10 set 2012

Caspr, l'avventuriero che si fermò a Matera

La vicenda di un giovane filmaker che ha viaggiato il mondo per finire in Basilicata
Il lettore pensi a un avventuriero, di quelli sempre in moto, sempre alla ricerca. Di quelli che vagano di fiore in fiore, senza posarsi mai. Niente è più improbabile che possano trovare un approdo, un posto che sappia catturarli e tenerli con sé. Eppure qualche volta accade.
In questa vicenda l’avventuriero si chiama Caspar Diederik, il “porto” che lo ha rapito si chiama Matera. Per meglio raccontare questa “storia d’amore” (in qualche modo lo è) bisogna tornare indietro di qualche anno. Ad Haarlem, fiorente cittadina dell’Olanda. Qui Caspar è un giovane in carriera, tutti i giorni in giacca e cravatta. A capo di un’intera unità aziendale con duecento lavoratori alle proprie dipendenze, con una Laurea in Scienze Sociali e un Master in Management e Comunicazione alle spalle. La vita sembrerebbe sistemata.
Eppure è in questo momento che compare in lui una voglia, un’ansia che lo spinge altrove. O meglio, ri-compare, perché non lo aveva mai lasciato. L’aveva sentita anche a diciannove anni, quando, appena concluso il College, noleggiò un pulmino con gli amici e si mise a girare in lungo e in largo Australia e Nuova Zelanda. Una follia di qualche mese. Poi però ci fu il ritorno per proseguire gli studi e la carriera. Ma proprio allora, quando tutto sembrava definitivo, è arrivato lo strappo. “Quella vita non mi ispirava più”.
Il ragazzo di Haarlem ha preso lo zaino e si è rimesso in viaggio per il mondo. Uno strappo che ricorda quello leggendario di Alexander Supertramp, il giovane statunitense morto in Canada negli anni ’90 per sfidare la natura, dopo aver rifiutato gli agi e le sicurezze dell’American Dream.
Caspar non è finito in Canada a sfidare la natura, ma in tutto il mondo per scrutarla, amarla, fotografarla e raccontarla per immagini. Dopo l’Australia e la Nuova Zelanda, è andato anche in Sud America e in Africa. Non per qualche giorno da turista, ma per mesi, con la voglia di vedere, conoscere e convivere con le popolazioni di quelle terre. Una traiettoria lunga e complessa, che alla fine lo ha portato in un posto strano, meno conosciuto degli altri, eppure, dice lui, per certi versi più bello. Quel posto è la Basilicata.
Come è accaduto? In modo causale. Casper, infatti, da qualche tempo aveva trasformato la sua passione in mestiere. Il suo amore per i luoghi e le sensazioni suscitate in lui erano diventate un vero e proprio progetto imprenditoriale. Si chiamava (e si chiama ancora ancora) StoryTravelers, l’idea di un gruppo di giovani che producono filmati sui luoghi visitati in viaggio, con l’intento di trasferirne le emozioni agli spettatori. E’ nata da qui la circostanza che lo ha portato a Matera. “Un giorno, girando sul web, ho inserito i miei dati su un database di giovani imprenditori per uno scambio internazionale di esperienze (giovani imprenditori "Erasmus"). Dopo qualche tempo Paolo Montemurro, di Quality Program, ha proposto un contatto con una imprenditrice di Matera, Mikaela Bandini. Io avevo già formulato un progetto di storytelling sul territorio italiano e così ho provato a svilupparlo con lei. Questo mi ha permesso di viaggiare in tutta Italia per raccontare le mie esperienze secondo questa nuova formula”.
La ricetta è risultata vincente.  Se n’è accorta anche l’Apt Basilicata (Azienda di Promozione Turistica regionale), che su questa linea ha realizzato uno degli spot promozionali del turismo lucano, il Diario Digitale (www.youtu.be/Um2-hqeEELQ). E’ Caspar, inoltre, il creatore dell’ultimo spot proposto dalla Regione Basilicata, andato in onda anche su reti nazionali. Il modo di raccontare è semplice ma non banale. Caspar guarda i luoghi, li vive e poi li racchiude in poche e velocissime immagini che scorrono. La velocità, del resto, è un aspetto essenziale del suo stile: si sposa, infatti, con la forza dell’emozione e la sua capacità di trasferirsi allo spettatore, di fargli desiderare un luogo.
La conferma del fatto che Caspar e l’Apt Basilicata avessero visto giusto è arrivata qualche mese fa. Gli esperti di turismo della Regione Friuli, infatti, si sono imbattuti nel video lucano e nel giro di poco hanno deciso di riproporre l’idea per il loro territorio. Ne è venuto fuori il progetto “Cantforget” (www.cantforget.it). Da cosa nasce cosa, insomma. E chissà cosa potrà ancora accadere.
Per apprezzare Caspar (e invidiare il suo modo di vedere le cose, il suo “demone”) bastano pochi minuti di conversazione. E’ bello sentirgli dire “Ma davvero tutti, tutti i vostri paesi sono belli, bellissimi. E’ possibile che tu non te ne accorga?”. Poi, dopo ostinata insistenza,  si convince a citare alcune preferenze. “Le spiagge nascoste di Acquafredda, il paesaggio lunare dei calanchi e la magia di Craco, infine il volo da Castelmezzano a Pietrapertosa”.
A parte Matera, naturalmente. E’ la città in cui ha scelto di vivere, nel cuore dei Sassi, assieme alla sua “musa”, la bella modella di Laterza Marianna Casarola. In terra lucana, infatti, Caspar ha trovato anche l’amore. Un motivo in più affinché il viaggiatore possa fermarsi per sempre?  Non si sa mai. C’è una versione del mito di Ulisse, differente da quella “ufficiale” dell’Odissea, che non si conclude con la riconquista di Itaca e della moglie Penelope, ma ritrae l’eroe greco, dopo il ritorno a casa, di nuovo con un remo in spalla. Pronto, nonostante tutto, a ripartire ancora. Perché un viaggiatore non smette mai di essere tale.
Pubblicato sull'inserto Q del Quotidiano della Basilicata del 9 settembre 2012
Pino Suriano

