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La folla al funerale |
C'era anche uno striscione immenso che lo ritraeva con due
delle sue prede più rare. "E' tramontata una stella, è nata una
leggenda" si leggeva all'ingresso della Chiesa di Sant'Antonio di Padova a
Nova Siri Scalo, dove ieri pomeriggio si sono tenuti i funerali. E mai come
ieri quella Chiesa è apparsa piccola, tanto minuscola quanto grande era il
bagno della folla accorsa a portare l’ultimo saluto a Pasquale.
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Lo striscione dedicato dagli amici |
Ma, soprattutto, parole bellissime per Pasquale, “un uomo
che amava la vita e la famiglia come pochi. Magari tutte le coppie fossero come
la sua” ha aggiunto don Mario. E dalle sue parole è emersa tutta la stima per “un
uomo che amava la natura e quel mare che
sentiva come amico, e forse mai avrebbe pensato che da lì potesse arrivargli il
pericolo. Chi ama la natura – ha concluso il sacerdote – ama Dio, perché la
natura porta inscritta l’impronta del suo Creatore. Adesso nuoterà in un altro
oceano, l’oceano sconfinato del Signore”.
Al termine della celebrazione il corpo esanime di Pasquale è
uscito dalla Chiesa, dove c’era un mare di gente che lo aspettava in un
silenzio irreale, scosso solo da un lunghissimo applauso al suo passaggio. Tantissimi
i giovani in lacrime, tanti gli amici pescatori arrivati da ogni parte del sud Italia,
alcuni addirittura dalla Sicilia. Una folla tanto grande e forse non prevista
in tali dimensioni, che si è ingrossata fino a bloccare spontaneamente, a un
certo punto, anche il traffico di via Siris. Che Pasquale amasse la vita lo
sapevano tutti, che sapesse comunicarlo anche agli altri è stato evidente nell'abbraccio
commosso di ieri.
Pino Suriano
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