7 dic 2011
Musicarte presenta il libro di Paola Nifosi, docente del classico di Nova Siri
Il cartellone eventi “giorni di…versi e musica” promosso dall’Associazione culturale “Musicarte”, con sede in Nova Siri, lancia per il 10 dicembre prossimo un nuovo appuntamento culturale, presso l’hotel Imperiale in Nova Siri Scalo. Si tratta della presentazione del libro “La corazza del guerriero” dell’Autrice Paola Nifosi. Paola Nifosi insegna Italiano e Latino nel liceo classico di Nova Siri.
24 nov 2011
Tassa di soggiorno: pareri discordanti
Non ci sarebbe concordia tra gli amministratori del metapontino sulla possibilità di inserire la tassa di soggiorno. Qui il servizio di Emmenews sull'incontro tenutosi nei giorni scorsi.
23 nov 2011
Rotondella - Sarà riqualificato Rione Mortella
BASL’Amministrazione comunale di Rotondella ha approvato il progetto esecutivo relativo ai “Lavori di riqualificazione urbana del Rione Mortella” (borgo costruito negli anni ’60, ampliato successivamente), redatto dall’arch. Mario Montesano che significa l’imminente avvio della procedura per l’affidamento dei lavori. L’importo dei lavori (i fondi sono del Comune) è di 57.687,65 euro.
L’altro intervento consiste in “Lavori di sistemazione e canalizzazione del traffico nell’intersezione SP (ex SS 104 Sapri-Jonio) Valsinni-Rotondella-Nova Siri” in località Bivio di Mortella e fa parte del terzo Programma di attuazione del Piano Nazionale di Sicurezza Stradale della Regione Basilicata. Il progetto esecutivo è stato redatto dall’Ufficio Tecnico del Comune di Rotondella mentre le risorse disponibili ammontano a 208 mila euro. Da segnalare, infine, che con intervento, svoltosi in due tempi, da parte della Comunità Montana “Basso Sinni”, è stata ristrutturata l’antica fontana di Mortella e riqualificata l’attigua area.
Dal sito basilicatanet.it
L’altro intervento consiste in “Lavori di sistemazione e canalizzazione del traffico nell’intersezione SP (ex SS 104 Sapri-Jonio) Valsinni-Rotondella-Nova Siri” in località Bivio di Mortella e fa parte del terzo Programma di attuazione del Piano Nazionale di Sicurezza Stradale della Regione Basilicata. Il progetto esecutivo è stato redatto dall’Ufficio Tecnico del Comune di Rotondella mentre le risorse disponibili ammontano a 208 mila euro. Da segnalare, infine, che con intervento, svoltosi in due tempi, da parte della Comunità Montana “Basso Sinni”, è stata ristrutturata l’antica fontana di Mortella e riqualificata l’attigua area.
Dal sito basilicatanet.it
18 nov 2011
SS 106, ci siamo quasi. Pronto il bando per il monitoraggio ambientale.
Roma, 17 nov. (Adnkronos) - L'Anas pubblichera' domani 18 novembre 2011 sulla Gazzetta Ufficiale un bando per l'avvio delle attivita' di monitoraggio ambientale nelle aree interessate dai lavori di costruzione della Variante di Nova Siri. Qui il resto della notizia dal quotidiano Libero
9 nov 2011
a Nova Siri il cartellone di eventi "giorni di...versi e musica"
BASIl cartellone di eventi “Giorni di…versi e musica” curato dall’Associazione culturale “MusicArte” di Nova Siri è alla sua nona edizione. Tale progetto di arte e cultura, afferma il Presidente Carmela Carella, parte da una precisa volontà divulgativa: infatti, il cartellone, che riserva in se una ecletticità di temi, fa della territorialità e della sua promozione il punto convergente di un percorso divulgativo e allo stesso tempo educativo. Il cartellone si inaugura il giorno 11 novembre 2011 presso l’Hotel Imperiale di Nova Siri con il convegno divulgativo sulla “Brithys Crini” la farfalla del giglio di mare, riflessioni sul valore della biodiversità della fauna degli ambienti costieri Ionici. L’incontro , con il Patrocinio dell’Amministrazione Provinciale di Matera , sarà introdotto dall’agronomo dr. Domenico Bitonte e prende le mosse dalla relazione scientifica del Professore Salvatore Arpaia, vuole risolversi nella spiegazione di come lungo la costa jonica lucana siano presenti tratti di litorale che meritano una attenzione particolare in quanto permettono la sopravvivenza di flora e fauna di estremo interesse: ed è proprio il caso studio delle specie a rischio del giglio di mare ( Pancratium maritumum L. ) al quale è legato un lepidottero nottuide fitofago , la Brithis crini – Fabricius.
