Sogin è cambiata. Da qualche settimana facce nuove sono salite ai vertici. L’intento è quello di dare una marcia in più all’attività di dismissione degli impianti nucleari. Senza commettere, naturalmente, gli errori del passato. Primo tra tutti la scarsa comunicazione con il territorio: una disattenzione che è costata sfiducia da parte di associazioni e enti (tra cui il comune di Rotondella), fino al culmine dell’episodio di contaminazione di una fossa radioattiva (circa un anno fa), quando gli allarmismi vinsero su ogni intento di chiarezza e una fase di controllo passò per “incidente radioattivo”.
Ma ora c’è la promessa di un nuovo corso. Un nuovo corso che ieri pomeriggio aveva il volto giovane di Gabriele Mazzoletti, nuovo Responsabile Comunicazione di Sogin Spa. E’ al lavoro da meno di un mese, ma si è già rimboccato le maniche. E’ stato lui a decidere di incontrare “informalmente” i rappresentanti delle associazioni ambientaliste del territorio. Al suo fianco c’erano Giuseppe Bolla (Capoprogetto Sogin per gli impianti di Trisaia, Casaccia e Saluggia) e Tommaso Candelieri (Responsabile dell’Area Disattivazione Trisaia). Sono intervenute attivamente, tra le associazioni invitate, soltanto
Lo stesso Mazzoletti ha aperto l’incontro, promettendo presenza e comunicazione costante sul territorio. In particolare a Rotondella, dove, con cadenza semestrale, Sogin incontrerà la comunità in consiglio comunale. Sono quasi le stesse promesse che fece, nel settembre 2005, il suo predecessore Ugo Spezia. Quelle promesse non ebbero alcun seguito, ma Mazzoletti ha chiarito che con la nuova gestione le differenze si vedranno.
Poi sono intervenute le associazioni. Prima Scanziamo le Scorie, con Antonello Bonfantino. Toni cordiali e una richiesta chiara: regionalizzare la questione, senza relegarla a un ambito locale che le sta stretto. E poi una domanda: cose pensa Sogin delle barre di Elk River di proprietà Usa?
E’ una delle domande (come quella sul sito unico) a cui Sogin non può rispondere, perché si tratta di questioni che non competono a una società aziendale ma alla politica e alla diplomazia. E così la risposta, giustamente, è stata la stessa di due anni fa. “Stiamo predisponendo dei contenitori in sicurezza per il trasporto delle barre (cosiddetti cask). Ma a decidere dove e quando saranno trasferite non saremo certo noi”. Infine è intervenuto Felice Santarcangelo, rappresentante della Ola Ambientalista Lucana. Tanti i dubbi sollevati: dalla scarsa concretezza operativa di Sogin (“quattro anni senza fare nulla di concreto”); alla effettiva qualificazione del personale (“lavori delicati svolti da personale precario”); fino alla possibilità di una nuova ricerca sul nucleare, a cui si sarebbe ricondotta, di recente, anche l’attività dell’Enea.
I tre rappresentanti si sono alternati nelle risposte. Sulla concretezza operativa ha risposto Bolla: “Sogin ha lavorato tantissimo in questi quattro anni. I risultati non sono del tutto visibili perché abbiamo operato essenzialmente sul piano della progettazione e delle autorizzazioni, ma presto
Sul personale ha chiarito Mazzoletti: “Sogin ha tutto l’interesse a qualificare il suo personale” – ha spiegato – anche perché non possiamo permetterci di perdere competenze sul nucleare mentre gli altri paesi di danno da fare”.
Su un’ipotetica ricerca nucleare, da riproporre in collaborazione tra Enea e Sogin, ha tagliato corto Candelieri: “Tutto questo non è assolutamente previsto nel centro della Trisaia. Da noi non si lavora per il nucleare del futuro, ma solo per eliminare quello del passato”.
L’incontro si è concluso in una sala deserta, alla presenza di pochissimi rappresentanti. Ed è sorto un dubbio. Ora che Sogin si dice disposta a comunicare, ci sarà un reale interesse del territorio? In effetti, in un simile incontro con le associazioni, svoltosi due anni fa, c’era un clima ben diverso. Scanzano, in effetti, era molto più vicina! Forse il tempo porta via certe paure. E anche una certa unità. I rapporti tra le associazioni presenti, infatti, non sembravano dei migliori.