4 set 2012

Intervista a Pino Santarcangelo, sindaco di Nova Siri. "Lasciare? Io invece rilancio"

NOVA SIRI – “Il sindaco lontano dalla gente”.  E’ una critica frequente, sulla bocca dei detrattori di Pino Santarcangelo. L’etichetta, però, deve fare i conti con un dato di fatto imponente: da quando ha cominciato a candidarsi al Comune di Nova Siri, e cioè dal lontano 1985, ha sempre vinto. Mai bocciato dalla popolazione, in maggioranza o in minoranza, sempre eletto in Consiglio con un alto numero di preferenze.  Poi, nel 2004 e 2009, le due vittorie da primo cittadino. Insomma quella gente, da cui sarebbe “distante”, gli ha detto sempre sì nel momento che conta: il voto. Un motivo ci sarà. Gli eventi politici degli ultimi mesi, però, non sono stati troppo facili per lui. Nelle scorse settimane l’ex assessore Cosimo Pancaro  gli ha restituito le deleghe, lasciando di fatto la maggioranza a quota nove, il minimo indispensabile per la fiducia. Sembrava l’antefatto della “caduta”, visti i rapporti già burrascosi all’interno del gruppo. E’ andata diversamente: i nove si sono presto ricompattati e hanno firmato un documento comune per la ripartenza. A stretto giro è arrivato anche un piccolo rimpasto di Giunta.
C’è chi vi accusa di arroccamento alla poltrona. Non sarebbe stato meglio lasciare, a questo punto?
Arroccamento? E’ una semplice questione di maggioranza, e perciò di democrazia. Quando Pancaro si è dimesso ho riunito la maggioranza e ho detto: continuiamo? Bene, tutti mi hanno risposto di sì. Se anche uno di loro avesse detto di no avrei lasciato senza drammi, ma farlo ora sarebbe un tradimento verso chi mi ha scelto e attende che si realizzi quanto programmato. Del resto nella storia recente di Nova Siri ci sono state situazioni simili, con le amministrazioni di Latronico (retta da un appoggio socialista) e Battafarano.
Le dimissioni di Pancaro erano attese?  Le motivazioni addotte dall’ex assessore fanno riferimento a una questione di fiducia, quasi una questione personale….
In verità non me le aspettavo. Del resto aveva lavorato bene, mostrando anche capacità di lavoro intellettuale e creatività. Le motivazioni? Pretestuose. Ha scritto di non aver avuto da me la giusta fiducia, ma in politica la fiducia non è mica una questione sentimentale. Io gli ho dato le deleghe, quando avrei potuto conferirle ad altri. Più fiducia di questa? Non sta in piedi, inoltre, quel suo richiamo alla ricucitura urbanistica con il mare come condizione per restare. Tutti sanno bene che non è una cosa che si fa da un giorno all’altro. Pensi che sul regolamento urbanistico abbiamo zone del centro ancora inespresse, anche per mancanza di interesse a costruire, e adesso la grande urgenza sarebbe la strada per il mare?
Veniamo alle deleghe appena conferite. I Lavori Pubblici a Vincenzo Pavese, che deteneva già l’Urbanistica. Un po’ troppo?