Il secondo appuntamento è previsto per il 10 dicembre , sempre presso l’Hotel Imperiale di Nova Siri, per la presentazione del libro “ La corazza del guerriero” di Paola Nifosi , con appendice di un concerto di quartetto d’archi. L’evento va nella direzione della promozione di una scrittrice lucana, che pone alti i temi della solidarietà e dell’amicizia. Il valore paidetico dei temi viene ad essere esaltato dal valore stesso della comunicazione, perché i primi fruitori vengono ad essere proprio gli adolescenti.
Infine l’appuntamento con “ …6 giorni per educare al bello” , laboratorio di arte contemporanea per l’infanzia, officine lucane. Il progetto propone una sequenza di percorsi articolati che raccontano, attraverso modalità interattive rivolte ai più piccoli, un graduale approccio alle tecniche e agli strumenti dell’arte contemporanea.
L’iniziativa sarà curata dal maestro Gaetano Russo, professore dell’Accademia d’Arte
Il secondo appuntamento è previsto per il 10 dicembre , sempre presso l’Hotel Imperiale di Nova Siri, per la presentazione del libro “ La corazza del guerriero” di Paola Nifosi , con appendice di un concerto di quartetto d’archi. L’evento va nella direzione della promozione di una scrittrice lucana, che pone alti i temi della solidarietà e dell’amicizia. Il valore paidetico dei temi viene ad essere esaltato dal valore stesso della comunicazione, perché i primi fruitori vengono ad essere proprio gli adolescenti.
Infine l’appuntamento con “ …6 giorni per educare al bello” , laboratorio di arte contemporanea per l’infanzia, officine lucane. Il progetto propone una sequenza di percorsi articolati che raccontano, attraverso modalità interattive rivolte ai più piccoli, un graduale approccio alle tecniche e agli strumenti dell’arte contemporanea.
L’iniziativa sarà curata dal maestro Gaetano Russo, professore dell’Accademia d’Arte
8 nov 2011
Sportelli del Comune anche a Rotondella due
Avviato Rotondella Due, per un giorno a settimana, il servizio anagrafe, stato civile e relazioni con il pubblico con l’apertura del relativo Sportello che viene ospitato presso la sede della Polizia Locale “Terre del Sinni”. Si inizia da domani 9 novembre con l’apertura al pubblico dalle ore 8.00 alle ore 14.00. Lo Sportello funzionerà, rispettando questo orario, in via sperimentale, ogni mercoledì.
Latronico: Toccacielo e San Nicola a rischio esondazioni
Cosimo Latronico, senatore del Pdl, segnala di aver raccolto gravi segnali di allarme per il rischio di esondazioni a causa delle condizioni idrauliche dei torrenti Toccacielo e San Nicola che minacciano seriamente l'abitato di Nova Siri marina e le strutture turistiche di Nova Siri e Rotondella.
Qui il link alla notizia
Qui il link alla notizia
3 nov 2011
Fabio Mitidieri, il nuovo Comandante della Capitaneria di Porto di Policoro è originario di Nova Siri
E' originario di Nova Siri il nuovo Comandante della Capitaneria di Porto di Policoro, Fabio Mitidieri. Il neo comandante ha spiegato di essere originario di Nova Siri, dunque lucano, e proveniente dall’Emilia Romagna. Qui la nota del Comune di Policoro sul suo insediamento.