24 nov 2007
Sogin: c'è un nuovo piano della comunicazione
Politica: Marranchelli lascia An per il partito di Berlusconi
ROTONDELLA – Non tutta An, nonostante le dichiarazioni di Gianfranco Fini, volta le spalle al partito nascente di Silvio Berlusconi. E mentre i vertici si oppongono, una parte della base comincia ad aderire. I primi segni si vedono già a livello locale, in particolare a Rotondella, dove quattro tesserati si sono autosospesi dal circolo di An “per l’incapacità del partito di captare il valore dell’iniziativa di Berlusconi”. La notizia è che tra i quattro compare anche Rudy Marranchelli, consigliere comunale e assessore alla Comunità Montana Basso Sinni.
A perdere un pezzo importante è pure il movimento Azione Giovani, di cui tutti e quattro avevano fatto parte attivamente. Ma la dipartita dei quattro (tra loro anche Nicola Comparato, Domenico Lippo e Antonio Celano) modifica soprattutto il potenziale della sezione locale, anticipando uno scenario che potrebbe prendere piede anche altrove, con un indebolimento sostanziale dei vari partiti del centrodestra, poi costretti ad aderire giocoforza al progetto dell’ex premier. E’ la scommessa di Berlusconi, ma è anche la scommessa di Marranchelli, sicuro di “incontrare presto, sul proprio sentiero, gli amici di An”. Insomma, una partenza in volata per arrivare primi a un approdo obbligato per tutti.
“Ci sospendiamo in attesa della costituzione di un movimento politico – hanno scritto i quattro nella lettera di autosospensione – che, nascendo dalla gente (ultimamente trascurata dai dirigenti di An impegnati in liti interne) ha tutte le caratteristiche per raccogliere la maggioranza assoluta dell’elettorato di centrodestra. Da tempo si attendeva la nascita del “Partito Unico delle Libertà”, e oggi che i tempi sembrano maturi non possiamo certo rispondere con iniziative quali la contestazione di Assisi a Fabrizio Cicchito. Senza dimenticare le belle esperienze del nostro passato politico in An e Ag – hanno concluso – abbiamo deciso di continuare il nostro percorso con lo sguardo rivolto verso il futuro”.
Pino Suriano - Il Quotidiano della Basilicata
15 nov 2007
Ponte Sinni: l'assessore provinciale Dalessandro risponde al comune
si chiede alla Provincia di non realizzare la ristrutturazione del ponte sul fiume Sinni, e di cui è stata data notizia sulla stampa locale del 15 novembre, per fornire utili chiarimenti al quadro confuso e strumentale che si è voluto dare ai cittadini.Intanto corre l’obbligo evidenziare che stiamo parlando del collegamento Rotondella – Sinnica, opera inserita nel Piano Provinciale della viabilità a suo tempo approvato e condiviso in sede di Conferenza dei Sindaci.Appare scontato che per collegare il Comune alla Sinnica necessita realizzare il ponte. Se si eliminassero solamente alcune curve, per ritrovarsi a percorrere un ponte assolutamente inagibile non si comprenderebbe il perché vengano spesi soldi pubblici.Tuttavia, la soluzione che oggi viene contestata dal Comune, fu condivisa dai rappresentanti di quel Comune durante la Conferenza di Servizi del 27.08.2007. E’ doveroso specificare che in quella sede il Sindaco di Rotondella sollevò solamente problemi connessi alle espropriazioni.Solo in seguito la Provincia ha provveduto ad approvare il progetto, nel cui quadro economico sicuramente non compaiono quelle somme (1.350.000,00 euro) tra le spese tecniche e di progettazione affidate a tecnici dell’ Ente, così come scritto nell’articolo.Ad onor del vero è opportuno far sapere che gli incentivi di progettazione destinati, come per legge ai tecnici della Provincia ammontano ad appena 84.000,00 euro. Evidentemente è sfuggito all’articolista che la somma da lui indicata è comprensiva, tra l’altro di 840.000,00 euro di iva, 103.000,00 euro per