26 gen 2013
Riscossione Tarsu e Ici. Lo sportello Censum chiarisce (si spera!)
L'arrivo di cartelle di pagamento di cui spesso non si comprende la ragione ha messo in allarme molte famiglie novasiresi. Il Comune annuncia la disponibilità dello sportello Censum per ogni chiarimento per cittadini, con appuntamenti per i sindacati anche fuori dall'orario di sportello.
18 gen 2013
Fuoco di Sant'Antonio. Grazie alla Pro Loco si salvano le tradizioni
ROTONDELLA
– Sant’Antonio Abate, per i rotondellesi, ha sempre qualcosa di speciale. Una
forza di richiamo che non tutti gli eventi riescono ad avere. E che rende possibile
il sacrificio di tanti paesani emigrati, disposti a fare chilometri pur di
venire a scaldarsi al grande falò che ogni anno si accende nel piazzale
antistante la Chiesa Madre. Arrivano persino da Taranto, Bari e dalla Calabria,
sopportando il grande freddo che spesso caratterizza la serata.
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| Il fuoco di Sant'Antonio |
Poi, da
qualche tempo, grazie alla Pro Loco A Ferachiusa, l’evento si è arricchito di
un secondo momento di folklore. Il quale, per la verità, è un vecchio momento
tradizionale che la Pro Loco del Presidente Pasquale Gentile ha avuto il merito
di recuperare e di riproporre alle nuove generazioni. Si tratta della benedizione
degli animali ed il giro dei cavalli per le vie del centro collinare, in
programma giorno 17 gennaio alle ore 9 in Piazza Albisinni.
Sempre
confermato per questa sera alle ore 19, il falò di Sant’Antonio. Negli spazi
attigui ci sarà anche la possibilità di degustare alcuni prodotti tipici
locali e un momento di spettacolo musicale con il gruppo pugliese “Liscio
Simpatia”. Il tutto subito dopo la Santa Messa. Anche perché, prima che essere
un momento di folklore, quello di stasera è un momento religioso, nel ricordo
di uno dei Santi più antichi e più importanti per la diffusione del
cristianesimo.
“Siamo
molto soddisfatti – ha spiegato il Presidente della Pro Loco Pasquale Gentile –
dell’entusiasmo che si sta creando intorno alle iniziative della Pro loco di
Rotondella, testimoniato di recente anche dal successo e dalla grande
partecipazione registrata al presepe vivente che ha visto il coinvolgimento di
oltre cinquanta figuranti. La promozione delle tradizioni popolari – ha
concluso Gentile – rappresenta una delle poche leve a disposizione del
territorio per non disperdere la memoria e andare incontro al futuro con
maggiore consapevolezza”.
Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata
Lavoratori delle pulizia Enea. Adesso tagliano anche il trasporto
Questa volta,
però, c’è una novità che rischia di far saltare in banco. E’ il servizio di
trasporto sul posto di lavoro, che da ieri non è più garantito ai lavoratori. Per
comprendere la gravità della situazione c’è bisogno di un dato, ovvero il
numero di ore settimanale (21) che i lavoratori svolgono in cinque giorni, per
uno stipendio mensile di neppure 400 euro netti.
Se poi il
lavoratore deve anche provvedere a recarsi a proprie spese sul posto di lavoro,
la situazione diventa insostenibile. Si arriva a lavorare, a conti fatti, per meno di 300 euro mensili. Un’offesa
alla dignità. “Anche perché – spiega Filippo Viggiano della Uil, ieri ai
cancelli con i lavoratori – il problema è aggravato dall’assenza di trasporti
in orari compatibili con quelli di lavoro. E così i lavoratori sono anche
costretti a munirsi di un proprio mezzo”.
Una delle
lavoratrici, in proposito, pone un problema concreto. “La mia famiglia non è
neppure dotata di un’automobile, non capisco proprio come possiamo fare. Così
ci costringono a lasciare il lavoro”. E se la maggior parte di loro arriva da
Rotondella, c’è anche chi arriva da Bernalda, sobbarcandosi circa 80 km
giornalieri.
Con i lavoratori,
ieri mattina, c’era anche Maria Bruno della Cgil. Non presenti, ma comunque vicini
ai lavoratori, i rappresentanti della Cisl. Per far sentire la propria
vicinanza, ieri mattina, è giunto anche il sindaco di Rotondella, Vincenzo
Francomano.