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fabio mitidieri
27 ott 2011
Metapontino. Tanti fanno querele "politiche", ma poi tutti sono assolti
POLICORO – Il Metapontino: dove la querela è facile, ma quasi mai vincente. E’ destinata a far discutere la sentenza del Tribunale di Pisticci, che ha condannato il sindaco di Policoro, Nicola Lopatriello, a risarcire il blogger Ottavio Frammartino, che lo stesso primo cittadino aveva querelato per diffamazione. Immotivatamente, secondo il giudice. E così si è ritrovato sconfitto proprio chi era andato all’attacco. Almeno per ora, visto che è stato già annunciato l’appello da parte del sindaco.
Del resto, richiamando alla memoria altre vicende non lontane, ci si accorge che l’accusa per diffamazione (in ambito politico) non è cosa rara dalla nostre parti. E’ raro, però, che possa concludersi vittoriosamente per il querelante. Almeno di recente.
E’ dei mesi scorsi la Sentenza del Tribunale di Cosenza (giudice Maria Antonietta Onorati) che ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, l’ex sindaco di Tursi, Salvatore Caputo. L’accusa, rappresentata dai consiglieri comunali Antonio Lauria e Giuseppe Labriola, si era ritenuta lesa dalla frase “Io non parlo con i cretini”, riportata in un articolo del Quotidiano della Basilicata del maggio 2007. Non è stato però dimostrabile che la frase, effettivamente pronunciata, fosse riferita a persone precise e non generiche. Una motivazione diversa da quella che ha assolto Frammartino, per il quale si è riconosciuto come legittimo diritto di critica ciò che era ritenuto offesa.
Più simile a quest’ultima, invece, è un’altra sentenza arrivata l’anno scorso dal Giudice di Pace di Matera, Antonio De Vito. E’ quella che ha assolto l’ex assessore comunale Antonio Dimatteo. A querelarlo era stato l’ex sindaco di Rotondella, Mario Cucari, che si era ritenuto leso da alcune sue affermazioni pubbliche. Dimatteo, in una lettera al Prefetto (diffusa anche dalla stampa regionale) aveva parlato di una discarica abusiva che, ai tempi in cui era sindaco Cucari (2003), sarebbe stata realizzata “con il consenso degli uffici Comunali e del Sindaco di Rotondella. Siamo di fronte – aveva scritto ancora Dimatteo - all'ennesima gestione della cosa pubblica come se fosse cosa propria: favoritismi e clientelismi non solo nell'affidamento dei lavori e della loro realizzazione, me anche nello smaltimento dei rifiuti”.
Ebbene, Dimatteo è stato assolto “in quanto il reato di diffamazione appare chiaramente scriminato da una causa di giustificazione, trovandovi applicazione l'esercizio del diritto di critica politica”.
E’ interessante leggere la motivazione: “Il frasario usato dall'imputato, allusivo dell'attività negativa del menzionato Ente Comunale, non esorbita dai limiti espressivi consentiti dalla legge. Esso è mera locuzione di linguaggio politico, privo di per sé di alcuna carica offensiva-diffamatoria, scaturente dalla necessità di suscitare, in un clima di corretta contrapposizione politica, un interesse di rilievo pubblico”.
Altro che punizione, dunque: l’azione pubblica di denuncia, se corretta, rappresenterebbe un vero e proprio “servizio” alla comunità. Non diversamente dalla sentenza pro-Frammartino, al quale è stato proprio riconosciuto il diritto di critico politica, con affermazioni che non supererebbero la soglia di offesa personale.
La “querela politica” è di moda anche a Nova Siri. Lì, con il voto favorevole del Consiglio Comunale, il sindaco ha denunciato un anonimo. Un tale Siddartha (è il nick name utilizzato dal commentatore di un blog) aveva offeso sul web l’istituzione comunale facendo cenno a una supposta “cupola” di potere costituita da una triade di amministratori e funzionari del comune. In questo caso, però, la vicenda pare ancora ferma al primo stadio. Non sembra facile, infatti, che si possa approdare a una effettiva individuazione dell’identità del soggetto. Staremo a vedere.
