23 lug 2008

Questione vice sindaco: forse torna in sella Palazzo

Ma c'è maretta per il ruolo di capogruppo della civica

ROTONDELLA – Sull’incontro di lunedì sera quasi tutti erano ottimisti. Girava voce che il sindaco Vito Agresti avesse sbloccato la situazione con precedenti mediazioni e potesse nominare il nuovo vice sindaco in un clima di pace, con l’appoggio di tutta la maggioranza. Ma così non è stato.

Anzi, l’incontro si è trasformato in una vera e propria maratona, dalle otto di sera fino quasi a mezzanotte. I consiglieri di maggioranza sono rimasti chiusi in municipio a discutere ad alta voce, mentre in piazza tanti curiosi attendevano un verdetto che non è arrivato. Rotondella, insomma, non ha ancora un vice sindaco. Almeno formalmente, perché l’incontro non è stato del tutto inutile. Anzi, potrebbe avere aperto la strada alla soluzione, proprio quella su cui quasi nessuno, a questo punto, avrebbe scommesso: il ritorno di Gianluca Palazzo.

E’ il modo con cui Agresti potrebbe accontentare tutti, lasciando le cose come prima. Evitato, dunque, l’annunciato l’azzeramento della giunta, che avrebbe consentito una più facile mediazione, ma avrebbe avuto anche l’effetto negativo di offrire l’impressione di una “bocciatura” per qualche assessore.

Un'altra questione, però, potrebbe rimettere tutto in gioco. E’ la postazione di capogruppo della civica di maggioranza. Si tratta di un incarico non troppo importante sul piano amministrativo, ma che assume un forte valore simbolico per la linea politica del gruppo in vista delle prossime elezioni.

Più di qualcuno avrebbe proposto per l’incarico lo stesso Palazzo, sia per rinforzare la sua posizione personale che per garantire quella linea di “civicità” su cui il gruppo si è cementato. Anche il sindaco Agresti, a quanto pare, non sarebbe contrario. Palazzo, infatti, è uno dei pochi membri di maggioranza che, come lo stesso sindaco, non hanno preso posizione in favore di alcun partito politico. Lo ha fatto, al contrario, l’attuale capogruppo Antonio Dimatteo, schierato da qualche mese con L’Italia dei Valori. Ma è qui che la cosa si complica, perché proprio Dimatteo e Palazzo sarebbero i veri antagonisti della vicenda. I due non si rivolgono la parola da mesi e proprio un contrasto con Dimatteo sarebbe tra le cause delle dimissioni di Palazzo, nel dicembre 2007. Insomma, il posto di capogruppo rischia di buttare benzina su un fuoco già acceso. Anche perché, se tutti sono d’accordo sul ruolo del vice sindaco, almeno un paio di membri della maggioranza vedrebbero male questa ulteriore “concessione” a Palazzo. Il buon senso, a questo punto, suggerirebbe di restituire a Palazzo l’incarico di vice sindaco, ma senza forzare troppo con l’incarico di capogruppo, per non irritare Dimatteo e gli altri che stanno dalla sua parte. A questa civica, in fondo, conviene rimanere in piedi più che perdersi in questioni simboliche. A meno che non vi siano interessi “di partito” destinati a venire presto alla luce. Le prossime comunali non sono troppo lontane, come sa bene Vito Agresti, interessato a “reprimere“ eventuali connotazioni partitiche del gruppo, che di fatto squalificherebbero una sua possibile ricandidatura. Chi scrive, però, non si stupirebbe di vedere come avversari politici alcuni di quelli che lunedì sera erano seduti allo stesso tavolo.


Pino Suriano - www.ilquotidianodellabasilicata.it

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma con che coragio Palazzo potrebbe tornare ada avere un incarico che ha lasciato vuoto per sei mesi? E noi in base a cosa ce lo dovremmo tenere?

Anonimo ha detto...

te lo tieni perchè ti farà comodo, oppure lo rifiuti perchè scorretto OK?

Anonimo ha detto...

Le leggi della politica dicono: te lo tieni perchè ti farà comodo. Ma la domanda è: A chi mai può fare comodo Palazzo, ora che il suo bacino di voti (che sono in gran parte familiari) potrebbe passare al fratello con il Pd?