La situazione,
come già riportato dal Quotidiano, è
l’esito degli effetti del nuovo taglio sul monte ore richiesto alla ditta
appaltatrice dall’Enea della Trisaia, a seguito dei tagli provenienti dalla Direzione
centrale. E’ quello che è accaduto l’anno scorso e l’altro anno ancora. Il
nuovo taglio dovrebbe portare a un livellamento del monte ore di tutti i
quattordici lavoratori: sia quelli che facevano ventiquattro ore settimanali sia
quelli che ne facevano venti dovrebbero passare a ventuno ore. Non tutti però.
“Il livellamento non è stato totale -
sussurrano alcuni di loro ai cancelli – c’è ancora qualcuno fa il doppio delle
ore degli altri”.
Adesso il
prossimo passo è un incontro in Prefettura, che i sindacati hanno richiesto a
seguito dell’impossibilità di raggiungere un accordo tra le parti. Si spera di
poter trovare una convergenza nell’immediato, perché una soluzione definitiva, decantata
tante volte, non è mai stata veramente trovata. Anche l’incontro in Prefettura,
in fondo, è una scena già vista.
Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata
Due volte Natale. All'Ospedale di Policoro Messa per i nuovi nati
| La celebrazione del vescovo |
| L'albero dei nuovi nati |
Tommaso Riccardi, Responsabile del Dipartimento di
Ostetricia e Ginecologia di Policoro, ha sottolineato la prontezza, da parte di
tutto il personale di Policoro, nell’adeguarsi con disponibilità e competenza
alle innovazioni da lui proposte in termini di prassi medica. Ha preso la
parola anche il sindaco di Policoro, Rocco Leone, che ha sottolineato
l’importanza di conservare le “radici cristiane come risorsa per umanizzare sempre
più la sanità, pur nel rispetto delle altre culture e religioni”. Piero Quinto,
Direttore Amministrativo dell’Asm, ha invece sottolineato lo sforzo dell’Asm
nel garantire “cure e servizi di qualità ai pazienti, pur a fronte delle gravi
conseguenze prodotte dalla crisi economica”.
Ma ciò che ha colpito, oltre alla parole, è stato il
contesto, l’attenzione con cui ogni particolare dell’evento è stato curato. Dai
canti, diretti dal dottor Gianpiero Adornato, in prima linea sulla tastiera, con
tanto di coro gospel “in divisa” composto dalle infermiere e ostetriche dei
reparti di ginecologia e pediatria. Bellissima, infine, la scelta di realizzare
un albero di Natale decorato con le foto dei nuovi nati dell’anno. Un vero segno
visibile di speranza. “In questi giorni ho dovuto ripetere spesso – ha concluso
il vescovo – che non ci sarebbe stata la fine del mondo. E sapete perché?
Perché il mondo finirà solo quando sarà finita la speranza che Gesù ha portato
nel mondo”.
Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata
30 dic 2012
Franca Montesano, eletta responsabile Donne Impresa Coldiretti
Il Forum di Donne Impresa Coldiretti Matera, tenutosi ieri presso la sede della Coldiretti Provinciale, ha eletto il nuovo Coordinamento e la responsabile, nella persona di Franca Montesano, titolare di un’azienda ortofrutticola di Rotondella.
Qui la notizia
Qui la notizia
12 dic 2012
Don Serafino in missione tra gli studenti. Il Gruppo dei Cattolici Universitari di Nova Siri
NOVA SIRI – “E' in mezzo
alle cose più materiali della terra che dobbiamo santificarci, servendo Dio e
tutti gli uomini.” San Josemaría Escrivà pronunciò queste parole nel 1967.
Parlava a una platea speciale: gli studenti del Campus dell'Università di Navarra.
Sotto l’impulso di questa sfida si è mosso don Serafino Lasala, vice parroco di
Nova Siri, che ha scelto proprio l’Università come uno dei contesti della sua
presenza missionaria.
E così è andato a pescare
(in senso evangelico) i giovani di Nova Siri iscritti all’Università di Bari,
spesso nella solitudine di un contesto non più familiare, nel quale non è
facile creare rapporti stabili. Con lui alcuni ragazzi hanno ritrovato, per
così dire, “una casa lontano da casa”. Cosa ha fatto? Ha proposto un appuntamento
bisettimanale nella Cappella del Campus universitario di Bari. Lì, con una
chitarra e un libro, ha cominciato a dialogare con i ragazzi. Di cosa? Della
vita. Alla luce della fede.
Ne è nato un gruppo di
lavoro che si è riunito da ottobre a maggio scorso per tutto l’anno accademico.
Spunto di lavoro sono stati il testo YouCat (sussidio al catechismo della
Chiesa Cattolica per i giovani) e altri strumenti di approfondimento biblico,
morale e spirituale. Non sono mancati i momenti di condivisione e fraternità
anche di altro genere, come giornate in montagna e incontri diocesani.
