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| Salvatore Scarpato |
21 lug 2011
NOVA SIRI - La Basilicata dice no, il progetto per disabili si fa in Calabria
NOVA SIRI - Approvato il progetto per lo svincolo
ROTONDELLA - Lacopo: "Non mi dimetto per la vicenda del campo"

L'ex assessore allo Sport chiarisce: "Nessuna frizione con il sindaco e la giunta"
ROTONDELLA – “Le mie dimissioni non hanno nulla a che fare con la vicenda del campo sportivo”. Domenico Lacopo, ex assessore comunale allo Sport e alle Politiche Sociali, ci tiene a un chiarimento. Si era dimesso il 15 luglio scorso “per motivazioni di carattere personale”, come aveva scritto nella lettera di dimissioni, con riferimento alla sua nuova attività lavorativa lontano da Rotondella. Aveva destato qualche perplessità, però, il fatto che la lettera, già pronta da tempo, fosse arrivata in municipio proprio all’indomani della decisione dell’Adp Rotondella di non iscrivere la squadra al Campionato di Promozione, qualora non fosse stato reso agibile il campo sportivo di Rione Mortella. Si era pensato, perciò, alla volontà di dare un segnale forte all’amministrazione per la soluzione del problema.
L’assessore ha voluto spiegare che le due vicende non sarebbero collegate. “Non essendo attaccato alle poltrone e siccome non vivo di politica, ho deciso di dimettermi per far sì che in futuro le mie deleghe vengano assegnate a qualcuno che abbia maggior tempo disponibile da dedicare all’Amministrazione. Le problematiche relative al campo sportivo e alle diatribe tra l’Amministrazione Comunale e l’Adp Rotondella, nel cui organico sono presenti alcuni miei amici e parte dei miei elettori del giugno 2009,non sono state assolutamente le cause scatenanti. Naturalmente, spero vivamente che questo problema del campo sportivo venga risolto in tempi brevi per permettere a tutte le società, rotondellesi e non, di usufruirne a pieno regime. Sono certo che avverrà presto, avendo fiducia totale nella mia Amministrazione”.
Lacopo sottolinea con forza il possessivo. Sente suo il gruppo di centrosinistra, che continuerà ad appoggiare in Consiglio. Nessuna frizione, dunque. “Sono onorato di aver fatto parte per due anni della Giunta guidata da Enzo Francomano,che stimo come persona, come uomo politico e soprattutto come amico. Rimarrò sempre al suo fianco in questa esperienza amministrativa”.
Sul Quotidiano, nei giorni scorsi, si era fatto cenno alle difficoltà incontrate nel suo assessorato, in un momento in cui le strutture sportive hanno raggiunto minimi storici, nonostante il positivo sviluppo di tante realtà associative. Si era parlato del suo assessorato “scomodo”, fatto di poca visibilità ma molti problemi.
“Non credo proprio – spiega - di aver avuto poca visibilità rispetto agli altri componenti della Giunta. Non per caso, tra le mie deleghe, vi era quella alle Politiche Sociali, sicuramente una delega importante per una piccola comunità come la nostra. E comunque, a dirla tutta, io non sono alla ricerca di visibilità. Anzi, il mio carattere mi porta spesso a nascondermi lavorando in silenzio, senza per forza di cose voler apparire in prima fila sul carro dei vincitori”. Il rischio, però, è che qualche possa si possa apparire su quello degli sconfitti: Lacopo, forse non per sua responsabilità e con una buona dose di sfortuna, si è trovato a lasciare con situazioni di disagio(il riferimento è alle strutture sportive) di cui si sono visti i problemi, ma non, per adesso, le soluzioni.
Pino Suriano- pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 20 luglio 2011
19 lug 2011
Guido Vicino, il sindaco cattolico ferito da Gesù
POLICORO – E’ certamente casuale, ma non privo di significato, che il convegno commemorativo in onore dell’ex sindaco di Policoro, Guido Vicino, scomparso esattamente un anno fa, sia giunto all’indomani dell’accorato appello di Emilio Colombo a un rinnovato impegno dei cattolici in politica. Dall’ex Presidente del Consiglio è arrivato il prospetto ideale di un nuovo possibile impegno, da Policor
o, quasi fosse una risposta, è arrivato il ritratto vivo e concreto, per nulla idealizzato, di un uomo serio con l’esperienza cristiana e con i suoi conseguenti valori sociali e civili.Ma nella vita di Guido Vicino, se è possibile dirlo, c’è stato anche qualcosa di più. Perché era già un politico cattolico, serio e onesto, quando rincontrò Gesù attraverso il carisma del Rinnovamento nello Spirito Santo. Fu allora che la convinzione della fede divenne passione, che quella stima e quella devozione divennero amore.
