20 nov 2009

Nova Siri: sì in consiglio all'aumento sulla tassa dei rifiuti

NOVA SIRI - L'annunciata battaglia c'è stata. Non poteva certo passare in sordina un consiglio comunale in cui si approvava un aumento del 27% sulla tassa per i rifiuti solidi urbani a carico dei cittadini. Alla base della "medicina amara", per usare le parole del sindaco Santarcangelo, ci sarebbe un disavanzo delle casse comunali, emerso inaspettatamente nelle scorse settimane e non rilevato precedentemente dagli uffici preposti. Due, in sostanze, le posizioni emerse in consiglio. Da una parte quella della maggioranza, che ha fatto quadrato attorno al sindaco sulla necessità di coprire subito il buco, preferendo "il coraggio di una scelta impopolare all'irresponsabilità amministrativa".

"Il revisore dei conti - ha spiegato Santarcangelo - ha fatto rilevare un disavanzo tra entrate e uscite e ci ha consigliato di porvi rimedio. Non mi fa certo piacere aumentare le tasse. Ma le nozze, come recita il detto, non si fanno con i fichi secchi. I cittadini devono avere i servizi migliori e pretendere che siano fatti come si deve, ma devono anche pagarli congruamente".

Di parere opposto la minoranza, che ha ipotizzato di rinviare il problema, portando avanti il disavanzo per un altro anno ed evitare, nell'immediato, il prelievo dalle tasche dei cittadini.

Per bocca del consigliere Massimo Varasano, il gruppo di opposizione ha chiesto "il rinvio dell'odg per consentire una più ampia e meticolosa valutazione dei costi, non potenziali ma reali" prendendo l'impegno di "coadiuvare la maggioranza nella manovra economica, suggerendo strategie e soluzioni finanziarie canoniche".

Una richiesta bocciata dalla maggioranza, che ha approvato la variazione di bilancio già prevista in giunta.

La minoranza ha anche fatto cenno a eventuali inesattezze sulla congruità dei conti enunciati dall’amministrazione. "Andate pure alla Corte dei Conti - ha sfidato Enzo Pavese, assessore all'Urbanistica - e vedrete che è tutto a posto".

All’odg c’era anche l’approvazione del nuovo bando di gara per la raccolta, il trasporto e lo smaltimento di rifiuti e dei servizi connessi, presentato al consiglio dall'Assessore all'Ambiente Giuseppe Mitidieri.

Avrà una base d'asta di 750 mila euro più Iva e introdurrà elementi indubbiamente positivi: primo tra tutti l'onere, per la ditta aggiudicataria, di provvedere sia alla raccolta che al conferimento dei rifiuti in discarica. E' una novità che dovrebbe evitare all'ente proprio quel costo (il conferimento in discarica) che ha prodotto il disavanzo in questione.

Il tutto con una base d'asta che dovrebbe portare, secondo le stime, a una spesa inferiore rispetto a quella sostenuta, per raccolta e conferimento, da altri comuni lucani della stessa classe demografica, tra cui Scanzano Jonico.

"E' un appalto faraonico - ha ironizzato il consigliere di minoranza Varasano - da New York city. Non riesco proprio a immaginare una ditta capace di realizzare a quel costo tutte quelle fantastiche richieste di servizio".

Anche su questo la minoranza ha dato parere negativo, richiamando il Progetto "Radico", accantonato dall’amministrazione. Si tratta di un'iniziativa dell'Enea per la raccolta differenziata telecontrallata, che avrebbe potuto garantire grossi risparmi sui costi di conferimento in discarica dei rifiuti, i quali, come è noto, si abbassano sonoramente con l'aumento della differenziata.

"Un progetto inutile e dispendioso in termini di manutenzione" secondo la maggioranza. "Non adeguatamente valutato" secondo la minoranza.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

"Vaccino per i detenuti all'estero". In Parlamento la nuova battaglia di Giovanni Falcone

ROTONDELLA - Mezza Italia si vaccina per l'influenza “A”. Non tutti gli italiani, però, possono farlo. Di sicuro non possono farlo tutti i nostri concittadini rinchiusi nelle carceri di paesi esteri. A loro, fino ad oggi, lo stato italiano non ha pensato.
Eppure qualcosa, però, seppur in ritardo, potrebbe cambiare. Se ciò dovesse accadere, almeno una parte del merito dovrebbe essere riconosciuta a Giovanni Falcone.

Il padre di Angelo Falcone, il giovane di origini lucane detenuto in India dal 2007, è stato tra i primi a reclamare il diritto di vaccinazione per gli italiani detenuti all'estero. Lo aveva fatto già nelle scorse settimane, quando appena si era cominciato a parlare dell'esigenza di una vaccinazione collettiva.
A prendere a cuore il suo richiamo è stata Elisabetta Zamparutti, deputata del Pd in quota Radicali, che già si era occupata del caso di Angelo, anche con una visita personale in India.

