9 nov 2012

Furto a Rione Mortella. Preso un altro giovane

ROTONDELLA - l fermo tanto atteso è arrivato. Si sono fatte sentire parecchio, intorno alle 17.30 di ieri, le volanti dei Carabinieri. Con le sirene a tutta forza per le strade di Rotondella, quasi con l'intento di dare un segnale di presenza alla comunità. Era nell'aria da tempo il fermo di un secondo ragazzo coinvolto nel furto violento del market di Rione Mortella, di cui aveva fatto le spese la sessantenne proprietaria Rita D'Alessandro, ricoverata d'urgenza al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Policoro e subito trasferita al San Carlo di Potenza. La signora aveva rischiato parecchio, a causa dei colpi subiti al volto con un oggetto contundente, che le avevano procurato varie lesioni e tumefazioni. Il fatto aveva scosso non poco la tranquilla comunità e generato in molti uno stato d'animo di paura.
Il provvedimento è arrivato ieri proprio nei confronti di V.S., 21 anni, il giovane su cui da subito si erano concentrate le prime attenzioni degli inquirenti. Già la sera del furto, infatti, il giovane era stato condotto in Caserma per un interrogatorio preliminare.
In quel momento, però, non erano emersi elementi di prova tali da poterne disporre il fermo. Al giovane si era arrivati, in un primo momento, in virtù della stretta frequentazione con il minorenne che già la sera del furto era stato fermato e consegnato alle Forze dell'Ordine, grazie al provvidenziale intervento del figlio della signora colpita e di un vicino di casa.
I due giovani ora in stato di fermo erano legati, come detto, da assidua frequentazione e la loro comitiva era già stata notate dalle Forze dell'Ordine per altri episodi di minor rilievo.
Resta ancora avvolta nel mistero, invece, la posizione di una presunta terza persona, che avrebbe partecipato all'atto almeno in veste di accompagnatore.
Intorno alle 18 di ieri il giovane è stato condotto presso la Caserma dei Carabinieri di Policoro. Anche nella Città d'Ercole le Forze dell'Ordine hanno voluto fare il giro lungo del paese con le sirene a tutta forza, forse con lo stesso intento di dare un segnale alla popolazione. La manifestazione anti-racket di sabato è vicina, la volontà di farsi vedere presenti è tanta. Ce n'è bisogno. Mai come in questi momenti di timore è necessario che la fiducia nel lavoro delle Forze dell'Ordine cresca sempre di più.

Pino Suriano

4 nov 2012

Più delle chiacchiere, il silenzio



Commento sulle vicende che hanno sconvolto le comunità di Rotondella e Nova Siri



Diversi eppure uguali. Un filo sottile lega i due fatti che nei giorni scorsi hanno sconvolto le comunità di Rotondella e Nova Siri. Quel filo è tutto racchiuso nelle due sillabe della domanda che entrambi scatenano, quando sono finite tutte le analisi e dietrologie. Perché? Perché, a Rotondella, quella violenza cieca e irrazionale verso una donna anziana e indifesa?  Cosa ha in cuore, a Nova Siri, una donna che lascia figli e marito per il gesto più estremo? Quale dramma, quale domanda, quale richiesta al mondo?


Neppure una risposta, tra quelle che mi vengono in mente, mi sembra più che banale. Non c’è parola che basti: il fatto di Nova Siri è irrimediabile, quello di Rotondella incancellabile. E non avrei una parola da scrivere, se due amici non avessero sentito l’esigenza di contattarmi “come giornalista”. “Pino, non può esserci solo una cronaca -  mi dice al telefono l’amica di Rotondella - Non può essere solo una questione di ricostruzione dei fatti, deve esserci una riflessione. Non so come, ma tutto ciò non può rimanere tale”. Forse non sa neppure lei dove voglia arrivare. Non lo so neppure io.  Di certo a qualcosa di più, che faccia guardare la gravità, l’insondabilità di tutto ciò. Non solo per i protagonisti ma per tutti. Non solo per ricostruire i fatti, ma per sentirli più nostri.


C’è poi l’amico di Nova Siri, che con sincero dispiacere si avvicina e mi dice: “Ecco, si è già cominciato a parlare troppo su questa vicenda, a fare castelli e ricostruzioni senza fondamento sulla vita delle persone. Le chiacchiere hanno già preso il posto del dolore. Come è possibile? Come si fa?” Si fa, si fa eccome, rispondo io. Ci viene anche facile, con un sottofondo di gossip e investigazione che caratterizza tanti nostri discorsi. Un sinistro piacere che nascondiamo anche a noi stessi e che ci viene naturale quando non abbiamo davvero a cuore un fatto, ma solo i discorsi che possiamo farci su.


