20 dic 2013

Ministro Zanonato, ecco l'Enea che oggi la accoglierà

di Pino Suriano

Cinquant'anni e sentirli tutti, ma proprio tutti, con gli acciacchi e i dolori di una vecchiaia che avanza ogni giorno di più. Oggi si festeggia mezzo secolo dalla nascita del centro Enea di Rotondella. Qualche mese fa i ricercatori di un altro centro Enea, quello di Frascati, raccontarono al Corriere della Sera di non aver mai visto un ministro nel loro centro, seppure a due passi da Roma. Era un modo per esprimere la distanza e il disinteresse della politica verso il mondo della ricerca. In Trisaia, al contrario, il ministro si farà vedere in carne e ossa. E’ atteso per questa mattina Flavio Zanonato, titolare dello Sviluppo Economico. La sua presenza è un bel segnale. Sarà utile, però, che il contesto celebrativo non tolga spazio a un’analisi concreta dei problemi che il Centro di Trisaia, al pari e forse ancor più degli altri centri sparsi in Italia, sta vivendo con drammaticità sempre maggiore.
Il primo tema sarebbe lunghissimo, per certi versi inestricabile: è quello dei misteri, dei traffici sospetti, delle inchieste giudiziarie, della scommessa americana su un metodo di recupero dell’uranio considerato desueto dopo pochi anni e del fardello di pericolose scorie che quel “piccolo” errore di valutazione ha lasciato. Lo risparmieremo al Ministro, ascrivendolo, per convenzione, alla voce “letteratura”. Tra il giallo e il thriller, con qualche venatura di commedia.
Molto meno suggestivo, ma forse più drammatico, è lo spettacolo di “macelleria sociale” che potrebbe trovarsi davanti oggi. E’ bene che sappia, il signor Ministro, che la sala che oggi lo ospiterà è pulita da operatori che lavorano per cifre vicine alle 400 euro mensili (!) con spese di trasporto a proprio carico. E’ bene che sappia degli infiniti tavoli tra amministrazione del centro, sindacati, Prefettura e lavoratori per i continui tagli sugli appalti dei servizi esternalizzati. E’ bene che sappia dell’operatore di sicurezza che ha raccontato al Quotidiano di non aver potuto mandare la figlia all’Università per i tagli al suo stipendio.
Dovrebbe già conoscere, al contrario, qualche cifra macroscopica che lo riguarda. Nella metà degli anni '80 tra tutti i centri Enea arrivavano 976 milioni di euro di trasferimenti statali, oggi sono 152. Il dato è imponente e inequivocabile: lo Stato non ci crede più. Non bastano neppure per pagare gli stipendi. Sono pochissimi, e neppure spesi al meglio a quanto pare. Un’inchiesta del Corriere, infatti, ha raccontato come il 10 per cento di questi lavoratori sia ancora addetto ai settori originari. Traduzione: paghiamo gente che, in centri di ricerca (ricerca eh?) continua a svolgere funzioni simili a quelle che svolgeva, nel migliore dei casi, ai tempi di Reagan e del Muro di Berlino. Quando c’era ancora il nucleare, per intenderci.
Erano tempi di vacche grasse. Chi avesse fatto un giro nel Centro, allora e fino a qualche anno fa, avrebbe trovato in piena attività palestre con attrezzi, campi da calcio e tennis, trasporti garantiti a tutti  e numerosi benefit che in altri settori del pubblico sono semplicemente un sogno. E che è meglio non raccontare, per decoro, ai giovani che pagano oggi gli eccessi di ieri e che un lavoro non l’hanno neppure mai visto. A proposito di eccessi, lo sa il signor Ministro che al Centro di Trisaia il numero degli amministrativi è quasi superiore a quello dei tecnici? Cioè, quelli che dovrebbero fare da supporto sono quasi più di quelli che operano per l’obiettivo finale (la ricerca, appunto)? Immaginatelo, un Municipio con quindici impiegati al lavoro per dare servizi a un comune di circa dieci abitanti.
Come mai? Chiederlo a chi c’era: la politica, l’esigenza di “infornare” clientele senza programmare, ma anche un altro tema, quello dei trasferimenti. Naturalmente da Sud a Nord. Qualche anno fa un ex assessore comunale di Rotondella, Antonio Dimatteo, denunciò la parità numerica tra gli assunti nel centro lucano e quanti avevano fatto, di lì a poco tempo, richiesta di trasferimento in altri centri. Tradotto: molti venivano assunti qui (spesso anche con fondi  dell’ex cassa per il Mezzogiorno o altri fondi di enti locali) e poi, una volta sistemati, chiedevano di trasferirsi. Il Sud finanziava in parte le assunzioni ma non tratteneva le intelligenze. I sindacati, in più di un’occasione, denunciarono addirittura il trasferimento di macchinari acquistati qui e poi mandati in  altri centri: una vera spoliazione.

