11 mar 2014

Primarie Pd Rotondella: ha vinto Mario Cucari


ROTONDELLA – “No, non mi ricandido, e non sarò parte attiva nella prossima campagna elettorale”. Il sindaco Vincenzo Francomano non nasconde l’amarezza del giorno dopo. E se qualcuno aveva pensato che le Primarie potessero essere un farmaco indolore, dovrà ricredersi ancora una volta.
Alla fine, come da pronostico, ha vinto Mario Cucari: 23 voti contro i 19 di Francomano; 42 votanti, 4 assenti comunque non decisivi (tra questi, infatti, c’era almeno un “voto sicuro” per Cucari).
L’ex sindaco diventa così il candidato della coalizione che avrà come perno il Pd. Ha vinto la sua mozione “Rotondella prima di tutto”, con al centro lavoro, agenda digitale, ambiente, energia, sviluppo locale, cultura e democrazia “collavorativa” (la “v” è voluta” per richiamare il lavoro: qualcosa di più, dice, rispetto alla semplice democrazia partecipativa).
Subito in marcia dunque. Già domani si riunirà il Comitato di Coordinamento che “nell'unità del partito” (Cucari lo dice scandendo bene le sillabe, ndr.) lavorerà per una coalizione allargata. Allargata a chi? Su questo il primo indirizzo forte del neo candidato. “Sono disposto a dialogare con tutti ma è mio intento mostrare apertura particolare verso le forze moderate di centro”. Insomma, il Pd targato Cucari sa già dove guardare.
Sarebbe stato diverso l’auspicio di Francomano, più orientato a guardare anche a sinistra del partito. Ma adesso, di fatto, il suo parere conta poco. La sua triste presa di distanza è dichiarata con fermezza. E mentre tanti, fuori da Rotondella, si chiedono ancora il perché della mancata ricandidatura di un sindaco giovane con importanti incarichi extra-comunali, quel perché lo cerca anche lui.
“E’ stata fatta – ha detto ieri al Quotidiano - la scelta più difficile da far capire all’elettorato. Se il partito avesse avuto un’opinione positiva sul mio operato amministrativo, di fronte alla mia ricandidatura non avrebbe dovuto porre alternative. Avrei capito l’obiezione in presenza di un giudizio negativo che non è mai emerso con chiarezza e che, a questo punto, immagino sia destinato a emergere in campagna elettorale”.
Una campagna elettorale che, proprio per questo, non lo vedrà impegnato in primo piano. “Mi sentirei motivo di imbarazzo per il partito”.  Il sindaco snocciola poi il racconto amaro degli ultimi due mesi, non belli per lui, con “la sezione di partito che si è trovata a mettere in maggior risalto le poche criticità del mandato amministrativo rispetto alle tante realizzazioni positive”.
Parole forti anche all’indirizzo del Pd “extracomunale”: “Il partito ha una grave responsabilità per quello che è successo, ha mostrato disattenzione. Forse sarebbe stato opportuno aprire una discussione prima di arrivare a tutto questo.  Io  – ha continuato – per rispetto del Pd e delle sue regole non mi sono tirato indietro, ho fatto ancora una volta il soldatino. Esco di scena – ha aggiunto - non per giudizio del popolo ma per volontà di una parte del mio partito. Porto con me un’amarezza di fondo ma una grande serenità d’animo: questa amministrazione ha fatto bene”.
Su questo, del resto, con toni moderati concorda anche il vincitore: “Domenica si è votato per il futuro – ha detto Cucari al Quotidiano - non solo per il giudizio sul mandato amministrativo, il quale, pur tra luci e ombre, a mio giudizio è comunque positivo”. Parole del giorno dopo, ma comunque dette. Cucari, si sa, conosce bene l’arte della politica. La pratica già da tanti anni.


Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

8 mar 2014

Comunali Rotondella. Primarie Pd in sezione. La sfida è Cucari-Francomano


ROTONDELLA – Primarie chiuse, solo per gli iscritti, quasi in silenzio, ma comunque Primarie. A conferma di quanto anticipato dal Quotidiano nelle scorse settimane, arrivano a Rotondella le Primarie del Pd. E’ la prima volta per le Comunali del centro jonico. In campo ci sono i due leader del partito: l’ex sindaco Mario Cucari e l’attuale primo cittadino Vincenzo Francomano.
A scegliere il candidato sindaco del partito, però, non sarà tutta la popolazione, né i simpatizzanti, ma esclusivamente i 46 iscritti alla sezione locale. Si vince a maggioranza, anche con un solo voto in più. L’appuntamento è per il pomeriggio di domenica 9 marzo. Per quella data è indetta un’assemblea di sezione: i candidati spiegheranno le proprie ragioni, poi si voterà.
Come si è arrivati a questo? Non per una volontà unanime, a quanto pare. Forse non se l’aspettava il sindaco Francomano, uscente, giovane, con un mandato amministrativo mai messo pubblicamente in discussione dagli organismi del partito e con due incarichi, vice presidenza dell’Anci e presidenza dell’Area Programma, che avevano contribuito a valorizzarne il profilo. Candidatura scontata? Le cose sono andate diversamente. Francomano ha dovuto prendere atto della nascita, in seno alla sezione, di un comitato “pro-Primarie” e ha accettato la sfida.
Su queste colonne si era scritto che per un’eventuale sfida aperta alla cittadinanza sarebbe parso favorito quest'ultimo (sulla base dei risultati di precedenti Primarie), ma la formula chiusa delle “Primarie in sezione” rimette tutto in gioco e non lascia spazio a pronostici facili. Sarà una vera e propria caccia all’ultimo voto, in particolare quello degli “indecisi”: gli iscritti meno direttamente legati alle due aree da cui provengono i candidati, vicini rispettivamente a Carlo Chiurazzi (Cucari) e Filippo Bubbico (Francomano).
Gli iscritti, con il loro voto, saranno chiamati, tra le altre cose, a giudicare la positività dell’ultimo mandato amministrativo. Poi, per il dopo Primarie, c’è già un accordo di sostegno al vincitore da parte dello sconfitto. Insomma, da lunedì si viaggia compatti.
La scelta di queste “Primarie a metà” lascerà spazio alle critiche degli avversari: troppo facile chiamarle “Primarie farsa”, per un partito che per le Politiche è riuscito a coinvolgere centinaia di concittadini e che ora, per il voto che più sta a cuore, ha scelto di chiudersi ai suoi 46 iscritti. La scelta, però, avrà forse l’effetto di evitare uno scontro pubblico troppo lacerante. E forse, date le difficili premesse, traghetterà il partito alla prova elettorale nel miglior modo possibile. O, se si preferisce, nel “meno peggiore”. 

Pino Suriano - scritto per Il QUotidiano della Basilicata

Comunali Rotondella. Vito Agresti torna in campo


ROTONDELLA - "Io ci sono". Vito Agresti, già sindaco di Rotondella dal 2004 al 2009, scende in campo ancora una volta. Sarà di nuovo lui, o il gruppo che attorno a lui si sta aggregando, a rappresentare l’alternativa (o una delle alternative) al centrosinistra locale.

Agresti anticipa al Quotidiano alcuni elementi dell’iniziativa elettorale che sarebbe già a buon punto. Per ora niente nomi, ma alcune caratteristiche fondamentali, in primo luogo “una commistione tra novità ed esperienza”. “Al massimo un paio di elementi che hanno già amministrato – spiega - per il resto giovani di spessore, persone nuove. Bisognerà unire l’esperienza amministrativa, che non è mai troppa, con il rinnovamento".

Quello su cui non tornerà indietro (“lo può già scrivere”) è la natura della lista: sicuramente una civica. "Senza colori e senza bandiere" anticipa al Quotidiano. Il gruppo si presenterà alla popolazione in un incontro pubblico in programma per i prossimi giorni. Una data probabile, ma non ancora confermata, è quella dell’8 marzo.

Della candidatura di Agresti si mormorava già da qualche settimana. Lui, però, afferma di aver deciso definitivamente, e con una certa sofferenza, solo nelle ultime settimane: “Avevo pensato di non ricandidarmi, ma lo sento come dovere per la popolazione e per i tanti che, ogni giorno, mi stanno manifestando l'esigenza di un coinvolgimento diretto".

