16 lug 2008

Il Turismo Sociale secondo le Acli

Proposta una Carta del Turismo già prescritta dalle leggi

NOVA SIRI – Di Turismo Sociale si parla spesso come di un turismo di serie B, riservato ai meno abbienti e perciò poco attento agli aspetti qualitativi. Nulla di più falso e pregiudiziale. Almeno secondo i dirigenti Acli intervenuti venerdì all’incontro di Nova Siri, dove il Cta (Centro Turistico Acli) sta celebrando la propria festa nazionale presso il villaggio Giardini d’Oriente.

Ma cosa è in concreto questo Turismo Sociale, se non semplicemente quello “scadente” e “per i poveri”? Nel tentativo di definirlo sinteticamente, si potrebbe dire che esso è quel turismo che “promuove l’accesso del maggior numero di persone alla vacanza, senza distinzione di età, appartenenza culturale, disponibilità economica e capacità fisica. Fondato sui valori della socializzazione, della crescita della persona e del rispetto dell’ambiente, esso è fattore di coesione sociale e di arricchimento culturale”.

Insomma, un turismo che è anzitutto fonte di valori sociali e culturali, la cui valenza è sancita anche da numerosi protocolli internazionali. E come ogni valore, anche il turismo va tutelato con una serie di diritti e doveri ben codificati.

E’ in questo senso che tenta di intervenire il Cta, con un impulso deciso alla redazione e approvazione di una Carta del Turismo Sociale, che evidenzi diritti e doveri degli operatori, ma anche stili e comportamenti del turista responsabile. Una Carta del Turismo, peraltro, era già prevista nella legge quadro sul turismo 29/2001, ma è rimasta, per così dire, nel libro delle buone intenzioni. Oggi le Acli, nel rilanciare il progetto, propongono anche una serie di ipotesi concrete su ciò che la Carta dovrebbe contenere. Non dovrebbero mancare, per esempio, una serie di informazioni sui diritti del turista per quanto riguarda l’accessibilità e la fruizione di servizi turistico-ricettivi, o ancora informazioni sui sistemi di classificazione esistenti e sulla segnaletica, sui diritti per i disabili, sulle polizze assicurative e sull’assistenza sanitaria in viaggio.

Ha illustrato queste ipotesi Pino Vitale, Presidente Nazionale del Cta, che ha sintetizzato il tutto in tre parole chiave: accessibilità (turismo per tutti); solidarietà (turismo di tutti); cooperazione (turismo con tutti).

Dopo di lui sono intervenuti Pasquale Orlando, responsabile Acli per il Mezzogiorno, e Filippo Pugliese, responsabile Acli della Regione Basilicata, che hanno sottolineato il valore qualitativo del turismo sociale, il più capace di sposarsi con la ricettività e l’accoglienza dei territori.

Pier Paolo Napoletano, responsabile dello sviluppo associativo delle Acli, ha puntato l’attenzione sul valore turistico dell’aggregazione, mentre Paola Vacchina, vice presidente nazionale delle Acli, ha concluso ricordando che“sviluppo economico e rispetto della persona devono camminare insieme”.


Pino Suriano - www.ilquotidianodellabasilicata.it


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