lavori in economia e ben 200.000,00 euro per interventi a supporto di opere a supporto del Consorzio di Bonifica.Ad ogni buon conto, pur comprendendo la legittimità dell’iniziativa intrapresa dal Comune di Rotondella, e rispettosi dei proficui rapporti istituzionali che devono essere a base di una efficace azione amministrativa, auspico vi sia consapevolezza sui termini temporali di utilizzo delle somme assegnate.Simili iniziative, intralciano l’attività amministrativa, creano confusione progettuale e ci allontanano dal perseguire quegli obiettivi che sono attenzionati dai cittadini.Il dovere della Provincia è quello di realizzare integralmente il Piano approvato, obiettivo che si sta conseguendo grazie alla collaborazione delle Amministrazioni locali e grazie all’impegno dello staff tecnico – contabile – amministrativo dell’Ente.Ponte Sinni: è comune contro provincia
Che Rotondella non volesse “buttare” un finanziamento di 7 milioni per un ponte poco trafficato era noto da tempo. Che gli amministratori fossero contrari all’iniziativa è noto solo da poche settimane. Perché questo documento, senz’altro utile, arriva forse troppo tardi, a soli due mesi dalla data di scadenza della cantierizzazione dell’intervento (31 dicembre 2007). Lo ha riconosciuto, nella seduta del consiglio, anche il capogruppo di opposizione Vincenzo Francomano.
Questa la cronistoria dei fatti, che lasciano intravedere scenari inesplorati. Per la viabilità extraurbana di Rotondella erano previsti (dopo varie modifiche) 7.100.000 euro nell’ambito del piano provinciale per la viabilità. Si trattava di riconsolidare il ponte traversa Sinni e spendere le restanti somme per interventi di miglioramento della viabilità, che rendessero meno lunghe e pericolose le tante curve ai piedi Rotondella. Insomma, l’intervento era stato subito accolto come il primo grande passo per l’uscita dall’isolamento del territorio.
A quel punto si attendeva soltanto che la provincia presentasse il progetto. E invece (era il 4 aprile 2007) il sindaco venne convocato in regione per una comunicazione. Questo il messaggio: il finanziamento era ridotto a 6 milioni, perché la restante somma era stata assegnata solo per un errore di trascrizione o di calcolo. Pertanto, nessun intervento contro l’isolamento era possibile, ma solo la ricostruzione del ponte Sinni, un’opera colossale per cui bastavano a stento i 6 milioni adesso a disposizione.
Da quel giorno cominciava il silenzio delle istituzioni, di provincia e comune, di maggioranza e di opposizione. Tutto taciuto fino a che sul Quotidiano, in data 27 agosto 2007, non compariva la notizia di una conferenza di servizi in provincia per discutere il tutto. E diventava pubblica, per la prima volta, la notizia della riduzione del finanziamento. Della questione si è riparlato a fine settembre, in consiglio comunale e su richiesta dell’opposizione. Il comune comunicava allora alla provincia le sue perplessità e solo pochi giorni dopo (siamo al 16 ottobre 2007) la provincia deliberava l’approvazione del progetto.
Rotondella allora si sollevava: cinque associazioni scrivevano alle istituzioni per opporsi a questo intervento contrastante con le direttive di sviluppo del territorio. A quel punto maggioranza e opposizione prendevano quell’iniziativa comune che avrebbe portato al documento sottoscritto l’altro ieri. E così arriviamo ad oggi.
Ora la palla passa alla provincia di Matera. Come reagirà alla ferrea opposizione di un comune a cui sta per “regalare” un’opera inutile e non desiderata? Quella di Rotondella, infatti, è da ieri un’opposizione più decisa: “Non ci hanno interessati neppure per i sopralluoghi presso il ponte” ha detto il sindaco in consiglio. Insomma, l’immagine che emerge è quella di una provincia che sta “facendo da sé”.