Sono solo piccoli schizzi di un quadro più complesso. Non si vuole così rovinare la festa, né disconoscere quanto il territorio debba a questo centro in termini di lavoro e sviluppo (più lavoro che sviluppo, per la verità). Sputare sul “piatto Enea”, o dirne il male, o raccontarsi la sciocchezza secondo cui avrebbe penalizzato l'agricoltura e il turismo, non aiuterebbe molto. Ma passare avanti, festeggiare, raccontare qualche bel progetto di ricerca e dirsi che in fondo è tutto ok, ecco… questo aiuterebbe ancor meno.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

4 set 2013

Il Parco di Valsinni su Puglia Live

Ricca intervista di PugliaLive a Rocco Truncellito, presidente del Parco Letterario Isabella Morra di Valsinni.

Cliccare qui per leggere. 

19 ago 2013

Tragico incidente a Nova Siri, muoiono padre e figlio di sette anni

Di seguito la prima nota stampa sulla vicenda dal sito ilmetapontino.it L'incidente dovrebbe essere accaduto sulla strada che conduce da Nova Siri Scalo.

http://www.ilmetapontino.it/cronaca/10594-tragico-incidente-sulla-sp-104-a-nova-siri-perdono-la-vita-padre-e-figlio.html

17 ago 2013

Uranio a Rotondella. Ma a noi perché conviene. Le domande di Ivano Farina sul Manifesto

Oggi sul Manifesto nuovo articolo di Ivano Farina sulla vicenda del trasporto di uranio.
Risolleva due grandi domande: dove è andato a finire? E soprattutto, perché?

Di seguito il link

http://www.karakteria.org/contenuti/13/08/17/trasporto-segreto-dalla-trisaia-dove-si-trova-il-materiale-trasportato-dovè-se-cè

14 ago 2013

A Rotondella si celebra Sua Maestà u' pastizz'

Signore e signori, Sua Maestà U' pastizz è celebrato stasera in una sagra. 
Ricordiamo che ha da poco ottenuto il riconoscimento del Ministero delle Politiche Agricole, come prodotto agro-alimentare tradizionale. Il comune ha già approvato il Regolamento per il suo utilizzo, il Disciplinare di produzione ed il logo con la modalità tecniche di applicazione.

Qui l'articolo di Emmenews  http://www.emmenews.com/approvato-regolamento-uso-marchio-pastizz-rtunnar/

Qui una ricetta per la preparazione http://www.weekendinbasilicata.it/pastizzi-e-falaoni-di-rotondella/

13 ago 2013

No Scorie e No Triv attaccano Cinemadamare per i finanziamenti da Total

Leggo e pubblico questa nota, pur non condividendola.

