ROTONDELLA – Cosimo Rinaldi e Giuseppe
Giovinazzo erano compagni di squadra alla fine degli anni ’80. Due tra i protagonisti locali di quella favola sportiva che condusse il Rotondella in Promozione. Domenica scorsa erano ancora lì, in quello stesso campo sportivo di Rione Mortella. Non sul terreno di gioco, ma in panchina. L’uno contro l’altro, per quello che sarà ricordato come il “Primo Derby di Rotondella”. E’ stato annunciato con questa formula, nei giorni scorsi, il match tra Asd Rotunda Maris e Basso Sinni. Cartelli appesi in ogni dove per le strade del paese annunciavano l’evento. Tutto questo per quello che, solo all’apparenza, era un semplice incontro di Terza Categoria.
Bellissima la coreografia in rossoblu (i colori del Rotunda Maris) che ha gremito gli spalti del campo sportivo come succede di rado. Bello anche il match, giocato a viso aperto da entrambe le squadre. L’ha spuntata il Basso Sinni, più abile a sfruttare le occasioni da gol. Note positive, comunque, anche per il Rotunda Maris, che ha tenuto il match con forza fisica e tanto cuore, sfiorando il pari all’89’ con un palo di Cavallo, da poco entrato.
Match equilibrato e sempre vivo, dunque. In vantaggio il Basso Sinni, verso il
19 mar 2008
Rotondella: archiviato il "primo derby"
14 mar 2008
Studio storico sul "Made in Rotondella"
Un’equipe da finanziare con fondi comunali dovrebbe individuare i prodotti attraverso indagini storiche. Alcuni di questi prodotti, spiega l’assessore, sono già noti per la testimonianza di produttori anziani. Abbiamo già individuato, per esempio, l’allevamento di un maiale particolare con pelle scura, dal peso di circa 130-140 kg, piuttosto raro a trovarsi altrove. “E’ il segno che anche qui si allevavano – commenta Pastore – maiali senza grasso”. Del tutto esclusivo sarebbe, inoltre, un particolare tipo di grano, cosiddetto “Senatore Cappelli”, di cui si ritrovano tracce storiche nella banca dati dell’Alsia.
Oltre a questi, numerosi altri prodotti potrebbero essere rintracciati attraverso lo studio. Ma a quel punto, che uso si farà della ricerca? La semplice (e spesso inutile) pubblicazione di un libro sui prodotti locali? Non solo. Il comune, infatti, potrebbe offrire incentivi ai produttori locali intenzionati a mettere sul mercato questi prodotti “autoctoni”, nonché agli artigiani intenzionati a confezionarli. Esito finale dovrebbe l’immissione dei prodotti sul mercato, anche attraverso la loro esposizione nelle vetrine di agriturismi, pizzerie, bar e altri esercizi commerciali.
L’iniziativa si affianca coerentemente all’altro grande progetto del comune sui prodotti locali: la realizzazione di un marchio Deco (Denominazione Comunale). L’intento è quello di indicare ai produttori locali una serie di standard produttivi (disciplinari), a partire dai quali l’ente potrà certificare la qualità dei prodotti. “Si tratta – spiega Pastore - una occasione per lanciarli sul mercato con una identità più chiara e, di conseguenza, una maggiore appetibilità”. Chissà, forse “l’albicocca di Rotondella” non diventerà mai come “il Pane di Altamura”, ma con un marchio certificato potrà essere più competitiva. Vedremo.
A Torino la storia di Isabella
Quelle principesse, al termine del libro, finiscono sempre per gioire. Ma non per tutte è andata così. Non tutte hanno potuto amare e sposare l’amato principe azzurro. Una di loro si chiamava Isabella Morra e viveva a Favale, sperduto borgo della Lucania del ‘500. Borgo di lavoro e gente semplice, troppo piccolo per il suo gusto fine e le sue passioni ideali. Troppo piccolo per la sua poesia.
E troppo chiuso per accogliere un amore inusuale. Per questo amore Isabella morì, uccisa da fratelli troppo audaci e concreti per comprendere (e perdonare) il suo amore “adultero” per il signore di Bollita (l’attuale Nova Siri) Diego Sandoval De Castro.