“Ci vorrebbe il silenzio” aggiunge l’amico. Ha ragione. Silenzio per i figli e il marito della donna di Nova Siri rimasti con una domanda in gola sul perché di quel gesto. Silenzio per la donna colpita ingiustamente a Rotondella. Silenzio anche per un ragazzino di sedici anni che si trovava in quel negozio con altri amici e con chissà quali intenzioni (in attesa che i fatti siano chiariti dagli inquirenti, prima di poter esprimere giudizi fondati).  Il silenzio, così come la preghiera, non è un atto di fuga, ma è fare spazio ad altro, sentito come più grande di noi. Perché la profondità del male, anche quando ne avremo sviscerato tutte le cause, sarà sempre più grande di noi.


Così scriveva il filosofo Martin Heidegger in Essere e Tempo: “Di fronte all’orrore del vuoto e dell’ignoranza; di fronte al terrore che genera il silenzio […] l’uomo si rifugia nel chiasso della chiacchiera che regala la consolatoria (ma equivoca) sensazione di pienezza e di conoscenza. Perché si realizzi questo effetto terapeutico, la chiacchiera va ripetuta, va diffusa, va urlata. […] Il linguaggio (chiacchiera) diventa così un’onda dolce sulla quale è piacevole galleggiare, meglio se a pancia in su accecati dal sole, evitando il turbamento che dà l’oscurità della profondità delle acque”. Me l’ha girata un terzo amico, dopo che insieme avevamo riflettuto su questi fatti. La chiacchiera è l'atto più piacevole e facile, ma non il più umano. 

Pino Suriano - Pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 3 novembre 2012 nella sezione Spunti

Rotondella è ancora più bella con la nuova illuminazione


ROTONDELLA – Un presepe a cielo aperto. Anzi, in cielo aperto. Perché davvero appare sospesa in cielo, Rotondella, soprattutto di sera, quando le nuove luci si accendono. 

Tra le scelte che hanno cambiato il volto al paese c'è, infatti, la nuova l’illuminazione. Adesso è più suggestivo, soprattutto per chi osserva la collina dall’esterno. E’ stupendo, infatti, il colpo d’occhio sul Balcone di Jonio che si può ammirare dalla strada provinciale di Nova Siri: forse la visuale più bella tra le tante che la sua rotondità e la sua sporgenza offrono.
Il risultato è l'effetto dell'adesione del Comune al Progetto del Ministero per l'Ambiente "Accendi il risparmio", che ha fornito nuove lampade a basso consumo energetico all'ente locale, che si è impegnato a istallarle. "L'opera è quasi completata" ha spiegato al Quotidiano il sindaco Vincenzo Francomano. "Un effetto più bello, ma che costa anche meno e dovrebbe portarci a risparmiare circa il 30 per cento dei consumi rispetto al passato". Due piccioni con una fava, insomma. Anzi, forse tre, perché le nuove lampadine vanno anche a garantire anche una minore emissione di Co2. L’iniziativa fa il paio con il programma di risparmio energetico avviato anche per il cimitero di Rotondella, Votiva+, che ha permesso al Comune di sostituire gratuitamente le tradizionali lampade votive ad incandescenza con nuove lampade elettroniche a Led.
Qualcuno, per la verità, ha storto il naso, asserendo che le nuove lampadine non garantirebbero la stessa quantità di illuminazione delle precedenti. "Penso - spiega il sindaco - che sia anche una questione di abitudine alla differente emissione di luce. E comunque voglio far notare l’importante aspetto del risparmio che arriva fino al 30 per cento. Per il progetto del cimitero, peraltro, tutti possono accedere alla pagina web del progetto Votiva+ e leggere costantemente la quantità di risparmio anche in termini economici".
Tornando alle luci del paese, l’effetto dall'esterno resta impagabile. La nuova illuminazione, del resto, sembra avere anche un effetto visivo più rilassante e fa meglio risaltare le nuove pavimentazioni e le strade in pietra viva che caratterizzano parte del paese. Viene voglia di passeggiare tra le viuzze. I tanti emigrati, di ritorno per Natale al paese di origine, troveranno una bella sorpresa.

Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 4 novembre 2012

2 nov 2012

Calcio Balilla. Grande risultato per il Rotondella. Serie B sfiorata


ROTONDELLA - Da Rotondella a Saint Vincent. Sono partiti per gioco, ma non hanno scherzato per niente. E si è visto. E' una bella novità sportiva il nuovo club locale  di Calcio Balilla, “S.A.”, affiliato alla Federazione Nazionale, con sede in Piazza della Repubblica a Rotondella. Inaugurato quest'estate dal campione Massimo Caruso, nel giro di poco è diventato un punto di riferimento importante per tutti gli appassionati di calcio balilla della zona.
Dalla passione è nato un gruppo attivo. Alcuni soci hanno cominciato ad allenarsi come squadra e nel giro di due mesi hanno deciso di mettersi alla prova. Al Campionato Nazionale di Saint Vincent, appunto. Lì è arrivata la sorpresa: la neonata squadra di Rotondella, dopo numerose vittorie nella fasi eliminatorie, è approdata ai quarti di finale della Serie C, tra le prime otto d'Italia della categoria (se avesse vinto l'ultima partita contro un team di Milano, si sarebbero aperte le porte della Serie B).
IL club si è piazzato meglio di tutte le altre squadre lucane partecipanti, rodate da più tempo, ma eliminate ben prima. Questi i sei protagonisti dell'inatteso risultato: Salvatore Celano, Alessandro Salamina, Mattia D'Ambrosio, Stefano Caruso, Gianni Veronese, Andrea Marchisio.
Il grande risultato non ha appagato la loro voglia di vincere. Come ha comunicato Antonella Pitrelli, referente del club, la squadra ha già ripreso ad allenarsi. Sostenuta dai suoi due sponsor (Castro Boleto Village e Villa Cirigliano) tenterà ancora l'assalto alla Serie B. C'è da stare con i piedi per terra, ma sognare non è reato. Soprattutto con questi presupposti.

Pino Suriano - pubblicato sul QUotidiano della Basilicata del 1 novembre 2012

30 ott 2012

Non tutti sanno che Rosario Crocetta, nuovo presidente della Regione Sicilia, è cittadino onorario di Nova Siri


Crocetta a Nova Siri
NOVA SIRI – Forse non tutti sanno che Rosario Crocetta, il nuovo candidato del Pd alle elezioni regionali in Sicilia, è “anche” cittadino di Nova Siri. Cittadino in un modo speciale: onorario, per la precisione. Era il 5 ottobre del 2007 il giorno in cui giunse nella sala Consiliare di Nova Siri per ricevere la cittadinanza. Quello stesso giorno l’onorificenza fu conferita anche a Rocco Rivelli (giornalista ed ex redattore della Gazzetta del Mezzogiorno) e Franco Rina (giornalista, vice direttore di La7 e direttore del festival cinematografico Cinemadamare). Quest’ultimo nativo di Nova Siri, gli altri due praticamente adottati dal comune jonico, meta di tante loro vacanze estive.
Crocetta, in particolare, aveva frequentato Nova Siri grazie all’amicizia con il pittore e scenografo Gaetano Dimatteo. Erano gli anni ’80, i tempi in cui Dimatteo animò letteralmente il territorio, ospitando sulla costa jonica lucana numerose personalità artistiche e culturali del panorama nazionale: il poeta Dario Bellezza, l’attore Michele Placido e lo stesso Crocetta, a quel tempo giovane frequentatore del gruppo.
Fu lo stesso Dimatteo, che nel 2007 era Assessore alla Cultura, a proporre il conferimento delle cittadinanze. Crocetta non era ancora molto noto nel panorama politico nazionale, ma le sue azioni forti lo avevano già fatto etichettare tra i cosiddetti sindaci antimafia. Militava, in quel momento, nel partito di Rifondazione Comunista.
Il tweet del sindaco di Nova Siri
A Nova Siri si presentò con la scorta, ma non fu certo avaro nel rapportarsi spontaneamente con gli amministratori e con la gente. A Crocetta la cittadinanza venne attribuita, come detto, per una certa vicinanza storica e affettiva al territorio. Del resto in quell’occasione disse che aveva frequentato la Basilicata anche per motivi di lavoro in modo assiduo, dal ’78 all’81.
A Nova Siri era tornato anche di recente per portare un messaggio di legalità ai ragazzi delle scuole. Ha promesso che tornerà ancora, anche per il suo forte rapporto di amicizia con Dimatteo, rimasto intatto negli anni. Nella foto anche il tweet del sindaco di Nova Siri, Pino Santarcangelo, che ha augurato buon lavoro al neopresidente.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

