16 gen 2009

IL COMMENTO / di Pino Suriano

I giovani al potere a Rotondella. Sarebbe una novità?


Mi ha positivamente sorpreso la discussione sviluppatasi dopo il post “A Rotondella parte il totosindaco”: ben 21 interventi corretti e quasi mai offensivi. Molti criticano le amministrazioni degli ultimi anni e auspicano, per varie ragioni, la candidatura di liste apartitiche, giovanili e senza “vecchi mafroni” della politica. Vorrei esprimere, in merito, un paio di considerazioni.


1) Tanti vorrebbero “i giovani al potere”. Bisogna considerare, in tal senso, un dato di fatto indiscutibile: Rotondella, in questi anni, è già stata amministrata dai giovani. Non lo dico io, ma l’anagrafe. Come si fa a non considerare giovani persone come Dilorenzo, Pastore o, ancor di più, Fortunato, Dimatteo (’74), Palazzo (’74) e Marranchelli (’81)? Lo stesso sindaco Agresti sarebbe vecchio? Allo stesso modo, come facciamo a non considerare giovani Francomano o, ancor di più, Labattaglia e Montesano? In rapporto all’età media degli organici amministrativi degli anni ’80 e ’90, credo che ci siamo addirittura “ringiovaniti”! Forse il solo Cucari, tra quelli in auge, non è più un giovanissimo (… e non è neppure tanto “vecchio”…).
Il richiamo (espresso da numerosi commentatori) a una forza giovane come possibilità effettiva di cambiamento mi sembra, perciò, piuttosto retorico e assolutamente privo di novità. A meno che, con questo, non si voglia intendere una lista di 20enni allo sbaraglio, magari aggregati per ragioni estranee alla politica, con la pretesa di riuscire in qualcosa che non hanno mai fatto. Quasi che, a sentire certi commenti, l’esperienza amministrativa debba considerarsi un elemento negativo e non positivo.
Per carità, rispetto i giovanissimi e credo che il loro entusiasmo possa offrire alla politica uno slancio di idee che non è certo inutile. Sono sicuro, però, che non possono farcela da soli: né a livello elettorale né a livello pratico. Anche l’amministrazione politica, infatti, non sfugge alla legge di tutte le prassi: una cosa si impara facendola ma, soprattutto, stando insieme a chi sa già farla.

2) E vengo, in proposito, alla mia seconda considerazione. Credo che non avrebbe senso, e sarebbe poco conveniente, candidare un sindaco senza alcuna esperienza amministrativa (almeno da assessore). Certo, avrebbe l’appeal elettorale della novità, e forse potrebbe accontentare gli entusiasmi di tanti elettori “stanchi di vedere sempre gli stessi”, ma incontrerebbe, credo, numerose e oggettive difficoltà.
In questi anni di esperienza da cronista, ho avuto modo di discutere con parecchi sindaci e amministratori dei nostri paesi. Ho capito una cosa: amministrare è diverso da “facciamo qualcosa per il paese” detto da chi non ha mai fatto politica. E’ difficile mantenere promesse elettorali, anche perché il giorno dopo l’elezione stai già combattendo con la scarsità del bilancio, con la scuola tutta buchi, con gli operatori della nettezza che perdono il posto, etc. E devi correre in regione a chiedere quei fondi o quegli altri. Insomma, non è facile! E, come tutte le cose non facili, anche questa si impara con l’esperienza. Non bastano entusiasmo, giovinezza e voglia di fare. Insomma, se il primo giorno non sai dove metter mano, ti trovi allo sbaraglio, anche se hai le idee più belle del mondo.

3) Vengo al terzo punto, che riguarda il richiamo frequente alle liste cosiddette “apartitiche”. Io ho un giudizio, già espresso più volte anche sul Quotidiano: per un comune come il nostro mi sembra auspicabile un lista politica e non civica. La ragione è semplice, sebbene possa apparire machiavellica. Le liste politiche hanno più facilità di rapporto con i politici che stanno in alto e possono, quindi, ottenere più facilmente finanziamenti e aiuti per il paese.
E’ vero, i politici non dovrebbero guardare solo ai comuni del loro stesso colore, ma la realtà, di fatto, è questa. Non dimentichiamo alcune cose, almeno quelle piuttosto recenti. E’ grazie all’impegno di Mario Cucari se abbiamo avuto i 6 milioni di euro per la viabilità extra-urbana (ora buttati via per la riqualificazione dell’inutile Ponte Sinni). E per avere quei soldi, suppongo, qualche sponsor in regione sarà servito. Un altro esempio, più piccolo nelle dimensioni ma altrettanto emblematico: un paio di anni fa il ministero per l’agricoltura ci ha mandato 23 mila euro perla sagra dell’albicocca, come evento di interesse nazionale. Chi era al ministero? Alemanno! Chi se ne è occupato? Rudy Marranchelli. Entrambi, guarda caso, di An. Questo non significa, naturalmente, che una civica apartitica non possa fare un buon lavoro, ma i vantaggi dell’essere lista politica sono sotto gli occhi di tutti.

Spero che le considerazioni possano essere spunto per una ulteriore discussione, sia sul blog che al di fuori, magari anche con pareri diversi dai miei. Li accetterò e pubblicherò con piacere. A Rotondella, infatti, si prepara una campagna elettorale interessante, in cui alcuni rapporti e coalizioni storiche potrebbero sfaldarsi e dare il via a possibilità di coalizione imprevedibili. Seguiremo con attenzione.

Pino Suriano (articolo non pubblicato sul Quotidiano)

Oggi a Rotondella

Il comune presental'InfoPoint Sogin e si apre il comitato dei Popolari con Nigro

INFO POINT SOGIN - Alle ore 12, in sala consiliare, il comune presenta l’info point realizzato in collaborazione con la Sogin, che dovrebbe offrire alla cittadinanza informazioni sulle attività di dismissione del centro.

COMITATO POPOLARI UNITI - In serata, invece, una novità politica. Si apre la sezione del gruppo Popolari Uniti. Si tratta, per la gran parte, dei fuoriusciti dall’esperienza politica dell’Udeur di Mastella. Tra questi Carmine Nigro, presidente della provincia di Matera, che sarà presente stasera a Rotondella. Ad animare il gruppo, sul nostro territorio, sarà il geometra Pino Comparato, già segretario della Margherita.

