7 lug 2008

Corso Garibaldi: conclusi i lavori del primo lotto

Forse entro ottobre la conclusione definitiva con illuminazione e arredo urbano


ROTONDELLA – Corso Garibaldi: il primo lotto di lavori è concluso. Già da qualche giorno è scomparso dalla strada il semaforo mobile che regolava il traffico per evitare l’incontro di due autoveicoli. Ora le auto possono transitare liberamente. Diverso il caso dei pedoni, che dovranno attendere almeno la metà di ottobre per una gradevole passeggiata sul corso. Terminato il primo lotto, infatti, è ora in fase conclusiva il progetto per il secondo e terzo lotto (le due fasi saranno espletate contemporaneamente), che dovrebbe essere approvato in giunta già nella prossima settimana. Poi il via alla gara d’appalto, a cui le ditte dovranno rispondere dopo circa 20 giorni dalla data di pubblicazione. Poi il via ai lavori, che, a differenza di quelli precedenti, dovrebbero svolgersi in un arco di tempo ristretto, uno o al massimo due mesi.

La fase strutturale, quella più difficoltosa, è infatti conclusa. Adesso si tratta solo di rifinire il tutto con pavimentazione, arredo urbano, alberi e illuminazione. Non è irragionevole, perciò, una previsione di riapertura per il mese di ottobre. Salvo imprevisti e ritardi, come quelli che hanno già ostacolato la conclusione del primo lotto.

Ed è un vero peccato, perché queste remore hanno evitato la possibile apertura nei mesi estivi, quelli in cui il centro jonico si popola e si promuove turisticamente. Non ci sarà neppure l’apertura temporanea, che qualcuno aveva ipotizzato almeno per l’estate, sebbene i lavori non siano conclusi. L’ipotesi, fanno sapere dall’amministrazione comunale, non può essere presa in esame per diversi motivi. Anzitutto perché i lavori, formalmente, non sono stati ancora consegnati dalla ditta; e poi per la vigenza di una serie di normative di sicurezza. Rotondella, insomma, passerà l’estate senza il corso.

All’inizio dell’autunno, però, potrebbe ritrovarne uno più largo e bello. Forse con qualche novità anche rispetto a quanto previsto nel progetto iniziale. Oltre alla costruzione di una piccola gradinata per collegare il corso con la strada sottostante (viale Europa), si sta pensando di creare una piccola area di passeggio anche nello sbalzo immediatamente sottostante, realizzando una sorta di “corso a due piani”. Quest’ultima idea, però, è ancora da verificare per questioni di budget. Tra le ipotesi, infine, c’è quella di pavimentare anche il tratto di strada riservato ai parcheggi. Perché? “Per avvantaggiarci quando vieteremo la sosta in quell’area, magari durante feste o eventi particolari – spiega l’assessore al Bilancio Francesco Dilorenzo - Sarà la passeggiata, in quelle occasioni, a diventare più larga e comoda, non la strada asfaltata”.

Sarebbe sbloccata definitivamente anche la questione dei finanziamenti per secondo e terzo lotto, già approvati nell’ambito del Pit metapontino, ma non ancora trasferiti nelle casse del comune. Per affrettare la conclusione dei lavori, l’amministrazione ha infatti anticipato dalle sue casse la somma di 360 mila utile per le ultime due fasi. “Abbiamo verificato la disponibilità delle casse comunali – ha spiegato Dilorenzo – e abbiamo pensato di anticipare. Non potevamo attendere il trasferimento dei fondi Pit, la riapertura del corso è fondamentale per la vita della comunità”.

4 lug 2008

Doping e integratori: tra rischi reali e luoghi comuni

Esperti a confronto in un seminario dell'Us Acli a Nova Siri

NOVA SIRI – Doping e integratori per lo sport: la patria dei luoghi comuni e della disinformazione. Un vero e proprio campo minato, in cui tengono banco i consigli interessati della pubblicità e di preparatori senza scrupoli, ma quasi mai i rilievi della scienza e gli allarmi di tanti ricercatori. I quali, naturalmente, non sono infallibili e difendono spesso “scuole di pensiero” più che dati scientifici, ma tante volte hanno il merito di predicare la giusta prudenza in campi inesplorati. I danni derivanti da questa scarsa informazione? Tanti e gravissimi. Non solo (è questo il dato più eclatante) nell’ambito dello sport professionistico, ma anche nella vita di tanti che praticano lo sport solo per hobby, primi tra tutti i frequentatori di palestre, spesso minorenni desiderosi di migliorare solamente le prestazioni o l’estetica del proprio fisico. Il problema del doping, perciò, ha una dimensione sociale, prima ancora che sportiva.
Questo e tanto altro è emerso nell’ambito del Seminario di Formazione sulla prevenzione del doping, promosso dall’Us Acli in collaborazione con la Commissione Antidoping del Ministero della Salute. Una tappa importante del percorso ha avuto luogo giovedì sera a Nova Siri, presso la sala convegni del villaggio “Giardini d’Oriente”.
Hanno aperto l’incontro i saluti di Vincenzo Casati, della presidenza nazionale Us Acli; Francesco Nola, vice presidente regionale Us Acli; e Rosanna Favale, rappresentante del comune di Nova Siri. Poi le tre relazioni. La prima, sui Rischi cardiovascolari del doping, è stata tenuta dal dottor Vincenzo Santomauro, dell’ambulatorio di cardiologia dello sport “Check-up” di Salerno. Al centro del suo intervento gli anabolizzanti, tra le sostanze dopanti più in voga. Gli anabolizzanti sono spesso utilizzati con facilità in diversi ambienti, ma quasi mai dopo un’attenta conoscenza dei possibili rischi, come cardiopatia ipertrofica e aritmie, che possono generare addirittura la morte improvvisa dell’atleta, spesso sui campi da gioco, come è già accaduto in più di una occasione. Non mancano altri rischi meno terribili, ma ugualmente drammatici, come quelli della “mascolinizzazione”, a cui sono andate incontro numerose atlete nel tentativo di “pareggiare” il potenziale fisico degli uomini, assumendo sostanze presenti solo nell’organismo maschile.
Dopo di lui ha preso la parola il professor Nicolantonio D’Orazio, docente di Scienze dell’Alimentazione all’Università degli Studi di Chieti. Il professore ha subito sfatato un luogo comune molto in voga: l’effettiva necessità di integratori. Secondo il suo parere, tutto ciò che gli integratori riescono a dare è contenuto in alimenti reperibili in natura, di quelli che già mangiamo. La via più intelligente, perciò, sarebbe quella di analizzare prima lo stato nutrizionale dell’atleta, le sue carenze, e poi proporre una ipotesi di dieta, integrando con alimenti semplici sulla base delle necessità alimentari dell’organismo e non con vitamine assegnate senza criterio.
Insomma, il consiglio è chiaro: diffidare di medici e preparatori che prescrivono vitamine in continuità! Ha chiuso l’incontro Massimo De Girolamo, responsabile nazionale Us Acli in Commissione Sport e Salute, che ha sottolineato gli aspetti essenziali dell’attuale legge antidoping.
Pino Suriano - www.ilquotidianodellabasilicata.it

