29 mar 2013

Rotondella, l'illuminazione non è più uniforme



ROTONDELLA – Rotondella “presepe dello ionio”? Sì, ma solo per poco. Avevamo fatto appena in tempo, su queste colonne, a celebrare la bellezza della nuova illuminazione della collina jonica, finalmente di colore uniforme e di straordinario impatto estetico se osservata dall’esterno. Si trattava, come avevamo spiegato, dell’esito di un progetto del Ministero dell’Ambiente per il risparmio energetico, che aveva dotato l’ente comunale di nuove lampadine per la pubblica illuminazione. Lo stesso, con il progetto Votiva+, era stato fatto per l’illuminazione del cimitero. Al Ministero spettava la fornitura, al Comune l’installazione. Tutto era riuscito per il meglio, a parte qualche lamentela dei cittadini per la difficoltà di abituarsi a una illuminazione meno forte e, per così dire, più soft, ma l’eleganza del centro storico ne aveva certamente tratto vantaggio.
Nel giro di poche settimane, però, molte di quelle lampade sono scomparse. Sostituite, poco alla volta, dalle vecchie e più classiche lampadine bianche. Prima l’una, poi l’altra, fino quasi alla metà. Il paese, così, si è ritrovato illuminato a chiazze, senza alcun criterio: metà lampadine gialle a risparmio energetico, metà bianche. L’uniformità del colore è andata a farsi benedire.
Perché  mai? Si era pensato a un passo indietro dell’Amministrazione, sulla scia delle politiche prima citate. Nulla di tutto ciò. Il cambiamento sarebbe legato al cattivo funzionamento delle lampadine inviate dal Ministero. Anzi, con ogni probabilità si è trattato di una vera e propria partita difettata, dato l’elevato numero di lampadine che, nel giro di pochi giorni, hanno smesso di funzionare. E’ quanto ha spiegato al Quotidiano Vincenzo Francomano, sindaco di Rotondella. Il Comune, ha assicurato il sindaco,  ha già richiesto al Ministero la sostituzione della “partita difettata”, ma il problema, che persiste già da più di un mese, non ha ancora avuto una soluzione. E la collina ionica, di sera, torna ad essere “chiazzata”. Non un bellissimo spettacolo, almeno rispetto a quello che per poche settimane il centro aveva offerto, assimilando la propria illuminazione a quelle dei più suggestivi centri storici dell’area, primo tra tutti quello della vicina Rocca Imperiale. Le cose belle, si dice, durano poco. Questa volta, però, il tempo è stato davvero troppo breve.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

22 mar 2013

Marika Lermani a The Voice. La nuova grande occasione


Marika Lermani
NOVA SIRI – La serata di Marika Lermani. Arriva stasera la seconda grande occasione per la giovane cantante di Nova Siri. Nel corso della trasmissione The Voice, il nuovo talent di Rai2 partito la scorsa settimana con grande successo, tra le voci concorrenti ci sarà anche la sua. La giudicheranno i giudici Piero Pelù, Raffaella Carrà, Noemi e Riccardo Cocciante. Il cuore della trasmissione, nelle fasi eliminatorie, è la valutazione esclusiva della voce, senza l’interferenza del giudizio sulla postura, la mimica e il volto dei cantati. I giudici, infatti, valutano i cantanti rimanendo di spalle.
E’ una nuova possibilità per Marika, già negli anni scorsi concorrente dell’altro fortunatissimo talent show musicale, X Factor. Fu presto eliminata, ma riscosse grande successo nell’ambito della critica di settore. Di fatto la riconferma in un nuovo importante format televisivo rappresenta una importante rivalsa per la giovane cantante di Nova Siri. La storia del successo Marika, del resto, è un esempio incoraggiante di come la passione e la tenacia possano aprire le strade del grande pubblico, anche se si nasce in un contesto territoriale piuttosto avaro di possibilità.
La giovane cantante, che compirà 27 anni a settembre, è completamente autodidatta. Comincia ad esprimere la sua passione per il canto in numerose manifestazioni canore del metapontino, dove risulta quasi sempre vincitrive. E’ l’incontro con il chitarrista Gaetano Stigliano ad aprirle le strade del jazz. Poi il grande passo: la scelta di trasferirsi a Roma a 18 anni per frequentare il Conservatorio Teatrale. Da quel momento iniziano a notarla da più parti. Nel 2008 è tra i 12 concorrenti del Festival Show. Nel 2009 Luca Barbarossa affida alla sua voce il testo “Non so difendermi da te”, con il quale Marika, per poco, non arriva alle serate finali di “Sanremo Giovani”, fermandosi all’ultimo step della selezione tra i primi venti concorrenti. Nello stesso anno, dall’incontro con il chitarrista Mirko Giuseppone, prende vita la band Sisma Drive.
Il 2010 è l’anno del grande salto in tv, con la partecipazione alla quarta edizione di X Factor. Marika, come detto, non arriva alle ultime fasi, ma nel settore rimane molto apprezzata, abbastanza da guadagnarsi la seconda chance di stasera a The Voice. La storia continua.
Pino Suriano - pubblicato su Il Quotidiano della Basilicata del 21 marzo 2013

