23 lug 2013

"Siete la Svizzera d'Italia". Luca Antonini, massimo esperto di federalismo, promuove la Basilicata


“Basilicata terra di buona spesa”. A sentirlo ora, dopo tutto quello che è successo, fa un certo effetto. Eppure chi lo dice e lo scrive non è certo sospetto di simpatie per il centrosinistra, tantomeno quello lucano, e soprattutto osserva le cose dal punto di vista più obiettivo, quello dei numeri.
Il Professor Luca Antonini, cinquant’anni da poco compiuti, insegna Diritto Costituzionale all’Università degli Studi di Padova, dal 2009 presiede la Commissione Tecnica Paritetica per l’Attuazione del Federalismo Fiscale (Copaff) e da qualche settimana è il nuovo Capo del Dipartimento per le Riforme Costituzionali. La sua, perciò, è una delle voci più autorevoli nel panorama italiano, quando si parla riforme e federalismo fiscale. Sono temi che studia da tempo e di cui scrive su Libero, Panorama, Sole24ore, Il Giornale, etc.. Ha spulciato in lungo e in largo i costi della spesa pubblica, registrandone la qualità sulla base di precisi standards. Da qualche mese, inoltre, è uscito il suo nuovo libro, “Federalismo all’italiana. Dietro le quinte della grande incompiuta”, edito da Marsilio – Tempi, presentato nei giorni scorsi in Regione Piemonte con il Presidente Roberto Cota. Già dal titolo traspare tutto il rammarico per quella che sarebbe potuta essere una grande occasione e che invece è rimasta, appunto, un’incompiuta.
Andiamo al cuore del nostro interesse: il Sud Italia, quanto e come ha speso negli ultimi anni.
 “Be’, a parte qualche esempio virtuoso come la Basilicata…”
Stop, un attimo. La Basilicata sarebbe un caso virtuoso? Non mi dica, è troppo strano per chi ne osserva da vicino i problemi quotidiani, la continua emigrazione, la disoccupazione…
“E invece glielo dico. Guardi, sono anni particolari e non si sta troppo bene dappertutto, ma se si considera la Basilicata in rapporto alle altre Regioni del Sud ci si rende conto degli aspetti virtuosi. I bilanci sono lì a testimoniarlo, nel libro ne ho parlato come di una piccola Svizzera d’Italia”.
Addirittura… E da cosa si evincerebbe?
Si vede dal rapporto tra i conti, sostanzialmente in ordine, e la qualità delle prestazioni erogate. La Basilicata rappresenta un esempio virtuoso in merito alla spesa di investimento e sarebbe stata tra le Regioni più valide per la definizione dei pinchment per la spesa sanitaria nazionale. Consideri che questa Regione ha fatto buona qualità della spesa in investimenti infrastrutturali ed è anche risultata piuttosto sobria sul piano della spesa per il personale. In Sicilia, per esempio, si è fatto l’esatto contrario, pur con ferrovie ridotte malissimo si è continuato a spendere per il personale. Certo, ci sono limiti anche in Basilicata, ma è il confronto con le altre Regioni del Sud a dare la misura della questione.
Ci sono meriti dalla politica?
Direi di sì. E’ la politica a determinare gli indirizzi di spesa: credo di poter affermare che la Basilicata, in termini di qualità della spesa, sia governata bene.
C’entra il colore politico?
Non credo. Le buone pratiche di spesa pubblica locale risultano piuttosto trasversali. Funzionano bene, per esempio, realtà di diverso colore come l’Emilia Romagna e il Veneto.
Le altre Regioni del Sud?
Guardi, un po’ da tutte le parti si scontano problemi di gestione precedenti e ritardi infrastrutturali. Abbiamo alcune Regioni del Centro o del Sud con spaventosi disavanzi sanitari e servizi di pessima qualità, e in molti casi anche eccessi di illegalità che bruciano le risorse dei cittadini. Certamente, però, si devono sottolineare alcuni sforzi importanti, come in Calabria, dove si è tentato di chiudere ospedali piccoli e inefficienti, o in Campania. Ma si potrebbe fare di più. Chi ha fatto peggio credo sia la Sicilia: molte operazioni di immagine e poca sostanza.
Quali strade, allora?
Nei trasferimenti dallo Stato bisogna superare il criterio della spesa storica (quello secondo cui si determina la quantità delle risorse in rapporto a quelle fornite in passato, ndr.) cominciando a determinare dei costi standard per le prestazioni, cioè quello che dovrebbe essere il costo di una certa prestazione in base alle esperienze di gestione efficiente, come potrebbe essere considerata, per alcuni aspetti, proprio quella lucana. In questo senso il federalismo rappresenta un’occasione: essendo un’operazione di trasparenza sulle pratiche migliori, è qualcosa che aiuta il Mezzogiorno, poiché lo responsabilizza. Sia chiaro, in Italia non è pensabile un federalismo all’americana, cosiddetto competitivo, il modello applicabile da noi è certamente il federalismo solidale, quello tedesco, in cui sono comunque garantiti a tutti, da parte dello Stato, i livelli minimi essenziali.
Perché?
Perché c’è una differenza di capacità fiscale tra le Regioni: alcune sono ricche e altre molto meno. Con un federalismo all’americana il paese si spaccherebbe, mentre un federalismo solidale e responsabilizzante garantirebbe un maggior rispetto del principio di uguaglianza.
Cosa non ha funzionato in Italia?
Direi che in Italia è mancato il coordinamento statale. Abbiamo avuto poco Stato laddove ci doveva essere, e troppo in casi in cui non serviva. Era necessario che l’autorità centrale facesse valere il proprio potere, senza aver paura di imporre dei commissariamenti. Noi, al contrario, siamo arrivati a dei paradossi sconcertanti: in Regioni come il Lazio e la Campania abbiamo nominato come Commissari Bassolino e Storace, proprio i Governatori, e cioè abbiamo chiamato a sanare i buchi esattamente le stesse persone che li avevano prodotti.
Insomma, al Federalismo serve lo Stato.
Assolutamente sì, ma non con un ruolo eccessivo, prevaricante, bensì di coordinamento. In molte situazioni del Sud abbiamo avuto poco Stato. Nel libro porto l’esempio della Germania Est che subito dopo l’89 stava molto male, mentre ora per tanti aspetti è anche più  avanzata dell’Ovest. Come è accaduto? Grazie a un positivo atto di forza dell’autorità centrale: dove c’erano situazioni di cattivo uso dell’autonomia si è intervenuti senza remore nell’utilizzo di commissari. Bisogna smetterla di temere l’utilizzo della forza dello Stato.
Siamo ancora in tempo per i correttivi?
Penso di sì. Esiste da qualche tempo una piattaforma importante, il cosiddetto Documento dei Saggi, consegnato al Presidente Napolitano,che è un ottimo segnale in questo senso, ed è per me motivo di orgoglio che vi siano condensati alcuni dei correttivi che io stesso propongo, come l’istituzione del Senato Federale.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