Sono stato io a pregarlo di assumere questa grossa responsabilità, per unire le deleghe e avere un unico soggetto di interfaccia con l’Ufficio Tecnico. All’origine, infatti, c’è proprio un problema di funzionamento di questo ufficio. Abbiamo ravvisato comportamenti gravi di inefficienza, non in sintonia con il veloce evolversi delle regole del Pubblico Impiego nei rapporti con la politica ed i cittadini. Abbiamo fatto vari tentativi per riformarlo, anche con nuove provviste di personale, ma non è bastato. Alla fine, dopo aver informato i sindacati, abbiamo avviato la nostra lotta alle zone franche. Chi è pagato dalle tasse della gente deve lavorare. Siamo decisi a mettere in atto tutti gli strumenti messi a disposizione dalla legge per garantirlo: d’altra parte, se un Ufficio non attua quanto programmato dalla politica per lo sviluppo del territorio, che cos’altro si può fare? 
La delega a Pavese è una bocciatura per Francesco Tarsia, ex assessore ai Lavori Pubblici?
Per niente. Abbiamo deciso di premiare le inclinazioni di ciascuno. A Tarsia, che è molto valido sul piano operativo, anche per la sua esperienza professionale, sono state conferite deleghe operative come la Manutenzione e la Protezione Civile.
Il futuro di Nova Siri. Nel documento della maggioranza si rilancia l’attività amministrativa . Ma per fare cosa?
La prima sfida è quella di sbloccare le risorse economiche già previste in bilancio. Per farlo, però, servono “le gambe” dell’ufficio Tecnico. Per questo abbiamo nominato un nuovo responsabile, Arianna Loffreno. Da lei ci attendiamo una svolta per rendere effettivi tanti interventi già ai nastri di partenza. Ne cito alcuni. 1. i lavori per consolidare una fascia di difesa idrogeologica presso il Quartiere Casale nel centro storico; 2. il tombinamento di un canale nei pressi della Caserma dei Carabinieri, già finanziato con 300 mila euro dal Governo, ma bloccato per un ritardo tecnico nella progettazione che si ripercuote su una grossa lottizzazione; 3. sono da progettare e spendere 650 mila euro di compensazioni dell’Anas per il collegamento tra viale della Libertà e l’attuale ss 106; 4. un lavoro per la viabilità del torrente San Nicola; 5. spenderemo 324 mila euro di arredo urbano; 6. sono in fase di conferenza di pianificazione  alcune varianti urbanistiche, tra cui la rivisitazione di Piazza Giovanni XXIII  per la nuova Chiesa e l’Oratorio; 7. c’è la volontà di ripristinare il campo sportivo del centro storico, tentando di superare alcune difficoltà idrogeologiche; 8. ci sono, infine, le questioni annose dei lavori pubblici sospesi per contenziosi: uno già quasi concluso (parcheggio di Via Bachelet) e uno da concludere, per il Corso. Inoltre Pavese sta lavorando per il Piano Strutturale. Un bel po’ di carne a cuocere, no?