Cinema da catrame, quando la cultura e l’etica non salvano il mare. E’ praticamente simile al catrame il petrolio che vogliono estrarre a Tempa Rossa in Corleto, a Tempa la Petrosa in territorio di Nova Siri – scrivono Med No Triv e No Scorie Trisaia in un comunicato stampa sull’iniziativa promossa a Nova Siri che vede tra gli sponsor la Total-  o peggio nel mar Jonio a opere di ben 7 compagnie petrolifere con srl al seguito. 

Il resto qui (http://www.olambientalista.it/cinemadacatrame-non-salva-il-mare/) 


Qui il link agli sponsor della rassegna http://www.cinemadamare.com/index.php?option=com_content&view=article&id=167%%203Apartner&catid=33%3Ainfo-festival&Itemid=190&lang

Se la letteratura parla della crisi

13 agosto ore 21 presso l’Anfiteatro Comunale di Policoro
Chi può dire qualcosa sulla crisi, su come comprenderla e affrontarla? Quali esperti, quali scienze? Solo quelle economiche, finanziarie, quelle del lavoro? E se un tentativo, quasi timido e imbarazzato, arrivasse dalla letteratura? Il tentativo di dire qualcosa in merito, magari la più importante?
"In questo paese  - scrive il poeta e critico letterario Davide Rondoni - si parla molto di grandi riforme. Della costituzione, dell'architettura federale, del fisco. In molti, tra politici e opinionisti, si riempiono la bocca di tale necessità. Ma io credo che comunque senza una riforma del modo di insegnare letteratura siamo spacciati. Destinati a perire come paese. Perché è destinato a sparire il gusto della nostra lingua profonda e la poesia dell'Italia. Si corroderà del tutto il gusto, corrodendosi del tutto l'anima".
Si parte da qui, domani sera, martedì 13 agosto, alle ore 21 presso l’Anfiteatro Comunale di Policoro. “Incontro con i Grandi della Letteratura” è il titolo della serata di pubbliche letture inserita nella più ampia rassegna “L’arte incontra la bellezza”, organizzata per la prima edizione dall’associazione culturale La Scuola di Atene, con interventi degli insegnanti Michele Borraccia, Andrea Borraccia, Giovanna Epifania e Rosanna Leo. Introduce Pino Suriano. L’evento è patrocinato dal Comune di Policoro (cartellone estivo Siritide Estate 2013, rassegna “Cultura in Magna Grecia”). Il tentativo è quello di dire qualcosa sull’uomo, sulla sua esistenza, sulla sua crisi. Magari con “l’aiuto” di Ovidio, Dante, Pavese, Calvino…
 

Pino Suriano

6 ago 2013

Visita all'Itrec di ieri. I resoconti di ieri da Pino Suriano, Nicola Piccenna, Ivano Farina e Ottavio Frammartino

Ieri siamo stati al Centro Itrec di Rotondella. Il giorno prima non erano entrati i Parlamentari del M5S, noi, il giorno dopo, invece sì. Il resoconto di quattro dei sette cronisti e blogger.









Il resoconto di Pino Suriano sul Quotidiano http://www.ilquotidianodellabasilicata.it/news/cronache/715445/Il-Quotidiano-in-visita-al-Centro.html

Il resoconto di Nicola Piccenna su toghelucane.blogspot.com (con domande annesse) http://toghelucane.blogspot.it/2013/08/litrec-di-rotondella-il-viceministro.html

Il resoconto di Ivano Farina sul sito di karakteria http://www.karakteria.org/contenuti/13/08/06/litrec-di-rotondella-il-viceministro-bubbico-e-il-materiale-radioattivo

Il resoconto di Ottavio Frammartino sul suo blog http://ottavioframmartino.blogspot.it/2013/08/la-sogin-ci-apre-i-cancelli-bubbico.html



QUI LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI PUBBLICATA IERI SU LINKIESTA (UTILE, MODESTAMENTE, PER CHI VOGLIA FARSI UN'IDEA GENERALE DEI FATTI E DELLE DICHIARAZIONI SUSSEGUITISI IN QUESTI GIORNI)

http://www.linkiesta.it/mistero-uranio-basilicata

Precisazioni:

