30 apr 2014

A Rotondella sarà Agresti contro Cucari

ROTONDELLA - A Rotondella il quadro si fa più chiaro e soprattutto si semplifica. Quasi certamente non ci sarà, salvo imprevedibili aggregazioni dell'ultima ora, una terza lista. Solo due sfidanti, quelli annunciati: Vito Agresti e Mario Cucari, entrambi già sindaci di Rotondella. Cucari ha fatto tandem con un partito che a Rotondella conta molto, l'Udc, Agresti con un altro cartello importante, quella legato a Pasquale Gentile, fratello di Rosa (Presidente di Acquedotto Lucano e già Assessore Regionale). Dovrebbe essere una sfida equilibrata, anche perché i due sono stati bravi a comporre squadre che coprono diverse fette di elettorato e una rappresentanza allargata sia alle generazioni che alle diverse aree territoriali del Comune.
Nelle competizioni elettorali di Rotondella, si sa, c’è un fattore che pesa tantissimo: il consenso degli abitanti delle aree rurali. I due candidati lo sanno bene e hanno scelto gli uomini in lista anche in virtù di questo. C’è poi la questione giovanile, sempre più sentita negli ultimi anni, anch’essa ben rappresentata. Le candidature non sono state ancora ufficializzate, ma alcuni nomi già cominciano a essere diffusi. Con Mario Cucari dovrebbero essere in campo Rudy Marranchelli, in quota Udc, Giulia Pitrelli, Domenico Cuccarese, Veturio Viola (uno di quelli che dovrebbero esprimere l'area del Pd sconfitta alle Primarie, fedele al partito ma che cercherà di farsi “riconoscere” attraverso i voti di preferenza), Nicola Santarcangelo, Alberto Manolio e Marianna Viviani (che dovranno catalizzare il voto delle aree rurali), Salvatore Tufaro e Pasquale Dimatteo (questi ultimi più vicini al sindaco Cucari, e l’ultimo, in particolare, catalizzatore di voto giovanile).
Con Vito Agresti, come è già noto, sarà in campo Pasquale Gentile, già designato come vicesindaco in caso di vittoria, in base a un accordo di alleanza. Del gruppo dovrebbe essere parte anche il giovane Luigi D’Alessandro, sempre vicino a Gentile. Tra i giovani in campo anche Cosimo Cavallo (detto Mimmo), Laura Pastore (già consigliere), Pietro Laguardia e Mario Bianco dovrebbero catalizzare il consenso delle campagne. In forse, fino a qualche ora fa, c’erano anche i nomi di Giovanni Gentile e Stefania Bucello.
Al netto di possibili cambiamenti i candidati dovrebbero essere questi, ma ci sono ancora spazi vuoti. Un po’per l’incertezza, un po’ per non chiudere porte ad aree di consenso o personalità che non hanno ancora trovato espressione. Tra questi ci sono quelli, come Francesco Dilorenzo e Antonio Pastore (già assessori con Vito Agresti), che avevano contribuito ad animare la cosiddetta terza lista a trazione giovanile, poi abortita. Con questo equilibrio anche i posizionamenti dell’ultima ora potrebbero risultare decisivi.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

Comunali Nova Siri: tanti i nodi da sciogliere

NOVA SIRI - Se Atene piange, Sparta non ride. Se i problemi di rottura all'interno del centrodestra sono a tutti noti, lo sono un po' meno quelli interni al centrosinistra, ma non perché siano già risolti. Andiamo con ordine. Nel cosiddetto “centrodestra” la candidatura di Antonio Acinapura (per tutti Tonino) potrebbe trovare un ostacolo in più: se da un lato il passo indietro non sembra essere servito allo scopo di riavvicinare Tommaso Simonetti, dall’altro potrebbe non piacere neppure agli amministratori uscenti. Disposti sì al passo indietro e senza obiezioni verso la persona, ma chiedevano di essere coinvolti maggiormente nella scelta. Per ora mugugnano ma non hanno ancora alzato la voce pubblicamente, e ieri sera avrebbero incontrato l’Onorevole per l’ipotesi di un ricompattamento. Nelle prossime ore se ne vedranno gli esiti.
Intanto Acinapura e Simonetti si sono visti giovedì mattina. Si sono parlati in modo cordiale, dati i buoni rapporti personali, ma non sono giunti alla conciliazione politica. Il primo ha messo in evidenza il passo indietro di Valter Basile, ma il secondo ha chiarito che l’aggregazione creatasi attorno a lui non transige su una posizione “terza” rispetto ai due gruppi storici di Chiurazzi e Latronico. Insomma, non si torna indietro.
Non tutto fila lascio, come si diceva, anche all’interno della civica animata dal Pd. La “questione Pasquale Favale” era e rimane un problema. Lui ufficialmente non fa passi indietro, ma il suo nome, secondo alcuni, non creerebbe grande coesione in una coalizione fatta di anime diverse. All’interno del partito si è avviata perciò, negli ultimi giorni, una sorta di “operazione desistenza”, ovvero il tentativo di far desistere Favale, ma in un clima di pace e di considerazione dello stesso. Troppo forte, infatti, è la paura di una rottura pubblica, anche perché l’alzata di scudi in suo favore di Luigi Maradei, uno che i voti li ha sempre avuti e dimostrati, non lascia dormire sonni tranquilli.
Chi gioca la partita a quel punto?  I profili interessanti non sono molti ma ci sono. Come quello di Giuseppe Chiurazzi,  34enne ricercatore del Cnr. Ha l’appeal generazionale (importante per sfidare Acinapura, 39 anni), l’ottimo operato nell’associazione Agorà da lui presieduta e la stima di una buona parte del partito e di qualche nuovo aggregato, ma c’è un problema: cinque anni fa partecipò alle Primarie vinte proprio da Favale, per cui risulterebbe difficile far digerire a quest’ultimo, oltre che all’elettorato, l’idea che ora possa scavalcarlo proprio chi da lui è stato sconfitto, e per giunta senza fare le Primarie. Una soluzione di mediazione potrebbe arrivare dall’anima renziana del partito, che esprime una figura interessante nell’ingegnere Giambattista Labattaglia, originario di Rotondella come Acinapura, tra i più attivi nel creare alleanze e dialoghi fuori dal recinto. Ora potrebbero servirgli.

