farà la gara d’appalto”.
Poi ci sono gli altri temi cari alla cittadinanza, tra cui gli aumenti Tarsu. “Vi sembra normale che un agriturismo, aperto solo per tre mesi all’anno, debba pagare 2500 euro di Tarsu e l’Enea ha avuto una riduzione?”.

Ecco, appunto, Enea e Sogin, i due grandi soggetti che al territorio “chiedono ma  tanto devono dare”. Insomma, si deve fare la voce grossa più di quanto non si sia fatto. Come a Rotondella due, il luogo decisivo per lo sviluppo del paese, che “non può rimanere come è”. A cominciare dalla costruzione di una Chiesa, che “sarà realizzata secondo il progetto iniziale da me proposto”, redatto con la collaborazione del noto urbanista Amerigo Restucci. E poi una battuta che riscuote molti applausi e forse è una stilettata a potenziali avversari: "Alla gente a volte basta un sorriso, un po’ di rispetto della persona, di solidarietà e di umiltà". Su questo aspetto, quello della popolarità e della vicinanza alla gente, sa di avere pochi rivali.

Pino Suriano - Il Quotidiano della Basilicata

11 mar 2014

Primarie Pd Rotondella: ha vinto Mario Cucari


ROTONDELLA – “No, non mi ricandido, e non sarò parte attiva nella prossima campagna elettorale”. Il sindaco Vincenzo Francomano non nasconde l’amarezza del giorno dopo. E se qualcuno aveva pensato che le Primarie potessero essere un farmaco indolore, dovrà ricredersi ancora una volta.
Alla fine, come da pronostico, ha vinto Mario Cucari: 23 voti contro i 19 di Francomano; 42 votanti, 4 assenti comunque non decisivi (tra questi, infatti, c’era almeno un “voto sicuro” per Cucari).
L’ex sindaco diventa così il candidato della coalizione che avrà come perno il Pd. Ha vinto la sua mozione “Rotondella prima di tutto”, con al centro lavoro, agenda digitale, ambiente, energia, sviluppo locale, cultura e democrazia “collavorativa” (la “v” è voluta” per richiamare il lavoro: qualcosa di più, dice, rispetto alla semplice democrazia partecipativa).
Subito in marcia dunque. Già domani si riunirà il Comitato di Coordinamento che “nell'unità del partito” (Cucari lo dice scandendo bene le sillabe, ndr.) lavorerà per una coalizione allargata. Allargata a chi? Su questo il primo indirizzo forte del neo candidato. “Sono disposto a dialogare con tutti ma è mio intento mostrare apertura particolare verso le forze moderate di centro”. Insomma, il Pd targato Cucari sa già dove guardare.
Sarebbe stato diverso l’auspicio di Francomano, più orientato a guardare anche a sinistra del partito. Ma adesso, di fatto, il suo parere conta poco. La sua triste presa di distanza è dichiarata con fermezza. E mentre tanti, fuori da Rotondella, si chiedono ancora il perché della mancata ricandidatura di un sindaco giovane con importanti incarichi extra-comunali, quel perché lo cerca anche lui.
“E’ stata fatta – ha detto ieri al Quotidiano - la scelta più difficile da far capire all’elettorato. Se il partito avesse avuto un’opinione positiva sul mio operato amministrativo, di fronte alla mia ricandidatura non avrebbe dovuto porre alternative. Avrei capito l’obiezione in presenza di un giudizio negativo che non è mai emerso con chiarezza e che, a questo punto, immagino sia destinato a emergere in campagna elettorale”.
Una campagna elettorale che, proprio per questo, non lo vedrà impegnato in primo piano. “Mi sentirei motivo di imbarazzo per il partito”.  Il sindaco snocciola poi il racconto amaro degli ultimi due mesi, non belli per lui, con “la sezione di partito che si è trovata a mettere in maggior risalto le poche criticità del mandato amministrativo rispetto alle tante realizzazioni positive”.
Parole forti anche all’indirizzo del Pd “extracomunale”: “Il partito ha una grave responsabilità per quello che è successo, ha mostrato disattenzione. Forse sarebbe stato opportuno aprire una discussione prima di arrivare a tutto questo.  Io  – ha continuato – per rispetto del Pd e delle sue regole non mi sono tirato indietro, ho fatto ancora una volta il soldatino. Esco di scena – ha aggiunto - non per giudizio del popolo ma per volontà di una parte del mio partito. Porto con me un’amarezza di fondo ma una grande serenità d’animo: questa amministrazione ha fatto bene”.
Su questo, del resto, con toni moderati concorda anche il vincitore: “Domenica si è votato per il futuro – ha detto Cucari al Quotidiano - non solo per il giudizio sul mandato amministrativo, il quale, pur tra luci e ombre, a mio giudizio è comunque positivo”. Parole del giorno dopo, ma comunque dette. Cucari, si sa, conosce bene l’arte della politica. La pratica già da tanti anni.


Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

8 mar 2014

Comunali Rotondella. Primarie Pd in sezione. La sfida è Cucari-Francomano


ROTONDELLA – Primarie chiuse, solo per gli iscritti, quasi in silenzio, ma comunque Primarie. A conferma di quanto anticipato dal Quotidiano nelle scorse settimane, arrivano a Rotondella le Primarie del Pd. E’ la prima volta per le Comunali del centro jonico. In campo ci sono i due leader del partito: l’ex sindaco Mario Cucari e l’attuale primo cittadino Vincenzo Francomano.
A scegliere il candidato sindaco del partito, però, non sarà tutta la popolazione, né i simpatizzanti, ma esclusivamente i 46 iscritti alla sezione locale. Si vince a maggioranza, anche con un solo voto in più. L’appuntamento è per il pomeriggio di domenica 9 marzo. Per quella data è indetta un’assemblea di sezione: i candidati spiegheranno le proprie ragioni, poi si voterà.
Come si è arrivati a questo? Non per una volontà unanime, a quanto pare. Forse non se l’aspettava il sindaco Francomano, uscente, giovane, con un mandato amministrativo mai messo pubblicamente in discussione dagli organismi del partito e con due incarichi, vice presidenza dell’Anci e presidenza dell’Area Programma, che avevano contribuito a valorizzarne il profilo. Candidatura scontata? Le cose sono andate diversamente. Francomano ha dovuto prendere atto della nascita, in seno alla sezione, di un comitato “pro-Primarie” e ha accettato la sfida.
Su queste colonne si era scritto che per un’eventuale sfida aperta alla cittadinanza sarebbe parso favorito quest'ultimo (sulla base dei risultati di precedenti Primarie), ma la formula chiusa delle “Primarie in sezione” rimette tutto in gioco e non lascia spazio a pronostici facili. Sarà una vera e propria caccia all’ultimo voto, in particolare quello degli “indecisi”: gli iscritti meno direttamente legati alle due aree da cui provengono i candidati, vicini rispettivamente a Carlo Chiurazzi (Cucari) e Filippo Bubbico (Francomano).
Gli iscritti, con il loro voto, saranno chiamati, tra le altre cose, a giudicare la positività dell’ultimo mandato amministrativo. Poi, per il dopo Primarie, c’è già un accordo di sostegno al vincitore da parte dello sconfitto. Insomma, da lunedì si viaggia compatti.
La scelta di queste “Primarie a metà” lascerà spazio alle critiche degli avversari: troppo facile chiamarle “Primarie farsa”, per un partito che per le Politiche è riuscito a coinvolgere centinaia di concittadini e che ora, per il voto che più sta a cuore, ha scelto di chiudersi ai suoi 46 iscritti. La scelta, però, avrà forse l’effetto di evitare uno scontro pubblico troppo lacerante. E forse, date le difficili premesse, traghetterà il partito alla prova elettorale nel miglior modo possibile. O, se si preferisce, nel “meno peggiore”. 

Pino Suriano - scritto per Il QUotidiano della Basilicata

Comunali Rotondella. Vito Agresti torna in campo


ROTONDELLA - "Io ci sono". Vito Agresti, già sindaco di Rotondella dal 2004 al 2009, scende in campo ancora una volta. Sarà di nuovo lui, o il gruppo che attorno a lui si sta aggregando, a rappresentare l’alternativa (o una delle alternative) al centrosinistra locale.

