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Impiccagione di Pinocchio |
POLICORO - C’è stata un’idea di fondo alla base della
rassegna messa in piedi per le festività pasquali dall’associazione Demetra di
Policoro (Pasqua for Expressive Arts - Rassegna di Musica,Fotografia e Pittura).
E’ l’idea che l’arte sia universale e, soprattutto, “una”. Universale perché univoca
e comprensibile a tutti le latitudini, “una” perché esprimibile attraverso le
sue diverse forme, tutte però riconducibili a un “quid” di sottofondo,
impercettibile e forse indefinibile, ma reale.
Per questo, per una volta, non si è scelto di separare ma di
unire: la musica, la pittura e fotografia. In fondo non è mancata neppure la
narrativa, poiché può certam
ente definirsi narrativa l’opera proposta per
l’occasione da Nicola Siepe, 32enne artista di Nova Siri, un vero e proprio
racconto per immagini dal titolo “La vera storia di un pezzo di legno”, con la
tecnica della china su carta. Non una narrazione consueta, ma ispirata al
prodotto grottesco e provocatore di Aubrey Beardsley, che nella sua prima
versione figurativa di “Pinocchio” concludeva la storia con la morte del
burattino impiccato per i suoi innumerevoli errori.![]() |
Autoritratto con i tappi di sughero |
Siepe ripropone evocative immagini in bianco e nero che
strizzano l’occhio alla fumettistica rivelando, al contempo, una certa
visionarietà surrealistica. Sono forti le scelte figurative e non mancano
elementi di carattere simbolico. Il tutto va a conferire alla trama narrativa
una personalizzazione che catalizza il visitatore e, in qualche modo, “riscrive
la storia”.
Ma la tensione innovativa di Siepe è emersa forse ancor di
più nell’altro prodotto esposto: la realizzazione di un progetto figurativo
attraverso il riciclaggio creativo di tappi di plastica. Tra le
rappresentazioni, un autoritratto che sembra “realizzato - dice lui stesso -
per una mostra di pixel art”. In questo caso, però, al posto dei pixel ci sono i
tappi.
Forse l’originalità di Siepe, rispetto ad altre personalità
artistiche del territorio, si rintraccia proprio nella sua capacità di ricondurre ad un unico
prodotto artistico le diverse forme espressive. E’ un talento che ha perfezionato
presso l’Accademia delle Belle Arti di Lecce, dove ha frequentato il Corso di
Grafica, e che ora valorizza nella sua attività professionale con lo studio
grafico Centodue. Non ha paura delle sfide e delle novità, così come non le
teme l’associazione Demetra, che ha concepito la rassegna in questa ottica.
Forse anche per questo le opere di Siepe stavano così bene in quel contesto.
Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata
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