Intanto emerge un giudizio. Le sentenze richiamate (quelle di Frammartino e Dimatteo in particolare) possono confortare soggetti politici e società civile, che spesso vivono una certa titubanza nell’esprimersi (anche quando non ce ne sarebbe il motivo) per il timore di ripercussioni giudiziarie, spesso utilizzate da qualcuno come deterrente psicologico. Più di qualcuno, infatti, ne annuncia tante, ne fa poche, e ne vince ancora meno. Può essere un bene, affinché il potere economico e la conseguente facilità con cui qualcuno (non tutti) può pagare un avvocato con facilità, non incidano su un sereno confronto delle opinioni. A quanto pare, su vicende di pubblico rilievo, si può dire e scrivere molto più liberamente di quanto si crede.
Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 27 ottobre 2011
Il Mastro Dimatteo e lo "sgarbo di Sgarbi": "Non dovevo essere escluso dalla Biennale"
| Gaetano Dimatteo - foto Pino Suriano |
NOVA SIRI - Pianto vero. Ad un tratto, nel pieno della conversazione, la voce si arresta e comincia a singhiozzare. “Io da questa mostra non dovevo essere e – s- c- l- u – s -o”. Alla sera, intorno 20, l’ironia su Sgarbi ha già lasciato il posto alla malinconia nell’animo di Gaetano Dimatteo. Fuori piove e fa freddo. In casa, tra busti e manichini, c’è un clima quasi spettrale.
Il maestro ci accoglie con garbo, ma si vede che è provato e triste. Oppresso da una malattia per la quale sente quasi il dovere di scusarsi (il morbo di Parkinson), ma colpito soprattutto da un’esclusione che non si aspettava. E’ la triste ora dell’angoscia. “Se non foste venuti qui voi, in questo momento sarei da solo a piangere”. Quella che doveva essere un’intervista, così, diventa presto una singolare “consolatio”. Sincera. L’obiettivo è lenire la sofferenza del Maestro per il mancato inserimento nella lista dei 43 artisti lucani prescelti per la Biennale diretta da Vittorio Sgarbi.
Non è difficile trovare gli argomenti. Davanti ai nostri occhi si impone una gigantografia del Corriere della Sera. E’ una pagina culturale del 2001, che recensisce una sua personale tenuta in Germania. Maestro, ma di quei 43, quanti andranno mai sul Corriere? Suvvia, ma non crede mica che ci siano davvero 43 validi artisti in Basilicata? “Macché – risponde - ce ne sono al massimo due o tre”. I nomi? “Di sicuro Ginetto Guerricchio. Come si fa ad escluderlo? Lui, come anche Nicola Finazzola o Nicola Pavese. Quella mostra è stata concepita male, all’insegna della corruzione direi. Non mi si fraintenda su questo termine, però. Non voglio dire che qualcuno abbia pagato, ma sembra che abbiano inciso fattori di valutazione poco chiari e rispettosi delle effettive qualità. Sembra il solito sistema: io busso alla porta di Tizio, io faccio i complimenti a Caio e così via. Criteri di certo non legati a un attento studio delle opere. Mi dicono, ma non vorrei sbagliarmi, che siano stati trovati addirittura due posti per un padre e un figlio. Una famiglia talentuosa, viene da dire, o forse semplicemente ben accreditata. Penso che Vittorio Sgarbi non abbia selezionato le opere personalmente, ma abbia preso per buoni i primi nomi che qualcuno gli ha portato. Non si spiegherebbero altrimenti certe gravissime omissioni. Mi dispiace tanto anche per Luca Celano, ma come si fa? Guardi, io stimo davvero Vittorio Sgarbi. Nei giorni scorsi ho ritrovato anche una foto che mi ritrae assieme a lui in un comizio a Policoro. Quel giorno, era il 1994, la sua personalità mi colpì davvero tanto. Fui affascinato da questo ragazzo elegantissimo, con la consueta riga al lato e un cachemire di gusto. L’ho sempre seguito anche in tv. Ricordo una sua presentazione dell’opera di Michelangelo che mi emozionò tantissimo. Perciò mi chiedo: come ha fatto a fidarsi ciecamente di ciò che gli proponevano?”