Ma a molti, e soprattutto a chi fa politica da sempre, non sfugge però che le frizioni interne ai contesti consolidati (“non la vinco io, quindi non la vincerai neppure tu”) potrebbero incoraggiare il ricorso a figure esterne, tanto meglio se con profilo manageriale e amministrativo di successo. Un nome blasonato, in questo senso, è quello di Angelo Santo Truncellito, direttore di banca. Potrebbe risolvere i problemi di conciliazione. E il bello è che potrebbe risolverli sia da una parte che dall’altra. Double face.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

Comunali Rotondella: Pasquale Gentile correrà con Vito Agresti

Pasquale Gentile e Vito Agresti
ROTONDELLA –  Alla fine il colpo l’ha fatto Vito Agresti. Se c’era un’incognita importante per gli equilibri delle comunali di maggio riguardava proprio l’orientamento di Pasquale Gentile e del gruppo che a lui fa riferimento. Si era intuito che avrebbe rappresentato quello che nella briscola si definisce un “carico”, ma non si era capito dove e con chi sarebbe sceso in campo. Non era facile prevedere se la famiglia Gentile avrebbe corso con Mario Cucari, con Vito Agresti o sarebbe andata a rafforzare l’ipotesi di una terza lista. L’incontro decisivo è stato quello di tre sere fa, dal quale Gentile sarebbe uscito con un accordo che prevede tre posti in lista per i suoi e la carica di vicesindaco in caso di vittoria.
Per Vito Agresti non è stata una scelta senza costi. C’è quello, per esempio, di aver dovuto chiedere un passo indietro a una figura valida come Laura Pastore, alla quale l’incarico di vice sembrava destinato, ma è un costo che si paga per il peso specifico che una presenza così forte porterà alla sua lista in termini di elettorato e di immagine anche fuori da Rotondella: Gentile, si sa, è fratello di Rosa, Presidente di Acquedotto Lucano ed ex Assessore Regionale. Lo stesso, inoltre, ha costruito molto nell’ambito della presidenza della Pro Loco, alla quale ha portato un indiscutibile impulso di concretezza.

Ieri più di qualcuno tra gli uomini della lista di Agresti commentava l’accordo con rinato ottimismo. Dopo l’accordo con l’Udc Mario Cucari sembrava aver tirato la barca dalla sua parte, ma l’asse Agresti-Gentile risponde con un segnale che dà alla sfida un nuovo equilibrio. Con queste condizioni non sembra facile valutare quale delle due coalizioni possa avere la meglio. Cinque anni fa tutto si decise sul filo di quaranta voti ( e cioè sulla decisione di appena 20 elettori), oggi potrebbero profilarsi condizioni simili. L’equilibrio sarebbe ancor più grande se dovesse spuntare alla fine una terza lista, ma è sempre meno probabile con il passare dei giorni, anche perché, con Gentile ormai in campo a pieno titolo, oltre ai tempi si restringono anche i margini di elettorato da coinvolgere. Alcuni margini, però, potrebbero ancora esserci. Tramontata l’ipotesi di una forza a trazione giovanile, adesso potrebbe prendere piede un cartello elettorale legato al progetto “Cantiere Rotondella”, un percorso di discussione politica aperto a tutti e animato dall’area politica che fa riferimento a Sel. E’ questa, in particolare, l’area politica che non ha ancora trovato (o voluto trovare) uno spazio di collocazione. Da più parti si fa anche il nome di un candidato sindaco, ovvero l’attuale vicesindaco Walter Lobreglio, che Sel sfiduciò due anni fa ma con cui ha ripreso a dialogare di recente. Non è da escludere che un progetto simile possa raccogliere, oltre a quella parte politica, anche i delusi dalla sconfitta di Vincenzo Francomano alle Primarie del Pd. Il sindaco, come già abbiamo scritto, ha detto che non sarà candidato e rimarrà comunque fedele, nonostante tutto, al suo partito. C’è da credergli, ma quelli “più papisti del papa”, si sa, esistono sempre.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

Comunali Nova Siri: Movimento 5 Stelle in Campo. Lo guiderà Pasquale Suriano

Pasquale Suriano
NOVA SIRI - Il M5S di Nova Siri, fino a non molto tempo fa, coincideva con Marcello Manolio. Era solo: da attivista faceva banchetti, volantinaggi e iniziative di ogni genere. Poi arrivò il collegamento con Giovanni Lasalandra di Policoro (promotore di diverse proposte nell'alveo della politica locale) e da lì l’avvio di una prima embrionale presenza politica sul territorio. Adesso, dopo l'exploit delle Politiche (800 voti "dal nulla"), il M5S diventa una lista per le Comunali. Loro preferiscono tacere, in attesa della certificazione della lista da parte del blog di Beppe Grillo, ma è ormai noto a tutti che a guidarla sarà Pasquale Suriano, già vicino a Michele Laddomata negli anni scorsi, dal quale si staccò quando questi decise di legarsi al sindaco Pino Santarcangelo.Gli altri candidati, nelle "Comunarie" interne, sono stati Antonio Manicone e Marcello Manolio. "Ma nessun rancore - assicurano entrambi - siamo compatti come e più di prima". Lo stesso Manolio, all'inizio, aveva assunto il compito di aggregare la lista, poi la partecipazione è cresciuta da sé.
 
Lo incontriamo assieme a Giuseppe Arcieri, siciliano, ricercatore Enea. La sua storia è eloquente sulla novità (nel bene o nel male, ciascuno giudichi) che l’irruzione del Movimento ha portato in politica. L’anno scorso la sua faccia è diventata nota per la candidatura alle Politiche. Lo si era immaginato militante fervente, e invece... “Non proprio. A ottobre 2012, quando mi sono presentato, non ero neppure un attivista, non conoscevo proprio nessuno del Movimento". Come è nata la candidatura allora? "Così, quasi dal nulla. Ho visto che avevo i requisiti di iscrizione, ho sentito di dover fare qualcosa e ci ho provato, mandando documenti e curriculum”. E poi? “E poi mi hanno votato”. Ma se nessuno la conosceva? “Infatti. Hanno però letto il mio curriculum e anche chi non mi conosceva personalmente mi ha ritenuto valido”. Questo, per loro, è un punto essenziale: "I cittadini, con la loro voglia di partecipazione, e non le dirigenze dei partiti, selezionano la classe dirigente sulla base delle competenze, non di criteri oscuri o puri interessi particolari". Con loro siede Antonio Manicone, che gestisce uno stabilimento balneare nella zona e ha stabilito qui la residenza. 
 