La parlamentare ha presentato un’interrogazione parlamentare ai Ministeri della Salute, della Giustizia e degli Esteri, per sapere se il Governo intende assicurare anche ai nostri connazionali detenuti all’estero il vaccino contro il virus A/H5N1.
“I nostri connazionali detenuti – ha dichiarato la Zamparutti - all’estero sono al massimo 3000 persone, la maggior parte dei quali ristretti in carceri europee, e sono quindi poche centinaia quelli ristretti in Paesi in via di Sviluppo dove le condizioni igieniche e sanitarie sono più precarie. Essendomi occupata di Angelo Falcone, ho avuto modo di visitare i cittadini italiani detenuti in India, e penso che anche loro debbano, se lo vorranno, avere in quel Paese l’assistenza che si intende assicurare ai detenuti in Italia. Le istituzioni non devono dimenticarsi di loro, sono cittadini italiani a tutti gli effetti.”


Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

Una giornata per le Vittime della Strada

ROTONDELLA – Oggi, terza domenica di novembre, ricorre la Giornata Mondiale ONU del Ricordo delle Vittime della Strada. Quello di quest’anno, poi, è un compleanno particolare: il 25esimo dalla data di istituzione della giornata commerativa.

Le Vittime saranno ricordate in numerose Sante Messe della Chiesa Cattolica, grazie all’inserimento, richiesto dall'AIFVS (Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada) , della preghiera per le vittime nel foglio liturgico della domenica.

Anche quest’anno, perciò, la parrocchia di Rotondella non mancherà “all’appello” e nel corso della Santa Messa delle ore 11 ci sarà un particolare ricordo delle Vittime.

L’iniziativa, a livello locale, è stata promossa Domenico Carlomagno, responsabile della sezione provinciale dell’associazione.

Non è casuale che a istituire la giornata sia stata l’Onu. L’impegno della principale organizzazione di cooperazione dimostra, se ve ne fosse bisogno, la rilevanza del problema. Anche l’adesione della Chiesa Cattolica, costante negli anni, è segno di una condivisione particolare del problema.

In Italia, in questa sorta di “guerra non dichiarata” muoiono ogni anno 7 mila persone, 300.000 sono i feriti, ed oltre 20.000 i disabili gravi.

La questione, come hanno notato molti economisti di fama internazionale, ha anche un particolare rilievo sul piano economico. Spendere di più in infrastrutture, severità delle regole e sensibilizzazione, con conseguente diminuzione del numero di incidenti, potrebbe produrre un risparmio non indifferente in termini di politiche sociali e sanitarie. Spendere per prevenire gli incidenti, perciò, fa anche risparmiare. Ma, soprattutto, risparmia la vita.

Pino Suriano - pubblicato su Il Quotidiano della Basilicata

Enea: tra tante questioni arriva il Commissario Lelli

ROTONDELLA – Arriva oggi in Trisaia Giovanni Lelli, neo Commissario Enea. E’ la sua prima visita dal giorno della nomina al vertice dell’Agenzia, avvenuta l’11 settembre scorso. Arriva per parlare con i lavoratori. Non sarà un incontro tutti gli altri. In ballo ci sono questioni particolarmente delicate. L’Enea, come è noto, ha un volto nuovo dal 23 luglio scorso, giorno in cui la legge 99/2009 ne ha modificato gli assetti. A partire dal nome, che rimane identico nella sigla (Enea), ma cambia decisamente nella sostanza. Non si chiama più “Ente per le Nuove Tecnologie, l’Energia e l’Ambiente”, bensì “Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile”. Scompare la parola “Ambiente”, compare “Sviluppo Economico”. Non è poco: la scelta tradisce un evidente cambio di impostazione in senso produttivo. Ma non è ancora chiaro, all’opinione pubblica e agli stessi operatori Enea, quali saranno, in concreto, gli indirizzi operativi della nuova Agenzia istituita a luglio dal Ministro Scajola. Si attende da Lelli una parola chiara su questo. Ma, soprattutto, i lavoratori attendono una risposta sul proprio futuro lavorativo. Più volte, nelle scorse settimane, i sindacati hanno agitato lo spettro di eventuali tagli di personale. Già nei primi di settembre, quando erano in corso le vertenze sindacali per alcuni servizi esternalizzati, molti dipendenti Enea avevano solidarizzato con gli scioperanti, cogliendo l'occasione per rimarcare la loro forte preoccupazione circa il destino del Centro. Così scriveva, in un allarmante comunicato del 9 settembre scorso, la Flc Cgil: “L'Enea da tempo subisce il depauperamento del Centro, il personale viene trasferito, le apparecchiature vengono smantellate, le attività non decollano e ora i tagli operati, con tanta superficialità, a servizi esternalizzati, sono il sintomo di intenzioni non positive circa il destino dell'Ente, che non si ha il coraggio di palesare, ma che comunque vengono percepite da chi in questo Centro lavora”. Lelli, insomma, troverà una Trisaia preoccupata. E, in un certo senso, arrabbiata, reduce dalle fiaccanti vertenze dei lavoratori dei servizi esternalizzati: prima la vigilanza, poi gli addetti alle pulizie. Ma, soprattutto, troverà un centro scosso dalle frequenti visite della Guardia di Finanza, che starebbe controllando la regolarità di numerose pratiche amministrative degli ultimi anni. Non si tratta, come si era pensato, di un semplice controllo di routine. Le visite della Finanza hanno una continuità che lascia pensare a precisi obiettivi di indagine. Sarebbero continuati, inoltre, anche gli “interrogatori” presso gli uffici di Policoro della Gdf: sentiti, nei giorni scorsi, almeno altri due funzionari del centro, con importanti incarichi di responsabilità. Insomma, il clima è caldo. Le domande dei lavoratori saranno tante, il compito del nuovo Commissario per nulla semplice.