E sullo sfondo compare un altro elemento, ventilato in consiglio dall’assessore Antonio Pastore sulla base di un dato che fa riflettere. Il progetto approvato dalla provincia il 16 ottobre, infatti, prevede un importo di 1.350.000 euro solo per le spese di progettazione e studio geologico, che saranno affidati a tecnici dello stesso ente. Insomma, sulla questione non mancherebbero interessi di un certo rilievo, che diminuirebbero notevolmente se si modificasse l’intervento. “Naturalmente – ha chiarito Pastore – questa per ora è solo un’ipotesi”. A questo punto, perciò, ai rotondellesi non resta che sperare in un ripensamento della provincia. Se così non fosse, Rotondella avrà perso il suo ultimo treno per lo sviluppo. E avremo un ponte Sinni modernissimo ma poco trafficato, fermo lì, a ricordarci come mai il sud è rimasto fermo e “Cristo si è fermato indietro a Eboli”.
7 nov 2007
Piano di comunicazione Sogin: le promesse non mantenute
ROTONDELLA – Era il settembre 2005: Sogin presentava, con un incontro in pompa magna, i suoi nuovi laboratori di monitoraggio ambientale. Quello stesso giorno Ugo Spezia, Responsabile Comunicazione della società, annunciava con entusiasmo il nuovo piano di comunicazione con il territorio. Il messaggio fu chiaro: c’era da aspettarsi un ciclo di incontri pubblici a cadenza fissa, resoconti periodici sulla stampa e tanto altro. Insomma, comunicazione costante su tutto ciò che succedeva in Trisaia. Oggi non c’è più, per Pino Suriano - Il Quotidiano della Basilicata
4 nov 2007
Rotondella - Valsinni 0-0
A.D.P. ROTONDELLA:
Salerno G., Mele, Salerno A., Acciardi, Rubolino, Suriano, Santarcangelo L. (
Allenatore Martino
F. VALSINNI:
Truncellito, Corizzo, Natale, Ciancio (
Allenatore Modarelli
Arbitro Capolupo - Sezione di Matera
ROTONDELLA – A piangere è soprattutto la squadra di casa. Perché al Valsinni, con pochi punti in classifica e lontano dal proprio terreno di gioco, il pari va più che bene. Non così per il Rotondella, che non supera il suo nuovo “complesso del terreno di casa”, dove non vince dall’inizio del campionato. E pensare che il comunale di rione Mortella era diventato, negli anni scorsi, una sorta di fortezza anche per le squadre di alta classifica. Ora la magia sembra svanita. Scarsa fiducia? Scarse motivazioni? Chissà! Quel che è certo è che la squadra di mister Martino non batte neppure un avversario del tutto alla portata. Anzi, ad andare più vicino al gol è proprio il Valsinni, che al
Nova Siri: mensa scolastica nella bufera
NOVA SIRI – A Nova Siri il servizio di mensa scolastica è partito regolarmente. Ma c’è un punto interrogativo. Ad essere in discussione, in questo caso, è la procedura di aggiudicazione. Una delle due società che hanno preso parte al bando, infatti, è stata esclusa in sede di gara per la mancata produzione di un certificato. E adesso preannuncia azioni legali che potrebbero avere ripercussioni. Questi i fatti. A Nova Siri il pubblico incanto è previsto per il 18 settembre scorso. Un bando ben dettagliato, con importanti riferimenti alla vicinanza dei centri di cottura e alla somministrazione di prodotti biologici. All’appuntamento si presentano i rappresentanti di due società del settore, entrambe di fuori regione ma con centri di cottura a Nova Siri (società esclusa) e Policoro (società aggiudicatrice).
In sede di esame della documentazione, però, uno dei rappresentanti interviene evidenziando la mancata produzione, da parte della società concorrente, di una certificazione ai sensi della legge 68/99 per i diversamente abili. Il comune allora sospende la gara e in seguito delibera l’esclusione della società per la mancata produzione del certificato. Il servizio viene così aggiudicato a prescindere dal contenuto delle offerte e la mensa prende il via nei tempi previsti.