1. Nel titolo si parla di scorie ma l'uranio traportato non lo è;

2. Piccenna ha dato notizia del convoglio non la mattina del 30 ma del 29;







Linkiesta, una tentativo di ricostruzione ordinata di tutta la vicenda del trasporto uranio (di Pino Suriano)


Il 17 luglio Nicola Piccenna, giornalista de L’Indipendente Lucano, scrive una “strana” lettera aperta al viceministro agli Interni Filippo Bubbico (Pd), lucano, suo storico avversario di tante battaglie mediatiche e giudiziarie. Non è una lettera qualunque. 


«Se nulla sa – scrive provocatoriamente Piccenna – potrebbe cortesemente informarsi e fare sapere qualcosa ai suoi concittadini lucani, magari prima del 29 luglio prossimo?».

Tutto il resto si può leggere qui. 
http://www.linkiesta.it/mistero-uranio-basilicata

Solo dopo aver letto, date un'occhiata a queste precisazioni
Con due precisazioni 1. a dispetto del titolo, non si è trattato di scorie, l'uranio non irraggiato non è classificato come tale; 2. il giornalista Piccenna ha dato notizia del convoglio nella mattina del 29 luglio e non del 30, come riportato; 3. scrive stamane Farina che i due cronisti non avrebbero dato l'esclusiva a Oggi, ma avrebbero inviato le immagini anche a La 7 e La Cosa di Beppe Grillo. 

"Bubbico aizza l'opinione pubblica contro i giornalisti". Il post di Ivano Farina

Aveva iniziato Bubbico, dalle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno, ad aizzare l’opinione pubblica contro i giornalisti, divulgando la falsa notizia che la “casciara” scatenata avrebbe indotto gli "americani" a non riprendersi le barre di Elk River; contemporaneamente e “inspiegabilmente” dal Quotidiano di Basilicata anche il senatore cittadino a 5 Stelle, Vito Petrocelli,  tra l’altro in contraddizione con il blog di Beppe Grillo, aveva gettato discredito sugli autori dello scoop, colpevoli a suo dire sia di non aver allertato la popolazione prima del fatto 

Per leggere il resto cliccate qui
http://www.karakteria.org/contenuti/13/08/05/la-verit%C3%A0-%C3%A8-sempre-una-bomba


QUi, invece, trovate l'articolo di Ivano Farina scritto il 2 agosto per Il Manifesto http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/9709/

"Portato via da Rotondella materiale per la bomba atomica" http://blogeko.iljournal.it/

E guardate cosa scrivono sul blogeko: Il Blog ecologico http://blogeko.iljournal.it

Mi sentirei di dire che con il famoso viaggio nucleare di lunedì notte è stato portato via dal centro Itrec di Rotondella materialeutile per costruire la bomba atomica e che ci saranno ancoradecine e decine di trasporti analoghi

Comincia così l'allarmante articolo, che potete leggere per intero qui. Al di là delle congetture, attenzione agli interessanti documenti linkati, sono interessanti.




