26 gen 2011

Le omissioni del decennio

Cari lettori del blog, nell'articolo precedente ho cercato di tracciare un bilancio sul decennio appena trascorso. Naturalmente so che non è, e non può essere, esaustivo, anzitutto perché è personale e risente del mio modo di vedere le cose e di dar loro un peso.
Sull'argomento ho ricevuto alcune mail interessanti. Qualcuno mi ha ringraziato per l'analisi "spassionata", qualcuno mi ha rimproverato di eccessivo allarmismo, qualcuno di pessimismo, qualcuno mi ha sinceramente confessato il proprio sconforto per le sorti del paese.
Accetto sempre tutte le critiche con piacere, soprattutto se costruttive.
Intanto, nel richiamare le "cose belle" del decennio, mi sono accorto di avere omesso più di qualcosa.
Una su tutte: il grande contributo che hanno dato le associazioni sportive del territorio, riaccendendo la passione per lo sport e in particolare per il calcio. E' un contributo che ci ha anche regalato un grande risultato: il ritorno in Promozione, dopo 22 anni, di una delle nostre squadre.
Chiedo scusa per la dmenticanza. Alla prossima.

Pino Suriano
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25 gen 2011

Il decennio di un paese che chiude?




ROTONDELLA - Succede, a volte, che una vicenda commerciale diventi una notizia. In Corso Garibaldi, dopo decenni, la saracinesca della bottega di Angelomario da qualche settimana è chiusa. Era l'unico negozio di abbagliamento rimasto ancora in piedi a Rotondella. I suoi battenti si sono chiusi negli ultimi giorni di dicembre, in perfetta sincronia con il decennio che ci siamo lasciati alle spalle.

La coincidenza offre il fianco a pensieri, immagini, malinconie. Perché la fine di quel negozio è l'emblema di un paese in declino. Storico e centralissimo, il negozio-sartoria è stato l'unico del settore a sopravvivere in un decennio che ha visto morire bar, market, uno studio fotografico, sale da gioco e ristoranti. E per il futuro si annunciano altre "morti", graduali ma inesorabili. Come quella dell'Ipsia Chimico, dove quest'anno non si è formata, per mancanza di iscrizioni, una classe prima. O dell’Istituto Comprensivo, che è sottodimensionato e potrebbe essere accorpato con il Secondo Circolo di Policoro.

Muore lentamente anche l'Enea, dove le unità lavorative, dal 2004 al 2009, si sono ridotte del 30 per cento.
Poi ci sono le morti vere e proprie, quelle che annualmente triplicano, bene che vada, il numero delle nascite: i loculi comunali, da almeno sei mesi, non riescono a soddisfare le troppo numerose “richieste”.

Si guarda ancora con speranza a Rotondella due. C’è chi pensa che possa rappresentare il futuro. Con il nuovo piano regolatore (in fase di approvazione) il centro sarà anche interessato da positive novità. La storia recente, però, non invita all'ottimismo. Guardarsi attorno spesso aiuta: dello sviluppo di Rotondella due si parla da almeno trent'anni, nello stesso tempo da Pisticci si è generato il popolato centro di Marconia, dal centro storico di Nova Siri è nato quello di Nova Siri Scalo. Rotondella due, di fatto, non è riuscita a recepire l’emigrazione dal centro collinare. Capannoni e insediamenti artigianali sono l’unica vera anima di un centro in cui quest'anno, per la prima volta, non si è costituita neppure la prima classe delle elementari.

Lo sconforto per ciò che muore, però, non può e non deve essere l’ultima parola. E non solo per uno slancio ottimistico o per una consolazione, ma perché c’è anche dell’altro da guardare. C’è del buono, in campo sociale, politico, commerciale, umano.

Il decennio appena concluso, per esempio, sarà ricordato per la fioritura degli agriturismi. Partiti sulla spinta di fondi europei, ma poi, per buona parte, capaci di camminare con le proprie gambe. Sono nate anche le case albergo, forse il lascito migliore degli investimenti milionari messi in atto dal Gal Cosvel.

Spesso ha fatto meglio chi ha fatto con poco. Come una vivace Pro Loco, guidata dal dinamico presidente Pasquale Gentile, che nell’ultimo quinquennio ha valorizzato la cultura e le tradizioni locali.

L’altro grande fatto del decennio è stato l’arrivo degli immigrati. Non poche famiglie di albanesi sono perfettamente integrate e i loro figli possono dirsi del tutto italiani. Cominciano ad esserlo anche alcune badanti dell’Est Europeo, giunte soprattutto negli ultimi anni. E poi ci sono i kurdi, portati in Italia nell’ambito di un progetto ministeriale per i rifugiati politici e accolti per un certo tempo dalle istituzioni a fronte di finanziamenti pubblici. In seguito, stabilmente e gratuitamente, accolti da una Chiesa locale che ancora regge. Persone come don Mario, Fulvia, Carmelina meritano il grazie di tutti, perché hanno operato gratuitamente per il bene comune.
Si percorrono strade nuove. Una è quella della Polizia Locale. Rotondella, assieme a Colobraro e Valsinni, si è lanciata in questa avventura che appare positiva. Non è un caso che altre aree, come quella di Stigliano, stiano facendo lo stesso. E' una strada da guardare, anche per altri ambiti: concepirsi insieme, nei servizi, nella solidarietà e nei rapporti, sta diventando sempre più urgente. Da soli si muore, anche se si hanno i soldi della compensazione ambientale.

E qui si apre un nuovo capitolo. Perché questo decennio è stato anche quello delle grandi occasioni di investimento per Rotondella: 6 milioni di euro per la viabilità extraurbana sul territorio, quasi 3,5 milioni (altri devono ancora arrivare) di compensazione ambientale per la presenza del centro Itrec della Trisaia. Cosa resta di concreto? La futura realizzazione del Ponte sul Sinni, che non risolverà il vero problema della viabilità del territorio (che è il collegamento con la ss 106) e qualche finanziamento per l’acquisto e la ristrutturazione di appartamenti nel centro storico. Per il resto, tante piccole azioni (come qualche spicciolo in più nelle tasche di operatori agricoli e commercianti) ma nessun cambiamento di sostanza.