La novità più importante riguarda proprio la natura del suo coinvolgimento. Agresti, come è noto, è stato candidato sindaco nelle ultime tre elezioni. Questa volta, però, annuncia di essere disposto anche a correre per qualcun altro.
Non lo dice esplicitamente ma lo lascia intendere. Quando gli facciamo notare che forse nessuno, stando ai dati degli anni scorsi,  ha mostrato di possedere il suo consenso elettorale personale, lui risponde: "E’ vero, ma potrei essere disposto a metterlo a disposizione di uno schema politico diverso da quello degli ultimi anni”. Non è un dato definitivo, ma una evidente apertura.


Insomma, Vito Agresti ancora una volta c'è, con uno schema nuovo e anche, a quanto pare, con nomi nuovi. Quali saranno le istanze di rinnovamento del gruppo diventerà chiaro nelle prossime settimane, ma guai a chiamarlo “centrodestra”. Lo stesso Agresti, si sa, proviene dalla sinistra, dal vecchio Pds. E come negli anni scorsi punterà sull’aggregazione di diverse istanze e tradizioni politiche. Quando vinse, nel 2004, mise insieme i gruppi della sinistra storica (quella vicina al compianto professor Mario Dimatteo) e del centrodestra  vicino a Forza Italia. Ci riproverà.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

6 feb 2014

Valsinni tra i 15 borghi più romantici d'Italia. In classifica con Alberobello e Tropea

Ieri sul Quotidiano il mio articolo in cui do conto del grande risultato raggiunto da Valsinni, premiato da una giuria di esperti reclutata a Vanity Fair come uno dei 15 Borghi più romantici d'Italia.

Qui il link al mio articolo http://www.ilquotidianodellabasilicata.com/news/idee-societa/722278/Valsinni-tra-i-borghi-piu-romantici.html


Qui il link alla gallery di Vanity Fair

http://www.vanityfair.it/viaggi-traveller/viaggi-italia/the-best/13/05/03/i-borghi-pi%C3%B9-romantici-d'italia

3 feb 2014

"L'amministrazione del silenzio". L'attacco dell'ex assessore Dilorenzo a maggioranza e opposizione

ROTONDELLA – Silenzio. E’ la parola che viene in mente a Francesco Dilorenzo, ex assessore Comunale, quando pensa alla politica nel suo paese. Il silenzio, a suo parere, avrebbe contraddistinto tutti gli attori, maggioranza e opposizione, forze sociali e circoli ricreativi”.
Cinque anni sono passati e le elezioni si avvicinano. Ma nessuno, a quanto pare, ha parlato di politica. “La realtà – spiega Dilorenzo - è che siamo in presenza di una amministrazione ordinaria, istituzionale nella forma e nel contenuto, e palesemente di parte su alcune decisioni”.  Ma se Roma piange, Cartagine non ride: “Dall’altra parte c’è stata un’opposizione mediocre che non ha saputo svolgere pienamente il ruolo di controllo e stimolo assegnatogli”.
Fin qui il mutismo, per lui inspiegabile, dell’opposizione. Più facilmente spiegabile, per motivi di interesse, il silenzio dell’amministrazione, che invece doveva essere proprio quella della trasparenza e della democrazia partecipata (parole, in effetti, spesso ascoltate nel corso dell’ultima campagna elettorale,). “Mai vista una attività amministrativa cosi chiusa nel dialogare e ascoltare le istanze della popolazione”.
Soprattutto sul tema più caldo: Sogin. “Cosi come è stato egregiamente spiegato dall’ex segretario del Pd Mario Cucari (che voci di paese vorrebbero abbastanza critico con la sua attuale amministrazione e attivo per ritornare in pista) non un solo incontro pubblico è stato tenuto sulla questione Sogin, né tantomeno sull’utilizzo dei già citati fondi di compensazione. Eppure il sindaco, il vice e altri assessori spesso si recano a Roma per incontrare i vertici Sogin, ma si guardano bene dal rendere pubblico anche solo l’oggetto di tali incontri”.
E anche sul piano più strettamente politico il silenzio l’avrebbe fatta da padrone: “Nessun dibattito è venuto fuori né sulla programmazione condivisa con la cittadinanza, né sulle dimissioni di consiglieri e assessori, quelle del segretario del Pd Mario Cucari, le prese di distanze del partito di Sel dal suo unico eletto e vicesindaco Walter Lobreglio”.
E poi, non meno grave: “l’assenza assoluta, fisica oltre che di contributo, di alcuni consiglieri”. Cosa ha qualificato l’azione amministrativa? Il bilancio di Dilorenzo è spietato. “E’ stata l’amministrazione degli affidamenti diretti di lavori pubblici o più in generale di incarichi”.