Questo è parte di ciò che farete. Qualcosa sul già fatto?

Non poco, direi. Anzitutto gli edifici scolastici, messi in sicurezza. Poi i servizi alla scuola: dopo una settimana dall’inizio delle attività garantiamo la mensa, nominiamo subito i docenti di sostegno, garantiamo il trasporto e forniamo un contributo economico all’Istituto. Sfido chiunque a dimostrare che questa tempistica e questi servizi siano scontati per gli altri comuni. Poi ci sono i servizi sociali. Diamo fondi di sostegno alle famiglie in difficoltà,  abbiamo attivato un Banco Alimentare collegato con la Croce rossa e un innovativo servizio di Housing Sociale, per l’ospitalità ai senzatetto. Non abbiamo lasciato soli gli ultimi, insomma. Inoltre con il Pois, nel centro storico, è in fase di realizzazione un centro sociale all’interno del vecchio asilo, mentre nell’ex mattatoio partirà una struttura polifunzionale. Abbiamo anche chiuso i lavori di riqualificazione del depuratore e licenziato il nuovo Distretto Sanitario. Tralascio poi l’impegno politico profuso per avviare i lavori della ss 106, attesi da decenni. Un’ultima novità: una convenzione con Enel Sole, per rimettere a nuovo la pubblica illuminazione. Pare poco?
Insomma non molla?
Mollare? Rilancio.
Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 2 settembre 2012

4 mag 2012

Cosimo Latronico: "Forse scongiurati i tagli al centro Enea"

Il senatore del Pdl, Cosimo Latronico,  ha incontrato nel pomeriggio l'ing. Giovanni Lelli, commissario Enea, per esaminare la situazione dei servizi esterni (pulizia, guardiania, facchinaggio, mensa, manutenzione) al centro Enea di Trisaia che rischierebbero una riduzione per effetto dei tagli al bilancio del centro di Rotondella. “Ho ottenuto la disponibilità del commissario Lelli – ha dichiarato Latronico -  a fare ogni sforzo per preservare le risorse necessarie per non indebolire i livelli retributivi del personale alcuni ai limiti delle soglie di mantenimento. Dovrebbe dunque essere scongiurato il taglio annunciato, attraverso la valorizzazione delle attività presenti nel centro di Trisaia sia a carico dell’Enea che della Sogin che gestisce un impianto nucleare nel sito di Trisaia. Continueremo a vigilare - ha  concluso il parlamentare - perché siano garantiti i livelli occupazionali e retributivi attuali del personale  esterno e perché il centro Enea di Trisaia di Rotondella trovi le forme per rilanciare la sua missione nel contesto del potenziamento delle attività di ricerca e di innovazione nel Mezzogiorno d’Italia”


Dal sito sassiland.com

11 apr 2012

Settimana vocazionale. Il mio articolo per il Dialogo

L'articolo scritto per Il Dialogo (Giornale della Diocesi di Tursi-Lagonegro) con le testimonianze dei seminaristi impegnati nel percorso di animazione vocazionale "Rispondere all'amore....si può".


