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28 gen 2012

Hotels.com: Nova Siri è la meta più cliccata d'Italia

NOVA SIRI - Hotels.com non è un portale web qualsiasi, ma raccoglie prenotazioni per 140 mila hotels in tutto il mondo. E’ il luogo virtuale dove anche la gran parte dei turisti italiani ricerca informazioni per gli alloggi delle proprie vacanze. Ecco perché non è una notizia da poco quella diffusa ieri sulle località più ricercate dai turisti nella sezione italiana del sito. Il dato, rilevato dal numero delle digitazioni degli utenti, è di quelli che sorprendono. In testa alla classifica non ci sono le più note Rimini o Riccione, ma la lucana Nova Siri. Alle sue spalle, sul podio tutto virtuale, Riomaggiore e Pesaro. Tra i primi posti anche Grosseto, Cattolica e Cesenatico.
La notizia è stata diffusa ieri dall’Ansa, che ha fatto cenno anche alle località straniere più ricercate dai turisti italiani. Ai primi posti Minorca e Rodi. Il sorprendente risultato è stato accolto con entusiasmo dal sindaco di Nova Siri, Pino Santarcangelo, che ha così commentato: “Nova Siri, a quanto pare, ha più appeal di quanto stentano a credere coloro che ci abitano”.
E in effetti il livello di sorpresa del dato sarà certamente grande tra gli abitanti del centro jonico. Anche perché, nel corso dell’estate, non si era percepito un clima di entusiasmo tra gli operatori turistici per l’esito della stagione, anche a causa della crisi. Di certo, però, non si può negare che Nova Siri, negli ultimi anni, sia cresciuta molto in termini di immagine a livello nazionale. In parte grazie alla presenza dei villaggi e al loro forte richiamo extraregionale (Giardini d’Oriente, Akiris, Bravo Club e, da quest’anno, Toccacielo), in parte per lo sforzo promozionale realizzato dall’amministrazione anche attraverso trasmissioni Rai e la promozione di grandi eventi, tra tutti Cinemadamare. A proposito, giovedì pomeriggio quasi tutti i Tg nazionali hanno citato il festival diretto da Franco Rina: era stata l’ultimo evento italiano ad ospitare quel gran genio del cinema che è stato Theo Anghelopulos, scomparso nei giorni scorsi.
Pino Suriano - pubblicato su www.ilquotidianodellabasilicata.it del 27 gennaio 2012

25 ago 2011

Il commerciante Bianco torna a denunciare presunte irregolarità


NOVA SIRI - La seconda puntata. Domenico Bianco, conosciuto come Mimmo, è il commerciante che aveva inviato al Comune di Nova Siri l'esposto ormai famoso sull'appropriazione di spazi pubblici da parte degli esercenti commerciali del suo paese. Nei giorni successivi aveva annunciato un seguito alla sua azione di segnalazione. E così, nella scorsa settimana, Bianco è tornato in Municipio per protocollare una seconda missiva, indirizzata al sindaco di Nova Siri, Giuseppe Santarcangelo, e, per conoscenza, agli assessori comunali all'Urbanistica e all'Ambiente, all'Ufficio Tecnico e al Comando dei Vigili Urbani.  Vi si fa cenno, con il corredo di immagini documentarie, ad alcune situazioni non propriamente a norma, almeno a suo giudizio. Si parte dalla manutenzione della segnaletica stradale, a suo dire non chiara e ai limiti della pericolosità. C'è poi un riferimento all'edilizia, in particolare a "ponteggi montati da diversi mesi, che non rispettano alcuna norma di sicurezza, eretti intorno ad edifici in fase di ristrutturazione dei quali nessuno si accorge". Infine, sempre a Nova Siri, secondo Bianco ci sarebbero "veri e propri magazzini privati su strade pubbliche e di libero accesso". Questa la conclusione della lettera alle autorità: "Vi ringrazio per l'attenzione e vi chiedo di dare spazio a chi vuole lavorare seriamente, a chi è stato disposto a fare investimenti privati e a chi non ha mai chiesto nulla a nessuno. Vi chiedo, inoltre, di essere più attenti a chi deturpa il nostro paese, a chi non pensa che determinati atteggiamenti impoveriscano ancora di più la nostra comunità". A Nova Siri le segnalazioni di Bianco hanno suscitato una duplice reazione nell'opinione pubblica. Da una parte c'è chi riconosce al commerciante il positivo ruolo di segnalazione di problemi reali, dall'altro c'è chi gli contesta un inasprimento del clima e delle relazioni tra commercianti. Che effetto avrà questa nuova segnalazione? E, soprattutto, c’è da attendersi altro?

Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 24 agosto 2011

6 ago 2011

E' di Nova Siri uno dei quattro italiani feriti AD HERAT in Afghanistan.