Isabella morì per una passione. Ma proprio per quella passione ha continuato a vivere nel tempo, simbolo indiscusso di una femminilità debole e sconfitta, eppure, in fondo, coraggiosa e fiera.
La sua vicenda torna a vivere questa sera a Torino. Il merito è di Maria Celano, insegnante di origini lucane e presidente dell’associazione culturale “Magna Grecia Lucana”. Si deve a lei la scrittura del testo drammatico “Isabella Morra storia di una poetessa”, che si rappresenta questa sera alle 21 presso il centro culturale “Principessa Isabella”, in via Verolengo.
Questi gli attori che si esibiranno: Angela Tavano, Chiara Celano, Concetta Zullo, Eliette Ferreira Dias, Enzo D’Amore, Henrique Ferreira Dias, Maria Celano, Maria Fortunato, Nicola Ciavarella, Paolo Ferreira Dias, Valentina Ursi. Testo e regia sono della stessa Maria Celano, musica di Antonio Labate, luci e suoni di Marco Randazzo, immagini di Angelo Allegretti.
Prima della rappresentazione sono previsti gli interventi della prof.ssa Maria Cera, dell’Università di Verona, e della prof.ssa Cosima Pellegrino, Istituto Bosso Monti Torino.
9 mar 2008
Family Life Tv: Documentario Rotondella
Se il video di You Tube non carica presto cliccate qui
8 mar 2008
Anche glu alunni dicono no
“Non vogliamo perdere i nostri compagni, le nostre maestre, la nostra scuola”. E’ uno dei tanti cartelloni esibiti ieri pomeriggio dai piccoli alunni della scuola primaria di Rotondella. Ed erano davvero in tanti, davanti al piazzale dell’Enea, a protestare per la chiusura del plesso scolastico. Tutti contro una circolare ministeriale che parla chiaro: tagliare le cattedre e chiudere i plessi con pochi alunni. Ma i numeri, all’apparenza inesorabili, fanno a pugni con un contesto del tutto particolare. Che ha tante ragioni per opporsi. La prima è proprio di carattere aritmetico: a Rotondella due le classi non raggiungono le soglie previste davvero per un soffio. Gli alunni, infatti, non sono venti o trenta come in altre scuole lucane a rischio, ma quasi cinquanta. Qui non si tratta, inoltre, di un semplice borgo di campagna, ma di un centro residenziale interessato da decennali politiche sviluppo. E poi ci sono le particolari caratteristiche geomorfologiche del territorio, che trasformerebbero incolpevoli bambini di sei anni in precoci pendolari.
“Insomma – spiega Vincenzo Francomano, presidente del consiglio di Istituto – ci sono tutti gli elementi per dire che quella di Rotondella due non è una semplice scuola rurale. Si tratta di un provvedimento ragionieristico - spiega - che non tiene in alcun conto le problematiche concrete dei territori”.
La pensa come lui Mario Cucari, membro del Corecom regionale ed ex assessore provinciale ai trasporti: “I criteri applicati sarebbero accettabili per una grande città, ma su un piccolo centro rischiano di produrre effetti devastanti”. E’ paradossale il racconto del sindaco Vito Agresti: “Domani porterò in giunta uno stanziamento di 32 mila euro per la messa in sicurezza di una scuola che potrebbe chiudere”. Sottolinea un paradosso anche don Mario Lutrelli, parroco della comunità locale: “Chiudono la scuola proprio ora che sembrava possibile, per i fondi di compensazione, la realizzazione di una Chiesa a Rotondella due”. A sostegno della causa anche Eustachio Nicoletti, della Flc Cgil di Matera: “Bisognerebbe attuare una politica di dimensionamento, che permetterebbe di guardare alla scuola in un’ottica diversa, con interventi programmatici e non, come in questo caso, semplicemente burocratici. La decurtazione dei posti, peraltro, è addirittura superiore al rapporto che scaturisce dal decremento della popolazione scolastica (377 posti anziché 578)”.