"Non volevo offendere gli agricoltori". Il commerciante Valicenti chiarisce la propria posizione

ROTONDELLA - "Non volevo offendere gli agricoltori". Piero Valicenti, proprietario e gestore di un bar a Rotondella due, è il commerciante che nei giorni scorsi ha segnalato un problema di utilizzo dei fondi di compensazione ambientale. "Troppo agli agricoltori - ha detto al Quotidiano (potete leggerlo qui)  - troppo poco a commercianti e impiegati".
Qualcuno l'ha presa male, interpretando le sue argomentazioni come una sorta di accusa contro la categoria.
E’ un equivoco che vorrebbe chiarire: "Ponevo solo un problema di distribuzione dei fondi – spiega -  basata su un concetto molto semplice: così come tutti gli agricoltori hanno ottenuto il contributo per la compensazione, allo stesso modo avrebbero dovuto riceverlo tutti i commercianti, che non ne hanno meno bisogno. Mi spiace che le mie parole dei giorni scorsi abbiano prodotto un certo rammarico nella categoria degli agricoltori, che non merita assolutamente un giudizio negativo. Tutti ci rendiamo conto, e io per primo, di quanto l'indotto produttivo messo in piedi dall'agricoltura sia la base su cui si fonda la sussistenza economica di tutto il territorio. Io stesso devo ammettere che vivo soprattutto grazie a loro".
Difficile non riconoscerlo, del resto. La produzione agricola è un fondamento decisivo per il tessuto economico del Paese, quella della Trisaia, poi, è di particolare interesse per gli aspetti di innovazione che è riuscita a proporre negli anni a livello di strutture, sperimentazioni produttive e cooperazione. Si sono sperimentate qui coltivazioni d’avanguardia e forme di cooperazione che in altre parti d’Italia, anche nel Nord, hanno visto la luce solo molti anni più tardi. Non per caso il sistema agricolo locale ha attratto l'attenzione di marchi come Plasmon e Zuegg. E questo sebbene non sia stato sempre adeguatamente sostenuto dalle istituzioni a livello di infrastrutture, che ancora continuano a latitare. Si può discutere (ed è legittimo) su ipotesi di rimodulazione dei fondi di compensazione ambientale, ma non sull'agricoltura locale e sulla sua forza di traino. Sempre meglio chiarire.

Pino Suriano

Gennaro Donato, un ragazzo di Marconia a un passo dalla Nike Academy

MARCONIA DI PISTICCI – Nei Nike Stores di tutta Italia arriveranno solo a partire dal prossimo 18 luglio, ma Gennaro Donato, 22enne di Marconia, le porta già ai piedi.  Le Hypervenom, nuovo prodotto calcistico della Nike, sono le scarpe di Neymar da Silva, 21enne stella brasiliana ora in forza al Barcellona. 

Ne ho scritto sul Quotidiano della Basilicata, precisamente qui. 