Agresti anticipa al Quotidiano alcuni elementi dell’iniziativa elettorale che sarebbe già a buon punto. Per ora niente nomi, ma alcune caratteristiche fondamentali, in primo luogo “una commistione tra novità ed esperienza”. “Al massimo un paio di elementi che hanno già amministrato – spiega - per il resto giovani di spessore, persone nuove. Bisognerà unire l’esperienza amministrativa, che non è mai troppa, con il rinnovamento".

Quello su cui non tornerà indietro (“lo può già scrivere”) è la natura della lista: sicuramente una civica. "Senza colori e senza bandiere" anticipa al Quotidiano. Il gruppo si presenterà alla popolazione in un incontro pubblico in programma per i prossimi giorni. Una data probabile, ma non ancora confermata, è quella dell’8 marzo.

Della candidatura di Agresti si mormorava già da qualche settimana. Lui, però, afferma di aver deciso definitivamente, e con una certa sofferenza, solo nelle ultime settimane: “Avevo pensato di non ricandidarmi, ma lo sento come dovere per la popolazione e per i tanti che, ogni giorno, mi stanno manifestando l'esigenza di un coinvolgimento diretto".

La novità più importante riguarda proprio la natura del suo coinvolgimento. Agresti, come è noto, è stato candidato sindaco nelle ultime tre elezioni. Questa volta, però, annuncia di essere disposto anche a correre per qualcun altro.
Non lo dice esplicitamente ma lo lascia intendere. Quando gli facciamo notare che forse nessuno, stando ai dati degli anni scorsi,  ha mostrato di possedere il suo consenso elettorale personale, lui risponde: "E’ vero, ma potrei essere disposto a metterlo a disposizione di uno schema politico diverso da quello degli ultimi anni”. Non è un dato definitivo, ma una evidente apertura.


Insomma, Vito Agresti ancora una volta c'è, con uno schema nuovo e anche, a quanto pare, con nomi nuovi. Quali saranno le istanze di rinnovamento del gruppo diventerà chiaro nelle prossime settimane, ma guai a chiamarlo “centrodestra”. Lo stesso Agresti, si sa, proviene dalla sinistra, dal vecchio Pds. E come negli anni scorsi punterà sull’aggregazione di diverse istanze e tradizioni politiche. Quando vinse, nel 2004, mise insieme i gruppi della sinistra storica (quella vicina al compianto professor Mario Dimatteo) e del centrodestra  vicino a Forza Italia. Ci riproverà.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

6 feb 2014

Valsinni tra i 15 borghi più romantici d'Italia. In classifica con Alberobello e Tropea

Ieri sul Quotidiano il mio articolo in cui do conto del grande risultato raggiunto da Valsinni, premiato da una giuria di esperti reclutata a Vanity Fair come uno dei 15 Borghi più romantici d'Italia.

Qui il link al mio articolo http://www.ilquotidianodellabasilicata.com/news/idee-societa/722278/Valsinni-tra-i-borghi-piu-romantici.html


Qui il link alla gallery di Vanity Fair

http://www.vanityfair.it/viaggi-traveller/viaggi-italia/the-best/13/05/03/i-borghi-pi%C3%B9-romantici-d'italia

3 feb 2014

"L'amministrazione del silenzio". L'attacco dell'ex assessore Dilorenzo a maggioranza e opposizione