In questo decennio ci hanno lasciato all’improvviso due uomini importanti: Carlo Stigliano e Mario Dimatteo. Entrambi molto discussi, ma anche molto amati: attivo e dinamico il primo, politicamente geniale il secondo. Ci ha lasciato anche una grande donna, Maria Rapanaro.


Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano del 25 gennaio 2011

19 gen 2011

Rotondella: c'è ancora speranza per la dirigenza

Francomano chiede un'audizione alla Quarta Commissione Regionale

E intanto l'Udc critica il sindaco. "Paghiamo un peccato di leggerezza dell'amministrazione"

Un estratto dall'articolo pubblicato martedì sul Quotidiano


ROTONDELLA - La deroga per il mantenimento della Dirigenza Scolastica sembrava cosa fatta. Almeno fino al 7 gennaio, quando la Giunta Regionale di Basilicata ha reso nota la proposta di accorpamento dell'Istituto Comprensivo di Rotondella con il Secondo Circolo di Policoro. Una vera doccia fredda per il territorio, che aveva fatto proprie le certezze di mantenimento della dirigenza scolastica incassate in ambito provinciale dal sindaco, Vincenzo Francomano. Adesso potranno "salvare" Rotondella solo le Commissioni del Consiglio Regionale, chiamate ad esprimersi entro il 30 gennaio. Perciò bisogna fare presto.
Il primo passo è decisivo: è necessario far presente in Consiglio che la scelta dell'accorpamento non piace proprio. Se ne farà carico il sindaco, Vincenzo Francomano, che ha già chiesto alla Quarta Commissione un'audizione urgente, al fine di far valere le ragioni del territorio.
L'obiettivo è quello di capovolgere una decisione della Giunta Regionale che, secondo l'amministrazione comunale, "non convince nessuno".
Due le argomentazioni principali su cui il sindaco farà perno. "Il nostro comune può contare - si legge nella nota dell'amministrazione - sia su un numero di
alunni che supera abbondantementre le 200 unità che sulle caratteristiche di
comune montano (facente parte della Comunità Montana del Basso Sinni)". L'amministrazione ha inoltre ricordato che "il mantenimento della dirigenza scolastica era contenuto anche nel Piano di Dimensionamento approvato dal Consiglio della Provincia di Matera".
E infatti è stata la Giunta Regionale, in modo sorprendente, a sovvertire questa proposta che non sembrava potesse trovare impedimenti in Regione.
Sulla vicenda è giunta ieri anche una nota della sezione locale dell'Udc, che intanto si sta muovendo sul piano politico per raggiungere lo stesso obiettivo. Non manca un cenno critico sulla gestione della vicenda da parte del sindaco. "Scopriamo con stupore dal Quotidiano - si legge nella nota - che il Sindaco non sapeva niente della soppressione dell'istituto comprensivo di Rotondella, annunciata dall'assessore Mastrosimone già dal 7 gennaio, con una proposta della Giunta Regionale approvata dopo aver valutato i pareri dell'Anci (del cui direttivo il sindaco fa parte) e della Provincia di Matera (dove si è recato per sostenere la causa, forse non in modo saggio, a giudicare dal risultato). Stupisce, inoltre, che questa doccia fredda sia arrivata dalla Delibera di una Giunta Regionale in cui siede una nostra compaesana (Rosa Gentile, ndr.) alla quale, probabilmente, la cosa sarà sfuggita".
Nella nota c'è poi un richiamo alle vicende del 2009, quando Rotondella affrontò esattamente la stessa battaglia, riuscendo, alla fine, a difendere la dirigenza scolastica. "Nel 2009 - prosegue la nota - la battaglia fu vinta con un'azione sinergica di tutti i soggetti interessati (Consiglio di istituto, Giunta e Consiglio Communale, Dirigente Scolastico). Fu encomiabile l'impegno dell'allora sindaco Vito Agresti, che in un'audizione alla Quarta Commissione del Consiglio Regionale motivò la richiesta di deroga e raggiunse l'obiettivo anche grazie a un lavoro di mediazione della politica locale con l'Assessore Regionale Autilio e l'intera commissione consiliare".
Quello spirito di squadra, a due anni di distanza, si sarebbe del tutto smarrito.
"Oggi - prosegue la nota dell'Udc - non solo è venuta a mancare la concertazione tra i vari soggetti del territorio, ma sulla vicenda non esiste neppure un deliberato del Consiglio di Istituto o del Consiglio Comunale, né un'informativa del Sindaco al corpo docente. Non è stato fatto niente di niente".
Un "peccato di leggerezza dell'amministrazione", che avrebbe pensato di avere già in tasca un risultato tutto da conquistare.
Da qui l'annuncio dell'impegno politico: questa mattina i rappresentanti locali del partito saranno a Potenza per chiedere l'impegno dei loro referenti politici in Consiglio Regionale.