Nel paese dell’eterna rivalità tra Carlo Chiurazzi e Cosimo Latronico (forse meno sentita dagli stessi quanto da certi rispettivi "fan") la domanda è d’obbligo e la risposta tipicamente grillina. Centrodestra e centrosinistra sono la stessa cosa? “Sì” risponde Marcello Manolio, che sente l’esigenza di rincarare. “E' un sì molto deciso. Hanno le stesse dinamiche di selezione della classe dirigente. Basta osservare i criteri con cui fanno le liste: cercano le persone con le famiglie più grandi e che portino più voti”. 
 
Poi c'è la discesa in campo dell’insegnante Tommaso Simonetti. Una forza non partitica come la vostra... “Non sono credibili – spiega Manolio, a cui il paragone proprio non piace – parlano le storie personali. Se fino a ieri sono stati parte di quel meccanismo (a sostegno delle civiche del sindaco Santarcangelo, ndr.), quale cittadino potrà mai credere che possano creare davvero qualcosa di nuovo e libero? E’ una forma mentis che non cambia da un giorno all’altro“.
 
Poi ci sono i giovani… "Non conosciamo quelli di Futura, abbiamo dialogato con i ragazzi dell'associazione Scintilla. Stimiamo quello che fanno per il paese, non possiamo stimare, però - spiega Manicone - questa loro mancanza di coraggio per cui, pur condividendo idee e voglia di cambiamento, non vogliono mettere la faccia sotto il simbolo del M5S per paura di chissà quale ritorsione".
 
Veniamo a Nova Siri. Come si è amministrato fino ad oggi?  “La domanda è retorica. Parlano i numeri del deficit - e qui è Arcieri a fare un appunto non scontato - ma guardi che non è solo questione di Nova Siri: anche tanti altri comuni hanno gli stessi problemi. Ma questo significa, appunto, che è sbagliata la forma di selezione della classe dirigente dei partiti, le logiche e i principi con cui le persone vengono scelte, non con idee programmatiche ma seguendo modalità per cui tutto deve ruotare in sintonia con il sistema, che preserva incarichi e poltrone tutelando interessi personalistici”.
 
A parte il deficit, come vedete Nova Siri? “Malissimo - risponde secco Manicone - ma lei si rende conto che un paese che dovrebbe essere turistico accoglie i suoi visitatori, in via Siris, con una centrale elettrica dismessa? Le case, poi, sono costruite in maniera spontanea e senza alcun tipo di programmazione urbanistica, non danno organicità, le piazze e i luoghi di incontro, inoltre, non sono sufficientemente funzionali. Una parte del nostro programma sarà incentrata proprio su una nuova pianificazione territoriale e sulla riqualificazione nell'ottica di un'attrattiva turistica.  Idea portante è inoltre quella di trasformare i costi in risorse, per esempio potenziando la raccolta differenziata per ottenere una forte riduzione della tassazione ai cittadini novasiresi".

 
Anche i grillini hanno un passato. La domanda è scherzosa ma non troppo, anche perché molti elettori se lo chiedono. Arcieri, pur dichiarandosi di sinistra, non ha mai votato per partiti riconducibili a quell'area per mancanza di fiducia nelle persone che la rappresentavano, sostenendo poi l'attività di Di Pietro. Manicone, e non lo nasconde, era "comunista". Manolio ha seguito le indicazioni di Grillo ("sono contento di aver votato per De Magistris alle Europee") ma in passato ha fatto anche altro. Era vicino a Comunione e Liberazione. "Non per motivi politici ma perché coinvolto dalla testimonianza cristiana di don Tommaso Latronico"

Comunali Rotondella: l'Udc correrà con Mario Cucari

ROTONDELLA – La notizia era trapelata già nei giorni scorsi ma da ieri è ufficiale: l’Udc correrà con Mario Cucari. E’ un colpo da 90 quello dell’ex sindaco, che assicura al suo progetto un sostegno elettorale non da poco. L’Udc, come è noto, i suoi numeri li ha sempre confermati, o almeno li hanno sempre dimostrati i suoi due principali esponenti locali, Rudy Marranchelli e Tina Bianco. La seconda, in particolare, è risultata la candidata più suffragata nelle ultime due competizioni elettorali in termini di preferenze. Quello dei giorni scorsi, perciò, è un accordo che potrebbe pesare non poco sull’esito elettorale del 25 maggio. Cucari, insomma, non brancolava nel buio, come a molti era parso subito dopo le Primarie, quando anche all’interno del suo partito sembrava mancargli la fiducia di tutti. La sua volontà di “guardare verso il centro”, dichiarata al Quotidiano dopo le Primarie, era molto più di una buona intenzione e oggi si concretizza in un accordo “pesante”. L’ex sindaco avrebbe la lista già quasi pronta, con giovani al lavoro sul programma.
Il partito di Casini era stato tra quelli dati in fibrillazione per la creazione di un’eventuale terza lista, alternativa a quelle di Cucari e di Vito Agresti, ma alla fine ha scelto un’alleanza in direzione diversa rispetto a quella degli ultimi anni, quando si era sempre posizionato in alternativa all’area del Partito Democratico. Anche su Cucari, per la verità, presenterà un cartello civico.

“Condividendo le impostazioni generali e le regole interne per la costituzione della lista – si legge nella nota dell’Udc diramata ieri – il partito ha posto dal primo incontro alcuni suggerimenti di carattere tecnico/programmatico e trova interlocutori di alto livello, attenti alle proposte della delegazione centrista. Grande intesa su giovani, lavoro e #RotondellaPrimaDiTutto, in un clima sereno e di estrema tranquillità.  L'Udc – si legge ancora nella nota - fatte le proprie valutazioni interne, oggi è pronta a partecipare alla costituzione di una lista civica per l’interesse rotondellese, contando anche sulla competenza e esperienza amministrativa del candidato Sindaco. Con Cucari per realizzare una lista fatta di uomini e idee chiare. Passione, coraggio e voglia di "fare" alla base di un'alleanza per proiettare Rotondella in una dimensione diversa, in cui partecipazione e fiducia daranno sostanza a un ambizioso progetto politico”.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

Comunali Nova Siri: Giovani di Scintilla e Futura si mettono insieme. Nasce un network giovanile