Le autorità hanno detto con precisione cos’è stato trasportato alcune notti fa, 1 kg di Uranio contenente circa il 90% di U235. L’uranio 235 è poco radioattivo, se la percentuale di U235 fosse stata del 100% la radioattività sarebbe stata così bassa da poter tenere quel kg di materiale in mano. La radioattività effettiva di quel kg di materiale trasportato dipende da cos’è mescolato con l’U235 ma comunque anche nei casi peggiori la radioattività complessiva non sarebbe stata tale da scomodare 300 uomini delle forze dell’ordine per la scorta (se è vero ciò che hanno riportato alcune testate). Quindi la pericolosità di questa sostanza deve trascendere dalla mera radioattività. E da qui sarebbe dovuta partire l’indagine di chi si voleva informare…. non bisognava essere grandissimi detective, bastava andare a vedere cosa riguardava il vertice di Seoul del 2012 citato dalle autorità stesse.
La questione è che appunto con enormi difficoltà dei terroristi estremamente ben preparati con diversi kg di U 235 al 90% potrebbero costruirci una bomba A, ma sarebbe un’ impresa estremamente ardua e di improbabile esito positivo ma comunque per evitare ogni rischio la IAEA, gli Usa e gli altri paesi avanzati prevedono norme estremamente stringenti per il trasporto e la messa in sicurezza di questo tipo materiale. 
Nota bene: nessun paese che ha già la bomba atomica e la bomba all’idrogeno (Usa, UK, Francia, Cina….) si sognerebbe di fare una bomba con la robaccia contenuta nelle barre di Elk River (come sembra indicare il titolo di questo post), si usa ben altro materiale con ben altre caratteristiche. Quindi lo ripeto per la terza o quarta volta, l’interesse per questo trasporto di uranio non è militare, è una questione di sicurezza, una cauta misura preventiva per mettere in sicurezza materiale che c’è la remota possibilità che possa essere rubato da terroristi ed usato per costruire una bomba e questo avviene per una maggiore sicurezza di tutti, cittadini italiani, europei e di tutti gli altri paesi.
Poi di quanti altri kg di HEU (separati o non separati) ce ne siano, da dove questi derivino e di quanti altri trasporti si possano/debbano fare sono solo supposizioni.

5 ago 2013

I dubib della Ola. IL Centro Itrec è forse diventato sito di interesse militare?

Riceviamo dall'ufficio stampa dell'Organizzazione lucana Ambientalista e pubblichiamo:

La Ola, Organizzazione lucana ambientalista, in merito all’incontro del Tavolo della Trasparenza del giorno 2 agosto scorso per fare luce sul recente trasferimento di materiale radioattivo dal deposito ITREC di Rotondella (MT) destinato al rimpatrio negli USA (proprietari di tale materiale) con sosta all’aeroporto militare di Gioia del Colle (BA), denuncia l'assenza al Tavolo della Trasparenza convocato dal presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, dei rappresentanti dei Ministeri dell' Interno, dell’Ambiente, della Salute e dello Sviluppo Economico, nonchè dei responsabili della sicurezza pubblica coinvolti dell'operazione di trasferimento dei materiali radioattivi (prefettura, organi polizia, militari).

La Regione Basilicata - denuncia la Ola - non può rimanere passiva di fronte all'atteggiamento governativo che ha imposto ed intende continuare ad imporre il segreto di stato ed anche quello militare su questa e su altre possibili vicende che riguardano il centro della Trisaia di Rotondella di cui si ignora il futuro.

La Regione Basilicata deve pertanto esigere da Sogin SpA un cronoprogramma relativo alla messa in sicurezza del sito della Trisaia, con l'indicazione dettagliata dei materiali che a vario titolo si intendono movimentare da e per il centro della Trisaia con i lavori realizzati e ancora da realizzare presso il centro.

Al tavolo della trasparenza non è infatti emerso con chiarezza quale debba essere il ruolo della Sogin SpA. Per statuto societario, Sogin SpA è interememte partecipata dallo Stato e più precisamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. La Sogin SpA detiene il 60% di Nucleo SpA ex Nucleco SpA (il 40% restante in mano a ENEA). Tutto questo, al di là di facili quanto intuitive ricadute di opportunità etiche quanto strategiche nell’avere una società di capitali quotata in borsa che deve  condizionare, processare, contenere, de commissionare, stivare, trasferire – quindi: trattare – materiale nucleare, lascia aperto un grosso interrogativo: perché al tavolo della trasparenza Sogin – che è lo Stato, ma è anche una Spa?