Da qualche settimana Sgarbi è diventato il suo cruccio. Nel pomeriggio Dimatteo ha rinnovato la sua protesta nei confronti del critico d’arte, vestendo un manichino (lo “Sgarbino”) dileggiato. “E’ uno Sgarbi travestito da donna: il travestimento come simbolo della sua mancata sincerità nei confronti di questa Regione, alla quale dovrebbe solo chiedere scusa”. E perché? “Perché un’opportunità sfruttata male è peggio di un’opportunità non avuta. Avremmo potuto fare ben altra figura con una mostra adeguatamente allestita, suddivisa in categorie figurative, con la realizzazione (finalmente!) di un valido catalogo che collocasse adeguatamente i diversi contributi artistici dei lucani. E invece tutto questo ha il sapore dell’improvvisazione”.
La conversazione continua, tra ricordi belli e brutti. Dimatteo trova il tempo per raccontare la sua attività degli ultimi mesi. Di fronte abbiamo i suoi nuovi studi sulle Chiese di Capri, che aveva visitato nei primi anni ’80, ospite frequente della villa di Rocco Barocco. Quei quadri sono di una bellezza imponente, di cui può godere anche l’occhio inesperto. Decine di tele realizzate nel giro di poche settimane, in pieno furore creativo.
Lo “goliardata” del pomeriggio lo ha divertito, ma non gli ha tolto la tristezza. Eppure Dimatteo ha di che consolarsi. Basterebbe la poesia scritta per lui da Dario Bellezza, nel 1979, capitata per caso, ma solo il giorno dopo, tra le mani del cronista. “Per Gaetano Dimatteo” recita il primo verso. Più avanti si legge: “troppo osasti / contro il colore, mentre nuove / mode in biennali e triennali / sfiorano i poveri / umani in Italia, tu / fanatico irrealista agghiacci / il pennello di estatiche / mortuarie essenze-brandelli / di solitario destino”. Sembra scritta ieri: “le nuove mode in biennali e triennali” (degli altri), il “solitario destino” (suo). La consolazione più bella l’aveva già scritta il suo amico Dario. Trentadue anni fa.
Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano del 25 ottobre 2011
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Rotondella - Lo statuto sul sito web del Comune
Lo statuto del Comune di Rotondella sarà pubblicato sul sito del Comune. QUi il link alla notizia.
23 ott 2011
Rotondella due - "Crescere è ancora possibile"
ROTONDELLA – Ci sono scommesse politiche che sembrano perse per sempre. Poi, però,qualcuno torna a sperare e a perseguirle con entusiasmo. Accade così, quasi ciclicamente, per Rotondella due. E’ una sorta di “parto incompiuto” che si è tentato di far decollare in tutti i modi da almeno trent’anni, ma senza grandi risultati. C’è però da riconoscere il positivo. Non si può negare, infatti, che il centro sia divenuto un positivo catalizzatore di insediamenti produttivi, anche grazie alle politiche di concessione dei suoli attuate negli anni scorsi. Di fatto, però, Rotondella due non è mai diventato quel centro residenziale che tanti avevano sognato per “fermare sul territorio” la costante emigrazione dal centro collinare alla fascia jonica. Al contrario, negli ultimi decenni, centinaia di famiglie rotondellesi hanno finito per stabilirsi a Policoro, Nova Siri e Scanzano. E così, se dall’emigrazione da Pisticci è venuto fuori un centro come Marconia e dal centro storico di Nova Siri si è generato un centro costiero relativamente vivace come Nova Siri Scalo, Rotondella due non è mai diventato ciò che doveva essere.