16 lug 2013

Chiesa dell'Annunziata. L'altare sarà riportato all'antico splendore

ROTONDELLA – Tornerà al suo splendore una delle perle più preziose del centro di storico di Rotondella, la Cappella della Ss. Annunziata, risalente al XVII secolo. Una prima fase di lavori, per la verità, è già stata conclusa, grazie alla generosità dei fedeli e all’impegno del parroco, don Mario Lutrelli. L’intonaco, letteralmente aggredito dall’umidità, è stato restaurato sia all’interno che all’esterno. Si è resa necessaria, inoltre, una completa ristrutturazione del tetto, semidistrutto, ed è stata effettuata l’individuazione di alcune perdite da condotte d’acqua non direttamente legate all’edificio, ma che lo danneggiavano per l’umidità. Il vero gioiello, però, non è ancora pronto: si tratta dell’altare, da tempo dipinto di bianco.
Don Mario, attento cultore di arte sacra, ha però intuito il valore e la qualità della decorazioni originarie, non più visibili. Per trovare conferma si è rivolto a figure esperte, per la precisione un’impresa specializzata nei restauri accreditata presso numerosi enti pubblici ed ecclesiastici. I restauratori, attraverso una serie di saggi, hanno così potuto mostrare parti del colore originario. Ebbene, quell’altare nascondeva una bellezza straordinaria. Don Mario, allora, è stato preso dal desiderio di mostrarla a tutti, commissionando l’opera, che  richiederà un intervento certosino e non privo di costi. Il parroco, perciò, confida nella generosità dei fedeli e di qualche sponsor, nel senso proprio del termine, quello latino di “sponda”, “aiuto”.
La vicenda, nel suo piccolo, lo dimostra ancora una volta: una delle prime forme di carità che la Chiesa offre all’Italia è la difesa del bello. Se così non fosse stato, forse, non saremmo mai diventati il paese più interessante del mondo dal punto di vista artistico e architettonico. E’ uno dei tanti segni che dovrebbero far riflettere sul contributo concreto che lo Stato italiano riceve, per tanti aspetti, dalla presenza della Chiesa sul territorio, soprattutto in questi tempi di battaglie e pregiudizi, spesso fuori luogo, su una Chiesa che sarebbe ingiustamente privilegiata in termini fiscali ed educativi.
“Grande è stata – si legge sul sito web Rotundamaris.net -  la devozione dei rotondellesi verso la Madonna dell’Annunciazione. All’Annunziata era stata creata, nei primi anni del ‘700, la Congregazione dei Laici che promosse e gestì sino alla fine del secolo successivo il Monte Frumentario, una banca in natura che prestava sementi ai coloni poveri di Rotondella. Sempre presso l’Annunziata esisteva un’altra Congregazione, quella del Sacro Vangelo. che erogava contributi economici alle ragazze povere che dovevano sposarsi”. Due esempi straordinari, che mostrano come la fede abbia favorito, nel tempo, lo sviluppo delle opere di carità. E in questo caso, oltre alla carità, anche la creatività. Bisogna ammettere, infatti, che è davvero originale l’idea di una sorta di banca per le ragazze senza dote, un’idea di welfare gratuito, sussidiario e senza Stato, frutto di quei legami di solidarietà concreta tra gli uomini che si vanno perdendo sempre più, ma che a Rotondella, per dire la verità, mostrano ancora qualche piccolo segno.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

10 lug 2013

Compensazione, la denuncia di Piero Valicenti. "Non è stata davvero per tutti"

Non si è pensato ai giovani. Troppo agli agricoltori, troppo poco a commercianti e artigiani

Piero Valicenti
ROTONDELLA – La compensazione non è stata davvero per tutti. La pensa così Piero Valicenti, titolare e gestore di un Bar-Ristoro a Rotondella due. Il tema è la compensazione ambientale, che per effetto della Legge n. 368/2003 (seguita al cosiddetto “Decreto Scanzano”), garantisce somme compensative ai Comuni italiani cosiddetti a “servitù nucleare”. Tra questi, come è noto, c’è il Comune di Rotondella, che ospita l’impianto Itrec presso il Centro Enea di Trisaia. Nel 2010 nelle casse dell’Ente entrarono poco più di tre milioni di euro: la ripartizione iniziale della spesa fu approvata dalla precedente amministrazione guidata da Vito Agresti, poi in parte rimodulata da quella di Vincenzo Francomano in virtù di sopravvenute esigenze. Tra questi fondi, circa 71 mila euro furono stanziati a sostegno delle imprese artigiane e commerciali attraverso un bando per la concessione di contributi all’innovazione delle strutture. Su quest’ultimo finanziamento pone l’attenzione Valicenti, che fa notare un primo dato: a fronte dei 71 mila stanziati per commercianti e artigiani, circa 500 mila sono stati destinati inizialmente a sostegno delle imprese agricole. “Una sproporzione enorme”.
Il bar Valicenti
E infatti lo stanziamento per gli agricoltori è riuscito a coprire l’intero numero delle richieste pervenute, risultando addirittura superiore. Lo stesso non è accaduti per artigiani e commercianti. In quel settore, infatti, molti sono rimasti fuori. Valicenti è tra questi, e con lui molti altri giovani commercianti e artigiani. E proprio il tema della gioventù è uno di quelli su cui si vuole battere. “Tra i principali criteri di valutazione delle istanze c’era l’anzianità di iscrizione alla Camera di Commercio, e così, paradossalmente, si sono ritrovati premiati proprio gli artigiani e i commercianti più anziani e potenzialmente meno aperti all’innovazione, alla quale invece mirava il bando”.   Eppure, in un primo momento, lui e gli altri non si erano rammaricati più di tanto. La graduatoria in cui erano inseriti, infatti, sarebbe dovuta scorrere presto e appena giunto il nuovo finanziamento (nel 2010 atteso a breve termine) sarebbero stati premiati anche loro. Allora tutto questo sembrava immediato, e invece non è arrivato un euro. “Così rischiamo di avere una compensazione di cui non beneficia l’intera comunità, ma soltanto pochi”.

“E pensare – aggiunge con un pizzico di sconforto - che con questi criteri di concessione si sono ritrovati ad avere il contributo imprenditori agricoli che guadagnano anche fino a 200 mila euro all’anno. Ci tengo a chiarire, però, che il mio non è un intento polemico, chiedo solo il sostegno di un Ente che ha incassato tanto per i suoi cittadini ma forse non ha distribuito a tutti equamente. Cosa chiediamo? Semplicemente che la misura sia rifinanziata al più presto e la graduatoria torni a scorrere. Anche, se possibile, con fondi diversi da quelli di compensazione, visto che quelli tardano ad arrivare”.