28 ott 2012

Rotondella adesso ha paura


ROTONDELLA - La chiave "attaccata" alla porta. Era quasi un marchio doc per Rotondella, un simbolo della sua tranquillità mai scalfita. "Cosa vuoi che succeda qui?" si rispondeva a chi chiedeva, incredulo, le ragioni della strana abitudine.
In pochi giorni tutto è cambiato. E' bastato un fatto. Rotondella aveva conosciuto i furti, le risse, la droga. Ma mai la violenza privata, almeno fuori dalle mura domestiche. E' accaduto al Rione Mortella, lunedì 15 ottobre.
Per le strade del paese se ne discute a voce bassa, con uno strano sentimento di timore. Si parla quasi solo di questo: le ipotesi sul presunto terzo complice, le linee difensive che si assumeranno, la paura che i responsabili possano passarla liscia. E infatti gli arresti dei complici dell'unico ragazzo in stato di fermo, che sembravano imminenti, ancora non sono arrivati.
E tante ricostruzioni, date per certe all'inizio, cominciano a vacillare nella percezione della gente.
Tutto, per ora, è nell'ambito delle ipotesi e delle chiacchiere di paese (alcune anche troppo suggestive), grazie al riserbo che gli inquirenti sono riusciti a mantenere dopo aver sentito più di una persona.
Ma quel che più intristisce e preoccupa è lo stato di allarme che si respira nell'aria. Da quelle porte che erano sempre aperte ora arriva una voce sospettosa: "Chi è?". Qualcuno, addirittura, non apre neppure più. La donna, che girava sempre con tranquillità, ora racconta: "I miei figli da soli a casa non li lascio più. Prima lo facevo con regolarità, ma non me la sento di farlo ancora". O la bambina di dieci anni che adesso dice di aver paura e chiede al papà di non lasciare casa.
Tutto, proprio tutto è diverso. Quasi indecifrabile, così come è indecifrabile la natura di questo gesto, sospeso sul confine tra la ragazzata finita male e la più barbara violenza.
Su tante cose si discute con opinioni divergenti, ma su una sono tutti d'accordo: la solidarietà alla signora Rita, colpita mentre faceva semplicemente il proprio lavoro. Così come è arrivata anche dal sindaco, Vincenzo Francomano: “l’auspicio è che da quanto verificatosi i giovani di Rotondella, i quali sono sempre stati lontani da fenomeni malavitosi, possano trarre una ulteriore conferma del loro essere per la legalità. Lo stesso valga per chi si è reso responsabile del grave gesto, da cui dovrà trarre motivo per un cambiamento totale del proprio stile di vita e della scelta dei valori di riferimento”.
Per ripartire e dire grazie alla signora Rita, per non far vincere la violenza (premeditata o meno) Rotondella deve tornare ad essere quella che era. E riattaccare le chiavi alle porte.

Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 27 ottobre 2011

16 ott 2012

Rotondella - Arancia Meccanica a Rione Mortella. Rapinano un market e colpiscono la proprietaria

Il market rapinato

ROTONDELLA - Come l'Arancia Meccanica.Un pomeriggio di terrore ha sconvolto ieri il tranquillo borgo di Rione Mortella a Rotondella. Intorno alle 18,30 due giovani sono entrati nel negozio di Rita D'Alessandro (market e tabacchi) e col volto coperto hanno tentato di terrorizzare la proprietaria con l'intento, presumibile, di prelevare l'incasso giornaliero. Avevano in mano, a quanto pare, un bastone e un cacciavite. Per loro sfortuna, però, è intervenuto il figlio della proprietaria, che, dopo aver neutralizzato uno dei due, lo ha chiuso in uno sgabuzzino del locale per poi consegnarlo ai Carabinieri della Locale Stazione. Fuggito l'altro malvivente. Nella serata di ieri si era parlato del fermo di un giovane, ma al momento non è stato disposto alcun fermo cautelare. Le Forze dell'Ordine sarebbero comunque sulle tracce di un secondo individuo e, probabilmente, c'è anche l'ipotesi su un terzo che li avrebbe accompagnati. L'unico giovane fermato, minorenne, è stato trasferito a Potenza in una struttura per minori. 
La signora Rita, proprietaria del negozio, probabilmente a seguito di una colluttazione con uno dei due, si è ritrovata ferita ed è stata immediatamente trasferita presso il Pronto Soccorso di Policoro con un mezzo del 118. Le condizioni di salute della donna, che in un primo momento erano apparse gravi, per fortuna sono sotto controllo e non è in pericolo di vita. Danni al setto nasale e volto tumefatto. Ma davvero poteva finire peggio.

Pino Suriano 

NOVA SIRI - Si suicida con l'acido. Forse errori nei conteggi dello stipendio

DI seguito i link a Paese 24 (giornale on line dell'Alto Jonio Cosentino) sulla vicenda della donna di Nova Siri che questa mattina si è tolta la vita.

http://www.paese24.it/7177/primo-piano/nova-siri-donna-si-sucida-accoltellandosi-forse-errori-nel-suo-stipendio.html