Compensazione ambientale? “A riguardo  - continua l’ex assessore - nulla è dato sapere su quale sia l’importo incamerato sino ad oggi, come sono stati utilizzati, se per spese correnti o di investimento, per utilità pubblica o solo per mera utilità politica. I due bandi realizzati con quei fondi per il recupero o acquisto prima casa sono stati farraginosi: tra genesi e attuazione non semplificata, hanno visto molti rinunciare e molti altri permanere in graduatoria ma senza speranza. Evidentemente l’assenza di posizioni critiche e propositive ha fatto sì che il silenzio cadesse anche su temi quali lo sviluppo del mare, quello di Rotondella 2, l’integrazione sociale tra il centro collinare e il resto del territorio, la viabilità, l’integrazione degli stranieri, che oggi rappresentano un fetta importante della società rotondellese.  A meno di sei mesi da nuove elezioni, vi è il tempo necessario per rompere questa cappa che ammorba le menti, per costruire un dibattito su temi di interesse pubblico che possano essere una piattaforma programmatica per chi le volesse condividerle, recepire e magari, seriamente, metterle in campo nella prossima campagna elettorale”. Insomma, Dilorenzo è disponibile. Non ha detto con chi starà. Sembra chiaro, però, almeno con chi non vorrà stare. 

Pino Suriano  - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

20 gen 2014

Precisazione articolo dei giorni scorsi. Cucari, non Lobreglio, potrebbe contendere la candidatura a Francomano

ROTONDELLA – Non sarà certo Walter Lobreglio, vice sindaco di Rotondella, a contendere la possibile ricandidatura a sindaco di Vincenzo Francomano, come riportato per mero errore redazionale nell’occhiello dell’articolo “Il centrosinistra firma l’intesa.” pubblicato il 17 gennaio. Nello stesso articolo, al contrario, si faceva riferimento alla dialettica, non propriamente pacifica, che da qualche mese sta caratterizzando la vita della sezione locale del Partito Democratico.
E’ una dialettica riconoscibile nelle leadership di Mario Cucari, ex sindaco di Rotondella, e Vincenzo Francomnano, attuale primo cittadino. Non pare, al momento, che vi sia un accordo chiaro su chi tra i due (o chi altro) possa essere il candidato sindaco di una possibile coalizione di centrosinistra, neppure troppo scontata al momento.
Si era scritto, inoltre, di un riferimento ai risultati di alcune Primarie degli anni scorsi, che farebbero supporre una prevalenza della “corrente” di Cucari. I più significativi, in particolare, risalgono alle Primarie di dicembre 2012, quando scesero in campo due figure di riferimento per il territorio come Carlo Chiurazzi e Filippo Bubbico, rispettivamente “vicini” a Cucari e Francomano. In quell’occasione, a Rotondella, Chiurazzi ottenne 130 preferenze contro le 42 di Bubbico. Al netto dell’elettorato personale di Chiurazzi e della sua maggiore contiguità territoriale con Rotondella, l’area a lui vicina sembrerebbe più forte. O, almeno, lo era circa un anno fa. In questo senso, e solo in virtù di questo riferimento, Cucari (e non, appunto, Lobreglio) sembrerebbe il “favorito” per una eventuale prova di forza interna al partito.


Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

Giovani in campo a Nova Siri, nasce Futura

NOVA SIRI - Il primo punto di forza è l'anagrafe: sono giovani trentenni, poco meno o poco più. “Ma siamo aperti ai contributi di tutti – chiariscono - senza limiti di età”. Non ci girano intorno: a Nova Siri, tra pochi mesi, si va al voto. "E infatti siamo un laboratorio di idee che pensa anche a quello". La parola laboratorio, in questo caso, non è formale: sono già al lavoro (labor) in modo concreto, con gruppi di studio suddivisi per aree di interesse, dall’ambiente all’urbanistica, dal turismo alla cultura, tutto affidato a chi ha esperienza e titoli nei rispettivi settori.
E qui viene il secondo punto forte: le competenze. Non è solo il titolo di studio (anche se quasi tutti sono laureati), ma la propensione a studiare i problemi, non a gestirli secondo la logica del “come si è sempre fatto”: “la macchina amministrativa di Nova Siri ha bisogno di ripartire anche attraverso le competenze” spiega uno di loro.
Nasce con questi orizzonti il movimento associativo “Futura”. E' interessante il profilo di uno degli animatori, Fedele Cirillo: Laurea in Economia conseguita alla Bocconi di Milano, ma poi la scelta di tornare giù, prendere in mano l'azienda di famiglia, reinvestire, immaginare il futuro. “In un paese che dovrà risanare le casse, conterà anche saper fare i conti”. Nel primo nucleo fondativo ci sono, oltre a lui, Mario Oriolo, Andrea Manolio, Giuseppe Ranù, Francesco Ranù, Giovanni Varasano ed Eugenio Nucera. Sono ingegneri, imprenditori, dottori commercialisti. A loro si sarebbero già aggregati, in questi giorni, almeno altri trenta giovani.
E quando dicono “siamo aperti a tutti”, sostanziano il contenuto con sorprendente chiarezza. "Nova Siri è stata penalizzata da una dialettica politica che ha diviso il paese in due grandi fazioni. Questa dialettica ha posto le eccellenze locali in competizione non costruttiva, anziché in collaborazione. Noi, sinceramente, vorremmo andare oltre”. In effetti è una novità: per la prima volta nasce un’alternativa ai due grandi gruppi forti che non si dice, appunto, “contro”. Non parlano male, né dell’uno né dell’altro, ma vogliono essere protagonisti del percorso “che ha come unico obiettivo il bene comune della collettività".
Le parole-chiave sono poche ma chiare, una su tutte: “lavoro di squadra e rifiuto degli individualismi. “E, soprattutto, non abbiamo interessi da difendere. Anche perché  - scherza (ma non troppo) uno di loro - non abbiamo avuto ancora il tempo di crearne”. Fino a poco fa, appunto, hanno studiato. Basta il titolo di studi? “Macché, spesso sa fare meglio chi non ne ha. Noi non siamo quelli che hanno studiato, noi siamo quelli che studiano: i problemi, le risorse, le occasioni”. Il compito a casa, per le prossime settimane, è Nova Siri di domani.
Pino Suriano scritto per Il Quotidiano della Basilicata


17 gen 2014

Rotondella. Il Centrosinistra appare meno unito. E anche all'interno del Pd c'è diversità di vedute

L'articolo pubblicato oggi sul Quotidiano della Basilicata. Si coglie l'occasione della pubblicazione per correggere il mero errore redazionale (non mio): nell'occhiello c'è un riferimento del tutto improprio al nome di Walter Lobreglio. Le mie scuse ai lettori. Preciseremo anche sul giornale


ROTONDELLA  - Nel giugno scorso l’ex sindaco Mario Cucari si lanciò in un comunicato stampa (questo) piuttosto inatteso. Parlava di alcune criticità nei rapporti con Sogin. A molti sembrò una bocciatura o almeno una tiratina di orecchie a chi aveva il compito di gestirli e cioè proprio l'amministrazione di centrosinistra da lui stesso sostenuta.

Mario Cucari
Dicembre 2013. A Rotondella  c’è il Consiglio Comunale per  votare per il bilancio. Chi risulta assente? Proprio l’assessore al Bilancio, Franco Tarantino, assieme all’Assessore ai Lavori Pubblici Pino Comparato, entrambi vicini a Centro Democratico. Per altri viene comunicata una giustificata, per loro no. Un segnale?