Pino Suriano
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14 gen 2011

Dimensionamento scolastico. Doccia fredda su Rotondella

La Giunta Regionale delibera l'accorpamento con Policoro, ma in paese nessuno lo sa

Il sindaco Francomano: " Mi avevano dato certezze al cento per cento. Non capisco cosa possa essere accaduto a Potenza"

ROTONDELLA – La prima non è andata. Sembrava scontato che la Giunta Regionale avrebbe fatto passare la richiesta di deroga di un anno per l'autonomia dell'Istituto Comprensivo di Rotondella. Il sindaco Francomano, in sede provinciale, aveva incassato un "cento per cento di certezza".
E invece no. Nella Delibera di Giunta sul nuovo Piano di dimensionamento scolastico è scritto che "si ritiene opportuno l'accorpamento dell'Istituto Comprensivo con il Secondo Circolo di Policoro". Rotondella, insomma, potrebbe perdere, dopo averla difesa per anni, la Presidenza. Non è detta l'ultima parola, però. Anche due anni fa la Giunta aveva negato l'autonomia a Rotondella, accorpando la scuola con un altro Istituto. Fu poi il Consiglio Regionale, grazie all'impegno delle forze politiche locali e alle proteste dei cittadini, a decretare un altro biennio di autonomia in deroga.
Oggi la storia si ripete. Potrà il Consiglio Regionale ribaltare ancora una volta l'indicazione della Giunta? A Rotondella non manca qualche carta da giocare. Prima tra tutte un'ipotesi di verticalizzazione con l'Ipsia Chimico. C'è poi da far valere un altro aspetto di rilievo: sul territorio esiste il Centro Enea, per la cui presenza il comune di Rotondella viene compensato da qualche anno in termini economici. Perché non esserlo anche in termini di organizzazione scolastica, se il decremento demografico del Comune può essere legato (almeno teoricamente) alla presenza del Centro?
Sono gli aspetti che furono fatti valere due anni fa, quando già i numeri condannavano Rotondella in rapporto ai limiti imposti dal Miur. Oggi il tutto è reso più difficile dal fatto che quest'anno anche il Chimico ha cominciato a "boccheggiare", non riuscendo a formare neppure la prima classe. Fanno però ben sperare le parole di Rosa Mastrosimone, Assessore Regionale alla Formazione, che in una nota di commento alla Delibera di Giunta ha spiegato che "la possibilità di andare al di sotto del limite dei 300 alunni sarà autorizzata […] in presenza di comuni montani o ricompresi in comunità montane o per territori caratterizzati da specificità linguistiche". Potrà essere una buona ragione l'essere appartenuti a una Comunità Montana? Speriamo di sì.
E' la speranza che nutre anche il sindaco, Vincenzo Francomano. Ieri lo abbiamo interpellato telefonicamente per una dichiarazione sulla vicenda. Ne è nato un piccolo giallo, perché il primo cittadino si è detto sorpreso e, in un certo senso, addirittura scettico sulla fondatezza della notizia. "Anch'io - ha detto - ho letto sulla stampa la notizia dell'accorpamento e sinceramente vorrei meglio verificarla, perché da notizie informali a me risulta che la deroga sia stata confermata senza problemi. Non vorrei che si trattasse semplicemente di un errore. Sono perplesso, perché la nostra era l'unica richiesta di deroga della Provincia di Matera e non sembrava proprio che potessero esserci impedimenti. Avevo ottenuto l'ok dell'assessore provinciale Montemurro e anche i rappresentanti degli altri comuni non avevano fatto obiezioni. Io, comunque, vorrei verificare meglio prima di creare allarmi".
La perplessità ci ha in parte spiegato ciò che già avevamo notato con sorpresa: molti docenti, ai quali avevano chiesto un'opinione, non ne sapevano nulla. A scuola non se n'era parlato. Tutti convinti della deroga, proprio come il sindaco.
A questo punto abbiamo voluto verificare con chiarezza, accertando che nella relazione al Piano scolastico, inviata dalla Regione Basilicata alle redazioni dei giornali lucani, c'è scritto proprio così: "Poiché la scuola secondaria di I grado dell'Istituto Comprensivo di Rotondella risulta sottodimensionata, si ritiene opportuno accorpare l'Istituto con il Secondo Circolo di Policoro".
Lo abbiamo comunicato telefonicamente al sindaco, che intanto aveva provveduto a fare la stessa verifica. Tutto vero, purtroppo.
"Resto allibito - ha detto - in Provincia mi avevano dato il cento per cento di certezze per la soluzione del problema. Davvero non capisco cosa possa essere successo a Potenza. Esprimo il mio disappunto che sarà certamente condiviso anche a livello provinciale. Comunque non ci fermeremo, chiederò subito un'audizione nella Quarta Commissione del Consiglio Regionale. Noi, anche se non abbiamo i trecento iscritti, siamo stati parte di una Comunità Montana e quindi, secondo quanto ha dichiarato la stessa Mastrosimone, non dovremmo avere problemi. Ripeto, non so proprio cosa sia successo a Potenza".
E' la stessa domanda che a questo punto accende la curiosità di tutti. Cosa è accaduto a Potenza? Cosa è successo in quella riunione della Giunta Regionale, dove siede (a questo punto non sembra superfluo ricordarlo) anche un assessore di Rotondella, Rosa Gentile? Questioni politiche, rapporti di forza tra gli assessori? O un semplice errore? Si vedrà, nella speranza che le Commissioni Regionali mettano comunque le cose a posto.

Pino Suriano - estratto dell'articolo pubblicato sul Quotidiano della Basilicata il 12 gennaio 2011.
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Non si smette mai di ripartire

Ho deciso di ripartire. In questi mesi mi sono giunte numerose e-mail di persone di origini lucane, ma residenti in altre regioni.
Quasi tutte mi chiedono all'incirca la stessa cosa. "Ma perché il blog non riparte? Vogliamo leggere le tue notizie e i tuoi commenti. Da quando hai smesso di scrivere ci sentiamo più distanti dalla nostra terra".
Le loro "proteste" mi gratificano e mi chiamano in causa.
Io, che amo di più l'altro mio blog (www.pinosuriano.blogspot.com), ho deciso di ripartire ancora una volta.
Non si smette mai di ripartire, per fortuna.
Gli estratti dei miei articoli saranno pubblicati sempre dopo le ore 20 del giorno di pubblicazione, quando i "fuorisede" potranno comunque scaricare l'intero pdf del giornale sul sito www.ilquotidianodellabasilicata.it. Anzi, è la scelta che consiglio per chi non potesse acquistarlo nelle edicole lucane, dove è in vendita con Il Sole 24 Ore a soli 1,20 euro.
Da oggi, però, tutti i commenti saranno moderati. Nessuna censura alle idee, severe censure a offese e diffamazioni: non voglio più dare i miei spazi a chi non sa usarli.
Pubbico da subito il mio ultimo articolo sul Piano di Dimensionamento Scolastico approvato dalla Giunta Regionale. L'Istituto Comprensivo di Rotondella, se il Consiglio Regionale non metterà le cose a posto, potrebbe perdere l'autonomia. Sulla vicenda c'è un piccolo giallo: al sindaco avevano assicurato che la deroga all'autonomia sarebbe passata con facilità in Giunta. Le cose sono andate diversamente. Perché?
Buona lettura