“Gli incontri – don
Serafino ci tiene a chiarirlo - non hanno impronta di gruppo o movimento, ma
sono solo l’espressione della Chiesa viva e giovane, ricca di speranza e armonia,
che parte dalla Parrocchia fino a giungere all’Università, il contesto della
quotidianità per lo studente”.
Forse lo stesso sacerdote
non immaginava che l’iniziativa potesse suscitare tanto entusiasmo nei ragazzi.
E invece in tanti gli hanno detto sì, quasi tutti in modo stabile e non
estemporaneo. Un motivo ci sarà. Lo abbiamo chiesto ad alcuni di loro. Per loro
c’è stato qualcosa di più di un semplice bilancio positivo, ma la percezione di
aver vissuto un pezzo di esperienza decisivo, di quelli che cambiano dal di
dentro.
Per Giovanni Rucireta è stata “l'occasione giusta per rafforzare seriamente
la fede cattolica, per rivedere i propri compaesani e per stringere amicizia
con alcuni di loro”. Per Eugenio Nucera “lo
spirito di condivisione fraterna, attorno alla Mensa eucaristica, ha
solidificato i rapporti umani, ma soprattutto ha fatto percepire ulteriormente
la bellezza di essere cristiani”. Stupita Francesca Stigliano: “La cosa più
grande? Il fatto che tanti miei colleghi atei o agnostici mi abbiano chiesto di
partecipare l'anno prossimo, dicendomi “che bello, voglio esserci anch’io anche
se non credo”. E’ abbastanza per desiderare un’esperienza così? Per chi lo volesse è possibile. L’iniziativa
si ripropone anche quest’anno, basta contattare don Serafino Lasala. Dove? In
parrocchia a Nova Siri o su Facebook, dove esiste il Gruppo “Universitari
Cattolici di Nova Siri”.
Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata
27 nov 2012
Policoro è ancora un buon posto per nascere. Lettera al Quotidiano
Un
pregiudizio non può durare per sempre, anche quando è generato da gravi
episodo. Di Policoro, e del suo reparto di Ostetricia e Ginecologia, si è
parlato in tutti i Telegiornali d'Italia e non per ragioni edificanti. Un po'
di tempo è passato, ma non l'etichetta negativa, rimasta indelebile in chi si
fa determinare dall'impatto emotivo di un singolo episodio negativo (pur grave)
più che dalla quotidianità di tante esperienze positive. Voglio
portare per questo (come semplice contenuto di cronaca, senza alcuna pretesa di
generalizzazione) la mia esperienza familiare vissuta in quel reparto per
qualche giorno. Un'esperienza fatta di attenzioni, cura, gratuità e spirito di
sacrificio. A tanti livelli, dall'attenzione dei ginecologi e delle ostetriche
alla scrupolosità dei pediatri, fino alla cura particolare del personale
infermieristico e alla simpatia di tutte le figure professionali presenti in
reparto.
Nominare e distinguere, sebbene vi siano (come ovunque) delle eccellenze, sarebbe fare un torto a un reparto che sembra funzionare nel suo complesso.
C'è da migliorare, come in ogni struttura sanitaria, ma si nota subito, nel lavoro di tutti, lo scrupolo di chi non sottovaluta nulla, neppure il più piccolo particolare. E' un livello di allerta che risente, forse, anche del timore suscitato dagli episodi negativi. Ma tale aspetto diventa, proprio per questo, un motivo di sicurezza e un punto di forza per il reparto, guidato con mano ferma, ma paterna, da un medico esperto come il dottor Tommaso Riccardi. La sensazione di non essere abbandonati si respira da ogni parte, così come l'umanità di gran parte del personale. Policoro, nonostante tutto, è ancora un buon posto per nascere. Parola di chi, dopo aver letto tante cose non belle, con i propri occhi ha potuto vedere anche cose belle.
Nominare e distinguere, sebbene vi siano (come ovunque) delle eccellenze, sarebbe fare un torto a un reparto che sembra funzionare nel suo complesso.
C'è da migliorare, come in ogni struttura sanitaria, ma si nota subito, nel lavoro di tutti, lo scrupolo di chi non sottovaluta nulla, neppure il più piccolo particolare. E' un livello di allerta che risente, forse, anche del timore suscitato dagli episodi negativi. Ma tale aspetto diventa, proprio per questo, un motivo di sicurezza e un punto di forza per il reparto, guidato con mano ferma, ma paterna, da un medico esperto come il dottor Tommaso Riccardi. La sensazione di non essere abbandonati si respira da ogni parte, così come l'umanità di gran parte del personale. Policoro, nonostante tutto, è ancora un buon posto per nascere. Parola di chi, dopo aver letto tante cose non belle, con i propri occhi ha potuto vedere anche cose belle.
Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata
21 nov 2012
L'oratorio è realtà. Partiti i lavori per la moderna struttura
NOVA
SIRI – L’oratorio è realtà. Quasi non sembra vero di osservare i macchinari al
lavoro sul terreno dell’ex Consorzio Agrario di Nova Siri. E’ lì che prenderà
forma, tra meno di un anno, la nuova e modernissima struttura di proprietà
della Diocesi, che è tornata in possesso di quel terreno dopo un contenzioso
giudiziario durato più di dieci anni. Cosa c’è da immaginarsi? Come mostra
l’immagine del progetto, si tratta di un centro polifunzionale in cui potranno
convivere strutture educative, ricreative e sportive dotate di arredo moderno e
tecnologizzato.
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| Don Mario La Colla |
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| Il progetto dell'oratorio |
Le
parrocchie di Nova Siri, del resto, hanno particolare bisogno di questi luoghi,
che fino ad oggi non erano stati nelle loro disponibilità. Molte attività
parrocchiali sono state svolte, infatti, in locali non idonei e comunque non di
proprietà ecclesiale. In molti casi, addirittura, si è preferito svolgerle
all’aperto.
“Sento
il dovere – ha aggiunto don Mario – di ringraziare i senatori Carlo Chiurazzi e
Cosimo Latronico, che con il loro impegno hanno garantito il reperimento dei
cospicui finanziamenti utili alla realizzazione dell’opera”.
Di
certo entrambi i parlamentari, assieme alla Chiesa, hanno fatto un bel regalo
alla comunità. “A tutta la comunità – precisano don Mario e il suo vice don
Serafino Lasala – il centro, infatti, è di tutti e per tutti, compresi i
ragazzi e gli adulti delle contrade e del centro storico”. A Nova Siri, dati i
noti trascorsi, la precisazione non è priva di significato.
Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 14.11.2012
San Martino. La Pro Loco celebra il vino di Nova Siri. Vetrina per le cantine locali
NOVA
SIRI – Nova Siri è sempre più una terra del vino. Dopo l’adesione del Comune
all’Associazione Nazionale Città del Vino, arriva anche l’iniziativa della Pro
Loco a sancire la vocazione vinicola, ormai consolidata, del territorio. Tre
produttori di un certo livello, ormai sul mercato da anni, non li hanno tutto i
comuni: Cantine Cerrolongo, Cantina dei Siriti e Taverna. E così la Pro Loco ha
pensato bene di mettere in vetrina questo potenziale con un’iniziativa
programmata, non a caso, per il giorno del vino per eccellenza: la Festa di San
Martino. Si terrà stasera alle ore 20, presso il Palazzo Arcieri del centro
storico, la prima edizione della festa “A San Martino ogni mosto si fa vino”.
“L’evento
– ha spiegato il presidente Gino Cosentino – è finalizzato a promuovere il
prodotto delle cantine locali”. Non mancherà, naturalmente, una degustazione di
prodotti tipici. Il vino, si sa, va d’accordo anche con la cultura, e così non
mancherà l’esposizione delle opere degli artisti locali, Gaetano Dimatteo, Giulio
Orioli e Nino Oriolo.
Prima
della conclusione della serata, a base di prosecco e degli squisiti b’chnott
(dolci di produzione locale) saranno premiati gli alunni del Liceo Artistico di
Nova Siri che hanno realizzato delle idee grafiche per etichette di vino
nell’ambito di un concorso creativo indetto dalla stessa Pro Loco. “Si parte
con la valorizzazione delle ditte locali – ha detto Cosentino - ma già dall’anno prossimo intendiamo
allargare il campo per rendere Nova Siri un vero e proprio polo di attrazione
per gli amanti del vino”. Insomma, è solo l’inizio.
Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata
9 nov 2012
Furto a Rione Mortella. Preso un altro giovane
ROTONDELLA - l fermo tanto atteso è arrivato. Si sono fatte sentire parecchio, intorno alle 17.30 di ieri, le volanti dei Carabinieri. Con le sirene a tutta forza per le strade di Rotondella, quasi con l'intento di dare un segnale di presenza alla comunità. Era nell'aria da tempo il fermo di un secondo ragazzo coinvolto nel furto violento del market di Rione Mortella, di cui aveva fatto le spese la sessantenne proprietaria Rita D'Alessandro, ricoverata d'urgenza al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Policoro e subito trasferita al San Carlo di Potenza. La signora aveva rischiato parecchio, a causa dei colpi subiti al volto con un oggetto contundente, che le avevano procurato varie lesioni e tumefazioni. Il fatto aveva scosso non poco la tranquilla comunità e generato in molti uno stato d'animo di paura.