10 set 2012

Caspr, l'avventuriero che si fermò a Matera

La vicenda di un giovane filmaker che ha viaggiato il mondo per finire in Basilicata
Il lettore pensi a un avventuriero, di quelli sempre in moto, sempre alla ricerca. Di quelli che vagano di fiore in fiore, senza posarsi mai. Niente è più improbabile che possano trovare un approdo, un posto che sappia catturarli e tenerli con sé. Eppure qualche volta accade.
In questa vicenda l’avventuriero si chiama Caspar Diederik, il “porto” che lo ha rapito si chiama Matera. Per meglio raccontare questa “storia d’amore” (in qualche modo lo è) bisogna tornare indietro di qualche anno. Ad Haarlem, fiorente cittadina dell’Olanda. Qui Caspar è un giovane in carriera, tutti i giorni in giacca e cravatta. A capo di un’intera unità aziendale con duecento lavoratori alle proprie dipendenze, con una Laurea in Scienze Sociali e un Master in Management e Comunicazione alle spalle. La vita sembrerebbe sistemata.
Eppure è in questo momento che compare in lui una voglia, un’ansia che lo spinge altrove. O meglio, ri-compare, perché non lo aveva mai lasciato. L’aveva sentita anche a diciannove anni, quando, appena concluso il College, noleggiò un pulmino con gli amici e si mise a girare in lungo e in largo Australia e Nuova Zelanda. Una follia di qualche mese. Poi però ci fu il ritorno per proseguire gli studi e la carriera. Ma proprio allora, quando tutto sembrava definitivo, è arrivato lo strappo. “Quella vita non mi ispirava più”.
Il ragazzo di Haarlem ha preso lo zaino e si è rimesso in viaggio per il mondo. Uno strappo che ricorda quello leggendario di Alexander Supertramp, il giovane statunitense morto in Canada negli anni ’90 per sfidare la natura, dopo aver rifiutato gli agi e le sicurezze dell’American Dream.
Caspar non è finito in Canada a sfidare la natura, ma in tutto il mondo per scrutarla, amarla, fotografarla e raccontarla per immagini. Dopo l’Australia e la Nuova Zelanda, è andato anche in Sud America e in Africa. Non per qualche giorno da turista, ma per mesi, con la voglia di vedere, conoscere e convivere con le popolazioni di quelle terre. Una traiettoria lunga e complessa, che alla fine lo ha portato in un posto strano, meno conosciuto degli altri, eppure, dice lui, per certi versi più bello. Quel posto è la Basilicata.
Come è accaduto? In modo causale. Casper, infatti, da qualche tempo aveva trasformato la sua passione in mestiere. Il suo amore per i luoghi e le sensazioni suscitate in lui erano diventate un vero e proprio progetto imprenditoriale. Si chiamava (e si chiama ancora ancora) StoryTravelers, l’idea di un gruppo di giovani che producono filmati sui luoghi visitati in viaggio, con l’intento di trasferirne le emozioni agli spettatori. E’ nata da qui la circostanza che lo ha portato a Matera. “Un giorno, girando sul web, ho inserito i miei dati su un database di giovani imprenditori per uno scambio internazionale di esperienze (giovani imprenditori "Erasmus"). Dopo qualche tempo Paolo Montemurro, di Quality Program, ha proposto un contatto con una imprenditrice di Matera, Mikaela Bandini. Io avevo già formulato un progetto di storytelling sul territorio italiano e così ho provato a svilupparlo con lei. Questo mi ha permesso di viaggiare in tutta Italia per raccontare le mie esperienze secondo questa nuova formula”.
La ricetta è risultata vincente.  Se n’è accorta anche l’Apt Basilicata (Azienda di Promozione Turistica regionale), che su questa linea ha realizzato uno degli spot promozionali del turismo lucano, il Diario Digitale (www.youtu.be/Um2-hqeEELQ). E’ Caspar, inoltre, il creatore dell’ultimo spot proposto dalla Regione Basilicata, andato in onda anche su reti nazionali. Il modo di raccontare è semplice ma non banale. Caspar guarda i luoghi, li vive e poi li racchiude in poche e velocissime immagini che scorrono. La velocità, del resto, è un aspetto essenziale del suo stile: si sposa, infatti, con la forza dell’emozione e la sua capacità di trasferirsi allo spettatore, di fargli desiderare un luogo.
La conferma del fatto che Caspar e l’Apt Basilicata avessero visto giusto è arrivata qualche mese fa. Gli esperti di turismo della Regione Friuli, infatti, si sono imbattuti nel video lucano e nel giro di poco hanno deciso di riproporre l’idea per il loro territorio. Ne è venuto fuori il progetto “Cantforget” (www.cantforget.it). Da cosa nasce cosa, insomma. E chissà cosa potrà ancora accadere.
Per apprezzare Caspar (e invidiare il suo modo di vedere le cose, il suo “demone”) bastano pochi minuti di conversazione. E’ bello sentirgli dire “Ma davvero tutti, tutti i vostri paesi sono belli, bellissimi. E’ possibile che tu non te ne accorga?”. Poi, dopo ostinata insistenza,  si convince a citare alcune preferenze. “Le spiagge nascoste di Acquafredda, il paesaggio lunare dei calanchi e la magia di Craco, infine il volo da Castelmezzano a Pietrapertosa”.
A parte Matera, naturalmente. E’ la città in cui ha scelto di vivere, nel cuore dei Sassi, assieme alla sua “musa”, la bella modella di Laterza Marianna Casarola. In terra lucana, infatti, Caspar ha trovato anche l’amore. Un motivo in più affinché il viaggiatore possa fermarsi per sempre?  Non si sa mai. C’è una versione del mito di Ulisse, differente da quella “ufficiale” dell’Odissea, che non si conclude con la riconquista di Itaca e della moglie Penelope, ma ritrae l’eroe greco, dopo il ritorno a casa, di nuovo con un remo in spalla. Pronto, nonostante tutto, a ripartire ancora. Perché un viaggiatore non smette mai di essere tale.
Pubblicato sull'inserto Q del Quotidiano della Basilicata del 9 settembre 2012
Pino Suriano