Andrea Manolio, Francesco Ranù, Francesco Cospito, Roberto Natale
NOVA SIRI – Per lungo tempo i giovani non si sono parlati, poi, quando lo hanno fatto, si sono intesi in un istante. In fondo chiedevano la stessa cosa: “rinnovamento e riconoscimento della dignità di una generazione”. Si esprimeranno in un patto federativo le due realtà giovanili emerse pubblicamente in questi mesi a Nova Siri: Scintilla e Futura, un network che adesso fa sul serio.
Scintilla è un’associazione che si era esposta nell’ultimo anno con un’incidenza sociale fortissima, espressa tramite numerosi eventi e azioni di base su tematiche concrete di sviluppo del territorio e ambiente; Futura con una manifesta volontà di incidenza amministrativa e progettuale, espressa con un lavoro programmatico avviato in tempi non sospetti, almeno dalla fine del 2013. Insomma, non sono spuntati come funghi.
Ora hanno capito di volere la stessa cosa. E così, dopo aver dialogato con tutti, dai gruppi storici alle neoformazioni, chiedono di essere credibili e riconosciuti. La novità è che lo fanno insieme e più forti. Non più come strumento elettoralistico di una parte, ma come risorsa operativa concreta. Non chiedono il posto da singoli candidati ( potenziali prede di strumentalizzazioni), ma il riconoscimento della dignità di una generazione. Insomma, assieme alle cose vorrebbero cambiare anzitutto il metodo. E alla eventuale coalizione che dovesse accoglierli con sé porteranno, è presumibile, un peso specifico non indifferente.
Svecchiano anche, almeno in parte, il concetto stesso di gioventù. Molti di quelli che si esprimeranno sono al di sotto dei trentacinque e molti non sono neppure 25enni. Cinque anni fa i candidati cosiddetti “giovani” avevano, mediamente, qualche anno in più. Certo, allora c’era un Presidente del Consiglio nato nel 1936, oggi ce n’è uno nato nel 1975. E non c’era stata l’espressione fortissima di un movimento a trazione giovanile come il M5S (800 voti in un contesto “controllato” come Nova Siri).
Tante idee ma nessun partito. E ci tengono a chiarirlo con forza. “Se fossimo chiusi in quegli schemi – spiega Fedele Cirillo di Futura – oggi non saremmo insieme, non potremmo stare insieme”. Non a  caso esprimeranno candidati “senza tessere di partito e in liste civiche che avranno garantito, con segnali concreti e visibili, la volontà di rinnovamento. Una situazione imprescindibile per portare avanti un tema generazionale, quello di un paese, l’Italia, che si è scordato dei giovani, dei loro luoghi, delle loro istanze, dei loro locali commerciali che aprono e chiudono stroncati da affitti elevatissimi”. Vogliono portare altri temi, e sanno che a Nova Siri ce n’è bisogno. Scenderanno con coraggio. Potrebbe non convenire in questi tempi incerti lanciarsi senza il paracadute. Loro ci proveranno.

“Naturalmente – spiegano Francesco Cospito e Roberto Natale, Presidente e Vice di Scintilla - la scelta di proporre alcuni nomi nasce dalla piena autonomia personale dei singoli soci. Scintilla era  e rimane una associazione apartitica e non elettoralistica. Se si dovessero esprimere candidature sarà fatto nel pieno rispetto della libertà di coscienza dei singoli soci. Tutti dovranno sentirsi liberi in ogni senso. Le elezioni sono una carta di più, ma non nasciamo per quelle e non moriremo per quelle ”. Stessa linea per Futura, assicurano in coro Francesco Ranù e Andrea Manolio. “Non si può essere veramente autonomi se non si è liberi”. La parola chiave è una: rinnovare. Giocano per costruire. Da perdere - dicono - non hanno nulla. Almeno loro.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

3 apr 2014

Comunali Nova Siri. Filomena Bucello: "Mai chiesto di essere candidata"

Filomena Bucello
NOVA SIRI – “La mia candidatura non è stata mai formalmente proposta nelle sedi di partito, né è stata da me pubblicamente espressa”. Filomena Bucello, consigliere provinciale del Pd, chiarisce che la sua eventuale proposta di candidatura a sindaco di Nova Siri, della quale si era scritto ieri in contrapposizione a quella di Pasquale Favale, non avrebbe avuto alcuna esplicitazione formale e quindi non sussisterebbe. “Ci tengo a chiarirlo anche per rispetto dell’amico e compagno di partito Favale”. Per ora, sul tappeto, sussisterebbe formalmente solo l’annunciata volontà di quest’ultimo.
Solo formalmente però, visto che, a poche settimane dalla presentazione delle liste, se la candidatura di Favale fosse pacifica e condivisa sarebbe stata già pubblicamente annunciata, a tutto vantaggio del partito. A Rotondella, per esempio, il nome del candidato, Mario Cucari, è noto da quasi un mese.
All’interno della sezione di Nova Siri, infatti, sarebbero emersi dei distinguo legati a istanze di rinnovamento che Favale, secondo alcuni, rappresenterebbe in modo solo parziale. Quello della Bucello, di fatto, è uno dei nomi alternativi più autorevoli e che potrebbero creare aggregazione. Lei, però, ad oggi nega: “Non sono interessata”. Cinque anni fa il Pd scelse il candidato con la democrazia diretta delle Primarie: si finì per produrre frizioni e conseguenti scissioni. Questa volta, dopo quella “scottatura”, la cosa non è neppure presa in considerazione. Anche perché poi, nel 2009, alla fine si perse. 