Non è per la Ola accettabile quindi che la Sogin SpA si sia seduta al Tavolo della Trasparenza del giorno 2 Agosto scorso a Potenza, "scrollando le spalle" e parlando solo di mera esecuzione, quando essa ha invece dirette responsabilità sulle decisioni relative al decomissioning. Non è accettabile che il governo diserti gli incontri sulla trasparenza, ritenendo di dover affidare alla SpA il ruolo di "esecutore" pubblico su aspetti delicati che spettano alle istituzioni centrali e regionali.

La Ola ricorda che stiamo parlando di un operazione svolta sotto segreto di stato e forse anche sotto segreto militare. Infatti, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 aprile 2008 (Governo Prodi) individuava i "criteri per l'individuazione delle notizie, delle informazioni, dei documenti, degli atti, delle attività, delle cose e dei luoghi suscettibili di essere segreto di Stato". Un Decreto questo che sottrae competenze ordinariamente svolte dalle ASL e dai Vigili del Fuoco e le assegna ad "Uffici competenti" funzioni nei luoghi coperti da segreto di Stato.

La Trisaia - chiede la OLA - è diventato un sito di interesse militare?
Nel 2009 la Corte costituzionale con la pronuncia 106/2009 sancì che "l'individuazione degli atti, dei fatti, delle notizie che possono compromettere la sicurezza dello stato e che devono rimanere segreti" costituisce il risultato di una valutazione "ampiamente discrezionale".L'esercizio del potere di secretazione sarebbe quindi assoggettato al solo Parlamento, "sede normale di controllo nel merito delle più alte e più gravi decisioni dell'esecutivo", attraverso il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir, già Copaco). Ciò è stato fatto?

La Ola chiede se il Parlamento Italiano sia stato messo al corrente di questa operazione e nel caso lo fosse il Copasir, in cui vi sono anche rappresentanti del M5S oltre che il lucano Roberto Speranza (PD), sia a conoscenza della movimentazione e se la stessa sia coperta anche da segreto militare a conferma del grado di pericolosità dei materiali tenuti presso il centro di Rotondella senza che si siano effettuati controlli sui rischi per la salute dei residenti.

La Ola denuncia in proposito la mancanza di un verbale del Tavolo della Trasparenza del 2 agosto scorso che confermi tutto quanto dichiarato in sede di dibattito. L'assenza di questo verbale sottoscritto dalle parti, vanifica il ruolo stesso del Tavolo della Trasparenza, trasformandolo in una passerella tra esponenti politici regionali e Sogin SpA, con i sindaci, i comitati e le associazioni presenti costretti a stringere tra le mani un bel nulla.

La Ola chiede quindi con urgenza la riconvocazione del Tavolo della Trasparenza in uno dei comuni della costa jonica lucana così come già richiesto dal sindaco di Policoro. Tale incontro va preparato con l'obiettivo di fissare i punti del cronoprogramma da richiedere a Sogin SpA. Esso deve basarsi su documentazione concreta da richiedere a Sogin SpA, dalla quale si evincano tempi e le modalità per la restituzione delle barre di Elk River agli USA.  Il documento redatto da Sogin SpA va inoltrato - secondo la Ola - prioritariamente, per competenza, alle stituzioni ed i dicasteri interessati, con una informativa trasparente sui quantitativi effettivamente presenti c/o depositi di stoccaggio/condizionamento/processa mento/decommissionamento degli stessi con lo stato dei lavori presso il centro della Trisaia.

La roadmap completa e dettagliata sul decommissioning del nucleare lucano deve individuare inoltre la perimetratura e protocolli di sicurezza adottati e da adottare, gli enti coinvolti (abbiamo appreso che l'Arpab Basilicata non sarebbe nemmeno stata informata della movimentazione del materiale radioattivo del 29 luglio scorso) con un piano di monitoraggio dello stato di sicurezza e di salute delle popolazioni interessate. Rinunciare a ciò significa soccombere alle logiche impositive del Governo che non ha mai rinunciato a realizzare il deposito unico delle scorie radioattive italiane in Basilicata.