A quel tempo i politici non erano ben visti in certi contesti. Donato Scianameo, ex coordinatore del Rns Basilicata, lo ha ricordato con piglio vivace e profondo: “Per molti il Rinnovamento era solo preghiera e i politici erano guardati con sospetto, perché si pensava che entrassero per chissà quale strumentalizzazione elettorale. Guido subì, all’inizio, questo pregiudizio”. Non fu difficile capire, però, che la religiosità di quell’uomo era autentica e che, proprio per questa ragione, tutto il suo patrimonio di esperienza politica non andava buttato ma rilanciato, o, per dire una parola cara al suo carisma, “rinnovato” dalla preghiera.
E l’esperienza politica, a Guido Vicino, certamente non mancava. Policoro era la “sua” Policoro, ne parlava con un affetto quasi paterno, come ha ricordato la figlia Alessandra. Per lui, del resto, parlano i fatti. Quelli che, con la commozione dell’amico vero, ha elencato Cosimo Delli Veneri: “Guido ha animato ben dodici cooperative edilizie. Se il secondo piano di zona è quello che è, molto si deve a lui”. Vicino, da sindaco e responsabile delle Acli, compì anche azioni per la disabilità, istituì le prime associazioni sportive della città, una Consulta Sociale per combattere il nascente fenomeno della droga e molto altro ancora.
La passione sociale in senso ampio, però, in lui divenne anche passione concreta alla vita degli uomini, del singolo uomo. C’è un fatto che parla più di tanti possibili aggettivi. All’inizio degli anni ’90 sulle rive dello Jonio sbarcarono i primi albanesi. Furono accampati nei camping della costa, dove talvolta commisero furti e altre scorrerie. Da molti erano guardati con sospetto. Per qualcuno, però, andò diversamente. Il 17enne Saimir, imbarcatosi dall’Albania dopo aver detto ai familiari che si stava recando a scuola, in Italia non trovò solo sospetto e pregiudizio, ma anche accoglienza: fu ospitato per quattro anni nella casa di Guido, che si commosse per la vicenda umana, e dalla sua famiglia fu introdotto alla fede cristiana, tanto da voler chiedere e ricevere il battesimo e i sacramenti.
E’ un piccolo-grande esempio di come dalla fede sia sgorgato il coraggio dell’azione. Le testimonianze sulla sua vita, giunte alla fine del convegno, hanno caricato di significato e di un’immagine concreta i richiami giunti dai precedenti relatori. Più chiare sono divenute le parole di monsignor Agostino Superbo, che aveva ricordato, in proposito, una bellissima frase di un documento dei vescovi del 1981. “Se non abbiamo fatto abbastanza per il mondo, non è perché siamo cristiani, ma perché non lo siamo abbastanza”. E cariche di significato, dopo i racconti della sua vita, sono risuonate anche le parole del senatore Giampaolo D’Andrea, che aveva sottolineato “l’inscindibilità, per l’uomo politico, di efficienza amministrativa e moralità”. Si è compreso bene, infine, anche il senso profondo della scelta del Rns di Basilicata di intitolare a Guido una Scuola di Formazione alla Socialità e alla Cittadinanza, che dall’autunno prossimo il movimento animerà, aprendola a chiunque voglia prendervi parte, come hanno annunciato Rosario Solazzo e Lindo Monaco, rispettivamente attuale ed ex coordinatore del Rns di Basilicata. Si partirà proprio da lì, da quel coraggio dell’azione che solo una fede autentica può generare, per arrivare ai valori umani che ne discendono. Torna alla mente una bellissima frase dello scrittore portoghese Fernando Pessoa. Nel suo poema Messaggio, del 1934, ha scritto: “Pieno di Dio, non temo ciò che verrà / perché qualunque cosa avvenga, non sarà mai / più grande della mia anima”.