Versante Sinistra e Libertà. E’ con questo partito che il  Pd aveva costruito il “patto d'acciaio” che avrebbe portato Walter Lobreglio a fare il vicesindaco. Poi, due anni fa, la rottura di Sel con il sindaco di Francomano e la richiesta a Lobreglio di uscire dalla Giunta. Lui resta, ma il partito, di fatto, lo isola. 

Enzo Francomano
Ergo, a conti fatti, il centrosinistra, come blocco compatto e quasi monolitico, a Rotondella non c'è più da un pezzo. Non solo, anche il suo partito cardine, il Pd, appare, se non lacerato, almeno in una fase di dialettica forte, di certo più forte di quando, con due partiti diversi (Ds e Margherita) il gruppo appariva più compatto.

Che succede a questo punto, in vista del voto primaverile? E soprattutto, chi si candida? Il ruolo e la visibilità assunti in questi anni dal sindaco Vincenzo Francomano (presidenza Area di Programma e vicepresidenza Anci) non sono bastati per una candidatura in Regione, auspicabile e di certo alla portata di un primo cittadino che si è fatto apprezzare molto (i più critici dicono “soltanto”) fuori dai confini comunali.

Il candidato, con le logiche di un tempo, dovrebbe essere lui, ma Cucari e i suoi potrebbero non essere della stessa idea. E numericamente, stando ai riferimenti delle ultime Primarie per le nazionali e a quelle ancor precedenti, l’ex sindaco potrebbe contare di più. Si parla di una riunione di partito a breve in cui si dovrebbe decidere la linea del partito e le rappresentanze negli organi provinciali. Basterà qualche ora al chiuso di una stanza per risolvere il tutto? O dovrà diventare di moda una parolina mai pronunciata dal centrosinistra di Rotondella per le comunali, ma che questa volta, chissà, potrebbe avere un senso: Primarie?

E cosa accade dall'altra parte, in quel “guazzabuglio” che a Rotondella non è mai stato un vero e compatto centrodestra? Lì c'è un mondo variegato  e tutto da organizzare. Tra tante incognite, però, qualcosa comincia a muoversi. A breve in una prossima “puntata”.


Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata 

20 dic 2013

Ministro Zanonato, ecco l'Enea che oggi la accoglierà

di Pino Suriano

Cinquant'anni e sentirli tutti, ma proprio tutti, con gli acciacchi e i dolori di una vecchiaia che avanza ogni giorno di più. Oggi si festeggia mezzo secolo dalla nascita del centro Enea di Rotondella. Qualche mese fa i ricercatori di un altro centro Enea, quello di Frascati, raccontarono al Corriere della Sera di non aver mai visto un ministro nel loro centro, seppure a due passi da Roma. Era un modo per esprimere la distanza e il disinteresse della politica verso il mondo della ricerca. In Trisaia, al contrario, il ministro si farà vedere in carne e ossa. E’ atteso per questa mattina Flavio Zanonato, titolare dello Sviluppo Economico. La sua presenza è un bel segnale. Sarà utile, però, che il contesto celebrativo non tolga spazio a un’analisi concreta dei problemi che il Centro di Trisaia, al pari e forse ancor più degli altri centri sparsi in Italia, sta vivendo con drammaticità sempre maggiore.
Il primo tema sarebbe lunghissimo, per certi versi inestricabile: è quello dei misteri, dei traffici sospetti, delle inchieste giudiziarie, della scommessa americana su un metodo di recupero dell’uranio considerato desueto dopo pochi anni e del fardello di pericolose scorie che quel “piccolo” errore di valutazione ha lasciato. Lo risparmieremo al Ministro, ascrivendolo, per convenzione, alla voce “letteratura”. Tra il giallo e il thriller, con qualche venatura di commedia.
Molto meno suggestivo, ma forse più drammatico, è lo spettacolo di “macelleria sociale” che potrebbe trovarsi davanti oggi. E’ bene che sappia, il signor Ministro, che la sala che oggi lo ospiterà è pulita da operatori che lavorano per cifre vicine alle 400 euro mensili (!) con spese di trasporto a proprio carico. E’ bene che sappia degli infiniti tavoli tra amministrazione del centro, sindacati, Prefettura e lavoratori per i continui tagli sugli appalti dei servizi esternalizzati. E’ bene che sappia dell’operatore di sicurezza che ha raccontato al Quotidiano di non aver potuto mandare la figlia all’Università per i tagli al suo stipendio.
Dovrebbe già conoscere, al contrario, qualche cifra macroscopica che lo riguarda. Nella metà degli anni '80 tra tutti i centri Enea arrivavano 976 milioni di euro di trasferimenti statali, oggi sono 152. Il dato è imponente e inequivocabile: lo Stato non ci crede più. Non bastano neppure per pagare gli stipendi. Sono pochissimi, e neppure spesi al meglio a quanto pare. Un’inchiesta del Corriere, infatti, ha raccontato come il 10 per cento di questi lavoratori sia ancora addetto ai settori originari. Traduzione: paghiamo gente che, in centri di ricerca (ricerca eh?) continua a svolgere funzioni simili a quelle che svolgeva, nel migliore dei casi, ai tempi di Reagan e del Muro di Berlino. Quando c’era ancora il nucleare, per intenderci.
Erano tempi di vacche grasse. Chi avesse fatto un giro nel Centro, allora e fino a qualche anno fa, avrebbe trovato in piena attività palestre con attrezzi, campi da calcio e tennis, trasporti garantiti a tutti  e numerosi benefit che in altri settori del pubblico sono semplicemente un sogno. E che è meglio non raccontare, per decoro, ai giovani che pagano oggi gli eccessi di ieri e che un lavoro non l’hanno neppure mai visto. A proposito di eccessi, lo sa il signor Ministro che al Centro di Trisaia il numero degli amministrativi è quasi superiore a quello dei tecnici? Cioè, quelli che dovrebbero fare da supporto sono quasi più di quelli che operano per l’obiettivo finale (la ricerca, appunto)? Immaginatelo, un Municipio con quindici impiegati al lavoro per dare servizi a un comune di circa dieci abitanti.
Come mai? Chiederlo a chi c’era: la politica, l’esigenza di “infornare” clientele senza programmare, ma anche un altro tema, quello dei trasferimenti. Naturalmente da Sud a Nord. Qualche anno fa un ex assessore comunale di Rotondella, Antonio Dimatteo, denunciò la parità numerica tra gli assunti nel centro lucano e quanti avevano fatto, di lì a poco tempo, richiesta di trasferimento in altri centri. Tradotto: molti venivano assunti qui (spesso anche con fondi  dell’ex cassa per il Mezzogiorno o altri fondi di enti locali) e poi, una volta sistemati, chiedevano di trasferirsi. Il Sud finanziava in parte le assunzioni ma non tratteneva le intelligenze. I sindacati, in più di un’occasione, denunciarono addirittura il trasferimento di macchinari acquistati qui e poi mandati in  altri centri: una vera spoliazione.

Sono solo piccoli schizzi di un quadro più complesso. Non si vuole così rovinare la festa, né disconoscere quanto il territorio debba a questo centro in termini di lavoro e sviluppo (più lavoro che sviluppo, per la verità). Sputare sul “piatto Enea”, o dirne il male, o raccontarsi la sciocchezza secondo cui avrebbe penalizzato l'agricoltura e il turismo, non aiuterebbe molto. Ma passare avanti, festeggiare, raccontare qualche bel progetto di ricerca e dirsi che in fondo è tutto ok, ecco… questo aiuterebbe ancor meno.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

4 set 2013

Il Parco di Valsinni su Puglia Live

Ricca intervista di PugliaLive a Rocco Truncellito, presidente del Parco Letterario Isabella Morra di Valsinni.

Cliccare qui per leggere. 