Pino Suriano - scritto per www.ilquotidianodellabasilicata.it 

7 lug 2013

Siris Festival ispirato da Calvino. Ancora una ricca edizione. Premio Siris alla Krikka Reggae

NOVA SIRI – Sarà Italo Calvino, con il suo bellissimo romanzo Le Città Invisibili, ad offrire ispirazione alla seconda edizione dell’estemporanea itinerante “I Percorsi dell’arte”, dal titolo “Sotto il cielo di Bollita”, organizzata anche quest’anno nell’ambito del Siris Festival, in programma nel centro storico da 7 al 9 agosto. Il tema è, appunto, “Le città (In)Visibili”. Non passi inosservata la “variatio” delle parentesi, non priva di significato. Perché tanto invisibile delle città non è di per sé invisibile, ma va scovato, cercato da uno sguardo che sappia cogliere la bellezza e il gusto negli anfratti più apparentemente insignificanti. L’arte, in fondo, è questo.
Non v’è luogo più appropriato, in tal senso, del centro storico di Nova Siri. L’evento si inserisce nell’ambito di una storica e ormai consolidata kermesse, il Siris Festival, che ha ospitato negli anni eventi sempre innovativi e premiato personaggi del calibro di Gaetano Cappelli, tra le figure di punta del panorama della narrativa italiana ed europea. Quest’anno il Premio Siris guarda alla musica. Sarà assegnato alla Krikka Reggae, band lucana che ha saputo comunicare, con il dialetto locale (la band è di Bernalda) ansie, attese e frustrazioni della nostra terra, fondendoli con l’internazionalità della musica reggae.

Il Siris Festival, come sempre organizzato dall’associazione culturale Sud Gigi Giannotti, propone anche quest’anno un fitto calendario di appuntamenti. Si comincia il 7 alle 20,30 con l’estemporanea “ I percorsi dell’arte” e l’itinerario eno-gastronomico (sempre tra i momenti più attesi) “I percorsi del gusto”, con Festa della Birra e Sagra della Salsiccia ed arrosti. Intorno alle 22,30 l’assegnazione del premio alla Krikka Reggae, evento presentato da Lucia Varasano e Roberto DexGiorgio di Radio Aut Policoro. Al termine sarà proprio la band lucana a esibirsi in piazza. Per l’8 agosto, oltre agli itinerari di pittura e gastronomia, arriva la novità della "Cena itinerante" di antichi sapori e riscoperta degli angoli più suggestivi del centro storico, con percorso animato dalle note dalla "Conturband". Il 9 agosto, mentre gli itinerari artistici e gastronomici continuano, presso il Castello Sandoval si presenta il libro “Poeti di mandorla amara” di Maria Antonietta D’Onofrio, con intervento artistico di Vincenzo D’Acunzo a cura di Lucia Varasano.  Alle ore 22,30 conclusione in Piazza Dante con il concerto del Trio rag. Insomma, come amano dire oggi i più giovani, è davvero “tanta roba”.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

6 lug 2013

Campetto a Rotondella due. Per ora c'è il progetto, si cerca il finanziamento completo

ROTONDELLA – Per ora c’è solo il progetto preliminare,  ma è già meglio di niente. I bambini di Rotondella due possono cominciare a immaginare, finalmente, un vera e propria struttura sportiva nel loro piccolo borgo. Sui tempi e le concrete possibilità è tutto ancora da vedere. Perché, per coprire i costi del progetto complessivo, serviranno circa 370 mila euro. Il Comune, per ora, è disposto a metterne in campo 64 mila provenienti dai fondi di Compensazione Ambientale, per le altre somme il progetto dovrà essere candidato alle opportunità previste dalla Legge 134/2012 (Decreto 25 febbraio 2012” - Fondo per lo sviluppo e la capillare diffusione della pratica sportiva). Solo se finanziato, a quel punto, potrà essere realizzato.
Non sarebbe il solo intervento a premiare Rotondella due. “Sono al centro di valutazione – si legge in una nota dell’Amministrazione - alcuni importanti interventi per fare assumere al nuovo abitato che vanta già una storia trentennale”. E’ una novità importante. Il campetto era stato al centro di polemiche per le continue attività di manutenzione al quale era stato sottoposto, secondo alcuni inutili quanto costose. Adesso, con un’opera completa e definitiva, non dovrebbe più succedere. E non sarà solo un campetto per lo svago pomeridiano. La struttura è pensata anche per garantire ciò che qui, scandalosamente, non è mai stato scontato: un luogo dove le scuole di Rotondella due potessero svolgere le attività sportive.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

4 lug 2013

Militari in spiaggia, ma è solo un tour informativo

NOVA SIRI – I turisti sono avvisati: vietato spaventarsi, il prossimo 8 luglio, se in spiaggia si vedranno arrivare i militari dell’Esercito Italiano. Non sarà un’emergenza, tantomeno lo scoppio di una nuova guerra. I giovani che si avvicineranno alla gente, con fogli informativi e un sorriso benevolo, sono gli uomini dell’Infoteam del Comando Militare di Basilicata. Si faranno presenti ai turisti presso il Nova Siri Village con lo scopo di fornire tutte le informazioni necessarie circa le opportunità di carriera nell’Esercito. Particolare attenzione sarà riservata al concorso per Volontari in Ferma Prefissata di un Anno, le cui domande di partecipazione potranno essere presentate dal 15 Luglio al 13 Agosto 2013. E non è difficile immaginare che la loro attività informativa possa incontrare l’interesse di numerosi giovani, non solo di sesso maschile. Con le difficoltà lavorative a tutti note, sono in tanti a vedere nelle possibilità di carriera dell’Esercito una sicurezza per il futuro che in altri contesti lavorativi sembra ormai irraggiungibile.