Presenti, infine, l’associazione ambientalista No Scorie e la sezione del Pd di Rotondella, che hanno diffuso volantini di sostegno all’iniziativa. Promettono battaglia i genitori, che giovedì saranno in protesta a Potenza davanti alla sede dell’ufficio scolastico regionale. “Questa iniziativa calata dall’alto - spiegano Antonella Laguardia e Rita Dimatteo - non considera due criteri fondamentali per l’efficacia del servizio scolastico: le condizioni geo-morfologiche dei territori e le politiche di sviluppo di cui sono oggetto”.
Non l’hanno presa bene neppure gli insegnanti. “Questa applicazione non risponde agli intenti della legge finanziaria – spiega un arrabbiatissimo Rocco Tarantino – che avrebbe dovuto favorire l’efficienza del servizio scolastico, ma così si ripercuote esclusivamente sui territori più deboli. Viene il dubbio che il decreto sia stato applicato dall’ufficio regionale sulla base di logiche particolaristiche”.
Insomma, uno spettacolo di unità per il territorio, che ieri si è riscoperto compatto come poche volte. Parevano un lontano ricordo, ieri, le recenti discussioni tra gli abitanti del centro storico e delle aree rurali per la “spartizione” dei fondi di compensazione. Meglio così.
3 mar 2008
Rotondella in cantiere
Il centro collinare è tutto un cantiere. E’ entrata nel pieno, a Rotondella, la fase di riqualificazione di pubbliche strutture più volte annunciata dall’amministrazione. E l’operato della civica di Agresti, spesso accusata di inerzia, comincia ad acquisire una forma visibile. Rotondella cambierà. Se troppo o poco, in meglio o in peggio, saranno i cittadini a stabilirlo. Intanto, dopo i lavori della piazzetta Aspromonte e quelli tribolati di corso Garibaldi, nel centro collinare hanno preso il via altri interventi programmati. Il cantiere più avanzato è quello di via Brunelleschi, dove è in atto la demolizione della vecchia piazza-mercato, da cui verrà fuori una piazzetta pavimentata da adibire a parcheggio. L’intervento dovrebbe risolvere i due annosi problemi dell’area, più volte denunciati dai residenti: le pessime condizioni igienico-sanitarie dell’immobile e la carenza di parcheggi. Altri lavori di ammodernamento sono al via nel cosiddetto quartiere convento, e precisamente nel tratto di collegamento tra Piazza Risorgimento e piazza Plebiscito, nei pressi della chiesa di Sant’Antonio. Proprio in piazza Plebiscito sarà realizzato un più efficiente e gradevole impianto di illuminazione, in sostituzione di quello attuale, poco adeguato alle fattezze di una piazza potenzialmente molto suggestiva. Inoltre, in una rientranza ai piedi della scalinata, sarà creato un palchetto rialzato dotato di servizi pubblici, più volte reclamati in occasione delle numerose manifestazioni pubbliche svoltesi nell’area. Si provvederà, infine, all’arredo urbano di tutta la piazza e della fontana di piazza Risorgimento. Ma non è tutto. Anche un tratto del quartiere “Limpidina” (nella parte alta del paese) sarà interessato da interventi. In questo caso si tratta di opere idriche di necessità, richieste dalla fuoriuscita di acque bianche e infiltrazioni di umidità nelle abitazioni di alcuni residenti. Anche qui è prevista la pavimentazione in pietra di un considerevole tratto di strada.
In mezzo a tanto attivismo non manca, però, qualche intoppo. L’andamento dei lavori, infatti, non può certo dirsi baciato dalla fortuna: quasi tutti gli interventi in oggetto sono stati interessati, nel tempo, da interruzioni e remore di vario genere. Per la piazzetta Aspromonte l’indugio è stato dettato da questioni legali (per ora risolte), connesse alla legittima proprietà dell’area di intervento, rivendicata come eredità da alcuni privati. Più noti i problemi di corso Garibaldi, i cui lavori sono ripartiti solo nei giorni scorsi dopo una pausa di circa cinquanta giorni per ragioni interne alla ditta aggiudicataria dell’appalto. E ora anche i lavori della piazza coperta, per i problemi causati da un solaio, hanno conosciuto uno stop. “Ma sono già pronti a ripartire” garantisce il sindaco Vito Agresti.