Rotondella capitale dell'albicocca

Al via sabato 5 la XII edizione dell'evento
ROTONDELLA – La legge di marketing è confermata: dove c’è continuità non manca il successo. La sagra dell’albicocca, giunta ormai alla XII edizione, ne è un esempio lampante. Pochi, alla metà degli anni ’90, avranno immaginato una durata e una crescita tale per l’evento, che partiva allora nel tentativo di associare il territorio al suo frutto prodotto in maggiori quantità. Si cominciò con le degustazioni: le persone arrivavano e andavano via con casse di albicocche, non molto di più. Mano mano, negli anni, l’evento fu reso più completo e si presentarono prodotti sempre più gradevoli e sfiziosi (marmellate all’albicocca, gelati all’albicocca, liquori all’albicocca). Poi venne il gemellaggio con il comune di Casalfiumanese, un comune emiliano con una tradizione di sagre dell’albicocca molto più lunga. Si pensò anche all’arricchimento del momento con incontri scientifici e di marketing sulla produzione e la vendita del prodotto. In questo contesto il comune divenne anche fondatore dell’Associazione Nazionale Città della Frutta. E poi le presenze, sempre in crescita nel corso degli anni.
Insomma, la sagra dell’albicocca ha una sua piccola storia. Ed oggi può considerarsi l’evento di maggior richiamo del Balcone dello Jonio. Una festa sempre diversa, nelle forme e nei luoghi, ma sempre viva e partecipata.
Gran parte del merito, oltre che alle amministrazioni comunali, va riconosciuto ai tanti operatori agricoli del territorio, capaci di abbracciare l’evento con entusiasmo e una grande capacità creativa. Arrivano con stand accurati e offrono prodotti di qualità in confezioni e formati quasi “artistici”. Si vede subito, insomma, che la loro cura è anzitutto frutto di una passione per quello che si fa. Ed è questo, in fondo, che garantisce la qualità dei prodotti. Agli operatori agricoli si sono associati, negli anni, anche tanti commercianti, che hanno proposto stand di degustazione di altri prodotti locali (pastizz, frizzuli, etc.).
Quest’anno, inoltre, l’evento è associato all’ inaugurazione di una novità, la Sala dell’Agroalimentare e della Cultura Locale denominata “Il Paniere dei Sapori e dei Sapori”, cofinanziata dal Gal Cosvel Srl. Si tratta, in pratica, di una sala situata all’ingresso del municipio, arredata con vetrine ricche di prodotti agroalimentari e informativi, uno spazio fisico fruibile da tutti gli operatori per promuovere i prodotti locali.
Anche quest’anno, infine, ci sarà spazio per un dibattito scientifico, in programma per il 5 luglio alle 17.30. Di grande interesse le relazioni di Carlo Mennone, Aasd Pantanello Alsia; su “Le Innovazioni del XIV Congresso Internazionale sull’albicocco”; di Salvatore Martelli del Distretto Agroalimentare su “Disciplinare di Produzione Intergata, albicocco e marchi di qualità”; di Prospero Gioia di Apofruit sul “Biologico”. Saluti iniziali del sindaco Vito Agresti, dell’assessore allo Sviluppo Rurale Angelo Agresti e dell’assessore allo Sviluppo Rurale Comunità Montana Basso Sinni Rudy Marranchelli, conclusioni dell’assessore regionale all’agricoltura Roberto Falotico.
Non mancheranno, naturalmente, gli altri momenti tradizionali della sagra. In programma per il 5 luglio, alle 16,30, l’apertura della mostra pomologica. Alle 20, 30 dispensa gratuita delle albicocche e apertura degli stands di degustazione con spettacolo musicale del gruppo Polvere di Stelle. Per il 6 luglio, dopo l’inaugurazione della sala dell’agroalimentare, in programma lo spettacolo musicale del gruppo “Orchestra di Mare”.

