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5 set 2011

L'autunno caldo di Francomano


ROTONDELLA - L'autunno si annuncia caldo per la maggioranza amministrativa di Rotondella. Era l'amministrazione del "tutti d'accordo", il fiore all'occhiello del centrosinistra lucano, quello in cui convivevano senza frizioni le due anime fondatrici del Pd (Ds e Margherita) e le altre forze di coalizione (Sel e Api, in questo caso). Ebbene, oggi tutto questo appare solo un lontano ricordo. Si litiga eccome all'interno dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo Francomano. Più di un fronte di battaglia è aperto. Uno di questi è venuto allo scoperto grazie alla lettera aperta con cui l'associazione Arci ha attaccato l'assessore alle Politiche Culturali, Maria Cuccarese, sul bando per la gestione della biblioteca comunale.
Sullo sfondo sembra esserci il contrasto tra l'area di sinistra (Sel), che ha espresso la candidatura del vice sindaco Lobreglio, e quella che fa capo all'ex sindaco e segretario cittadino del Pd, Mario Cucari.
Una vicenda che potrebbe aprire scenari nuovi. Sembra, infatti, che abbia creato più di qualche malumore all'interno della maggioranza (e non solo negli ambienti del Pd) questa "opposizione dall'interno" messa in campo dall'Arci. E di certo c'è la volontà di chiedere spiegazioni al vice sindaco Lobreglio. E' una discussione che non sarebbe slegata da un'altra, non meno importante: è quella sugli assessorati (Politiche Sociali e Sport) lasciati nelle mani del sindaco dal dimissionario Domenico Lacopo (Pd). Li vuole più di qualcuno. Innanzitutto li reclama il Pd: "se uno del Pd esce, un altro deve entrare", sembra essere la linea del partito, non sgradita neppure al sindaco. E' la linea per ora più quotata, che premierebbe Salvatore Fortunato, attuale Presidente del Consiglio, e allo stesso tempo esaudirebbe le volontà del partito e del suo segretario Mario Cucari.
Ma di traverso potrebbero mettersi i consiglieri indipendenti: due giovani validi come Stefano Corrado e Roberto Giannantonio (non meno votati di qualche attuale assessore) vorrebbero dire la propria. E poi ci sono le voci, non confermate ma diffuse, secondo cui sarebbe sul piatto anche la richiesta di un assessorato esterno per l'area di Sel. Ugualmente diffusa, ma anch'essa non confermata, è la voce che quoterebbe addirittura un posto in giunta per l'Udc, partito oggi in minoranza, ma potenzialmente utile, in futuro, a soccorrere la litigiosa maggioranza.

pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 4 settembre 2011

L'Arci...picchia ancora

ROTONDELLA – Fanno la guerra o fanno la pace? Nei giorni scorsi la domanda aveva acceso la curiosità di molti. Riguardava l’associazione Arci La Tarantola e l’assessore comunale alla Cultura, Maria Cuccarese, giunti ai ferri corti per la vicenda del bando di gestione della biblioteca comunale, poi andato deserto: l’associazione, vicina al vice sindaco Walter Lobreglio, aveva contestato la struttura del bando, intriso di “confusione normativa” e mirato a “creare  sottolavoro”. Aveva risposto l’assessore con parole durissime, parlando di “manie di persecuzione” dell’associazione, spirito di chiusura e conservazione delle posizioni consolidate (l’Arci aveva gestito la biblioteca negli anni precedenti, ndr).

Ebbene, sulla bacheca dell’Arci, in corso Garibaldi, c’è la risposta alla domanda iniziale: la pace non si fa. Tutt’altro. L’associazione, infatti, ha controreplicato alla Cuccarese con una nuova lettera aperta. E ha infilato la lama proprio nella ferita scoperta che quest’ultima aveva fatto emergere nella sua nota, in cui si era spinta a scrivere, per difendere la propria posizione nei confronti dell’associazione, di averla addirittura agevolata e attesa, senza provvedere subito alla pubblicazione di un nuovo bando per la gestione, dopo che l’Arci aveva rifiutato una prima bozza di intesa con il Comune: “Si è fatto finta di niente – l’assessore aveva scritto proprio così - per quieto vivere e per non rompere gli equilibri all’interno della maggioranza, visto che si tratta pur sempre di una associazione vicina al centrosinistra, che esprime la seconda carica in seno all’amministrazione (il vice sindaco Lobreglio, ndr.)”.