NOVA SIRI – E’ lucano uno dei quattro italiani feriti giovedì in Afghanistan. Antonio Carlucci, 25 anni, è originario di Nova Siri. Sarebbe tornato a casa tra quattro giorni per un periodo di riposo. E invece, intorno alle 10,30 di ieri, il telefono dei suoi genitori è squillato. All’altro capo della cornetta c’era lo stesso militare, che ha annunciato di persona l’evento e ha potuto tranquillizzare sulle condizioni di salute. Non è in pericolo di vita. Nello scoppio, per fortuna, ha riportato una frattura al piede, anche se l’entità del danno non è ancora pienamente definita.
Pochi minuti prima della chiamata, la madre del giovane aveva sentito per radio la notizia dell’attentato. Questa volta, però, si era spaventata meno del solito: Antonio, infatti, aveva annunciato che in questa settimana sarebbe stato impegnato in attività all’interno della caserma. E invece, subito dopo, è stata avvisata dal marito: in quell’attentato era coinvolto proprio il figlio, che, per fortuna, era riuscito a rassicurare la famiglia facendo sentire la propria voce.
Come lui altri due soldati feriti (anche per loro fratture agli arti inferiori e superiori) hanno potuto avvisare di persona le famiglie subito dopo l’attentato. Diverso il caso di un quarto, sottoposto a un immediato intervento chirurgico. I familiari di quest’ultimo sono stati raggiunti da un team dell' Esercito che li ha aggiornati sulle sue condizioni. Neppure lui, comunque, sarebbe in pericolo di vita. I quattro sono stati subito ricoverati presso l'Ospedale Militare (Role2) di Camp Arena. Il loro rientro è previsto per questa notte a Roma, dove dovrebbero rimanere per qualche giorno presso l’Ospedale Militare della capitale.
Alle ore 12.19 di giovedì, ora locale, al momento dello scoppio, i quattro militari erano a bordo del loro veicolo (Vtlm Lince) quando sono rimasti feriti a causa dell'esplosione di un ordigno al loro passaggio. Erano impegnati in un'attività di controllo pianificato nei pressi del villaggio di Siah Vashian (Distretto di Herat)». L'esplosione dell'Ied, il rudimentale ordigno esplosivo che li ha colpiti, è avvenuta a circa 5 chilometri a sud dell'aeroporto di Herat, sede del quartier generale italiano. I quattro appartengono alla Task Force Center, su base 11mo reggimento Bersaglieri. L’Ied (Improvised Explosive Device- ordigno esplosivo improvvisato) è uno degli ordigni più frequentemente utilizzati nella guerriglia afghana e ha già provocato un elevato numero di vittime tra le forze alleate. Quello scoppiato ieri era di fabbricazione rudimentale, ma, sulla base del potenziale dell’esplosivo, avrebbe potuto procurare danni ben più gravi.
Questa volta il blindato italiano (“San Lince” lo chiamano, non per caso, i militari italiani) ha retto l’urto. Lo ha sottolineato con orgoglio anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: “Oggi, come in tante altre occasioni, il Lince ha fatto il suo dovere. Il guaio grosso è che, purtroppo, altre volte non ce l’ha fatta a proteggere i nostri uomini”.
L’attentato è stato rivendicato dai talebani con un comunicato pubblicato sul loro sito internet. Nel documento il portavoce del movimento afghano Qari Yousuf Ahmadi ha sostenuto che “almeno cinque invasori sono stati uccisi verso mezzogiorno in un attacco con un rudimentale ordigno esplosivo”. Una notizia che, per fortuna, non ha trovato conferma nei fatti.
Ai quattro soldati sono giunte anche le belle parole del ministro Giorgia Meloni, oltre a quelle dei Presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani: “L’Italia – ha detto il ministro Meloni - ha un grande debito di riconoscenza nei confronti di questi ragazzi in divisa, che con senso del dovere portano in alto il nome e i valori della Nazione nei teatri di crisi in cui sono chiamati ad operare. Ognuno di loro è un modello e un esempio per i giovani italiani.»
Antonio Carlucci è un ragazzo particolarmente stimato in paese. Prima di partire per l’Afghanistan aveva partecipato alla missione italiana in Libano. Ha vissuto la sua brillante carriera militare con grande abnegazione, ma sempre con sobrietà. Parlava della sua attività militare sempre con riservatezza e senza vanto. Coraggioso e umile. Una parte dell’orgoglio nazionale, grazie a lui, arriva anche in Basilicata. 
Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 6 agosto 2011

4 ago 2011

NOVA SIRI: IL NOSTRO MARE E' PULITO

La notizia era diventata una bomba. Ieri, presso i villaggi Akiris e Toccacielo, non si parlava di altro: il tratto di costa jonica più inquinato sarebbe quello che sfocia in direzione del depuratore di Nova Siri. Questo secondo Goletta Verde (Qui l'articolo sui dati forniti l'altro ieri). Nella giornata di ieri, invece, sono arrivati i dati più approfonditi di Acquedotto Lucano, che hanno chiarito l'equivoco. Goletta Verde non ha misurato i dati nel mare, ma direttamente quelli del canale. Il mare, invece, sarebbe perfettamente conforme alle norme di balneabilità. Da questo documentato articolo, pubblicato oggi a firma di Antonio Corrado, si evince invece l'approssimazione della navetta ambientalista nell'indicare i punti del prelievo effettuato. A un certo ambientalismo si continua a dare ancora troppo credito, almeno nell'immediato. L'allarmismo non serve allo sviluppo turistico del territorio. 

21 lug 2011

NOVA SIRI - La Basilicata dice no, il progetto per disabili si fa in Calabria

La bella storia di Salvatore Scarpato. Per uno scatto di mentalità sul tema della disabilità. "Quando l'assessore Straziuso mi disse: lei vuole fare un ghetto". 