Il provvedimento è arrivato ieri proprio nei confronti di V.S., 21 anni, il giovane su cui da subito si erano concentrate le prime attenzioni degli inquirenti. Già la sera del furto, infatti, il giovane era stato condotto in Caserma per un interrogatorio preliminare.
In quel momento, però, non erano emersi elementi di prova tali da poterne disporre il fermo. Al giovane si era arrivati, in un primo momento, in virtù della stretta frequentazione con il minorenne che già la sera del furto era stato fermato e consegnato alle Forze dell'Ordine, grazie al provvidenziale intervento del figlio della signora colpita e di un vicino di casa.
I due giovani ora in stato di fermo erano legati, come detto, da assidua frequentazione e la loro comitiva era già stata notate dalle Forze dell'Ordine per altri episodi di minor rilievo.
Resta ancora avvolta nel mistero, invece, la posizione di una presunta terza persona, che avrebbe partecipato all'atto almeno in veste di accompagnatore.
Intorno alle 18 di ieri il giovane è stato condotto presso la Caserma dei Carabinieri di Policoro. Anche nella Città d'Ercole le Forze dell'Ordine hanno voluto fare il giro lungo del paese con le sirene a tutta forza, forse con lo stesso intento di dare un segnale alla popolazione. La manifestazione anti-racket di sabato è vicina, la volontà di farsi vedere presenti è tanta. Ce n'è bisogno. Mai come in questi momenti di timore è necessario che la fiducia nel lavoro delle Forze dell'Ordine cresca sempre di più.
Il provvedimento è arrivato ieri proprio nei confronti di V.S., 21 anni, il giovane su cui da subito si erano concentrate le prime attenzioni degli inquirenti. Già la sera del furto, infatti, il giovane era stato condotto in Caserma per un interrogatorio preliminare.
In quel momento, però, non erano emersi elementi di prova tali da poterne disporre il fermo. Al giovane si era arrivati, in un primo momento, in virtù della stretta frequentazione con il minorenne che già la sera del furto era stato fermato e consegnato alle Forze dell'Ordine, grazie al provvidenziale intervento del figlio della signora colpita e di un vicino di casa.
I due giovani ora in stato di fermo erano legati, come detto, da assidua frequentazione e la loro comitiva era già stata notate dalle Forze dell'Ordine per altri episodi di minor rilievo.
Resta ancora avvolta nel mistero, invece, la posizione di una presunta terza persona, che avrebbe partecipato all'atto almeno in veste di accompagnatore.
Intorno alle 18 di ieri il giovane è stato condotto presso la Caserma dei Carabinieri di Policoro. Anche nella Città d'Ercole le Forze dell'Ordine hanno voluto fare il giro lungo del paese con le sirene a tutta forza, forse con lo stesso intento di dare un segnale alla popolazione. La manifestazione anti-racket di sabato è vicina, la volontà di farsi vedere presenti è tanta. Ce n'è bisogno. Mai come in questi momenti di timore è necessario che la fiducia nel lavoro delle Forze dell'Ordine cresca sempre di più.
Pino Suriano
4 nov 2012
Più delle chiacchiere, il silenzio
Commento sulle vicende che hanno sconvolto le comunità di Rotondella e Nova Siri
Diversi
eppure uguali. Un filo sottile lega i due fatti che nei giorni scorsi hanno
sconvolto le comunità di Rotondella e Nova Siri. Quel filo è tutto racchiuso nelle
due sillabe della domanda che entrambi scatenano, quando sono finite tutte le analisi
e dietrologie. Perché? Perché, a Rotondella, quella violenza cieca e
irrazionale verso una donna anziana e indifesa? Cosa ha in cuore, a Nova
Siri, una donna che lascia figli e marito per il gesto più estremo? Quale
dramma, quale domanda, quale richiesta al mondo?