4 ago 2013

I parlamentari 5 Stele all'Itrec, ma non li fanno entrare

Riceviamo dall'ufficio stampa del Senatore Vito Petrocelli

«Se per cortesia potete tornare domani. Oggi è domenica e non c'è nessuno». Il divieto è stato garbato, ma di fatto, a due parlamentari della Repubblica italiana, i portavoce del Movimento 5 Stelle, alla Camera, Mirella Liuzzi, e al Senato, Vito Petrocelli, è stato vietato di esercitare una delle prerogative della loro funzione istituzionale, il sindacato ispettivo.
Il grave fatto è accaduto oggi, domenica 4 agosto, alle 13, all'ingresso della sede dell'Itrec di Rotondella, il centro nucleare gestito dalla Sogin in contrada Trisaia, in provincia di Matera, quando Mirella Liuzzi e Vito Petrocelli, accompagnati da un fisico, Piernicola Pedicini, si sono presentati al cancello della sede della struttura che la notte tra domenica 28 e lunedì 29 luglio è stata al centro di una contestata operazione di trasporto di materiale radioattivo verso la base militare Nato di Gioia del Colle, in provincia di Bari.
I due parlamentari del M5S, insieme al fisico, sono stati bloccati all'ingresso del centro nucleare dalle due guardie giurate presenti nel gabbiotto che hanno fatto da tramite, telefonicamente, con il direttore della struttura. È stato il direttore a vietare l'ingresso dei due parlamentari affermando che di domenica «nel centro ci sono solo tecnici» e che se per cortesia potevano, appunto, tornare all'indomani.
I due parlamentari della Repubblica italiana avrebbero voluto rendersi conto di persona della situazione presente all'Itrec di Rotondella, anche perché non sono ancora del tutto chiari i motivi del trasloco di materiale radioattivo deciso e fatto nottetempo, e avrebbero anche voluto verificare se le due centraline di controllo sono funzionanti e chi e quando fa i rilievi di radioattività all'interno dell'Itrec, dato che in Basilicata spesso i controllati si confondono con i controllori.
La decisione di andare oggi a fare la visita ispettiva all'Itrec è stata dovuta al fatto che sia per Liuzzi che per Petrocelli, è stato il primo giorno utile dopo una settimana di forte impegno politico nelle aule del Parlamento.
I due parlamentari lucani del M5S si sono poi recati a una importante giornata politica del M5S di Basilicata, la riunione regionale per stabilire le regole comportamentali per le prossime e imminenti elezioni regionali, dove hanno subito denunciato l'accaduto agli attivisti. 
Ufficio Stampa M5S 

2 ago 2013

E adesso Piccenna sfida tutti. Il cinque agosto andiamo a vedere i serbatoi Itrec.

Parliamoci chiaro: cari Lucani, la situazione è grave, tirate fuori le palle!
Dal blog toghelucane.blogspot.it

Sono tempi difficili, questi!
Forse sono così complessi da rendere impossibile una corretta e compiuta informazione. Oppure è vero il contrario, mancando l'informazione diventa difficile esercitare la sovranità popolare e quando il gatto non c'è...
Adesso il problema delle scorie nucleari depositate da cinquant'anni nel centro Itrec presso l'Enea di Rotondella (Mt) è lo "scoop" di due giornalisti che, su una strada statale hanno visto e fotografato un convoglio di camionette, auto della Polizia, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza mentre scortavano un autotreno con a bordo materiale radioattivo.
I cinquant'anni pregressi, le fughe radioattive, le centinaia di barili di terreno contaminato, i serbatoi decrepiti perché progettati per durare 20 anni (scaduti trent'anni fa) contenenti i residui corrosivi e radioattivi, le 64 barre di combustibile esausto raffreddate ad acqua prelevata dal mare e scaricata nel mare di Rotondella per ventiquattr'ore al giorno da oltre quarant'anni, sono tutte bazzecole.
Nessuno risponde di questo e nessuno pagherà per questo scempio.
Adesso, le frasi ignoranti del senatore Petrocelli e quelle subdole del Viceministro Bubbico, puntano il mirino sui giornalisti, rei di camminare sulla statale Jonica con gli occhi aperti, rei di aver detto ai lucani ed a qualche malcapitato pugliese che un carico nucleare passava davanti alle loro case senza che ne sapessero nulla. Senza che nemmeno i sindaci fossero stati avvisati.
E se quell'autotreno fosse caduto in una cunetta? E se si fosse incendiato? E se l'autista avesse avuto un colpo di sonno?
Nulla di tutto questo è accaduto, come chissà quanti autobus irregolarmente revisionati circolano per le strade senza finire in una scarpata causando 38 morti. E questo giustifica la leggerezza con cui il Ministero dell'Interno ha operato? Questo giustifica il rischio di 300 agenti delle Forze dell'Ordine che sarebbero corsi a soccorrere un eventuale incidente lasciandoci le penne?
Quello che due giornalisti hanno visto passare per la pubblica strada ed hanno raccontato, potrebbe, nientemeno, indurre gli "americani" a non riprendersi il materiale nucleare che hanno prodotto e trasportato nell'Itrec; l'ha detto il viceministro Filippo Bubbico. Ha messo un carico da cento sulla testa dei due giornalisti. Quello che per cinquant'anni non ha saputo fare la politica e lui stesso, che per almeno venti è stato figura apicale in Basilicata, adesso non si potrà fare a causa di due giornalisti che hanno raccontato un irresponsabile "trasporto".
Cosa vuole, Bubbico, aizzare gente esasperata contro due onesti giornalisti? Cosa cerca Petrocelli, il riscatto per non essere stato lui (che è pagato per servire il popolo) l'artefice della denuncia pubblica?
Abbiamo raccontato il trasporto pochi minuti dopo che si era concluso, quando cioè si trattava di un fatto e non di voci o supposizioni. Noi giornalisti, caro cittadino senatore, raccontiamo i fatti e non le chiacchiere, nemmeno quelle di chi pretende di possedere una "morale superiore". Ed i fatti, per essere raccontati, necessitano di accadere.
I nostri parlamentari, i parlamentari lucani (cittadini e non), hanno fatto solo chiacchiere. Le chiamano interrogazioni parlamentari, ma sono solo chiacchiere. Tant'è che ricevono in risposta altre chiacchiere.
Andiamoci dentro all'Itrec, andiamo a vedere con i nostri occhi di giornalisti e di parlamentari, metteteci il culo in questa sporca vicenda, alla domanda fondamentale dovete rispondere voi parlamentari e non altri. Voi parlamentari Lucani: "qual è lo stato dei serbatoi di poltiglia radioattiva (residuo del riprocessamento delle barre di combustibile)?"
Delle tante domande che pure meritano risposta, quella ci sembra la più attuale ed urgente. L'abbiamo posta nel 2007, ripetuta in questi giorni e non ci accontenteremo di risposte per sentito dire, vogliamo vedere con i nostri occhi. Perché, cari parlamentari, i nostri cari, i nostri figli e la nostra gente di queste amenità potrebbe morire!
Propongo che tutti i parlamentari lucani, lunedì 5 agosto con tutti i giornalisti lucani, si rechino ai cancelli del centro Itrec per visitare i serbatoi di cui innanzi, attendo adesioni con una sola avvertenza: chi non sarà presente, deve smettere di rompere i coglioni.
Viva la Lucania
Viva l'Italia
di Nicola Piccenna
 
p.s. Perdonale i francesismi, sapete bene che non li amo e non li ho mai usati, ma questa volta hanno passato il segno ed occorre che lo capiscano bene!