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

Comunali Nova Siri. Il M5S attende l'ok di Grillo

Giuseppe Arcieri
NOVA SIRI - Movimento 5 Stelle, a rischio la presentazione della lista. Il movimento di Beppe Grillo era atteso come una delle novità per le prossime Comunali: i 750 voti delle Politiche del 2013 erano stati il segno concreto di una base elettorale ostile ai tradizionali schieramenti e, implicitamente, alle logiche territoriali di “controllo del voto”. Sotto questo impeto era partita l'azione di un gruppo che si era messo al lavoro per creare una lista. Si erano coinvolte figure di fuori  come Giuseppe Arcieri e Antonio Brucci (giovani ricercatori Enea, siciliano il primo,campano il secondo) e altre figure locali come Pasquale Suriano e Marcello Manolio. La presentazione della lista, però, potrebbe essere messa in discussione da questioni di tempistica: sono quelle legate ai tempi di presentazione della lista, che non hanno le stesse dinamiche degli altri partiti. I pentastellati, infatti, per potersi presentare con il simbolo del blog hanno l'obbligo di sottoporre tutti i loro candidati a un rigido protocollo di certificazione: si tratta di inviare al Movimento una precisa documentazione con i nomi dei candidati e i relativi certificati (certificato penale, certificato dei carichi pendenti, etc.) per evitare che si presentino persone condannate o che abbiano svolto più di un mandato elettorale. Un meccanismo di garanzia sulla "pulizia" delle liste, fanno sapere.
Il gruppo di Nova Siri avrebbe presentato in ritardo. A far perdere tempo, in particolare, sarebbe stata la difficoltà nel reperire le quote rose della lista. Alla fine, recuperata l'ultima candidata, la richiesta è partita. Il problema, però, è dato dai tempi di certificazione, che per il sovraccarico dello staff del Movimento potrebbero far svanire il tutto. A quel punto cosa succederebbe? Sarebbe possibile presentarsi senza il simbolo? "Non avrebbe senso farlo - spiega al Quotidiano Giuseppe Arcieri – ma questo non esclude che qualcuno possa proporsi personalmente ed essere appoggiato in altre coalizioni civiche. Ma nessuno, in quel caso, si potrebbe permettere di usare anche solo il nome del Movimento".

Intanto nel centrodestra è confermata l’investitura di Walter Basile. La sua, più che una candidatura definitiva, sarebbe però un’ipotesi esplorativa con disponibilità a valutare altre ipotesi. Quella a cui lavora sarà una “civica” che non potrà, in questo caso, nascondere le storie personali degli appartenenti, come la sua. Ancora in piedi, fino a ieri, anche l’ipotesi di candidatura di rottura di Tommaso Simonetti, nata proprio dalla discordia sul nome di Basile, preferito a quello di Francesco Gabriele, più gradito a Simonetti e i suoi. Il maestro elementare starebbe discutendo con altri gruppi, anche a sinistra. Anche per questa civica, però, il nome del candidato è tutt’altro che una certezza. Più di qualcuno, tra i soggetti interpellati, avrebbe espresso preferenza per un nome meno divisivo. Non c’è aria di compattezza neppure nel Pd. Ha diviso gli animi, come c’era da attendersi, la doppia ipotesi di candidatura di Pasquale Favale, capogruppo del partito, e Filomena Bucello, consigliere provinciale. La discordia sulle candidature si è acuita nelle ultime settimane e qualcuno avrebbe minacciato scissioni. I venti di rottura nei due gruppi principali hanno acceso le speranze di chi sogna nuove soluzioni. Come i giovani di Futura, che hanno incontrato gli altri gruppi (a eccezione del Pd) ma non si sono “promessi” a nessuno. Non escludono, per ora, di correre da soli o in federazione con altri gruppi. Il clima, se i due grandi gruppi non si ricompatteranno, rischia di far moltiplicare il numero di liste in campo. Forse cinque, forse addirittura di più. Tutti, a quel punto, penserebbero di potercela fare.

Comunali Rotondella. L'Udc risponde ad Agresti

ROTONDELLA – Nel comunicato diffuso domenica dai consiglieri comunali Udc, Tina Bianco e Rudy Marranchelli, si parla di Vito Agresti ma non del Pd.  Al candidato civico si risponde con forza dopo gli attacchi diretti ai due consiglieri nell’incontro di presentazione della sua lista, tra cui il tentativo di “accollare la sua assenza di attività di opposizione” proprio all’Udc. Agresti infatti aveva attaccato con vigore chi, eletto con la sua lista civica, aveva poi formato un gruppo autonomo in Consiglio (nella fattispecie proprio i due consiglieri del partito di Casini, ndr.).
Bianco e Marranchelli considerano le parole di Agresti un atto di chiusura. “Nonostante numerosi tentativi di dialogo tra i due raggruppamenti di minoranza, Agresti ha sempre optato per la chiusura alla disponibilità e alla collaborazione”. Un giudizio forte arriva anche sugli spunti programmatici enunciati dal candidato, che sarebbero veri e propri “copia-incolla” di vecchi programmi elettorali. “L’Udc- si legge - ha oggettive difficoltà ad aderire a una lista guidata da chi propone giovani volti, ma vecchie idee”.
Ma il punto più stridente, dopo le parole forti di Agresti, arriva sulla questione “imprenditori”, destinata a diventare un punto caldo della prossima campagna elettorale, dopo essere stata al centro di forti polemiche già nel mandato amministrativo in corso. Sotto accusa, come è noto, era finito il “doppio” ruolo di amministratore e imprenditore dell’Assessore al Bilancio Franco Tarantino, a suo tempo attaccato dall’Udc e difeso dal Pd.
Di certo sono legate anche a queste vicende le parole forti che Vito Agresti ha voluto pronunciare nei giorni scorsi sull’argomento, dicendo di volersi “tenere alla larga dagli imprenditori” e ipotizzando di voler fare “bandi di gara anche per lavori da 10 mila euro”. Dall’Udc una posizione diversa: “Da uomini liberi, senza interessi, si prendono le distanze da chi punta il dito contro imprese e imprenditori, vero volano economico e occupazionale di una comunità. Nel rispetto dei regolamenti, dei codici, della legge, seguendo i principi della legalità, della trasparenza e della rotazione, le imprese del territorio (turistiche, agricole, edili, commerciali, di ristorazione), vanno tutelate e agevolate tutte, in un contesto economico globale già non facile di suo”.
Poi, in chiusura di nota, l’appello: “L’Udc apre a alle forze politiche, sociali e moderate, al fine di partecipare alla costituzione di una lista di idee e di uomini, che punti con estrema determinazione all’interesse dell’intera collettività”.
E qui si apre il campo alla domanda spontanea: quella sul Pd a guida Mario Cucari. L’ex sindaco, fresco vincitore delle Primarie interne, aveva detto di voler aprire proprio alle “forze di centro”. E infatti le delegazioni dei due partiti, nei giorni scorsi, si sono incontrate. Nulla di definitivo, per ora, ma il silenzio di Bianco e Marranchelli sul Pd lascia intendere che su questo campo non tutte le porte sono chiuse. Un eventuale accordo sarebbe la ciliegina sulla torta per il progetto a trazione centrista di Mario Cucari.