Salvatore Scarpato
C’è da fare anzitutto una premessa-confessione. Capita, talvolta, di ravvisare in alcuni disabili una ostinata ricerca di pietà, oppure un infantilismo rabbioso fatto di pretese, come a dover sempre gridare vendetta per l’ingiustizia del proprio limite. Sono atteggiamenti che ci si sforza di comprendere, magari ripetendosi spesso: “sarebbe impossibile pretendere il contrario”.
Ebbene, due ore di gradevole conversazione con Salvatore Scarpato ribaltano completamente questa impostazione di pensiero. “Il contrario non è impossibile”, si finisce per dire, dopo aver conosciuto quest’uomo che condanna tutto ciò anche più duramente degli altri. Ma lo fa – il particolare non è da poco - dal basso della carrozzina su cui è seduto dal primo giorno della sua vita. Non solo a parole, e chi ha modo di conoscerlo se ne accorge presto. Come la signora che lavora a due passi dal suo residence, proprietaria di un negozio a Nova Siri. Si avvicina e racconta di quella cliente fulminata poche ore prima. Osservando Salvatore, da lontano e con area sconsolata, la cliente aveva esclamato: “Poveretto..”. “Macché poveretto – l’aveva fulminata lei – quello sta meglio di noi: ciò che gli manca qui (con cenno alle gambe), lui ce l’ha qui (cenno alla testa)”.
Ecco, la vicenda lucana di Salvatore, nato e cresciuto a Napoli, merita di essere raccontata già solo per questo: per lo scatto di mentalità e di concezione culturale che propone, per lo sguardo nuovo su persone che non devono più sentirsi dire “poveretto”. Si tratta - Salvatore lo ripete spesso - di una questione “sociologica”. In sintesi non rende pienamente, ma è utile provare a spiegarla. Le persone con disabilità, secondo lui, non vanno comprese e, se possibile, non vanno neppure accompagnate.
Il loro è solo ed esclusivamente un problema di accesso agli spazi di tutti. Scarpato lo spiega con una serenità e una lucidità che spiazzano, senza la minima enfasi pietistica, solo con il suo sorriso largo stampato in viso: “Andrebbero banditi tutti i bagni per i disabili con quel pietoso disegnino della carrozzina sulle porte”.
La sua stella polare si chiama “misura d’uomo”. E’ il più democratico dei principi: ogni spazio deve essere accessibile a tutti. Come si fa? Semplicemente rendendolo più ampio e senza barriere. In fondo si vive già così: nessuno di noi potrebbe immaginare che l’altezza dei soffitti fosse pensata per l’altezza media delle persone e non per quella di tutti. Si potrebbe continuare all’infinito: costruiamo strade abbastanza larghe per le autovetture più ampie, porte abbastanza larghe e alte per i più alti e i più larghi di noi. Ogni azione e ogni costruzione umana è pensata per la fruibilità. Solo che, paradossalmente, non sempre si è pensato a tutti, proprio a tutti, compresi quelli che, per esempio, non possono fare uso delle gambe come la maggioranza.
E’ per questo che la perifrasi “per tutti” è diventata così importante per lui. A questo principio ha letteralmente dedicato la vita, non solo a parole e anche in contesti di rilievo, come quando ha preso parte alla Commissione per la realizzazione della metropolitana di Napoli, per vigilare affinché l’infrastruttura fosse utilizzabile da tutti, compresi i “disabili” (le virgolette vengono da sé, quando ci si accorge di usare un termine che si sente sempre più improprio).
Salvatore ha trascorso la vita a combattere la creazione dei ghetti, a combattere ogni cartello che richiamasse una differenza anche solo visivamente. A Nova Siri, appena arrivato per una vacanza estiva, lesse il manifesto di un progetto per disabili chiamato “Mare anche per noi”. Quell’“anche” lo mandò su tutte le furie: riproponeva un modello di  fruizione della spiaggia che intendeva la disabilità come limite, come riconoscimento implicito di uno svantaggio, come un “anche” da reclamare con pietà. In un primo momento si infuriò e andò a protestare dal sindaco e dai promotori dell’iniziativa, poi comprese che sarebbe stato più giusto, nonostante la critica, collaborare con chi amorevolmente si impegnava. Con il sindaco, Pino Santarcangelo, ne derivò una vera e propria amicizia operativa. “Oggi – spiega - se Nova Siri è fruibile per tutti (marciapiedi con scivolo sulla via principale, alcuni bar e anche la Chiesa senza barriere architettoniche) è anche merito di questa nostra intesa”.
Lui, napoletano doc, da allora ha scelto il centro jonico come patria di adozione. Qui, con la sua cooperativa, ha messo in piedi una casa-vacanze molto frequentata, che accoglie “disabili” ma, naturalmente, non solo loro. Il nome della struttura? “La vacanza per tutti”, non per caso.
Ecco perché, con la sua fissa del “per tutti”, la bile gli sarà andata alle stelle quel giorno del 2009 in cui, davanti alla scrivania dell’ex assessore regionale alle Attività Produttive Gennaro Straziuso, si sentì dire: “Lei vuole fare un ghetto”. Era andato lì con un progetto, “Il mare e la spiaggia per tutti”, redatto dalla sua cooperativa Aerrem in collaborazione con l’amministrazione comunale di Nova Siri. Antonio Melidoro, a quel tempo assessore comunale alle Politiche Sociali, lo aveva preso particolarmente a cuore. Salvatore Scarpato aveva con sé il supporto del Consiglio Comunale, che pochi mesi prima aveva approvato l’iniziativa con il voto di tutti. Anche i consiglieri di minoranza del Pd e di Insieme per Nova Siri avevano detto sì.
Difficile, del resto, non approvare l’iniziativa messa in campo. Si trattava di un lido ispirato ai moderni principi del cosiddetto Universal Design: supporti di trasporto elettronico fino alla spiaggia, docce più ampie, passerelle più ampie, mappe tattili per i non vedenti. E poi strutture sportive: pallavolo, basket con parquet e pallone sonoro. E ancora, salvagente per disabili, pannelli fotovoltaici con possibilità di attacco elettrico  ai singoli ombrelloni, postazioni con musica autonoma, wireless e tanto altro. Di tutto e di più, insomma, per permettere la fruibilità della spiaggia anche alle persone con ridotte o impedite capacità motorie e sensoriali, nel massimo di autonomia possibile. Ma, soprattutto, nessun cartello che indicasse la destinazione a una specifica categoria di persone.
Avrebbe avuto un risvolto sociale, ma anche un indubbio risvolto economico per il territorio: il lido avrebbe qualificato Nova Siri come uno dei pochi centri in Italia con simili strutture, rendendolo un attrattore senza eguali per una fetta importante di mercato turistico. La politica locale ci aveva creduto e i primi riscontri erano già arrivati: la Provincia di Ravenna, per esempio, si era subito attivata per portare a Nova Siri i beneficiari di un suo progetto sociale.
La realizzazione sembrava a portata di mano, fino a quando il tutto non è andato a finire nelle grinfie di un mostro chiamato burocrazia. La ragione ufficiale del “no” arrivato dalla Regione Basilicata sarebbe l’impossibilità di dare avvio a un’azione non compresa nel Piano per i lidi. Impossibile concedere i 60 metri fronte-mare richiesti. Questioni di burocrazia, insomma. Superabili, secondo Antonio Melidoro, considerando che “non si richiedeva l’autorizzazione per un’attività commerciale, ma solo la possibilità di abilitare con strutture particolari un tratto di spiaggia che si sarebbe potuta mantenere pubblica”. Anche Franco Stella, Presidente della Provincia di Matera, ne ha parlato come di una “occasione persa di civiltà e sviluppo socio-economico”.
Salvatore aggiunge a tutto ciò un’allusione agli intrighi della politica. A suo parere a qualcuno non è andato giù che l’iniziativa potesse diventare motivo di slancio (e magari di vanto) per un’amministrazione civica vicina al centrodestra. “E’ un classico esempio di come il contrasto partitico possa diventare prevalente su civiltà e interessi delle comunità”. “Figurati – e alza la voce, col suo inconfondibile accento napoletano – mi hanno collocato a destra. Proprio a me…”. Un dubbio, poi, gli è sempre frullato nella testa: che in Regione non lo abbiano neppure letto il progetto, tanto agli antipodi era stata quella battuta di Straziuso rispetto alla concezione che ne era alla base.
Il diniego della Basilicata non è però riuscito a scoraggiarlo. Cosa ha fatto? Si è spostato semplicemente di poche centinaia di metri. Lì, al confine, il territorio è di un altro comune, Rocca Imperiale. Ha un vantaggio: non fa parte della Regione Basilicata ma della Calabria. Tanto basta per sorvolare il problema delle autorizzazioni, che lì sono di pertinenza comunale. “E poi – scherza lui – c’è qualcuno che almeno legge per davvero ciò che gli capita sulla scrivania”. Dove non arrivano i  lacci della Basilicata potrebbe arrivare la Calabria, che per una volta diventerebbe modello di accoglienza e sviluppo, dopo tante vicende che l’hanno fatta passare (con improprie generalizzazioni) come terra di discriminazione. A Nova Siri e alla Basilicata, naturalmente, rimarrebbero comunque i vantaggi ricettivi per un lido che sarebbe, comunque, praticamente al confine.
L’iter autorizzativo di Rocca Imperiale si è quasi concluso. Anche qui il Comune ha approvato e, come detto, in Calabria non si passa dalla Regione. Anche se, per problemi legati agli impianti, qualche grana è arrivata pure lì, tanto da far slittare l’avvio per l’estate 2011. Sarebbe il caso di darsi una mossa. Salvatore non si scoraggia. “Quella spiaggia – promette – sarà realizzata. E sarà una cosa in grande. Tanti artisti e uomini dello spettacolo mi hanno già promesso contributi e pubblicità”. Poi un’altra promessa, scherzosa ma non troppo. “Uno dei percorsi del lido, una cabina o un ombrellone saranno intitolati a lui”. A lui? A chi? “A lui, a lui. A Gennaro Straziuso”.
Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 20 luglio 2011