Neppure una risposta, tra quelle che mi vengono
in mente, mi sembra più che banale. Non c’è parola che basti: il fatto di Nova
Siri è irrimediabile, quello di Rotondella incancellabile. E non avrei una
parola da scrivere, se due amici non avessero sentito l’esigenza di contattarmi
“come giornalista”. “Pino, non può esserci solo una cronaca - mi dice al
telefono l’amica di Rotondella - Non può essere solo una questione di
ricostruzione dei fatti, deve esserci una riflessione. Non so come, ma tutto
ciò non può rimanere tale”. Forse non sa neppure lei dove voglia arrivare. Non
lo so neppure io. Di certo a qualcosa di più, che faccia guardare la
gravità, l’insondabilità di tutto ciò. Non solo per i protagonisti ma per
tutti. Non solo per ricostruire i fatti, ma per sentirli più nostri.
C’è poi l’amico di Nova Siri, che con sincero dispiacere si avvicina e mi dice: “Ecco, si è già cominciato a parlare troppo su questa vicenda, a fare castelli e ricostruzioni senza fondamento sulla vita delle persone. Le chiacchiere hanno già preso il posto del dolore. Come è possibile? Come si fa?” Si fa, si fa eccome, rispondo io. Ci viene anche facile, con un sottofondo di gossip e investigazione che caratterizza tanti nostri discorsi. Un sinistro piacere che nascondiamo anche a noi stessi e che ci viene naturale quando non abbiamo davvero a cuore un fatto, ma solo i discorsi che possiamo farci su.
“Ci vorrebbe il silenzio” aggiunge l’amico. Ha
ragione. Silenzio per i figli e il marito della donna di Nova Siri rimasti con
una domanda in gola sul perché di quel gesto. Silenzio per la donna colpita
ingiustamente a Rotondella. Silenzio anche per un ragazzino di sedici anni che
si trovava in quel negozio con altri amici e con chissà quali intenzioni (in
attesa che i fatti siano chiariti dagli inquirenti, prima di poter esprimere
giudizi fondati). Il silenzio, così come
la preghiera, non è un atto di fuga, ma è fare spazio ad altro, sentito come
più grande di noi. Perché la profondità del male, anche quando ne avremo
sviscerato tutte le cause, sarà sempre più grande di noi.
Così
scriveva il filosofo Martin Heidegger in Essere e Tempo: “Di fronte all’orrore
del vuoto e dell’ignoranza; di fronte al terrore che genera il silenzio […] l’uomo
si rifugia nel chiasso della chiacchiera che regala la consolatoria (ma
equivoca) sensazione di pienezza e di conoscenza. Perché si realizzi questo
effetto terapeutico, la chiacchiera va ripetuta, va diffusa, va urlata. […] Il
linguaggio (chiacchiera) diventa così un’onda dolce sulla quale è piacevole
galleggiare, meglio se a pancia in su accecati dal sole, evitando il turbamento
che dà l’oscurità della profondità delle acque”. Me l’ha girata un terzo amico,
dopo che insieme avevamo riflettuto su questi fatti. La chiacchiera è l'atto più piacevole
e facile, ma non il più umano.
Pino Suriano - Pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 3 novembre 2012 nella sezione Spunti
Rotondella è ancora più bella con la nuova illuminazione
ROTONDELLA
– Un presepe a cielo aperto. Anzi, in cielo aperto. Perché davvero appare
sospesa in cielo, Rotondella, soprattutto di sera, quando le nuove luci si
accendono.
Tra le scelte che hanno cambiato il volto al
paese c'è, infatti, la nuova l’illuminazione. Adesso è più suggestivo, soprattutto
per chi osserva la collina dall’esterno. E’ stupendo, infatti, il colpo
d’occhio sul Balcone di Jonio che si può ammirare dalla strada provinciale di
Nova Siri: forse la visuale più bella tra le tante che la sua rotondità e la
sua sporgenza offrono.
Il risultato è l'effetto dell'adesione del
Comune al Progetto del Ministero per l'Ambiente "Accendi il
risparmio", che ha fornito nuove lampade a basso consumo energetico
all'ente locale, che si è impegnato a istallarle. "L'opera è quasi
completata" ha spiegato al Quotidiano il sindaco Vincenzo Francomano.
"Un effetto più bello, ma che costa anche
meno e dovrebbe portarci a risparmiare circa il 30 per cento dei consumi
rispetto al passato". Due piccioni con una fava, insomma. Anzi, forse tre,
perché le nuove lampadine vanno anche a garantire anche una minore emissione di
Co2. L’iniziativa fa il paio con il programma di risparmio energetico avviato
anche per il cimitero di Rotondella, Votiva+, che ha permesso al Comune di
sostituire gratuitamente le tradizionali lampade votive ad incandescenza con nuove
lampade elettroniche a Led.