Si può fare.. anche senza il nucleare

Arriva in mostra a Rotondella l'auto a idrogeno del fisico Conenna

ROTONDELLA – Un’automobile alimentata a idrogeno al 100%? Un’abitazione che soddisfa allo stesso modo i suoi bisogni energetici? Sembrano immagini proiettate in un futuro lontano, quasi di fantascienza. Eppure queste cose esistono già. E neppure troppo lontano da noi.
Per conoscere meglio il promettente mondo dell’idrogeno, questa estate, non bisognerà andare chissà dove. Basterà un giro a Rotondella, dove il fisico Nicola Conenna traslocherà il suo impianto sperimentale, montato in piazza della Repubblica dalla prima domenica di luglio fino alla fine del mese di agosto. Una Fiat Multipla e una piccola “casetta”, a quanto pare, saranno “messe in moto” davanti a tutti a scopo dimostrativo.
L’iniziativa, proposta dall’associazione antinucleare No Scorie e subito valorizzata dall’amministrazione comunale di Rotondella, ha innanzitutto un valore simbolico. Non per caso si svolgerà a Rotondella, sede del centro Enea e dell’impianto Itrec, in concomitanza con la Sagra dell’Albicocca, anche quest’anno ricca di momenti interessanti sul piano scientifico. L’evento, inoltre, sarà anche una vetrina per rilanciare l’ipotesi di una facoltà universitaria presso il centro Enea della Trisaia, già caldeggiata negli anni scorsi da No Scorie.
“Vogliamo dimostrare – ha spiegato Felice Santarcangelo di No Scorie - che un’alternativa energetica è possibile e concreta. La Basilicata del nucleare e del petrolio deve aprire gli occhi di fronte a questo dato di fatto”.
L’innovativo impianto che sarà a Rotondella non arriva da troppo lontano, ma da Monopoli, in provincia di Bari. E’ qui che il fisico Conenna ha dato vita, nel settembre 2006, all’Università dell’Idrogeno. Un istituto no profit finanziato con fondi privati, in cui si studia la possibilità del passaggio da un sistema energetico basato sui combustibili fossili ad uno fondato su fonti rinnovabili. E’ qui che si impegnano tanti giovani studiosi in uno stile di ricerca libero dai gangli dell’Accademia, ma non meno attivo e produttivo.
Ha scommesso sull’iniziativa anche il cavaliere Antonio Muolo, figura storica della politica democristiana e dell’economia pugliese, che ha aperto le porte del suo mega villaggio Cala Corvino, sede stabile del centro di ricerca. Ma Muolo non è il solo ad aver preso sul serio le intuizioni di Conenna.
Anche l’astronauta italiano Umberto Guidoni, già a bordo del Columbia e dello Shuttle, ha voluto sponsorizzare l’iniziativa provando, tra i primi, la Multipla che sarà a Rotondella. Il 22 giugno 2007, inoltre, è arrivato a Monopoli, per una visita al centro, addirittura Jeremy Rifkin. Il nome dice poco ai “profani”, ma significa tanto per gli esperti e gli appassionati di economia globale. Si tratta, infatti, del padre della cosiddetta “Economia dell’idrogeno”, di cui ha raccontato le prospettive nell’ omonimo capolavoro internazionale del 2002, tradotto in più di trenta lingue. Rifkin delinea i contorni di una nuova economia dominata dall’idrogeno, che trasformerà profondamente la natura del nostro mercato, le istituzioni politiche e sociali, proprio come il carbone e l’acciaio fecero agli inizi dell’era industriale. E data la qualità delle argomentazioni, più di qualcuno è stato costretto a prenderlo sul serio. Anche dall’interno dell’Università e delle istituzioni. l’evento di Rotondella sarà sfruttato per rilanciare l’ipotesi di una facoltà universitaria presso il centro Enea della Trisaia.

La casa di riposo riparte dopo la ristrutturazione

Si è aggiudicata l'immobile dell'ex carcere la società Sigest

ROTONDELLA - Che ne sarà della ex casa di riposo di Rotondella? Da quando la cooperativa Spes et Bonum ha chiuso i battenti in debito con il comune, la struttura, situata nei locali dell’ex carcere, non ha più ripreso a funzionare.
Sulle colonne del Quotidiano avevamo anticipato, non meno di un anno fa, l’interessamento di una società di Policoro, la Sigest srl. E in effetti la cosa è andata avanti. Proprio la Sigest si è aggiudicata la gara di appalto per la gestione del centro: dovrà corrispondere al comune una quota mensile di 870 euro per l’uso dell’immobile.
Quasi tutto pronto, dunque. Ma allora, perché l’attività non è ripartita? Il mancato avvio, stando alle dichiarazioni del sindaco Vito Agresti, sarebbe da attribuire all’attuale stato di fatiscenza dell’immobile. Una serie di aspetti, infatti, lo rendono ancoro poco agevole, o quanto meno poco idoneo a quel tipo di uso.
Prima di consegnarlo al nuovo gestore, perciò, il comune dovrà operare una serie di interventi a proprie spese. Il primo riguarda l’eliminazione di alcune infiltrazione d’acqua, che da tempo indeboliscono la struttura. Poi bisognerà costruire una tettoia e, infine, abbattere parte del vecchio muro carcerario per conferire al luogo un aspetto più consono al nuovo uso. Si tratta di lavori che richiedono non meno di 100 mila euro, ma che il sindaco promette di realizzare al più presto. Ci si augura, perciò, che il comune possa affrettare gli interventi e garantire la possibilità del servizio.
Proprio nel campo dell’assistenza anziani, peraltro, si registra sul territorio una forte esigenza di servizi, spesso esaudita da badanti non professionalizzate proprio per mancanza di alternative. Dalla nuova gestione, perciò, ci si attende anche un nuovo slancio dal punto di vista della qualità del servizio. E già tante premesse lasciano intendere che non sarà un semplice “parcheggio per anziani”, ma un luogo in cui strutture tecnologiche e personale medico e paramedico qualificato potranno offrire un valore aggiunto a un servizio già fondamentale.
di Pino Suriano - www.ilquotidianodellabasilicata.it