Sono tempi in cui la parola Chiesa è spesso associata a parole come “scandalo” e “pregiudizio”. Ma sono anche tempi in cui è possibile vivere momenti come quelli vissuti a Nova Siri nella settimana tra il 12 e il 18 marzo. Nel centro ionico, in quei giorni, si è potuto assistere a uno spettacolo di tutt’altro tenore: uno spettacolo di accoglienza e gratitudine del popolo verso la Chiesa. E davvero è stato sorprendente il modo in cui la comunità di Nova Siri ha accolto i giovani seminaristi del Seminario Maggiore di Potenza, in occasione della settimana di animazione vocazionale “Rispondere all’amore…. si può”.
Sono stati sette giorni di “abbraccio” tra gli aspiranti sacerdoti e la gente: visite agli ammalati, incontri con le scuole, momenti di preghiera e catechesi. Una sorpresa anche per Don Biagio Colaianni, Rettore del Seminario.  “L’accoglienza? Straordinaria. La gente semplice ha una sorta di sapienza spontanea, che le permette di riconoscere immediatamente le persone che davvero si donano e porsi di conseguenza. Siamo stati aiutati dalla comunità a tutti i livelli: dal cibo all’alloggio, fino alla condivisione delle iniziative di preghiera e catechesi programmate. Tutto questo è anche segno della stima che hanno raccolto tra la gente don Mario e don Serafino (i sacerdoti di Nova Siri, ndr.): la stima nei loro confronti si è trasformata in stima nei nostri confronti. Si vede che stanno seminando”. Perché la scelta di Nova Siri? “E’ importante – ha spiegato ancora don Biagio - che i seminaristi incontrino i fedeli, ma è ancor più importante che si muovano  come comunità, non solo come singoli. L’aspetto più bello dell’esperienza, infatti, è proprio la condivisione della vita dei sacerdoti: i seminaristi non scoprono solo come si vive da sacerdoti, ma anche come si con-vive da sacerdoti. E’ la ragione per cui privilegiamo le parrocchie in cui siano almeno in due, come a Nova Siri.”
Chi scrive ha colto chiari segni dell’intensità dell’esperienza dalle testimonianze dei seminaristi. Tanti sono stati i “momenti forti” di questi sette giorni. Come quello che ha raccontato Michelangelo Crocco, 32 anni, originario di Senise, letteralmente folgorato da una scena: “L’immagine di un’anziana malata che attendeva la Comunione accerchiata dalle vicine di casa, che recitavano con lei il Santo Rosario. Sono scene che rivelano una dignità umana eccezionale. Si sente parlare sempre di abbandono degli anziani, ma nessuno sa più guardare queste bellissime immagini di vita”.
Nino Martino, 24 anni di Montescaglioso, è stato sorpreso dalla profondità delle domande negli incontri con le scuole. “Pensavo di ascoltare al Liceo le domande più profonde, e invece le ho sentite alle scuole elementari, da bambini di neppure dieci anni”. Jill, 27enne seminarista di colore, arriva dal Togo ed è in Italia da appena un anno. “Il mio è un paese di recente evangelizzazione, per questo il fervore della fede e il rispetto per gli uomini di Chiesa sono più intensi che in Italia. Ebbene, in questi giorni, con l’abbraccio della gente, mi è capitato di respirare la stessa aria, mi sono sentito come a casa”.
Ma la gratitudine più viva, quasi commossa, si è percepita nelle parole e nello sguardo di Don Mario Lacolla, parroco di Nova Siri. “Lo rifarei altre cento volte. Conosco la bontà di questa gente, ma davvero non mi aspettavo tanto”. Il Vescovo della Diocesi di Tursi-Lagonegro, Francesco Nolè, ha voluto chiudere la settimana con una celebrazione eucaristica nel Santuario Madonna della Sulla, un luogo posto al centro tra le due realtà cittadine del centro storico e di Nova Siri Scalo”. Una scelta simbolica, ricca di significato, anche in relazione alle difficili vicende che la comunità parrocchiale ha vissuto negli anni scorsi. Rispetto a tutto questo questi sette giorni sono giunti come un dono di unità. Dono di unità, ma anche di bellezza e novità. Proprio come la primavera in arrivo.

Pino Suriano

Primo Impatto. Manduria vista da uno sguardo esterno

Il mio articolo per la rubrica "Primo Impatto", su "Casalnuovo, Il Giornale di Manduria"

La vita è fatta di impatti. Accade così per le grandi scelte, accade così per i grandi amori. Sono il frutto di un impatto anche queste mie parole. Cos’altro potrebbe scrivere un “nomade” su una città che lo ha accolto da appena qualche mese? Clicca qui per leggere il resto 

