16 set 2011
Torna la compensazione. Una piccola parte anche a Policoro, Nova Siri e Tursi
Qui la nota dell'agenzia parlamentare.
Qui la notizia dal quotidiano Libero
25 ago 2011
A Rotondella il Municipio si è allagato. Un rubinetto aperto per tutta la notte
Per tutto il pomeriggio di lunedì, infatti, il centro jonico era rimasto senza acqua per una preannunciata interruzione dell'erogazione idrica. Dai rubinetti non usciva nulla, perciò. Uno di loro, però, a quanto pare era chiuso solo in apparenza. E così, quando in serata l'erogazione è stata ripristinata, l'acqua ha cominciato a scorrere incessantemente. Per tutta la notte. Ma a quel punto, in Municipio, non c'era più nessuno per notarlo.
E' stata questa la causa della fuoriuscita, partita dal secondo piano e poi, passando per i solai, arrivata fino al piano terra.
Per permettere il deflusso dell'acqua è stato addirittura necessario intervenire sul solaio, per creare un canale di scolo dell'acqua. Pronto ed efficiente l'intervento delle maestranze comunali.
Hanno agito con prontezza e capacità operativa, mostrando di saper gestire una situazione di non facile soluzione. Hanno effettuato con abilità un intervento che richiedeva competenze tecniche non comuni. Hanno dimostrato, ancora una volta, di essere un importante strumento per il funzionamento della macchina amministrativa.
Non ancora quantificati i danni: pare che qualche Pc abbia preso l'acqua, così come alcuni documenti cartacei. Solo nei prossimi giorni si potrà definire un più chiaro inventario di ciò che è recuperabile e ciò che è andato irrimediabilmente perduto. La vicenda, come molte altre, pone una questione ormai al centro del dibattito internazionale sull'archiviazione dei dati e sull'opportunità di "salvarli" solo in rete e non più in formati cartacei o memorie informatiche a rischio di deperimento o di incidenti, come in questo caso.
La storia del Municipio di Rotondella diventa ora l'ennesimo monito alla prudenza: controllare sempre la chiusura dei rubinetti quando l'acqua viene a mancare. Anche nelle estati roventi come questa, quando un po' di acqua non dispiace.
31 lug 2011
ROTONDELLA - Ancora tutto fermo al campo sportivo
21 lug 2011
Incendio. Dieci ettari di rimboschimento distrutti a Rotondella
ROTONDELLA - Lacopo: "Non mi dimetto per la vicenda del campo"

L'ex assessore allo Sport chiarisce: "Nessuna frizione con il sindaco e la giunta"
ROTONDELLA – “Le mie dimissioni non hanno nulla a che fare con la vicenda del campo sportivo”. Domenico Lacopo, ex assessore comunale allo Sport e alle Politiche Sociali, ci tiene a un chiarimento. Si era dimesso il 15 luglio scorso “per motivazioni di carattere personale”, come aveva scritto nella lettera di dimissioni, con riferimento alla sua nuova attività lavorativa lontano da Rotondella. Aveva destato qualche perplessità, però, il fatto che la lettera, già pronta da tempo, fosse arrivata in municipio proprio all’indomani della decisione dell’Adp Rotondella di non iscrivere la squadra al Campionato di Promozione, qualora non fosse stato reso agibile il campo sportivo di Rione Mortella. Si era pensato, perciò, alla volontà di dare un segnale forte all’amministrazione per la soluzione del problema.
L’assessore ha voluto spiegare che le due vicende non sarebbero collegate. “Non essendo attaccato alle poltrone e siccome non vivo di politica, ho deciso di dimettermi per far sì che in futuro le mie deleghe vengano assegnate a qualcuno che abbia maggior tempo disponibile da dedicare all’Amministrazione. Le problematiche relative al campo sportivo e alle diatribe tra l’Amministrazione Comunale e l’Adp Rotondella, nel cui organico sono presenti alcuni miei amici e parte dei miei elettori del giugno 2009,non sono state assolutamente le cause scatenanti. Naturalmente, spero vivamente che questo problema del campo sportivo venga risolto in tempi brevi per permettere a tutte le società, rotondellesi e non, di usufruirne a pieno regime. Sono certo che avverrà presto, avendo fiducia totale nella mia Amministrazione”.
Lacopo sottolinea con forza il possessivo. Sente suo il gruppo di centrosinistra, che continuerà ad appoggiare in Consiglio. Nessuna frizione, dunque. “Sono onorato di aver fatto parte per due anni della Giunta guidata da Enzo Francomano,che stimo come persona, come uomo politico e soprattutto come amico. Rimarrò sempre al suo fianco in questa esperienza amministrativa”.