26 gen 2013

Riscossione Tarsu e Ici. Lo sportello Censum chiarisce (si spera!)

L'arrivo di cartelle di pagamento di cui spesso non si comprende la ragione ha messo in allarme molte famiglie novasiresi. Il Comune annuncia la disponibilità dello sportello Censum per ogni chiarimento per cittadini, con appuntamenti per i sindacati anche fuori dall'orario di sportello. 

18 gen 2013

Fuoco di Sant'Antonio. Grazie alla Pro Loco si salvano le tradizioni


ROTONDELLA – Sant’Antonio Abate, per i rotondellesi, ha sempre qualcosa di speciale. Una forza di richiamo che non tutti gli eventi riescono ad avere. E che rende possibile il sacrificio di tanti paesani emigrati, disposti a fare chilometri pur di venire a scaldarsi al grande falò che ogni anno si accende nel piazzale antistante la Chiesa Madre. Arrivano persino da Taranto, Bari e dalla Calabria, sopportando il grande freddo che spesso caratterizza la serata.
Il fuoco di Sant'Antonio
Poi, da qualche tempo, grazie alla Pro Loco A Ferachiusa, l’evento si è arricchito di un secondo momento di folklore. Il quale, per la verità, è un vecchio momento tradizionale che la Pro Loco del Presidente Pasquale Gentile ha avuto il merito di recuperare e di riproporre alle nuove generazioni. Si tratta della benedizione degli animali ed il giro dei cavalli per le vie del centro collinare, in programma giorno 17 gennaio alle ore 9 in Piazza Albisinni.
Sempre confermato per questa sera alle ore 19, il falò di Sant’Antonio. Negli spazi attigui ci sarà anche la possibilità di  degustare alcuni prodotti tipici locali  e un momento di spettacolo musicale con il gruppo pugliese “Liscio Simpatia”. Il tutto subito dopo la Santa Messa. Anche perché, prima che essere un momento di folklore, quello di stasera è un momento religioso, nel ricordo di uno dei Santi più antichi e più importanti per la diffusione del cristianesimo.
“Siamo molto soddisfatti – ha spiegato il Presidente della Pro Loco Pasquale Gentile – dell’entusiasmo che si sta creando intorno alle iniziative della Pro loco di Rotondella, testimoniato di recente anche dal successo e dalla grande partecipazione registrata al presepe vivente che ha visto il coinvolgimento di oltre cinquanta figuranti. La promozione delle tradizioni popolari – ha concluso Gentile – rappresenta una delle poche leve a disposizione del territorio per non disperdere la memoria e andare incontro al futuro con maggiore consapevolezza”.
Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