19 ago 2013

Tragico incidente a Nova Siri, muoiono padre e figlio di sette anni

Di seguito la prima nota stampa sulla vicenda dal sito ilmetapontino.it L'incidente dovrebbe essere accaduto sulla strada che conduce da Nova Siri Scalo.

http://www.ilmetapontino.it/cronaca/10594-tragico-incidente-sulla-sp-104-a-nova-siri-perdono-la-vita-padre-e-figlio.html

17 ago 2013

Uranio a Rotondella. Ma a noi perché conviene. Le domande di Ivano Farina sul Manifesto

Oggi sul Manifesto nuovo articolo di Ivano Farina sulla vicenda del trasporto di uranio.
Risolleva due grandi domande: dove è andato a finire? E soprattutto, perché?

Di seguito il link

http://www.karakteria.org/contenuti/13/08/17/trasporto-segreto-dalla-trisaia-dove-si-trova-il-materiale-trasportato-dovè-se-cè

14 ago 2013

A Rotondella si celebra Sua Maestà u' pastizz'

Signore e signori, Sua Maestà U' pastizz è celebrato stasera in una sagra. 
Ricordiamo che ha da poco ottenuto il riconoscimento del Ministero delle Politiche Agricole, come prodotto agro-alimentare tradizionale. Il comune ha già approvato il Regolamento per il suo utilizzo, il Disciplinare di produzione ed il logo con la modalità tecniche di applicazione.

Qui l'articolo di Emmenews  http://www.emmenews.com/approvato-regolamento-uso-marchio-pastizz-rtunnar/

Qui una ricetta per la preparazione http://www.weekendinbasilicata.it/pastizzi-e-falaoni-di-rotondella/

13 ago 2013

No Scorie e No Triv attaccano Cinemadamare per i finanziamenti da Total

Leggo e pubblico questa nota, pur non condividendola.

Cinema da catrame, quando la cultura e l’etica non salvano il mare. E’ praticamente simile al catrame il petrolio che vogliono estrarre a Tempa Rossa in Corleto, a Tempa la Petrosa in territorio di Nova Siri – scrivono Med No Triv e No Scorie Trisaia in un comunicato stampa sull’iniziativa promossa a Nova Siri che vede tra gli sponsor la Total-  o peggio nel mar Jonio a opere di ben 7 compagnie petrolifere con srl al seguito. 

Il resto qui (http://www.olambientalista.it/cinemadacatrame-non-salva-il-mare/) 


Qui il link agli sponsor della rassegna http://www.cinemadamare.com/index.php?option=com_content&view=article&id=167%%203Apartner&catid=33%3Ainfo-festival&Itemid=190&lang

Se la letteratura parla della crisi

13 agosto ore 21 presso l’Anfiteatro Comunale di Policoro
Chi può dire qualcosa sulla crisi, su come comprenderla e affrontarla? Quali esperti, quali scienze? Solo quelle economiche, finanziarie, quelle del lavoro? E se un tentativo, quasi timido e imbarazzato, arrivasse dalla letteratura? Il tentativo di dire qualcosa in merito, magari la più importante?
"In questo paese  - scrive il poeta e critico letterario Davide Rondoni - si parla molto di grandi riforme. Della costituzione, dell'architettura federale, del fisco. In molti, tra politici e opinionisti, si riempiono la bocca di tale necessità. Ma io credo che comunque senza una riforma del modo di insegnare letteratura siamo spacciati. Destinati a perire come paese. Perché è destinato a sparire il gusto della nostra lingua profonda e la poesia dell'Italia. Si corroderà del tutto il gusto, corrodendosi del tutto l'anima".
Si parte da qui, domani sera, martedì 13 agosto, alle ore 21 presso l’Anfiteatro Comunale di Policoro. “Incontro con i Grandi della Letteratura” è il titolo della serata di pubbliche letture inserita nella più ampia rassegna “L’arte incontra la bellezza”, organizzata per la prima edizione dall’associazione culturale La Scuola di Atene, con interventi degli insegnanti Michele Borraccia, Andrea Borraccia, Giovanna Epifania e Rosanna Leo. Introduce Pino Suriano. L’evento è patrocinato dal Comune di Policoro (cartellone estivo Siritide Estate 2013, rassegna “Cultura in Magna Grecia”). Il tentativo è quello di dire qualcosa sull’uomo, sulla sua esistenza, sulla sua crisi. Magari con “l’aiuto” di Ovidio, Dante, Pavese, Calvino…
 

Pino Suriano