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15 gen 2009

Un'azienda che funziona con il sole

L'innovativo esperimento sul solare dell'azienda Battifarano

NOVA SIRI – E’ possibile rispondere al fabbisogno energetico della propria azienda praticamente a costo zero. A dirlo non sembra vero, quasi un sogno per i bilanci di tanti produttori. E invece è possibile.

A tracciare la strada, nel metapontino, è l’azienda Agricola Battifarano di Nova Siri, che già da quest’anno dovrebbe azzerare quasi del tutto i circa 15 mila euro di fabbisogno energetico annuo della propria attività. In che modo? Dal 24 dicembre, sul tetto dei capannoni dell’azienda, è in funzione un impianto di pannelli solari capace di garantire una cospicua produzione energetica, in particolare nei mesi estivi. Si tratta di un impianto innovativo, con pannelli di produzione tedesca: un investimento da 300 mila euro.

Ma allora i risparmi – verrebbe da chiedere a chiunque - sono soffocati dal costo eccessivo dell’impianto? Niente affatto. Proprio su questo punto, infatti, viene incontro lo stato, che, con il cosiddetto “Conto Energia”, offre un incentivo sulla quantità della produzione: più l’impianto produce e più lo stato paga il produttore. E’ questo il principio che permetterà all’azienda, nel giro di pochi anni, di azzerare tutte le spese di investimento. Anzi, pare che si possa addirittura ottenere un surplus.

Ne parla con entusiasmo l’imprenditore Francesco Battifarano. E’ venuta a lui l’idea di valutare la convenienza del solare, poi verificata dal padre Vincenzo, che ha seguito tutte le fasi di realizzazione dell’impianto. In famiglia l’affare era stato fiutato da tempo, e subito erano stati attivati i primi contatti per approfondire. L’incontro decisivo è avvenuto con l’ingegner Antonio Demarco, originario di Nova Siri, ma da anni stimato professionista in provincia di Vercelli. “Lui ha progettato tutte le fasi dei lavori – ha spiegato Francesco – realizzati dalla ditta locale Globo Impianti. E’ stata una piacevole sorpresa scoprire la presenza di professionalità locali così capaci nell’ambito di un settore innovativo”. Ad essere innovativa, per la verità, è anche la sua azienda, e non solo per il solare. La “masseria” Battifarano (circa 75 ettari di terreno coltivabile tra frutteti, vigneti e oliveti) si è specializzata negli ultimi anni nella produzione di vini, per la cui promozione ha sempre scommesso su una innovativa logica di cooperazione. Ne è segno inequivocabile la collaborazione attiva con il Consorzio di Tutela Vini Matera Doc, culminata nei mesi scorsi con la produzione del vino “Le Paglie”, primo bianco Doc della Basilicata.

“A coronare il tutto – prosegue Battifarano - è arrivata, nei giorni scorsi, un’altra bella notizia: è stato finalmente approvato un nuovo decreto attuativo, che dà seguito a un’indicazione della Finanziaria 2008 e permetterà l’accumulo e la rivendita dell’energia prodotta dai privati”. Insomma, il produttore, oltre a ricevere il contributo del Conto energia, potrebbe addirittura rivendere all’Enel o ad altro ente, seppur a basso costo, l’energia accumulata. Troppo bello per essere vero? “E invece è proprio così”

Sorride Francesco, che non nasconde un certo orgoglio per la convenienza della strada intrapresa. Una strada che, a sentirlo parlare, tanti altri potrebbero seguire con sicuro profitto.


Pino Suriano - da Il Quotidiano della Basilicata


Rotondella: consiglieri al lavoro nell'Itrec

L'ex sindaco Cucari solleva la questione morale

ROTONDELLA - E’ eticamente giusto che amministratori comunali in carica lavorino, direttamente o indirettamente, per conto della Sogin, la società per azioni incaricata dal governo di gestire lo smantellamento degli impianti nucleari, che opera con delicate mansioni all'Itrec del Centro Enea della Trisaia?

A chiederselo è l’ex sindaco di Rotondella, Mario Cucari (Pd), che, pur precisando l’assoluta legittimità di alcune assunzioni maturate negli scorsi anni, evidenzia la delicata condizione di queste persone, visto che il Comune di Rotondella è preposto alla vigilanza attiva sull'operato della Sogin, nell'interesse della comunità residente. «Non solo -spiega Cucari- la Sogin si è dotata di un codice etico di autoregolamentazione, che tra le sue varie norme annovera anche il divieto di “accordare vantaggi di qualsiasi natura (per esempio, promesse di assunzione locazione di immobili a prezzi irrisori), in favore di rappresentanti della Pubblica Amministrazione”. Secondo Cucari, quindi, sarebbero moralmente da evitare i casi di dipendenza lavorativa diretta o indiretta (attraverso l’assunzione di parenti) di amministratori nella Sogin o nelle società cooperative che lavorano per conto della Spa dipendente dal ministero delle Finanze.

«Come fa il Comune a vigilare sull'operato della Sogin -si chiede Cucari- se alcuni componenti della maggioranza in carica figurano tra i dipendenti della società? ». L’ex sindaco di Rotondella si chiede anche cosa avverrebbe in caso di ritorno al nucleare, come ventilato nei mesi scorsi: «Quale amministratore sarebbe in grado di dire qualcosa in contrario?». Secondo Mario Cucari, infine, ci sarebbero anche reali rischi di contaminazione del voto elettorale alle prossime Comunali, per le legittime aspettative di lavoro che si potrebbero generare negli elettori. «A mio avviso -conclude Cucari- la stessa tenuta di questa amministrazione guidata da Agresti, precaria fin dall'inizio (lo conferma il caso del vice sindaco inesistente per un anno e mezzo), è garantita anche dalla gestione di risorse provenienti dal nucleare, come dimostra esplicitamente l’erogazione dei fondi di compensazione ambientale recentemente sbandierati».


La Sogin precisa: selezioni rigorose, nessun favoritismo

«LA SOGIN è assolutamente estranea a ogni forma di favoritismo e discriminazione nel selezionare il personale da assumere». A precisarlo è la Società per azioni, interpellata dal Quotidiano per chiarire i dubbi espressi dall’ex sindaco di Rotondella. «Ai nostri uffici -spiega la Sogin- arrivano migliaia di curricula, che vengono selezionati con l’ausilio di una società esterna, proprio per garantire correttezza e trasparenza».