Lavoratori delle pulizia Enea. Adesso tagliano anche il trasporto


ROTONDELLA – La scena è sempre la stessa. Sempre lì a protestare, assieme ai sindacati, per qualche ora di lavoro in più. Stesso freddo, stessi cartelli, stesso luogo: i cancelli del Centro Enea di Rotondella. I protagonisti sono sempre loro: i lavoratori del servizio di pulizie del Centro, che brindano al 2013 ancora con una protesta. Tanto per cambiare.
Questa volta, però, c’è una novità che rischia di far saltare in banco. E’ il servizio di trasporto sul posto di lavoro, che da ieri non è più garantito ai lavoratori. Per comprendere la gravità della situazione c’è bisogno di un dato, ovvero il numero di ore settimanale (21) che i lavoratori svolgono in cinque giorni, per uno stipendio mensile di neppure 400 euro netti.
Se poi il lavoratore deve anche provvedere a recarsi a proprie spese sul posto di lavoro, la situazione diventa insostenibile. Si arriva a lavorare, a  conti fatti, per meno di 300 euro mensili. Un’offesa alla dignità. “Anche perché – spiega Filippo Viggiano della Uil, ieri ai cancelli con i lavoratori – il problema è aggravato dall’assenza di trasporti in orari compatibili con quelli di lavoro. E così i lavoratori sono anche costretti a munirsi di un proprio mezzo”.
Una delle lavoratrici, in proposito, pone un problema concreto. “La mia famiglia non è neppure dotata di un’automobile, non capisco proprio come possiamo fare. Così ci costringono a lasciare il lavoro”. E se la maggior parte di loro arriva da Rotondella, c’è anche chi arriva da Bernalda, sobbarcandosi circa 80 km giornalieri.
Con i lavoratori, ieri mattina, c’era anche Maria Bruno della Cgil. Non presenti, ma comunque vicini ai lavoratori, i rappresentanti della Cisl. Per far sentire la propria vicinanza, ieri mattina, è giunto anche il sindaco di Rotondella, Vincenzo Francomano.
La situazione, come già riportato dal Quotidiano,  è l’esito degli effetti del nuovo taglio sul monte ore richiesto alla ditta appaltatrice dall’Enea della Trisaia, a seguito dei tagli provenienti dalla Direzione centrale. E’ quello che è accaduto l’anno scorso e l’altro anno ancora. Il nuovo taglio dovrebbe portare a un livellamento del monte ore di tutti i quattordici lavoratori: sia quelli che facevano ventiquattro ore settimanali sia quelli che ne facevano venti dovrebbero passare a ventuno ore. Non tutti però. “Il livellamento non è stato totale  - sussurrano alcuni di loro ai cancelli – c’è ancora qualcuno fa il doppio delle ore degli altri”.
Adesso il prossimo passo è un incontro in Prefettura, che i sindacati hanno richiesto a seguito dell’impossibilità di raggiungere un accordo tra le parti. Si spera di poter trovare una convergenza nell’immediato, perché una soluzione definitiva, decantata tante volte, non è mai stata veramente trovata. Anche l’incontro in Prefettura, in fondo, è una scena già vista.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

Due volte Natale. All'Ospedale di Policoro Messa per i nuovi nati


La celebrazione del vescovo
POLICORO – Due volte Natale: quello della nascita di Gesù Bambino, il 25 dicembre, e quello della nascita di ogni bambino. E’ stato così il 2012 per le mamme che hanno avuto la gioia di dare alla luce un nuovo nato nel corso dell’anno. Lo ha ricordato Francesco Nolè, Vescovo della Diocesi Tursi-Lagonegro, che ha celebrato la Santa Messa di Natale per i nuovi nati organizzata il 23 dicembre presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Policoro. “Una mamma – ha detto il Vescovo - è agevolata nel comprendere il senso del Mistero che permea il Natale, poiché essa stessa per nove mesi porta in grembo un mistero e lo vede crescere in sé come un dono”.
L'albero dei nuovi nati
Eppure, nel corso della celebrazione, il Vescovo non è stato il solo a pronunciare parole cariche di significato. Hanno toccato le corde di tutti anche quelle, commoventi e commosse, del dottor Silvio Anastasio, Direttore Asm del Dipartimento Donna Maternità e Infanzia: “Per noi ginecologi è natale quasi ogni giorno. Ma è il Bimbo che nasce domani a portare la speranza per tutti loro”.
Tommaso Riccardi, Responsabile del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia di Policoro, ha sottolineato la prontezza, da parte di tutto il personale di Policoro, nell’adeguarsi con disponibilità e competenza alle innovazioni da lui proposte in termini di prassi medica. Ha preso la parola anche il sindaco di Policoro, Rocco Leone, che ha sottolineato l’importanza di conservare le “radici cristiane come risorsa per umanizzare sempre più la sanità, pur nel rispetto delle altre culture e religioni”. Piero Quinto, Direttore Amministrativo dell’Asm, ha invece sottolineato lo sforzo dell’Asm nel garantire “cure e servizi di qualità ai pazienti, pur a fronte delle gravi conseguenze prodotte dalla crisi economica”.
Ma ciò che ha colpito, oltre alla parole, è stato il contesto, l’attenzione con cui ogni particolare dell’evento è stato curato. Dai canti, diretti dal dottor Gianpiero Adornato, in prima linea sulla tastiera, con tanto di coro gospel “in divisa” composto dalle infermiere e ostetriche dei reparti di ginecologia e pediatria. Bellissima, infine, la scelta di realizzare un albero di Natale decorato con le foto dei nuovi nati dell’anno. Un vero segno visibile di speranza. “In questi giorni ho dovuto ripetere spesso – ha concluso il vescovo – che non ci sarebbe stata la fine del mondo. E sapete perché? Perché il mondo finirà solo quando sarà finita la speranza che Gesù ha portato nel mondo”. 