4 set 2012

Intervista a Pino Santarcangelo, sindaco di Nova Siri. "Lasciare? Io invece rilancio"

NOVA SIRI – “Il sindaco lontano dalla gente”.  E’ una critica frequente, sulla bocca dei detrattori di Pino Santarcangelo. L’etichetta, però, deve fare i conti con un dato di fatto imponente: da quando ha cominciato a candidarsi al Comune di Nova Siri, e cioè dal lontano 1985, ha sempre vinto. Mai bocciato dalla popolazione, in maggioranza o in minoranza, sempre eletto in Consiglio con un alto numero di preferenze.  Poi, nel 2004 e 2009, le due vittorie da primo cittadino. Insomma quella gente, da cui sarebbe “distante”, gli ha detto sempre sì nel momento che conta: il voto. Un motivo ci sarà. Gli eventi politici degli ultimi mesi, però, non sono stati troppo facili per lui. Nelle scorse settimane l’ex assessore Cosimo Pancaro  gli ha restituito le deleghe, lasciando di fatto la maggioranza a quota nove, il minimo indispensabile per la fiducia. Sembrava l’antefatto della “caduta”, visti i rapporti già burrascosi all’interno del gruppo. E’ andata diversamente: i nove si sono presto ricompattati e hanno firmato un documento comune per la ripartenza. A stretto giro è arrivato anche un piccolo rimpasto di Giunta.
C’è chi vi accusa di arroccamento alla poltrona. Non sarebbe stato meglio lasciare, a questo punto?
Arroccamento? E’ una semplice questione di maggioranza, e perciò di democrazia. Quando Pancaro si è dimesso ho riunito la maggioranza e ho detto: continuiamo? Bene, tutti mi hanno risposto di sì. Se anche uno di loro avesse detto di no avrei lasciato senza drammi, ma farlo ora sarebbe un tradimento verso chi mi ha scelto e attende che si realizzi quanto programmato. Del resto nella storia recente di Nova Siri ci sono state situazioni simili, con le amministrazioni di Latronico (retta da un appoggio socialista) e Battafarano.
Le dimissioni di Pancaro erano attese?  Le motivazioni addotte dall’ex assessore fanno riferimento a una questione di fiducia, quasi una questione personale….
In verità non me le aspettavo. Del resto aveva lavorato bene, mostrando anche capacità di lavoro intellettuale e creatività. Le motivazioni? Pretestuose. Ha scritto di non aver avuto da me la giusta fiducia, ma in politica la fiducia non è mica una questione sentimentale. Io gli ho dato le deleghe, quando avrei potuto conferirle ad altri. Più fiducia di questa? Non sta in piedi, inoltre, quel suo richiamo alla ricucitura urbanistica con il mare come condizione per restare. Tutti sanno bene che non è una cosa che si fa da un giorno all’altro. Pensi che sul regolamento urbanistico abbiamo zone del centro ancora inespresse, anche per mancanza di interesse a costruire, e adesso la grande urgenza sarebbe la strada per il mare?
Veniamo alle deleghe appena conferite. I Lavori Pubblici a Vincenzo Pavese, che deteneva già l’Urbanistica. Un po’ troppo?
Sono stato io a pregarlo di assumere questa grossa responsabilità, per unire le deleghe e avere un unico soggetto di interfaccia con l’Ufficio Tecnico. All’origine, infatti, c’è proprio un problema di funzionamento di questo ufficio. Abbiamo ravvisato comportamenti gravi di inefficienza, non in sintonia con il veloce evolversi delle regole del Pubblico Impiego nei rapporti con la politica ed i cittadini. Abbiamo fatto vari tentativi per riformarlo, anche con nuove provviste di personale, ma non è bastato. Alla fine, dopo aver informato i sindacati, abbiamo avviato la nostra lotta alle zone franche. Chi è pagato dalle tasse della gente deve lavorare. Siamo decisi a mettere in atto tutti gli strumenti messi a disposizione dalla legge per garantirlo: d’altra parte, se un Ufficio non attua quanto programmato dalla politica per lo sviluppo del territorio, che cos’altro si può fare? 
La delega a Pavese è una bocciatura per Francesco Tarsia, ex assessore ai Lavori Pubblici?
Per niente. Abbiamo deciso di premiare le inclinazioni di ciascuno. A Tarsia, che è molto valido sul piano operativo, anche per la sua esperienza professionale, sono state conferite deleghe operative come la Manutenzione e la Protezione Civile.
Il futuro di Nova Siri. Nel documento della maggioranza si rilancia l’attività amministrativa . Ma per fare cosa?
La prima sfida è quella di sbloccare le risorse economiche già previste in bilancio. Per farlo, però, servono “le gambe” dell’ufficio Tecnico. Per questo abbiamo nominato un nuovo responsabile, Arianna Loffreno. Da lei ci attendiamo una svolta per rendere effettivi tanti interventi già ai nastri di partenza. Ne cito alcuni. 1. i lavori per consolidare una fascia di difesa idrogeologica presso il Quartiere Casale nel centro storico; 2. il tombinamento di un canale nei pressi della Caserma dei Carabinieri, già finanziato con 300 mila euro dal Governo, ma bloccato per un ritardo tecnico nella progettazione che si ripercuote su una grossa lottizzazione; 3. sono da progettare e spendere 650 mila euro di compensazioni dell’Anas per il collegamento tra viale della Libertà e l’attuale ss 106; 4. un lavoro per la viabilità del torrente San Nicola; 5. spenderemo 324 mila euro di arredo urbano; 6. sono in fase di conferenza di pianificazione  alcune varianti urbanistiche, tra cui la rivisitazione di Piazza Giovanni XXIII  per la nuova Chiesa e l’Oratorio; 7. c’è la volontà di ripristinare il campo sportivo del centro storico, tentando di superare alcune difficoltà idrogeologiche; 8. ci sono, infine, le questioni annose dei lavori pubblici sospesi per contenziosi: uno già quasi concluso (parcheggio di Via Bachelet) e uno da concludere, per il Corso. Inoltre Pavese sta lavorando per il Piano Strutturale. Un bel po’ di carne a cuocere, no?