23 giu 2008

Energia solare: i pannelli non funzionano

Secondo la ditta dell'impianto sarebbe un problema di manutenzione

ROTONDELLA - Rotondella non ha aspettato molto per sposare la “novità” dell'energia solare. Già prima del 2003, quando ancora amministrava Mario Cucari, investì nel settore una somma rilevante. Tanti pannelli furono installati sui lampioni in varie zone del territorio: all'incrocio del rione Mortella, presso le case popolari di viale Europa, presso i campi sportivi in zona Genovese, etc. L'investimento sembrò convincente. Il comune avrebbe illuminato zone importanti senza spese energetiche aggiuntive. Non molto tempo dopo, però, qualche residente di quelle zone cominciò a lamentarsi. I lampioni, dotati di meccanismi non troppo estetici, funzionavano a intermittenza nell'arco della giornata o, addirittura, non si attivavano proprio. Insomma, il risparmio c'era, ma di fatto mancava il servizio. Come mai? Sulle cause non c'è sempre stata chiarezza. Si è parlato di disfunzioni legate allo specifico impianto, o di problemi legati alla stessa tecnologia, che in assenza di giornate di sole non avrebbe garantito un pieno funzionamento. Oggi sembra chiaro, invece, che i problemi sono legati alla mancanza di manutenzione. Una manutenzione che, secondo l'amministrazione comunale, spetterebbe alla ditta che ha costruito l'impianto, la quale, al contrario, asserisce che tale onere spetterebbe all'amministrazione stessa. Il contraddittorio, di fatto, sta continuando a bloccare il servizio. «Ho saputo che il problema non esiste solo a Rotondella - ha esordito il sindaco Vito Agresti - noi, comunque, abbiamo in mano una polizza e già abbiamo avviato una fitta corrispondenza con la ditta in questione, senza però trovare una soluzione. La pratica è già nelle mani dei nostri legali, che stanno valutando quale via percorrere». Insomma, la questione non sembra facile da sbloccarsi. A chi toccherà questa manutenzione? E, intanto, le strade continueranno a rimanere buie? Ci auguriamo di no! Almeno per qualche zona, peraltro, l'amministrazione sta già provvedendo a una diversa soluzione. Per l'incrocio di rione Mortella, per esempio, dovrebbe essere realizzata una nuova illuminazione, che permetterà di accrescere la visibilità di un tratto stradale piuttosto pericoloso. L'intervento è solo uno dei tanti progettati questo rione, che dovrebbe essere abbellito anche da una piazzetta con piantine e giochi per bambini. Speriamo presto
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18 giu 2008

Arte in Rivolta: evento ancora rimandato

Non c'è una data fissata per la kermesse di artisti italiani e croati

Data ancora da destinare per l’evento artistico Arte in Rivolta, la kermesse di tre giorni prevista per lo scorso maggio e poi rimandata a causa di problemi organizzativi. La manifestazione, caratterizzata da momenti artistici, musicali, multimediali ed enogastronomici, avrebbe dovuto animare le spiagge del Lido Rivolta dal 22 al 25 maggio. Un contesto di dialogo e collaborazione tra due realtà artistiche particolari, quella del sud Italia e quella croata. Lo ha dichiarato Veturio Viola, gestore del camping Rivolta, tra gli organizzatori dell’evento, curato dall’associazione pugliese Federico II eventi.
Pino Suriano

Rotondella e Nova Siri: due incendi in contemporanea nelle campagne

A Rotondella danneggiati alcuni ricoveri per animali.

ROTONDELLA – Due incendi quasi in contemporanea. E’ piuttosto anomala la coincidenza di ieri pomeriggio, quando il fuoco è divampato in zone vicine ma non confinanti. E’ successo a Rotondella, nelle campagne attigue al rione Mortella, e a Nova Siri, in contrada Salice, tra il centro storico e il bosco.
La strana coincidenza ha subito creato problemi. Per le operazioni di spegnimento, infatti, è stato necessario l’intervento di due diversi distaccamenti dei vigili del fuoco. Quelli di Policoro sono giunti a Mortella, dove l’allarme è stato dato intorno alle 13. Quelli di Montalbano, invece, sono intervenuti a Nova Siri, tra le 15 e le 16.
Prima di loro, a tamponare la situazione, erano giunti già due canadair e un elicottero della Protezione Civile. A Nova Siri, a quanto pare, non si sarebbero registrati danni. Bilancio diverso a Rotondella, dove una masseria avrebbe subito danneggiamenti a strutture in legno utilizzate per il ricovero degli animali. “Nell’incendio – ha spiegato Giovanni Bottarini, caposquadra del distaccamento di Policoro – sono andati in fumo circa trenta alberi di ulivo e dieci ettari di sterpaglie”. La strana coincidenza offre spazio all’ipotesi del dolo. Non è certo frequente che due incendi separati prendano corso in luoghi così vicini (4 km circa) e quasi nello stesso momento. Nelle stesse zone, inoltre, si erano registrati casi simili già negli anni scorsi. L’area di Nova Siri, addirittura, può considerarsi una sorta di “abituè” degli incendi estivi. Oltre all’ipotesi del dolo (per ora solo fantasiosa) non va scartata quella di una improvvida accensione di sterpaglia da parte di qualcuno, poi degenerata a causa del forte vento presente in entrambe le zone. Gli inquirenti stanno accertando le cause.