Paradossalmente nessuno della minoranza aveva stigmatizzato le parole dell’assessore, sebbene nel mondo associazionistico fosse emersa qualche preoccupazione sulla vicenda. Perché? A mettere il dito nella piaga, comunque, è tornata ancora una volta l’Arci, che ha affondato con toni durissimi, non senza premettere la distinzione tra la propria identità di associazione e una supposta (da parte dell’assessore Cuccarese) vicinanza all’amministrazione comunale.

“Le  affermazioni dell’assessore sono gravissime, in quanto fanno supporre che abbia svolto con parzialità la funzione pubblica di amministratore. Il tono e il registro comunicativo utilizzati – attacca l’Arci - ci illuminano sui principi che ispirano le politiche culturali, e non solo, varate dall’amministrazione. L’assessore ha palesato il “brodo di cottura” nel quale si prendono i provvedimenti politici: ha tollerato un nostro presunto “diritto di occupazione” della Biblioteca perché rientravamo nel lungo elenco delle associazioni amiche, vicine all’amministrazione di centro-sinistra. […] Dal canto nostro – prosegue più avanti la nota - abbiamo sempre tenuto un atteggiamento distaccato e non amichevole, abbiamo chiesto sempre parità di trattamento rispetto a tutti i soggetti singoli e/o associati che vivono sul territorio e valutazioni di merito sulle nostre proposte. […] Non difendiamo miseri orticelli, non facciamo del lecchinaggio politico. Lasciamo questo lavoro a chi è stato educato politicamente a farlo”.

Poi, per chiarire la presunta occupazione abusiva della biblioteca quando non era in corso alcuna convenzione formalizzata, si fa cenno al principio di sussidiarietà. “Sulla base di questo principio noi, come associazione (cittadini associati), abbiamo gratuitamente continuato a gestire la Biblioteca perché è un’attività di interesse generale, perché è un’ istituzione fondamentale per poter esprimere diritti culturali, partecipazione e protagonismo civico. Non sapevamo – si legge più avanti - di essere come i clandestini senza permesso di soggiorno, pensavamo molto semplicemente e umilmente di perseguire un interesse generale garantendo alla cittadinanza l’accesso alla biblioteca”.

Un ultimo cenno sulla tempistica della protesta, sulla quale l’assessore aveva avanzato qualche sospetto, essendo giunta solo dopo le voci che annunciavano l’intenzione di trasferire nella biblioteca la sede dell’Ufficio per la Comunicazione e l’Informazione sul Territorio. “E’ utile evidenziare che la lettera non è stata determinata da voci di corridoio circa il presunto trasferimento dell’Ufficio per la comunicazione e informazione sul territorio nei locali della Biblioteca (dato che, peraltro, non ne conoscevamo l’esistenza), ma dal fatto che aspettavamo una convocazione di tutte le associazioni da parte dell’assessore, per discutere sull’andamento fallimentare del bando”. Poi la conclusione: “Gli attacchi personali (la lezioncina, il riferimento a qualcuno della nostra base associativa che circola nei corridoi del Comune, le manie di persecuzione di cui a detta dell’assessore soffriamo, il classificare il nostro operato come chiuso “noi noi”, “il ci siamo già noi”) li rispediamo al mittente senza aggiungere nessuna considerazione. Non è nostra intenzione né nostro costume attaccare sul piano personale i nostri interlocutori e fare del puro pettegolezzo politico”. E allora, come andrà a finire? Di sicuro la vicenda è discussa e crea interesse tra la popolazione, anche perché la avvicina, almeno un po’, a quel “brodo di cottura” (per riprendere l’efficace espressione usata dall’Arci) in cui nascono i provvedimenti amministrativi a Rotondella. Che riguardano tutti, appunto.
Pino Suriano - pubblicato sul QUotidiano della Basilicata di venerdì 2 settembre 

24 ago 2011

"Arci-lite" sulla biblioteca a Rotondella. E' scontro nella maggioranza?

L'associazione attacca sul bando per la gestione. L'assessore Cuccarese risponde. 



L'assessore Maria Cuccarese

ROTONDELLA – E’ fuoco amico quello sparato nei giorni scorsi sull’amministrazione comunale di Rotondella. Che le critiche potessero arrivare dalle opposizioni era messo in conto, ma che giungessero da un fronte amico, come sembrava essere quello dell’associazione Arci La Tarantola, era molto meno prevedibile. Un fronte amico in tutti i sensi, perché il gruppo di persone che fa riferimento all’associazione aveva preso parte attiva alla campagna elettorale che ha consentito al sindaco, Vincenzo Francomano, di conquistare la poltrona di primo cittadino.
Il motivo della contesa è il bando per la gestione della biblioteca comunale. Una questione da duemila euro, nulla di più: un’inezia, sul piano economico. Abbastanza importante, però, da spingere l’Arci a prendere carta e penna per un comunicato di fuoco. Ciò che si contesta, come detto, è il bando per l’affidamento del servizio, che l’Arci aveva già gestito con positivi risultati negli anni scorsi. Nella nota si parla esplicitamente di “confusione normativa” dell’avviso pubblico. Tanto che l’associazione, per quest’anno, ha deciso di non partecipare. E così, sul tavolo dell’assessore alla Cultura, Maria Cuccarese, non è arrivata nessun’altra proposta: il bando, in pratica, è andato deserto.
“Non si poteva partecipare – si legge nella nota dell’Arci – a un bando poco chiaro circa i riferimenti normativi dei soggetti che vi potevano accedere. Nel primo articolo dell’Avviso si parlava genericamente di Associazioni Non Profit […]. Più avanti si faceva riferimento ad Associazioni di Volontariato, che rappresentano solo un soggetto del terzo settore (il mondo del non profit, appunto)”.
Sarebbe stata una restrizione che avrebbe di fatto escluso l’Arci (che è una associazione di promozione sociale, non una di volontariato) dalla partecipazione al bando. A meno che “i responsabili amministrativi e politici che hanno lavorato all’elaborazione del bando abbiano dimostrato – l’affermazione è forte - di non conoscere le discipline del Terzo Settore. […] Strettamente legata alla confusione del bando – prosegue più avanti la lunga nota - è la nostra valutazione circa la considerazione che l’Amministrazione ha dedicato al nostro operato”. Poi si va giù duro sull’impostazione del bando e sulla logica politica che vi sarebbe sottesa, “più vicina a una utilizzazione fittizia del terzo settore per creare sottolavoro”. E, alla fine, si fa cenno “alla grave responsabilità politica dell’operazione”, che andrebbe “sottoposta ad un’analisi politica seria”.
Parole dure, durissime. Tanto da far scendere in campo l’assessore alla Cultura, Maria Cuccarese, che ha risposto per le rime, raccontando la sua versione della vicenda in una lettera aperta di risposta. “Non era nostra intenzione escludere qualcuno – ha scritto l’assessore -  e proprio il fatto che il bando sia andato deserto dimostra la buona fede dell’operato. Ringrazio l’Arci per la lezioncina – aggiunge più avanti con ironia – Colpisce, nella lettera aperta dell’associazione, la necessità di mostrare le proprie competenze”.
Poi il racconto dei fatti. A partire da quando l’Arci, che gestiva la biblioteca dal 2006 grazie a una convenzione con il comune, continuava ad occuparsi della struttura anche dopo che questa convenzione era scaduta. “Una situazione – commenta Cuccarese – di fatto poco chiara e giuridicamente non corretta (a proposito di confusione)”.
Si sarebbe cercato, secondo la versione dell’assessore, di formalizzare la situazione con l’istituzione di una nuova convenzione, ma la bozza proposta non sarebbe stata accettata dall’associazione. “Si è fatto finta di niente – l’assessore ha scritto proprio così(!) - per quieto vivere e per non rompere gli equilibri all’interno della maggioranza, visto che si tratta pur sempre di una associazione vicina al centrosinistra, che esprime la seconda carica in seno all’amministrazione (il vice sindaco Walter Lobreglio, ndr.)”. Una attesa divenuta poi intollerabile, però, culminata poi nella scelta di riproporre un nuovo avviso pubblico. Quello criticato dall’Arci, appunto. Poi un cenno alla tempistica. Fa pensare, secondo l’assessore Cuccarese, che l’Arci non si sia mossa prima (il bando, infatti, è del mese di giugno) e che la lettera aperta dell’associazione sia arrivata solo in concomitanza con l’intenzione, dichiarata pubblicamente da parte dell’assessore, di spostare nella biblioteca comunale l’ufficio comunicazione, con l’ipotesi di avviarvi un vero e proprio centro studi. “Una coincidenza?” si chiede la Cuccarese. Parole dure anche le sue.
Il dado è tratto, insomma. Ufficialmente è lo scontro tra un’associazione culturale e un singolo assessore. Sullo sfondo, però, c’è lo scontro tra due anime politiche della maggioranza amministrativa. Quelle che più contano, forse: la parte del Pd che fa capo all’ex sindaco e attuale segretario cittadino Mario Cucari, e quella vicina all’Arci, che due anni fa espresse, tra le altre, la candidatura di Walter Lobreglio, attuale vice sindaco. E’ una miccia che il sindaco Francomano vorrebbe certamente spegnere presto. Ha i mezzi per farlo?

Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 23 agosto 2011