Pino Suriano pubblicato su Il Quotidiano della Basilicata del 19.07.2011
18esimo di don Tommaso Latronico

Nel 18° anniversario della morte di Don Tommaso Latronico sabato 23 luglio 2011 alle 19,30 sarà celebrata la S. Messa nella Chiesa Madre di Nova Siri paese. Lo ha reso noto il senatore Cosimo Latronico.
"Perché mi sono dimesso". Parla l'assessore Lacopo
Il sindaco di Nova Siri tuona contro le Poste
Approvato il progetto per la variante ss 106 di Nova Siri
18 lug 2011
Guido Vicino. Il sindaco cattolico
Domani 19 giugno, nelle pagine del Quotidiano, l'articolo sul convegno commemorativo in onore di Guido Vicini, ex sindaco di Policoro per due mandati.
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16 lug 2011
ROTONDELLA - Si dimette l'assessore Domenico Lacopo

Una notizia attesa. Era nell’aria da tempo la volontà di Domenico Lacopo, Assessore allo Sport e alle Politiche Sociali, di riconsegnare le deleghe nelle mani del sindaco, Vincenzo Francomano. La decisione, già maturata nei mesi scorsi, è stata formalizzata venerdì mattina con una lettera in cui si fa riferimento a “motivazioni di carattere personale”, legate all’attività lavorativa dell’ormai ex assessore.
“Lavorando fuori da Rotondella – ha scritto Lacopo - non dispongo più del tempo necessario a ricoprire in maniera adeguata il ruolo assegnatomi nel giugno 2009. Credo sia meglio che il mio posto venga preso da chi può dedicare maggior tempo ad un ruolo amministrativo che richiede impegno costante”.
Un quadro limpido, e, almeno in apparenza, non conflittuale. La scelta del momento, però, lascia pensare. Si dice che la sua lettera di dimissioni fosse già pronta da tempo, ma nella stanza del sindaco è arrivata in un momento particolare, proprio all’indomani di una dura presa di posizione dell’Associazione Polisportiva di Rotondella, che comunicava, in segno di protesta, la volontà di non iscrivere la squadra locale al Campionato di Promozione prima dello sblocco del campo sportivo, ancora impraticabile per le partite ufficiali dopo uno smottamento del terreno avvenuto appena dopo (è questo il paradosso) la fine dei lavori di riassestamento. Già in passato, del resto, erano trapelati segnali di frizione tra l’amministrazione comunale e l’associazione Polisportiva, che, a quanto pare, aveva dato un massiccio sostegno elettorale allo stesso Lacopo.
Ancora non è chiaro se le due cose siano legate. Di sicuro, però, la grottesca del campo vicenda ha caratterizzato pesantemente l’immagine del suo mandato da assessore. Lacopo ha dovuto gestire il peso di un assessorato piuttosto “scomodo”: tante situazioni complicate in cambio di poca visibilità e, forse, poste in bilancio non proprio larghe. Una maggiore visibilità, nell’arco del mandato, hanno certamente avuto gli altri due giovani assessori del Pd, Maria Cuccarese e Vincenzo Montesano (in quota Margherita, a differenza di Lacopo, che invece proviene dalle fila dei Ds, di cui è stato segretario cittadino).
Lacopo lascia le deleghe con il campo sportivo non sbloccato e le altre strutture sportive ancora ferme. Se ne va con la principale associazione sportiva in protesta nei confronti dell’amministrazione comunale. Non proprio tra gli applausi, insomma. Lascia, comunque, con la sua riconosciuta umiltà e senza creare clamore, garantendo “il pieno sostegno al progetto amministrativo della coalizione di centrosinistra”. Il sindaco, Vincenzo Francomano, ha fatto sapere di avere apprezzato “il senso di responsabilità dimostrato dal consigliere Lacopo” e, per ora, ha avocato a sé le deleghe assessorili. E’ una scelta momentanea? Di certo, tra i consiglieri senza deleghe, non manca chi potrebbe gradire. Due nomi su tutti: il Presidente del Consiglio Comunale Salvatore Fortunato e il consigliere indipendente Roberto Giannantonio, secondo della lista per numero di preferenze, ma rimasto senza deleghe.