Le referenze dei candidati a un posto di lavoro, vengono valutate con la massima imparzialità, attraverso un primo colloquio conoscitivo che opera già una selezione; poi c’è la valutazione psico-attitudinale; infine si verifica con attenzione l’eventuale idoneità tecnica per la mansione a cui il lavoratore aspira. «Se qualcuno ha le qualità tecnico-operative per ricoprire in incarico -spiegano ancora dalla Sogin- può essere assunto».

Del resto, perchè non si dovrebbe fare, se la persona scelta rappresenta effettivamente un profilo di interesse per le attività da svolgere? «Non è stata mai promossa l’assunzione di alcuno -conclude la Sogin- perchè i criteri seguiti sono rigorosi e tassativi, in quanto basati solo su competenze di natura tecnica».

Del resto, in una comunità piccola come quella di Rotondella, è facile che assumendo una persona tecnicamente qualificata, possa essere imparentata con un amministratore, o addirittura un consigliere in carica. Un dato legittimo, purché la persona interessata continui a operare nel solo interesse della comunità che lo ha eletto.


da Il Quotidiano della Basilicata - Antonio Corrado

13 gen 2009

Incendio in Trisaia. E' doloso

In fiamma l'azienda ortofrutticola Germanofruit

ROTONDELLA – Sembrerebbe di natura dolosa l’incendio divampato domenica sera, poco prima delle 20, in località Trisaia di Rotondella, a due passi dal centro Enea. In fiamme il capannone ortofrutticolo dell’azienda “Germanofruit”, di proprietà del giovane imprenditore Salvatore Germano. Le fiamme hanno distrutto numerosi contenitori di frutta (bins) ed un capannone, di fatto dichiarato inagibile. Sembra siano caduti anche numerosi pezzi di intonaco e calcinacci.

Sono tanti gli elementi che fanno propendere per la natura dolosa del rogo, non esclusa neppure dai carabinieri di Policoro, giunti sul posto insieme ai Vigili del Fuoco della città d’Ercole. L’origine dell’incendio, infatti, sarebbe da individuare in un luogo esterno all’edificio. A prendere le fiamme, in un primo momento, sarebbero stati i contenitori di plastica disposti nel piazzale antistante il capannone. Quasi impossibile, perciò, pensare che il tutto possa essere partito da un accidentale cortocircuito o altre cause interne. E’ ipotizzabile che i malfattori abbiano creato un tracciato di benzina dal piazzale esterno fino al più vicino tratto di strada asfaltata, così da poter fuggire in auto subito dopo aver dato vita alle fiamme. Anche l’orario dell’incendio, le ore 19,30 (non certo un orario notturno), fa propendere per un’operazione condotta in questo modo.

L’incendio di domenica richiama alla mente quello avvenuto a Scanzano Jonico lo scorso ottobre, sempre ai danni di un’azienda ortofrutticola, in quel caso situata sulla ss Val D’Agri e di proprietà del gruppo cesenate “Piraccini”. E sempre a Scanzano, poco più di un anno fa, erano state colpite altre due aziende ortofrutticole, “Verardi” e “Apofruit”.

Non è scontato, perciò, che l’evento sia da considerarsi come un caso isolato. Gli inquirenti lo sanno bene, e non stanno tralasciando nessuna delle ipotesi. Non sembrano esserci particolari riscontri, almeno per il momento, per un’ipotesi di racket, mentre più interessanti potrebbero essere quelle legate a una sorta di “faida” concorrenziale tra i diversi operatori del settore o a una pista di rimborsi assicurativi.

L’azienda Germano si è sempre distinta positivamente nel panorama dell’agricoltura locale, spesso aprendosi a modalità di coltura innovativa. Estesa per circa 25 ettari, si è dotata da qualche anno di un’agenzia di esportazione che, con l’aiuto di una collaboratrice straniera, provvede a spedire parte del prodotto in Russia e negli Emirati Arabi.


11 gen 2009

A Rotondella parte il totosindaco

Riflessioni sui commenti (anonimi) di alcuni visitatori


Commentando il mio recente articolo sui fondi di compensazione, alcuni visitatori hanno aperto interessanti prospettive di discussione e approfondimento sulla politica di Rotondella e, in particolare, sulle elezioni comunali che si avvicinano. Ho pensato di parlarne in un post per offrire a tutti la possibilità di prenderne visione e fornire , eventualmente, spunti ulteriori. Mi sembra doveroso precisare che tutti i commenti sono stati rilasciati con status “anonimo”, non sono stati verificati dallo scrivente e, pertanto, sono privi di qualsiasi attendibilità.


Mi è parso interessante, in particolare, l’emergere di alcuni nomi “nuovi”, come quelli di Francesco Dilorenzo e Maria Cuccarese, virtualmente “candidati” (sempre da anonimi) come possibili capilista delle coalizioni di centrodestra e centrosinistra.

Dilorenzo, secondo un commentatore, sarebbe a capo di una lista Pdl appoggiata da “Antonio Dimatteo e Latronico” (ndr. si suppone il senatore Cosimo), mentre la candidatura di Cuccarese (non nominata ma implicitamente chiamata in causa) sarebbe da preferire, secondo qualcuno, a quella di Mario Cucari: “non sarebbe meglio una giovane nipote che un vecchio zio?” – scherza un commentatore, sempre anonimo.

Interessante, seppur privo di riscontro, è inoltre il commento che allude a una recente frattura nel centrosinistra locale, dove ci sarebbero “un Pd di Cucari e uno di Francomano”.

Non mancano, naturalmente, i “vecchi nomi”, richiamati con frequenza nei pronostici di candidatura tentati dai lettori. Li riporto di seguito:


candidato lista PD Francomano Enzo
candidato lista Civica....
candidato lista PDL Agresti Vito.


E poi due che divergono sul candidato del centrosinistra.


candidato Sindaco PD: FRANCOMANO.
candidato Sindaco PDL: DI LORENZO
candidato Sindaco lista civica: AGRESTI Vito.


Candidato Lista Pd Cucari

Candidato Lista Pdl Dilorenzo

Candidato Lista Civica Agresti Vito


P.S.: Queste affermazioni sono pubblicate solo sul blog e non saranno oggetto di articolo giornalistico, almeno non prima di eventuali altri riscontri. Ribadisco la mia piena disponibilità a pubblicare sul blog i chiarimenti di chiunque si sentisse indebitamente chiamato in causa (in modo diretto o indiretto) dai commenti riportati (mail pinosuriano@yahoo.it). Tutti i commenti richiamati possono essere letti in versione integrale cliccando qui e portando in basso il cursore.