ROTONDELLA – Silenzio. E’ la parola che viene in mente a Francesco Dilorenzo, ex assessore Comunale, quando pensa alla politica nel suo paese. Il silenzio, a suo parere, avrebbe contraddistinto tutti gli attori, maggioranza e opposizione, forze sociali e circoli ricreativi”.
Cinque anni sono passati e le elezioni si avvicinano. Ma nessuno, a quanto pare, ha parlato di politica. “La realtà – spiega Dilorenzo - è che siamo in presenza di una amministrazione ordinaria, istituzionale nella forma e nel contenuto, e palesemente di parte su alcune decisioni”.  Ma se Roma piange, Cartagine non ride: “Dall’altra parte c’è stata un’opposizione mediocre che non ha saputo svolgere pienamente il ruolo di controllo e stimolo assegnatogli”.
Fin qui il mutismo, per lui inspiegabile, dell’opposizione. Più facilmente spiegabile, per motivi di interesse, il silenzio dell’amministrazione, che invece doveva essere proprio quella della trasparenza e della democrazia partecipata (parole, in effetti, spesso ascoltate nel corso dell’ultima campagna elettorale,). “Mai vista una attività amministrativa cosi chiusa nel dialogare e ascoltare le istanze della popolazione”.
Soprattutto sul tema più caldo: Sogin. “Cosi come è stato egregiamente spiegato dall’ex segretario del Pd Mario Cucari (che voci di paese vorrebbero abbastanza critico con la sua attuale amministrazione e attivo per ritornare in pista) non un solo incontro pubblico è stato tenuto sulla questione Sogin, né tantomeno sull’utilizzo dei già citati fondi di compensazione. Eppure il sindaco, il vice e altri assessori spesso si recano a Roma per incontrare i vertici Sogin, ma si guardano bene dal rendere pubblico anche solo l’oggetto di tali incontri”.
E anche sul piano più strettamente politico il silenzio l’avrebbe fatta da padrone: “Nessun dibattito è venuto fuori né sulla programmazione condivisa con la cittadinanza, né sulle dimissioni di consiglieri e assessori, quelle del segretario del Pd Mario Cucari, le prese di distanze del partito di Sel dal suo unico eletto e vicesindaco Walter Lobreglio”.
E poi, non meno grave: “l’assenza assoluta, fisica oltre che di contributo, di alcuni consiglieri”. Cosa ha qualificato l’azione amministrativa? Il bilancio di Dilorenzo è spietato. “E’ stata l’amministrazione degli affidamenti diretti di lavori pubblici o più in generale di incarichi”.

Compensazione ambientale? “A riguardo  - continua l’ex assessore - nulla è dato sapere su quale sia l’importo incamerato sino ad oggi, come sono stati utilizzati, se per spese correnti o di investimento, per utilità pubblica o solo per mera utilità politica. I due bandi realizzati con quei fondi per il recupero o acquisto prima casa sono stati farraginosi: tra genesi e attuazione non semplificata, hanno visto molti rinunciare e molti altri permanere in graduatoria ma senza speranza. Evidentemente l’assenza di posizioni critiche e propositive ha fatto sì che il silenzio cadesse anche su temi quali lo sviluppo del mare, quello di Rotondella 2, l’integrazione sociale tra il centro collinare e il resto del territorio, la viabilità, l’integrazione degli stranieri, che oggi rappresentano un fetta importante della società rotondellese.  A meno di sei mesi da nuove elezioni, vi è il tempo necessario per rompere questa cappa che ammorba le menti, per costruire un dibattito su temi di interesse pubblico che possano essere una piattaforma programmatica per chi le volesse condividerle, recepire e magari, seriamente, metterle in campo nella prossima campagna elettorale”. Insomma, Dilorenzo è disponibile. Non ha detto con chi starà. Sembra chiaro, però, almeno con chi non vorrà stare. 

Pino Suriano  - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

20 gen 2014

Precisazione articolo dei giorni scorsi. Cucari, non Lobreglio, potrebbe contendere la candidatura a Francomano

ROTONDELLA – Non sarà certo Walter Lobreglio, vice sindaco di Rotondella, a contendere la possibile ricandidatura a sindaco di Vincenzo Francomano, come riportato per mero errore redazionale nell’occhiello dell’articolo “Il centrosinistra firma l’intesa.” pubblicato il 17 gennaio. Nello stesso articolo, al contrario, si faceva riferimento alla dialettica, non propriamente pacifica, che da qualche mese sta caratterizzando la vita della sezione locale del Partito Democratico.
E’ una dialettica riconoscibile nelle leadership di Mario Cucari, ex sindaco di Rotondella, e Vincenzo Francomnano, attuale primo cittadino. Non pare, al momento, che vi sia un accordo chiaro su chi tra i due (o chi altro) possa essere il candidato sindaco di una possibile coalizione di centrosinistra, neppure troppo scontata al momento.
Si era scritto, inoltre, di un riferimento ai risultati di alcune Primarie degli anni scorsi, che farebbero supporre una prevalenza della “corrente” di Cucari. I più significativi, in particolare, risalgono alle Primarie di dicembre 2012, quando scesero in campo due figure di riferimento per il territorio come Carlo Chiurazzi e Filippo Bubbico, rispettivamente “vicini” a Cucari e Francomano. In quell’occasione, a Rotondella, Chiurazzi ottenne 130 preferenze contro le 42 di Bubbico. Al netto dell’elettorato personale di Chiurazzi e della sua maggiore contiguità territoriale con Rotondella, l’area a lui vicina sembrerebbe più forte. O, almeno, lo era circa un anno fa. In questo senso, e solo in virtù di questo riferimento, Cucari (e non, appunto, Lobreglio) sembrerebbe il “favorito” per una eventuale prova di forza interna al partito.


Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

Giovani in campo a Nova Siri, nasce Futura

NOVA SIRI - Il primo punto di forza è l'anagrafe: sono giovani trentenni, poco meno o poco più. “Ma siamo aperti ai contributi di tutti – chiariscono - senza limiti di età”. Non ci girano intorno: a Nova Siri, tra pochi mesi, si va al voto. "E infatti siamo un laboratorio di idee che pensa anche a quello". La parola laboratorio, in questo caso, non è formale: sono già al lavoro (labor) in modo concreto, con gruppi di studio suddivisi per aree di interesse, dall’ambiente all’urbanistica, dal turismo alla cultura, tutto affidato a chi ha esperienza e titoli nei rispettivi settori.
E qui viene il secondo punto forte: le competenze. Non è solo il titolo di studio (anche se quasi tutti sono laureati), ma la propensione a studiare i problemi, non a gestirli secondo la logica del “come si è sempre fatto”: “la macchina amministrativa di Nova Siri ha bisogno di ripartire anche attraverso le competenze” spiega uno di loro.
Nasce con questi orizzonti il movimento associativo “Futura”. E' interessante il profilo di uno degli animatori, Fedele Cirillo: Laurea in Economia conseguita alla Bocconi di Milano, ma poi la scelta di tornare giù, prendere in mano l'azienda di famiglia, reinvestire, immaginare il futuro. “In un paese che dovrà risanare le casse, conterà anche saper fare i conti”. Nel primo nucleo fondativo ci sono, oltre a lui, Mario Oriolo, Andrea Manolio, Giuseppe Ranù, Francesco Ranù, Giovanni Varasano ed Eugenio Nucera. Sono ingegneri, imprenditori, dottori commercialisti. A loro si sarebbero già aggregati, in questi giorni, almeno altri trenta giovani.
E quando dicono “siamo aperti a tutti”, sostanziano il contenuto con sorprendente chiarezza. "Nova Siri è stata penalizzata da una dialettica politica che ha diviso il paese in due grandi fazioni. Questa dialettica ha posto le eccellenze locali in competizione non costruttiva, anziché in collaborazione. Noi, sinceramente, vorremmo andare oltre”. In effetti è una novità: per la prima volta nasce un’alternativa ai due grandi gruppi forti che non si dice, appunto, “contro”. Non parlano male, né dell’uno né dell’altro, ma vogliono essere protagonisti del percorso “che ha come unico obiettivo il bene comune della collettività".
Le parole-chiave sono poche ma chiare, una su tutte: “lavoro di squadra e rifiuto degli individualismi. “E, soprattutto, non abbiamo interessi da difendere. Anche perché  - scherza (ma non troppo) uno di loro - non abbiamo avuto ancora il tempo di crearne”. Fino a poco fa, appunto, hanno studiato. Basta il titolo di studi? “Macché, spesso sa fare meglio chi non ne ha. Noi non siamo quelli che hanno studiato, noi siamo quelli che studiano: i problemi, le risorse, le occasioni”. Il compito a casa, per le prossime settimane, è Nova Siri di domani.
Pino Suriano scritto per Il Quotidiano della Basilicata


17 gen 2014

Rotondella. Il Centrosinistra appare meno unito. E anche all'interno del Pd c'è diversità di vedute

L'articolo pubblicato oggi sul Quotidiano della Basilicata. Si coglie l'occasione della pubblicazione per correggere il mero errore redazionale (non mio): nell'occhiello c'è un riferimento del tutto improprio al nome di Walter Lobreglio. Le mie scuse ai lettori. Preciseremo anche sul giornale


ROTONDELLA  - Nel giugno scorso l’ex sindaco Mario Cucari si lanciò in un comunicato stampa (questo) piuttosto inatteso. Parlava di alcune criticità nei rapporti con Sogin. A molti sembrò una bocciatura o almeno una tiratina di orecchie a chi aveva il compito di gestirli e cioè proprio l'amministrazione di centrosinistra da lui stesso sostenuta.