Pino
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27 nov 2010

Di che colore è la Basilicata? Commento politico


Prima Pagina", trasmissione mattutina di Radio Tre. Negli studi c'è Aldo Cazzullo. L'editorialista del Corsera sfoglia i giornali. Tocca a lui, questa settimana, condurre la consueta rassegna stampa  della terza rete radio.
Tra le mani ha un articolo de La Stampa. Si parla delle regionali, in particolare di un sondaggio che avrebbe portato buonumore negli ambienti del Pd: ci sarebbero buone prospettive di successo nelle regioni in bilico, vittorie certe nelle cosiddette "regioni rosse". Nell'articolo queste ultime sono elencate: Emilia, Toscana, Marche, Umbria e ...Basilicata.  A un certo punto Cazzullo si ferma dubbioso: "Ah... Anche la Basilicata sarebbe tra le regioni rosse"...
E' appena un attimo, il tempo di un moto di stupore, forse un sorriso. Il giornalista non dice altro e va avanti nella lettura. Niente di più. Eppure quella battuta fugace, quella perplessità sussurrata esprimono in modo emblematico la difficoltà di inquadrare questa piccola e bizzarra regione nelle storiche categorie della politica.
"Basilicata regione rossa?" si chiede un perplesso Aldo Cazzullo. Sì, in un certo senso. Del resto, quale più di lei avrebbe diritto a questo nome, se ci si limitasse a considerare  l'esito delle elezioni regionali e provinciali degli ultimi quindici anni, dove le percentuali in favore del centrosinistra sono ben più convincenti rispetto a quelle di tante cosiddette regioni rosse.
Saremmo forse i più rossi d'Italia, se "regione rossa" non significasse anche altro: una storia, un retaggio culturale,  un cooperativismo pratico e solidale,  una fattività piccolo-imprenditoriale che poco hanno a che fare con il nostro famoso assistenzialismo.
Di questo "rosso positivo", da noi, non c'è certo abbondanza. Così come, d'altra parte, non c'è neppure grande traccia di quella cultura anticattolica ben radicati in certi contesti rossi. Qui, al contrario, le Chiese sono ancora piuttosto piene, i santuari di Viggiano e Anglona traboccano di gente nei giorni della festa, segno di un attaccamento alle radici cristiane, più o meno cosciente, che stenta a morire. C'è di più. Qui da noi  il "rosso", anche quello politico, ha avuto spesso a che fare proprio con tante concrete realtà parrocchiali, quando non ne è stato vera e propria espressione.
E' voto post democristiano il nostro, altro che voto rosso! Viene da pensare che quel voto poteva andare da un lato ed è finito all'altro, quasi per circostanze storiche fatali. Poi, negli anni, si è radicato e stabilizzato.
Forse è così. Alcuni politici lucani della ex Margherita, del resto,  mi hanno spesso candidamente confidato che potrebbero star bene anche dall'altra parte: "Perché no? Se la maggioranza fosse lì....".
Ma anche dall'altra parte del Pd, quella degli ex Ds, quella post comunista, il colore "rosso" non sembra abbondare.
Mi è venuto tra le mani, nei giorni scorsi, un articolo scritto per Il Quotidiano dal segretario Roberto Speranza ("Le ragioni per votare Pd senza turarsi il naso", 23 gennaio 2010). L'ho letto, riletto e rivoltato come un calzino, ma non  ho trovato nulla,  una parola, un rigo, un pensiero che potesse dirsi "di sinistra", non una virgola che non potesse sottoscrivere anche un qualsiasi segretario regionale del Pdl.
Dicono che un duro e puro di sinistra ancora c'è: Vincenzo Folino.  Forse è vero, il suo "brutto carattere" potrebbe esserne un buon indicatore di ciò.
L'ultima volta l'ho sentito parlare a Nova Siri, in un convegno sul turismo. Un minuto prima aveva parlato, con sincera tensione ideale, del valore della redistribuzione del reddito. Un minuto dopo si vantava di aver promosso, sulla costa metapontina, il modello di sviluppo turistico dei megavillaggi, senza pensare, forse, al fatto che quel modello ha sì distribuito reddito, ma tra cinque o sei famiglie al massimo. A Rimini, nella rossa Emilia Romagna, le cose funzionano in modo diverso: le risorse turistiche sono sfruttate e distribuite tra migliaia di piccoli albergatori (aziende familiari) che spesso si associano e cooperano. Insomma, più che tanto rosso, c’è tanta confusione, diciamo pure "commistione". C'è qualcuno che vuole provare a dirmi, una buona volta, di che colore è questa Basilicata?