Pino Suriano
Pubblicato sul Quotidiano della Basilicata
NOVA SIRI - LA MAGGIORANZA HA ANCORA I NUMERI
Solo il tempo, però, potrà dire quanto sia solido e durevole il dato emerso. Era lecito attendersi cifre più risicate (se non proprio a rischio) dopo la sequenza di segnali ostili, arrivati a grappoli nelle ultime settimane sulla scrivania del sindaco, Pino Santarcangelo.
A parte la nota querelle con l'ex vice sindaco Michele Laddomata (doppia revoca del sindaco dopo il primo reintegro del Tar e in attesa di Sentenza sul nuovo ricorso, forse in arrivo a dicembre), il primo cittadino arrivava da un mese non proprio sereno: revoca delle deleghe al consigliere Giuseppe D'Armento; abbandono della delega alla Manutenzione da parte di Antonio Toscani (con tanto di lettera piccata sul mancato ascolto delle sue istanze); abbandono della delega al Personale di Giuseppe Settembrino; e voci di presunti mal di pancia (comunque sempre gestiti con riserbo e moderazione) di Dino Padula.
Eppure, alla conta dei voti, è 11-5, con un astenuto. I malumori, almeno per ora, non diventano rotture. Michele Laddomata vota con la maggioranza, e sul bilancio ci tiene a fare una dichiarazione di voto: "Tutti i pagamenti dell'ente - spiega - vanno onorati, per questo dico sì al bilancio. Assumo le mie responsabilità perché, nonostante la personale vicenda con il sindaco, mi sento a tutti gli effetti un consigliere di maggioranza". Come lui votano a favore anche Toscani e Padula. E, naturalmente, anche l'assessore ai Lavori Pubblici, Francesco Tarsia, che presenta la relazione sul Piano Annuale.
Diversa la scelta di Giuseppe D'Armento, che preferisce astenersi. Non gli piace troppo il Piano Annuale dei Lavori: "Senza reali coperture di cassa e troppo futuristico". Non lo fa impazzire neppure il Bilancio, di cui contesta "la scelta di prevedere l'assunzione di due posti part-time e non uno a orario intero, per aggirare la mobilità nel settore della Polizia Municipale". Non ci sta il sindaco, che obietta: "Siamo nel rispetto della legge e comunque anche per i part-time stiamo prevedendo la mobilità". "La legge lo consente ma non è etico - ribatte ancora l'ex consigliere delegato - perché nessuno si trasferirà per un part-time e avremo di fatto scoraggiato la mobilità". Eppure, al momento del voto, lo stesso D'Armento chiarisce: "Questi sono limiti gravi, ma non me la sento di dare voto contrario a un bilancio che ritengo comunque moderato. Capisco le difficoltà di chi amministra e riconosco il serio lavoro dell'assessore al ramo (ndr. Settembrino)".
Più critico il Pd: Nino Dimatteo contesta "la pochezza del cartellone estivo", per Massimo Varasano, invece, "le poste contabili non hanno nulla a che fare con il trend storico. E' un bilancio che non si regge - spiega - le cifre previste per la riscossione dell'evasione sulle imposte locali sono assolutamente sproporzionate rispetto a quanto potremo realisticamente percepire. I dati degli anni scorsi parlano chiaro". C'è poi un'importante segnalazione sulla spesa corrente, "che bisognerebbe cominciare a ridurre in previsione dei futuri aggravi fiscali per gli enti locali". Il sindaco fa appello al buonsenso e alle difficoltà dei bilanci ridotti, invita a guardare le analogie con le soluzioni proposte da altri comuni del metapontino. Simili appelli arrivano da Vincenzo Pavese, assessore all'Urbanistica. L'assessore al Bilancio, Pino Settembrino, chiede invece di considerare i vincoli di legge, i tagli subiti dagli enti sovracomunali e, comunque, il mancato aumento di imposte locali per i cittadini. Le spiegazioni che non soddisfano la minoranza, come spiega il capogruppo Pd Pasquale Favale, che annuncia voto contrario. Poi, dopo lunghe discussioni e qualche inutile scaramuccia (i cui protagonisti si scusano presto) si arriva al voto, con l'esito già descritto. La maggioranza non sarà in piena salute (lo ammette implicitamente lo stesso sindaco: "non sono mai andato in giro a dire che va tutto bene" ), e non mostra certo quella compattezza che, probabilmente, non ha mai avuto dal primo giorno di insediamento. Ma anche i voti contrari, per ora, rimangono cinque: esattamente gli stessi del primo consiglio di due anni fa.