L’eventualità dell’accordo, del resto, sarebbe decisiva per tutto lo scenario elettorale. Un tale accorso, se fosse raggiunto, renderebbe probabile una corsa a due, Cucari contro Agresti, rendendo più difficile la strada per altre ipotsi. Se non ci fosse, al contrario, sarebbe aperta, se non spianata, la strada per una terza lista alla quale già nei giorni scorsi si stava lavorando e che potrebbe vedere proprio nell’Udc un perno essenziale. 

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

20 mar 2014

"Se ci fosse una civica civica...". Chiacchierata corale con i ragazzi dell'associazione La Scintilla

La Scintilla: Non faremo una lista, ma nessuno pensi di tirarci per la giacca


NOVA SIRI – “Io li mando tutti a quel paese e voto la Scintilla”. Quarant’anni, disoccupato, parecchio arrabbiato. Avrebbe deciso per chi votare alle prossime comunali se non ci fosse un “piccolo” problema. Ovvero: la Scintilla non è un partito ma un’associazione e come tale “non si candida”.
Sembrerà strano per un’associazione nata proprio da una tornata elettorale (le Politiche di febbraio e il loro sorprendente risultato) e che pareva fatta apposta per l’obiettivo. Pareva, ma non lo era. “Siamo nati dalle elezioni, ma non per le elezioni”. Adesso, però, tanti li tirano per la giacca. Fa gola, sotto elezioni, il consenso unitario di cento ragazzi tesserati, attivi, operativi e già piuttosto concreti. “Cento tessere senza alcuna campagna di tesseramento. I ragazzi, e non solo, chiedono di essere del gruppo spontaneamente”.
A febbraio nacquero dapprima nell’anonimato, con volantini attaccati ai muri di notte e diffusi sul web. A un certo punto, poi, hanno tolto la maschera e hanno deciso di farsi vedere e far nascere una cosa seria. Prima un incontro informativo sulle trivelle, poi una giornata di raccolta, un giornalino e tanto altro. Informano e si informano, senza schemi di partito. Insomma, concretezza operativa. “Bottom up” dicono loro, “dal basso verso l’alto”.
Ora hanno una sede, quella della cooperativa Aerrem. “Come facevamo a non aprire le porte a un’esperienza così bella?” dicono Salvatore Scarpato e Ruggiero Turci di Aerrem, quasi commossi dalla vitalità e dall’entusiasmo dei ragazzi. “Ragazzi al lavoro fino alle tre di notte non si vedono da tutte le parti”.
Incontriamo lì alcuni di loro per una “chiacchierata corale” ad ampio raggio.  Ci sono il Presidente Francesco Cospito, 23 anni; il vice, Roberto Natale, 22; il Segretario, Federico Divincenzo, 24. Arrivano poi Giovanni Conte, 26 e Nicola Truncellito, 36. Sono “nati” il giorno in cui Beppe Grillo ha scosso l’Italia con il voto delle politiche. “Il Movimento” dicono loro, senza aggiungere aggettivi. Sembrerebbe un segno di vicinanza ma non lo è.
Vi piace il Movimento di Grillo?
“Sì e no”.
Sì o no?
“Più no che sì. Ci piace il risveglio che ha portato, non il leaderismo in cui si è ingabbiato. Doveva servire per abbattere i verticismi e invece ha finito per esaltarli”.
E la politica locale, vi piace?
“Se ci sentissimo appagati non saremmo nati. Veniamo da un sistema clientelare che ha portato vantaggi a pochi”.
Clientelare lo scrivo davvero?
“Lo scriva lo scriva. Ci sono esigenze che non si riescono a guardare. Viviamo in un paese con circa 30 bar per 6 mila abitanti, ma mancano una biblioteca attrezzata, un campetto da calcio ben tenuto, uno spazio in cui potersi esprimere e tanto altro. La politica locale non ha mai pensato a spazi veri di discussione. E spesso non discute”.
In che senso?
Si pensi alla vicenda della nuova Chiesa da realizzare su suolo pubblico. Non sarebbe stato più giusto allargare il discorso e creare un team di ingegneri e architetti? E invece hanno preparato un piatto pronto, decidendo in pochi ciò che avremmo dovuto decidere in tanti.
Voi che ne pensate?
Be’, di certo non siamo tra quelli che vogliono due chiese in una piazza. Forse si potrebbe pensare a una delocalizzazione in un punto più funzionale rispetto a quello dell’attuale Chiesa.
Altri giovani come voi sono in campo: l’associazione Futura, per esempio.
Li abbiamo incontrati e non possiamo dirne male. Futura, però, nasce da un contesto diverso, non tanto in termini di contenuti quanto di metodi. Loro hanno un approccio mirato alla politica e nascono per le elezioni. Di comune, però, c'è l'esigenza di farsi spazio.
Andiamo al punto: la fate una lista per i tanti che vorrebbero dire un “vaffa” non grillinoattraverso la Scintilla?
No, non lo faremo. Non faremo l’errore di frammentare il contesto elettorale del territorio con un a”testimonianza” improduttiva
E allora si entra in uno dei due gruppi forti del territorio (quelli che fanno capo a Cosimo Latronico e Carlo Chiurazzi, ndr.)?
Neppure. Non ci vedrete mai come stampella per altri interessi o partiti…
Insomma rimanete fuori?
Ne stiamo discutendo. Certo se ci fosse una civica civica. Con persone capaci, oneste e senza interessi…
Una civica civica?
Sì, perché di civiche che non erano vere civiche, qui a Nova Siri, se ne sono viste tante.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

16 mar 2014

Lite futile a Nova Siri, ma l'aggressore "non rinuncia". Arrestato

Qui il link alla notizia dal sito del Quotidiano Libero http://www.liberoquotidiano.it/news/cronaca/11570346/Matera--aggredisce-un-giovane-per.html



13 mar 2014

La svolta di Vito Agresti. "Mi tengo alla larga dagli imprenditori e dai loro interessi: una lista di uomini liberi senza interessi"