Soddisfatto Antonio Dimatteo, assessore comunale ai lavori pubblici: “E’ evidente che non siamo stati quattro anni fermi a guardare. Remore burocratiche di vario genere hanno arginato il ritmo della nostra attività, ma non hanno potuto bloccare i tanti interventi che presto potremo vedere con i nostri occhi”. Vedere e giudicare.
29 feb 2008
Rotondella due: il Csa chiude la scuola primaria
Comunità in protesta: "non si può bloccare lo sviluppo del centro"
Il plesso di Rotondella due deve chiudere. E’ l’ordine perentorio dell’Ufficio Scolastico Provinciale, che ha comunicato al dirigente Maria Vizziello l’accorpamento delle sue cinque classi (tutte sottodimensionate) con quelle di Rotondella centro. Il tutto a partire dall’inizio dell’anno scolastico 2008/2009.
La determinazione del dirigente Mario Trafiletti fa riferimento a una Circolare Ministeriale del 1.2.2008, con note sul contenimento dei costi per l’istruzione. Insomma, a Rotondella due bisogna chiudere perché costa troppo mantenere una scuola con pochi alunni. Una logica che non fa una grinza e non ammette repliche. Eppure, non appena la notizia si è diffusa, è partita la mobilitazione di tutta la comunità locale. Il motivo è uno e semplice: chiudere la scuola a Rotondella due significa bloccarne ogni possibilità di sviluppo. Se, infatti, un tale provvedimento potrebbe risultare accettabile in un contesto rurale in fase di spopolamento, lo stesso non può dirsi per un centro continuamente interessato da politiche di sviluppo.
E’ quanto ha sostenuto, con parere unanime, il Consiglio d’Istituto della scuola, riunitosi in fretta e furia poche ore dopo la comunicazione. Nel corso della riunione, a cui ha presenziato anche il sindaco Vito Agresti, sono emerse numerose altre obiezioni.
Si tratta di un autentico stravolgimento, che arriva sulla comunità locale come un fulmine a ciel sereno. Anche perché, in conseguenza della chiusura, verrebbe a determinarsi un “taglio” di ben 6 posti di docenti, 5 comuni e 1 per la lingua inglese. Numerose, come si accennava, le obiezioni del consiglio d’istituto, raccolte in una nota a firma del presidente Vincenzo Francomano: “La decisione – recita la nota – è stata assunta senza la benché minima forma di confronto con gli organi scolastici e con l’ente comunale di riferimento. Il quale, se la soppressione dovesse risultare effettiva, dovrebbe garantire un servizio di trasporto assolutamente insostenibile per un territorio vasto come quello di Rotondella. Proprio la particolare condizione geografica di Rotondella, se valutata con attenzione, dovrebbe indurre a escludere ogni possibilità di accorpamento. Ma vi è di più: la soppressione del plesso scolastico in questione risulterebbe in netto contrasto con le politiche di sviluppo del territorio, che anche questo Consiglio d’Istituto si è impegnato a sostenere. Tutto questo lavoro - prosegue la nota - è oggi compromesso da una decisione che merita di essere rivista. Una decisione che, evidentemente, risponde soltanto a criteri di natura economica, trascurando la funzione e la valenza sociale che la scuola ha nei piccoli paesi”. La richiesta è chiara: annullare il provvedimento.
Rotondella due, insomma, è sul piede di guerra. E promette battaglie ad oltranza pur di trovare una soluzione che, al momento, non appare troppo semplice. Perché la posta in gioco, questa volta, è davvero molto alta. Chiudere la scuola, infatti, significa dire “ripensaci” a chiunque avesse ipotizzato di trasferirsi sul territorio. E significa dire al comune, che su Rotondella due ha investito milioni di euro, di fermarsi subito. E’ un provvedimento di legge, come tanti altri, ma potrebbe mettere la parola fine a decenni di tentate (e in verità non del tutto riuscite) politiche di sviluppo. Staremo a vedere.