Il volto nuovo di Rotondella due. Parla Roberto Giannantonio


ROTONDELLA - Presente e futuro di Rotondella due. Il tema è sempre più urgente, anche in relazione alle difficoltà del centro storico, ai suoi problemi di viabilità e al calo di iscrizioni nelle scuole. Per questo Rotondella due rappresenta, forse, la principale risorsa per una rivitalizzazione del territorio. La sua facilità di raggiungimento delle grandi arterie stradali, in particolare la ss 106, è un lusso che il centro storico non può permettersi. Nessuno ha più titolo a parlarne di Roberto Giannantonio. Il consigliere comunale, infatti, detiene una speciale delega per il piccolo centro. Da lì, del resto, ha tratto buona parte del suo ampio consenso elettorale, decisivo per la vittoria di Vincenzo Francomano nel 2009.
Nella conversazione con Il Quotidiano emergono subito l'orgoglio per il già fatto e le idee per il futuro, ma anche qualche sincero spunto di autocritica. In effetti, rispetto a tre anni fa, il centro  presenta un volto nuovo. Tanti i cambiamenti che si presentano davanti agli occhi.
Nel 2009, per esempio, non erano stati completati i lavori per il metano, adesso portati a termine. "E va sottolineato - aggiunge Giannantonio - che ci siamo impegnati anche per agevolare le famiglie nel sostenere le spese per gli allacci". Tra le novità c’è pure il rinnovamento della segnaletica stradale in molte aree del centro. “Abbiamo anche provveduto ad asfaltare numerosi tratti, presso il terminal bus, presso la banca, presso l'area artigianale e in viale Buonarroti. Molto importante anche l'ultimazione e l'arredo della rotonda di accesso al centro. Anche con l’Ater si sono fatti importanti, con l’ammodernamento di alcuni alloggi popolari”.
Due novità importanti riguardano l'aspetto amministrativo. Da una parte la realizzazione della moderna sede centrale della Polizia Locale (realizzata con il contributo dell’Amministrazione Comunale), dall'altra la garanzia della presenza, per un giorno a settimana, di un funzionario comunale per il disbrigo di pratiche burocratiche.
Un importante elemento di sicurezza è anche illuminazione del tratto della strada provinciale che costeggia il centro. Non sono mancati interventi sull’arredo urbano, ma su questo Giannantonio non risparmia qualche critica. "Facciamo tanti interventi ma spesso pecchiamo nella manutenzione ordinaria". Un esempio? "Il campetto di calcio. E' ancora inutilizzabile, nonostante  siano stati spesi circa 9 mila euro di manutenzione. Non sarà forse il caso di cominciare a fare una manutenzione meno grossolana?".
Il piglio critico apre il campo alla domanda sul perché di tanti limiti. "Guardi, non voglio polemizzare con nessuno in particolare, però davvero mi sembra che molti colleghi amministratori non credano davvero nelle potenzialità di Rotondella due. Soprattutto per lo sviluppo urbanistico si è fatto poco. E' ormai evidente che la zona urbana non è cresciuta in modo parallelo alla zona artigianale, che si è ben sviluppata con aziende vive e un buon numero di occupati".
Altri errori? "Uno solo, forse: dovevamo essere più veloci nella divisione dei suoli dopo l'approvazione dello strumento urbanistico". E per il futuro, cosa possiamo immaginare? "In un futuro non troppo lontano si può già immaginare la nuova Chiesa con piazzetta antistante, bella e semplice come la gente di questo paese. A mio parere è un'opera fondamentale per la collettività, come punto di incontro religioso e civile. Già sono intercorsi contatti con i tecnici della Diocesi e c’è una decisa volontà politica. Punteremo molto anche sulla riqualificazione delle scuole: a breve partiranno i lavori di ultimazione dell’ex scuola Primaria. Poi ci sarà da immaginare la costruzione di nuove unità abitative, con grande attenzione all’estetica delle tipologie. A breve anche la realizzazione di zone wi-fi, già presenti nel centro storico di Rotondella. Anzi, i soldi spesi per Rotondella, in origine, dovevano servire proprio per Rotondella due". Insomma, tanta roba, ma non impossibile. Il Comune di Rotondella, come è noto, fruisce dei fondi di compensazione ambientale per la presenza del Centro Itrec in Trisaia. Anche su questo c'è qualche spunto critico. “Bisogna smetterla con i finanziamenti ad personam e cominciare a investire in infrastrutture: viabilità, acquedotti, etc. Inoltre bisogna attivarsi subito per la realizzazione dell'isola di primo stoccaggio dei rifiuti agricoli con tutti  i servizi collegati. Potrebbe essere un ottimo investimento, visti i risultati che si sono ottenuti con la raccolta differenziata”.