Questo è parte di ciò che farete. Qualcosa sul già fatto?

Non poco, direi. Anzitutto gli edifici scolastici, messi in sicurezza. Poi i servizi alla scuola: dopo una settimana dall’inizio delle attività garantiamo la mensa, nominiamo subito i docenti di sostegno, garantiamo il trasporto e forniamo un contributo economico all’Istituto. Sfido chiunque a dimostrare che questa tempistica e questi servizi siano scontati per gli altri comuni. Poi ci sono i servizi sociali. Diamo fondi di sostegno alle famiglie in difficoltà,  abbiamo attivato un Banco Alimentare collegato con la Croce rossa e un innovativo servizio di Housing Sociale, per l’ospitalità ai senzatetto. Non abbiamo lasciato soli gli ultimi, insomma. Inoltre con il Pois, nel centro storico, è in fase di realizzazione un centro sociale all’interno del vecchio asilo, mentre nell’ex mattatoio partirà una struttura polifunzionale. Abbiamo anche chiuso i lavori di riqualificazione del depuratore e licenziato il nuovo Distretto Sanitario. Tralascio poi l’impegno politico profuso per avviare i lavori della ss 106, attesi da decenni. Un’ultima novità: una convenzione con Enel Sole, per rimettere a nuovo la pubblica illuminazione. Pare poco?
Insomma non molla?
Mollare? Rilancio.
Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 2 settembre 2012

4 mag 2012

Cosimo Latronico: "Forse scongiurati i tagli al centro Enea"

Il senatore del Pdl, Cosimo Latronico,  ha incontrato nel pomeriggio l'ing. Giovanni Lelli, commissario Enea, per esaminare la situazione dei servizi esterni (pulizia, guardiania, facchinaggio, mensa, manutenzione) al centro Enea di Trisaia che rischierebbero una riduzione per effetto dei tagli al bilancio del centro di Rotondella. “Ho ottenuto la disponibilità del commissario Lelli – ha dichiarato Latronico -  a fare ogni sforzo per preservare le risorse necessarie per non indebolire i livelli retributivi del personale alcuni ai limiti delle soglie di mantenimento. Dovrebbe dunque essere scongiurato il taglio annunciato, attraverso la valorizzazione delle attività presenti nel centro di Trisaia sia a carico dell’Enea che della Sogin che gestisce un impianto nucleare nel sito di Trisaia. Continueremo a vigilare - ha  concluso il parlamentare - perché siano garantiti i livelli occupazionali e retributivi attuali del personale  esterno e perché il centro Enea di Trisaia di Rotondella trovi le forme per rilanciare la sua missione nel contesto del potenziamento delle attività di ricerca e di innovazione nel Mezzogiorno d’Italia”


Dal sito sassiland.com

11 apr 2012

Settimana vocazionale. Il mio articolo per il Dialogo

L'articolo scritto per Il Dialogo (Giornale della Diocesi di Tursi-Lagonegro) con le testimonianze dei seminaristi impegnati nel percorso di animazione vocazionale "Rispondere all'amore....si può".


Sono tempi in cui la parola Chiesa è spesso associata a parole come “scandalo” e “pregiudizio”. Ma sono anche tempi in cui è possibile vivere momenti come quelli vissuti a Nova Siri nella settimana tra il 12 e il 18 marzo. Nel centro ionico, in quei giorni, si è potuto assistere a uno spettacolo di tutt’altro tenore: uno spettacolo di accoglienza e gratitudine del popolo verso la Chiesa. E davvero è stato sorprendente il modo in cui la comunità di Nova Siri ha accolto i giovani seminaristi del Seminario Maggiore di Potenza, in occasione della settimana di animazione vocazionale “Rispondere all’amore…. si può”.
Sono stati sette giorni di “abbraccio” tra gli aspiranti sacerdoti e la gente: visite agli ammalati, incontri con le scuole, momenti di preghiera e catechesi. Una sorpresa anche per Don Biagio Colaianni, Rettore del Seminario.  “L’accoglienza? Straordinaria. La gente semplice ha una sorta di sapienza spontanea, che le permette di riconoscere immediatamente le persone che davvero si donano e porsi di conseguenza. Siamo stati aiutati dalla comunità a tutti i livelli: dal cibo all’alloggio, fino alla condivisione delle iniziative di preghiera e catechesi programmate. Tutto questo è anche segno della stima che hanno raccolto tra la gente don Mario e don Serafino (i sacerdoti di Nova Siri, ndr.): la stima nei loro confronti si è trasformata in stima nei nostri confronti. Si vede che stanno seminando”. Perché la scelta di Nova Siri? “E’ importante – ha spiegato ancora don Biagio - che i seminaristi incontrino i fedeli, ma è ancor più importante che si muovano  come comunità, non solo come singoli. L’aspetto più bello dell’esperienza, infatti, è proprio la condivisione della vita dei sacerdoti: i seminaristi non scoprono solo come si vive da sacerdoti, ma anche come si con-vive da sacerdoti. E’ la ragione per cui privilegiamo le parrocchie in cui siano almeno in due, come a Nova Siri.”
Chi scrive ha colto chiari segni dell’intensità dell’esperienza dalle testimonianze dei seminaristi. Tanti sono stati i “momenti forti” di questi sette giorni. Come quello che ha raccontato Michelangelo Crocco, 32 anni, originario di Senise, letteralmente folgorato da una scena: “L’immagine di un’anziana malata che attendeva la Comunione accerchiata dalle vicine di casa, che recitavano con lei il Santo Rosario. Sono scene che rivelano una dignità umana eccezionale. Si sente parlare sempre di abbandono degli anziani, ma nessuno sa più guardare queste bellissime immagini di vita”.
Nino Martino, 24 anni di Montescaglioso, è stato sorpreso dalla profondità delle domande negli incontri con le scuole. “Pensavo di ascoltare al Liceo le domande più profonde, e invece le ho sentite alle scuole elementari, da bambini di neppure dieci anni”. Jill, 27enne seminarista di colore, arriva dal Togo ed è in Italia da appena un anno. “Il mio è un paese di recente evangelizzazione, per questo il fervore della fede e il rispetto per gli uomini di Chiesa sono più intensi che in Italia. Ebbene, in questi giorni, con l’abbraccio della gente, mi è capitato di respirare la stessa aria, mi sono sentito come a casa”.
Ma la gratitudine più viva, quasi commossa, si è percepita nelle parole e nello sguardo di Don Mario Lacolla, parroco di Nova Siri. “Lo rifarei altre cento volte. Conosco la bontà di questa gente, ma davvero non mi aspettavo tanto”. Il Vescovo della Diocesi di Tursi-Lagonegro, Francesco Nolè, ha voluto chiudere la settimana con una celebrazione eucaristica nel Santuario Madonna della Sulla, un luogo posto al centro tra le due realtà cittadine del centro storico e di Nova Siri Scalo”. Una scelta simbolica, ricca di significato, anche in relazione alle difficili vicende che la comunità parrocchiale ha vissuto negli anni scorsi. Rispetto a tutto questo questi sette giorni sono giunti come un dono di unità. Dono di unità, ma anche di bellezza e novità. Proprio come la primavera in arrivo.

Pino Suriano

Primo Impatto. Manduria vista da uno sguardo esterno

Il mio articolo per la rubrica "Primo Impatto", su "Casalnuovo, Il Giornale di Manduria"

La vita è fatta di impatti. Accade così per le grandi scelte, accade così per i grandi amori. Sono il frutto di un impatto anche queste mie parole. Cos’altro potrebbe scrivere un “nomade” su una città che lo ha accolto da appena qualche mese? Clicca qui per leggere il resto