26 feb 2008
Il Rotondella torna inconcludente
ROTONDELLA - BERNALDA 1-1
A.D.P. ROTONDELLA:
F.C.D. BERNALDA:
Arbitro Petrosino - Sezione di Bernalda
Reti:
ROTONDELLA – Il Rotondella spezza ancora il ritmo. Non è confermato il trend positivo avviato la scorsa settimana con un sonoro poker inflitto alla malcapitata Rigamonti. La squadra di mister Martino torna a stentare. La forza del Bernalda si intuisce già dai minuti iniziali. Così come si impone subito il protagonismo dell’attaccante Benedetto, che al
Si va al riposo sul punteggio di parità. Nella ripresa la squadra di Martino entra in campo con un nuovo piglio. E fioccano le occasioni. Al
All’89 il giallo finale: Acciardi triangola con Luca Santarcangelo, il quale pesca in area Suriano, lesto a insaccare il gol della vittoria che l’arbitro, però, annulla per posizione irregolare. Proteste vibranti dei giocatori e del pubblico, ma il direttore di gara resta irremovibile. “La posizione dell’attaccante è sembrata a tutti regolare – ha detto a fine partita il presidente Enzo Mauro – avremmo potuto raccogliere il bottino pieno. Peccato, perché abbiamo giocato su buoni ritmi, sebbene fossimo in formazione rimaneggiata con ben sette giocati fuori per infortuni vari e due che hanno giocato con problemi fisici”.
Marranchelli e Lippo: continua il botta e risposta
Continua il botta e risposta a distanza tra l’assessore alla Comunità Montana Rudy Marranchelli (ex An ora nei Circoli della Libertà) e il presidente del Circolo di An Giuseppe Lippo.
Aveva cominciato Marranchelli, rivendicando in una nota il suo passaggio anticipato al Pdl, ad onta degli scetticismi dei dirigenti di partito, che solo ora sarebbero tornati sui propri passi. Pronta la risposta di Lippo: “L’alleanza di un partito non sancisce la sua fine, che può essere decisa solo da un congresso. Attendiamo le elezioni e poi si vedrà”.
Adesso Marranchelli riprende la palla e ribatte, con una nuova nota al fulmicotone che non rinuncia, però, alla pacifica apertura: “Io e Lippo non siamo mica Berlusconi e Fini. Nessuno di noi due è in grado di influenzare le scelte politico-programmatiche dei due maggiori schieramenti del centrodestra (presto soggetto unitario). Tuttavia, da appassionato della politica, non amo restare a guardare passivamente dalla finestra. La politica - aggiunge il membro dei circoli della Libertà - è fatta di idee che necessariamente devono tramutarsi in azione (da questo concetto nasce il nostro blog www.ideazione.blog.tiscali.it); la coerenza non deve essere confusa con l’immobilismo. In autunno, con lo scioglimento dei due partiti, la valutazione che ho maturato a novembre sarà sicuramente più coerente di chi criticandoci aderirà al nuovo soggetto politico fortemente voluto dai due leader Fini e Berlusconi. Ciò premesso - aggiunge Marranchelli - si vuole sottolineare che i Circoli della Libertà non vogliono assolutamente lo scontro con Alleanza Nazionale e tanto meno trafugare iscritti da altri movimenti di centro-destra: l’obiettivo è quello di avvicinare nuova gente alla politica attraverso quel coinvolgimento reale che ricercava il compianto Pinuccio Tatarella affermando su “Millennio”, già nel 1997, la necessità di “una destra aperta, che abbracci le intelligenze senza guardare alle tessere, che ha radici antiche ma vuole governare il duemila, che sta dentro il Polo ma guarda anche oltre”.
24 feb 2008
Rotondella: ripresi i lavori nel corso
Niente paura per Corso Garibaldi. Gli abitanti di Rotondella possono stare tranquilli: non bisognerà attendere altro tempo per la ripresa dei lavori nel centralissimo corso, fermi da più di un mese per ragioni legate alla ditta aggiudicataria dell’appalto.