Se esistessero solo i numeri, davvero si potrebbe dire che poco o nulla è cambiato. Di fatto non è così. Vedremo se e quanto potrà durare questa apparente "quiete dopo la tempesta".
12 lug 2011
NOVA SIRI - "Così ci rovinano l'immagine!
NOVA SIRI - Carlo Lermani è proprietario e gestore di un bar in pieno centro a Nova Siri Scalo. Nei giorni scorsi ha ricevuto le telefonate di due clienti della provincia di Potenza, storici frequentatori estivi del centro jonico. "Ma che succede a Nova Siri? Abbiamo letto sulla stampa di degrado e sporcizia, il paese viene dipinto come una discarica a cielo aperto. Non dobbiamo mica cambiare meta quest’anno?".
Lermani (per tutti è “Carlone”) ha incassato il colpo e ha portato la rabbia che aveva in corpo a un incontro con i commercianti locali per l'organizzazione della Notte Bianca. Ha comunicato ai colleghi il proprio stato d’animo e ha scoperto che quella stessa rabbia era condivisa da molti altri.
Non è andata giù, a lui e ad altri operatori commerciali, la campagna mediatica che l’opposizione comunale del Pd (in particolare il capogruppo, Pasquale Favale) ha messo in piedi nei giorni scorsi sul presunto stato di degrado ambientale del centro, con tanto di dossier fotografico. Ne è nato un piccolo comitato spontaneo (di cui Lermani è stato informalmente nominato portavoce) con l’intento di riabilitare l’immagine del territorio. Gli hanno chiesto di rendere pubblico un messaggio forte e chiaro: Nova Siri non è un centro sporco, come si vorrebbe farlo apparire.
“Girare un territorio di ampia superficie, come ha fatto il Pd, e trovare punti critici non è difficile. Si potrebbe farlo ovunque: a casa di ciascuno di noi, se si volesse, si potrebbe trovare la cosiddetta ragnatela sul soffitto, ma dipingere il paese come una discarica a cielo aperto pare eccessivo, oltre che dannoso”.
A muovere i commercianti, infatti, è una ragione molto semplice: “Una cattiva campagna sul territorio – spiega - ci danneggia economicamente”. C’è, insomma, il timore che calcare la mano sul presunto degrado ambientale abbia come prima conseguenza proprio la fuga dei turisti.
“Intendiamoci – chiarisce Lermani – sappiamo bene che alcuni dei problemi segnalati sono reali, ma questa ostinata ricerca della visibilità mediatica, anche a spese del territorio, a mio parere non giova a nessuno, neppure all'opposizione stessa. La sede appropriata per chi vuole fare opposizione costruttiva è il Consiglio Comunale, ma andare sui giornali in questo periodo, con cadenza puntuale e ostinata, pare del tutto inutile. Una minoranza consiliare che avesse a cuore il territorio avrebbe potuto fare lo stesso dossier fotografico e mostrarlo in consiglio comunale, avrebbe anche potuto interpellare i commercianti per fare delle pressioni al fine di risolvere i problemi e avrebbe certamente ottenuto il nostro supporto costruttivo, ma, per il bene del paese, avrebbe dovuto evitare di enfatizzare i problemi, come invece sta facendo. I panni sporchi si lavano in famiglia, almeno se si tiene alla famiglia più che alla propria immagine”.
Il risentimento di Lermani cresce quando pensa agli sforzi che la categoria commerciale sta compiendo. “Ci stiamo impegnando per organizzare due giorni di Notte Bianca anziché uno come l’anno scorso, stiamo abbassando notevolmente i prezzi e molti di noi hanno reso i locali più accoglienti con moderne ristrutturazioni. Nova Siri era e rimane una meta attraente. Se la politica non riesce a darci supporto, che almeno non diventi ostacolo”.
Gli si obietta che però, di fatto, non è tutto rose e fiori. Lui annuisce e parla con chiarezza. “Certamente sono numerose le criticità che emergono a più livelli, anche imputabili a chi amministra, come le tante buche sulle strade e un cartellone estivo che non è proprio il massimo, ma ripeto, le cose vanno segnalate, non enfatizzate o, peggio, strumentalizzate”.