Pino Suriano - pubblicato su Il Quotidiano della Basilicata

10 nov 2009

Toglietelo pure, se vi va

Commento sulla sentenza europea del Crocefisso

Articolo pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 4 novembre 2009

Che tolgano pure il crocefisso dalle scuole, come ha stabilito l'altro ieri la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. In fondo è solo un oggetto, un simbolo, come molti dicono. Potrebbe essere un bene. La sua presenza scontata e quasi "sputtanata" ci induce spesso a dimenticare che quell'uomo, duemila anni fa, i chiodi li ha avuti davvero, che quell'immagine non é appena il quadretto utile per qualche bella riflessione morale, ma un fatto vero, accaduto, che sfida in ogni istante la nostra vita e il nostro destino di mortali. Non credo che interesserebbe troppo, a un tale che ha detto di essere la “salvezza di ogni uomo”, vedersi difeso come uno dei tanti "simboli culturali".

Lo tolgano pure! Ciò che non potranno mai togliere, a colpi di sentenze, è quel poco che resta della coscienza cristiana nelle scuole: alunni e insegnanti in carne e ossa che vivono la scuola a partire dalla fede e dalla sua capacità di determinare la vita. Tutto ciò, poiché alberga nell'umana coscienza, è di fatto inestirpabile.

Anzi, la mancanza di potere, simboli e appigli formali costringe sempre a una maggiore serietà di fondo. Mai come nei momenti in cui è perseguitata o combattuta, infatti, una proposta religiosa è spinta a fare i conti con la propria “convenienza” e, perciò, ad approfondirsi e svilupparsi: è accaduto con le persecuzioni degli imperatori romani, è riaccaduto nel secolo scorso sotto la dittatura sovietica.

Questa valutazione sull'intangibilità dell’esperienza cristiana e della Chiesa, però, non può esimerci da un paio di giudizi sulle ragioni che hanno determinato la sentenza. Si tratta, con tutta evidenza, di ragioni ideologiche, che nascono da un essere “contro” qualcuno o qualcosa, in questo caso la Chiesa, e non da un dato di fatto della realtà.

Basta un minimo di buon senso per vedere quanto sia innocente quella presenza nelle aule, simbolo del riconoscimento di un popolo in una storia, più che strumento dell'intento “persuasivo” della Chiesa. Non è certo con un simbolo, evidentemente, che si persuade qualcuno al riconoscimento di una religione o di un'istituzione. Per fare questo servono educatori che le esprimano e le incarnino con il loro stile di vita, tanto da risultare attraenti per i giovani. E ciò, naturalmente, vale tanto per il crocefisso quanto per la foto del Presidente della Repubblica (anch’essa affissa in molte aule). Altro che simboli!

Parliamoci chiaro, perciò. Dietro questa presunta battaglia di progresso non c'è veramente la sofferenza di una povera ragazzina "violentata" da quella croce nel suo diritto alla libertà di coscienza. Ci sono un padre e una madre agguerriti, con alle spalle studi legali ferratissimi e importanti associazioni. E c'è una Comunità Europea che non perde occasione per affermare e imporre la propria concezione di laicità formale e senza contenuti.

Si tratti di soggetti che traggono alimento da una cultura che, se inizialmente nasce da un legittimo dissenso dalle posizioni dalla Chiesa, si traduce spesso in un fastidio per la sua stessa presenza e la sua capacità di incidere nello spazio pubblico. Da qui è breve il passo a un sentimento di ostilità, che si esprime anche quando non ve ne siano le ragioni. Si arriva, molto spesso, a godere e gioire per ogni disavventura, incoerenza o scandalo interno alla Chiesa. Esiste ormai, addirittura, un vero e proprio filone culturale che si nutre di questa enfatizzazione dei suoi limiti umani: film, documentari; libri, siti, associazioni, etc.

È da questa cultura che nasce l'attacco all'innocuo crocefisso: lo attaccano, in apparenza, come simbolo religioso. In realtà, però, dà fastidio come simbolo di quella determinata religione e di quella determinata istituzione. Faremo bene ad ammetterlo presto: certe battaglie sono battaglie di ostilità e non di autentico progresso. E perciò, come tutte le cose che nascono “contro” qualcosa e non "per" qualcosa, sono destinate a distruggere senza costruire.

Pino Suriano

4 nov 2009

Isabella che visse due volte

Presentato a Valsinni il libro di Francesca Sassano

VALSINNI - Tutto è cominciato quasi per caso, in uno studio legale. Un luogo in cui solitamente si parla di codici, udienze e altri affari simili . Non in quello di di Francesca Sassano, avvocato potentino con una grande "esigenza": scrivere.