NOVA SIRI - Approvato il progetto per lo svincolo

Svincolo 106 di Nova Siri. Cliccate qui per vedere il servizio della web tv Emmenews. 

19 lug 2011

13 mar 2010

Gomme forate agli esponenti lucani del Pdl. E' successo a Nova Siri

Sul sito del Quotidiano la notizia del fattaccio accaduto ieri sera a Nova Siri. Lo trovate in primo piano.
Pino Suriano

Il Gabbiano chiede aiuto


L'associazione per diversamente abili in cerca di una sede adeguata

NOVA SIRI - Il 2004 è stato una sorta di “Anno zero”. I ragazzi diversamente abili di Nova Siri, a quel tempo, erano chiusi in casa propria. Ciascuno di loro passava i pomeriggi con la sola compagnia dei propri familiari. Prese vita in quell’anno l’associazione Il Gabbiano, pensata anzitutto come un luogo di incontro, che favorisse l’amicizia e il reciproco aiuto tra le famiglie di quei ragazzi. Molti vi aderirono come volontari, le istituzioni promisero impegno.

Nacque un luogo di condivisione che nel tempo è cresciuto. Oggi vi trovano accoglienza e attenzione personale disabili di tutte le età, dai 17 ai 45 anni. Presero corpo, in quegli anni, anche numerosi progetti condotti con cadenza annuale sino ad oggi: laboratori di arte-terapia, musicoterapia,cartapesta, ceramica, manifestazioni estive di giochi. Tutto il possibile, insomma, per offrire ai ragazzi delle attività che fossero occasione di crescita e apprendimento.

Il tutto, però, rigorosamente in autofinanziamento. L’associazione, costituita come Onlus e accreditata nell’albo regionale delle associazioni, non ha mai visto un euro dagli enti pubblici. Né con progetti regionali, né in altra forma, se si eccettua una sola iniziativa, realizzata nel 2008 in collaborazione con il Csv (Centro Sociale Volontariato).