10 gen 2009

Rotondella: la municipalizzata si farà

Parla il sindaco Agresti: entro marzo partiamo con i primi servizi

ROTONDELLA – Della costituzione di un’azienda municipalizzata si parlava da molto tempo, forse troppo. Più di qualcuno aveva pensato di attivarla già nel 2008. Per varie ragioni non è andata così. Adesso, però, il sindaco Vito Agresti dovrà fare alla svelta, se vorrà farla partire prima che termini il mandato amministrativo. Quella della municipalizzata è una scelta che, in un primo momento, non aveva trovato d’accordo tutti i componenti della giunta Agresti. Qualcuno, a quanto pare, aveva espresso dubbi sulla sua effettiva convenienza per la comunità. Solo da qualche tempo pare si sia trovata la quadra. Lo ha annunciato lo stesso sindaco, che ha pronosticato l’avvio dei primi servizi già per il marzo 2009.

L’azienda, secondo il progetto degli attuali amministratori, dovrà espletare “in house” tutti i servizi spettanti all’ente comunale: raccolta e conferimento in discarica dei rifiuti urbani, spazzamento delle strade, etc. A questi si aggiungeranno i servizi di trasporto e accompagnamento degli alunni pendolari, la manutenzione del patrimonio comunale e della pubblica illuminazione. Alcuni di questi servizi sono già espletati grazie ad alcuni lavoratori assunti dal comune con contratto temporaneo. Si tratta di sei lavoratori che, usciti dalla platea Lsu, si sono trovati negli anni scorsi praticamente senza lavoro, rimanendo a galla solo grazie alla continua proroga di contratti temporanei con l’ente. La municipalizzata, secondo il sindaco, sarebbe la soluzione ideale per stabilizzarli definitivamente.

Non la pensa allo stesso modo Vincenzo Francomano, capogruppo del Pd in consiglio comunale: “Gli attuali amministratori continuano a prospettare l'azienda municipalizzata come la soluzione per i problemi occupazionali dei lavoratori ex Lsu, di quelli addetti alla raccolta rifiuti e di altri ancora, ingenerando aspettative che, molto probabilmente, rischiano di essere tradite. Basti pensare a quello che è l'orientamento dell'attuale governo nazionale sugli affidamenti in house dei servizi pubblici e sui vincoli che già gravano sulle aziende municipalizzate (leggi l'art. 23 bis della c.d. manovra d'estate - Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112 - convertito in Legge 6 agosto 2008, n. 133)”. Secondo Francomano, insomma, le belle prospettive della municipalizzata potrebbe infrangersi sullo scoglio delle nuove leggi, che obbligano il comune ad offrire una serie di solide garanzie sulla convenienza della gestione in house dei servizi pubblici. Il comune, insomma, potrebbe trovarsi nella paradossale condizione di dover conferire servizi a una ditta esterna pur essendo dotato di una propria azienda.

Questi dubbi, però, non sembrano scalfire le certezze degli amministratori, che per il capitale dell’azienda hanno già stanziato circa 90 mila euro dei fondi di compensazione ambientale e messo a disposizione tutti i mezzi di proprietà dell’ente (camion, spalaneve, gruppo elettrogeno, etc.). Le azioni per l’avvio, inoltre, sono seguite da una società del settore, cui l’amministrazione ha conferito un incarico di consulenza. Ma gli incarichi che incuriosiscono di più, naturalmente, sono quelli del domani, quelli che riguarderanno la gestione dell’azienda. Ci sarà un manager? Chi sarà? Con quali criteri sarà scelto? “Non abbiamo fatto ancora scelte definitive in questo senso – spiega il sindaco Agresti – sebbene ci sia l’intenzione di utilizzare personale già in servizio presso il comune. L’idea iniziale è quella di dotare l’azienda di un revisore dei conti e un consiglio di amministrazione formato da tre membri, due di maggioranza e uno di opposizione. Per il resto è tutto da vedere”. E sarà da vedere in tempi brevi, come si diceva, per non fa slittare troppo i termini di un progetto che sarebbe dovuto partire da tempo. Già nel maggio scorso, per dirne una, il comune prorogò il servizio di raccolta rifiuti (senza la gara) a un’azienda che aveva gravi contenziosi con gli operai. “Lo facciamo solo per cinque mesi fino ad ottobre – si disse allora – tanto poi ci sarà la municipalizzata”. Siamo quasi a metà gennaio, e la municipalizzata ancora non c’è.

Pino Suriano - Il Quotidiano della Basilicata

6 gen 2009

Il Rotondella rifila il poker al Bernalda

Primo tempo sullo 0-0. Poi gli uomini di Martino dilagano 4-1

A.D.P. ROTONDELLA:

Manolio R. – Toscano – Salerno – Acciardi (55’ Zuccarelli) – Corsano – Scaiella – Rubolino – Santarcangelo – Ripa (80° Guida) – Galati – Manolio F. – Tarantino (82’ Pinca). A disposizione: Agresti – Scaiella – Mele – Mauro. Allenatore Martino

BERNALDA:

Figliuolo – Torraco – Santorsola – Gioia – Fusco – Caruso – Plati (70’ Margoleo) – Forcillo – Durante – Margiotta – Bruno (52’ Viggiano). Allenatore Gallitelli

Arbitro Vicino Giancarlo – Sezione di Moliterno

RETI: 50’- 65’- 84’Galati - (R) – 52’ Plati (B) – 78’ Ripa (R)

ROTONDELLA – Quella del Bernalda sembrava una porta stregata. Il Rotondella ci aveva provato per tutto il primo tempo. Un forcing ininterrotto di 45 minuti, che però non aveva condotto allo sperato gol del vantaggio. Ci avevano provato, nell’ordine, Tarantino, Ripa, Galati, Acciardi e poi ancora Ripa, che al 32’ sfiorava la rete con una punizione finita sul palo. Dopo l’intervallo la squadra locale rientrava in campo con più convinzione, e, soprattutto, con più determinazione sotto porta. Passavano cinque minuti e il gol arrivava sugli sviluppi di un’azione convulsa: tiro di Tarantino respinto da Figliulo sui piedi di Ripa, nuovo tiro in porta e nuova respinta del portiere, fino al tocco decisivo di Galati, che chiudeva in rete. Il gol era arrivato. Facile prevedere, a questo punto, un allungo del Rotondella. E invece, sorprendentemente, dopo due minuti arrivava il pareggio del Bernalda ad opera di Plati, che sfruttava un rinvio sbilenco di Salerno. A mettere le cose a posto, però, ci pensava ancora Galati, che, al 65’, andava letteralmente a “conquistare” un cross di Santarcangelo per depositare la palla in rete dopo un prezioso stop. Al 78’ il gol della sicurezza, con un nuovo bellissimo calcio di punizione di Ripa, che metteva a segno dopo il palo del primo tempo e un ennesimo palo colpito, sempre su punizione, al 70’. All’84’ la rete del poker: cross di Santarcangelo (molto prezioso in fase di servizio ai compagni), che Galati trasformava in gol con un imperioso stacco di testa a suggello di una prestazione straordinaria.