Caso Falcone: Angelo parla in sua difesa

Ribaltata dalla difesa la versione della polizia indiana
ROTONDELLA – Angelo Falcone e Simone Nobili, i due giovani italiani detenuti in India dal marzo 2007, hanno parlato finalmente davanti ai giudici. Si è svolta ieri mattina la prima udienza riservata ai testimoni della difesa e la parola, come prevedibile, è andata subito ai protagonisti della vicenda.
Angelo e Simone, insieme agli altri imputati di nazionalità indiana, avrebbero esposto la loro versione dei fatti, quella secondo cui l’arresto non sarebbe avvenuto in un posto di blocco stradale (come dichiarato dalla polizia) ma in una abitazione privata. Essi, inoltre, sarebbero stati costretti a firmare una dichiarazione in lingua hindi di cui non conoscevano il contenuto.
E’ quello che ha raccontato al Quotidiano Giovanni Falcone, padre di Angelo, che intorno alle 9 di mattina avrebbe sentito telefonicamente il giovane, a suo dire “molto rinfrancato”. “Ho percepito in Angelo una certa soddisfazione per l’esito dell’udienza – ha detto Falcone – probabilmente le argomentazioni della difesa stanno smontando il castello costruito dai tanti testimoni dell’accusa”.
Ancora più decisiva, secondo Falcone, dovrebbe essere la prossima udienza programmata per il 23 luglio. In quella occasione saranno sentiti alcuni parenti degli indiani arrestati. Dichiareranno che si trovavano nei pressi dell’abitazione in cui, secondo gli imputati, sarebbe avvenuto l’arresto. E proprio sulle loro deposizioni si basa gran parte della linea difensiva, tesa a dimostrare l’infondatezza delle dichiarazioni della polizia.
Del caso di Angelo e Simone ha parlato l’altro ieri anche la cantante Fiordaliso, in concerto a Nova Siri. L’artista, piacentina proprio come i due ragazzi, aveva avuto nel pomeriggio un lungo colloquio con Giovanni Falcone, a cui avrebbe promesso di pubblicizzare in ogni concerto del tour la causa dei 3.000 italiani detenuti all’estero. “Sul merito della vicenda dovrà decidere la giustizia – ha detto dal palco tra gli applausi del pubblico – ma sarebbe più giusto che Angelo trascorresse in Italia la sua prigionia. Noi italiani offriamo carceri con i tv color agli stranieri, mentre i nostri ragazzi sono costretti spesso a vivere in condizioni pietose”. Sempre ieri, infine, la segreteria del presidente Napolitano avrebbe risposto a una missiva dell’associazione Lucana Internazionale sulla vicenda. Secondo la segreteria, “un intervento diretto in favore dei signori Falconi e Nobili esulerebbe dalle competenze della presidenza”. La risposta ha suscitato le ire di Giovanni Falcone, che ha ricordati casi recenti in cui si sarebbe agito diversamente, come per il sacerdote missionario trentino don Sandro De Pretis, arrestato nei mesi scorsi in Gibuti e presto liberato anche grazie all’intervento diretto della Presidenza del Consiglio e del Ministero per gli Affari Esteri.
Pino Suriano

Caso Falcone: oggi la nuova udienza

Sarà la difesa a prendere la parola

ROTONDELLA – E’ in programma per oggi la nuova udienza del caso di Angelo Falcone e Simone Nobili, i due italiani detenuti in India dal marzo 2007 per possesso di stupefacenti. Finalmente la palla passa alla difesa, dopo i circa venti testimoni citati dall’accusa, quasi tutti poliziotti. Sapremo oggi quale linea difensiva adotteranno gli avvocati di Angelo e Simone. E’ ragionevole supporre che vorranno far rilevare le principali incongruenze dei verbali di arresto prodotti dalla polizia locale. La più palese di tutte riguarda il luogo in cui l’arresto sarebbe avvenuto: in un posto di blocco stradale secondo la polizia, in un abitazione privata secondo Angelo e Simone. Altro elemento poco chiaro sarebbe l’assenza di testimoni cosiddetti “civili”, che le polizie locali sono invitate a chiamare durante le operazioni di arresto. Secondo la polizia, a causa dell’ora, non sarebbe possibile rintracciarne in zona. Diversa l’ipotesi della difesa, secondo cui difficilmente ciò sarebbe potuto accadere in un luogo non certo isolato. Da chiarire anche la confessione firmata dai ragazzi, in lingua hindi e in evidente stato di choc emotivo.
Intanto Giovanni Falcone, padre di Angelo, ha manifestato pubblicamente nel corso delle celebrazioni per Sant’Antonio, patrono di Rotondella. “Sant’Antonio prega per loro” ha scritto su un manifesto affisso davanti alla porta di casa durante il passaggio della processione in onore del Santo.

Valsinni: quando l'abito bianco raccont auna cultura

Mostra di foto e abiti da sposa al comprensivo di Valsinni.

VALSINNI – Certe volte la cultura si ritrova nei luoghi più semplici. E’ la scoperta sorprendente di chi, nei giorni scorsi, si è trovato a visitare la mostra “Viaggio nel passato: il matrimonio nella prima XX sec.”. Si tratta di un itinerario tra usi, costumi e tradizioni, realizzato dagli alunni della Scuola Primaria di II grado sotto la guida dell’insegnante Filomena Olivieri.
L’impatto visivo, di fronte allo splendore degli abiti da sposa esposti, è di quelli che colpiscono, di quelli che rivelano un gusto e una tensione al bello che sembra essersi perduta. Si scopre, in luoghi come questo, che l’arte e la cultura non sono roba da geni introversi, avulsi dal mondo e rinchiusi in circoli ristretti. Che non sono il frutto di chissà quali competenze, ma semplicemente un modo autentico e umano di esprimersi in tutto ciò che si fa, per passione o per dovere. Che si tratti di scrivere una poesia o di cucire un abito da sposa, di comporre una canzone o preparare la pasta in casa.
Davanti a questo passato “vivo” si sono soffermati, nei giorni scorsi, tanti visitatori, incantati dall’accurato allestimento di abiti antichi e foto d’epoca. La foto più datata (1920) è quella del matrimonio di Francesco Laragione e Maria Vincenza Corizzo. Ma non è la sola di grande interesse, tante altre rivelano particolari significativi e curiosi, come quella di Maria De Gennaro e Garibaldi Arbia, sbalorditi per lo scherzo della tartaruga nel piatto (foto in pagina). O ancora quella della cerimonia di Rosa Giacumbo e Ettore Liguori, con il prete a celebrare messa di spalle, secondo la prassi preconciliare. Molto belli anche gli abiti esposti, con iscrizioni indicanti la provenienza: c’è quello “confezionato e acquistato a Bari” e quello “cucito a mano dalla cognata della sposa”.
A spiegare la mostra tante piccole “guide”, molto spigliate nel raccontare il lungo lavoro che ha portato all’esito finale. I ragazzi coinvolti, divisi per gruppi, sono stati inviati nelle abitazioni di anziani del posto con un questionario sugli usi e le tradizioni matrimoniali del passato. Dalle colorite interviste sono emersi particolari curiosi, come la scoperta (bizzarra per i ragazzi) della figura del cosiddetto “ambasciatore”, un parente o vicino di casa con il compito di gestire e facilitare “diplomaticamente” i rapporti tra le famiglie degli sposi. “Dalle risposte alle interviste - ha spiegato la professoressa Olivieri - è emerso un’interessante archivio di dati, trasformato in un libretto in forma di dialogo tra l’anziana nonna Grazia e la sua giovane nipote Marika”.
Non si è rinunciato a “parlare ai ragazzi e agli adulti” neppure con la recita di fine anno, preparata dagli insegnanti Michele Borraccia e Filomena Olivieri. Anzi, con la scelta del soggetto ( “Momo” di M. Ende) si è voluto rilanciare un impeto educativo non banale. “La protagonista - spiega il professor Borraccia - è una bimba, Momo, alla cui purezza e semplicità si contrappone la disumanità degli Uomini grigi, che vogliono indurre la gente a economizzare il tempo, affermando che esso verrà restituito con interessi al compimento del sessantaduesimo anno di età. Ma è una menzogna e il mondo intorno a Momo inizia a cambiare: tutti corrono e si affannano ma sono tristi infelici, nevrotici e non hanno più tempo per niente che non produca denaro. Sarà proprio la semplicità della protagonista a porre fine alla colossale truffa degli uomini grigi. Insomma, un racconto che diventa per il lettore grande o piccolo una vera provocazione a decidere della propria vita: ricca, piena di successo ma in fondo vuota e infelice oppure semplice, vera, umana, piena di un autentico significato”. Molto soddisfatto anche il dirigente scolastico Giovanna Modarelli, che ha espresso approvazione per questa iniziativa capace di attuare quel rapporto, troppe volte solo decantato, tra scuole e territorio.

Pino Suriano - da Il Quotidiano della Basilicata

Rotondella: il teatro si farà

L'opera sarà realizzata all'ingresso del paese con doppia struttura interna e esterna

ROTONDELLA – L’anfiteatro si farà. Non entrerà nel novero dei tanti progetti mai realizzati per mancanza di fondi. Ormai, da quando c’è la “compensazione ambientale”, certi problemi sono risolti in partenza. E’ da quel fondo (circa 2,8 milioni di euro) che il comune preleverà i 330 mila euro necessari al primo lotto di realizzazione dell’opera, alla quale dovrebbero contribuire, per le fasi successive, anche Provincia e Regione.
Risale alla scorsa settimana l’approvazione in giunta del progetto preliminare, ma già si sta pensando all’intitolazione. L’ipotesi più accreditata vedrebbe come “favorito” Giorgio Gaber, straordinario inventore del teatro-canzone italiano, scomparso pochi anni fa. Sarebbe una scelta significativa, poiché riferita a un autore capace di coniugare, in una sintesi eccezionale, la dinamicità del teatro con la forza trascinante della musica.
E’ la stessa sintesi che anima la conformazione architettonica dell’anfiteatro, da realizzare all’ingresso del paese (presso l’ex carcere) dove è già a disposizione una vasta area-parcheggio. Sarà un’opera particolare, composta da due strutture: una all’aperto, dell’ordine di circa 2000 posti, e una al chiuso, con una capacità di circa 170 posti. Proprio quest’ultima struttura rivestirà un ruolo importante. Si tratterà di una sorta di auditorium al chiuso (proprio sotto l’anfiteatro) pensato per la promozione di laboratori musicali, artistici e teatrali. Insomma, un luogo in cui sarà possibile produrre arte e cultura in tutte le salse, soprattutto nel periodo invernale.
“La scelta di usare i fondi di compensazione per un’opera come questa – spiega Antonio Pastore, assessore comunale alla Cultura – rientra anche negli obiettivi delle politiche sociali. Con la parte sottostante, infatti, si vuole sopperire alla mancanza di una valida struttura di aggregazione, che possa finalmente valorizzare le tante idee ed esperienze socio-culturali del territorio”.
Insomma, scuole di musica, giovani band emergenti, eventuali gruppi teatrali, potranno finalmente trovare una “casa” tecnologica e moderna. Un “uso estivo” sarà invece riservato alla struttura esterna, per la cui valorizzazione bisognerà inserire il territorio in un valido circuito culturale, che possa promuovere eventi di spessore e trascinare, per quanto possibile, il turismo. Un esempio positivo, in tal senso, giunge dalla vicina cittadina calabrese di Oriolo, dotata di una struttura simile. C’è grande ottimismo anche sui tempi di realizzazione. “Non è assurdo ipotizzare la prima pietra per il dicembre 2008 – spiega Pastore – già ci stiamo attivando per il progetto definitivo e, subito dopo, partiremo per predisporre il bando di gara per la realizzazione. Ringrazio, a nome della comunità, il sindaco Vito Agresti, l’ufficio tecnico comunale e il progettista arch. Armando Cuccarese”.
Il teatro rappresenta una delle scelte chiave dell’amministrazione nella suddivisione dei fondi di compensazione. Una suddivisione che, come è noto, è stata ampiamente criticata dalle forze politiche del centrosinistra, e, soprattutto, dalla sezione provinciale Coldiretti, delusa per l’attenzione marginale (600 mila euro) riservata allo sviluppo agricolo del territorio.