Dopo la tappa dell’8 Luglio, il Tour Estivo proseguirà nelle seguenti date: 16 Luglio a Venosa (PZ) presso il Parco Acquatico “Le Onde”; 18 Luglio a Marina di Pisticci (MT) presso il Lido “Le Dune”; 25 Luglio a Venosa (PZ) presso il Parco Acquatico “Le Onde”; 1 Agosto a Castelmezzano (PZ) presso”Il Volo dell’Angelo”. Il Tour si concluderà a Lagopesole (PZ) dove, nel mese di Settembre prossimo, si svolgerà l’evento storico – rievocativo. Per ulteriori informazioni sui concorsi, gli interessati potranno consultare il sito istituzionale dell’Esercito: www.esercito.difesa.it, o potranno recarsi personalmente presso lo sportello informativo sito nella Caserma “De Rosa”sede del Comando Militare Esercito Basilicata in via Ciccotti 32 a Potenza.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

28 giu 2013

La Protezione Civile riparte a Rotondella. Il neo presidente Parziale: "La mia prima volta. Sono pronto a imparare dagli altri"

ROTONDELLA - La Protezione Civile “Gruppo Lucano” riparte a Rotondella. Si è tenuta l’altro ieri, presso la sede locale dell’associazione, la riunione dei soci per eleggere il nuovo Presidente, dopo una fase di commissariamento traghettata da Vittoria Pastore. Da allora si è posta mano ad una sorta di rifondazione, che, oltre a recuperare alcuni aderenti del precedente gruppo, ha reclutato nuovi componenti. Ed è proprio una new entry il nuovo presidente del sodalizio: si tratta di Nicola Parziale, un neofita nell’ambito della Protezione Civile, ma non nuovo ad esperienze di volontariato, anche in contesti piuttosto difficili. Nel 1991, per esempio, fece i bagagli e corse a Brindisi, per dare manforte alle forze dell’ordine nelle attività di sbarco e accoglienza delle migliaia di profughi albanesi giunti in quell’anno sulle nostre coste: accompagnare i minori e badare alle loro esigenze era il suo compito in quei drammatici giorni. Non meno drammatica fu l’altra esperienza di volontariato alla quale prese parte. “Era il 1998, quando, assieme a un carissimo amico, decidemmo di recarci a Sarno, per prestare aiuto alle vittime dell’alluvione”. Anche quella volta fu durissima, poiché i due arrivarono proprio nelle primissime fasi del soccorso, molto tempo prima che la macchina organizzativa si avviasse con i mezzi più idonei.
Al di là delle esperienze personali, però, Parziale riconosce con umiltà la propria identità di neofita e si dice pronto ad imparare da chi già ha fatto l’esperienza prima di lui. Ad aiutarlo, poi, c’è la compattezza di un gruppo che si è mostrato molto affiatato e competente sin dalle prime fasi organizzative. Proprio per una questione di competenze, inoltre, si è scelto di non eleggere ancora le altre cariche direttive, per attendere eventuali altre iscrizioni (che già stanno arrivando) e valutare meglio le attitudini e le esperienze professionali di tutti. Il cammino, comunque, è già avviato. Si attende, a breve, l’arrivo di un mezzo pick up dalla direzione regionale del Gruppo. E’ quasi tutto pronto, inoltre, per  la partecipazione di alcuni soci a un Corso Regionale Anti Incendio Boschivo (Aib), che dovrebbe permettere una maggior dimestichezza con un fenomeno che molto frequentemente, in estate, interessa le vaste zone rurali del territorio di Rotondella.
Questi i nomi dei soci già iscritti: Francesco Breglia, Antonio Celano, Pasquale Corrado, Antonella Corrado, Rocco D’Alessandro, Giovanni Dimatteo, Giuseppe Dimatteo, Raffaele Dimatteo, Gianna Manolio, Santino Manolio, Nicola Parziale, Salvatore Pasquino, Pierluigi Pasquino, Vittoria Pastore, Giovanni Tufaro, Salvatore Spina. Si parte. O meglio, si riparte. Anche perché il gruppo si fa forte di una precedente esperienza che è stata comunque positiva in termini di servizio ai cittadini, intervenendo anche in situazioni di emergenza piuttosto complesse.

Pino Suriano scritto per Il Quotidiano della Basilicata

25 giu 2013

Slow food alla scoperta delle pere del Sinni

VALSINNI - In un mondo fast, c’è ancora chi è slow. Lento, pacato, ma capace di assaporare il gusto delle cose. C’è uno stile di vita alla base di Slow Food, nota associazione nata per la promozione e divulgazione della qualità del cibo.
Una filosofia di vita che nelle nostre del Basso Sinni si è sempre praticata naturalmente. Sono luoghi in cui la qualità è spesso ricercata, dove la bellezza e il gusto prendono spesso il posto della funzionalità e del calcolo. Anche, e soprattutto, nel cibo. Si inventano, si producono e si promuovono da anni diversità culinarie e agricole, solo di raro valorizzate e portate alla ribalta nazionale.
Nasce in questo senso l’ipotesi di aprire sul territorio Presidio Slow Food nell’area di Azione del Gal Cosvel Srl. Al centro dell’interesse ci sono le Antiche varietà di pere della Valle del Sinni". Se ne parla oggi pomeriggio, alle ore 18.00, presso la Sala Consiliare del Comune di Valsinni. All’incontro parteciperanno Vito Trotta, Responsabile Regionale dei Presidi Slow Food di Campania e Basilicata, i rappresentanti del Consorzio Cosvel Srl e del Comitato Promotore.