22 apr 2010

Rosa Gentile assessore Regionale. La prima donna lucana in Giunta. La prima rotondellese in Regione dai tempi di Tonino Bianco

Rosa Gentile nuovo assessore alle Infrastrutture, Opere Pubbliche e Mobilità
Un profilo della compaesana Rosa Gentile, dal sito basilicatanet. Le auguriamo buon lavoro ricordandole che la sua presenza in Giunta è un orgoglio per una realtà territoriale che si sente spesso dimenticata. Con lei

ROSA GENTILE: E’ nata a Rotondella il 9 gennaio 1963. Iscritta all’albo dei Formatori della Regione Basilicata, insegna Informatica in alcuni corsi di formazione. Dal 1994 al 1995 ricopre la carica di vice presidente Confartigianato di Matera e dal ‘95 ad oggi di Presidente della stessa organizzazione. Nello stesso periodo è direttore tecnico di un Ente di Formazione.
Dal 1997 al 1999 diventa componente del Consiglio d’Amministrazione dell’ente bilaterale Ebab di Basilicata, dell’Interfidi della Camera di Commercio di Matera e presidente di Cofidartigiani.
In rappresentanza della regione Basilicata dal 1997 al 2000 è consigliere nazionale di Confartigianato e componente della commissione provinciale Inps di Matera.
Nel 2000 entra a far parte della Giunta nazionale “Donna Impresa”, carica che conserva ancora oggi.
Diversi gli incarichi in seno alla Camera di Commercio di Matera: da presidente provinciale e regionale del comitato per l’imprenditoria femminile a vice presidente dello stesso ente camerale, a componente del Direttivo e del Comitato di Presidenza di Unioncamere Basilicata.
Dal 2005 ad oggi è componente nazionale del Comitato di Parità del Ministero del Lavoro

Nel video suo intervento in Rai nella trasmissione Geo &Geo.

Il Comitato per l'Ordine e la Sicurezza vigila a Rotondella

Allarme cresciuto dopo i ripetuti furti notturni

ROTONDELLA – Allarme rosso a Rotondella. L’escalation di furti e atti teppistici susseguitisi nelle scorse settimane non può che destare timori e preoccupazioni nella comunità.

Prima il furto in un circolo ricreativo, nella notte del 26 febbraio, poi un'altra sortita notturna il 24 marzo, con furti in due circoli e un tentato furto in un tabacchi. Poi, nella notte dell’1 aprile, subito dopo le elezioni, un duro attacco al Comitato elettorale dell’Udc, con la rottura del vetro della porta della sezione e la foratura delle gomme dell’auto utilizzata dal comitato. Non è ipotizzabile, ma neppure da escludere, che la furia vandalica possa riconnettersi agli eventi di Nova Siri, dove il municipio è stato assediato da ignoti. Non è impensabile, del resto, che gli stessi “professionisti della distruzione” possano agire in luoghi diversi per conto di diversi committenti.

Insomma, ci sono tanti fatti che lasciano pensare e aprono il campo alle più svariate ipotesi. Ma, soprattutto, fanno perdere alla comunità e in particolare ai commercianti quel senso di sicurezza che si era consolidato negli ultimi anni dopo le brutte stagioni malavitose a cavallo tra gli anni ’80 e ’90.

In questo quadro cupo e non ancora codificato l’amministrazione comunale di Rotondella ha voluto dare un segnale di impegno e di presenza delle istituzioni. Il sindaco del comune jonico, con una nota spedita in data 7 aprile, aveva portato questi episodi all’attenzione del Prefetto di Matera, Giovanni Francesco Monteleone, in considerazione della loro intensità e frequenza, senza precedenti nelle vicende del territorio rotondellese.

Il sindaco, pur confidando nell'ottimo lavoro da sempre svolto dalle forze dell'ordine presenti in loco (Carabinieri e Polizia Locale) per identificare al più presto i responsabili ed assicurarli alla giustizia, aveva chiesto al Prefetto di Matera che quanto verificatosi a Rotondella nelle ultime settimane fosse portato all’attenzione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza, per la conseguente adozione delle giuste ed opportune azioni di contrasto.

E così è stato. La sua richiesta, prontamente accolta dal Prefetto, non è rimasta solo formale.

Il Prefetto, con i responsabili provinciali di tutti i comandi delle forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato), non solo ha rassicurato il sindaco Francomano in ordine all’espletamento delle indagini sui fatti denunciati, ma ha garantito allo stesso un maggiore controllo del territorio rotondellese, soprattutto negli orari notturni.

Francomano ha espresso ai presenti il proprio apprezzamento per quanto sarà fatto al fine di tutelare i cittadini e gli operatori economici del proprio Comune, “ai quali – ha scritto in una nota - va senz’altro rivolto un messaggio tranquillizzante non soltanto per la solidarietà loro dimostrata ma anche per la concreta attenzione che le Istituzioni statali sapranno mettere in atto”.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

Ponte fiume Sinni. Una storia infinita

Arrivano finalmente i 6 milioni attesi da anni, ma serviranno solo per il ponte

ROTONDELLA – E’ confortante registrare azioni positive per il territorio anche quando la campagna elettorale è ormai conclusa. E’ il caso del finanziamento del progetto esecutivo “Collegamento Rotondella – Sinnica, recupero della traversa S. Laura sul fiume Sinni”, per il quale la Giunta Regionale, su proposta del Presidente Vito De Filippo, ha stanziato l’altro ieri 6 milioni di euro a valere sulle risorse dell’Asse VI del Por Basilicata 2000-2006. Si tratta del consolidamento del cosiddetto Ponte Sinni, che collega Rotondella alla nota arteria ss. 653 Sinnica.

Chi conosce la vicenda, però, sa bene che non si tratta proprio di un regalo. “Riparazione”, forse, è il termine più adatto. I fondi per quell’opera, infatti, esistevano già da tempo, anche in misura maggiore. La burocrazia e forse qualche interesse divergente, poi, li hanno spostati altrove. Come? Non è una storia breve, né lineare. Come tutte quelle in cui le trame delle responsabilità e degli errori (che certamente ci sono stati) tendono a disperdersi.

Rotondella ottiene il finanziamento nel 2002. E’ Mario Cucari, allora sindaco di Rotondella, a darsi da fare in Regione per “agguantare” quei fondi. In paese, però, si discute subito sul perché debbano essere utilizzati per collegare il centro collinare con la Sinnica e non con la ss 106, strada immensamente più importante e frequentata dalla popolazione locale. Qualcuno vocifera di interessi legati ai costi (elevatissimi) di progettazione dell’opera. Ma rimangono voci.