7 giu 2008

On Line il centro sociale anziani

Sarà attivato un videocollegamento con la sala consiliare

ROTONDELLA – Rotondella sarà più tecnologica. E lo diventerà in modo sorprendente, perché il supporto della tecnologia informatica, in questo caso, sarà al servizio degli anziani e non dei giovani.
Saranno spesi in questa direzione circa 65 mila euro provenienti dal Piano Sociale di Zona, secondo quanto annunciato dal sindaco Vito Agresti. In programma l’acquisto di postazioni informatiche in rete per la sede del centro sociale anziani (ex locali Coimp), ma anche (ed è questa l’idea più sorprendente e innovativa) un sistema di videocollegamento tra il centro sociale e la sala consiliare. Una trovata d’altri tempi (quelli futuri!) che permetterà ai “nonni” di seguire in diretta le sedute del consiglio e gli altri eventi pubblici tenuti in sala consiliare.
Il tutto, in effetti, non sarebbe solamente “spettacolare”, ma risolverebbe un problema che la sala consiliare ha sempre fatto registrare: l’insufficienza di posti a sedere. Quei posti che risultano abbondanti per le sedute del consiglio (quasi sempre ignorate dalla cittadinanza) ma ampiamente insufficienti per ogni evento pubblico o convegno, in cui gli anziani sono sempre presenti in buon numero.
Altra novità tecnologica sarà l’acquisto di un grande monitor da affiggere all’esterno della sede municipale. Non indicherà, come di solito accade, solo l’orario e la temperatura, ma avrà altre e più concrete informazioni da mostrare: atti pubblici, bandi di gara, piani di sviluppo e opportunità per i giovani. Insomma, una veloce finestra di contatto tra ente e popolazione.
Proprio in quest’ottica di trasparenza il video dovrebbe ospitare anche una serie di servizi audiovisivi sulle attività di dismissione del centro Itrec. Si potrà vedere qualche immagine, insomma, relativa a ciò che accade nel centro. Questi stessi servizi, poi, saranno reperibili on line sul sito web del comune. Ci si augura, sulla base di quanto registrato, che il monitor non abbia la stessa frequenza di aggiornamento del sito del comune, non certo da imitare per questo!

30 mag 2008

Compensazione: affondo della Coldiretti contro il comune

Filomena Laguardia: "Una presa di posizione senza colori di partito"