E’ da quel punto, però, che si susseguono le obiezioni della società esclusa, protocollate per giorni presso gli uffici comunali. La prima riguarda il fatto che, all’interno del bando, non era esplicitamente indicata la richiesta di quel certificato. La seconda sottolinea che la società non sarebbe soggetta agli obblighi richiesti dalla suddetta legge 68/99 ai sensi dell’art. 17 della stessa (il certificato comprovante ciò sarebbe stato protocollato al comune lo stesso 18 settembre alle ore 16). La terza, invece, evidenzia che il comune avrebbe potuto permettere una successiva integrazione dei documenti richiesti ai sensi del decreto legislativo 163/2006 art.
Di parere opposto è Domenico Mauro, Responsabile del settore Socio-Culturale a cui il servizio fa riferimento. A suo parere ogni delega dei rappresentanti sarebbe stata regolarmente verificata. Sempre secondo lui, inoltre, “il certificato incriminato”, pur non essendo esplicitamente indicato nel bando, era implicitamente richiesto con tale dicitura: “per quanto non previsto nel presente bando si fa esplicito rinvio al capitolato d’appalto e alla relativa normativa in vigore”. Non rilevante e comunque non vincolante, a suo parere, l’obiezione secondo cui il comune avrebbe potuto richiedere l’integrazione dei documenti mancanti.
Insomma, ognuna delle parti in causa rimane ferma e certa nelle sue posizioni. La partita, perciò, è tutt’altro che chiusa. Staremo a vedere.
3 nov 2007
1 nov 2007
Cinque associazioni: colleghiamo Rotondella alla 106
Khorakanè, Community, Pio Latorre, Arci e Prociv-Arci contro il progetto attuale
ROTONDELLA – Contro il rifacimento del ponte Sinni scendono in campo le associazioni. Anche la società civile, dunque, si ribella a una scelta politica che era apparsa a molti miope e sconsiderata: spendere sei milioni di euro (destinati a Rotondella dal piano provinciale per la viabilità) solo per il rifacimento del ponte “Traversa Sinni”, che collega il territorio con la ss. 653 “Sinnica”. L’iniziativa fa seguito a un articolo del Quotidiano, che in data 27 agosto già richiamava l’attenzione sulla palese anomalia. Per la stessa ragione, nei giorni scorsi, si son
o riuniti i rappresentanti di alcune associazioni del territorio e insieme hanno sottoscritto un duro documento indirizzato al Prefetto, al sindaco e alle autorità politiche regionali e provinciali. Cofirmatari della missiva sono l’Associazione culturale Khorakanè, Associazione Community (Laboratorio di Cultura Politica), Circolo Pio Latorre, Arci “
Pino Suriano - da Il Quotidiano della Basilicata
Rotondella: studenti cercasi
A colloquoio con il dirigente Maria Vizziello
ROTONDELLA - Maria Vizziello affronta a Rotondella la sua prima esperienza da dirigente scolastico. E non è certo la “missione” più facile che potesse capitarle, perchè sono molteplici ed eterogenei i problemi che attanagliano da anni questa particolare realtà scolastica. Si va da un bassissimo tasso di natalità fino a problemi di strutture, logistica e viabilità, passando per alcune incomprensioni che, a sentire i più critici, avrebbero urtato non poco il clima collegiale degli ultimi anni. Ma il vero problema è che a Rotondella i bambini non nascono quasi più, e molti di quelli che risiedono nel suo vasto territorio (in particolare le aree rurali) preferiscono frequentare le scuole di Nova Siri e Policoro, più vicine e meglio collegate.
Poi c’è Rotondella due, “una realtà asfittica” secondo
Il dirigente non ha ricette pronte, ma ha subito scandito con chiarezza i nodi problematici e le strategie di intervento. Il tutto sotto l’egida di un concetto-chiave: qualità dell’offerta formativa. E’ da questo obiettivo, declinabile in tutte le salse (didattica, strutture, trasporti, tecnologie) che dovrebbe partire il rilancio della realtà scolastica, anche in termini di competizione. “Perché il mio primo obiettivo – spiega
Rotondella due. “Qui la scuola - spiega
Ma tutto ciò non basta a far dimenticare alcuni gravi problemi strutturali. Qui le aule non mancano (anche perchè a mancare sono gli alunni), ma tra quelle disponibili nessuna è attrezzata per l’attività sportiva. Si sopperisce, allora, con gli spazi esterni, che oltre a essere inadeguati sono anche poco sicuri. “Così come è poco sicura – aggiunge il dirigente – la piccola recinzione in legno che separa l’edificio scolastico da una strada ad alta velocità, sulla quale bisognerà intervenire immediatamente con una barriera più solida”.