Passano gli anni ma nulla si muove. I soldi ci sono e l’opera deve essere cantierizzata entro il dicembre 2005. Ma i tempi slittano per passaggi burocratici tra Provincia (che deve realizzare l’opera) e Regione (che l’ha finanziata).

Tutto è ancora fermo, quando arriva una notizia che ha dell’incredibile: quei fondi non ammontano a 7,2 milioni di euro, ma solo a 6 milioni. Perché? Ci sarebbe stato un mero errore di calcolo della delibera di giunta regionale!

A questo punto si mobilitano a Rotondella anche quattro associazioni, che firmano una petizione per chiedere il ripristino dell’intero finanziamento e l’uso di parte dei fondi per le tortuose curve del centro collinare e non solo per “l’inutile” Traversa Sinni.

Fa lo stesso, nel settembre 2007, il comune di Rotondella, con una delibera di consiglio. Ma la risposta della Provincia è perentoria. L’allora assessore Giuseppe D’Alessandro chiarisce che con quella somma non si può fare altro e contrattacca: “Simili iniziative (la delibera di consiglio, ndr.) intralciano l’attività amministrativa, creano confusione progettuale e ci allontanano dal perseguire gli obiettivi”.

La comunità si rassegna. Ma il peggio deve ancora arrivare. Se ne ha sentore nel dicembre 2009, quando la Provincia di Matera pubblica l’elenco degli interventi stradali prioritari da realizzare: l’intervento in questione non compare tra questi. I tempi di realizzazione del finanziamento sono scaduti. Il sindaco Francomano allora prende carta e penna ed esprime il suo rammarico al Presidente della Provincia Franco Stella.

La Provincia, però, a questo punto non può fare molto. Solo la Regione può rifinanziare l’opera. E così accade. La notizia è dell’altro ieri. L’opera si farà, con un progetto di recupero della traversa. “E’ un atto – scrive il sindaco Francomano in una nota - che rende giustizia alle aspettative della collettività rotondellese e degli operatori agricoli e commerciali”.

Non del tutto, viene da dire. Anzitutto perché non torneranno i 7,2 milioni iniziali, ma solo 6 milioni. E poi perché, alla fine, si tratterà soltanto di un recupero della Traversa Sinni. Rotondella rimarrà ancora lontana dal sogno di un vitale avvicinamento alla ss 106, e il treno dei 6 milioni, intanto, sarà già passato.

La saggezza popolare suggerisce comunque di accontentarsi: “meglio poco e male che nulla proprio”. Adesso quei soldi ci sono, e noi seguiremo con attenzione come, dove e quando saranno spesi.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

Udc. Nuovi ingressi eccellenti a Rotondella

Marranchelli, Bianco e Dimatteo nel partito di Casini

ROTONDELLA - Sabato scorso a Rotondella c’è stato un incontro elettorale con il commissario provinciale Udc Vincenzo Ruggiero, candidato per le prossime regionali.
Accanto a lui c'erano tre persone che difficilmente, non più di un mese fa, avremmo potuto immaginare a quel tavolo. E invece erano lì: Rudy Marranchelli, Tina Bianco e Antonio Dimatteo. Non certo gli ultimi arrivati, a dispetto della giovane età, tutti eletti almeno due volte in consiglio comunale, tutti con incarichi di rilievo alle spalle.
Marranchelli è stato per anni assessore alla Comunità Montana Basso Sinni, guidata proprio da Ruggiero. La Bianco, già vice sindaco nella prima giunta di Vito Agresti, si è affermata per ben due tornate come la candidata più votata del comune.
Dimatteo, assessore prima con Mario Cucari e poi con Vito Agresti, arriva invece da una buona affermazione elettorale, pur senza l'elezione, alle ultime provinciali con la Lista Stella.
S
i comprende bene, alla luce di questi dati, perché l’adesione dei tre al partito di Casini rappresenti una novità di rilievo nel panorama politico locale. E non solo in vista dell'imminente tornata elettorale delle regionali.

Il partito di Casini si accredita sempre più come catalizzatore di forze giovani sul territorio. Dopo l'ingresso del novasirese Vincenzo Laddomata nel Comitato Regionale del partito, l'Udc incassa ora queste adesioni “eccellenti”. Si uniscono così tre figure politiche locali di un certo peso, che mai si erano trovate “sotto lo stesso simbolo” e si garantisce un bacino elettorale interessante a un partito che a Rotondella era esistito quasi solo nominalmente, pur catalizzando sempre un discreto numero di consensi.

Le conseguenze, che di certo ci saranno, non dovrebbero essere però così drastiche come qualcuno aveva ipotizzato. E non dovrebbero toccare nell’immediato le posizioni in consiglio comunale. Due dei nuovi aderenti (Marranchelli e Bianco) sono infatti consiglieri comunali di minoranza. Si era perciò diffusa la voce della costituzione di un gruppo consiliare autonomo e alternativo a quello di opposizione capeggiato da Vito Agresti. E qualcuno aveva anche ipotizzato un possibile avvicinamento dei due consiglieri alla maggioranza di centrosinistra, guidata dal sindaco Vincenzo Francomano.

Non sarà così. E' giunta a chiarirlo, perentoriamente, una dichiarazione spontanea dei due, che nell’ultimo consiglio comunale hanno voluto separare la nuova scelta politica dall'adesione al gruppo unico di opposizione in consiglio, che rimane confermata. Fedeltà, dunque, alla linea di opposizione di Vito Agresti. Anche se, già nel consiglio di ieri, su un punto all'odg (la chiusura della Multiservizi) i due consiglieri hanno preferito astenersi, diversamente dal sindaco, che ha espresso, invece, voto contrario.