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

30 dic 2012

Franca Montesano, eletta responsabile Donne Impresa Coldiretti

Il Forum di Donne Impresa Coldiretti Matera, tenutosi ieri presso la sede della Coldiretti Provinciale, ha eletto il nuovo Coordinamento e la responsabile, nella persona di Franca Montesano, titolare di un’azienda ortofrutticola di Rotondella. 

Qui la notizia

12 dic 2012

Don Serafino in missione tra gli studenti. Il Gruppo dei Cattolici Universitari di Nova Siri


NOVA SIRI – “E' in mezzo alle cose più materiali della terra che dobbiamo santificarci, servendo Dio e tutti gli uomini.” San Josemaría Escrivà pronunciò queste parole nel 1967. Parlava a una platea speciale: gli studenti del Campus dell'Università di Navarra. Sotto l’impulso di questa sfida si è mosso don Serafino Lasala, vice parroco di Nova Siri, che ha scelto proprio l’Università come uno dei contesti della sua presenza missionaria.
E così è andato a pescare (in senso evangelico) i giovani di Nova Siri iscritti all’Università di Bari, spesso nella solitudine di un contesto non più familiare, nel quale non è facile creare rapporti stabili. Con lui alcuni ragazzi hanno ritrovato, per così dire, “una casa lontano da casa”. Cosa ha fatto? Ha proposto un appuntamento bisettimanale nella Cappella del Campus universitario di Bari. Lì, con una chitarra e un libro, ha cominciato a dialogare con i ragazzi. Di cosa? Della vita. Alla luce della fede.
Ne è nato un gruppo di lavoro che si è riunito da ottobre a maggio scorso per tutto l’anno accademico. Spunto di lavoro sono stati il testo YouCat (sussidio al catechismo della Chiesa Cattolica per i giovani) e altri strumenti di approfondimento biblico, morale e spirituale. Non sono mancati i momenti di condivisione e fraternità anche di altro genere, come giornate in montagna e incontri diocesani.
“Gli incontri – don Serafino ci tiene a chiarirlo - non hanno impronta di gruppo o movimento, ma sono solo l’espressione della Chiesa viva e giovane, ricca di speranza e armonia, che parte dalla Parrocchia fino a giungere all’Università, il contesto della quotidianità per lo studente”.
Forse lo stesso sacerdote non immaginava che l’iniziativa potesse suscitare tanto entusiasmo nei ragazzi. E invece in tanti gli hanno detto sì, quasi tutti in modo stabile e non estemporaneo. Un motivo ci sarà. Lo abbiamo chiesto ad alcuni di loro. Per loro c’è stato qualcosa di più di un semplice bilancio positivo, ma la percezione di aver vissuto un pezzo di esperienza decisivo, di quelli che cambiano dal di dentro.
Per Giovanni Rucireta è stata “l'occasione giusta per rafforzare seriamente la fede cattolica, per rivedere i propri compaesani e per stringere amicizia con alcuni di loro”. Per Eugenio Nucera “lo spirito di condivisione fraterna, attorno alla Mensa eucaristica, ha solidificato i rapporti umani, ma soprattutto ha fatto percepire ulteriormente la bellezza di essere cristiani”. Stupita Francesca Stigliano: “La cosa più grande? Il fatto che tanti miei colleghi atei o agnostici mi abbiano chiesto di partecipare l'anno prossimo, dicendomi “che bello, voglio esserci anch’io anche se non credo”. E’ abbastanza per desiderare un’esperienza così?  Per chi lo volesse è possibile. L’iniziativa si ripropone anche quest’anno, basta contattare don Serafino Lasala. Dove? In parrocchia a Nova Siri o su Facebook, dove esiste il Gruppo “Universitari Cattolici di Nova Siri”.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