La società del Rotondella ha dedicato la vittoria al collaboratore Giovanni Latronico, colpito recentemente da un lutto familiare. Da segnalare, inoltre, il grave infortunio del bernaldese Plati, trasportato in ospedale dall’ambulanza del 118. La caccia al Lagonegro è sempre più aperta. A Rotondella, sebbene con umiltà, tanti cominciano a sperarci seriamente. Gli ultimi risultati, in fondo, promettono bene.


28 dic 2008

"Come spenderemo i soldi della compensazione"

Parla il sindaco Vito Agresti: "Fondi divisi tra centro collinare, Rotondella due e campagne"



ROTONDELLA – I fondi di compensazione ambientale per la presenza del centro Itrec in Trisaia sono stati attesi per molto tempo. In un certo momento si è addirittura temuto che non arrivassero più. Poi, dopo l’arrivo, si è discusso (anche piuttosto animatamente) su come suddividerli tra le diverse aree del territorio. Ora, dopo la lunga gestazione, è arrivato il momento di spenderli. “Sembrerebbe la cosa più facile, ma non è così”, chiarisce il sindaco Vito Agresti.

L’amministrazione, infatti, ha suddiviso gran parte dei fondi in tre macroaree: sviluppo urbano per Rotondella due (500 mila euro); interventi di recupero dell’arredo urbano ai fini abitativi del centro storico (478 mila euro); azioni ed interventi per lo sviluppo infrastrutturale e promozione delle aree rurali (558 mila euro). Insomma, i fondi sono divisi in modo equanime (o quasi) tra il centro collinare, le campagne e Rotondella due. Queste voci, però, dovranno essere declinate ora in forme concrete di intervento e in specifici avvisi pubblici cui potranno accedere imprese e cittadini. Insomma, si passa al concreto.

Qualche esempio, sindaco?
Prendiamo il centro storico. I 478 mila euro destinati saranno suddivisi ulteriormente per le diverse strategie di intervento, con appositi avvisi pubblici e graduatorie di accesso ai contributi: contributi per l’acquisto della prima casa, ristrutturazione di abitazioni, creazione di case albergo e altro ancora. Anche i fondi per le aree rurali, naturalmente, non saranno dati a pioggia. Bisognerà organizzare diverse strategie di intervento: incentivi alle aziende agricole per miglioramento di qualità e sicurezza, incentivi per impianti di produzione di energia mini-eolica, acquisto di cisterne per il gasolio, allacciamenti idrici o al metano, realizzazione di fosse biologiche e contributi alle aziende che vogliano acquistare computer o software gestionali.
Sommando i fondi di queste tre macroaree si arriva a circa 1,5 milioni di euro. Voi, però, ne avete ottenuti circa 2,8. Cosa farete con gli altri?
In questa suddivisione sono indicati solo i fondi dedicati alle specifiche aree del territorio. Poi, naturalmente, ci sono interventi di interesse comune, come il cine-teatro comunale (333 mila euro previsti), che sarà realizzato nel centro storico ma rappresenta un’opera fruibile da tutta la comunità. Abbiamo pensato, inoltre, a tante altre cose: interventi per il miglioramento dell’area boschiva (20 mila euro); attrezzature informatiche per la sede municipale (30 mila euro); riordino della numerazione civica (18 mila euro); copertura wireless per aree rurali e Rotondella due (20 mila euro) etc. Piuttosto cospicui, e potenzialmente importanti, saranno poi gli interventi economici e sociali in favore dei cittadini e delle famiglie: 108 mila euro.
Ora si tratterà di predisporre gli avvisi pubblici, le regole per le graduatorie dei benefici, etc. Non sarà una cosa facile?
Sicuramente no. Noi, però, abbiamo grande fiducia nei nostri uffici comunali e nei responsabili di settore. Anche in previsione di ciò, nei mesi scorsi, abbiamo assunto come responsabile del settore amministrativo (con contratto a mandato del sindaco, ndr.) il dottor Giuseppe Di Muccio. Saranno gli uffici stessi, sulla base della quantità di lavoro, ad indicarci se sarà utile ricorrere ad altro personale per eseguire tutte le pratiche. E’ probabile, perciò, che si possa ricorrere a una società esterna che proponga personale qualificato.
La Coldiretti aveva protestato piuttosto animatamente per le vostre scelte nei confronti del settore agricolo, che, in un primo momento, sarebbe stato penalizzato nella suddivisione dei fondi. Ora?
Credo che si sia fatto il massimo per le aree rurali. E anche i rapporti con la Coldiretti, come si è visto nell’ultima commissione agricoltura del comune, si sono meglio chiariti.

Insomma, i cittadini di Rotondella possono cominciare ad attendersi benefici. Alcuni di questi, seppur in modo indiretto, sono già arrivati: in estate, con circa quaranta eventi di buon livello (mai così tanti a Rotondella), e nelle festività natalizie, quasi tutte ricche di eventi musicali. E poi ci sono le rate dei mutui in ammortamento, che il comune ha coperto con circa 289 mila euro. Sono queste le spese che il comune ha già avviato ponendo mano ai fondi di compensazione. E sono queste le spese su cui ha maggiormente protestato l’opposizione del Pd, parlando, in un volantino, di “uso distorto dei fondi”.