Le ragioni di questo passaggio? Le abbiamo chieste a Rudy Marranchelli. Dalle parole del 30enne consigliere emerge la delusione nei confronti di un partito, il Pdl, che non avrebbe mantenuto le sue promesse. " Doveva essere il partito del popolo, e invece è diventato il partito dei potentati. L'esclusione di Dilorenzo dalle liste regionali è il segno tangibile di questo tradimento delle origini, così come lo era stata, in Puglia, l'esclusione di Vernola alle ultime europee. L’adesione alla proposta di Ruggiero, inoltinPre, va vista anche in funzione della positiva esperienza amministrativa nella Comunità Montana Basso Sinni, alla quale ho preso parte. Il nostro percorso si è caratterizzato per una politica del fare che vorremmo ora esportare anche nel governo regionale”.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata


Ladri di locali ancora in azione a Rotondella

ROTONDELLA – Di nuovo in azione i “ladri dei locali”. Neppure un mese fa il Circolo Mcl Rinascita era stato preso di mira da ignoti, che avevano forzato e prelevato denaro dalle macchinette per scommesse, dopo aver forzato la porta d’ingresso. Accadde precisamente la notte del 16 febbraio, con un danno economico denunciato dal gestore per circa 4 mila euro.

Il fatto strano è che nella notte tra martedì e mercoledì è riaccaduta la stessa cosa. Esattamente nello stesso locale, sempre con l’assalto alle slot machine. Questa volta, però, i malviventi non si sono accontentati di un solo esercizio, ma ne hanno presi di mira altri due. Si tratta, rispettivamente, di un pub in corso Garibaldi e di una tabaccheria in piazza Alighieri, nei pressi della Chiesa Madre.

Furto riuscito nel pub di proprietà di Giuliana Castronuovo, dove i malviventi avrebbero sottratto anche contanti dalla cassa. Furto solo tentato alla tabaccheria di Carmine Falcone, dove, per fortuna, non sono riusciti ad entrare.

La vicenda, se letta in correlazione con quella delle scorse settimane, crea preoccupazioni per l'insorgere di una nuova delinquenza locale. C'è da augurarsi che non si tratti di nuove sacche di delinquenza giovanile, spesso indotte a simili atti dall'esigenza di contanti per l'acquisto della droga. Il paese, purtroppo, tra gli anni ’80 e gli anni ’90 aveva conosciuto una particolare esplosione di pratiche criminali, anche in relazione alla presenza di delinquenza organizzata in altri comuni del territorio. Negli ultimi anni, per fortuna, il fenomeno si era ridotto a singoli episodi. Questo “uno-due” a distanza di pochi giorni, però, adesso lascia pensare.

Pino Suriano - scritto per Il Quotidiano della Basilicata

9 apr 2010

Udc Rotondella. Atti vandalici alla sede

ROTONDELLA - Il primo episodio, in piena campagna elettorale, era sembrato una ragazzata. Qualcuno aveva forzato la porta della sezione Udc di Rotondella e aveva disperso per strada il materiale elettorale a sostegno della candidatura di Vincenzo Ruggiero.
Dopo, ieri, però, quell'episodio in apparenza banale acquista una nuova e più drammatica luce.
Nella notte del 1 aprile, infatti, qualcuno è tornato ad agire. Sempre con violenza, sempre nei confronti dell'
Udc, con la rottura del vetro della porta del comitato e la foratura dell'auto utilizzata a sostegno della candidatura di Ruggiero.
Pensare ancora a una ragazzata, a questo punto, diventa piuttosto difficile. E il tutto si configura, verosimilmente, come un vero e proprio attacco intimidatorio di matrice politica.
Si tratta di vicende che mai, negli ultimi anni, erano accadute a
Rotondella. La cosa desta preoccupazione e non poche domande sull'obiettivo toccato, quell'Udc da poco approdato aRotondella, che con le adesioni "eccellenti" di Antonio Dimatteo, Rudy Marranchelli e Tina Bianco era subito diventato una forza sul territorio, come dimostrato dal recente successo elettorale di Ruggiero, candidato più suffragato nel centro jonico per numero di preferenze.
A dare la notizia è stato proprio Antonio Dimatteo, ex assessore comunale, prima vicino alla Margherita e poi, negli ultimi mesi, all'Idv, prima del recente approdo al partito di Casini.
"Questi comportamenti - ha reagito Dimatteo - non scoraggeranno l'attività politica ed il percorso intrapreso con la cittadinanza e si tramuteranno in azioni ancora più incisive e concrete sul nostro territorio".
Al Comitato
Udc, nel pomeriggio di ieri, sono giunti anche gli attestati di solidarietà del sindaco diRotondella, Vincenzo Francomano, e del Presidente del Consiglio Comunale, Antonio Divincenzo.
Cosa succede a
Rotondella? Provare a comprenderlo, a questo punto, diventa drammaticamente urgente.