ROTONDELLA – La Coldiretti fa la voce grossa. E attacca duramente l’amministrazione sul documento di ripartizione dei fondi di compensazione, approvato ieri in consiglio comunale. Centinaia di volantini e manifesti gialli sono affissi da mercoledì sui muri del paese. Il messaggio è forte e chiaro: “sconcerto e disappunto” per la delibera comunale, che avrebbe destinato allo sviluppo delle aree rurali “appena” 600 mila euro, promuovendo un utilizzo “assistenzialistico e non produttivo dei fondi”. Una presa di posizione netta, che ha stupito anche Angelo Agresti, assessore comunale all’agricoltura: “Ma perché questo attacco – avrebbe detto a chi faceva attacchinaggio – se vi abbiamo dato 600 mila euro, anche più del centro storico?”. Nulla da fare. Quei 600 mila euro destinati allo sviluppo rurale, secondo gli agricoltori, non sono sufficienti. Tutta un’altra cosa rispetto agli 1,4 milioni di euro rivendicati in passato: un esiguo 22% rispetto al 50% richiesto.
Una richiesta che la Coldiretti aveva rappresentato anche con una certa insistenza: ignorando la promessa di “programmazione partecipata”, non mantenuta dall’amministrazione, l’organizzazione era andata avanti lo stesso, chiedendo al sindaco e alla giunta un’audizione ad hoc. Non solo. Gli agricoltori di Rotondella erano andati a bussare anche alle porte della Provincia di Matera, che gestirà l’altra metà dei fondi di compensazione per il territorio. Iniziative decise e apprezzabili, che però non hanno sortito, almeno nel primo caso, gli effetti sperati. L’organizzazione degli agricoltori aveva proposto al sindaco un documento chiaro e sintetico, in 7 punti essenziali: Valorizzazione prodotti tipici agroalimentari; adeguamento ai sistemi di sicurezza agroalimentare ed infortunistica delle aziende agricole; area per farmers market e vetrina promozionale del territorio; installazione di un’oasi ecologica come centro di raccolta dei rifiuti agricoli; dotazione di tecnologia wireless per aree rurali; toponomastica delle aree e realizzazione di un centro di aggregazione a Rotondella due.
Richieste chiare, dunque, e dall’ampio respiro programmatico. Quel respiro programmatico che molti hanno contestato all’amministrazione. Lo hanno detto, quasi all’unisono, tutti gli intervenuti all’assemblea organizzata mercoledì sera dal Pd per raccogliere i pareri della popolazione sulla delicata questione. Una popolazione che però non ha risposto come si sperava, dimostrando un preoccupante distacco dalla politica.
Tra i presenti c’era anche Filomena Laguardia, responsabile Coldiretti di Rotondella, che non ha esitato a far notare l’indiscutibile peso elettorale degli agricoltori locali: “si ricorderanno delle scelte fatte nei loro confronti – ha detto - quando saranno alle urne”. La Laguardia ha voluto sottolineare, però, che la presa di posizione muove da una richiesta di “riconoscibilità di ruolo dell’agricoltura locale, e perciò che non può essere strumentalizzata o ridotta agli interessi di nessun partito politico”. Un chiarimento sulla reciproca autonomia che ha fatto suo anche Vincenzo Francomano, capogruppo del Pd in consiglio comunale. Insieme a lui, tra i padroni di casa del Pd, sono intervenuti Vincenzo Montesano, Mario Cucari e Maria Cuccarese, sottolineando l’incapacità programmatica dell’amministrazione e la dispersione dei fondi in mille rivoli, senza una indicazione dettagliata di interventi, che sarebbe rimandata a un “dopo” indefinito.
Dal pubblico sono intervenuti, con chiarezza e decisione, anche Walter Lobreglio (Prc) e il professor Carlo Santarcangelo, dirigente scolastico in pensione, entrambi critici sulle scelte della giunta. Tra lo sparuto pubblico c’erano anche gli assessori comunali Antonio Dimatteo e Francesco Dilorenzo. Entrambi sono intervenuti per difendere l’operato amministrativo mosso, secondo Dilorenzo, “non da intenti assistenzialistici, ma dal desiderio di concepire in modo globale il territorio”. “Non ci siamo tappati le orecchie – ha aggiunto l’assessore Dimatteo –ma abbiamo voluto lasciare una certa indefinitezza che sarà specificata da quanti vorranno proporsi per i bandi che stiamo approntando”.

Pino Suriano - da www.ilquotidianodellabasilicata.it

Polizia Municipale Associata: la sede del comando sarà Rotondella due

Eugenio Fortunato: "Gestiremo in consorzio anche altri servizi"

ROTONDELLA – Avrà sede a Rotondella due la Centrale Operativa del nuovo servizio “comprensoriale” di Polizia di Municipale, che dovrebbe riunire i comuni di Colobraro, Valsinni, Rotondella e San Giorgio. A dare la notizia è Eugenio Fortunato, vice sindaco di Colobraro, tra i principali promotori dell’iniziativa.
Due le ragioni della scelta: la disponibilità di locali pubblici attrezzati e la particolare posizione del centro, facilmente raggiungibile da tutti e quattro i comuni interessati. Già nello scorso novembre il Quotidiano diede notizia di questa “inedita” modalità di gestione. Si tratta, infatti, del primo caso regionale di associazione di comuni per la gestione del servizio di polizia municipale.
L’iniziativa, finanziata con il Fondo di Coesione (legge 10/02), dovrebbe usufruire di circa 160 mila euro per l’avvio e la gestione (almeno triennale) del progetto. Dopo i tre anni, naturalmente, i comuni dovranno essere in grado di camminare con le proprie gambe, mettendo in bilancio le specifiche somme atte a garantire il servizio.
Ma di cosa si tratta concretamente? Tra pochi mesi gli agenti dei quattro comuni non faranno riferimento solo al proprio comando locale, ma alla centrale operativa di Rotondella due, nella quale si decideranno le modalità organizzative e gestionali del servizio complessivo. Il tutto è concepito in una logica di sussidiarietà e razionalizzazione dei servizi. Un esempio: il comune di San Giorgio ha un solo vigile, e spesso è sorta l’esigenza di un più corposo pattugliamento del territorio. Con la nuova organizzazione il problema sarebbe risolto, perché in paese, in una rinnovata logica di mobilità territoriale, potrebbero intervenire i vigili degli altri comuni associati.
Lo scenario appare molto innovativo: non più tanti comandanti, ma uno solo affiancato da alcuni vice-comandanti nei vari comuni. Del tutto inedita anche la gestione di atri servizi di polizia municipale: ogni sezione del comando, in pratica, potrebbe gestire un determinato servizio anche negli altri comuni, avvalendosi così di una maggiore specializzazione nel settore, acquisita attraverso corsi di formazione mirati. Per esempio, gli agenti di un comune potrebbero specializzarsi nel pattugliamento stradale, quelli di un altro comune nell’abusivismo, etc.
La novità, perciò, non è da poco, ma bisognerà valutare con attenzione la sua effettiva funzionalità, perchè potrebbe fare da progetto “pilota” per simili iniziative in altri comuni. “E soprattutto – spiega Fortunato – potrebbe essere anche il primo passo per poi implementare l’eventuale gestione associata di altri servizi, quali l’Ufficio Tributi, l’Ufficio Tecnico, etc”.
Ma a che punto è il progetto? “Stiamo stipulando le convezioni che ogni comune dovrà approvare nel proprio consiglio – chiarisce Fortunato – poi approveremo il Regolamento Unico e, dopo una breve fase di formazione del personale, il progetto potrà finalmente decollare”.
Non è improbabile, perciò, che il progetto possa partire subito dopo l’estate, o comunque entro la fine del 2008.