ROTONDELLA - “Vito Agresti Sindaco”. Al tavolo dei relatori c'è solo lui, ma il pubblico in sala non manca e spesso applaude. Cosa c'è dietro? Partiti, movimenti? Nulla di tutto ciò, per ora, ma un “comitato elettorale che ha numeri due o tre volte maggiori di quelli dei partiti”. E poi, a quanto pare, una lista già fatta. “Un cerchio quasi chiuso” dice il candidato sindaco, lanciando una frecciata a “gruppetti di due o tre persone al massimo che vorrebbero entrare a determinarci ma non hanno capito niente”. Ancora niente nomi sui candidati, ma alcuni cenni sulla composizione: "Sarà una squadra composta all'80 per cento di giovani e persone non hanno mai amministrato".
Insomma, rispetto ad eventuali altre liste, Vito Agresti si è portato avanti con un atto personale forte e con buon riscontro di pubblico. Non molte polemiche nel suo intervento, ma il racconto di quelli che definisce “cinque anni di vuoto amministrativo”. "Ditemi, vi prego, un'azione strutturale fatta dall’amministrazione Francomano. A me davvero non viene in mente nulla. Stiamo solo a piangerci addosso, nonostante i fondi di compensazione che, rispetto ad altri comuni della zona, ci hanno dato qualche possibilità di manovra che non abbiamo saputo sfruttare."
E a chi gli contesta che neppure lui, in minoranza, avrebbe fatto più di tanto, risponde con una stilettata agli ex compagni di viaggio dell’Udc (i consiglieri Tina Bianco e Rudy Marranchelli, ndr.), eletti con la sua lista e poi passati a formare un altro gruppo consiliare. “Ci impegneremo davanti ai cittadini con un documento scritto: chi è eletto sotto una bandiera la deve mantenere fino in fondo per rispetto degli elettori”.
A cambiare, dice, saranno le logiche di composizione della lista: “Solo persone libere, senza interessi”. E quindi, di conseguenza, anche le logiche di governo: "Non ho parenti che aspirano a prendere qualche lavoro pubblico. Mi tengo alla larga dagli imprenditori che vorrebbero usare la politica per i propri interessi”. Da qui una promessa forte: “Basta con gli affidamenti diretti che hanno inquinato la politica locale: anche per lavori da 10mila euro io farà la gara d’appalto”.
Poi ci sono gli altri temi cari alla cittadinanza, tra cui gli aumenti Tarsu. “Vi sembra normale che un agriturismo, aperto solo per tre mesi all’anno, debba pagare 2500 euro di Tarsu e l’Enea ha avuto una riduzione?”.

Ecco, appunto, Enea e Sogin, i due grandi soggetti che al territorio “chiedono ma  tanto devono dare”. Insomma, si deve fare la voce grossa più di quanto non si sia fatto. Come a Rotondella due, il luogo decisivo per lo sviluppo del paese, che “non può rimanere come è”. A cominciare dalla costruzione di una Chiesa, che “sarà realizzata secondo il progetto iniziale da me proposto”, redatto con la collaborazione del noto urbanista Amerigo Restucci. E poi una battuta che riscuote molti applausi e forse è una stilettata a potenziali avversari: "Alla gente a volte basta un sorriso, un po’ di rispetto della persona, di solidarietà e di umiltà". Su questo aspetto, quello della popolarità e della vicinanza alla gente, sa di avere pochi rivali.

Pino Suriano - Il Quotidiano della Basilicata

11 mar 2014

Primarie Pd Rotondella: ha vinto Mario Cucari


ROTONDELLA – “No, non mi ricandido, e non sarò parte attiva nella prossima campagna elettorale”. Il sindaco Vincenzo Francomano non nasconde l’amarezza del giorno dopo. E se qualcuno aveva pensato che le Primarie potessero essere un farmaco indolore, dovrà ricredersi ancora una volta.
Alla fine, come da pronostico, ha vinto Mario Cucari: 23 voti contro i 19 di Francomano; 42 votanti, 4 assenti comunque non decisivi (tra questi, infatti, c’era almeno un “voto sicuro” per Cucari).
L’ex sindaco diventa così il candidato della coalizione che avrà come perno il Pd. Ha vinto la sua mozione “Rotondella prima di tutto”, con al centro lavoro, agenda digitale, ambiente, energia, sviluppo locale, cultura e democrazia “collavorativa” (la “v” è voluta” per richiamare il lavoro: qualcosa di più, dice, rispetto alla semplice democrazia partecipativa).
Subito in marcia dunque. Già domani si riunirà il Comitato di Coordinamento che “nell'unità del partito” (Cucari lo dice scandendo bene le sillabe, ndr.) lavorerà per una coalizione allargata. Allargata a chi? Su questo il primo indirizzo forte del neo candidato. “Sono disposto a dialogare con tutti ma è mio intento mostrare apertura particolare verso le forze moderate di centro”. Insomma, il Pd targato Cucari sa già dove guardare.
Sarebbe stato diverso l’auspicio di Francomano, più orientato a guardare anche a sinistra del partito. Ma adesso, di fatto, il suo parere conta poco. La sua triste presa di distanza è dichiarata con fermezza. E mentre tanti, fuori da Rotondella, si chiedono ancora il perché della mancata ricandidatura di un sindaco giovane con importanti incarichi extra-comunali, quel perché lo cerca anche lui.
“E’ stata fatta – ha detto ieri al Quotidiano - la scelta più difficile da far capire all’elettorato. Se il partito avesse avuto un’opinione positiva sul mio operato amministrativo, di fronte alla mia ricandidatura non avrebbe dovuto porre alternative. Avrei capito l’obiezione in presenza di un giudizio negativo che non è mai emerso con chiarezza e che, a questo punto, immagino sia destinato a emergere in campagna elettorale”.
Una campagna elettorale che, proprio per questo, non lo vedrà impegnato in primo piano. “Mi sentirei motivo di imbarazzo per il partito”.  Il sindaco snocciola poi il racconto amaro degli ultimi due mesi, non belli per lui, con “la sezione di partito che si è trovata a mettere in maggior risalto le poche criticità del mandato amministrativo rispetto alle tante realizzazioni positive”.
Parole forti anche all’indirizzo del Pd “extracomunale”: “Il partito ha una grave responsabilità per quello che è successo, ha mostrato disattenzione. Forse sarebbe stato opportuno aprire una discussione prima di arrivare a tutto questo.  Io  – ha continuato – per rispetto del Pd e delle sue regole non mi sono tirato indietro, ho fatto ancora una volta il soldatino. Esco di scena – ha aggiunto - non per giudizio del popolo ma per volontà di una parte del mio partito. Porto con me un’amarezza di fondo ma una grande serenità d’animo: questa amministrazione ha fatto bene”.
Su questo, del resto, con toni moderati concorda anche il vincitore: “Domenica si è votato per il futuro – ha detto Cucari al Quotidiano - non solo per il giudizio sul mandato amministrativo, il quale, pur tra luci e ombre, a mio giudizio è comunque positivo”. Parole del giorno dopo, ma comunque dette. Cucari, si sa, conosce bene l’arte della politica. La pratica già da tanti anni.


Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

8 mar 2014

Comunali Rotondella. Primarie Pd in sezione. La sfida è Cucari-Francomano


ROTONDELLA – Primarie chiuse, solo per gli iscritti, quasi in silenzio, ma comunque Primarie. A conferma di quanto anticipato dal Quotidiano nelle scorse settimane, arrivano a Rotondella le Primarie del Pd. E’ la prima volta per le Comunali del centro jonico. In campo ci sono i due leader del partito: l’ex sindaco Mario Cucari e l’attuale primo cittadino Vincenzo Francomano.
A scegliere il candidato sindaco del partito, però, non sarà tutta la popolazione, né i simpatizzanti, ma esclusivamente i 46 iscritti alla sezione locale. Si vince a maggioranza, anche con un solo voto in più. L’appuntamento è per il pomeriggio di domenica 9 marzo. Per quella data è indetta un’assemblea di sezione: i candidati spiegheranno le proprie ragioni, poi si voterà.
Come si è arrivati a questo? Non per una volontà unanime, a quanto pare. Forse non se l’aspettava il sindaco Francomano, uscente, giovane, con un mandato amministrativo mai messo pubblicamente in discussione dagli organismi del partito e con due incarichi, vice presidenza dell’Anci e presidenza dell’Area Programma, che avevano contribuito a valorizzarne il profilo. Candidatura scontata? Le cose sono andate diversamente. Francomano ha dovuto prendere atto della nascita, in seno alla sezione, di un comitato “pro-Primarie” e ha accettato la sfida.
Su queste colonne si era scritto che per un’eventuale sfida aperta alla cittadinanza sarebbe parso favorito quest'ultimo (sulla base dei risultati di precedenti Primarie), ma la formula chiusa delle “Primarie in sezione” rimette tutto in gioco e non lascia spazio a pronostici facili. Sarà una vera e propria caccia all’ultimo voto, in particolare quello degli “indecisi”: gli iscritti meno direttamente legati alle due aree da cui provengono i candidati, vicini rispettivamente a Carlo Chiurazzi (Cucari) e Filippo Bubbico (Francomano).
Gli iscritti, con il loro voto, saranno chiamati, tra le altre cose, a giudicare la positività dell’ultimo mandato amministrativo. Poi, per il dopo Primarie, c’è già un accordo di sostegno al vincitore da parte dello sconfitto. Insomma, da lunedì si viaggia compatti.
La scelta di queste “Primarie a metà” lascerà spazio alle critiche degli avversari: troppo facile chiamarle “Primarie farsa”, per un partito che per le Politiche è riuscito a coinvolgere centinaia di concittadini e che ora, per il voto che più sta a cuore, ha scelto di chiudersi ai suoi 46 iscritti. La scelta, però, avrà forse l’effetto di evitare uno scontro pubblico troppo lacerante. E forse, date le difficili premesse, traghetterà il partito alla prova elettorale nel miglior modo possibile. O, se si preferisce, nel “meno peggiore”. 

Pino Suriano - scritto per Il QUotidiano della Basilicata

Comunali Rotondella. Vito Agresti torna in campo


ROTONDELLA - "Io ci sono". Vito Agresti, già sindaco di Rotondella dal 2004 al 2009, scende in campo ancora una volta. Sarà di nuovo lui, o il gruppo che attorno a lui si sta aggregando, a rappresentare l’alternativa (o una delle alternative) al centrosinistra locale.

Agresti anticipa al Quotidiano alcuni elementi dell’iniziativa elettorale che sarebbe già a buon punto. Per ora niente nomi, ma alcune caratteristiche fondamentali, in primo luogo “una commistione tra novità ed esperienza”. “Al massimo un paio di elementi che hanno già amministrato – spiega - per il resto giovani di spessore, persone nuove. Bisognerà unire l’esperienza amministrativa, che non è mai troppa, con il rinnovamento".

Quello su cui non tornerà indietro (“lo può già scrivere”) è la natura della lista: sicuramente una civica. "Senza colori e senza bandiere" anticipa al Quotidiano. Il gruppo si presenterà alla popolazione in un incontro pubblico in programma per i prossimi giorni. Una data probabile, ma non ancora confermata, è quella dell’8 marzo.

Della candidatura di Agresti si mormorava già da qualche settimana. Lui, però, afferma di aver deciso definitivamente, e con una certa sofferenza, solo nelle ultime settimane: “Avevo pensato di non ricandidarmi, ma lo sento come dovere per la popolazione e per i tanti che, ogni giorno, mi stanno manifestando l'esigenza di un coinvolgimento diretto".

La novità più importante riguarda proprio la natura del suo coinvolgimento. Agresti, come è noto, è stato candidato sindaco nelle ultime tre elezioni. Questa volta, però, annuncia di essere disposto anche a correre per qualcun altro.
Non lo dice esplicitamente ma lo lascia intendere. Quando gli facciamo notare che forse nessuno, stando ai dati degli anni scorsi,  ha mostrato di possedere il suo consenso elettorale personale, lui risponde: "E’ vero, ma potrei essere disposto a metterlo a disposizione di uno schema politico diverso da quello degli ultimi anni”. Non è un dato definitivo, ma una evidente apertura.


Insomma, Vito Agresti ancora una volta c'è, con uno schema nuovo e anche, a quanto pare, con nomi nuovi. Quali saranno le istanze di rinnovamento del gruppo diventerà chiaro nelle prossime settimane, ma guai a chiamarlo “centrodestra”. Lo stesso Agresti, si sa, proviene dalla sinistra, dal vecchio Pds. E come negli anni scorsi punterà sull’aggregazione di diverse istanze e tradizioni politiche. Quando vinse, nel 2004, mise insieme i gruppi della sinistra storica (quella vicina al compianto professor Mario Dimatteo) e del centrodestra  vicino a Forza Italia. Ci riproverà.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata