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5 set 2011

L'INTERVISTA - Wilma Vernocchi, soprano alla Scala: una timida di successo

Io la Callas, la Tebaldi e il mio orgoglio di italiana

Wilma Vernocchi presso la Cooperativa Aerrem a Nova Siri
Un incontro casuale, ma ricco di sorprese. La più stupefacente è quella del giorno dopo, quando da uno sguardo su Wikipedia ci si accorge che Wilma Vernocchi, cantante lirica del Teatro alla Scala di Milano, è nata nel 1942. Si scopre solo allora di aver parlato con una quasi settantenne. Dicevano altro la piacevolezza dei suoi racconti, la vitalità e la dolcezza dei suoi modi, il fascino femminile ancora vivo e suadente. Ma, soprattutto, la bellissima voce con cui ha intonato un breve repertorio di canzoni napoletane su richiesta di Gaetano Dimatteo, il pittore lucano che l’ha invitata e accolta in riva allo Jonio.
Wilma Vernocchi è considerata uno dei più grandi soprani italiani del secolo scorso. Ha cantato alla Scala per quindici anni consecutivi, non di rado con ruoli da protagonista. E’ datato 1972 il suo debutto a Milano, nell'opera "Elisir d'amore" (Adina) con Luciano Pavarotti (1972). Nell'anno successivo fu "Mimì" al teatro Regio di Parma, con Josè Carreras e Katia Ricciarelli. Le porte del successo si erano aperte per lei due anni prima, nel 1970, con il trionfo al secondo “Word Wide Madama Butterfly Competition” di Tokio. Su e-bay sono in vendita ancora oggi, come cimelio per gli appassionati, le sue cartoline con autografo.
La nostra non è stata  appena un’intervista, ma una gradevole conversazione a più voci, nel clima festoso allestito dalla cooperativa Aerrem per la mostra di pittura dell’artista napoletano Sebastiano Topo a Nova Siri. Tante domande e una disponibilità a raccontarsi fuori dal comune, fin nei minimi particolari. A partire dall’infanzia, di cui Wilma ha parlato con sincerità viscerale quando le è stato chiesto di raccontare come sia avvenuta in lei, da bambina, la scoperta del talento vocale.
“Scoperta della voce da bambina? Ma se fino a quindici anni non avevo la voce neppure per parlare, tanto ero timida. Pensi che quando dissi in famiglia che avrei voluto studiare il canto, mio padre mi tolse il saluto: non lo avrebbe tollerato neppure per scherzo. Io, però, cominciai lo stesso a fare lezioni di nascosto, ma quando fu necessario portare in casa il pianoforte, furono dolori. In quegli anni, del resto, lo scetticismo di mio padre trovò un’apparente conferma: mi ero presentata, infatti, al Conservatorio di Pesaro (per noi di Forlì era il più rinomato, anche perché era stato quello di Renata Tebaldi), ma ero stata respinta. Sembrava finita, e così mi indirizzarono alle scuole professionali che avevano scelto per me.
E poi?
Poi iniziò il mio pellegrinaggio in tutta Italia. Io e mia madre (una donna fantastica che ha sempre creduto in me) ci mettemmo in giro per fare provini in ogni città. Ma non fu facile: quasi tutti mi dicevano che ero troppo timida e che la cosa non faceva per me.
Come è finita?
La faccio breve. Neppure dieci anni dopo quella ragazzina timida faceva Butterfly alla Scala di Milano.
Non male per una timida….

Certo. E ancora oggi, quando mi capita di fare un provino a ragazzi timidi, che in un primo momento possono sembrare stonati, offro sempre una seconda possibilità. Lo faccio perché io l’ho avuta, e l’ho avuta perché l’ho voluta, senza fermarmi al primo ostacolo.
E suo padre…
Ci ha messo tempo, ma alla fine ha dovuto ricredersi. “In che parte del mondo canta oggi la figlia?”, chiedeva a mia madre negli anni più brillanti della mia carriera, con un sottofondo di orgoglio che non riusciva a nascondere.
Il mondo della lirica. Da quale artista ha tratto maggiore ispirazione?

Nei venti anni di carriera teatrale ho evitato di ascoltare dischi per non subire eccessive contaminazioni vocali. Se però devo fare il nome di una rappresentante del nostro melodramma, credo di poter dire che la Tebaldi abbia toccato le vette più alte. Una straordinaria artista, sulla quale si può studiare. Avrei potuto indicare la Callas, ma c’è una differenza: la Callas va ascoltata e amata, ma su di lei non si può studiare, perché è talmente personale e unica da non poter essere imitata.
Ha conosciuto Maria Callas?
Certo, all’inizio degli anni ’70. Abbiamo lavorato assieme in Giappone, ma devo dire che quando l'ho incontrata era nel pieno della sua parabola discendente. Una larva umana, ricchissima ma infelice. Quando l'ho vista ridotta così ho detto a me stessa: "meglio tornare a fare la casalinga". Davvero, quell’incontro ha ridimensionato la mia percezione della carriera e della fama. Era una donna con gli occhi spenti, faceva pena. Tentò di salire sul palco e non ne aveva la forza, provò a dare indicazioni ma lo faceva sempre in modo confuso. Credo che una cantante dia il meglio di sé solo quando è serena. E stasera, forse, sto cantando e parlando così tanto proprio perché sto bene qui.
Ha lavorato anche con Placido Domingo…
Sì. Placido Domingo era un uomo che diffondeva in maniera potente la sua personalità. Amico di tutti, compagnone, simpatico, però mi sembrava che facesse tutto per raggiungere i propri obiettivi, ogni suo rapporto pareva finalizzato a questo. Non voglio che sembri una critica negativa, ma la mia impressione è stata questa. A certi livelli, del resto, ci si impone solo se si è fatti così, purtroppo…
Il momento più bello della sua carriera…
Un giorno del 1970, a Tokio. Ero lì per rappresentare l'Italia alla 2° Word Wide Madama Butterfly Competition. L’istante più intenso fu quello in cui proclamarono la vincitrice: “Italia, Wilma Vernocchi”. Fu bellissimo, perché scoprii il mio grande orgoglio nazionale, che ancora conservo intatto e sempre più vivo. Quella vittoria fu una sorpresa per tutti, anche perché ero la più giovane concorrente in gara. Ricordo di aver condiviso quel ricordo, anni dopo, con il ciclista Ercole Baldini, anche lui di Forlì, che a sua volta mi raccontò di quando aveva vinto le Olimpiadi in Australia. “Non avevano neppure l'inno nazionale – mi disse - tanto era inattesa una vittoria dell’Italia. Fu ancora più bello proprio per questo”. Accadde così anche per me.
Il Giappone, in quegli anni, divenne un po’ la sua seconda patria…
E’ vero, ho lavorato tantissimo in Estremo Oriente. Non solo in Giappone, anche nelle Filippine. Ancora oggi, nello storico Parco Glover di Nagasaki, dove è eretto un monumento a Madama Butterfly, c’è un piccolo giardino che porta il mio nome, un bel segno di stima con cui i giapponesi hanno voluto onorarmi.
Altre esperienze indimenticabili?
A Riga, davanti a un  coro di 13 mila persone che cantavano come se fossero una sola voce. Ripenso sempre a quell’istante di unità bellissima, quando mi torna in mente l’individualismo di cui soffre oggi, patologicamente, il nostro tempo.
Dal Giappone alla Basilicata: le sensazioni su questa vacanza lucana.
Appena arrivata ho provato subito un’immediata sensazione di riposo, stupita dalla bellezza delle colline e dei paesi illuminati. Il cielo era terso, pulito. E poi la gente: pronta all’accoglienza, simpatica, talentuosa. Pensi che la prima sera era in programma una mostra di Gaetano Dimatteo. Portavo ore di ritardo a causa dell’aereo (in teatro i tempi sono fondamentali, perciò non sopporto il ritardo) e così sono arrivata quasi alla fine, ma mi hanno accolta in modo eccezionale. Dopo un po’ mi sono ritrovata a cantare simpaticamente con due persone di Nova Siri. Tutto improvvisato, naturalmente. Questo spirito di improvvisazione, del resto, rende uniche certe serate. Anche il cibo qui è straordinario. In questi giorni ho avuto la fortuna di provare l’ottimo prosciutto locale e quel prodotto particolare che si fa prepara da queste parti (U’ pastizz di Rotondella, un calzone di carne, ndr).
Se dovesse racchiudere questi giorni lucani in una sola parola...
Una sola? Serenità.

di Pino Suriano pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 4 settembre 2011 - Inserto Q

8 ago 2011

Il militare Carlucci è rientrato in Italia. I familiari "E' stato lui a tirarci su il morale"


ROMA – “Eravamo andati lì per consolarli, ma sono stati loro a tirarci su il morale”. Sono rimasti stupiti i familiari di Antonio Carlucci, il 25 enne militare di Nova Siri ferito giovedì mattina in un attentato talebano nei pressi di Herat, in Afghanistan. Pensavano di trovare ben altro clima nell’Ospedale Militare di Roma, e invece Antonio e gli altri tre compagni feriti li hanno sorpresi con il loro “morale alto”.
Commovente l’incontro con i genitori, avvenuto ieri mattina intorno alle 11, poche ore dopo il rientro in Italia dei quattro militari. Per prima cosa Antonio ha guardato negli occhi papà Pasquale: uno sguardo fatto di orgoglio e commozione reciproca. Commosso anche l’abbraccio con la mamma Anna Maria. Presto sono arrivate le lacrime, che Antonio ha chiesto di fermare con il suo solito sorriso rassicurante.
Il militare è stato poi impegnato in una serie di controlli e medicazioni. In un primo momento si era parlato genericamente di fratture agli arti inferiori, ma le sue condizioni di salute appaiono più complesse: Antonio, infatti, ha dovuto subire l’amputazione di ben tre dita del piede destro, oltre ad aver riportato ferite ed escoriazioni ai talloni di entrambi i piedi. Il militare porta ora con sé un apparecchio medico per favorire la circolazione a seguito dell’intervento chirurgico di amputazione. Non è ancora definito il periodo di tempo che dovrà trascorrere nell’ospedale militare, prima di poter tornare in Basilicata.
La permanenza in ospedale, comunque, sarà facilitata dalla presenza degli altri compagni feriti con lui. “C’era tra loro uno spirito di corpo e di unità che ci ha stupiti” ha commentato lo zio di Antonio, Giuseppe Carlucci, anch’egli militare di lungo corso tra gli alpini e già Cavaliere della Repubblica. Erano lì, affiatati come non mai, i quattro soldati feriti giovedì a bordo del loro veicolo (Vtlm Lince) per l’esplosione di un ordigno rudimentale Ied (Improvised Explosive Device - ordigno esplosivo improvvisato), tutti appartenenti all’Undicesimo Reggimento di Orcenico Superiore, nel comune di Zoppola. Con Antonio c’erano Salvatore Cipolla, Michele Mozza e Alfonso Mauriello.
Alla famiglia Carlucci sono giunte ieri le parole di stima del senatore del Pdl Cosimo Latronico, che ha personalmente telefonato a papà Pasquale. “Ho espresso alla famiglia Carlucci – ha dichiarato il senatore in una nota - le parole di riconoscenza degli italiani, che hanno una speciale ammirazione per giovani come Antonio, che spendono gli anni migliori della loro vita per difendere la pace nei posti più difficili del mondo. Una parte di questo contributo, con l’opera di giovani valorosi come lui, arriva anche dalla Regione Basilicata”.
Il sentimento di stima del senatore è condiviso da molti altri nel suo paese di origine. Ieri mattina, nelle edicole di Nova Siri, in tanti si chiedevano chi fosse questo ragazzo ritratto in prima pagina. Non molto 
conosciuto in paese, sempre riservato e poco appariscente, ma pronto a rischiare la vita.

di Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della basilicata del 7 luglio 2011

5 ago 2011

E' ufficiale. Il mare di Nova Siri è balneabile

Il sindaco di Nova Siri, Giuseppe Santarcangelo, ha reso noto che il mare di Nova Siri è balneabile. Qui il suo comunicato. Di seguito anche la scheda delle ultime crtificazioni Arpab. Cliccate qui per leggere e scaricare. 

30 lug 2011

NOVA SIRI - Fa un esposto sugli spazi pubblici occupati dai commercianti e gli arriva una denuncia

Mimmo Bianco
NOVA SIRI - Da accusatore ad accusato. E' rimasto sorpreso il commerciante Domenico Bianco (per tutti Mimmo), quando ieri mattina si è trovato nella cassetta della posta una lettera anonima. Sorpreso ma non troppo, perché di certo aveva messo in conto che avrebbe avuto un qualche seguito il suo esposto alle autorità su alcune pratiche non pienamente a norma, in termini di manutenzione e utilizzo di spazi pubblici da parte degli operatori commerciali del posto.
Nella busta anonima arrivata a casa del commerciante c'era il testo di un'altra denuncia, altrettanto anonima, inviata alla Procura della Repubblica proprio nei suoi confonti, di cui, evidentemente, l'autore ha voluto metterlo a conoscenza.Ne ha descritto il contenuto lo stesso Bianco, ieri pomeriggio, in un lungo post sulla bacheca personale di Facebook. Secondo quanto si poteva leggere sul web alle 15 di ieri, l'anonimo avrebbe segnalato alla Procura che sarebbe stato lo stesso Bianco ad inviare alcuni ragazzi "a rompere i bagni del lungomare la sera prima di depositare il suo esposto (nel quale, appunto, si segnalava anche l'incuria dei bagni pubblici del lungomare, ndr.)".Un'accusa gravissima. Non meno grave è la presunta allusione alla solerzia con cui sarebbero stati effettuati i controlli richiesti da Bianco, "come se la denuncia - riporta tra virgolette il commerciante, riprendendo presumibilmente il testo della denuncia - provenisse da un magistrato".Bianco descrive il linguaggio dell'autore della lettera: "forbito, ricco di terminologie e senza errori". E poi conclude: "come saprebbe fare un avvocato". Sulla busta della lettera, però, gli indirizzi sembrerebbero scritti con la "grafia di un ottantenne". Il commerciante ha poi commentato con ironia l'arrivo della lettera, esprimendo l'intenzione di approfondire altre questioni calde del territorio, in particolare l'urbanistica. La denuncia a Bianco diventa ora il nuovo tassello di una vicenda caldissima, che da giorni sta scuotendo il centro jonico. Nei locali, da almeno una settimana, non si parla d'altro, e la tensione tra gli operatori è crescente, anche perché il tutto è scoppiato proprio nel pieno della stagione turistica, nel momento in cui il giro di affari e il carico di stress lavorativo sono maggiori. Il clima non è dei più facili, con esposti reciproci, critiche e pettegolezzi da più parti. Anche il dibattito sui social network, tra messaggi in codice e allusioni varie, è spesso proiettato sulla vicenda.Sono diversi i giudizi che si sentono in merito all'azione di denuncia di Bianco. C'è chi ne riconosce il positivo valore di scossa rispetto ad alcune problematiche sotto gli occhi di tutti, e chi, invece, ne sottolinea i risvolti negativi in termini di avvelenamento del clima e di possibile inasprimento dei controlli. Quale che sia il giudizio, c'è però da segnalare una differenza tra la denuncia che Bianco ha fatto e quella che ha ricevuto: lui ha avuto il coraggio di metterci nome e cognome, anche a costo di critiche e ritorsioni. Il suo delatore, invece, ha scelto l'anonimato. La differenza non è da poco.

Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 29 luglio 2011

25 lug 2011

NOVA SIRI - Il durissimo esposto di un commerciante. E adesso che succede?

E’ destinato a far discutere parecchio l’esposto del commerciante Mimmo Bianco, che ha segnalato alle autorità una serie di situazioni a suo giudizio non a norma. Cosa succederà adesso? Ieri sul Quotidiano della Basilicata sono stati pubblicati alcuni stralci dell’esposto.
La denuncia di Bianco tocca in primo luogo la zona lido, dove sarebbe anomalo avere “licenze di somministrazione di bevande e alimenti (come quelle dei lidi) legate all'utilizzo dei servizi igienici pubblici (bagni pubblici del lungomare) e tenere gli stessi servizi igienici chiusi con lucchetti e comunque in condizioni igieniche disastrose tanto da far vergognare qualsiasi mio concittadino. Per rispettare le norme e non fare particolarità si dovrebbero sicuramente ritirare le licenze ai lidi da subito se i bagni non funzionano.
Poi, sempre in merito al lungomare, si fa riferimento a «pericoli e ostacoli, soprattutto per i bambini, come tombini scoperchiati, ovviamente senza alcuna segnalazione per chi non dovesse notare il pericolo”.
Ed è pesantissima, infine, la segnalazione sul centro abitato di Nova Siri Scalo, dove ci sarebbero “cartelli pubblicitari di attività commerciali private installati senza alcun criterio di sicurezza a ridosso (meno di 30 cm) dei bellissimi e nuovissimi lampioni della illuminazione pubblica del corso centrale”.
Mi sono chiesto chi possa aver mai rilasciato un'autorizzazione a un simile scempio e poi ho pensato che probabilmente non esiste autorizzazione rilasciata perché a quanto risulterebbe i lavori di pavimentazione del nuovo corso non sono mai stati consegnati dalla ditta appaltatrice al Comune e, quindi ,essendo abusivo il transito nessuno mai si è preoccupato di rendere regolare un palo con una insegna».
Infine un appunto sulle cattivo uso degli spazi pubblici da parte di alcuni commercianti, che avrebbero iniziato “a impadronirsi” di tutta l'area circostante il chiosco, eccedendo di gran lunga i30 mq massimi permessi, persino con l'installazione di tavolinetti e salottini da giardino”.
Di recente una struttura commerciale è stata oggetto di sanzione proprio in riferimento a questioni del genere. E’ una conseguenza dell’esposto di Bianco?

Notizie tratte dal Quotidiano della Basilicata, articolo pubblicato il 24 luglio a firma di Antonio Corrado

NOVA SIRI . Anas. Gli espropriati per la 106 sul piede di guerra

La cosiddetta “variante Ss 106 di Nova Siri” era attesa da tempo. Poi, come spesso accade per le grandi opere, le cose sono andate per le lunghe. Non solo a Nova Siri. Non è un caso che Mario Draghi, Governatore della Banca d’Italia e futuro leader della Banca Centrale Europea, abbia tuonato di recente contro la lentezza nella realizzazione di quasi tutte le infrastrutture viarie programmate, ricordando che “ad oggi sono stati completati poco più del 60% degli ampliamenti concordati nel 1997 dall’ Anas e la principale concessionaria autostradale, e meno del 30% di quelli decisi nel programma del 2004. E il programma più recente, quello del 2008, è ancora in fase di studio”.

Ha risposto per le rime Altero Matteoli, Ministro dei Trasporti: “Sulla necessità di velocizzare la realizzazione delle opere – ha dichiarato - abbiamo cambiato il codice degli appalti e il regolamento per accelerare. Se il governatore della Banca d’Italia ha qualche suggerimento su come realizzare più rapidamente le opere, lo renda noto”.

Un’accelerata imposta, dunque. E i segnali del cambio di passo si vedono anche a Nova Siri. L’Anas, infatti, sembra aver messo la marcia veloce. Si direbbe questo dalla celerità con cui ha gestito le prime fasi relative agli espropri. Molto veloci. Per qualcuno anche troppo.
La pensano così alcuni degli espropriati per la realizzazione dell’opera. Sono più di sessanta i proprietari che saranno danneggiati ed economicamente risarciti dalla costruzione del nuovo tratto stradale. Molti dei loro terreni sono agricoli, in prevalenza frutteti. E non manca chi è già sul piede di guerra.

A più di qualcuno non è andato giù il metodo adottato dall’Anas, con la sola formulazione di un’offerta di indennizzo (cosiddetta indennità provvisoria) e l’implicito rimando, per gli eventuali scontenti, alle vie legali. Senza un tavolo discussione in cui siano messi a confronto i rilievi dell’ente e le osservazioni dei proprietari. Senza un tentativo di definizione pacifica e dialogata, insomma.

Secondo alcuni proprietari,infatti, la determinazione provvisoria dell’indennità di esproprio proposta dall’Anas non sarebbe in sintonia con il danno effettivo da ristorare. Quasi tutti (e in particolare le aziende agricole) partono da un presupposto: nella valutazione dell’indennità da corrispondere si dovrebbe tenere conto non solo dei danni diretti causati a soprassuoli e manufatti, ma anche del danno complessivo e della diminuzione di valore dell’azienda agricola. Nell’indennità, insomma, andrebbe considerata anche la diminuzione di valore della parte non soggetta ad esproprio: spaccare un’azienda, le sue condotte idriche, la sua unità di gestione, per loro è un danno a tutti gli effetti.
C’è questo e c’è altro nei primi reclami che hanno fatto partire. Prima si sono mossi con osservazioni personali, adesso cominciano a fioccare le lettere degli avvocati. Ma nulla: l’Anas,per ora, non risponde.

Ci si chiede la ragione del “silenzio” dell’ente. Per velocizzare? Per rimandare al futuro grane che potrebbero rallentare l’opera, anche a costo di indennizzi più salati? E’ possibile. Intanto gli espropriati non ci stanno. Non tutti, almeno. Alcuni di loro si sentono privati del diritto di far sentire la propria voce. Hanno chiesto un incontro, almeno un momento di concertazione con i tecnici Anas per la determinazione del valore. Vogliono che l’Ente decida assieme a loro, consideri e valuti le loro osservazioni in rapporto all’indennizzo proposto. Non vogliono, insomma, che il tutto si debba risolvere dopo anni davanti a un giudice. Alcuni lo hanno chiesto formalmente, ma senza ricevere risposta. Il silenzio dell’Anas è un’attesa strategica o un no senza condizioni?

Pino Suriano - pubblicato su Il Quotidiano della Basilicata del 24 luglio 2011

19 lug 2011

18esimo di don Tommaso Latronico


Nel 18° anniversario della morte di Don Tommaso Latronico sabato 23 luglio 2011 alle 19,30 sarà celebrata la S. Messa nella Chiesa Madre di Nova Siri paese. Lo ha reso noto il senatore Cosimo Latronico.

Il sindaco di Nova Siri tuona contro le Poste

Pino Santarcangelo, sindaco di Nova Siri, denuncia i disservizi dell'Ufficio Postale di Nova Siri. Leggete qui l'articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno di ieri.

16 lug 2011

NOVA SIRI - LA MAGGIORANZA HA ANCORA I NUMERI

Approvati il Bilancio di Previsione e il Piano Annuale dei Lavori Pubblici

NOVA SIRI - Emerge un dato politico di rilievo dal consiglio comunale di mercoledì pomeriggio: la maggioranza ha ancora numeri ampi. Anche quando si votano cose che contano, come il Piano Annuale dei Lavori Pubblici e la Previsione di Bilancio.
Solo il tempo, però, potrà dire quanto sia solido e durevole il dato emerso. Era lecito attendersi cifre più risicate (se non proprio a rischio) dopo la sequenza di segnali ostili, arrivati a grappoli nelle ultime settimane sulla scrivania del sindaco, Pino Santarcangelo.
A parte la nota querelle con l'ex vice sindaco Michele Laddomata (doppia revoca del sindaco dopo il primo reintegro del Tar e in attesa di Sentenza sul nuovo ricorso, forse in arrivo a dicembre), il primo cittadino arrivava da un mese non proprio sereno: revoca delle deleghe al consigliere Giuseppe D'Armento; abbandono della delega alla Manutenzione da parte di Antonio Toscani (con tanto di lettera piccata sul mancato ascolto delle sue istanze); abbandono della delega al Personale di Giuseppe Settembrino; e voci di presunti mal di pancia (comunque sempre gestiti con riserbo e moderazione) di Dino Padula.
Eppure, alla conta dei voti, è 11-5, con un astenuto. I malumori, almeno per ora, non diventano rotture. Michele Laddomata vota con la maggioranza, e sul bilancio ci tiene a fare una dichiarazione di voto: "Tutti i pagamenti dell'ente - spiega - vanno onorati, per questo dico sì al bilancio. Assumo le mie responsabilità perché, nonostante la personale vicenda con il sindaco, mi sento a tutti gli effetti un consigliere di maggioranza". Come lui votano a favore anche Toscani e Padula. E, naturalmente, anche l'assessore ai Lavori Pubblici, Francesco Tarsia, che presenta la relazione sul Piano Annuale.
Diversa la scelta di Giuseppe D'Armento, che preferisce astenersi. Non gli piace troppo il Piano Annuale dei Lavori: "Senza reali coperture di cassa e troppo futuristico". Non lo fa impazzire neppure il Bilancio, di cui contesta "la scelta di prevedere l'assunzione di due posti part-time e non uno a orario intero, per aggirare la mobilità nel settore della Polizia Municipale". Non ci sta il sindaco, che obietta: "Siamo nel rispetto della legge e comunque anche per i part-time stiamo prevedendo la mobilità". "La legge lo consente ma non è etico - ribatte ancora l'ex consigliere delegato - perché nessuno si trasferirà per un part-time e avremo di fatto scoraggiato la mobilità". Eppure, al momento del voto, lo stesso D'Armento chiarisce: "Questi sono limiti gravi, ma non me la sento di dare voto contrario a un bilancio che ritengo comunque moderato. Capisco le difficoltà di chi amministra e riconosco il serio lavoro dell'assessore al ramo (ndr. Settembrino)".
Più critico il Pd: Nino Dimatteo contesta "la pochezza del cartellone estivo", per Massimo Varasano, invece, "le poste contabili non hanno nulla a che fare con il trend storico. E' un bilancio che non si regge - spiega - le cifre previste per la riscossione dell'evasione sulle imposte locali sono assolutamente sproporzionate rispetto a quanto potremo realisticamente percepire. I dati degli anni scorsi parlano chiaro". C'è poi un'importante segnalazione sulla spesa corrente, "che bisognerebbe cominciare a ridurre in previsione dei futuri aggravi fiscali per gli enti locali". Il sindaco fa appello al buonsenso e alle difficoltà dei bilanci ridotti, invita a guardare le analogie con le soluzioni proposte da altri comuni del metapontino. Simili appelli arrivano da Vincenzo Pavese, assessore all'Urbanistica. L'assessore al Bilancio, Pino Settembrino, chiede invece di considerare i vincoli di legge, i tagli subiti dagli enti sovracomunali e, comunque, il mancato aumento di imposte locali per i cittadini. Le spiegazioni che non soddisfano la minoranza, come spiega il capogruppo Pd Pasquale Favale, che annuncia voto contrario. Poi, dopo lunghe discussioni e qualche inutile scaramuccia (i cui protagonisti si scusano presto) si arriva al voto, con l'esito già descritto. La maggioranza non sarà in piena salute (lo ammette implicitamente lo stesso sindaco: "non sono mai andato in giro a dire che va tutto bene" ), e non mostra certo quella compattezza che, probabilmente, non ha mai avuto dal primo giorno di insediamento. Ma anche i voti contrari, per ora, rimangono cinque: esattamente gli stessi del primo consiglio di due anni fa.
Se esistessero solo i numeri, davvero si potrebbe dire che poco o nulla è cambiato. Di fatto non è così. Vedremo se e quanto potrà durare questa apparente "quiete dopo la tempesta".

Pino Suriano - dal Quotidiano della Basilicata, www.ilquotidianodellabasilicata.it

12 lug 2011

NOVA SIRI - "Così ci rovinano l'immagine!

I COMMERCIANTI INSORGONO CONTRO LA CAMPAGNA MEDIATICA DEL PD SUI RIFIUTI

NOVA SIRI - Carlo Lermani è proprietario e gestore di un bar in pieno centro a Nova Siri Scalo. Nei giorni scorsi ha ricevuto le telefonate di due clienti della provincia di Potenza, storici frequentatori estivi del centro jonico. "Ma che succede a Nova Siri? Abbiamo letto sulla stampa di degrado e sporcizia, il paese viene dipinto come una discarica a cielo aperto. Non dobbiamo mica cambiare meta quest’anno?".

Lermani (per tutti è “Carlone”) ha incassato il colpo e ha portato la rabbia che aveva in corpo a un incontro con i commercianti locali per l'organizzazione della Notte Bianca. Ha comunicato ai colleghi il proprio stato d’animo e ha scoperto che quella stessa rabbia era condivisa da molti altri.
Non è andata giù, a lui e ad altri operatori commerciali, la campagna mediatica che l’opposizione comunale del Pd (in particolare il capogruppo, Pasquale Favale) ha messo in piedi nei giorni scorsi sul presunto stato di degrado ambientale del centro, con tanto di dossier fotografico. Ne è nato un piccolo comitato spontaneo (di cui Lermani è stato informalmente nominato portavoce) con l’intento di riabilitare l’immagine del territorio. Gli hanno chiesto di rendere pubblico un messaggio forte e chiaro: Nova Siri non è un centro sporco, come si vorrebbe farlo apparire.

“Girare un territorio di ampia superficie, come ha fatto il Pd, e trovare punti critici non è difficile. Si potrebbe farlo ovunque: a casa di ciascuno di noi, se si volesse, si potrebbe trovare la cosiddetta ragnatela sul soffitto, ma dipingere il paese come una discarica a cielo aperto pare eccessivo, oltre che dannoso”.

A muovere i commercianti, infatti, è una ragione molto semplice: “Una cattiva campagna sul territorio – spiega - ci danneggia economicamente”. C’è, insomma, il timore che calcare la mano sul presunto degrado ambientale abbia come prima conseguenza proprio la fuga dei turisti.

“Intendiamoci – chiarisce Lermani – sappiamo bene che alcuni dei problemi segnalati sono reali, ma questa ostinata ricerca della visibilità mediatica, anche a spese del territorio, a mio parere non giova a nessuno, neppure all'opposizione stessa. La sede appropriata per chi vuole fare opposizione costruttiva è il Consiglio Comunale, ma andare sui giornali in questo periodo, con cadenza puntuale e ostinata, pare del tutto inutile. Una minoranza consiliare che avesse a cuore il territorio avrebbe potuto fare lo stesso dossier fotografico e mostrarlo in consiglio comunale, avrebbe anche potuto interpellare i commercianti per fare delle pressioni al fine di risolvere i problemi e avrebbe certamente ottenuto il nostro supporto costruttivo, ma, per il bene del paese, avrebbe dovuto evitare di enfatizzare i problemi, come invece sta facendo. I panni sporchi si lavano in famiglia, almeno se si tiene alla famiglia più che alla propria immagine”.

Il risentimento di Lermani cresce quando pensa agli sforzi che la categoria commerciale sta compiendo. “Ci stiamo impegnando per organizzare due giorni di Notte Bianca anziché uno come l’anno scorso, stiamo abbassando notevolmente i prezzi e molti di noi hanno reso i locali più accoglienti con moderne ristrutturazioni. Nova Siri era e rimane una meta attraente. Se la politica non riesce a darci supporto, che almeno non diventi ostacolo”.

Gli si obietta che però, di fatto, non è tutto rose e fiori. Lui annuisce e parla con chiarezza. “Certamente sono numerose le criticità che emergono a più livelli, anche imputabili a chi amministra, come le tante buche sulle strade e un cartellone estivo che non è proprio il massimo, ma ripeto, le cose vanno segnalate, non enfatizzate o, peggio, strumentalizzate”.

Il caso, talvolta, è beffardo. Mentre conversiamo si avvicina al tavolo un gruppo di turisti romani. Stanno andando via dopo qualche giorno di permanenza e ringraziano per il servizio. "Grazie di tutto, siamo stati bene. Nova Siri è un paese accogliente e pulito". Pulito? A loro è sembrato di sì. Carlone sorride e sospira: “Si vede che non hanno letto i giornali”.


Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 12 luglio 2011

15 mar 2010

Nova Siri. Commissione d'inchiesta su rifiuti. Hanno ascoltato zi Augustin

Interessanti particolari sulla visita della Commissione Parlamentare sugli illeciti sul ciclo dei rifiuti sono stati pubblicati nei giorni sulla Gazzetta del Mezzogiorno.
Le riportiamo dal sito La Siritide:


In basso, per chi non lo avesse mai letto, dal sito Archivio 900 il dossier dell'Espresso sulle esplosive dichiarazioni del pentito Francesco Fonti, che chiamavano in causa l'Enea, il boss Musitano, l'ex direttore Tommaso Candelieri e lo stesso Agostino Ferrara.

19 feb 2010

Sostegno da Nicola Rondinelli (Sib) ai balneari di Metaponto

BERNALDA – C’è anche il sostegno del Sib (Sindacato Italiano Balneari) per la vicenda degli operatori turistici del metapontino, in protesta da qualche giorno per ottenere aiuti in seguito alle mareggiate delle scorse settimane, che hanno praticamente messo in ginocchio molte delle strutture turistiche della costa. “Il Sib – recita un volantino a firma del rappresentante Nicola Rondinelli - esprime solidarietà e preoccupazione per i balneari di Metaponto, impegnati in prima persona nella protesta relativa all'erosione dell'arenile. Visto l'approssimarsi della stagione estiva, vi è intanto la necessità di un intervento immediato perché la spiaggia è stata praticamente azzerata dalle ultime mareggiate. E' un problema che si sta trascinando da decenni: la Regione e tutti gli altri enti preposti hanno il dovere di intervenire con soluzioni definitive. Le nostre spiagge attrezzate – prosegue Rondinelli - sono una sorta di biglietto da visita da mostrare al turista che viene in Basilicata e sono qualcosa di speciale rispetto alla concorrenza. Il settore va sostenuto perché fondamentale per il turismo Regionale e Nazionale, dovrebbe essere considerato prioritario per l'importante ruolo che riveste. La risorsa mare costituisce l’elemento trainante del turismo Metapontino (che gestisce circa il 70% delle presenze turistiche Regionali). Ci auguriamo che l'incontro in programma mercoledì presso la Prefettura di Matera, con una delegazione di operatori di Metaponto, possa essere risolutivo”.

Pino Suriano -scritto per Il QUotidiano della Basilicata

14 feb 2010

Nei guai per un falso contrassegno

Un uomo di origini lucane dovrà rispondere di reati gravi per un contrassegno invalidi rilasciato dal comune di Nova Siri

NOVA SIRI – Girava per le strade di Firenze con un contrassegno per invalidi. Uno strumento che gli consentiva di risolvere con facilità il rognoso problema del transito nelle zone a traffico limitato. Peccato (per lui) che gli agenti della Polizia Municipale del capoluogo toscano abbiano scoperto l’inganno.
Non dà una bella immagine della Basilicata la vicenda di un uomo di origini lucane, residente in provincia di Firenze. Aveva trovato il modo di accedere tranquillamente, quando necessario, nelle zone a traffico limitato della città. Bastava un contrassegno invalidi perché tutte le strade fossero aperte.
La tecnica aveva funzionato per mesi, almeno fino a un pomeriggio della scorsa settimana, quando una pattuglia di agenti del distaccamento di Porta Romana ha notato la sua auto transitare in una zona a traffico limitato nei pressi di Ponte Vecchio.
Gli operatori di Polizia Municipale sono stati insospettiti dallo strano atteggiamento dell’uomo, che spostava continuamente lo sguardo verso il contrassegno arancione esposto sul parabrezza.
Hanno perciò deciso di fermare l’auto per un controllo, dal quale è emerso che si trattava di un permesso rilasciato dal Comune di Nova Siriad una donna di 87 anni. L’uomo si è subito giustificato, dichiarando che apparteneva a una sua zia, che egli stesso aveva appena accompagnato in un centro per analisi mediche.
I vigili non l’hanno bevuta, e hanno subito chiamato la centrale operativa per effettuare un riscontro. Risultato negativo: quella donna anziana non risultava iscritta nel registro prenotazioni del centro di analisi indicato dall’uomo.
Il conducente, visibilmente imbarazzato, ha così dovuto ammettere che la zia invalida si trovava, in quel momento, in un comune della Provincia di Matera. Gli accertamenti delle forze dell’ordine, però, sono andati oltre. Gli agenti hanno subito contattato l’Ufficio di Polizia Municipale di Nova Siri per ulteriori riscontri, a seguito dei quali la posizione dell’uomo si è aggravata ancora di più.
È infatti risultata, presso gli Uffici di Nova Siri, una denuncia per smarrimento del contrassegno, risalente all’aprile scorso, presentata dalla sorella del conducente: denuncia che è servita per ottenere un duplicato. Di fatto, quindi, potrebbero essere due i permessi per invalidi, entrambi originali, detenuti e utilizzati indebitamente. Dalla documentazione proveniente dal Comune di Nova Siri sarebbe emerso, inoltre, che la donna titolare del permesso era addirittura impossibilitata a muoversi da casa.
L’uomo è stato così denunciato per i reati di sostituzione di persona, falsità ideologica finalizzata alla truffa e, a causa della denuncia di smarrimento, anche di ricettazione, con il sequestro penale del permesso invalidi. Gli atti sono ora passati alla magistratura, che dovrà valutare, a questo punto, anche l'eventuale iscrizione nel registro degli indagati della sorella dell'uomo, che avrebbe commesso reato denunciando lo smarrimento del contrassegno invalidi dell'ignara zia.
La tenacia dei controlli di polizia, dimostrata dalla, vicenda dà la misura di quanto sia sentita, nel capoluogo toscano, la lotta al fenomeno. Lo stesso comune di Firenze, nei giorni scorsi, ha divulgato la notizia con un comunicato stampa, ripreso con un certo risalto sugli organi di informazione toscani.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

23 gen 2010

Nova Siri. Una famiglia denuncia: "rovinati da una banca"

Dalle pagine web della Gazzetta del Mezzogiorno la storia particolare di una famiglia ridotta al lastrico per la controversia con una banca. Leggetela qui

4 gen 2010

Un comitato contro i commercianti furbi

La proposta di Michele Laddomata. "Abusivi: un fenomeno da combattere"

NOVA SIRI - "Commercianti onesti di tutto il mondo, unitevi!”. Potrebbe tradursi così, con un adattamento del celebre motto, il richiamo di Michele Laddomata, vice sindaco di Nova Siri. Il quale, però, chiarisce subito di volersi esprimere come commerciante, prima che come amministratore. Anzi, è proprio alla politica che lancia il suo grido di allarme. Il monito del commerciante tocca un problema annoso: la libera e incontrastata attività di numerosi ambulanti non muniti delle relative autorizzazioni previste dalla legge. “Si tratta – spiega Laddomata – di una concorrenza sleale che sta letteralmente affamando una vasta categoria di commercianti, già gravemente vessati dall’attuale crisi economica”. La sua dichiarazione arriva in un giorno non casuale. E’ il 27 di ottobre, data nota agli abitanti della fascia jonica lucana. Si tiene in quel giorno, mensilmente, il mercato di Policoro, punto di riferimento commerciale di tutta l’area. In ottobre ci siamo recati sul posto, riscontrando alcuni fenomeni “particolari”. Passando nei pressi della centralissima via Siris, in prossimità di una piazzetta, si veniva subito avvicinati da giovani con un borsone in mano. Con fare deciso e convincente si proponevano ai passanti aprendo le loro borse piene di biancheria, pigiami e tanto altro, venduti al dettaglio senza la minima possibilità di un riscontro fiscale. E, naturalmente, senza il fastidio di dover chiedere e pagare al comune uno spazio pubblico. Ma non è tutto. Anche tra i commercianti muniti di licenza l’onestà non sembra essere di casa. Su sei piccoli acquisti effettuati quel giorno, in sei diverse “bancarelle”, solo due commercianti hanno rilasciato lo scontrino fiscale senza attendere che fossimo noi a richiederlo. E tra i due, in verità, uno ha chiesto di poter "battere" un importo inferiore a quello effettivamente percepito. Insomma, il malcostume imperversa. E non si tratta, come spesso si ritiene, di una questione relativa ai soli ambulanti stranieri, perlopiù cinesi o nordafricani. "Per carità - chiarisce subito Laddomata - c'è lo straniero onesto e l'italiano disonesto, o al contrario. Le generalizzazioni non servono, bisogna solo individuare i disonesti e punirli severamente, a prescindere dalla nazione di provenienza”. La richiesta del commerciante è perciò quella di una generale sensibilizzazione delle istituzioni politiche. “Non voglio accusare nessuno in particolare, né tanto meno le locali forze dell’ordine, perché si tratta di un fenomeno di dimensioni ampie e diffuse, ma se nessuno prenderà a cuore la situazione saranno spinti all’illegalità anche quei commercianti che fino ad oggi hanno scelto di rispettare le regole”. Probabilmente, però, non basta un richiamo alla politica. Si tratta di cambiare anche una diffusa mentalità. Il fenomeno, nell’opinione di molti, è infatti accettato, se non addirittura incentivato. Non è per nulla semplice, perciò, anche in presenza di leggi sanzionatorie, pretendere il rispetto delle regole quando il malcostume fa comodo a molti, soprattutto agli stessi consumatori, che risparmiamo acquistando da chi ha meno spese e può, di conseguenza, applicare prezzi più bassi. Ma affamare i commercianti onesti, alla fine, potrebbe non convenire a nessuno. Da qui la proposta di Laddomata: “E se formassimo un comitato di commercianti per portare il problema all’attenzione di tutti”? E’ un’idea isolata, per ora, ma potrebbe presto trovare un seguito.

Pino Suriano - pubblicato su Il Quotidiano della Basilicata del 3 gennaio 2010

31 dic 2009

Balneari: in arrivo l'autorizzazione triennale

La proposta è di Nicola Rondinelli (Sib): "Una Dia di tre anni per accorciare i tempi della burocrazia"

NOVA SIRI - Buone nuove in arrivo per gli operatori turistici balneari, titolari di concessioni demaniali (provvisorie o definitive) ad uso balneare. Un nuovo iter amministrativo potrebbe semplificare le complicate odissee che sono costretti ad affrontare ogni anno per le autorizzazioni connesse all'avvio delle attività stagionali legate alla balneazione. Una trafila interminabile di attese e file tra uffici sanitari, comunali e regionali, con rilevante dispendio di tempo e denaro. Questa negativa tendenza, però, potrebbe presto finire. Un importante passo avanti, in questo senso, è stato compiuto nei giorni scorsi nell'ambito dell'incontro tenutosi negli uffici regionali tra l'assessore alle Attività Produttive, Gennaro Straziuso, i funzionari dell’Ufficio Demanio di Matera e i rappresentanti sindacali di Sib (Sindacato Italiano Balneari), Fiba (Federazione Italiana Imprese Balneari) e Faita (Federazione delle Associazioni delle Imprese Turistico Ricettive all'Aria Aperta). In quell'occasione Nicola Rondinelli, rappresentante del Sib, ha proposto una procedura alternativa per ovviare al problema e snellire le macchinose procedure autorizzative stagionali. Una soluzione ideale, secondo Rondinelli, potrebbe essere quella già attuata in un comune della Toscana: gli operatori potrebbero velocizzare le pratiche presentando una Dia (Denuncia di Inizio Attività) con valenza triennale, e non più stagionale. Le procedure, pur indispensabili, sarebbero perciò compiute solo una volta per l’intero triennio. Si tratta di un'ipotesi che molti accoglierebbero con favore. E' così che l'ha accolta anche l'assessore Straziuso, che ha già dato mandato agli uffici preposti di verificare la fattibilità dell’iter.

Superare i tempi lunghi della burocrazia, pur nel rispetto delle norme, è sempre un passo avanti per tutti. Almeno quando è possibile. Difficilmente, però, lo sarà per la variante del Piano dei Lidi, di cui si è discusso proprio nell’incontro citato. Le previsioni di chi sperava in una partenza già per l’estate prossima sono andate deluse. Solo in data 14 dicembre, infatti, l'Autorità Ambientale della Presidenza della Giunta ha trasmesso il rapporto ambientale preliminare relativo alla variante del piano lidi per avviare la Vas (Valutazione Ambientale Strategica) che comprende la concertazione tra le vari parti sociali, tra cui le rappresentanze sindacali, per discutere sia la variante che la regolamentazione attuativa dello stesso piano. Ciò significa, tradotto in soldoni, che per la prossima estate non sarà operativa nessuna variante. Non si potranno attivare, perciò, i numerosi progetti di sviluppo che tanti operatori, in particolare del metapontino, hanno già concepito da tempo. In questo quadro cupo la velocizzazione delle procedure rappresenta comunque una positiva boccata d’ossigeno. “Anche perché – spiega Rondinelli in una nota – molto spesso le autorizzazioni sono ottenute a stagione inoltrata, e tanti operatori sono anche costretti a pagare le relative sanzioni”. Insomma, oltre al danno anche la beffa. Ma non per molto, se gli uffici preposti daranno parere positivo alla nuova ipotesi.

Pino Suriano - pubblicato su Il Quotidiano della Basilicata

26 ott 2009

Don Michele va in pensione. Due nuovi preti per la sostituzione

NOVA SIRI – E’ ufficiale. Don Michele Cirigliano non sarà più il parroco di Nova Siri scalo. O meglio, lo sarà soltanto per una settimana. Fino a domenica prossima, quando il vescovo Francesco Nolè arriverà nel centro jonico per presentare alla comunità i due nuovi sacerdoti.
Si tratta di don Mario Lacolla e don Tiziano Cantisani. Il primo porterà con sé il bagaglio di una lunga esperienza, il secondo la freschezza e l’entusiasmo di chi comincia ora l’avventura sacerdotale. Don Mario, 58 anni, arriva da anni di sacerdozio a Senise. Di un’altra generazione è don Serafino La Sala, di San Severino Lucano, fresco di ordinazione nell’agosto scorso.
La notizia dell’avvicendamento è arrivata dallo stesso don Michele, che ne ha parlato negli avvisi conclusivi delle celebrazioni di domenica. “Questa è la mia ultima messa” ha detto il sacerdote per introdurre l’annuncio. Probabilmente non sarà così. Don Michele, infatti, dovrebbe rimanere a Nova Siri per affiancare i nuovi sacerdoti nel primo approccio con la comunità e offrire il suo contributo per i prossimi anni.
“Dove va don Michele? – ha detto scherzosamente domenica – Resta qui, a consolazione di pochi e non per desiderio di molti”.
Don Michele, 81 anni compiuti, è nato a San Giorgio Lucano nel 1928. E’ arrivato nel 1958 a Nova Siri, dove ha praticamente trascorso “una vita”. Figura notoriamente vivace e autorevole, non ha mai mancato di suscitare osservazioni critiche all’interno della comunità, per la sua capacità di interagire con il tessuto sociale anche attraverso un’indiscutibile tensione operativa.
Alla comunità di Nova Siri, che nei mesi scorsi è stata teatro di diatribe con alcuni preti, è ora chiesto un grande spirito di accoglienza per i sacerdoti in arrivo. Don Michele lo ha detto con la consueta franchezza. “A chi ha la fede giusta non interessa se il prete è bello o brutto, lui non fa differenze. Chi fa le differenze, invece, alla fine si condanna ad essere calunniatore di tutti”. La speranza è che il nuovo tandem possa favorire anche una positiva relazione, mai troppo agevole, tra le comunità parrocchiali del centro storico e della marina. Con l’addio di don Michele decadranno immediatamente anche tutti gli incarichi parrocchiali, che già da giorno 19 saranno rimessi nelle mani di don Mario.
L’applauso fragoroso che la folla dei fedeli ha dedicato a don Michele e la commozione visibile sul volto di tanti sono il documento più certo della stima nei suoi confronti. A “conclusione dei lavori”, cinquantuno anni dopo, possiamo dirlo con certezza: le polemiche di “pochi” non hanno vinto sull’affetto di “molti”. Don Michele lascia il posto con l’abbraccio vivo e appassionato della sua comunità. Il vescovo Nolè saprà dirgli “grazie” nel modo migliore, i nuovi sacerdoti sapranno avvalersi della sua grande esperienza.

9 ott 2009

Un turismo che deve crescere. L'analisi di un ristoratore e di un tour operator

NOVA SIRI - "Il numero di coperti è superiore a quello dell'anno scorso, ma gli incassi sono diminuiti del 10%". Giuseppe Ranù, ristoratore e operatore turistico del lungomare di Nova Siri, offre un dato interessante per leggere una stagione turistica che, con la fine di settembre, sembra ormai del tutto conclusa. La sua constatazione esprime un dato di fatto evidente: i turisti non mancano, ma spendono poco.

"Mi è capitato di ospitare gruppi di nove persone che hanno ordinato in tutto tre pizze. Ormai la gente, pur di risparmiare, si accontenta del minimo". Il ristoratore offre anche un'indicazione interessante sul trend di presenze sul lungomare di Nova Siri. "Il periodo di pienone? Il boom c'è stato dal 13 al 24 agosto. Giugno è stato molto negativo e anche la prima metà di luglio ha deluso parecchio. A settembre, invece, ci ha tenuti a galla la presenza di qualcuno del luogo, fino a che il maltempo non ci ha costretti alla chiusura".

Tutta colpa della crisi? "Sicuramente è un fattore determinante, ma il territorio e le istituzioni possono fare di più. Pensi un pò, per quasi tutta l'estate il lungomare è rimasto al buio per un guasto legato all'usura dei cavi di illuminazione. I cassonetti dell'immondizia, inoltre, erano sempre pieni e le docce non troppo frequentabili. Insomma, si può fare molto di più. In questo senso - aggiunge - spero che si realizzi al più presto l'incontro con gli operatori turistici che l'assessore al ramo aveva annunciato nei mesi scorsi per programmare in anticipo la stagione 2010".

Alcune osservazioni di Ranù ricevono un'autorevole conferma da Francesco Garofalo, presidente dell'associazione "Turismo doc" del metapontino. Dal suo più vasto osservatorio propone una valutazione di carattere extraterritoriale: "Il dato colto dai ristoratori di Nova Siri si comprende meglio alla luce di un'altro aspetto registrato dagli albergatori del metapontino: quest'anno il numero degli arrivi non è calato troppo, ma è diminuito sensibilmente il numero dei giorni di permanenza. Va da sè che, se i turisti rimangono poco sul territorio, spendono anche molto meno".

La brevità delle permanenza, per Garofalo, va comunque associata a un altro dato macroscopico del turismo nazionale: il calo di turisti stranieri in Italia. "Se uno straniero fa tanta strada per arrivare vorrà anche fermarsi parecchio. Se invece arriva un turista dal sud Italia, è più probabile che voglia fermarsi solo qualche giorno e magari progettare, per i giorni successivi, un'altra vacanza in un'altra regione del sud".