27 nov 2012

Policoro è ancora un buon posto per nascere. Lettera al Quotidiano


Un pregiudizio non può durare per sempre, anche quando è generato da gravi episodo. Di Policoro, e del suo reparto di Ostetricia e Ginecologia, si è parlato in tutti i Telegiornali d'Italia e non per ragioni edificanti. Un po' di tempo è passato, ma non l'etichetta negativa, rimasta indelebile in chi si fa determinare dall'impatto emotivo di un singolo episodio negativo (pur grave) più che dalla quotidianità di tante esperienze positive. Voglio portare per questo (come semplice contenuto di cronaca, senza alcuna pretesa di generalizzazione) la mia esperienza familiare vissuta in quel reparto per qualche giorno. Un'esperienza fatta di attenzioni, cura, gratuità e spirito di sacrificio. A tanti livelli, dall'attenzione dei ginecologi e delle ostetriche alla scrupolosità dei pediatri, fino alla cura particolare del personale infermieristico e alla simpatia di tutte le figure professionali presenti in reparto.
Nominare e distinguere, sebbene vi siano (come ovunque) delle eccellenze, sarebbe fare un torto a un reparto che sembra funzionare nel suo complesso.
C'è da migliorare, come in ogni struttura sanitaria, ma si nota subito, nel lavoro di tutti, lo scrupolo di chi non sottovaluta nulla, neppure il più piccolo particolare. E' un livello di allerta che risente, forse, anche del timore suscitato dagli episodi negativi. Ma tale aspetto diventa, proprio per questo, un motivo di sicurezza e un punto di forza per il reparto, guidato con mano ferma, ma paterna, da un medico esperto come il dottor Tommaso Riccardi. La sensazione di non essere abbandonati si respira da ogni parte, così come l'umanità di gran parte del personale. Policoro, nonostante tutto, è ancora un buon posto per nascere. Parola di chi, dopo aver letto tante cose non belle, con i propri occhi ha potuto vedere anche cose belle.

Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata

21 nov 2012

L'oratorio è realtà. Partiti i lavori per la moderna struttura


NOVA SIRI – L’oratorio è realtà. Quasi non sembra vero di osservare i macchinari al lavoro sul terreno dell’ex Consorzio Agrario di Nova Siri. E’ lì che prenderà forma, tra meno di un anno, la nuova e modernissima struttura di proprietà della Diocesi, che è tornata in possesso di quel terreno dopo un contenzioso giudiziario durato più di dieci anni. Cosa c’è da immaginarsi? Come mostra l’immagine del progetto, si tratta di un centro polifunzionale in cui potranno convivere strutture educative, ricreative e sportive dotate di arredo moderno e tecnologizzato.
Don Mario La Colla
Oltre alle strutture sportive esterne (campo di calcetto, basket-pallavolo) non mancherà lo spazio verde per i giochi dei bambini e un campo da bocce per i più anziani. Ma il centro, in particolare, sarà dotato di una sala tecnologizzata con 250 posti a sedere, utilizzabile per conferenze, attività teatrali, cinematografiche e altro ancora. Una struttura di cui si sentiva da tempo l’esigenza sul territorio.
Il progetto dell'oratorio
Ci saranno, inoltre, delle aule per le attività catechistiche e delle camere per le residenze dei sacerdoti. Don Mario La Colla, parroco del centro ionico, preferisce parlarne con un termine ricco di significato nella tradizione della Chiesa: oratorio. “L’oratorio – spiega il sacerdote – è il luogo concreto in cui scorre la vita della parrocchia. E’ il luogo in cui la preghiera (il termine, di origine latina, indica proprio questo) si intreccia con la catechesi, offrendo spazio alle altre dimensioni della persona come il gioco e le attività culturali”.
Le parrocchie di Nova Siri, del resto, hanno particolare bisogno di questi luoghi, che fino ad oggi non erano stati nelle loro disponibilità. Molte attività parrocchiali sono state svolte, infatti, in locali non idonei e comunque non di proprietà ecclesiale. In molti casi, addirittura, si è preferito svolgerle all’aperto.
“Sento il dovere – ha aggiunto don Mario – di ringraziare i senatori Carlo Chiurazzi e Cosimo Latronico, che con il loro impegno hanno garantito il reperimento dei cospicui finanziamenti utili alla realizzazione dell’opera”.
Di certo entrambi i parlamentari, assieme alla Chiesa, hanno fatto un bel regalo alla comunità. “A tutta la comunità – precisano don Mario e il suo vice don Serafino Lasala – il centro, infatti, è di tutti e per tutti, compresi i ragazzi e gli adulti delle contrade e del centro storico”. A Nova Siri, dati i noti trascorsi, la precisazione non è priva di significato.

Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 14.11.2012

San Martino. La Pro Loco celebra il vino di Nova Siri. Vetrina per le cantine locali


NOVA SIRI – Nova Siri è sempre più una terra del vino. Dopo l’adesione del Comune all’Associazione Nazionale Città del Vino, arriva anche l’iniziativa della Pro Loco a sancire la vocazione vinicola, ormai consolidata, del territorio. Tre produttori di un certo livello, ormai sul mercato da anni, non li hanno tutto i comuni: Cantine Cerrolongo, Cantina dei Siriti e Taverna. E così la Pro Loco ha pensato bene di mettere in vetrina questo potenziale con un’iniziativa programmata, non a caso, per il giorno del vino per eccellenza: la Festa di San Martino. Si terrà stasera alle ore 20, presso il Palazzo Arcieri del centro storico, la prima edizione della festa “A San Martino ogni mosto si fa vino”.
“L’evento – ha spiegato il presidente Gino Cosentino – è finalizzato a promuovere il prodotto delle cantine locali”. Non mancherà, naturalmente, una degustazione di prodotti tipici. Il vino, si sa, va d’accordo anche con la cultura, e così non mancherà l’esposizione delle opere degli artisti locali, Gaetano Dimatteo, Giulio Orioli e Nino Oriolo.
Prima della conclusione della serata, a base di prosecco e degli squisiti b’chnott (dolci di produzione locale) saranno premiati gli alunni del Liceo Artistico di Nova Siri che hanno realizzato delle idee grafiche per etichette di vino nell’ambito di un concorso creativo indetto dalla stessa Pro Loco. “Si parte con la valorizzazione delle ditte locali – ha detto Cosentino -  ma già dall’anno prossimo intendiamo allargare il campo per rendere Nova Siri un vero e proprio polo di attrazione per gli amanti del vino”. Insomma, è solo l’inizio.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata 

9 nov 2012

Furto a Rione Mortella. Preso un altro giovane

ROTONDELLA - l fermo tanto atteso è arrivato. Si sono fatte sentire parecchio, intorno alle 17.30 di ieri, le volanti dei Carabinieri. Con le sirene a tutta forza per le strade di Rotondella, quasi con l'intento di dare un segnale di presenza alla comunità. Era nell'aria da tempo il fermo di un secondo ragazzo coinvolto nel furto violento del market di Rione Mortella, di cui aveva fatto le spese la sessantenne proprietaria Rita D'Alessandro, ricoverata d'urgenza al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Policoro e subito trasferita al San Carlo di Potenza. La signora aveva rischiato parecchio, a causa dei colpi subiti al volto con un oggetto contundente, che le avevano procurato varie lesioni e tumefazioni. Il fatto aveva scosso non poco la tranquilla comunità e generato in molti uno stato d'animo di paura.
Il provvedimento è arrivato ieri proprio nei confronti di V.S., 21 anni, il giovane su cui da subito si erano concentrate le prime attenzioni degli inquirenti. Già la sera del furto, infatti, il giovane era stato condotto in Caserma per un interrogatorio preliminare.
In quel momento, però, non erano emersi elementi di prova tali da poterne disporre il fermo. Al giovane si era arrivati, in un primo momento, in virtù della stretta frequentazione con il minorenne che già la sera del furto era stato fermato e consegnato alle Forze dell'Ordine, grazie al provvidenziale intervento del figlio della signora colpita e di un vicino di casa.
I due giovani ora in stato di fermo erano legati, come detto, da assidua frequentazione e la loro comitiva era già stata notate dalle Forze dell'Ordine per altri episodi di minor rilievo.
Resta ancora avvolta nel mistero, invece, la posizione di una presunta terza persona, che avrebbe partecipato all'atto almeno in veste di accompagnatore.
Intorno alle 18 di ieri il giovane è stato condotto presso la Caserma dei Carabinieri di Policoro. Anche nella Città d'Ercole le Forze dell'Ordine hanno voluto fare il giro lungo del paese con le sirene a tutta forza, forse con lo stesso intento di dare un segnale alla popolazione. La manifestazione anti-racket di sabato è vicina, la volontà di farsi vedere presenti è tanta. Ce n'è bisogno. Mai come in questi momenti di timore è necessario che la fiducia nel lavoro delle Forze dell'Ordine cresca sempre di più.