Il caso, talvolta, è beffardo. Mentre conversiamo si avvicina al tavolo un gruppo di turisti romani. Stanno andando via dopo qualche giorno di permanenza e ringraziano per il servizio. "Grazie di tutto, siamo stati bene. Nova Siri è un paese accogliente e pulito". Pulito? A loro è sembrato di sì. Carlone sorride e sospira: “Si vede che non hanno letto i giornali”.
Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 12 luglio 2011
23 feb 2011
Appalti facili. Arriva il parere dell'Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici
Non rispettati i principi di non discriminazione delle imprese
Il sindaco Francomano: “Solo un richiamo, nessuna contestazione”
Antonio Dimatteo, Udc: “Visto che avevamo ragione?”
ROTONDELLA – C’è un nuovo elemento nella vicenda “appalti facili” al comune di Rotondella. E’ il parere che l’Avcp (Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture) ha trasmesso all’Amministrazione Comunale in seguito al ricorso di due imprenditori locali, Nicola Bianco e Antonio Dimatteo, che a novembre avevano messo sotto accusa le procedure di aggiudicazione di quattro lavori pubblici, tutti appaltati con il metodo della procedura negoziata (ex trattativa privata).
Questo il testo: “La stazione appaltante (il comune di Rotondella, ndr.) ha invitato direttamente alcune imprese secondo l’art. 57 comma 6 del Decreto legislativo 163/06, senza pubblicare un avviso a manifestare interesse alla gara e successivamente selezionare le imprese da invitare. Nel merito, non sono stati seguiti, per l’appalto di cui in oggetto, i principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza dettati dall’art. 122 comma 7 bis del Decreto Legislativo 163/06 […] Pertanto, si richiama l’attenzione della stazione appaltante ad una più rigorosa applicazione della norma regolata dagli articoli sopra citati”.
In altre parole, secondo l’Autorità, il Responsabile del procedimento avrebbe dovuto effettuare una preselezione delle imprese, tramite un avviso pubblico atto a raccogliere le loro manifestazioni di interesse. E solo successivamente avrebbe potuto selezionare quelle ritenute più idonee e invitarle alla procedura. A quanto pare non avrebbe fatto così, selezionandole direttamente (e “arbitrariamente”, a giudizio degli imprenditori) da un Albo Comunale delle imprese di fiducia.
E’ l’aspetto che ha fatto gridare alla discriminazione, poiché, sempre secondo gli imprenditori ricorrenti, le modalità di selezione avrebbero impedito una effettiva rotazione delle imprese locali, garantendo inviti a chi già aveva ottenuto dei lavori. E’ una mancanza che, di fatto, oggi l’Autorità riconosce, almeno in termini di procedure, naturalmente senza entrare nel merito di eventuali ipotesi di intrecci politico-affaristici. C’è da notare, infatti, che al richiamo dell’Autorità non si accompagnano richieste di controdeduzione, né esplicite contestazioni sulla legittimità degli atti.
E’ un aspetto che il sindaco, Vincenzo Francomano, ha sottolineato con forza. “Innanzitutto ci tengo a spiegare che il parere si basa solo ed esclusivamente sui documenti inviati dai ricorrenti. E comunque è bene notare che non sono contestati profili di legittimità e illegalità dell’operato dell’Ente, né ci sono richieste di controdeduzione di alcun genere. Ho comunque dato indirizzo ai Responsabili degli Uffici preposti di attenersi, per i prossimi lavori, al richiamo dell’Autorità, di cui abbiamo il massimo rispetto. Sul piano politico – ha aggiunto il primo cittadino – ritengo che abbiamo agito sempre e solo nell’interesse della comunità, tentando di rispondere con quelle procedure al carattere di urgenza che le opere in questione presentavano”.