Resta un ultimo problema: le difficoltà di gestione di un contesto tanto piccolo, in cui sovente sono venute alla luce difficoltà nei rapporti tra i collaboratori. E qui
Felicia Cavallo: l'arte dell'ansia umana
I volti "tristemente dolci" di un'opera istintiva
SANT’ARCANGELO - Felicia Cavallo non aveva compiuto ancora dieci anni quando cominciò a dipingere i primi volti. Una passione fervida la sua, ma tenuta nel segreto per anni. Quei disegni non voleva mostrarli neppure alla sua insegnante. E quando questo accadde, quasi per caso, l’esito fu imprevisto: si scoprì che quella ragazzina aveva talento! Nacque così l’idea di frequentare l’istituto d’arte a Salerno, decisivo per la sua formazione. Poi una vita tra i banchi di scuola, dove ha insegnato per 35 anni disegno e storia dell’arte. E ora, a soli due mesi dalla pensione, ha coronato il suo sogno: aprire una galleria d’arte. Ci stava pensando sin dagli anni ’90, e per il progetto aveva sempre avuto in mente un locale di ampie dimensioni, suddiviso in due grandi stanzoni, perché all’interno aveva immaginato anche un laboratorio per la formazione e la produzione artistica. E così è stato.
Dallo scorso agosto, infatti, è stato inaugurato l’amplissimo locale di sua proprietà adibito a galleria. Alla presentazione, presieduta da Maria Celano (presidente dell’associazione Magna Grecia Lucana) accorsero numerosi cittadini e autorità del posto.
La sua è una vera e propria “casa dell’arte”, che lì trova spazio in ogni forma e angolatura. E come poteva essere altrimenti tra le mura di un’artista così eclettica, che negli anni ha sperimentato ogni forma di rappresentazione: china (la sua preferita), acrilici, lavori in bassorilievo, sbalzo in rame e numerose altre tecniche miste? Il suo studio è uno spettacolo di colori e stile. Felicia Cavallo è una che dipinge tanto e senza pause (circa mille i suoi lavori). Osservando le opere ci racconta di come la sua arte sorga da istinti e stati d’animo alterni. Da lei non ci si attenda il disegno preparatorio, perché ogni suo quadro è un flusso spontaneo di emozioni. Potremmo definirlo, forse, il frutto maturo di quello che lei chiamava un tempo “nervosismo ispiratore”. Ama Van Gogh e Picasso, ma il critico Appella l’ha accostata all’espressionismo tedesco. Il primo impatto sui volti richiama Modigliani. Ma a guardar bene emergono differenze notevoli. Insomma, ogni tentativo di inquadrarla si rivela subito sfuggente. Le sue opere e la sua galleria sono un po’ come lei: eleganti, gentili e “tristemente dolci”. Un luogo prezioso dell’arte lucana è nato a Santarcangelo. Lunga vita!!!
30 ott 2007
Angelo Falcone rinviato a giudizio
Saranno sentiti il 26, 27 e 28 dicembre prossimo
ROTONDELLA – Rinviati a giudizio Angelo Falcone e Simone Nobili. Per i due italiani, detenuti in India dal marzo scorso, si è conclusa la fase dibattimentale. E tra poco comincia il processo vero e proprio. Prime date programmate sono quelle del 26, 27 e 28 dicembre prossimo. In quella occasione saranno sentiti i primi nove dei ventiquattro testimoni (tra civili e forze dell’ordine) chiamati in causa dall’accusa. Intanto Falcone e Nobili si sono dichiarati del tutto estranei ai fatti. Nessun patteggiamento, ma una decisa dichiarazione d’innocenza per i due, attesi ora da un’odissea di cui è difficile prevedere i tempi.