Pino Suriano - articolo pubblicato sul Quotidiano della Basilicata

6 apr 2012

Nuova vertenza lavoratori esternalizzati Enea

Di seguito la nota, ormai un appuntamento annuale, dei sindacati Cgil Uil sulla difficile situazione dei lavoratori esternalizzati Enea.

Clicca qui per leggere

31 mar 2012

Torneo delle Regioni torna in Basilicata dopo trent'anni

Finalmente Basilicata! Trent’anni dopo la prima e unica volta in cui il Torneo delle Regioni era transitato da queste parti, l’evento simbolo del calcio di base torna nella regione lucana, sulla costa jonica, tra Metaponto e Nova Siri. 


Qui l'articolo dal Corriere Laziale

19 mar 2012

"Rispondere all'amore...si può". Settimana vocazionale a Nova Siri

NOVA SIRI – Per le strade e per le case di Nova Siri, da qualche giorno, girano undici giovani non molto conosciuti in paese. Portano con sé una strana carica di entusiasmo coinvolgente. Chi sono? Cosa fanno? Più di qualcuno se l’è chiesto, forse anche con un po’ di sospetto. Non ce n’è motivo. Sono gli undici giovani seminaristi del Seminario Maggiore di Potenza che, sotto la guida del loro Rettore, sono giunti a Nova Siri per una settimana vocazionale da lunedì 12 a domenica 18 marzo. E’ un’esperienza fuori dalle mura del Seminario, per chiarire al mondo (e sempre più anche a se stessi) le ragioni della scelta vocazionale. L’iniziativa ha un titolo non casuale: “Rispondere all’Amore si può”. E’ un richiamo esplicito al “sì “che loro stessi hanno…… voluto dire alla “chiamata” vocazionale in corso di verifica. Ma è anche una “sfida” per tutti gli altri, magari una “provocazione” positiva per chi sentisse in sé la stessa chiamata.
Hanno scelto di essere tra la gente, parlare alla gente, condividerne le ansie e i problemi. Per aiutare e per aiutarsi. Stanno vivendo un calendario intensissimo di impegni: la mattina si parte con Santa Messa e recita delle Lodi, poi si dividono in gruppi e portano una parola di conforto ai malati del paese. Sono andati anche nelle scuole, per parlare ai più giovani. Naturalmente senza mai trascurare i tanti momenti di preghiera, catechesi e dialogo con i fedeli. Ne sono stati organizzati diversi in questi giorni, con i ragazzi che riceveranno la Cresima, con i movimenti laici del territorio, con una Confraternita Locale e con gli animatori di catechesi. La loro evangelizzazione è spesso accompagnata dalla presenza e dall’aiuto dei due sacerdoti locali, don Mario Lacolla e don Serafino Lasala, che hanno fortemente tenuto all’iniziativa.
E’ in programma per sabato il momento centrale della loro permanenza, con la Santa Messa celebrata alle 18 dal Vescovo, Francesco Nolè, presso il Santuario Madonna della Sulla. A seguire una festa di saluto nel piazzale antistante la Chiesa Sant’Antonio di Padova di Nova Siri Scalo. Entro la tarda mattinata di domenica è prevista la loro partenza. E chissà che il loro passaggio non possa lasciare una traccia nel cuore di qualcuno, magari già “toccato” dalla chiamata. Di certo una cosa è già accaduta: l’affezione di tanti per questi ragazzi e il loro entusiasmo. Il loro passaggio non sarà dimenticato.