Nel suo studio è di casa la letteratura. Quella dei grandi autori classici, ma anche quella che nasce dalla sua fervida immaginazione. In quello studio arriva un giorno Mario Olivieri, di Valsinni. "Tu scrivi sempre di donne - dice - ma mai di donne lucane. Chissà se conoscessi una poetessa del mio paese". Detto fatto. La Sassani prende in mano i testi di Isabella. Legge poesie, biografie e voci critiche sul suo conto.

Ma il primo impatto non sembra convincente. Isabella non le è "simpatica". Non le è simpatico il suo tempo, il medioevo e quel senso di chiusura che emana al solo pensiero. Ma i giorni passano e lo studio si approfondisce, Isabella penetra sempre di più nell'immaginario letterario dell'autrice.

Di lei la colpisce la grande tensione ad "andare oltre", superare sé, il proprio tempo, la condizione femminile e, soprattutto, l'impossibilità di un amore.

Non è appena una questione di emancipazione, con cui troppe volta è stata ridotta o strumentalizzata la figura di Isabella. E' l'uomo tout court, la sua aspirazione a superarsi, a "sentire alto".

La scrittrice la scopre, ci si scopre. Nasce così il libro "Isabella, il suo sogno". Nel romanzo si intrecciano le vicende di due "Isabelle", una di ieri e una di oggi, impersonata da una reporter di guerra che sfida il mondo col coraggio triste di chi non ha nulla da perdere, di chi, in fondo, non ha ancora trovato qualcosa di grande per cui vivere, il grande amore. Si ritroverà nel passato, nel cuore e nella mente della poetessa di Favale, uccisa dai fratelli per la libertà di un amore. Il resto è da assaporare dalle parole dell'autrice.

Il libro, edito da Pan, è stato presentato l'altro ieri a Valsinni, proprio nelle stanze del castello in cui Isabella visse, scrisse e morì. Presenti diverse autorità politiche e culturali, in rappresentanza dei tanti soggetti che hanno contribuito alla pubblicazione dell'opera: l'ospitante comune di Valsinni, rappresentato dal sindaco di Gennaro Olivieri, la Pro Loco, rappresentata dal presidente Rocco Truncellito, il consiglio regionale, rappresentato dal consigliere Antonio Di Sanza e l'Adsi (Associazione Dimore Storiche Sezione Basilicata).

A introdurre il libro è stata la professoressa Maria Teresa Imbriani, che ha posto l'accento sulla capacità di introspezione del romanzo. Molto intensa la relazione del professor Angelo Lucano Larotonda: "Il testo della Sassano ha una sua forza, una forza crudele, intesa come capacità di scavare nel male e portarlo in superficie, dinanzi ai nostri occhi".

La serata si è conclusa con la lettura di brani del romanzo da parte della dottoressa Piera Chierico e dell'attore Aldo Fortunato. "Il mistero non ci abbandona mai", dice a un certo punto la protagonista. E' la prima grande evidenza della nostra vita, che da nulla, più che dal male e dalla morte, traspare. È un male che la Sassani fa prorompere con forza. La storia di Isabella, prima che un mito o un simbolo progressista, è uno schiaffo all'esistenza stessa. L'autrice si lascia, e ci lascia, colpire.

30 ott 2009

Enea: la Finanza indaga ancora


ROTONDELLA – Non sembra avere le caratteristiche del “controllo ordinario” la costante presenza della Guardia di Finanza nel centro Enea di Rotondella. Il Quotidiano ne aveva già dato notizia nei giorni scorsi, riferendo delle numerose ispezioni e richieste di documentazione amministrativa di vario genere. Quelle visite si sarebbero protratte, sporadicamente, anche nei giorni successivi, di sicuro fino a ieri mattina.

Gli ufficiali hanno continuato a chiedere carte e informazioni presso l’ufficio del personale, l’infermeria e altri uffici. C’è di più. Alcuni operatori del centro sarebbero stati addirittura sentiti a Policoro presso gli uffici della Gdf. Tra questi, secondo voci non ufficiali, anche un medico del centro, il professionista esterno (non è un dipendente Enea) che ha il compito di predisporre il piano di controllo sanitario dei lavoratori, sulla base delle specifiche mansioni svolte e dei conseguenti rischi per la salute.

Insomma, l’attenzione non sembra essere quella di un normale controllo, ma somiglia molto di più a un’indagine con obiettivi definiti, presumibilmente legati alla sfera amministrativa.

E poi c’è una cosa che sanno tutti: all’Enea non c’è un bel clima. Nelle scorse settimane, occupandoci della vertenza dei lavoratori delle pulizie, avevamo raccolto le lamentele di molti di loro per il trattamento ricevuto da altri operatori del centro. E più di qualcuno aveva posto l’accento sugli sprechi in alcuni settori e le conseguenti “restrizioni” in altri. Non solo. Si dice che in alcuni dipartimenti siano di casa, tra colleghi, il pettegolezzo, la diffidenza e la calunnia.

Non si può e non si deve generalizzare, ma è un quadro che sembra avvalorare la voce, diffusa all’interno del centro ma senza conferme ufficiali, che le indagini abbiano preso il via da una lettera anonima, che avrebbe allertato la Guardia di Finanza. Un’informativa senza nome, ma probabilmente piuttosto dettagliata, se ha potuto catturare l’interesse degli ufficiali. Chi l’abbia inviata e perché non è chiaro. E forse non lo sarà mai. E’ probabile, però, che sia arrivata dall’interno del centro, da qualcuno capace di circostanziare le accuse, con il presumibile interesse a colpire qualche “avversario”. C’è da sperare che il fatto non si tramuti in una reazione a catena di ricatti e delazioni, sulla scia degli avvenimenti che stanno avvelenando in queste settimane la scena politica e giornalistica nazionale. E’ nell’interesse di tutti che i contorni della vicenda siano chiariti al più presto.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

Falcone: udienza rinviata

ROTONDELLA - Non si è tenuta neppure ieri la prima udienza dell'appello di Angelo Falcone, il giovane di origini lucane condannato in India a dieci anni di prigione per possesso di stupefacenti.

Continua l'attesa angosciosa del giovane, che dovrà attendere almeno un paio di giorni prima dell'udienza, alla quale restano appese le speranze della difesa di opporsi alla sentenza di condanna dell'agosto 2008. Anzi, secondo quanto annunciato dagli avvocati difensori al padre, Giovanni Falcone, l'attesa potrebbe protrarsi anche fino alla prossima settimana.

L'udienza, che doveva tenersi lunedì mattina, è stata rimandata per due giorni consecutivi a causa di ritardi dell'attività giudiziaria. I tempi della giustizia, a quanto pare, non sono solo un problema italiano.


Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

Rotondella - Bella: è un mezzo passo falso

Rotondella

Ciccimarra, Toscano, Salerno, Mele, Acciardi, Rubolino, Fella, Guida, Ripa, Manolio, Tarantino. A disp. Gulfo, Santarcangelo, Visaggi, Conte, Ricciardi, Ergdomus, Galati. Allenatore Martino.

Bella calcio

Troiano, Campanella, Gliubatti, Andrisani, Remolino, Ricigliano, Maresca, Vigello , Ricigliano II, Troiano D., Parisi. A disp. Doino, Zanpino, Grosseto, Agrisani, Richetti, Remolino A. Allenatore Delpini.

Reti: 43' Tarantino (R) - 83' Ricigliano (B).

Note: Espulso Santarcangelo (R) al 52' per fallo di reazione

Partita giocate a porte chiuse

ROTONDELLA - Il Rotondella che "ti aspetti". Proprio ieri, sulle pagine del Quotidiano, avevamo scritto dellle difficoltà mostrate dal Rotondella nella gestione delle situazioni di vantaggio. Detto fatto. Il Rotondella torna a buttare via due punti con un avversario alla portata. Come con lo Scanzano e il Miglionico, gli jonici si sono fatti raggiungere negli ultimi dieci minuti di gara.

Partita scialba e senza troppe emozioni. A renderla ancor più noiosa il forte vento e l'assenza di pubblico, a causa dell'inagibilità della tribuna sul neutro di Montalbano Jonico.

Quasi mai impegnati i due portieri, puniti dalle reti di Tarantino, magistrale la sua punizione sul finire del primo tempo; e di

Ricigliano, lesto a tradurre la palla in rete sugli sviluppi di un calcio da fermo.

In mezzo quasi nulla, in un match determinato dall'ingenuità di Santarcangelo, che si è fatto espellere per un inutile fallo di reazione agli inizi della ripresa, concedendo agli avversari l'importante vantaggio numerico.

A parte il risultato, il Rotondella sembra aver fatto un passo indietro rispetto alle buone prestazioni con Lagonegro e Varisius. Esce a testa alta il Bella, che ha conquistato un punto importante senza rubare nulla.

"Non è stata una bella partita - ha detto Antonio Divincenzo, dirigente del Rotondella - abbiamo fatto un evidente passo indietro rispetto alle ultime prestazioni. Ci manca un pizzico di cinismo per chiudere le partite. Sul piano tattico, inoltre, mi è sembrato di notare qualche problema a centrocampo, dove c'era un buco tremendo. Non ci sono colpe dei singoli, ma il reparto va sicuramente assestato meglio". Poi un breve commento su alcuni episodi: "L'espulsione del nostro calciatore era sacrosanta, ma all'inizio della ripresa l'arbitro ci ha negato un rigore nettissimo. E non è la prima volta che accade in questa stagione".


Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

Rotondella - Bella: tre punti possibili

ROTONDELLA - Se c'è una qualità che il Rotondella ha dimostrato di possedere in questi ultimi anni è proprio la capacità di evitare le sconfitte casalinghe.

E anche le prime giornate di Promozione sembrano confermare questa positiva tendenza.

Difficile pensare, perciò, che a fare lo "scherzetto" possa essere proprio il Bella Calcio, che fino ad oggi ha guadagnato un solo punto lontano dalle mura di casa.

Nel calcio, peró, non c'è mai niente di scontato. E non è detto che i potentini non possano sperare almeno in un pareggio sul campo degli jonici, che comunque nelle ultime settimane sono sembrati in ottimo stato di forma.

Non è improbabile, inoltre, che il match possa prendere una piega diversa in base alle prime battute.

Entrambi le squadre, infatti, hanno dimostrato di non avere un'ottima tenuta psicologica. Il Rotondella, due volte in vantaggio con Scanzano e Miglionico, si è dimostrato incapace di gestire partite con il vento in poppa.

Diverso il caso del Bella, che sembra subire eccessivamente il peso dello svantaggio: in due giornate i potentini sono arrivati a subire consecutivamente due goleade, un 6-0 con il Pietragalla e uno 0-4 con il Grottole.

Insomma, i favori del pronostico sembrano dalla parte del Rotondella, che potrebbe infliggere agli ospiti l'ennesima goleada.

Sempre che il suo "mal di vittoria", mostrato con Scanzano e Miglionico, non torni a farsi vivo. La partita si giocherà ancora una volta sul neutro di Nova Siri per l'indisponibilità del campo di Rotondella.


Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

26 ott 2009

...E Rotondella finì sul Financial Times


ROTONDELLA - Nessuno, forse, avrebbe mai potuto immaginare che si arrivasse a parlare di Rotondella sulla copertina del Financial Times. Ma nessuno, di sicuro, lo avrebbe mai auspicato, se avesse potuto prevedere che l’argomento di interesse fosse tanto allarmante per le popolazioni del Meridione.
Eppure, dopo le vicende degli ormai noti ritrovamenti marittimi, era diventato probabile che anche al piccolo e sperduto paesino jonico (poco meno di 3 mila anime residenti) potessero toccare i “disonori” (è proprio il caso di dirlo) della cronaca internazionale. Questo perché la vicenda, come il Quotidiano della Basilicata ha più volte scritto nei giorni scorsi, ha una effettiva rilevanza internazionale, per il coinvolgimento ampio di interessi, mezzi e territori di tutte le nazioni del Mediterraneo e non solo.
E così ieri, dopo tanti giorni di discussioni e polemiche in Italia, la vicenda delle “navi dei veleni” è finita sulla prima pagina sul Financial Times. Il più autorevole giornale economico-finanziario del Regno Unito ha dedicato alla vicenda l’intera pagina 8 del quotidiano, in edicola con un richiamo in prima. L’articolo è stato scritto da Guy Dinmore, prima firma del quotidiano in Italia, e da Eleonora De Sabata, altra corrispondente del quotidiano inglese dal nostro Paese, che nei giorni scorsi ha ricostruito la vicenda da Reggio Calabria con la collaborazione di Nuccio Barillà di Legambiente.
L’articolo ripercorre con ampi dettagli la vicenda dell’affondamento delle navi, con dichiarazioni del pentito Fonti e un’intervista all’ex presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, l’onorevole Massimo Scalia. Nel testo si fa riferimento anche alla vicenda della gestione del sito nucleare della Trisaia e ai problemi che questa complicata questione starebbe provocando alla politica di rilancio dell’energia nucleare.
Sarebbe stato difficile, per un territorio che vive essenzialmente di agricoltura e turismo, immaginare uno spot negativo di così ampia risonanza mediatica. Ma tutto ciò, a questo punto, è un dato di fatto. Ci saranno ripercussioni commerciali sul territorio? Ce lo diranno i prossimi mesi.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

All'Enea il Gotha della scienza

Grandi scienziati in visita al centro della Trisaia. Ospite d'onore Scarascia Mugnozza, Presidente dell'Accademia Nazionale delle Scienze

ROTONDELLA – Esiste un Mezzogiorno che non è solo sinonimo di arretratezza e malaffare. E’ un Mezzogiorno virtuoso, che tanto ha dato alla scienza e all’innovazione del Paese, in questi primi 150 anni di storia nazionale.
E l’Enea di Trisaia è uno dei luoghi più significativi di questa storia positiva. Non si spiegherebbe altrimenti la scelta, operata Comitato nazionale per la scienza nel Mezzogiorno, di inserire il centro tra le poche tappe della sua visita ufficiale in Basilicata.
Un convegno di venti minuti ha permesso ai ricercatori della Trisaia di illustrare le attività del centro jonico negli ultimi anni.
In platea, ad ascoltare le relazioni dei ricercatori del centro, non c’era gente qualunque. Presente, per citare un nome su tutti, il professor Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, presidente dell’Accademia Nazionale delle Scienze, ma anche membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei, della Società Italiana di Genetica Agraria, della Società Italiana di Ecologia, dell’Accademia di Agricoltura, dell’Accademia dei Georgofili, dell’America Society of Agronomy, della European Society of Plant Improvement, della New York Academy of Sciences.
Insomma, un’autentica istituzione della scienza italiana, tra i più eminenti studiosi nostrani del secolo appena concluso. A fare gli onori di casa ha pensato Donato Viggiano, direttore del centro Enea Trisaia, che ha sottolineato la gratitudine e il significato simbolico di una visita tanto prestigiosa.
Ha poi preso la parola il professor Luigi Rossi, presidente Fidaf (Federazione Italiana Dottori in Agraria e Forestali) che ha relazionato sui contenuti e il valore storiografico dell’opera “La Scienza nel Mezzogiorno dall'Unità d'Italia a oggi”, curata dal Comitato Nazionale ed edita da Rubbettino. L’opera, realizzata con la collaborazione di eminenti studiosi di caratura internazionale, offre un contributo alla storia scientifica delle regioni del Mezzogiorno e rappresenta “un vero unicum – ha detto Rossi - nel panorama editoriale nazionale per qualità dei documenti e delle analisi”.
A seguire l’intervento di Roberto Balducchi, responsabile Sviluppo Sostenibile Sistema Agroindustriale dell’Enea di Trisaia. Balducchi ha illustrato i grandi passi avanti compiuti nel centro lucano, in particolare nelle attività di ricerca e sperimentazione del settore agro-biotecnologico. Importante il suo richiamo al lavoro fatto in termini “di apertura al sistema produttivo e alla possibilità, per le aziende, di utilizzo e sperimentazione dei risultati del centro”.
Conclusioni affidate al professor Scarascia Mugnozza, che ha espresso un “sincero apprezzamento per l’attività svolta all’Enea di Rotondella”. L’illustre scienziato ha poi lanciato un messaggio ai tanti giovani ricercatori presenti in sala: “Vi invito a ricercare sempre il contatto con i vostri colleghi italiani e stranieri. Solo attraverso il rapporto avviene il trasferimento delle conoscenze e il progresso delle scienze”.
Al termine dell’incontro, il comitato si è recato in tutta fretta presso i laboratori “Metapontum Agrobios”, ultima tappa del “tour storico-scientifico” in Basilicata. Quella di ieri è stata una giornata importante per la scienza della nostra regione. La presenza del Comitato è forse passata in sordina sul piano mediatico, ma segna un importante punto di riconoscimento per ciò che sul nostro territorio si è fatto di buono per la crescita e l’innovazione di tutto il Paese.

Pino Suriano - Il Quotidiano della Basilicata

Pale eoliche assolte. Non erano la causa dei rumori

ROTONDELLA - Il caso è risolto. Non erano le pale eoliche di contrada Mancosa a produrre il fastidioso rumore che disturbava il sonno di tante famiglie di Rotondella, facendo vibrare cristalliere e imposte nelle loro abitazioni.
A produrre quel suono, spesso impercettibile ma costante, era un guasto della rete idrica.
Il danno è stato "scoperto" e riparato nelle scorse settimane. A condurre alla soluzione è stato un indizio particolare, che proprio il sindaco, Vincenzo Francomano, aveva individuato e segnalato. Tutte le abitazioni in cui si sentivano quei rumori erano accomunate da un elemento. Non si trattava, come ipotizzato, della loro esposizione all'area in cui sono istallate le pale eoliche. Il dato comune era un altro. Tutte quelle abitazioni erano poste in direzione dell'adduttrice idrica che attraversa il centro collinare.
Nulla di più logico che segnalare la coincidenza ad Acquedotto Lucano. Da allora non è passato troppo tempo, prima che i tecnici di Acquedotto verificassero la sussistenza del problema. Si trattava del guasto di una valvola dell'impianto, causa dei tremendi rumori nemici del sonno.
Nel giro di pochi giorni quel guasto è stato riparato.
Da allora, stando a quanto appurato dallo stesso sindaco Francomano, i cittadini non sentirebbero più quei rumori.
Caso chiuso, dunque. Non erano e non potevano essere le pale eoliche a disturbare il sonno del centro collinare, che dalla loro ubicazione dista parecchi chilometri. Qualche disturbo, per la verità, lo avrebbero comunque provocato.
Nei mesi scorsi, infatti, sono giunte in municipio segnalazioni sui forti rumori che percepirebbero i residenti di contrada Mancosa, che vivono a meno di un chilometro di distanza dalle pale.
L'amministrazione si è subito attivata per risolvere il problema e ha coinvolto i tecnici della ditta che gestisce il parco. In seguito a un sopralluogo dei tecnici e dell'assessore ai Lavori Pubblici, Pino Comparato, sono state appurate l'effettività del disturbo e le sue cause. Si tratterebbe di un malfunzionamento delle apparecchiature di refrigerazione, che la ditta si è impegnata a ripristinare in tempi brevi. Per il centro collinare, comunque, le pale eoliche sono "assolte con formula piena".

Pino Suriano - Il Quotidiano della Basilicata

Rotondella: finalmente la prima vittoria

ROTONDELLA - E dopo cinque giornate il Rotondella cominciò a gioire. La squadra di mister Martino ha dovuto attendere più di un mese per brindare al primo successo nel campionato di Promozione. E pensare che la vittoria sembrava ormai a portata di mano già al 93' minuto della prima giornata, quando la squadra fu raggiunta dal Miglionico con un rigore molto dubbio.
Da allora nessuna vittoria, solo due pareggi con Scanzano e Real Irsina e una sconfitta in casa del Lagopesole. A peggiorare la situazione era stato, inoltre, un verdetto della Lega, che aveva annullato il punto casalingo conquistato con il Miglionico per un illecito sportivo.
La vittoria di domenica è arrivata al momento giusto. Nel momento più propizio per riaccendere gli entusiasmi in vista delle prossime partite. Domenica prossima il Rotondella va a Matera per affrontare il Varisius, poi ci sarà la partita casalinga con il Bella. Si tratta di due avversarie che appaiono piuttosto accessibili, che potrebbero rilanciare totalmente le ambizioni del Rotondella, che si troverebbe addirittura a 11 punti se riuscisse a cogliere la posta piena. Ma non sarà facile.
Abbiamo commentato il match con Antonio Divincenzo, dirigente della squadra.
Che partita è stata quella contro il Lagonegro?
"Abbiamo offerto una prestazione straordinaria. Nelle prima giornate abbiamo sentito in modo eccessivo il peso dell'esordio in Promozione, eravamo contratti e poco concreti. Adesso sembra che la squadra si stia adattando al clima della Promozione. Siamo molto fiduciosi per le prossime giornate".
Quando il Rotondella potrà tornare a giocare sul proprio campo?
"I lavori di adeguamento sono già stati consegnati alla ditta appaltatrice. A giorni si attende l'avvio del cantiere, ma credo che non avremo a disposizione il nostro campo prima di Natale".
E' un fattore penalizzante non poter giocare davanti al proprio pubblico?
"Lo è senz'altro. Ma devo dire anche che domenica scorsa abbiamo avuto un caloroso pubblico. Mi fa piacere sottolineare che molti spettatori erano provenienti da Nova Siri e ci hanno sostenuto".
Nova Siri, come è noto, non ha una propri squadra di calcio, e molti atleti di quel paese militano proprio nel Rotondella. Il calcio sta trasformando in amicizia una storica rivalità di campanile.

Pino Suriano - Il Quotidiano della Basilicata

Don Michele va in pensione. Due nuovi preti per la sostituzione

NOVA SIRI – E’ ufficiale. Don Michele Cirigliano non sarà più il parroco di Nova Siri scalo. O meglio, lo sarà soltanto per una settimana. Fino a domenica prossima, quando il vescovo Francesco Nolè arriverà nel centro jonico per presentare alla comunità i due nuovi sacerdoti.
Si tratta di don Mario Lacolla e don Tiziano Cantisani. Il primo porterà con sé il bagaglio di una lunga esperienza, il secondo la freschezza e l’entusiasmo di chi comincia ora l’avventura sacerdotale. Don Mario, 58 anni, arriva da anni di sacerdozio a Senise. Di un’altra generazione è don Serafino La Sala, di San Severino Lucano, fresco di ordinazione nell’agosto scorso.
La notizia dell’avvicendamento è arrivata dallo stesso don Michele, che ne ha parlato negli avvisi conclusivi delle celebrazioni di domenica. “Questa è la mia ultima messa” ha detto il sacerdote per introdurre l’annuncio. Probabilmente non sarà così. Don Michele, infatti, dovrebbe rimanere a Nova Siri per affiancare i nuovi sacerdoti nel primo approccio con la comunità e offrire il suo contributo per i prossimi anni.
“Dove va don Michele? – ha detto scherzosamente domenica – Resta qui, a consolazione di pochi e non per desiderio di molti”.
Don Michele, 81 anni compiuti, è nato a San Giorgio Lucano nel 1928. E’ arrivato nel 1958 a Nova Siri, dove ha praticamente trascorso “una vita”. Figura notoriamente vivace e autorevole, non ha mai mancato di suscitare osservazioni critiche all’interno della comunità, per la sua capacità di interagire con il tessuto sociale anche attraverso un’indiscutibile tensione operativa.
Alla comunità di Nova Siri, che nei mesi scorsi è stata teatro di diatribe con alcuni preti, è ora chiesto un grande spirito di accoglienza per i sacerdoti in arrivo. Don Michele lo ha detto con la consueta franchezza. “A chi ha la fede giusta non interessa se il prete è bello o brutto, lui non fa differenze. Chi fa le differenze, invece, alla fine si condanna ad essere calunniatore di tutti”. La speranza è che il nuovo tandem possa favorire anche una positiva relazione, mai troppo agevole, tra le comunità parrocchiali del centro storico e della marina. Con l’addio di don Michele decadranno immediatamente anche tutti gli incarichi parrocchiali, che già da giorno 19 saranno rimessi nelle mani di don Mario.
L’applauso fragoroso che la folla dei fedeli ha dedicato a don Michele e la commozione visibile sul volto di tanti sono il documento più certo della stima nei suoi confronti. A “conclusione dei lavori”, cinquantuno anni dopo, possiamo dirlo con certezza: le polemiche di “pochi” non hanno vinto sull’affetto di “molti”. Don Michele lascia il posto con l’abbraccio vivo e appassionato della sua comunità. Il vescovo Nolè saprà dirgli “grazie” nel modo migliore, i nuovi sacerdoti sapranno avvalersi della sua grande esperienza.