Mario Cucari
Dicembre 2013. A Rotondella  c’è il Consiglio Comunale per  votare per il bilancio. Chi risulta assente? Proprio l’assessore al Bilancio, Franco Tarantino, assieme all’Assessore ai Lavori Pubblici Pino Comparato, entrambi vicini a Centro Democratico. Per altri viene comunicata una giustificata, per loro no. Un segnale?

Versante Sinistra e Libertà. E’ con questo partito che il  Pd aveva costruito il “patto d'acciaio” che avrebbe portato Walter Lobreglio a fare il vicesindaco. Poi, due anni fa, la rottura di Sel con il sindaco di Francomano e la richiesta a Lobreglio di uscire dalla Giunta. Lui resta, ma il partito, di fatto, lo isola. 

Enzo Francomano
Ergo, a conti fatti, il centrosinistra, come blocco compatto e quasi monolitico, a Rotondella non c'è più da un pezzo. Non solo, anche il suo partito cardine, il Pd, appare, se non lacerato, almeno in una fase di dialettica forte, di certo più forte di quando, con due partiti diversi (Ds e Margherita) il gruppo appariva più compatto.

Che succede a questo punto, in vista del voto primaverile? E soprattutto, chi si candida? Il ruolo e la visibilità assunti in questi anni dal sindaco Vincenzo Francomano (presidenza Area di Programma e vicepresidenza Anci) non sono bastati per una candidatura in Regione, auspicabile e di certo alla portata di un primo cittadino che si è fatto apprezzare molto (i più critici dicono “soltanto”) fuori dai confini comunali.

Il candidato, con le logiche di un tempo, dovrebbe essere lui, ma Cucari e i suoi potrebbero non essere della stessa idea. E numericamente, stando ai riferimenti delle ultime Primarie per le nazionali e a quelle ancor precedenti, l’ex sindaco potrebbe contare di più. Si parla di una riunione di partito a breve in cui si dovrebbe decidere la linea del partito e le rappresentanze negli organi provinciali. Basterà qualche ora al chiuso di una stanza per risolvere il tutto? O dovrà diventare di moda una parolina mai pronunciata dal centrosinistra di Rotondella per le comunali, ma che questa volta, chissà, potrebbe avere un senso: Primarie?

E cosa accade dall'altra parte, in quel “guazzabuglio” che a Rotondella non è mai stato un vero e compatto centrodestra? Lì c'è un mondo variegato  e tutto da organizzare. Tra tante incognite, però, qualcosa comincia a muoversi. A breve in una prossima “puntata”.


Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata 

20 dic 2013

Ministro Zanonato, ecco l'Enea che oggi la accoglierà

di Pino Suriano

Cinquant'anni e sentirli tutti, ma proprio tutti, con gli acciacchi e i dolori di una vecchiaia che avanza ogni giorno di più. Oggi si festeggia mezzo secolo dalla nascita del centro Enea di Rotondella. Qualche mese fa i ricercatori di un altro centro Enea, quello di Frascati, raccontarono al Corriere della Sera di non aver mai visto un ministro nel loro centro, seppure a due passi da Roma. Era un modo per esprimere la distanza e il disinteresse della politica verso il mondo della ricerca. In Trisaia, al contrario, il ministro si farà vedere in carne e ossa. E’ atteso per questa mattina Flavio Zanonato, titolare dello Sviluppo Economico. La sua presenza è un bel segnale. Sarà utile, però, che il contesto celebrativo non tolga spazio a un’analisi concreta dei problemi che il Centro di Trisaia, al pari e forse ancor più degli altri centri sparsi in Italia, sta vivendo con drammaticità sempre maggiore.
Il primo tema sarebbe lunghissimo, per certi versi inestricabile: è quello dei misteri, dei traffici sospetti, delle inchieste giudiziarie, della scommessa americana su un metodo di recupero dell’uranio considerato desueto dopo pochi anni e del fardello di pericolose scorie che quel “piccolo” errore di valutazione ha lasciato. Lo risparmieremo al Ministro, ascrivendolo, per convenzione, alla voce “letteratura”. Tra il giallo e il thriller, con qualche venatura di commedia.
Molto meno suggestivo, ma forse più drammatico, è lo spettacolo di “macelleria sociale” che potrebbe trovarsi davanti oggi. E’ bene che sappia, il signor Ministro, che la sala che oggi lo ospiterà è pulita da operatori che lavorano per cifre vicine alle 400 euro mensili (!) con spese di trasporto a proprio carico. E’ bene che sappia degli infiniti tavoli tra amministrazione del centro, sindacati, Prefettura e lavoratori per i continui tagli sugli appalti dei servizi esternalizzati. E’ bene che sappia dell’operatore di sicurezza che ha raccontato al Quotidiano di non aver potuto mandare la figlia all’Università per i tagli al suo stipendio.
Dovrebbe già conoscere, al contrario, qualche cifra macroscopica che lo riguarda. Nella metà degli anni '80 tra tutti i centri Enea arrivavano 976 milioni di euro di trasferimenti statali, oggi sono 152. Il dato è imponente e inequivocabile: lo Stato non ci crede più. Non bastano neppure per pagare gli stipendi. Sono pochissimi, e neppure spesi al meglio a quanto pare. Un’inchiesta del Corriere, infatti, ha raccontato come il 10 per cento di questi lavoratori sia ancora addetto ai settori originari. Traduzione: paghiamo gente che, in centri di ricerca (ricerca eh?) continua a svolgere funzioni simili a quelle che svolgeva, nel migliore dei casi, ai tempi di Reagan e del Muro di Berlino. Quando c’era ancora il nucleare, per intenderci.
Erano tempi di vacche grasse. Chi avesse fatto un giro nel Centro, allora e fino a qualche anno fa, avrebbe trovato in piena attività palestre con attrezzi, campi da calcio e tennis, trasporti garantiti a tutti  e numerosi benefit che in altri settori del pubblico sono semplicemente un sogno. E che è meglio non raccontare, per decoro, ai giovani che pagano oggi gli eccessi di ieri e che un lavoro non l’hanno neppure mai visto. A proposito di eccessi, lo sa il signor Ministro che al Centro di Trisaia il numero degli amministrativi è quasi superiore a quello dei tecnici? Cioè, quelli che dovrebbero fare da supporto sono quasi più di quelli che operano per l’obiettivo finale (la ricerca, appunto)? Immaginatelo, un Municipio con quindici impiegati al lavoro per dare servizi a un comune di circa dieci abitanti.
Come mai? Chiederlo a chi c’era: la politica, l’esigenza di “infornare” clientele senza programmare, ma anche un altro tema, quello dei trasferimenti. Naturalmente da Sud a Nord. Qualche anno fa un ex assessore comunale di Rotondella, Antonio Dimatteo, denunciò la parità numerica tra gli assunti nel centro lucano e quanti avevano fatto, di lì a poco tempo, richiesta di trasferimento in altri centri. Tradotto: molti venivano assunti qui (spesso anche con fondi  dell’ex cassa per il Mezzogiorno o altri fondi di enti locali) e poi, una volta sistemati, chiedevano di trasferirsi. Il Sud finanziava in parte le assunzioni ma non tratteneva le intelligenze. I sindacati, in più di un’occasione, denunciarono addirittura il trasferimento di macchinari acquistati qui e poi mandati in  altri centri: una vera spoliazione.

Sono solo piccoli schizzi di un quadro più complesso. Non si vuole così rovinare la festa, né disconoscere quanto il territorio debba a questo centro in termini di lavoro e sviluppo (più lavoro che sviluppo, per la verità). Sputare sul “piatto Enea”, o dirne il male, o raccontarsi la sciocchezza secondo cui avrebbe penalizzato l'agricoltura e il turismo, non aiuterebbe molto. Ma passare avanti, festeggiare, raccontare qualche bel progetto di ricerca e dirsi che in fondo è tutto ok, ecco… questo aiuterebbe ancor meno.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

4 set 2013

Il Parco di Valsinni su Puglia Live

Ricca intervista di PugliaLive a Rocco Truncellito, presidente del Parco Letterario Isabella Morra di Valsinni.

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