La prima tesi di laurea su Gaetano Dimatteo



Lavoro sull'opera del pittore a Beni Culturali di Pisa




Il suo professore, a lezione, parlava sempre di Federico Fellini, Luchino Visconti e Vittorio De Sica. Parlava della loro rilevanza nella storia del cinema mondiale e di quanto fosse importante coglierne e valorizzarne la grandezza.
E allora Giovanni Desantis, studente di Rotondella iscritto alla Facoltà di Scienze dei Beni Culturali dell’Università di Pisa, ha pensato di approfondire. Si è ricordato che qualcuno, dalle sue parti, aveva partorito anni fa un’iniziativa davvero originale: intitolare la toponomastica di tutto il lungomare ai film di Federico Fellini. Dopo qualche minuto di ricerche su internet è capitato nel posto giusto: il sito del pittore e scenografo Gaetano Dimatteo, per due volte assessore alla cultura del comune di Nova Siri. Lì ha scoperto che quel “bizzarro” assessore non si era accostato al cinema solo per la toponomastica e che, anzi, quella era stata solo l’ultima tappa di un percorso ben più ampio. Sul sito, infatti, erano pubblicati i suoi straordinari studi pittorici sui volti di Luchino Visconti, e dalle note biografiche si apprendeva che aveva lavorato anche sulle figure di Anna Magnani, Pier Paolo Pasolini e tanti altri grandi del cinema.
Giusto il tempo di memorizzare qualche dato e l’indomani, al termine della lezione: “Professore, sono uno studente lucano, volevo dirle che dalle mie parti c’è qualcuno che potrebbe essere interessante rispetto ai temi che abbiamo trattato a lezione”. “Chi?” chiese il professore. “Gaetano Dimatteo, un artista che vive a Nova Siri”, disse il ragazzo, convinto di citare un nome ignoto al docente. Dovette stupirsi quando quest’ultimo, invece, con un cenno del capo diede ad intendere che non solo conosceva quel nome, ma ne stimava anche parecchio la produzione. “Che bello – esclamò - è un’occasione eccezionale, perché non farne un progetto di tesi?”
E’ nata lì, da quel brevissimo scambio di battute, l’idea della prima tesi sull’opera di Gaetano Dimatteo. Una ricerca che guarderà anzitutto alla sua capacità di rapportarsi alle glorie del cinema italiano, da pittore con i suoi bellissimi studi sui volti, da uomo politico con le sue iniziative di toponomastica.
Il docente che seguirà il lavoro, peraltro, non è certo “l’ultimo arrivato” nel settore. Si tratta di Pier Marco De Santi, dal 2005 Docente Ordinario di Storia e Critica del Cinema e di Museologia del Cinema e dello Spettacolo presso l'Università degli studi di Pisa. Suo principale ambito di ricerca è proprio il rapporto tra il cinema e le atri figurative. Di grande interesse, in particolare, i suoi studi sui disegni e bozzetti realizzati da Federico Fellini in preparazione dei film. Dal 1992 dirige la collana "ArteCinema" del Gruppo Editoriale Giunti, Firenze.
Neppure Giovanni Desantis sembra essere uno studente come tanti, che in genere vivono la tesi solo come una pratica da sbrigare al più presto e nulla più. Avrebbe potuto rinunciare e scegliere una via più semplice, quando seppe che il suo curriculum di studi (biblioteconomico-bibliografico) gli imponeva un lavoro di argomento diverso. E invece, dopo essersi informato sul regolamento della facoltà, si è ingegnato per una specifica richiesta al Consiglio di Corso di Laurea. La richiesta, perorata dalle valide ragioni dei suoi docenti, è stata accolta. E così, sbrigati gli ultimi esami, Giovanni potrà cominciare a lavorare su questo lavoro di esame (si chiama così, nella terminologia post-riforma, la tesi per le lauree triennali).
Non ha nascosto il compiacimento Gaetano Dimatteo: “E’ uno dei riconoscimenti più belli della mia vita artistica”. La tesi di Giovanni Desantis, imperniata sugli universi, non certo paralleli, di cinema e arte figurativa, andrà sicuramente ad approfondire i suoi studi sui volti di Luchino Visconti (nella foto), Maria Callas e Pier Paolo Pasolini. Il lavoro su quest’ultimo, portato in mostra a Berlino nel 2001, riscosse un particolare successo di critica. “Dimatteo – scrisse Flaminio Gualdoni sul Corriere della Sera del 5 febbraio 2001 – lavora in una sorta di jazz espressionista dai molteplici riferimenti culturali, ma insieme nudo, diretto, anche ruvido. Ci dice di stati d' animo (rabbia amore e dolore) così come la poesia di Pasolini”. “I miei non sono ritratti –chiarisce lui – ma studi sui personaggi, nel tentativo di rendere artisticamente le profondità del loro animo”.
Questa tesi, per Dimatteo, rappresenta lo straordinario punto d’arrivo di un’attività che lo ha visto spesso incompreso nella sua indole estroversa. E pensare che aveva dovuto sfidare lo scherno di chi accolse con sorrisi beffardi le targhette che indicavano sul lungomare via “La Voce della Luna” o via “Tre Passi nel Delirio”. Oggi quella scelta istrionica è oggetto di studio accademico: potenziale modello per mostrare agli studenti cosa significhi valorizzare il patrimonio artistico, storico e culturale della nazione. Un traguardo che interpella la genialità dell’artista, ma anche la sagacia dell’uomo politico. In fondo, per uno come Dimatteo, non sono mai state due cose separate!


20 dic 2008

Policoro: concerto di beneficenza del Rotary Club

Il coro della cattedrale di Tursi si esibisce stasera nella Chiesa di San Francesco

POLICORO – Concerto di beneficenza a Policoro. E’ in programma per questa sera, alle ore 19 presso la Chiesa di San Francesco in via Lido, il Concerto di Natale del coro della Cattedrale di Tursi, organizzato in collaborazione tra il Rotary Club Heraclea Centenario di Policoro e il Club Inner Wheel di Policoro. Sarà presente il vescovo della diocesi Tursi-Lagonegro, mons. Francesco Nolè, che ha espresso ampio apprezzamento per l’iniziativa.

Il ricavato delle offerte volontarie sarà devoluto in favore del progetto internazionale “Polioplus”, iniziativa di sostegno per campagne di sensibilizzazione e progetti di sorveglianza promossi dai Rotariani residenti in Paesi polio-endemici o con elevato rischio di importazione della malattia.

“Grazie a questa iniziativa - ha dichiarato Francesco Mauri, presidente del Rotary di Policoro - i Rotariani, i club e i distretti possono sostenere le attività di eradicazione della polio mettendo a disposizione gli strumenti richiesti laddove essi risultino maggiormente necessari”.

Degna di nota è la logica collaborativa con cui l’iniziativa è stata pensata e proposta da Rotary e Inner. I due sodalizi, infatti, nascono da una storia comune e tendono a una prospettiva ideale unitaria, che è quella di “promuovere la vera amicizia, incoraggiare gli ideali di servizio individuale e favorire la cooperazione internazionale”. Non per caso il simbolo dell’Inner è una ruota nella ruota, evidente richiamo alla ruota rotariana. Sono i legami parentali con i rotariani, inoltre, a conferire il diritto di accesso all’Inner.