Il quadro, secondo Garofalo, non va comunque osservato senza un pizzico di ottimismo. "E' vero, siamo in calo, ma bisogna anche dire che il calo del turismo metapontino è inferiore a quello della media nazionale". Può essere il segno di un rilancio in cui sperano in tanti? "Sì. Ma anche le istituzioni devono fare la loro parte. Il turismo rappresenta un'autentica industria per il territorio: se le presenze crescono c'è un indotto positivo che investe tutti: sostenere gli operatori turistici, perciò, non significa aiutare pochi, significa aiutare tutti".


Pino Suriano - da Il Quotidiano della Basilicata

7 ott 2009

Turisti di settembre a Nova Siri

NOVA SIRI – Sulla costa ci sono ancora i “turisti di settembre”. Non sono ancora tanti, ma la loro presenza è già una traccia importante, un viatico per quella che potrebbe diventare la carta vincente del turismo jonico. La parola chiave è “destagionalizzare”.

Per l’operatore turistico Franco Garofalo, presidente dell'associazione Lucania Turismo doc, non è più solo una parola. Lui ha pensato di trasformarla in un obiettivo aziendale di primo piano per la sua società, mettendo in piedi un pacchetto di proposte escursionistiche intitolato “Welcome Lucania”.

E ha creato un mix di offerta che piace e stupisce molto più di quanto si possa pensare.

L'idea nasce da una constatazione quasi elementare. I villaggi turistici della costa jonica si riempiono ogni anno, ma solo nelle settimane “calde” dell’estate. Finito il mare, finisce il turismo.

Una dinamica incontrastabile? “Lo sarebbe – spiega Garofalo - se il nostro territorio non avesse altro da offrire”. Le risorse, infatti, non mancano, dai Sassi di Matera ai tanti bellissimi borghi dell'interno come la Rabatana, o un “gioiellino” dell'architettura religiosa come il santuario di Anglona. Tante bellezze (“ed è questo il bello!”) a pochi chilometri dal mare.

Quali migliori condizioni, allora, per sfruttare il potenziale di ricettività e servizi dei villaggi del litorale e ospitare anche un turismo non balneare, così da allungare i profitti del settore anche fino all’autunno inoltrato? “Non solo – aggiunge Garofalo – noi abbiamo il potenziale per attrarre turismo già dal mese di aprile, con ricadute importantissime su tutto il territorio”.

Solo un’idea? Non proprio. Perché, come detto, i primi passi sono già stati fatti. E sembrano incoraggianti.

Siamo andati a verificarlo al Bravo Club, villaggio turistico a Marina di Nova Siri. Ci attende lì un’allegra compagnia di signori, quasi tutti sopra i 60. Sono piemontesi di Alba, provincia di Cuneo, pensionati Fnp Cisl.

Dal loro viso emerge un misto di soddisfazione e stanchezza. E’ comprensibile. Hanno girato la Lucania in lungo e in largo, e non si sono fatti mancare una “capatina” in Puglia, a Martina Franca e Alberobello, e in Calabria, a Rocca Imperiale.

Tre regioni in meno di una settimana, sempre con rientro serale a Nova Siri. “E’ proprio questa la cosa straordinaria – spiega il capogruppo Alda Donadio – noi abbiamo girato tutto in breve tempo e a costi irrisori”.

A colpire la signora Alda, in modo particolare, è stato il paesaggio dei "calanchi".

Giovanni Oppo e Mario Dibaudo, due “buone forchette”, si sono leccati i baffi per le tante pietanze tipiche gustate.

La signora Maria Culasso, invece, è rimasta folgorata da Matera. “Mi è piaciuto tutto, ma un posto come Matera, secondo me, non esiste da nessuna altra parte del mondo”.

Per Cecilia Quaglia la vera scoperta è stata la bellezza del paesaggio. E poi una risorsa che tanti lucani forse non riconoscono, il Museo della Siritide della Policoro.

Per Annamaria D’Alema la Lucania è un luogo speciale. Era nato qui, nel 1887, suo padre. “Non ci ero mai venute. Mio padre mi parlava sempre della civiltà contadina e dei rapporti genuini tra la gente, ma la bellezza di queste terre mi ha davvero stravolta”.

Qualche neo? Alda, il capogruppo, non ha dubbi: “Si vede subito che non c’è molta coscienza del potenziale turistico. Un esempio? Ho girato dieci tabacchi e non ho trovato neppure una cartolina. Ditemi voi…”

Pino Suriano - da Il Quotidiano della Basilicata

22 set 2009

Lettera a nonno Cristoforo

Ricevo e pubblico la lettera di Aldo Tucci a nonno Cristoforo, pluricentenario e amatissimo "nonnetto" di Nova Siri scomparso nei giorni scorsi

Caro nonno Cristoforo, ti chiamo nonno perché ti ritengo nonno di tutti noi. Oggi tutti siamo tristi per la tua scomparsa, i tuoi lunghi anni portati benissimo, è un traguardo che tutti noi ci auguriamo di raggiungere, ma nei tuoi occhi si leggeva tutto il tuo lungo e passato cammino, tanti sorrisi tra le mani e un sorriso tra le rughe profonde di fatica, il tuo viso rugoso sempre pronto al sorriso , ogni sguardo un bagliore, ogni sorriso un’emozione, noi che volevamo fermare il tempo per poterti avere sempre vicino, la tua bontà e la tua dolcezza ci sfiorava come fosse una carezza.

Avevi un cuore dolce, mi sedevo accanto a te su una panchina e mi raccontavi delle cose stupende che mi sono rimaste nella mente, e quando stavo per alzarmi , per andar via mi prendevi per mano e mi dicevi, resta ancora un po’, fammi compagnia,

perché un domani anche tu avrai di che raccontare.

Hai mai visto un nonno avaro ? nella tasca della giacca, tra tante cose, ha noccioline, caramelle ,tutte cose belle, mi vorrebbe dare chissà che cosa, con la mente saggia, e parole di conforto, assorto nella calma della sua casa, tra il tepore e il sorriso dei nipoti, stando in compagnia s’illumina e la sua mano cerca la tua per un abbraccio, una carezza.

Stavi sempre seduto a guardare la TV , il programma preferito è quello che tu non vuoi vedere. Con i tuoi capelli bianchi. Uno per ogni dolore, uno per ogni speranza, l’aspetto fisico non contava, contava il tuo amore, la tua pazienza, la tua esperienza, non eri mai stanco di parlare, di raccontare, eri come una ricca sorgente, dove dissetarsi.

Tu eri il nostro migliore amico, potevo raccontarti di tutto, non dicevi nulla, perché dopo un’ora si era già dimenticato tutto. A lui non importava chi ero, perché Nonno Cristoforo non sapeva neanche come mi chiamavo ma gli importava solo che lo amassimo.

Lo cerchi per chiedere qualcosa , e lo trovi, vengo per sapere e tu mi dicevi ,

eri un’enciclopedia di saggezza, la tua mente era un libro pieno di fatti realmente accaduti ,

indelebili.

Ricordavi tutto alla perfezione, si ricordava una vita d’amore, di sacrifici.

Quando passeggiavi per strada davi gioia a tutti,davi solo amore di cui era pieno il tuo cuore.

Caro Nonno Cristoforo sei stato la storia del passato, maestro di vita, avevi nel cuore una bontà infinita,

anche se nella vita hai avuto difficoltà, le hai superate con forza e umiltà, hai vissuto gioie, tristezze, emozioni.

Ma un giorno toccherà anche a noi invecchiare, chissà con chi ci toccherà stare.. solo al Buon Dio ci potremo affidare.

Grazie nonno.

Aldo Tucci.