Pino Suriano - Il Quotidiano della Basilicata

Caso Falcone: è tutto da rifare. L'accusa presenta l'appello

ROTONDELLA - La notizia che non avremmo mai voluto sentire, purtroppo, è arrivata: il Calvario di Angelo Falcone non è finito. Anzi, si può ben dire che sta per ricominciare.
La pubblica accusa indiana ieri mattina ha presentato appello contro la sentenza che nel dicembre scorso aveva assolto Angelo
Falcone, 30enne di origini lucane, accusato nel 2007 di possesso e spaccio di sostanze insieme all'amico piacentino Simone Nobili.
Questo, purtroppo, implica tante cose. Anzitutto il fatto che Angelo e Simone non potranno lasciare l'India. I due, da tempo in attesa del passaporto per il rientro in Italia, difficilmente potranno riaverlo, a questo punto. La loro permanenza in India da uomini "liberi a metà" (perché non liberi di tornare a casa) è destinata a durare ancora.
Ma, soprattutto, i due italiani dovranno affrontare un nuovo processo di cui, a questo punto, diventa difficile prevedere l'esito.
Nell'assoluzione della Corte di Shimla, che aveva scagionato i due per vizi di procedura legati all'arresto del 9 marzo 2007, molti avevano visto una soluzione quasi "diplomatica" per un caso divenuto ormai di interesse internazionale, con gli italiani che avevano accusato di estorsione e falso la polizia indiana.
Non sarà così. La pubblica accusa non ha voluto cedere ed è andata al contrattacco.
Adesso la palla passa all'Alta Corte di Nuova Dehli, la capitale indiana. Si tratta del terzo tribunale indiano che si occuperà del caso dei due indiani, dopo un primo, che nell'agosto 2008 li aveva condannati a dieci anni, e un secondo che li aveva assolti nel dicembre 2009.
La brutta notizia è arrivata a Rotondella, in casa
Falcone, alle 13.
Giovanni
Falcone si stava preparando a pranzare quando il telefono ha cominciato a squillare. Già da qualche giorno sentiva in corpo in ansia, uno strano presentimento, legato alle difficoltà incontrate da Angelo per ottenere il passaporto.
A confermare i suoi timori, dall'altro capo della cornetta, è stata una funzionaria del Ministero degli Affari Esteri. "Signor
Falcone, devo darle una brutta notizia: l'accusa ha presentato appello contro la sentenza di assoluzione di suo figlio".
E' bastato per fargli perdere l'appetito e spingerlo a contattare subito suo figlio.
Angelo aveva già saputo. "Papà me l'aspettavo. Questi non vogliono cedere". A tenere il giovane in allerta, lontano dai facili ottimismi, era stata la conoscenza di simili casi precedentementi accaduti.
Il giovane, in giro da quattro mesi per l'India, era a Mandi (città dell'Himacal Pradesh in cui fu arrestato) per il disbrigo di alcune pratiche legate alla richiesta del passaporto. Adesso dovrà tornare di corsa nella capitale. Lo attenderà l'ennesimo duro processo.
Questa volta, per fortuna, non in carcere, ma pur sempre in uno stato straniero, con costi certamente molto elevati di vitto, alloggio e spese legali.
"Speriamo - si augura Giovanni
Falcone -che almeno adesso l'Ambasciata ci aiuti in questa situazione economica difficile da affrontare".
Dal padre di Angelo arrivano anche parole dure nei confronti dello Stato italiano. "In questa vicenda è stato assente. Questi ragazzi andavano aiutati subito, già nel 2007, quando li hanno arrestati costringendoli a firmare una confessione in lingua straniera, di cui non conoscevano il significato. Bisognava interessare subito le istituzioni sovranazionali, quali l'Onu, e intervenire con forza contro questa violazione dei diritti umani. Adesso ci aspetta un nuovo processo, con esiti imprevedibili e spese astronomiche.
Abbiamo perso la fiducia in tutto e in tutti". Sono parole amare quelle di Giovanni
Falcone. Le parole di un padre che si sente abbandonato.

Pino Suriano - Il Quotidiano della Basilicata

23 mar 2010

Abdulmecit Elcik, il primo curdo di Rotondella diventato cittadino italiano

Ieri in consiglio comunale il giuramento sulla Costituzione.

ROTONDELLA – Quando, nel 2001, i curdi arrivarono a Rotondella, non mancò tra gli abitanti del posto una vena di scetticismo e di timore. Il solo nome “rifugiati politici” bastava ad incuterla. Chi erano veramente? Che passato avevano? Per quanto tempo sarebbero rimasti? Tutte domande comprensibili, per una comunità di poche migliaia di abitanti che si apprestava ad ospitare improvvisamente circa 40 cittadini stranieri di etnia curda, vessati dall’oppressione del regime iracheno e del governo turco.

Il loro arrivo era l’esito del Progetto Ministeriale Pilot per l’accoglienza di rifugiati politici, per mezzo del quale lo stato italiano si impegnava a offrire sostegno economico e abitazioni a questi rifugiati, per un breve periodo di tempo, nella speranza di una loro graduale integrazione.

Dopo i primi mesi di assistenza, però, i curdi hanno dovuto fare da soli. Cercando case in affitto e lavori umili, per provare a sbarcare il lunario, spesso con famiglie numerose e in un territorio non certo ricco di opportunità.

Qualcuno di loro, con dispiacere, è andato via, in Germania o nel Nord Italia. Qualcun altro, invece, ce l’ha fatta. E’ il caso di Abdulmecit Elcik. Sarà lui, oggi pomeriggio, il primo di quei curdi a prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica, il primo di loro a ricevere la cittadinanza italiana.

Accadrà poco prima del consiglio comunale in programma. Abdulmecit Elcik, per la verità, può dirsi cittadino italiano sin dal 2 febbraio 2010, giorno in cui è stato varato per lui il decreto di concessione della cittadinanza a firma del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Si spera che Alcik possa essere solo il primo di una lunga serie. L’evento ha un alto valore simbolico. E non solo per la comunità curda, ma anche per quella di Rotondella, alla quale va riconosciuta una rara capacità di accoglienza.

Sarebbe ipocrita non ricordare i numerosi problemi che, negli anni, hanno caratterizzato questo processo, dalle “pretese” di assistenza dei curdi anche quando i fondi del Progetto Pilot erano terminati, ad alcune, pur sporadiche, vicende di litigi con abitanti del posto. E’ bello, però, poter incontrare per le strade di Rotondella ragazzi che parlano un perfetto italiano, studiano con gli italiani, si coinvolgono nelle attività sportive e associazionistiche del territorio. E’ bello accorgersi della diversa etnia solo dal suono del loro nome, perché, per il resto, sono esattamente come gli altri. Ed è bello, infine, vedere come molti di loro si sono legati alla chiesa locale, sempre molto vicina alle loro esigenze, in particolare nella persona del parroco don Mario Lutrelli. La cittadinanza di Elcik, domani, sarà come il traguardo di questo lungo cammino.

Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata

Aziende lucane alla Fiera “Euro&Med" di Foggia

Non mancherà un'azienda di Rotondella (Carlo Suriano) alla Fiera “Euro&Med', in programma a Foggia dal 25 al 28 marzo prossimo.
Sarà certamente un'ottima pubblicità per tutto il territorio.
Qui la nota sull'evento dal sito di Millemedia.