“La volontà di  riscoperta  - si leggeva a gennaio in un nota con cui il Cosvel comunicava i primi passi del progetto - è imputabile sia al valore storico che questa specie ha  rappresentato nell’alimentazione delle famiglie contadine, in termini di “multi-utilizzo”del frutto, ma soprattutto alla micro-economia che tale prodotto, fresco e/o tra sformato, oggi rappresenta. L’attuale coltivazione, che  interessa la  maggior parte dei Comuni ricadenti nell’Area del “Basso Sinni” non può che accogliere le indicazioni impartite dal “mondo Slow Food”, cioè di produrre nel rispetto della salvaguardia ambientale secondo linee di sostenibilità”.


p.s. - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

8 giu 2013

Hans, il tuor operator svedese folgorato dalla Lucania e dalla bellezza dell'Eco Resort dei Siriti

L'incontro con Ciro Pinto e Franco Garofalo
NOVA SIRI - Hans Strand è un affabile omone svedese che mostra subito il suo biglietto da visita. “Lucaniatours” è il nome della sua impresa. Un’impresa che porta il nome della nostra Regione. La Lucania, infatti, da qualche tempo è diventata il suo core business: il suo affare, ma anche la sua passione. Da qui, folgorato da una vacanza di pochi giorni con la moglie, andò via con tanta meraviglia negli occhi. “Quando andammo via non pensavamo di comprare casa”. Ma poi il riaffiorare di quei bei ricordi li convinse sempre più. E così si mise a cercare sul web. "Tre giorni dopo - racconta – l’acquisto era cosa fatta, una splendida villa in agro di Pisticci”.
Insomma, un amore a prima vista, tanto forte da dover essere condiviso. Da qui è nata la sua impresa di operatore turistico: la sua passione, infatti, si è pres
to trasformata in un vero e proprio ponte per centinaia di svedesi.
In questi giorni, per esempio, è qui con un gruppo di cinquanta donne. Signore bionde di mezza età, arrivate in Lucania per fare wellnes, “benessere”, un senso ampliato del concetto di fitness. Fanno ciclette, yoga, spinning in orari scanditi per tenersi in forma, e poi, in altri momenti, relax, shopping e ottime degustazioni.
Non potevano scegliere luogo più adatto del Resort dei Siriti, una vera oasi di bellezza immersa nella campagna di Nova Siri, a pochi chilometri dal mare sul confine tra Basilicata e Calabria. Con gli agi della vicinanza al mare, ma anche con la giusta altitudine che mitiga il clima per i giorni più torridi. Stupisce, inoltre, il buongusto nella realizzazione delle strutture e nella scelta dei materiali, perfettamente integrati con l'ambiente circostante. Infine il mare, visto dalla collina, resta uno spettacolo impagabile.
E' partito alla Fiera del Turismo di Rimini il connubio tra Hans e Ciro Pinto, proprietario dell'Eco Resort di Nova Siri. L'asse, da allora, va perfezionandosi sempre più.E non solo per il turismo estivo. Il vantaggio del turismo svedese - ha spiegato il tour operator Franco Garofalo, altra figura chiave del “ponte” turistico in oggetto - è quello di garantire un flusso turistico capace di comprendere anche i mesi di maggio e di ottobre”. “Qui da voi è bassa stagione – ha aggiunto subito Hans - noi, invece, siamo nel pieno dell’estate”. Insomma, una possibilità che concretizzerebbe la tanto auspicata, ma mai effettivamente realizzata, destagionalizzazione dei flussi turistici del territorio. “Di grande aiuto per questi potenziali flussi – ha continutato Garofalo - sono le nuove iniziative di Aeroporti di Puglia, che hanno garantito la possibilità di un volo diretto Ryanair da Stoccolma a Brindisi, oppure, in alternativa, un volo Stoccolma-Berlino con coincidenza per Bari-Palese, con l’opportunità di un servizio di navetta che collega il capoluogo barese con il nostro territorio”.
Il “ponte” di di Hans, peraltro, non si limita al turismo alberghiero. La sua impresa è diventata un importante tramite anche per un gruppo di imprenditori giunti in Basilicata nell’aprile scorso per valutare l'acquisto di seconde case. "I prezzi sono bassi qui da voi". Un affare per il turista svedese, ma, potenzialmente, anche per il territorio”. Il turista-tipo svedese, infatti, è uno straniero a cui non manca il potere d’acquisto, spende con gusto e, in particolare, con grande interesse per le tipicità del territorio, soprattutto culinarie. Si stupisce di fronte ai gelsi che crescono per strada, di fronte alla bontà della nostra frutta”.
"Quando hanno provate le nostre albicocche o le fragole - ha raccontato Ciro Pinto – sono impazzite. E alcune di loro sono arrivate addirittura a bere il vino a colazione e ci hanno chiesto anche di venire con noi in cantina per seguire tutte le fasi della produzione". "Amiamo il primitivo – ha aggiunto Hans - ma il mio preferito rimane l'Aglianico".
"Dovremmo lavorare di più per il mercato estero” ha concluso Ciro Pinto. “E anche il pubblico, assieme ai privati, dovrebbe investire. Spesso, anziché aiutarci, finisce per complicarci la vita, con controlli e vincoli di ogni genere. E’ uno Stato che deve fare cassa ed è in guerra contro tutti: un imprenditore così finisce per occuparsi solo dei controlli e non può occuparsi dell'unica cosa che dovrebbe curare: i mercati".
A un certo punto Pinto si ferma e si scusa: "scusate la divagazione, non è per questo che siamo qui stasera. E’ solo uno sfogo". Solo uno sfogo, ma tanto sincero e spontaneo da non poter essere taciuto. E forse, in qualche modo, da condividere.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