Già da martedì sono attive le trivelle (o macchine perforatrici), che perforeranno il terreno per la successiva palificazione dell’area. Il pericolo di un blocco ad oltranza, perciò, appare scongiurato. E anche il ritmo dei lavori sembra procedere al meglio, con una regolarità giornaliera che lascia ben sperare per una celere conclusione. La ditta, peraltro, ha garantito che tutto sarà terminato entro il mese di aprile, data stabilita per la consegna dei lavori.
“Si è chiarito – ha spiegato il sindaco Vito Agresti – che sul blocco non c’era alcuna responsabilità dell’ente. Siamo molto sollevati: la celerità dei lavori nel corso è un aspetto a cui teniamo particolarmente”.
Ma come mai, allora, si erano fermati all’improvviso, senza alcuna comunicazione formale? A quanto pare, la ditta avrebbe incontrato difficoltà nella realizzazione di alcune specifiche fasi dei lavori, per le quali è stato necessario rivolgersi ad altre competenze. I lavori in questione, si sa, non sono semplici. Considerata la centralità del tratto, le maestranze sono costrette a operare senza un blocco totale della strada, che isolerebbe completamente buona parte del paese. A questo si aggiungono le caratteristiche geologiche dell’area, completamente addossata sulla collina.
La nuova fase dei lavori, comunque, sembra procedere al meglio. Le trivelle, spesso temute per il forte inquinamento acustico, non avrebbero causato, fino ad oggi, le proteste dei vicini, alcuni dei quali, anzi, si sono detti “poco disturbati dai rumori”.
Intanto l’amministrazione sta per appaltare il secondo lotto dei lavori, per il quale è già stata regolata la fase finanziaria, su cui erano stati sollevati non pochi dubbi. Si era temuto, infatti, che il comune non avesse i soldi per realizzarlo. Ma, a quanto pare, non è così: l’obiettivo finanziario è stato raggiunto, come era prevedibile. Sul corso, si sa, l’amministrazione ha scommesso gran parte della propria immagine politica, e non può fallire. Come reagirà la comunità al lavoro compiuto? Apprezzerà di più il disagio vissuto, o la qualità dell’esito? Speriamo di non dover aspettare troppo per saperlo.
21 feb 2008
Compensazione: benefici solo a chi vive sul territorio
Giuseppe Lippo replica a Marranchelli
Non a tutti sono andate giù le esternazioni con cui Rudy Marranchelli e altri ex membri del circolo di An hanno rivendicato la tempestività del proprio passaggio al Partito della Libertà e la previsione di una futura unione di An e Fi per la formazione di un unico partito del centrodestra.
A sentirsi chiamato in causa è Giuseppe Lippo, presidente del circolo di An a Rotondella e membro del direttivo provinciale. Quando, a novembre, Marranchelli e gli altri decisero di cambiare partito, lui rimase fermo e fedele alle indicazioni dei vertici, che i fuoriusciti, al contrario, criticarono con fermezza. “Innanzitutto – spiega Lippo in una nota – vorrei precisare che la scelta di uscire dal partito fu attuata solo da quattro persone che non facevano più parte di Alleanza Nazionale: non furono seguite da nessuno allora e neppure ora hanno la certezza di esserlo”. Non sarebbe stata, insomma, una scelta di tutto il gruppo, che rimase quasi compatto al fianco del presidente e dei vertici.
“Mi fa piacere - prosegue Lippo - che questi amici si sentano più bravi e lungimiranti di chi ha preferito coerentemente stare in un partito che per storia, identità, radicamento e valori non poteva e non può certo essere annientato e inglobato in un batter d’occhio in un altro soggetto politico. Ciò che verrà presentato alle elezioni non è un nuovo partito ma una lista unica, che è cosa ben diversa. Solo dopo le elezioni si vedrà se continuare verso la fusione dei due partiti o per strade parallele ma separate. La chiusura di un partito e la sua confluenza in un’altra formazione politica non può essere decisa da Berlusconi, né da Fini e né tantomeno da Rudy Marranchelli, ma può essere sancita solo da un congresso, come peraltro chiesto da Alemanno e altri dirigenti. Pertanto io, insieme agli altri amici del Circolo di An, rimango alla finestra in attesa di ciò che sarà deciso dalla Direzione Nazionale del partito, convocata per sabato prossimo, riservandomi di decidere con calma sul da farsi. Per quanto mi riguarda – conclude - continuo con orgoglio a ritenermi Presidente di Circolo di AN e membro dell’Esecutivo Provinciale. Nel caso in cui il mio partito non esistesse più prenderei la decisione opportuna”.