Per il resto sono stati i genitori dei ragazzi a mettere mano alle tasche, aiutati solamente dalla buona volontà di qualche operatore volontario, che ha tenuto percorsi didattici senza richieste economiche. Dalle istituzioni, per la verità, è arrivata una sede: alcune stanze della delegazione comunale di Nova Siri sono stati messe a disposizione del Gabbiano e di altre associazioni, tra cui la Pro Loco. Un ambiente più che sufficiente per altre realtà associative, non per la loro. Le esigenze di quei ragazzi sono particolari. La stanza concessa al Gabbiano, per esempio, non ha servizi sanitari propri e i ragazzi devono essere accompagnati nei servizi della delegazione comunale. Non c’è un telefono, non c’è un computer. La sala, poi, è a ridosso di una strada percorsa dalle auto a velocità piuttosto elevata, con potenziali rischi per ragazzi non del tutto autonomi.

Anche gli spazi non agevolano l’attività. “Abbiamo dovuto rifiutare le richieste di coinvolgimento di alcune famiglie, anche di altri comuni della zona – spiega Giovanna Stefanizzi, presidente dell’associazione – ma purtroppo questo spazio basta appena per noi”. Anche l’aspetto estetico non è un optional. “Questi ragazzi – spiega la Stefanizzi – hanno un particolare bisogno di vivere in luoghi belli e armonici”.

Insomma, adesso il bisogno c’è. E quella sede non sembra più in grado di rispondere alle particolari esigenze dell’associazione. Per risolvere il problema ci sarebbero due possibili soluzioni. La prima chiama in causa un edificio pubblico, ristrutturato negli anni scorsi ma non ancora messo in funzione per lungaggini burocratiche. A Nova Siri, fanno notare i volontari del Gabbiano, c’è un ex mattatoio comunale, ristrutturato per diventare una sorta di centro di aggregazione culturale. “E’ completo da più di un anno, ma ancora non parte. E intanto quella struttura sta invecchiando prima di essere utilizzata mentre noi non sappiamo dove andare”.

Ci sarebbe, per la verità, un’altra ipotesi, forse addirittura migliore. Si tratterebbe di prendere in fitto un appartamento con caratteristiche adeguate e chiedere al comune un sostanzioso contributo per la spesa sostenuta. “Ne abbiamo già individuato qualcuno – continua la Stefanizzi – se solo fosse possibile”.

Genitori e volontari del Gabbiano, insomma, sentono di essere arrivati a un bivio. O con una svolta, o con un drammatico, ma inevitabile, stop. Nei giorni scorsi hanno scritto una lettera aperta, indirizzata ai cittadini di Nova Siri. Non mancano parole che feriscono, soprattutto quando scrivono di aver notato “tante parole inutili tanti sguardi indifferenti”. Ma non manca una sincera speranza di aiuto: “Abbiamo bisogno di voi, del vostro aiuto umano e materiale”. Un aiuto che può arrivare in tanti modi, aiuti economici, ma anche collaborazione e vicinanza umana. Nella lettera ci sono anche richieste specifiche: sede adeguata, materiale didattico, materiale per la manipolazione, etc.. Ci sarà qualcuno pronto ad aiutarli?

Pino Suriano - pubblicato il 9 marzo sul Quotidiano della Basilicata

19 feb 2010

Nova Siri: l'autovelox ha beccato anche i vigili

Sulla stampa pugliese si è parlato dell'autovelox di Nova Siri. Ne ha dato notizia Filippo Mele con un articolo apparso sulla Gazzetta della Basilicata. Cliccate qui per l'articolo. In basso troverete anche il duro commento (per me eccessivo) di un lettore di Barletta.

Cliccando qui, invece, trovate proprio l'articolo del giornale Il Paese Nuovo, che ha diffuso in Puglia la notizia.

26 ott 2009

Don Michele va in pensione. Due nuovi preti per la sostituzione

NOVA SIRI – E’ ufficiale. Don Michele Cirigliano non sarà più il parroco di Nova Siri scalo. O meglio, lo sarà soltanto per una settimana. Fino a domenica prossima, quando il vescovo Francesco Nolè arriverà nel centro jonico per presentare alla comunità i due nuovi sacerdoti.
Si tratta di don Mario Lacolla e don Tiziano Cantisani. Il primo porterà con sé il bagaglio di una lunga esperienza, il secondo la freschezza e l’entusiasmo di chi comincia ora l’avventura sacerdotale. Don Mario, 58 anni, arriva da anni di sacerdozio a Senise. Di un’altra generazione è don Serafino La Sala, di San Severino Lucano, fresco di ordinazione nell’agosto scorso.
La notizia dell’avvicendamento è arrivata dallo stesso don Michele, che ne ha parlato negli avvisi conclusivi delle celebrazioni di domenica. “Questa è la mia ultima messa” ha detto il sacerdote per introdurre l’annuncio. Probabilmente non sarà così. Don Michele, infatti, dovrebbe rimanere a Nova Siri per affiancare i nuovi sacerdoti nel primo approccio con la comunità e offrire il suo contributo per i prossimi anni.
“Dove va don Michele? – ha detto scherzosamente domenica – Resta qui, a consolazione di pochi e non per desiderio di molti”.
Don Michele, 81 anni compiuti, è nato a San Giorgio Lucano nel 1928. E’ arrivato nel 1958 a Nova Siri, dove ha praticamente trascorso “una vita”. Figura notoriamente vivace e autorevole, non ha mai mancato di suscitare osservazioni critiche all’interno della comunità, per la sua capacità di interagire con il tessuto sociale anche attraverso un’indiscutibile tensione operativa.
Alla comunità di Nova Siri, che nei mesi scorsi è stata teatro di diatribe con alcuni preti, è ora chiesto un grande spirito di accoglienza per i sacerdoti in arrivo. Don Michele lo ha detto con la consueta franchezza. “A chi ha la fede giusta non interessa se il prete è bello o brutto, lui non fa differenze. Chi fa le differenze, invece, alla fine si condanna ad essere calunniatore di tutti”. La speranza è che il nuovo tandem possa favorire anche una positiva relazione, mai troppo agevole, tra le comunità parrocchiali del centro storico e della marina. Con l’addio di don Michele decadranno immediatamente anche tutti gli incarichi parrocchiali, che già da giorno 19 saranno rimessi nelle mani di don Mario.
L’applauso fragoroso che la folla dei fedeli ha dedicato a don Michele e la commozione visibile sul volto di tanti sono il documento più certo della stima nei suoi confronti. A “conclusione dei lavori”, cinquantuno anni dopo, possiamo dirlo con certezza: le polemiche di “pochi” non hanno vinto sull’affetto di “molti”. Don Michele lascia il posto con l’abbraccio vivo e appassionato della sua comunità. Il vescovo Nolè saprà dirgli “grazie” nel modo migliore, i nuovi sacerdoti sapranno avvalersi della sua grande esperienza.