Sul Quotidiano, nei giorni scorsi, si era fatto cenno alle difficoltà incontrate nel suo assessorato, in un momento in cui le strutture sportive hanno raggiunto minimi storici, nonostante il positivo sviluppo di tante realtà associative. Si era parlato del suo assessorato “scomodo”, fatto di poca visibilità ma molti problemi.
“Non credo proprio – spiega - di aver avuto poca visibilità rispetto agli altri componenti della Giunta. Non per caso, tra le mie deleghe, vi era quella alle Politiche Sociali, sicuramente una delega importante per una piccola comunità come la nostra. E comunque, a dirla tutta, io non sono alla ricerca di visibilità. Anzi, il mio carattere mi porta spesso a nascondermi lavorando in silenzio, senza per forza di cose voler apparire in prima fila sul carro dei vincitori”. Il rischio, però, è che qualche possa si possa apparire su quello degli sconfitti: Lacopo, forse non per sua responsabilità e con una buona dose di sfortuna, si è trovato a lasciare con situazioni di disagio(il riferimento è alle strutture sportive) di cui si sono visti i problemi, ma non, per adesso, le soluzioni.
Pino Suriano- pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 20 luglio 2011
19 lug 2011
"Perché mi sono dimesso". Parla l'assessore Lacopo
23 feb 2011
Appalti facili. Arriva il parere dell'Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici
Non rispettati i principi di non discriminazione delle imprese
Il sindaco Francomano: “Solo un richiamo, nessuna contestazione”
Antonio Dimatteo, Udc: “Visto che avevamo ragione?”
ROTONDELLA – C’è un nuovo elemento nella vicenda “appalti facili” al comune di Rotondella. E’ il parere che l’Avcp (Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture) ha trasmesso all’Amministrazione Comunale in seguito al ricorso di due imprenditori locali, Nicola Bianco e Antonio Dimatteo, che a novembre avevano messo sotto accusa le procedure di aggiudicazione di quattro lavori pubblici, tutti appaltati con il metodo della procedura negoziata (ex trattativa privata).
Questo il testo: “La stazione appaltante (il comune di Rotondella, ndr.) ha invitato direttamente alcune imprese secondo l’art. 57 comma 6 del Decreto legislativo 163/06, senza pubblicare un avviso a manifestare interesse alla gara e successivamente selezionare le imprese da invitare. Nel merito, non sono stati seguiti, per l’appalto di cui in oggetto, i principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza dettati dall’art. 122 comma 7 bis del Decreto Legislativo 163/06 […] Pertanto, si richiama l’attenzione della stazione appaltante ad una più rigorosa applicazione della norma regolata dagli articoli sopra citati”.
In altre parole, secondo l’Autorità, il Responsabile del procedimento avrebbe dovuto effettuare una preselezione delle imprese, tramite un avviso pubblico atto a raccogliere le loro manifestazioni di interesse. E solo successivamente avrebbe potuto selezionare quelle ritenute più idonee e invitarle alla procedura. A quanto pare non avrebbe fatto così, selezionandole direttamente (e “arbitrariamente”, a giudizio degli imprenditori) da un Albo Comunale delle imprese di fiducia.
E’ l’aspetto che ha fatto gridare alla discriminazione, poiché, sempre secondo gli imprenditori ricorrenti, le modalità di selezione avrebbero impedito una effettiva rotazione delle imprese locali, garantendo inviti a chi già aveva ottenuto dei lavori. E’ una mancanza che, di fatto, oggi l’Autorità riconosce, almeno in termini di procedure, naturalmente senza entrare nel merito di eventuali ipotesi di intrecci politico-affaristici. C’è da notare, infatti, che al richiamo dell’Autorità non si accompagnano richieste di controdeduzione, né esplicite contestazioni sulla legittimità degli atti.
E’ un aspetto che il sindaco, Vincenzo Francomano, ha sottolineato con forza. “Innanzitutto ci tengo a spiegare che il parere si basa solo ed esclusivamente sui documenti inviati dai ricorrenti. E comunque è bene notare che non sono contestati profili di legittimità e illegalità dell’operato dell’Ente, né ci sono richieste di controdeduzione di alcun genere. Ho comunque dato indirizzo ai Responsabili degli Uffici preposti di attenersi, per i prossimi lavori, al richiamo dell’Autorità, di cui abbiamo il massimo rispetto. Sul piano politico – ha aggiunto il primo cittadino – ritengo che abbiamo agito sempre e solo nell’interesse della comunità, tentando di rispondere con quelle procedure al carattere di urgenza che le opere in questione presentavano”.