Pino Suriano

4 nov 2012

Più delle chiacchiere, il silenzio



Commento sulle vicende che hanno sconvolto le comunità di Rotondella e Nova Siri



Diversi eppure uguali. Un filo sottile lega i due fatti che nei giorni scorsi hanno sconvolto le comunità di Rotondella e Nova Siri. Quel filo è tutto racchiuso nelle due sillabe della domanda che entrambi scatenano, quando sono finite tutte le analisi e dietrologie. Perché? Perché, a Rotondella, quella violenza cieca e irrazionale verso una donna anziana e indifesa?  Cosa ha in cuore, a Nova Siri, una donna che lascia figli e marito per il gesto più estremo? Quale dramma, quale domanda, quale richiesta al mondo?


Neppure una risposta, tra quelle che mi vengono in mente, mi sembra più che banale. Non c’è parola che basti: il fatto di Nova Siri è irrimediabile, quello di Rotondella incancellabile. E non avrei una parola da scrivere, se due amici non avessero sentito l’esigenza di contattarmi “come giornalista”. “Pino, non può esserci solo una cronaca -  mi dice al telefono l’amica di Rotondella - Non può essere solo una questione di ricostruzione dei fatti, deve esserci una riflessione. Non so come, ma tutto ciò non può rimanere tale”. Forse non sa neppure lei dove voglia arrivare. Non lo so neppure io.  Di certo a qualcosa di più, che faccia guardare la gravità, l’insondabilità di tutto ciò. Non solo per i protagonisti ma per tutti. Non solo per ricostruire i fatti, ma per sentirli più nostri.


C’è poi l’amico di Nova Siri, che con sincero dispiacere si avvicina e mi dice: “Ecco, si è già cominciato a parlare troppo su questa vicenda, a fare castelli e ricostruzioni senza fondamento sulla vita delle persone. Le chiacchiere hanno già preso il posto del dolore. Come è possibile? Come si fa?” Si fa, si fa eccome, rispondo io. Ci viene anche facile, con un sottofondo di gossip e investigazione che caratterizza tanti nostri discorsi. Un sinistro piacere che nascondiamo anche a noi stessi e che ci viene naturale quando non abbiamo davvero a cuore un fatto, ma solo i discorsi che possiamo farci su.


“Ci vorrebbe il silenzio” aggiunge l’amico. Ha ragione. Silenzio per i figli e il marito della donna di Nova Siri rimasti con una domanda in gola sul perché di quel gesto. Silenzio per la donna colpita ingiustamente a Rotondella. Silenzio anche per un ragazzino di sedici anni che si trovava in quel negozio con altri amici e con chissà quali intenzioni (in attesa che i fatti siano chiariti dagli inquirenti, prima di poter esprimere giudizi fondati).  Il silenzio, così come la preghiera, non è un atto di fuga, ma è fare spazio ad altro, sentito come più grande di noi. Perché la profondità del male, anche quando ne avremo sviscerato tutte le cause, sarà sempre più grande di noi.


Così scriveva il filosofo Martin Heidegger in Essere e Tempo: “Di fronte all’orrore del vuoto e dell’ignoranza; di fronte al terrore che genera il silenzio […] l’uomo si rifugia nel chiasso della chiacchiera che regala la consolatoria (ma equivoca) sensazione di pienezza e di conoscenza. Perché si realizzi questo effetto terapeutico, la chiacchiera va ripetuta, va diffusa, va urlata. […] Il linguaggio (chiacchiera) diventa così un’onda dolce sulla quale è piacevole galleggiare, meglio se a pancia in su accecati dal sole, evitando il turbamento che dà l’oscurità della profondità delle acque”. Me l’ha girata un terzo amico, dopo che insieme avevamo riflettuto su questi fatti. La chiacchiera è l'atto più piacevole e facile, ma non il più umano. 

Pino Suriano - Pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 3 novembre 2012 nella sezione Spunti

Rotondella è ancora più bella con la nuova illuminazione


ROTONDELLA – Un presepe a cielo aperto. Anzi, in cielo aperto. Perché davvero appare sospesa in cielo, Rotondella, soprattutto di sera, quando le nuove luci si accendono. 