Sarebbe riduttivo, però, definire l’Inner Wheel come semplice “costola femminile” del Rotary Club, senza considerare il carattere di autonomia con cui il sodalizio è concepito statutariamente. Insomma, uniti negli ideali, ma reciprocamente rispettosi della diversità e dell’autonomia operativa.

19 dic 2008

Nova Siri: giovani uniti nel segno della parrocchia

Nasce il primo gruppo giovanile parrocchiale su iniziativa di don Vincenzo Tassitani


NOVA SIRI – E’ sorto nei giorni scorsi, nell’ambito della parrocchia di San’Antonio di Padova a Nova Siri Scalo, il nuovo Gruppo di pastorale giovanile. L’iniziativa ha uno scopo di fondo: aggregare i giovani per renderli protagonisti della vita sociale ed educarli al significato dell’esperienza cristiana.

La nuova linfa arriva da don Vincenzo Tassitani, nuovo vice parroco di Nova Siri dal mese di settembre. Di origini calabresi, è nato il 28 giugno 1973 ed è sacerdote da circa quattro anni. Ha trascorso i primi anni di ministero ad Agnano Calabro e Canolo (Reggio Calabria), fino al suo arrivo nella diocesi lucana.

E’ stato lui a richiamare l’esigenza di un nuovo slancio nell’approccio della Chiesa alla realtà giovanile. Sembra essere una sua attenzione particolare, quasi “un pallino”. Per averne un’idea, basti dire che, appena arrivato in paese, si è subito premurato di far stampare centinaia di “lettere aperte” indirizzate ai giovani di Nova Siri, distribuite nelle Chiese e nelle scuole. Ha scelto questa forma pubblica per dichiarare il suo desiderio di farsi presente a ciascuno di loro. Anzi, ha fatto di più: alla fine della lettera ha pensato bene di aggiungere il suo indirizzo e-mail e il suo numero di cellulare, in modo da rendersi subito contattabile. E qualcuno, a quanto pare, lo ha già fatto, avviando con lui un rapporto di amicizia che si spera possa crescere.

Il suo spirito di iniziativa è stato positivamente accolto dal parroco, don Michele Cirigliano. Anzi, sembra che questi abbia addirittura deciso di devolvere tutta la quota della colletta della domenica mattina come fondo cassa per le future attività del Gruppo pastorale. Una scelta che, a sentire i fedeli che conoscono don Michele da anni, risulterebbe “sorprendente”, segno della sua “grande fiducia nel lavoro e nella fedeltà del nuovo collaboratore”.

Di cosa si occuperà il centro giovanile? Anzitutto di educare i giovani alla fede e “aiutarli a vivere la gioia cristiana”, come esplicita il volantino redatto da alcuni promotori del Gruppo e già pubblicamente letto in Chiesa da don Michele. Non è un caso che, per spiegare il cuore dell’iniziativa, si sia fatto ricorso a una bellissima espressione di Giovanni Paolo II: “solo l’evangelizzazione è pienezza dell’educazione”.

La tensione educativa del Centro si esprimerà anche attraverso una serie di iniziative pubbliche. La prima si è svolta proprio ieri in parrocchia, dove i giovani hanno dato vita a un momento di preghiera sotto la guida dei sacerdoti. Già per domenica 21, inoltre, è in programma una nuova iniziativa: si tratta di una “vendita” di dolci (preparati dalle famiglie dei giovani) fuori dal sagrato della Chiesa. Il ricavato dell’iniziativa contribuirà, come la raccolta domenicale, ad avviare il fondo cassa del centro. Per le festività natalizie, infine, è in programma una “Tombolata dell’amicizia”.

La responsabilità operativa del Gruppo, per ora, è stata affidata ad alcuni laici adulti, da tempo legati alla parrocchia. Si tratta, però, di una fase di transizione. Don Vincenzo, infatti, avrebbe già espresso la propria intenzione di rendere i giovani capaci di”autogovernarsi” e di gestire responsabilmente i propri spazi, pur senza ricadere in eccessi autonomistici. Sarà una scommessa vincente?


Pino Suriano - da Il Quotidiano della Basilicata

Foto tratta dal sito www.terrejoniche.it

12 dic 2008

Rotondella e i lavori "discussi" nel centro storico


Nel corso Garibaldi non piacciono le nuove ringhiere
ROTONDELLA – Il centro storico rifà il look. Procedono, a Rotondella, i lavori per la riqualificazione del centro collinare. Alcuni di questi sono già conclusi da tempo, come la piazzetta di via Aspromonte; altri da poco, come l’ex mercato coperto di via Brunelleschi; altri sono in fase di realizzazione, come i lavori di piazza Risorgimento e quelli di corso Garibaldi.
Questi ultimi, in particolare, rappresentano un banco di prova decisivo per il consenso all’attuale amministrazione comunale, capitanata dal sindaco Vito Agresti. Da subito osteggiati da alcuni partiti e associazioni per ragioni ambientali e architettoniche, i lavori del corso si sono protratti per troppo tempo, sfidando la pazienza di una comunità particolarmente legata a quel luogo.
Tante le cause dei ritardi: dalla carenza di strumenti in dotazione alla ditta vincitrice dell’appalto, all’armonizzazione dei tempi per la progettazione del secondo e terzo lotto. Proprio quest’ultima ragione, secondo il sindaco, avrebbe causato le remore più recenti. “ Abbiamo atteso la conclusione del primo lotto – ha spiegato il primo cittadino – per poter meglio armonizzare le ultime fasi di progettazione (secondo e terzo lotto, ndr.), realizzate dall’ufficio tecnico comunale. Inoltre, come già annunciato dal Quotidiano, miglioreremo i lavori con la realizzazione di due scalinate di collegamento tra il corso e la sottostante viale Europa, che permetteranno la fruizione di ulteriori parcheggi”.
E i tempi? “Entro il 24 dicembre dovremo affidare gli ultimi due lotti di realizzazione, già appaltati. Poi bisognerà solo attendere i lavori di arredo, con ringhiere, alberi e pavimentazione. Se tutto andrà bene, dunque, penso che riusciremo a concludere entro la fine di febbraio”.
Il procedere dei lavori, però, non sembra raccogliere troppi consensi. Le ringhiere montate nei giorni scorsi, infatti, hanno fatto storcere il naso a tanti. “Sembrano impalcature di legno” commentava ieri un cittadino, che quasi non credeva si trattasse della struttura definitiva. “Sembravano più moderne quelle di prima” diceva un altro. E in effetti, il primo impatto non è certo dei migliori (come mostra l’immagine nella pagina), ma, per meglio giudicare, sarà bene attendere che le ringhiere siano armonizzate con il resto dell’arredo.
E se il volto nascente del nuovo corso non convince sul piano estetico, a convincere sono invece i lavori realizzati nella piazzetta Aspromonte e, soprattutto, i più recenti in via Brunelleschi. La scalinata illuminata, infatti, garantisce un più agevole collegamento tra la parte bassa e la parte alta del paese, dove si trova, peraltro, il nuovo mercato coperto. I lavori, inoltre, hanno permesso di risanare le condizioni igieniche di uno stabile divenuto ormai pericoloso per la salute pubblica e ricavare nuovi parcheggi. “Adesso, però – commentava ieri un cittadino – gli amministratori dovranno impegnarsi per garantirne la pulizia, affinché la nuova scalinata non vada faccia la fine della vecchia, immersa nella sporcizia”.
Non giudicabili, almeno per ora, i lavori che procedono tra piazza Risorgimento e piazza Plebiscito, nei pressi della Chiesa di Sant’Antonio. Lì, oltre al rifacimento del vecchio “zampillo”, è in programma la realizzazione di un palchetto artificiale per spettacoli, con bagni pubblici e spogliatoi. Quasi conclusa, infine, la pavimentazione nei pressi della Chiesa. A Rotondella, come è noto, la prossima primavera si va al voto, e il look del centro storico sarà certamente determinante. Vedremo se nel bene o nel male.
Da Il QuotidianodellaBasilicata.it