19 feb 2009

Nova Siri: una nuova tecnica per la scoliosi

Dall'intuizione del maestro Giuseppe Vassallo un corso che ha sfornato sette nuovi operatori sportivi professionisti

NOVA SIRI – Sette nuove figure di Operatore Sportivo Professionista hanno conseguito la specializzazione domenica scorsa a Nova Siri. Si tratta dei giovani che hanno preso parte al corso organizzato dal Gruppo Vps (Vocazione Professione Sport) di Nova Siri e dall’Us Acli Matera. Iniziato l’11 ottobre 2008 e protrattosi fino a domenica, il corso è stato oggetto di ben cinque selezioni dei candidati. Dei 35 aspiranti che avevano fatto richiesta di ammissione, solo sette sono giunti all’ultima tappa.
Ma è soprattutto la storia di questo corso a destare sorpresa. L’iniziativa nasce, infatti, da una vera e propria scoperta. Si può così definire l’intuizione dell’operatore sportivo Giuseppe Vassallo, che, nel corso della sua lunga esperienza nell’ambito della ginnastica correttiva, si è accorto di una nuova e non ancora percorsa modalità di diagnosi e correzione della scoliosi. Si chiama, per dirla con più appropriata terminologia, di una tecnica di Posturologia Ginnica Integrata - Metodo Vps, atta al riequilibrio dell’apparato locomotore.
Di fronte a tanti che storcevano il naso, Vassallo ha cominciato a credere nell’intuizione, nel suo carattere di novità e di efficacia. Ci hanno creduto subito anche il professor Franco Nola (membro del consiglio nazionale Us Acli) e la dottoressa Maria Filomena Palazzo (coordinatrice tecnico-scientifica del gruppo Vps).
Anche per merito loro questa intuizione, nata quasi per caso dall’osservazione autoptica degli utenti della palestra, ha ottenuto il crisma dell’ufficialità grazie al patrocinio del Coni, che ne ha riconosciuto l’efficacia e il carattere di novità.
Da qui è nata l’idea di farne un corso, per divulgare la tecnica e renderla nota a un maggior numero di operatori. Che possono sentirsi, a questo punto, autentici pionieri di una metodologia di intervento altamente innovativa, che si affianca, pur senza escluderle, alle più tradizionali modalità praticate in ambito medico. I nuovi operatori, inoltre, sono stati formati a 360 gradi, anche attraverso nozioni scientifiche e culturali. Questi, con un ulteriore esame di abilitazione, potranno anche insegnare, e non solo praticare, la tecnica ideata da Vassallo.
I giovani operatori, in occasione dell’esame finale, hanno potuto assistere alla lezione conclusiva di Elio Di Bari, Vice Commissario del Coni. E’ utile sottolineare il valore significativo di questa presenza, se ancora vi fosse qualche dubbio sulla qualità della “scoperta” e i riconoscimenti ufficiali da essa ottenuti.

Pino Suriano - www.ilquotidianodellabasilicata.it

15 gen 2009

Un'azienda che funziona con il sole

L'innovativo esperimento sul solare dell'azienda Battifarano

NOVA SIRI – E’ possibile rispondere al fabbisogno energetico della propria azienda praticamente a costo zero. A dirlo non sembra vero, quasi un sogno per i bilanci di tanti produttori. E invece è possibile.

A tracciare la strada, nel metapontino, è l’azienda Agricola Battifarano di Nova Siri, che già da quest’anno dovrebbe azzerare quasi del tutto i circa 15 mila euro di fabbisogno energetico annuo della propria attività. In che modo? Dal 24 dicembre, sul tetto dei capannoni dell’azienda, è in funzione un impianto di pannelli solari capace di garantire una cospicua produzione energetica, in particolare nei mesi estivi. Si tratta di un impianto innovativo, con pannelli di produzione tedesca: un investimento da 300 mila euro.

Ma allora i risparmi – verrebbe da chiedere a chiunque - sono soffocati dal costo eccessivo dell’impianto? Niente affatto. Proprio su questo punto, infatti, viene incontro lo stato, che, con il cosiddetto “Conto Energia”, offre un incentivo sulla quantità della produzione: più l’impianto produce e più lo stato paga il produttore. E’ questo il principio che permetterà all’azienda, nel giro di pochi anni, di azzerare tutte le spese di investimento. Anzi, pare che si possa addirittura ottenere un surplus.

Ne parla con entusiasmo l’imprenditore Francesco Battifarano. E’ venuta a lui l’idea di valutare la convenienza del solare, poi verificata dal padre Vincenzo, che ha seguito tutte le fasi di realizzazione dell’impianto. In famiglia l’affare era stato fiutato da tempo, e subito erano stati attivati i primi contatti per approfondire. L’incontro decisivo è avvenuto con l’ingegner Antonio Demarco, originario di Nova Siri, ma da anni stimato professionista in provincia di Vercelli. “Lui ha progettato tutte le fasi dei lavori – ha spiegato Francesco – realizzati dalla ditta locale Globo Impianti. E’ stata una piacevole sorpresa scoprire la presenza di professionalità locali così capaci nell’ambito di un settore innovativo”. Ad essere innovativa, per la verità, è anche la sua azienda, e non solo per il solare. La “masseria” Battifarano (circa 75 ettari di terreno coltivabile tra frutteti, vigneti e oliveti) si è specializzata negli ultimi anni nella produzione di vini, per la cui promozione ha sempre scommesso su una innovativa logica di cooperazione. Ne è segno inequivocabile la collaborazione attiva con il Consorzio di Tutela Vini Matera Doc, culminata nei mesi scorsi con la produzione del vino “Le Paglie”, primo bianco Doc della Basilicata.

“A coronare il tutto – prosegue Battifarano - è arrivata, nei giorni scorsi, un’altra bella notizia: è stato finalmente approvato un nuovo decreto attuativo, che dà seguito a un’indicazione della Finanziaria 2008 e permetterà l’accumulo e la rivendita dell’energia prodotta dai privati”. Insomma, il produttore, oltre a ricevere il contributo del Conto energia, potrebbe addirittura rivendere all’Enel o ad altro ente, seppur a basso costo, l’energia accumulata. Troppo bello per essere vero? “E invece è proprio così”

Sorride Francesco, che non nasconde un certo orgoglio per la convenienza della strada intrapresa. Una strada che, a sentirlo parlare, tanti altri potrebbero seguire con sicuro profitto.


Pino Suriano - da Il Quotidiano della Basilicata


19 dic 2008

Nova Siri: giovani uniti nel segno della parrocchia

Nasce il primo gruppo giovanile parrocchiale su iniziativa di don Vincenzo Tassitani


NOVA SIRI – E’ sorto nei giorni scorsi, nell’ambito della parrocchia di San’Antonio di Padova a Nova Siri Scalo, il nuovo Gruppo di pastorale giovanile. L’iniziativa ha uno scopo di fondo: aggregare i giovani per renderli protagonisti della vita sociale ed educarli al significato dell’esperienza cristiana.

La nuova linfa arriva da don Vincenzo Tassitani, nuovo vice parroco di Nova Siri dal mese di settembre. Di origini calabresi, è nato il 28 giugno 1973 ed è sacerdote da circa quattro anni. Ha trascorso i primi anni di ministero ad Agnano Calabro e Canolo (Reggio Calabria), fino al suo arrivo nella diocesi lucana.

E’ stato lui a richiamare l’esigenza di un nuovo slancio nell’approccio della Chiesa alla realtà giovanile. Sembra essere una sua attenzione particolare, quasi “un pallino”. Per averne un’idea, basti dire che, appena arrivato in paese, si è subito premurato di far stampare centinaia di “lettere aperte” indirizzate ai giovani di Nova Siri, distribuite nelle Chiese e nelle scuole. Ha scelto questa forma pubblica per dichiarare il suo desiderio di farsi presente a ciascuno di loro. Anzi, ha fatto di più: alla fine della lettera ha pensato bene di aggiungere il suo indirizzo e-mail e il suo numero di cellulare, in modo da rendersi subito contattabile. E qualcuno, a quanto pare, lo ha già fatto, avviando con lui un rapporto di amicizia che si spera possa crescere.

Il suo spirito di iniziativa è stato positivamente accolto dal parroco, don Michele Cirigliano. Anzi, sembra che questi abbia addirittura deciso di devolvere tutta la quota della colletta della domenica mattina come fondo cassa per le future attività del Gruppo pastorale. Una scelta che, a sentire i fedeli che conoscono don Michele da anni, risulterebbe “sorprendente”, segno della sua “grande fiducia nel lavoro e nella fedeltà del nuovo collaboratore”.

Di cosa si occuperà il centro giovanile? Anzitutto di educare i giovani alla fede e “aiutarli a vivere la gioia cristiana”, come esplicita il volantino redatto da alcuni promotori del Gruppo e già pubblicamente letto in Chiesa da don Michele. Non è un caso che, per spiegare il cuore dell’iniziativa, si sia fatto ricorso a una bellissima espressione di Giovanni Paolo II: “solo l’evangelizzazione è pienezza dell’educazione”.

La tensione educativa del Centro si esprimerà anche attraverso una serie di iniziative pubbliche. La prima si è svolta proprio ieri in parrocchia, dove i giovani hanno dato vita a un momento di preghiera sotto la guida dei sacerdoti. Già per domenica 21, inoltre, è in programma una nuova iniziativa: si tratta di una “vendita” di dolci (preparati dalle famiglie dei giovani) fuori dal sagrato della Chiesa. Il ricavato dell’iniziativa contribuirà, come la raccolta domenicale, ad avviare il fondo cassa del centro. Per le festività natalizie, infine, è in programma una “Tombolata dell’amicizia”.

La responsabilità operativa del Gruppo, per ora, è stata affidata ad alcuni laici adulti, da tempo legati alla parrocchia. Si tratta, però, di una fase di transizione. Don Vincenzo, infatti, avrebbe già espresso la propria intenzione di rendere i giovani capaci di”autogovernarsi” e di gestire responsabilmente i propri spazi, pur senza ricadere in eccessi autonomistici. Sarà una scommessa vincente?