Tra le scelte che hanno cambiato il volto al paese c'è, infatti, la nuova l’illuminazione. Adesso è più suggestivo, soprattutto per chi osserva la collina dall’esterno. E’ stupendo, infatti, il colpo d’occhio sul Balcone di Jonio che si può ammirare dalla strada provinciale di Nova Siri: forse la visuale più bella tra le tante che la sua rotondità e la sua sporgenza offrono.
Il risultato è l'effetto dell'adesione del Comune al Progetto del Ministero per l'Ambiente "Accendi il risparmio", che ha fornito nuove lampade a basso consumo energetico all'ente locale, che si è impegnato a istallarle. "L'opera è quasi completata" ha spiegato al Quotidiano il sindaco Vincenzo Francomano. "Un effetto più bello, ma che costa anche meno e dovrebbe portarci a risparmiare circa il 30 per cento dei consumi rispetto al passato". Due piccioni con una fava, insomma. Anzi, forse tre, perché le nuove lampadine vanno anche a garantire anche una minore emissione di Co2. L’iniziativa fa il paio con il programma di risparmio energetico avviato anche per il cimitero di Rotondella, Votiva+, che ha permesso al Comune di sostituire gratuitamente le tradizionali lampade votive ad incandescenza con nuove lampade elettroniche a Led.
Qualcuno, per la verità, ha storto il naso, asserendo che le nuove lampadine non garantirebbero la stessa quantità di illuminazione delle precedenti. "Penso - spiega il sindaco - che sia anche una questione di abitudine alla differente emissione di luce. E comunque voglio far notare l’importante aspetto del risparmio che arriva fino al 30 per cento. Per il progetto del cimitero, peraltro, tutti possono accedere alla pagina web del progetto Votiva+ e leggere costantemente la quantità di risparmio anche in termini economici".
Tornando alle luci del paese, l’effetto dall'esterno resta impagabile. La nuova illuminazione, del resto, sembra avere anche un effetto visivo più rilassante e fa meglio risaltare le nuove pavimentazioni e le strade in pietra viva che caratterizzano parte del paese. Viene voglia di passeggiare tra le viuzze. I tanti emigrati, di ritorno per Natale al paese di origine, troveranno una bella sorpresa.

Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 4 novembre 2012

2 nov 2012

Calcio Balilla. Grande risultato per il Rotondella. Serie B sfiorata


ROTONDELLA - Da Rotondella a Saint Vincent. Sono partiti per gioco, ma non hanno scherzato per niente. E si è visto. E' una bella novità sportiva il nuovo club locale  di Calcio Balilla, “S.A.”, affiliato alla Federazione Nazionale, con sede in Piazza della Repubblica a Rotondella. Inaugurato quest'estate dal campione Massimo Caruso, nel giro di poco è diventato un punto di riferimento importante per tutti gli appassionati di calcio balilla della zona.
Dalla passione è nato un gruppo attivo. Alcuni soci hanno cominciato ad allenarsi come squadra e nel giro di due mesi hanno deciso di mettersi alla prova. Al Campionato Nazionale di Saint Vincent, appunto. Lì è arrivata la sorpresa: la neonata squadra di Rotondella, dopo numerose vittorie nella fasi eliminatorie, è approdata ai quarti di finale della Serie C, tra le prime otto d'Italia della categoria (se avesse vinto l'ultima partita contro un team di Milano, si sarebbero aperte le porte della Serie B).
IL club si è piazzato meglio di tutte le altre squadre lucane partecipanti, rodate da più tempo, ma eliminate ben prima. Questi i sei protagonisti dell'inatteso risultato: Salvatore Celano, Alessandro Salamina, Mattia D'Ambrosio, Stefano Caruso, Gianni Veronese, Andrea Marchisio.
Il grande risultato non ha appagato la loro voglia di vincere. Come ha comunicato Antonella Pitrelli, referente del club, la squadra ha già ripreso ad allenarsi. Sostenuta dai suoi due sponsor (Castro Boleto Village e Villa Cirigliano) tenterà ancora l'assalto alla Serie B. C'è da stare con i piedi per terra, ma sognare non è reato. Soprattutto con questi presupposti.

Pino Suriano - pubblicato sul QUotidiano della Basilicata del 1 novembre 2012