Gli avvocati difensori stanno inoltre valutando la possibilità di una libertà provvisoria su cauzione. E’ questa un’ipotesi che però, a quanto pare, Angelo Falcone escluderebbe a priori. Il giovane, forse anche per lo stato psicologico in cui si trova a vivere, avrebbe confessato al padre la sua volontà contraria: “Voglio tornare il libertà solo quando potrò stare in Italia. La mia vita, in India, continuerebbe a essere un inferno anche se in stato libero”.
La notizia del rinvio a giudizio ha riempito di sconforto Giovanni Falcone, padre di Angelo: “Non nascondo – ha detto al Quotidiano – di aver sperato in una liberazione in fase dibattimentale. La storia dei poliziotti non regge. Fino a qualche giorno fa – ha commentato – sembrava che non ci fossero testimoni, e adesso ne vengono fuori addirittura ventiquattro: è incredibile! Credo che la dichiarazione di innocenza di Angelo e Simone abbia spiazzato l’accusa, che ora è costretta a correre ai ripari con tutti i mezzi”.
Le novità dall’India, comunicate ufficialmente dall’ambasciata italiana, arrivano come una mazzata sulle spalle di Falcone e lo scoraggiano dopo una settimana fitta di appuntamenti e nuove speranze. Proprio nei giorni scorsi l’ex carabiniere era riuscito a portare la vicenda del figlio sugli schermi di Rai1 e presso la camera dei deputati, dove aveva partecipato a una conferenza stampa organizzata dal deputato di An Marco Zacchera. Proprio in seguito alla trasmissione di Rai 1 (ben 9 minuti dedicati al racconto di Falcone) il genitore è stato contattato dalla madre di un ragazzo milanese detenuto da marzo a Barcellona.
Nella mente di Giovanni Falcone, infine, balena anche l’idea di andare in India a trovare il figlio. “Se venisse concessa la libertà provvisoria potrei trasferirmi lì e cercare con lui una casa in affitto. Almeno lo aiuterei a trascorrere meglio questi mesi durissimo. Ma è un’idea che Angelo non sembra condividere”.
Pino Suriano - da Il Quotidiano della Basilicata
Partono i lavori di Corso Garibaldi
ROTONDELLA – Transenne e cartelli sono un segno che non lascia equivoci: partono oggi i lavori di Corso Garibaldi. Ma ieri, in paese, circolava anche un’altra voce: l’ipotesi di una protesta, con cui si cercherà di impedire i lavori ricorrendo a gesti eclatanti. E trattandosi di abbattimento di alberi, non è escluso che qualcuno possa pensare di legarsi ai tronchi, come già è accaduto altrove.
Questo progetto, in verità, non è mai piaciuto troppo. Bocciato in un primo tempo a livello regionale e riabilitato solo in seguito ad alcune modifiche, non ha trovato grossi consensi neppure tra i cittadini. Prima l’associazione Community, che ha raccolto più di cento firme per contrastare l’iniziativa. Poi Riccardo Paternostro, segretario regionale del Fronte Sociale Nazionale, che sulla vicenda ha addirittura messo su un partecipato comizio nei primi di settembre.
Ciò che anzitutto si contesta è l’impatto ambientale del progetto. Un impatto che costerà l’abbattimento di alcuni alberi di vecchia data e una maggiore cementificazione della “balconata” naturale su cui il corso si affaccia. Il tutto per un fine senz’altro utile: permettere il doppio senso di circolazione nella via più centrale e trafficata del paese. Ma per raggiungere questo fine, secondo gli oppositori, c’erano altre soluzioni meno invasive. Prima tra tutte quella di una diversa dislocazione dei parcheggi già presenti, che impediscono ad oggi la possibilità del doppio senso di marcia.
A tutto ciò si aggiunge un punto interrogativo, già ventilato da Paternostro: “l’amministrazione ha solo la metà dei finanziamenti per il progetto e qualora non si riuscisse a reperire la seconda parte, cosa succederà? Rimarremo forse con i lavori a metà?”.
Anche per lui, come per Community, lo stesso fine poteva raggiungersi con altri mezzi. Ma per questa alternativa (e per ogni altra) da oggi non c’è più speranza. Speriamo che i lavori (e gli intralci alla strada) durino il minimo e indispensabile. Bloccare Corso Garibaldi vuol dire bloccare buona parte della vita sociale di Rotondella.
22 ott 2007
I cento anni di Antonio Lapergola
Per una bella foto di ieri cliccate qui
ROTONDELLA – Non è stata una cerimonia o una manifestazione, è stata un vera festa di compleanno. E a questa festa c’erano davvero tutti: dai parenti, alle autorità, ai cittadini. Perché per un centenario una piccola comunità non può rimanere indifferente. Tanto più se quel centenario si chiama Antonio Lapergola.
Il “nonno”, infatti, non è mai stato un cittadino anonimo. Nato nel 1907, era già un maturo cinquantenne nel gennaio 1956. Fu in quei giorni che il suo nome si legò a un episodio destinato a permanere nella memoria collettiva.
Un gruppo di operai e famiglie povere organizzò una protesta pacifica contro le istituzioni, un corteo non armato che gridava “pane e lavoro”. Dopo pochi giorni molti di quei manifestanti furono arrestati, poi processati e assolti solo dopo numerosi peregrinazioni giudiziarie e molti giorni di ingiusta detenzione. Antonio Lapergola, operaio, era uno di loro. Anzi, forse era uno di quelli che più comprendevano la coscienza di classe insita in quel gesto.
Erano anni particolari, di lotte e contrapposizioni ideologiche. Anni in cui i manifestanti infreddoliti rifiutavano – come lui stesso ha raccontato - anche l’aiuto del parroco don Felice, pronto a offrire
Sarà difficile offrire una valutazione obiettiva di quei fatti e delle effettive responsabilità, ma l’orgogliosa memoria con cui Lapergola esprime i ricordi colpisce ancora gli ascoltatori. E così è accaduto ieri, davanti ai microfoni delle emittenti locali.
Ma quella di ieri non è stata solamente la festa di un uomo dal colore politico. E’stata anzitutto la festa di un uomo. Celebrato per il suo passato, ma anche e soprattutto per il suo presente. Un presente che ieri aveva il volto di decine di giovani e meno giovani festanti, orgogliosi di colui che alla loro stirpe ha dato vita. Era la sua grande famiglia (9 figli, 20 nipoti e 20 pronipoti), composta anche da persone giunte da Milano, Piacenza e Torino.
Forse è questo popolo festante, ancor più delle sue battaglie, la cosa più grande che ha costruito. Anche perché quest’uomo, nei suoi cento anni, ha dovuto sopportare un’esperienza che è forse più dura del carcere: la morte della moglie e quella (recente) di un figlio. E’questa, in fondo, la sorte obbligata (bella e terribile allo stesso tempo) di chi ha la fortuna di vivere a lungo.
E’ forse per questo che ieri, più della gradita targa del sindaco e delle belle parole sul suo passato politico, deve averlo gratificato la poesia che i suoi figli gli hanno dedicato in pubblico, ricordando il suo regalo più grande: l’educazione. E questa passione educativa è emersa anche ieri, nei suoi racconti di vita, pronunciati con tono flebile ma con ragionamenti sempre sensati. Anche il suo centesimo anno non è stato inutile.
17 ott 2007
Il Rotondella torna a vincere
ROTONDELLA
TRAMUTOLESE
Rete:
ROTONDELLA – Il Rotondella torna a vincere. Dopo il doppio stop con Scanzano e Lagonegro la squadra di mister Martino guadagna i tre punti pur senza convincere troppo. Il risultato fotografa bene il match, piuttosto equilibrato ma con una leggera superiorità dei locali, espressa in particolare nel secondo tempo.
Il primo tempo, infatti, è un sussiego di tentativi da una parte e dall’altra. Ma nessuna delle compagini riesce a impensierire troppo il portiere ospite. Nel secondo tempo entra in campo un Rotondella più determinato. Ma la sensazione è che solo un episodio potrà sbloccare la partita. E così accade al
Dopo il gol il Rotondella continua ad insistere, ma senza portare pericoli gravi alla porta avversaria. Anzi, negli ultimi minuti torna a farsi viva