Il caso di Lippo, vien da riflettere, è isolato e non può essere generalizzato, ma offre un’indicazione importante: non tutta An passerà al Pdl. O almeno non in modo automatico e acritico.
Enea: intervista al masterista Giulio Digiorgio
Il dottor Giulio Digiorgio è un giovane del 1978 laureato in economia. Ha studiato alla Sapienza di Roma, da cui è uscito con un brillante 110 e lode. Aria composta e sorriso raggiante. E’ uno dei diciotto ragazzi che ravvivano, in questi giorni, le vie del centro storico di Rotondella, luogo in cui sono ospitati i partecipanti al Master di Perfezionamento in Economia e Ingegneria delle Energia Rinnovabili, realizzato dall’Enea con il supporto della Regione Basilicata.
Diverse sono le loro regioni di provenienza (ben otto tra centro e sud Italia) e le loro lauree (ingegneria, chimica, economia, fisica). Sono quattordici donne e quattro uomini (una sola è lucana), i “bravi” selezionati con un concorso per titoli. “Siamo tutti laureati con 110 e lode” chiarisce Digiorgio. Hanno subito fatto amicizia e si stanno godendo l’esperienza, in cui, però, non manca il “lavoro duro”. “Facciamo sette ore di lezione al giorno con alcuni tra i docenti italiani più autorevoli nel settore. Molto formativi, inoltre, sono gli incontri con addetti di aziende impegnate nel settore energetico”. Ottimi i laboratori e gli strumenti, ottimo anche il materiale fornito, tra cui “dispense e testi aggiornatissimi”. Insomma, “Questo master è un’esperienza straordinaria”. Come dargli torto? Qualche settimana lontano da casa con venti coetanei, ad apprendere dai migliori docenti d’Italia, e, soprattutto, senza pagare una lira. Il Master, infatti, è completamente gratuito per i partecipanti. Anche, in parte, grazie ai fondi del Patto con i Giovani della Basilicata. Ma lui, che è nato e vive nella Regione Lazio, di questo non sa nulla. Come è giusto che sia.
Pino Suriano - da Il Quotidiano
16 feb 2008
Enea: presentato il master con un solo lucano
Latronico: "Ma quale patto? Tra i corsisti c'è un solo lucano"
Pullulava di gente, ieri mattina, la sala conferenze del centro ricerche Enea di Trisaia. C’erano stampa, cameraman e fotografi accolti da personale svelto e organizzato. Al tavolo dei relatori il presidente e il direttore generale dell’ente, un governatore regionale e addirittura un Sottosegretario di governo. Una scoperta eccezionale sulle fonti energetiche da annunciare? Nulla di tutto ciò! Al centro della discussione un semplice Master, di quelli che si tengono ogni giorno nelle aziende e nelle università italiane. Certo, un master sulle importantissime energie rinnovabili, ma pur sempre un Master. Cosa avrà, viene da chiedersi, di tanto interessante?
Le risposte arrivano dai relatori. Il presidente Vito Defilippo, per esempio, si dice legato all’evento per una “ragione sentimentale”. “Questo Master – spiega – insieme a quello di Matera sui beni culturali e a quello alla Fiat, rappresenta il fiore all’occhiello del Patto con i Giovani su cui tanto abbiamo scommesso”. Sì, il Patto con i Giovani lucani. Peccato, però, che tra i 18 giovani “masteristi” solo uno abbia origini lucane! E’ quello che sembra dire, in prima fila, il sorriso ironico di Cosimo Latronico, capogruppo dell’opposizione in consiglio. Ed è quello che lui stesso ha scritto in una interrogazione presentata ieri mattina sull’argomento. “Dovranno dirci – spiega al Quotidiano – con quanti soldi la Regione ha contribuito al progetto, quanti lucani sono stati impegnati in qualità di docenti e quanti in qualità di discenti”.