Pino Suriano - dal Quotidiano della Basilicata del 17 marzo 2012

15 mar 2012

Il planetario di Archimede. Il 16 incontro a Rotondella

Proseguono le iniziative promosse dall’Assessorato alle Politiche culturali del centro jonico con la conferenza in programma per venerdì 16 marzo, alle ore 18.00, nella Sala consiliare “Antonio Bianco”.
Ritrovamenti archeologici ed interpretazioni scientifiche di alto valore come gli studi di dell’ing. Giovanni Pastore, rotondellese, docente di Costruzioni Meccaniche presso le Facoltà di Ingegneria Meccanica di alcune Università italiane, sul “Planetario di Archimede ritrovato” (che è il titolo dell’importante pubblicazione dedicata all’argomento) e sulla “Brocchetta pitagorica di Ripacandida”.
L’incontro, coordinato da Battista D’Alessandro, prevede gli interventi iniziali del sindaco del centro jonico Vincenzo Francomano e dell’assessore Maria Cuccarese.
Seguirà un’approfondita introduzione sul tema di Antonio De Siena, Soprintendente per i Beni archeologici della Basilicata e, quindi, la relazione di Giovanni Pastore.
Gli studi di Pastore riguardano l’ingranaggio rinvenuto ad Olbia, in Sardegna, nel 2006 (successivamente restaurato) dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici, che lo ha datato dalla fine del III alla metà del II secolo a.C. (l’Autore lo considera attraverso motivazioni e prove scientifiche componente del Planetario di Archimede) e la “Brocchetta” del V secolo a.C. ritrovata a Ripacandida in Basilicata, di derivazione pitagorica, che raffigura l’impatto, realmente avvenuto, di un grande meteorite sulla Terra, e che le leggi fisiche ivi graficamente rappresentate, straordinariamente moderne, sono in completa antitesi con la successiva dogmatica fisica aristotelica. Si tratta di studi che a parere di diversi studiosi mettono in crisi conoscenze ormai date per acquisite. Un’incontro culturale, quindi, dall’indubbio fascino. 

14 mar 2012

Mostra Sussidiarietà a Policoro. I servizi della stampa locale

Qui la nota stampa di presentazione pubblicata da Basilicatanet

Qui l'articolo da ilmetapontino.it a firma di Angela Divincenzo

Qui l'articolo di Gabriele Elia pubblicato sul Quotidiano della Basilicata

Qui il servizio televisivo di Emmenews con intervista al sottoscritto e ad Andrea Borraccia, presidente Associazione Culturale La Scuola di Atene

La grammatica come un gioco

COLOBRARO – La grammatica è una disciplina scolastica, ma può diventare anche una sfida. Sarà così per cinque alunni della Classe II della Scuola Secondaria di Primo Grado di Colobraro. Si tratta di Alessio Fortunato, Alessia Modarelli, Andrea Chiara Modarelli, Lucia Modarelli e Fabrizio Lucarelli.
Sono i ragazzi che hanno superato la prima fase delle Olimpiadi Nazionali “Asso della Grammatica”, e si apprestano ora ad affrontare la fase provinciale. Qualora risultassero vincitori, dovranno poi affrontare una fase regionale e accedere, eventualmente, alla finale prevista per la fine dell’anno a Catania.
Un’avventura innovativa, quella delle Olimpiadi di Grammatica, che si affianca alle più note Olimpiadi della matematica, della Chimica e della Fisica. Ogni sfida si svolge attorno ad un tavolo da gioco con due, tre o quattro squadre, ciascuna formata da un massimo di 5 alunni. La competizione verte sulla morfologia, sulla sintassi della frase semplice, su alcune figure retoriche e linguistiche dell’italiano. I singoli quiz sono tratti dalle carte in dotazione al gioco da tavolo.
“Le olimpiadi di grammatica – ha spiegato l’insegnante Giovanna Tarantino - intendono offrire agli alunni una motivazione forte allo studio della grammatica, oltre che uno strumento efficace di didattica ludica e un’occasione formativa per superare molte criticità nell’apprendimento della lingua  italiana evidenziate di recente anche dalle prove Invalsi e Ocse Pisa”.
Le criticità linguistiche evidenziate rappresentano, in effetti, un importante fattore di svantaggio della scuola italiana rispetto a quelle di altri paesi. Per colmare lo svantaggio tutto può essere utile: anche la grammatica come gioco.

Da Il Quotidiano della Basilicata