10 set 2011

Non si vive di solo calcio.. ma anche di calcetto. L'intervento dell'ex assessore Dilorenzo

ROTONDELLA – “Non si vive di solo calcio… ma anche di calcetto”. E’ simpatico l’attacco con cui Francesco Dilorenzo, ex assessore comunale al Bilancio, rilancia il problema delle strutture sportive a Rotondella. Un problema che è tornato di attualità dopo che l’associazione Polisportiva ha deciso di mettere in vendita il titolo della squadra in segno di protesta per la mancata disponibilità del campo sportivo, franato a due giorni dalla fine (!) dei lavori consolidamento nel gennaio 2010 e ancora fuori uso per il Campionato di Promozione. Altra occasione per ridiscuterne è stata offerta, inoltre, dalle dimissioni dell’ex assessore allo Sport, Domenico Lacopo, le cui deleghe sono rimaste nelle mani del sindaco, Vincenzo Francomano.
“Il mio intervento – premette Dilorenzo - non vuole essere assolutamente di speculazione politica. Mi preme semplicemente rimarcare un paio di questioni. Anzitutto ritengo che siano legittime le doglianze della società sportiva locale (l’Adp Rotondella) per il semplice fatto che già opera in un contesto svantaggiato, se poi deve anche sottostare ad errori e promesse, la misura è veramente colma. Vorrei ricordare, però, che la comunità di Rotondella non vive di solo calcio e che il problema del campo di calcio per attività agonistica dilettantistica non è il solo problema del territorio, ma esiste anche quello degli impianti sportivi per attività sportiva non agonistica. A Rotondella, in particolare, c’è un impianto sportivo ad anfiteatro realizzato negli anni ‘80 (concepito male, con gestazione ancora peggiore e vita disastrata) che è costato molti soldi pubblici e che oggi è completamente abbandonato alla mercé dei vandali. Questo complesso, che in origine prevedeva due campi da tennis, uno da basket e uno da pallavolo (mai realizzato completamente perché costruito su una zona franosa e perché la ditta costruttrice fallì mentre lo realizzava) fu successivamente riconvertito con un campo di calcetto e due da tennis. La struttura è sempre rimasta libera, mai gestita, senza il pagamento di nessuna somma per l’utilizzo ed il risultato è davvero deprimente: una struttura che da risorsa pubblica è diventata un’opera abbandonata dove non è possibile praticare nessuna attività. Anche se in verità, essendo l’unica alternativa alla strada, è stata comunque utilizzata dai ragazzini, non senza pericolo serio per la loro incolumità. Tutti sanno, ma nessuno vede o si preoccupa in alcun modo.
Io credo che sarebbe opportuno e sacrosanto che il Sindaco (che adesso detiene anche la delega di riferimento dopo le dimissioni dell’Assessore allo Sport) intervenisse e facesse uno sforzo per dare risposte concrete alla comunità, non trincerandosi dietro la solita frase: “non ci sono fondi”. I fondi ci sono se si fanno scelte di responsabilità”. E qui giunge la proposta dell’ex assessore: “Una possibilità concreta sono i fondi della compensazione ambientale, non quelli già ripartiti per altre iniziative, ma gli interessi che annualmente producono le somme ancora depositate in banca e inutilizzate, che a due anni dall’insediamento di questa amministrazione non sono poche”.
A dire il vero, qualcosa si è già mosso. L’amministrazione ha già commissionato uno studio di fattibilità per la realizzazione di un palasport a Rotondella due, con moderne strutture sportive. E’ una buona iniziativa, soprattutto perché da Rotondella due si renderebbe accessibile alla fruizione degli utenti di altri comuni. E’ una bella idea, ma è ancora lontana. E’ intanto che si fa?

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata 

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