8 mag 2013

Marika Lermani lascia The Voice. Eliminata dal televoto



NOVA SIRI - Purtroppo non ce l'ha fatta. Marika Lermani lascia The Voice e torna a fare rock con il suo gruppo di Roma. La sua corsa si è fermata alla fase live del programma. "Un peccato. La fase successiva era quella alla quale tenevo di più, poiché le avrebbe permesso di presentare un brano inedito realizzato dal mio gruppo rock".
Del suo gruppo ha parlato, durante la serata, anche il suo coach Piero Pelù. "Vi ho ascoltati e fate davvero bella musica" ha detto a Marika in diretta, congedandola. Un minuto prima aveva deciso di eliminarla, cercando di salvare il più anziano dei concorrenti della sua squadra. "Siccome la sfida sarà dura, porto con me chi ha più esperienza".
L'altro posto disponibile (in tutto erano due) era già stato occupato da Timothy...., già scelto dal televoto del pubblico, nel quale certamente aveva influito la caratterizzazione di Timoty, già divenuto idolo delle teenagers.
Il mancato passaggio del turno non coincide però con un insuccesso. E' bastato sentire il commento di Noemi all'esibizione di Marika. "Davvero non ho parole" aveva detto per descrivere la bravura di Marika.
La giovane cantante di Nova Siri si era esibita poco prima cantando "Un diavolo in me" di Zucchero. Tante tonalità, tanti virtuosismi vocale per una resa assolutamente elettrizzante. "Il palco è ancora tutto pieno di fiamme" ha detto il conduttore alla fine dell'esibizione. Lo rimarrà anche nelle fasi successive. Perché la presenza di Marika ha lasciato il segno, nel pubblico e nei coach.

Pino Suriano

Madonna della Sulla, la prima volta a Nova Siri Scalo


NOVA SIRI – Non era mai accaduto. Pochi chilometri, meno di dieci, eppure quella statua non li aveva mai percorsi. Troppa la distanza che ha separato le parrocchie del centro storico dalla Marina di Nova Siri, troppo il tempo passato senza gesti come quello della scorsa settimana. E’ stato tutto così bello e naturale sabato 13 aprile, quando la comunità di Nova Siri Scalo ha accolto, all’incrocio tra via Siris e via Bachelet, la statua di Santa Maria della Sulla: una breve processione per condurla alla Parrocchia Sant’Antonio di Padova di Nova Siri Scalo e una celebrazione del parroco Don Mario La Colla.
La permanenza della statua a Nova Siri Scalo è stata scandita da un preciso programma di celebrazioni ed eventi. Non è mancata una veglia di preghiera, con la recita del Santo Rosario meditato, venerdì 19 aprile. L’ultimo atto della presenza di Maria è stato il Regina Coeli, con celebrazione della Santa Messa e ripartenza per la sua “casa”, il Santuario che la ospita. E’ lì che attenderà i fedeli per la sua festa, celebrata nella seconda domenica di maggio. Questa volta a muoversi non sarà lei, ma il suo popolo.
I sacerdoti di Nova Siri, don Mario La Colla e don Serafino La Sala, hanno scritto una lettera ai fedeli, pubblicata anche sul sito web delle Parrocchie, (parrocchiedinovasiri.it), in cui hanno voluto sottolineare come il gesto sia nato da una richiesta dei fedeli. “Abbiamo ritenuto opportuno soddisfare un desiderio, manifestatoci da molti in più occasioni, di far sostare nella Chiesa della Marina, almeno per una settimana, la Sacra Immagine di Colei a cui, insieme a S. Giuseppe, è affidata la protezione di Nova Siri. Dopo averne discusso con i Consigli Pastorali delle due comunità parrocchiali abbiamo deciso che questo pellegrinaggio si svolgesse dal 13 al 20 aprile 2013, anno della fede. Maria SS. Annunziata, per noi S. Maria della Sulla, rappresenta il momento in cui la Madre del Redentore offre la sua piena collaborazione all’ingresso di Dio nella nostra storia. A Lei, la Vergine fedele, Colei che è beata perché ha creduto, chiediamo di rinvigorire e illuminare sempre di più la nostra fragile fede e di aiutarci a spalancare la porta del cuore a Gesù suo Figlio, il Crocifisso Risorto, perché lo inondi con la sua luce, il suo amore, la sua gioia, la sua pace”.
Certe volte anche i gesti simbolici hanno un significato importante. Questo è uno di quelli, per quanto si possa chiamare simbolico un gesto che ha acceso una devozione così sentita e concreta. Un gesto semplice ma inedito, di quelli che fanno storia. La storia delle piccole comunità (che è poi quella più importante) si costruisce anche così. 