Con toni trionfali si esprime, invece, Antonio Dimatteo, uno dei due imprenditori ricorrenti, nonché referente locale dell’Udc. “Adesso voglio proprio vedere se il Centrosinistra per Rotondella avrà il coraggio di ripetere che siamo professionisti del sospetto. Qualcuno forse dovrà rimangiarsi le parole pronunciate, di fronte all’evidenza dei fatti e a un richiamo tanto esplicito. Ci tengo a ricordare che l’Amministrazione era stata avvisata in tutti i modi. Già prima delle aggiudicazioni sospette, nel mese di settembre, il consigliere Tina Bianco, con una lettera, aveva chiesto di controllare le procedure. Ad ottobre era arrivato, sull’argomento, un parere dell’Api. A novembre eravamo stati noi (i due imprenditori) a chiedere le opportune verifiche. Qualcuno ha voluto farci passare per ciarlatani, ma adesso che è arrivato il chiarissimo parere dell’Autorità, voglio proprio vedere se il sindaco ripeterà quello che disse a novembre in Consiglio comunale, e cioè che l’Ufficio in questione avrebbe operato secondo i principi della imparzialità, proporzionalità e trasparenza. A questo punto, forse, qualche dubbio dovrebbe venire anche a lui”.
4 feb 2011
Salva la dirigenza scolastica. Almeno per quest'anno
ROTONDELLA - Salvi ancora una volta. Non ha il crisma dell'ufficialità, ma l'annuncio di Luca Braia è certamente attendibile. In una nota diffusa nel tardo pomeriggio di sabato, il consigliere regionale del Pd ha annunciato il mantenimento della dirigenza scolastica a Rotondella. Sarà bene, comunque, attendere la seduta del Consiglio Regionale di oggi, che dovrebbe sancire ufficialmente la decisione, ma un sospiro di sollievo si può già tirare.
L'Istituto Comprensivo di Rotondella non sarà accorpato con il secondo circolo di Policoro, come aveva stabilito la Giunta Regionale nei primi giorni di gennaio, ma manterrà l’autonomia. Le parole di Braia lasciano intendere anche le ragioni che hanno consentito questo piccolo "lodo" per un comune che, di fatto, non ha i numeri per essere autonomo in rapporto alle indicazioni ministeriali. Per il consigliere l’autonomia sarebbe stata accettata per Rotondella “in quanto paese da tutelare, sostenere e compensare, perché già fortemente interessato e penalizzato dalla presenza di fenomeni ambientali negativi, dal forte impatto demografico anche se caratterizzato da un buon dinamismo economico e meta di molti immigrati che stanno arrivando nel paese per le attività lavorative stagionali legate all’agricoltura ed al turismo”. Il riferimento, neppure troppo velato, è alla presenza sul territorio del centro Enea della Trisaia.
Rotondella , insomma, ce l’ha fatta di nuovo, come già nel gennaio 2009, quando si presentò esattamente la stessa situazione. La concessione della deroga, però, non può essere considerata definitiva e, prima o poi, se non ci sarà un’inversione di tendenza nel numero delle iscrizioni (ad oggi difficilmente ipotizzabile), l’autonomia non potrà essere eterna. Questa riflessione apre il campo a una domanda che in questi giorni di attesa ha scaldato non poco gli animi: con quale istituto converrà accorparsi, quando l'autonomia non sarà più concessa?
Tra le possibili soluzioni ci sono certamente Policoro, Nova Siri, Tursi e Valsinni. L'ipotesi dell'accorpamento con Policoro, che avrebbe il favore della maggioranza dei docenti, non piace però a tutti. Se da una parte, infatti, c'è chi sottolinea la maggior facilità di collegamento con il centro jonico, dall'altra c'è chi fa notare analogie territoriali con Valsinni. E’ su questa lunghezza d’onda la posizione espressa in una nota anche dall’Udc di Rotondella, che sottolinea, per Valsinni, la comune appartenenza alla Comunità Montana, la gestione associata del Servizio di Polizia Municipale, e la condivisione di alcuni problemi sociali e demografici, quali l’invecchiamento della popolazione, una forte diminuzione della popolazione scolastica, etc. Anche per Nova Siri, qualora fosse possibile l’accorpamento, sembrerebbe esserci una certa disponibilità.
Più che il parere dei docenti e dei partiti, pur legittimo, dovrebbe essere decisivo quello di chi fruisce del servizio scuola: le famiglie. E allora perché non ipotizzare, in via preventiva, un sondaggio che possa raccogliere le loro opinioni, magari nella forma di una vera e propria votazione? Sarebbe il modo migliore per trasferire la scelta nelle mani dei veri soggetti protagonisti della scuola: famiglie e alunni.
Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata
25 gen 2011
Il decennio di un paese che chiude?
ROTONDELLA - Succede, a volte, che una vicenda commerciale diventi una notizia. In Corso Garibaldi, dopo decenni, la saracinesca della bottega di Angelomario da qualche settimana è chiusa. Era l'unico negozio di abbagliamento rimasto ancora in piedi a Rotondella. I suoi battenti si sono chiusi negli ultimi giorni di dicembre, in perfetta sincronia con il decennio che ci siamo lasciati alle spalle.