Qualcuno, per la verità, ha storto il naso, asserendo
che le nuove lampadine non garantirebbero la stessa quantità di illuminazione
delle precedenti. "Penso - spiega il sindaco - che sia anche una questione
di abitudine alla differente emissione di luce. E comunque voglio far notare
l’importante aspetto del risparmio che arriva fino al 30 per cento. Per il
progetto del cimitero, peraltro, tutti possono accedere alla pagina web del
progetto Votiva+ e leggere costantemente la quantità di risparmio anche in
termini economici".
Tornando alle luci del paese, l’effetto
dall'esterno resta impagabile. La nuova illuminazione, del resto, sembra avere
anche un effetto visivo più rilassante e fa meglio risaltare le nuove
pavimentazioni e le strade in pietra viva che caratterizzano parte del paese.
Viene voglia di passeggiare tra le viuzze. I tanti emigrati, di ritorno per
Natale al paese di origine, troveranno una bella sorpresa.
Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 4 novembre 2012
Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 4 novembre 2012
2 nov 2012
Calcio Balilla. Grande risultato per il Rotondella. Serie B sfiorata
Dalla passione è nato un gruppo attivo. Alcuni soci hanno cominciato ad allenarsi come squadra e nel giro di due mesi hanno deciso di mettersi alla prova. Al Campionato Nazionale di Saint Vincent, appunto. Lì è arrivata la sorpresa: la neonata squadra di Rotondella, dopo numerose vittorie nella fasi eliminatorie, è approdata ai quarti di finale della Serie C, tra le prime otto d'Italia della categoria (se avesse vinto l'ultima partita contro un team di Milano, si sarebbero aperte le porte della Serie B).
IL club si è piazzato meglio di tutte le altre squadre lucane partecipanti, rodate da più tempo, ma eliminate ben prima. Questi i sei protagonisti dell'inatteso risultato: Salvatore Celano, Alessandro Salamina, Mattia D'Ambrosio, Stefano Caruso, Gianni Veronese, Andrea Marchisio.
Il grande risultato non ha appagato la loro voglia di vincere. Come ha comunicato Antonella Pitrelli, referente del club, la squadra ha già ripreso ad allenarsi. Sostenuta dai suoi due sponsor (Castro Boleto Village e Villa Cirigliano) tenterà ancora l'assalto alla Serie B. C'è da stare con i piedi per terra, ma sognare non è reato. Soprattutto con questi presupposti.
Pino Suriano - pubblicato sul QUotidiano della Basilicata del 1 novembre 2012
30 ott 2012
Non tutti sanno che Rosario Crocetta, nuovo presidente della Regione Sicilia, è cittadino onorario di Nova Siri
| Crocetta a Nova Siri |
Crocetta, in particolare, aveva frequentato Nova Siri grazie
all’amicizia con il pittore e scenografo Gaetano Dimatteo. Erano gli anni ’80, i
tempi in cui Dimatteo animò letteralmente il territorio, ospitando sulla costa
jonica lucana numerose personalità artistiche e culturali del panorama
nazionale: il poeta Dario Bellezza, l’attore Michele Placido e lo stesso
Crocetta, a quel tempo giovane frequentatore del gruppo.
Fu lo stesso Dimatteo, che nel 2007 era Assessore alla Cultura, a
proporre il conferimento delle cittadinanze. Crocetta non era ancora molto noto
nel panorama politico nazionale, ma le sue azioni forti lo avevano già fatto etichettare
tra i cosiddetti sindaci antimafia. Militava, in quel momento, nel partito di
Rifondazione Comunista.
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| Il tweet del sindaco di Nova Siri |
A Nova Siri era tornato anche di recente per portare un messaggio di
legalità ai ragazzi delle scuole. Ha promesso che tornerà ancora, anche per il
suo forte rapporto di amicizia con Dimatteo, rimasto intatto negli anni. Nella foto anche il tweet del sindaco di Nova Siri, Pino Santarcangelo, che ha augurato buon lavoro al neopresidente.
Pino
Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata
28 ott 2012
Rotondella adesso ha paura
ROTONDELLA
- La chiave "attaccata" alla porta. Era quasi un marchio doc per
Rotondella, un simbolo della sua tranquillità mai scalfita. "Cosa vuoi che
succeda qui?" si rispondeva a chi chiedeva, incredulo, le ragioni della
strana abitudine.
In pochi giorni tutto è cambiato. E' bastato un fatto. Rotondella aveva conosciuto i furti, le risse, la droga. Ma mai la violenza privata, almeno fuori dalle mura domestiche. E' accaduto al Rione Mortella, lunedì 15 ottobre.