Con toni trionfali si esprime, invece, Antonio Dimatteo, uno dei due imprenditori ricorrenti, nonché referente locale dell’Udc. “Adesso voglio proprio vedere se il Centrosinistra per Rotondella avrà il coraggio di ripetere che siamo professionisti del sospetto. Qualcuno forse dovrà rimangiarsi le parole pronunciate, di fronte all’evidenza dei fatti e a un richiamo tanto esplicito. Ci tengo a ricordare che l’Amministrazione era stata avvisata in tutti i modi. Già prima delle aggiudicazioni sospette, nel mese di settembre, il consigliere Tina Bianco, con una lettera, aveva chiesto di controllare le procedure. Ad ottobre era arrivato, sull’argomento, un parere dell’Api. A novembre eravamo stati noi (i due imprenditori) a chiedere le opportune verifiche. Qualcuno ha voluto farci passare per ciarlatani, ma adesso che è arrivato il chiarissimo parere dell’Autorità, voglio proprio vedere se il sindaco ripeterà quello che disse a novembre in Consiglio comunale, e cioè che l’Ufficio in questione avrebbe operato secondo i principi della imparzialità, proporzionalità e trasparenza. A questo punto, forse, qualche dubbio dovrebbe venire anche a lui”.
4 feb 2011
Salva la dirigenza scolastica. Almeno per quest'anno
ROTONDELLA - Salvi ancora una volta. Non ha il crisma dell'ufficialità, ma l'annuncio di Luca Braia è certamente attendibile. In una nota diffusa nel tardo pomeriggio di sabato, il consigliere regionale del Pd ha annunciato il mantenimento della dirigenza scolastica a Rotondella. Sarà bene, comunque, attendere la seduta del Consiglio Regionale di oggi, che dovrebbe sancire ufficialmente la decisione, ma un sospiro di sollievo si può già tirare.
L'Istituto Comprensivo di Rotondella non sarà accorpato con il secondo circolo di Policoro, come aveva stabilito la Giunta Regionale nei primi giorni di gennaio, ma manterrà l’autonomia. Le parole di Braia lasciano intendere anche le ragioni che hanno consentito questo piccolo "lodo" per un comune che, di fatto, non ha i numeri per essere autonomo in rapporto alle indicazioni ministeriali. Per il consigliere l’autonomia sarebbe stata accettata per Rotondella “in quanto paese da tutelare, sostenere e compensare, perché già fortemente interessato e penalizzato dalla presenza di fenomeni ambientali negativi, dal forte impatto demografico anche se caratterizzato da un buon dinamismo economico e meta di molti immigrati che stanno arrivando nel paese per le attività lavorative stagionali legate all’agricoltura ed al turismo”. Il riferimento, neppure troppo velato, è alla presenza sul territorio del centro Enea della Trisaia.
Rotondella , insomma, ce l’ha fatta di nuovo, come già nel gennaio 2009, quando si presentò esattamente la stessa situazione. La concessione della deroga, però, non può essere considerata definitiva e, prima o poi, se non ci sarà un’inversione di tendenza nel numero delle iscrizioni (ad oggi difficilmente ipotizzabile), l’autonomia non potrà essere eterna. Questa riflessione apre il campo a una domanda che in questi giorni di attesa ha scaldato non poco gli animi: con quale istituto converrà accorparsi, quando l'autonomia non sarà più concessa?
Tra le possibili soluzioni ci sono certamente Policoro, Nova Siri, Tursi e Valsinni. L'ipotesi dell'accorpamento con Policoro, che avrebbe il favore della maggioranza dei docenti, non piace però a tutti. Se da una parte, infatti, c'è chi sottolinea la maggior facilità di collegamento con il centro jonico, dall'altra c'è chi fa notare analogie territoriali con Valsinni. E’ su questa lunghezza d’onda la posizione espressa in una nota anche dall’Udc di Rotondella, che sottolinea, per Valsinni, la comune appartenenza alla Comunità Montana, la gestione associata del Servizio di Polizia Municipale, e la condivisione di alcuni problemi sociali e demografici, quali l’invecchiamento della popolazione, una forte diminuzione della popolazione scolastica, etc. Anche per Nova Siri, qualora fosse possibile l’accorpamento, sembrerebbe esserci una certa disponibilità.
Più che il parere dei docenti e dei partiti, pur legittimo, dovrebbe essere decisivo quello di chi fruisce del servizio scuola: le famiglie. E allora perché non ipotizzare, in via preventiva, un sondaggio che possa raccogliere le loro opinioni, magari nella forma di una vera e propria votazione? Sarebbe il modo migliore per trasferire la scelta nelle mani dei veri soggetti protagonisti della scuola: famiglie e alunni.
Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata
