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4 set 2012

Intervista a Pino Santarcangelo, sindaco di Nova Siri. "Lasciare? Io invece rilancio"

NOVA SIRI – “Il sindaco lontano dalla gente”.  E’ una critica frequente, sulla bocca dei detrattori di Pino Santarcangelo. L’etichetta, però, deve fare i conti con un dato di fatto imponente: da quando ha cominciato a candidarsi al Comune di Nova Siri, e cioè dal lontano 1985, ha sempre vinto. Mai bocciato dalla popolazione, in maggioranza o in minoranza, sempre eletto in Consiglio con un alto numero di preferenze.  Poi, nel 2004 e 2009, le due vittorie da primo cittadino. Insomma quella gente, da cui sarebbe “distante”, gli ha detto sempre sì nel momento che conta: il voto. Un motivo ci sarà. Gli eventi politici degli ultimi mesi, però, non sono stati troppo facili per lui. Nelle scorse settimane l’ex assessore Cosimo Pancaro  gli ha restituito le deleghe, lasciando di fatto la maggioranza a quota nove, il minimo indispensabile per la fiducia. Sembrava l’antefatto della “caduta”, visti i rapporti già burrascosi all’interno del gruppo. E’ andata diversamente: i nove si sono presto ricompattati e hanno firmato un documento comune per la ripartenza. A stretto giro è arrivato anche un piccolo rimpasto di Giunta.
C’è chi vi accusa di arroccamento alla poltrona. Non sarebbe stato meglio lasciare, a questo punto?
Arroccamento? E’ una semplice questione di maggioranza, e perciò di democrazia. Quando Pancaro si è dimesso ho riunito la maggioranza e ho detto: continuiamo? Bene, tutti mi hanno risposto di sì. Se anche uno di loro avesse detto di no avrei lasciato senza drammi, ma farlo ora sarebbe un tradimento verso chi mi ha scelto e attende che si realizzi quanto programmato. Del resto nella storia recente di Nova Siri ci sono state situazioni simili, con le amministrazioni di Latronico (retta da un appoggio socialista) e Battafarano.
Le dimissioni di Pancaro erano attese?  Le motivazioni addotte dall’ex assessore fanno riferimento a una questione di fiducia, quasi una questione personale….
In verità non me le aspettavo. Del resto aveva lavorato bene, mostrando anche capacità di lavoro intellettuale e creatività. Le motivazioni? Pretestuose. Ha scritto di non aver avuto da me la giusta fiducia, ma in politica la fiducia non è mica una questione sentimentale. Io gli ho dato le deleghe, quando avrei potuto conferirle ad altri. Più fiducia di questa? Non sta in piedi, inoltre, quel suo richiamo alla ricucitura urbanistica con il mare come condizione per restare. Tutti sanno bene che non è una cosa che si fa da un giorno all’altro. Pensi che sul regolamento urbanistico abbiamo zone del centro ancora inespresse, anche per mancanza di interesse a costruire, e adesso la grande urgenza sarebbe la strada per il mare?
Veniamo alle deleghe appena conferite. I Lavori Pubblici a Vincenzo Pavese, che deteneva già l’Urbanistica. Un po’ troppo?
Sono stato io a pregarlo di assumere questa grossa responsabilità, per unire le deleghe e avere un unico soggetto di interfaccia con l’Ufficio Tecnico. All’origine, infatti, c’è proprio un problema di funzionamento di questo ufficio. Abbiamo ravvisato comportamenti gravi di inefficienza, non in sintonia con il veloce evolversi delle regole del Pubblico Impiego nei rapporti con la politica ed i cittadini. Abbiamo fatto vari tentativi per riformarlo, anche con nuove provviste di personale, ma non è bastato. Alla fine, dopo aver informato i sindacati, abbiamo avviato la nostra lotta alle zone franche. Chi è pagato dalle tasse della gente deve lavorare. Siamo decisi a mettere in atto tutti gli strumenti messi a disposizione dalla legge per garantirlo: d’altra parte, se un Ufficio non attua quanto programmato dalla politica per lo sviluppo del territorio, che cos’altro si può fare? 
La delega a Pavese è una bocciatura per Francesco Tarsia, ex assessore ai Lavori Pubblici?
Per niente. Abbiamo deciso di premiare le inclinazioni di ciascuno. A Tarsia, che è molto valido sul piano operativo, anche per la sua esperienza professionale, sono state conferite deleghe operative come la Manutenzione e la Protezione Civile.
Il futuro di Nova Siri. Nel documento della maggioranza si rilancia l’attività amministrativa . Ma per fare cosa?
La prima sfida è quella di sbloccare le risorse economiche già previste in bilancio. Per farlo, però, servono “le gambe” dell’ufficio Tecnico. Per questo abbiamo nominato un nuovo responsabile, Arianna Loffreno. Da lei ci attendiamo una svolta per rendere effettivi tanti interventi già ai nastri di partenza. Ne cito alcuni. 1. i lavori per consolidare una fascia di difesa idrogeologica presso il Quartiere Casale nel centro storico; 2. il tombinamento di un canale nei pressi della Caserma dei Carabinieri, già finanziato con 300 mila euro dal Governo, ma bloccato per un ritardo tecnico nella progettazione che si ripercuote su una grossa lottizzazione; 3. sono da progettare e spendere 650 mila euro di compensazioni dell’Anas per il collegamento tra viale della Libertà e l’attuale ss 106; 4. un lavoro per la viabilità del torrente San Nicola; 5. spenderemo 324 mila euro di arredo urbano; 6. sono in fase di conferenza di pianificazione  alcune varianti urbanistiche, tra cui la rivisitazione di Piazza Giovanni XXIII  per la nuova Chiesa e l’Oratorio; 7. c’è la volontà di ripristinare il campo sportivo del centro storico, tentando di superare alcune difficoltà idrogeologiche; 8. ci sono, infine, le questioni annose dei lavori pubblici sospesi per contenziosi: uno già quasi concluso (parcheggio di Via Bachelet) e uno da concludere, per il Corso. Inoltre Pavese sta lavorando per il Piano Strutturale. Un bel po’ di carne a cuocere, no?

Questo è parte di ciò che farete. Qualcosa sul già fatto?

Non poco, direi. Anzitutto gli edifici scolastici, messi in sicurezza. Poi i servizi alla scuola: dopo una settimana dall’inizio delle attività garantiamo la mensa, nominiamo subito i docenti di sostegno, garantiamo il trasporto e forniamo un contributo economico all’Istituto. Sfido chiunque a dimostrare che questa tempistica e questi servizi siano scontati per gli altri comuni. Poi ci sono i servizi sociali. Diamo fondi di sostegno alle famiglie in difficoltà,  abbiamo attivato un Banco Alimentare collegato con la Croce rossa e un innovativo servizio di Housing Sociale, per l’ospitalità ai senzatetto. Non abbiamo lasciato soli gli ultimi, insomma. Inoltre con il Pois, nel centro storico, è in fase di realizzazione un centro sociale all’interno del vecchio asilo, mentre nell’ex mattatoio partirà una struttura polifunzionale. Abbiamo anche chiuso i lavori di riqualificazione del depuratore e licenziato il nuovo Distretto Sanitario. Tralascio poi l’impegno politico profuso per avviare i lavori della ss 106, attesi da decenni. Un’ultima novità: una convenzione con Enel Sole, per rimettere a nuovo la pubblica illuminazione. Pare poco?
Insomma non molla?
Mollare? Rilancio.
Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 2 settembre 2012

5 ago 2011

E' ufficiale. Il mare di Nova Siri è balneabile

Il sindaco di Nova Siri, Giuseppe Santarcangelo, ha reso noto che il mare di Nova Siri è balneabile. Qui il suo comunicato. Di seguito anche la scheda delle ultime crtificazioni Arpab. Cliccate qui per leggere e scaricare. 

28 lug 2011

Dimatteo, consigliere del Pd: "A Nova Siri si trascura la cultura"


Nino Dimatteo, consigliere comunale del Pd
NOVA SIRI - Nell'ultimo consiglio comunale, in occasione della discussione sul bilancio di previsione, aveva richiamato l’attenzione sul cartellone estivo degli eventi, per lui assolutamente "privo di qualità". E, per l’anno successivo, anche privo di un’adeguata somma in bilancio: "E’ incredibile, appena 23 mila euro alla cultura, per un Comune che si fregia di essere una della mete turistiche più importanti della costa jonica lucana".
Ma ciò che ha dato più sconforto a Giovanni Dimatteo, consigliere comunale di minoranza del Pd (con delega “interna” alla Cultura, al Turismo e all'Istruzione) è stata la risposta datagli in consiglio dal sindaco, Pino Santarcangelo, che ha sottolineato come quella somma fosse "già tanto per un piccolo comune come Nova Siri”, in rapporto ai limiti di spesa con cui gli enti locali sono costretti a fare i conti negli ultimi anni. “Parlare di Nova Siri come di un piccolo comune – incalza Dimatteo - con quel tono dimesso e quasi arrendevole usato al sindaco, significa ammettere che non si ha intenzione di scommettere davvero sul potenziale sviluppo del territorio”.
Il consigliere scruta il cartellone estivo, alla ricerca di un evento culturale che sia degno di questo nome. A suo giudizio non ce ne sono. "Sia chiaro - aggiunge Dimatteo - la valorizzazione delle attività culturali animate da soggetti del territorio è positiva, anche perché abbiamo una realtà viva di associazioni (musica, danza, sport, teatro, disabilità, etc.) a cui bisogna dare spazio e sostegno. Ma a queste iniziative è opportuno affiancare qualche evento di spicco, che possa fare da attrattore per un territorio a vocazione turistica come il nostro. Basta prendere in mano i programmi di diversi comuni. Eventi di rilievo, per esempio, non mancano nel cartellone estivo di Rotondella e Policoro, ma da noi non se ne vede traccia. E c'è, come già l'anno scorso, una certa disattenzione nei confronti del lungomare, dove, anche quest'anno, non si faranno molti eventi. Non c'è programmazione, non c'è unitarietà, non c’è prospettiva in questo cartellone che sembra arronzato all'ultimo minuto. A ciò si aggiunga lo stato di incuria e scarsa manutenzione in cui ancora versa la zona mare".
"Certe volte - continua Dimatteo - si ha l'impressione che il sindaco e la sua maggioranza non siano coscienti del potenziale turistico della nostra realtà, di quello che lui chiama piccolo paese, come se non avesse più nulla da chiedere in termini di sviluppo".
Infine una questione di metodo. "In tutto questo – conclude il consigliere – si rileva la totale assenza di coinvolgimento della minoranza. Avrei sinceramente gradito una richiesta di collaborazione nella fase di programmazione, ma nessuno ha pensato di coinvolgermi come membro della minoranza con delega alla cultura e al turismo. Mi dispiace, poi, dover constatare simili risultati, anche perché l'indirizzo del Pd e del nostro capogruppo, Pasquale Favale, è stato sempre quello di concepire l'opposizione in ottica costruttiva e collaborativa. Questo buon auspicio, però, diventa impraticabile, se dall'altra parte non c'è volontà di collaborazione".
Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 27 luglio 2011

19 lug 2011