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

6 mag 2013

"Bisogna crederci sempre". Il bellissimo saluto a Pasquale Barnabà

La folla al funerale
NOVA SIRI - "Bisogna crederci sempre". C’erano queste tre parole sulle maglie degli amici di Pasquale Barnabà, l'amante della pesca ritrovato senza vita nei fondali di Amendolara dopo un'immersione subacquea. Tre parole che erano per lui un principio, il criterio guida per la sua storia d'amore con il mare e con i pesci che non smetteva mai di inseguire. Non disperava mai, Pasquale Barnabà, anche nelle sfide di mare più difficili, anche per i pesci più imprendibili.
C'era anche uno striscione immenso che lo ritraeva con due delle sue prede più rare. "E' tramontata una stella, è nata una leggenda" si leggeva all'ingresso della Chiesa di Sant'Antonio di Padova a Nova Siri Scalo, dove ieri pomeriggio si sono tenuti i funerali. E mai come ieri quella Chiesa è apparsa piccola, tanto minuscola quanto grande era il bagno della folla accorsa a portare l’ultimo saluto a Pasquale.
Lo striscione dedicato dagli amici
"Oggi non sarebbe bastata una Cattedrale" ha detto il sacerdote don Mario La Colla, che nell'omelia ha tracciato un ritratto di Pasquale semplice ma significativo. Parole di conforto anche per la giovane moglie, che rimane ora vedova con due bimbi, “una ragazza forte che saprà certamente prendersi cura dei suoi figli”, e per i parenti, che si sono “distinti per la compostezza con cui in questi giorni hanno vissuto il dolore”.  
Ma, soprattutto, parole bellissime per Pasquale, “un uomo che amava la vita e la famiglia come pochi. Magari tutte le coppie fossero come la sua” ha aggiunto don Mario. E dalle sue parole è emersa tutta la stima per “un uomo che amava la natura e  quel mare che sentiva come amico, e forse mai avrebbe pensato che da lì potesse arrivargli il pericolo. Chi ama la natura – ha concluso il sacerdote – ama Dio, perché la natura porta inscritta l’impronta del suo Creatore. Adesso nuoterà in un altro oceano, l’oceano sconfinato del Signore”.
Al termine della celebrazione il corpo esanime di Pasquale è uscito dalla Chiesa, dove c’era un mare di gente che lo aspettava in un silenzio irreale, scosso solo da un lunghissimo applauso al suo passaggio. Tantissimi i giovani in lacrime, tanti gli amici pescatori arrivati da ogni parte del sud Italia, alcuni addirittura dalla Sicilia. Una folla tanto grande e forse non prevista in tali dimensioni, che si è ingrossata fino a bloccare spontaneamente, a un certo punto, anche il traffico di via Siris. Che Pasquale amasse la vita lo sapevano tutti, che sapesse comunicarlo anche agli altri è stato evidente nell'abbraccio commosso di ieri.

Pino Suriano

4 mag 2013

Lutto cittadino per Pasquale Barnabà

NOVA SIRI - Le serrande dei negozi, alle 10 in punto, si chiuderanno. Per un minuto a Nova Siri ci sarà solo silenzio. Poi la cerimonia funebre, con riapertura degli esercizi commerciali al termine della celebrazione. Così, domenica 5 maggio, il saluto a Pasquale Barnabà sarà il saluto di tutta la comunità nella sua forma più esplicita: il lutto cittadino. Lo ha ordinato ieri pomeriggio il sindaco di Nova Siri, Pino Santarcangelo, per esprimere l’abbraccio di tutti alla drammatica sorte di Pasquale, il pescatore trovato senza vita mercoledì 1 maggio dopo un’uscita di pesca subacquea. Un pescatore che è stato anche e soprattutto un “trascinatore”, perché davvero, a girare tra gli hobbisti locali della pesca, non se ne trova uno che non sia uscito una volta con lui, che da lui non abbia appreso un particolare, una tecnica, uno stile. Molti di loro ammettono che forse non si sarebbero mai neppure avvicinati a una canna da pesca senza il suo stimolo, i suoi consigli, l’esempio della sua passione.
“La pesca o si fa in un certo modo o non si fa” era solito dire, per sottolineare la minuzia con cui curava i particolari, acquistando solo prodotti di un certo livello. Non era un modo elitario per elevarsi, assicurano i suoi amici, ma il segno della serietà con cui viveva ciò che amava. Si vedeva da un particolare che in fondo non era un particolare: per lui la pesca non era un tesoro geloso da tenere per sé, ma una passione da condividere, insegnare. Un nuovo appassionato di pesca non era per lui uno scomodo concorrente, ma un amico in più. Si era accorto di lui anche il circuito nazionale della pesca amatoriale: ormai da anni era un punto di riferimento per le principali riviste di settore che ospitavano i suoi articoli sulle tecniche e le esperienze di pesca.
“Il giovane – ha scritto il sindaco nell’ordinanza – è stato apprezzato campione di pesca sportiva e subacquea, costituendo un punto di riferimento di questa pratica sportiva per molti ragazzi di Nova Siri e del circondario. La sua competenza lo ha portato alla ribalta delle copertine delle riviste specialistiche della pesca sportiva a tiratura nazionale, che spesso si avvalevano della sua provata esperienza. Per tali ragioni il mondo dello sport gli dedica l’evento podistico organizzato nella cittadina per domenica 5 maggio. L’Ente comunale tutto, amministratori, consiglieri e dipendenti non vogliono tacere l’indiscussa figura di campione soprattutto nei rapporti amicali e l’esempio di non comune dedizione alla sua famiglia”.
La sua bacheca di facebook, da qualche giorno, è stracolma di messaggi di cordoglio e saluti di amici e conoscenti. Alcuni sono belli e paiono di sincera commozione. I pensieri più belli, però, si trovano si trovano nella parte inferiore della timeline. Sono quelli che ha scritto lui stesso, qualche giorno prima della sua ultima immersione. Parlano della pesca, ma in fondo, parlando della pesca, parlano della vita in modo straordinariamente profondo. Preferiamo non pubblicarli per rispetto nei suoi confronti: Pasquale ha scelto di scriverli lì, per tutti i suoi amici virtuali, ed è lì che chi vuole potrà leggerli.


Pino Suriano