Per le strade del paese se ne discute a voce bassa, con uno strano sentimento di timore. Si parla quasi solo di questo: le ipotesi sul presunto terzo complice, le linee difensive che si assumeranno, la paura che i responsabili possano passarla liscia. E infatti gli arresti dei complici dell'unico ragazzo in stato di fermo, che sembravano imminenti, ancora non sono arrivati.
E tante ricostruzioni, date per certe all'inizio, cominciano a vacillare nella percezione della gente.
Tutto, per ora, è nell'ambito delle ipotesi e delle chiacchiere di paese (alcune anche troppo suggestive), grazie al riserbo che gli inquirenti sono riusciti a mantenere dopo aver sentito più di una persona.
Ma quel che più intristisce e preoccupa è lo stato di allarme che si respira nell'aria. Da quelle porte che erano sempre aperte ora arriva una voce sospettosa: "Chi è?". Qualcuno, addirittura, non apre neppure più. La donna, che girava sempre con tranquillità, ora racconta: "I miei figli da soli a casa non li lascio più. Prima lo facevo con regolarità, ma non me la sento di farlo ancora". O la bambina di dieci anni che adesso dice di aver paura e chiede al papà di non lasciare casa.
Tutto, proprio tutto è diverso. Quasi indecifrabile, così come è indecifrabile la natura di questo gesto, sospeso sul confine tra la ragazzata finita male e la più barbara violenza.
Su tante cose si discute con opinioni divergenti, ma su una sono tutti d'accordo: la solidarietà alla signora Rita, colpita mentre faceva semplicemente il proprio lavoro. Così come è arrivata anche dal sindaco, Vincenzo Francomano: “l’auspicio è che da quanto verificatosi i giovani di Rotondella, i quali sono sempre stati lontani da fenomeni malavitosi, possano trarre una ulteriore conferma del loro essere per la legalità. Lo stesso valga per chi si è reso responsabile del grave gesto, da cui dovrà trarre motivo per un cambiamento totale del proprio stile di vita e della scelta dei valori di riferimento”.
In pochi giorni tutto è cambiato. E' bastato un fatto. Rotondella aveva conosciuto i furti, le risse, la droga. Ma mai la violenza privata, almeno fuori dalle mura domestiche. E' accaduto al Rione Mortella, lunedì 15 ottobre.
Per le strade del paese se ne discute a voce bassa, con uno strano sentimento di timore. Si parla quasi solo di questo: le ipotesi sul presunto terzo complice, le linee difensive che si assumeranno, la paura che i responsabili possano passarla liscia. E infatti gli arresti dei complici dell'unico ragazzo in stato di fermo, che sembravano imminenti, ancora non sono arrivati.
E tante ricostruzioni, date per certe all'inizio, cominciano a vacillare nella percezione della gente.
Tutto, per ora, è nell'ambito delle ipotesi e delle chiacchiere di paese (alcune anche troppo suggestive), grazie al riserbo che gli inquirenti sono riusciti a mantenere dopo aver sentito più di una persona.
Ma quel che più intristisce e preoccupa è lo stato di allarme che si respira nell'aria. Da quelle porte che erano sempre aperte ora arriva una voce sospettosa: "Chi è?". Qualcuno, addirittura, non apre neppure più. La donna, che girava sempre con tranquillità, ora racconta: "I miei figli da soli a casa non li lascio più. Prima lo facevo con regolarità, ma non me la sento di farlo ancora". O la bambina di dieci anni che adesso dice di aver paura e chiede al papà di non lasciare casa.
Tutto, proprio tutto è diverso. Quasi indecifrabile, così come è indecifrabile la natura di questo gesto, sospeso sul confine tra la ragazzata finita male e la più barbara violenza.
Su tante cose si discute con opinioni divergenti, ma su una sono tutti d'accordo: la solidarietà alla signora Rita, colpita mentre faceva semplicemente il proprio lavoro. Così come è arrivata anche dal sindaco, Vincenzo Francomano: “l’auspicio è che da quanto verificatosi i giovani di Rotondella, i quali sono sempre stati lontani da fenomeni malavitosi, possano trarre una ulteriore conferma del loro essere per la legalità. Lo stesso valga per chi si è reso responsabile del grave gesto, da cui dovrà trarre motivo per un cambiamento totale del proprio stile di vita e della scelta dei valori di riferimento”.
Per
ripartire e dire grazie alla signora Rita, per non far vincere la violenza
(premeditata o meno) Rotondella deve tornare ad essere quella che era. E riattaccare
le chiavi alle porte.
Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 27 ottobre 2011
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