Non ancora tanti follower ma tanta ricchezza di contenuti
TURSI – Qualcuno aveva storto il naso il 12 dicembre scorso,
quando Benedetto XVI si era lanciato con coraggio nella sfida comunicativa dei
social network. Aveva fatto discutere, nel bene e nel male, la sua scelta di
proporre un profilo twitter in diverse lingue, tra cui il latino, per “postare”
contenuti brevi e intensi sulla fede.

Sulla stessa rotta di novità si è imbarcata, nel suo piccolo,
anche la Diocesi di Tursi Lagonegro. E’ nato certamente con l’approvazione del
vescovo, Monsignor Francesco Nolè, il profilo twitter @diocesitursi, che da qualche mese è on line. Di
intento programmatico è il primo tweet, a firma di don Giovanni Lo Pinto, il
sacerdote che si occupa della comunicazione diocesana: “Una parte del
quotidiano si svolge in Rete. E la Chiesa, per sua vocazione, è chiamata ad essere
là dove l'uomo si trova”. E’ una linea coerente con quella lanciata da
Benedetto XVI nel suo ultimo messaggio per la giornata della Comunicazioni
Sociali e seguita da numerosi esponenti della Chiesa, tra cui il Cardinale Gianfranco
Ravasi e il Direttore di Civiltà Cattolica, il gesuita Padre Antonio Spadaro,
vero e proprio pioniere della missionarietà cattolica in rete. Ma anche dal
profilo della Diocesi c’è tanto da guadagnare in termini di ricchezza
spirituale e non solo. Il curatore, ogni giorno, posta brevi frasi di sapienza
varia. Non manca quella laica, comunque protesa a sottolineare la centralità
umana, come la frase di Sofocle, tragediografo greco: “Molte sono le cose
mirabili ma nessuna è più mirabile dell’uomo”. Ugualmente profonde sono le
frasi di carattere più propriamente religioso: “Due mani giunte ottengono molto
di più di due pugni chiusi (Henri Camara)”. O quella, semplice ma profonda, di
Padre Pio da Pietralcina: “Chi comincia ad amare, deve essere pronto a
soffrire”.
Il profilo, per la verità, non ha ancora raggiunto un elevato numero di followers (si chiamano così,
nel gergo di twitter, i “seguaci” interconnessi con un utente di cui seguono le
pubblicazioni). Per ora sono appena diciotto, ma il numero è certamente
destinato a crescere. Chi scrive, da qualche giorno, ne ha tratto prezioso alimento.
Quei messaggi, del resto, hanno anche un’altra virtù: sono brevi, come impone
la legge di twitter (massimo 140 caratteri). Del resto, tra gli ideali che il nuovo
papa sta richiamando con forza, c’è proprio l’essenzialità: la capacità di
andare con poco al cuore delle cose. Ne abbiamo bisogno, anche nel linguaggio.
Pino Suriano (scritto per Il Quotidiano della Basilicata)
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