La coincidenza offre il fianco a pensieri, immagini, malinconie. Perché la fine di quel negozio è l'emblema di un paese in declino. Storico e centralissimo, il negozio-sartoria è stato l'unico del settore a sopravvivere in un decennio che ha visto morire bar, market, uno studio fotografico, sale da gioco e ristoranti. E per il futuro si annunciano altre "morti", graduali ma inesorabili. Come quella dell'Ipsia Chimico, dove quest'anno non si è formata, per mancanza di iscrizioni, una classe prima. O dell’Istituto Comprensivo, che è sottodimensionato e potrebbe essere accorpato con il Secondo Circolo di Policoro.
Muore lentamente anche l'Enea, dove le unità lavorative, dal 2004 al 2009, si sono ridotte del 30 per cento.
Poi ci sono le morti vere e proprie, quelle che annualmente triplicano, bene che vada, il numero delle nascite: i loculi comunali, da almeno sei mesi, non riescono a soddisfare le troppo numerose “richieste”.
Si guarda ancora con speranza a Rotondella due. C’è chi pensa che possa rappresentare il futuro. Con il nuovo piano regolatore (in fase di approvazione) il centro sarà anche interessato da positive novità. La storia recente, però, non invita all'ottimismo. Guardarsi attorno spesso aiuta: dello sviluppo di Rotondella due si parla da almeno trent'anni, nello stesso tempo da Pisticci si è generato il popolato centro di Marconia, dal centro storico di Nova Siri è nato quello di Nova Siri Scalo. Rotondella due, di fatto, non è riuscita a recepire l’emigrazione dal centro collinare. Capannoni e insediamenti artigianali sono l’unica vera anima di un centro in cui quest'anno, per la prima volta, non si è costituita neppure la prima classe delle elementari.
Lo sconforto per ciò che muore, però, non può e non deve essere l’ultima parola. E non solo per uno slancio ottimistico o per una consolazione, ma perché c’è anche dell’altro da guardare. C’è del buono, in campo sociale, politico, commerciale, umano.
Il decennio appena concluso, per esempio, sarà ricordato per la fioritura degli agriturismi. Partiti sulla spinta di fondi europei, ma poi, per buona parte, capaci di camminare con le proprie gambe. Sono nate anche le case albergo, forse il lascito migliore degli investimenti milionari messi in atto dal Gal Cosvel.
Spesso ha fatto meglio chi ha fatto con poco. Come una vivace Pro Loco, guidata dal dinamico presidente Pasquale Gentile, che nell’ultimo quinquennio ha valorizzato la cultura e le tradizioni locali.
L’altro grande fatto del decennio è stato l’arrivo degli immigrati. Non poche famiglie di albanesi sono perfettamente integrate e i loro figli possono dirsi del tutto italiani. Cominciano ad esserlo anche alcune badanti dell’Est Europeo, giunte soprattutto negli ultimi anni. E poi ci sono i kurdi, portati in Italia nell’ambito di un progetto ministeriale per i rifugiati politici e accolti per un certo tempo dalle istituzioni a fronte di finanziamenti pubblici. In seguito, stabilmente e gratuitamente, accolti da una Chiesa locale che ancora regge. Persone come don Mario, Fulvia, Carmelina meritano il grazie di tutti, perché hanno operato gratuitamente per il bene comune.
Si percorrono strade nuove. Una è quella della Polizia Locale. Rotondella, assieme a Colobraro e Valsinni, si è lanciata in questa avventura che appare positiva. Non è un caso che altre aree, come quella di Stigliano, stiano facendo lo stesso. E' una strada da guardare, anche per altri ambiti: concepirsi insieme, nei servizi, nella solidarietà e nei rapporti, sta diventando sempre più urgente. Da soli si muore, anche se si hanno i soldi della compensazione ambientale.
E qui si apre un nuovo capitolo. Perché questo decennio è stato anche quello delle grandi occasioni di investimento per Rotondella: 6 milioni di euro per la viabilità extraurbana sul territorio, quasi 3,5 milioni (altri devono ancora arrivare) di compensazione ambientale per la presenza del centro Itrec della Trisaia. Cosa resta di concreto? La futura realizzazione del Ponte sul Sinni, che non risolverà il vero problema della viabilità del territorio (che è il collegamento con la ss 106) e qualche finanziamento per l’acquisto e la ristrutturazione di appartamenti nel centro storico. Per il resto, tante piccole azioni (come qualche spicciolo in più nelle tasche di operatori agricoli e commercianti) ma nessun cambiamento di sostanza.
In questo decennio ci hanno lasciato all’improvviso due uomini importanti: Carlo Stigliano e Mario Dimatteo. Entrambi molto discussi, ma anche molto amati: attivo e dinamico il primo, politicamente geniale il secondo. Ci ha lasciato anche una grande donna, Maria Rapanaro.