Prima di Defilippo era intervenuto Vito Agresti, sindaco di Rotondella, segnalando la necessità di un investimento più deciso sui trasporti e le infrastrutture regionali, con cenno esplicito all’aeroporto Mattei.
Aveva aperto l’incontro, prima di lui, l’ingnegner Maurizio Urbani, nuovo direttore generale dell’Enea. Una “new entry” con curriculum di tutto rispetto maturato, tra le altre cose, in aziende come Enel e Erg. Un compito difficile per lui, che si è già rimboccato le maniche incontrando in videoconferenza i dipendenti del centro Enea di Trisaia per raccoglierne le istanze.
La parola è poi passata all’ingegner Massimo Gallanti, componente del Comitato Scientifico del Master, che ha esplicitato le modalità operative e la valenza formativa del master. Dopo di lui l’assessore regionale alla Formazione Antonio Autilio, che ha puntato l’accento sull’importanza della formazione di competenze tecnico-scientifiche nella progettazione e gestione di sistemi per la produzione di energia.
E proprio sulla centralità dell’aspetto energetico si sono soffermati i due relatori più attesi, Luigi Paganetto, presidente Enea, e Filippo Bubbico, sottosegretario al Ministero per lo Sviluppo Economico. “Il prossimo governo – spiega Paganetto – quale che esso sia, dovrà assolutamente privilegiare gli investimenti sul settore dell’efficienza energetica,”. Gli fa eco Filippo Bubbico, che aggiunge: “L’efficienza e il risparmio dell’energia vanno concepiti come aspetti essenziali delle politiche industriali, e non solo, come si è fatto fino ad oggi, unicamente in relazione alle politiche ambientali”. Impossibile dargli torto, visti i nuovi orizzonti nazionali e non solo.
Si è chiuso con l’intervento di un dipendente, che ha posto il problema del precariato, l’incontro-vetrina di ieri.
13 feb 2008
"Fini con Berlusconi? Noi c'eravamo già".
Questi, insieme ai tesserati Domenico Lippo, Antonio Celano e Nicola Comparato, motivò la scelta con queste parole: “Il Pdl è un movimento politico che nasce dalla gente (ultimamente trascurata dai dirigenti di Alleanza Nazionale, impegnati in liti interne) e ha tutte le caratteristiche per raccogliere la maggioranza “assoluta” dell’elettorato di centrodestra. Da tempo si attendeva la nascita di un simile partito, e oggi che i tempi sembrano maturi, abbiamo deciso di continuare il nostro percorso con lo sguardo rivolto verso il futuro, sicuri di incontrare presto gli amici di An sul nostro sentiero”.
In effetti “quegli amici”, oggi, sono finiti proprio su “quel sentiero”. E i quattro giovani, che nel frattempo avevano costituito a Rotondella il primo Circolo della Libertà, non si sono fatti sfuggire l’occasione per ricordarlo a tutti: “Apprendiamo con piacere - scrivono oggi in una nota - la notizia che Alleanza Nazionale è pronta a correre all’interno della lista unica Popolo delle libertà per Berlusconi Presidente. In questi giorni si sta realizzando quello che abbiamo scritto a novembre, nella lettera di dimissioni dal partito di An, a dispetto di chi (molti dirigenti del partito) ci assicurava che si trattava solo di illusioni. Siamo stati tra i primi in An a credere nel progetto di Berlusconi lanciato a San Babila: il quadro politico italiano necessità di una semplificazione, un grande partito di centrodestra in grado di rappresentare le più ampie sfere della società civile, una forte alternativa al centrosinistra, garante dei valori cattolici e con proposte programmatiche in grado di risollevare il Paese dalla crisi politico-economica che lo attanaglia”.
E ricordarlo non fa mai male, ritieniamo. Perché chi entra ora, nel pieno della pressione elettorale, non avrà certo gli stessi “tappeti rossi” di chi era entrato allora. O almeno così dovrebbe essere, perché in politica “non si sa mai…”