Pino Suriano - da Il Quotidiano della Basilicata

Foto tratta dal sito www.terrejoniche.it

21 set 2008

Tour educational da Nova Siri

Cinquanta capi gruppo in giro per la Basilicata con AlpitourWorld

NOVA SIRI – Quasi cinquanta turisti sono in giro per la Basilicata in questo scorcio conclusivo di settembre. Non si tratta di turisti come gli altri, ma dei referenti di Cral aziendali e agenzie di viaggi. Sono quelli che il turismo lo propongono a gruppi aggregati e generalmente molto ampi. Insomma, sono quelli che garantiscono i grandi numeri. Sono giunti in Basilicata su proposta di AlpitourWorld e Input Viaggi, che li accoglie e li ospita nelle migliori strutture dell’area, organizzando per loro escursioni giornaliere, animazioni e degustazioni tipiche.
L’educational tour (è il nome tecnico di questo genere di promozione “sul campo”) è stato presentato venerdì sera presso la sala conferenza del villaggio AlpitourWorld di Nova Siri. Hanno fatto gli onori di casa Cosimo Rubino, direttore del villaggio Aw di Nova Siri, e Sonia Sorlino, responsabile dei gruppi Aw.

Sulle nuove frontiere del turismo lucano si è soffermato invece Franco Garofalo, partner di Aw in Basilicata. Quest’ultimo ha presentato le numerose possibilità di escursioni offerte ai gruppi, con indicazioni specifiche sui tempi di percorrenza e raggiungimento di porti e aeroporti. Garofalo ha poi evidenziato la nuova spinta collaborativa con cui si sta cercando di “pacchettizzare” il turismo locale, accorpando le varie risorse dei luoghi, dalla tradizione enogastronomica alla bellezza dei paesaggi incontaminati, passando per i reperti archeologici e i grandi eventi dell’area, come il Blues in Town di Policoro.
Gli ha fatto eco Andrea Festa, dell’Apt Basilicata, che ha sottolineato il richiamo culturale dei borghi lucani, da Valsinni ad Aliano, fino alle celebri locations cinematografiche di Craco e Matera. Festa ha poi commentato i video promozionali della Basilicata proiettati in sala prima degli interventi. Particolarmente interessante il primo, con un’intervista a Francis Ford Coppola, che “aveva programmato un’intervista di tre minuti – ha raccontato Festa - e poi, preso dalla passione dei discorsi sulla Basilicata, si è soffermato a parlarne per quasi un’ora”.
E loro, i quasi cinquanta capi-gruppo, cosa dicono di questo primo impatto? Sono schietti, e perciò non risparmiano qualche battuta “sulle pinete non troppo pulite” e “sui negozi sempre chiusi nel sud Italia”, ma non possono nascondere la curiosità destata da “questa terra tanto sconosciuta quanto affascinante”. E si congratulano per l’accoglienza. “Una conferenza di programmazione così ricca ben organizzata – racconta il signor Albertini, di San Donato Milanese – non l’avevo mai vista”. E non è certo al suo primo educational tour.

5 ago 2008

La crisi colpisce anche in spiaggia

Parlano i vu cumprà del lido di Nova Siri

NOVA SIRI – Mohamed e Hassin arrivano da Casablanca, in Marocco. La loro vita è simile a quella di tanti altri: un inverno in giro per l’Europa a cercare lavoro, poi l’estate sulle spiagge joniche per vendere qualcosa. Mohamed porta una grossa quantità di “prendisole” da donna, Hassin ha con sé centinaia di aggeggi tra accendini, orologi e giochi per bambini. Per quest’ultimo non è il primo anno sulle spiagge metapontine, ma quest’anno, a quanto pare, è il peggiore. Hassin è sconsolato, qui da noi la gente non compra più come una volta. E a Nova Siri si percepisce una notevole differenza anche rispetto allo scorso anno: “L’anno scorso avevo preso poca roba e l’ho venduta tutta, quest’anno ne ho presa tanta ma sto vendendo pochissimo”. Come mai? “Mi parlano di una crisi. Io non ne capisco tanto. So solo che la gente ora si scandalizza a sentire i nostri prezzi, che sono rimasti invariati rispetto agli anni scorsi. Eppure allo stesso prezzo compravano di più”. Le nuove elezioni gli hanno portato una speranza: “Sono sicuro che con Berlusconi questa situazione cambierà”.
L’amico, che segue un po’ più di televisione, gli spiega che dal nuovo governo, più che un risveglio economica, ci sarà da attendersi qualche norma di severità sui clandestini. Mohamed sembra meno pessimista. Ma chiarisce: “è il primo anno, quindi non posso fare confronti”. E poi lui vende abiti per le donne, che al piccolo “affare da spiaggia” non sembrano voler rinunciare. Ma questo non basta a colmare le aspettative di chi ha lasciato casa per un futuro che si prospettava certamente più roseo. Sui turisti del posto non hanno un giudizio cattivo e non si sentono maltrattati, ma l’Italia non è più la loro “America”. Quelle dicerie secondo cui basterebbe un’estate di lavoro per acquistare una casa in Marocco suscitano il riso di entrambi.
E’ per questo che le nuove leggi sui clandestini non fanno troppa paura ai due “commercianti” marocchini, entrambi clandestini senza documenti. “Ci mandano via dall’Italia? – prorompe Hassim – pazienza, vorrà dire che ce ne andremo. Andremo in un’altra nazione europea”. Il suo sogno è la Spagna, dove vorrebbe svolgere definitivamente il suo mestiere, imbarcandosi su un peschereccio. Mohamed, che non ha molto più di vent’anni, mira invece alla Germania. E’ lì che dovrebbe a iniziare a esercitare il mestiere che sta imparando, quello di meccanico automobilistico.
Ma anche fuori dall’Italia il problema dei documenti resta. E allora Mohamed, il più giovane dei due, ci scherza su: “Non ci resta che sposare una donna italiana e ottenere la cittadinanza. Io ci provo ma non è facile. Magari una anziana e ricca, di cui prenderò l’eredità”. Scherzare non costa nulla. Così come sperare!

Pino Suriano - www.ilquotidianodellabasilicata.it