10 dic 2008

Nova Siri: Mario Dimatteo candidato sindaco sui generis

L'ex sindacalista Ugl lancia la sfida con mille volantini

NOVA SIRI – Era nata come una “simpatica provocazione”, ma potrebbe diventare qualcosa di più. Mario Dimatteo, presidente del circolo cittadino dei pensionati ed ex sindacalista Ugl (Unione Generale del Lavoro) è il primo candidato sindaco di Nova Siri. O, almeno, è il primo a dichiarare pubblicamente la propria disponibilità.

Del tutto singolare il modo in cui ha deciso di farlo: circa mille volantini distribuiti a tappeto e cinquanta manifesti affissi negli esercizi commerciali. Il teso non dà adito ad equivoci, Dimatteo si candida alla guida del comune e cerca interlocutori credibili che abbiano queste quattro caratteristiche: “passione politica e amministrativa, altruismo, grinta e decisionismo”.

Prima del singolare “reclutamento”, però, il volantino dà spazio a una feroce critica contro le ultime amministrazioni del territorio: “Nova Siri è ferma. Gli artigli degli uccelli predatori possono ritornare!”. Un giudizio forte, “ma lontano - assicura - da logiche di partito”. E infatti “non tutti i commercianti – spiega il “candidato” – hanno voluto affiggerlo, segno che domina ancora una certa paura di schierarsi con posizioni diverse da quelle dei soliti gruppi di potere”. E proprio questa dovrebbe essere la sua sfida: rinnovare la politica locale dopo le precedenti esperienze negative “civiche, di centrodestra e di centrosinistra”. “Quelle amministrazioni – racconta – che per tanti anni non hanno concesso un locale all’associazione dei pensionati, rendendola incapace di operare concretamente”.

La sua passione per la vita pubblica viene da lontano. Precisamente da Taranto, dove ha lavorato per anni come autoferrotranviere. E’ lì che ha cominciato a impegnarsi per la difesa dei diritti dei lavoratori, prima come responsabile provinciale Cisnal (oggi Ugl) e poi come membro del Consiglio Nazionale. Da undici anni è tornato a Nova Siri, “una realtà diversa da quelle pugliesi, perché lo sviluppo è bloccato dall’adulazione verso il potente di turno”.

Non si può dire, al momento, che Dimatteo abbia con sé un significativo consenso elettorale. Molti, anzi, credono che sia vero il contrario. Ma chissà che il suo gesto coraggioso non possa trasformare un dibattito di consultazioni e scelte di schieramento che, fino ad ora, si è svolto prevalentemente nei salotti privati. Primi riscontri? “Tanti cittadini mi hanno fermato e si sono complimentati per il coraggio”. E tra i politici? “Ho preso un caffè con Antonio Accettura (candidato sindaco del centrosinistra alle ultime comunali, ndr.) che mi ha espresso la propria stima per il gesto, ma per ora nulla di più”. Staremo a vedere.

Da Il Quotidiano della Basilicata del 9 dicembre


Nova Siri: ripristinata l'acqua nella fascia jonica

NOVA SIRI – Ieri mattina i ragazzi delle scuole di Nova Siri non sono entrati in classe per un’ordinanza di chiusura del sindaco Giuseppe Santarcangelo.

Il provvedimento si è reso necessario per la mancata erogazione idrica, programmata per la mattinata di ieri e comunicata domenica sera da Acquedotto Lucano. Non appena diffusa la notizia, la Polizia Municipale si è attrezzata di megafono per comunicare ai cittadini che l’indomani la scuola sarebbe rimasta chiusa. Non tutti, però, , hanno potuto apprendere la notizia. E così più di qualcuno si è ritrovato davanti ai cancelli di scuola, prontamente avvisato della chiusura dal personale della scuola.

Impossibile, naturalmente, garantire l’attività scolastica con appena due ore di erogazione idrica (tante ne sono state “concesse” ieri), sia per i servizi igienici che per i riscaldamenti. Diverso il caso di Policoro, in cui il sindaco Nicola Lopatriello ha fermato solo l’attività scolastica del Liceo Scientifico Enrico Fermi, da cui gli era provenuta una specifica richiesta di chiusura. Per la giornata di oggi, comunque, la situazione dovrebbe essere ristabilita. “Sin dalle ore 7 – ha fatto sapere in una nota Acquedotto Lucano - riprenderà l’erogazione idrica nei comuni di Scanzano Jonico, Nova Siri Marina e Policoro. In mattinata, inoltre, sarà diramato un ulteriore comunicato per informare gli utenti sull’orario di interruzione dell’erogazione notturna, in ogni caso necessaria a causa della limitata disponibilità idrica di questo periodo”.


Da Il Quotidiano della Basilicata