Qualche speranza c’è ancora, però. O, almeno, l’Amministrazione Comunale la nutre e la sta perseguendo con tenacia. “Noi ci crediamo ancora”, spiega al Quotidiano il sindaco, Vincenzo Francomano”. E’ sulla scia di questa speranza che si è scelto di concentrare sul centro un importante sforzo operativo. C’è il “già fatto” e c’è il “da fare”. Nella prima categoria rientrano tante piccole azioni portate a termine negli ultimi anni, dai semafori e dossi presso le scuole a una piccola villetta con giochi. Ma, soprattutto, è stato portato a Rotondella due il Comando di Polizia Municipale associata dei comuni di Rotondella, Valsinni e Colobraro: una sede strategica anche sul piano logistico, per la facilità di raggiungimento dei tre centri. L'Ater, intanto, ha ristrutturato all'esterno le più datate case popolari e si sono finalmente conclusi i lavori della rotonda presso il bivio della zona artigianale. Assegnati, inoltre, nuovi suoli per insediamenti produttivi. L’erogazione del gas, come è noto, è stata portata a conclusione solo di recente. A metà tra il già fatto e il da fare c’è lo strumento urbanistico, approvato nei mesi scorsi e concentrato quasi esclusivamente proprio su Rotondella due. Ci vorrà tempo, però, prima che si possa vedere nella realtà ciò che adesso è solo sulla carta. “Abbiamo modificato la tipologia abitativa – spiega Francomano – si abbandona l'idea condominiale in favore di residenze di tipo mono e bifamiliare con possibilità di insediamenti commerciali”. Il meglio per chi cerchi, al contempo, tranquillità e spazi per godere di un’edilizia non troppo “concentrata”. C’è poi l’ormai annosa questione della Chiesa. C’è il progetto, ma ancora non ci sono tutte le risorse. Nel Programma delle opere pubbliche, inoltre, c'è anche l'ipotesi dell'insediamento di un mercato comunale. Ma non è tutto. Nel centro, sempre se i progetti diventeranno realtà, potrebbe sorgere un modernissimo centro sportivo polifunzionale. Ospiterebbe campi di calcetto, pallavolo, pallacanestro e forse addirittura una piscina. E’ stata già firmata, in merito, una convenzione con l’Anci per avviare un Project Financing per la realizzazione. Il centro è pensato a Rotondella due, ma non è pensato esclusivamente per Rotondella due. Avrebbe, infatti, la capacità di attrarre una potenziale utenza dagli altri comuni della costa. Un lusso che Rotondella non si concede ormai da tempo. Troppo difficilmente raggiungibile il centro storico. Poco interessante, fino ad oggi, Rotondella due. Ma non è detto che sia per sempre.
Pino Suriano - articolo pubblicato sul Quotidiano della Basilicata
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20 ott 2011
"Quelle immagini che parlano di Dio". Le icone di Giovanni Messuti
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| Giovanni Messuti al lavoro |
Fino a quando, dopo aver osservato alcune immagini sul web e aver approfondito la questione, non scoprì che le due cose (teologia e iconografia) erano inscindibili, che un’immagine poteva racchiudere in sé un trattato, che uno sguardo, una posa, un simbolo, possedevano un immenso potenziale comunicativo. Scoprì, insomma, che anche le icone erano, a loro modo, teologia.
All’inizio fu curiosità, dopo poco divenne passione. Provò subito a dipingerle da solo, ma capì presto che il talento non bastava: era necessaria una Scuola, in cui apprendere le rigorose nozioni tecniche che sono alla base della particolare forma d’arte. Prese così la decisione di seguire un corso del Maestro Giuseppe Bottione. “Un’esperienza straordinaria, anche per la verifica della mia vocazione” racconta oggi Giovanni. Dopo pochi mesi di corso era in grado di realizzare le sue icone.
Oggi, a distanza di qualche anno, alcune sue immagini sono già raccolte in un’antologia iconografica pubblicata in Russia. E’ possibile ammirare la sua opera in una bellissima mostra itinerante, che abbiamo potuto visitare a Marconia nella Chiesa dell’Annunciazione e che spesso porta in giro per le parrocchie lucane. Giovanni ama disporre le icone in forma circolare, in sale ampie. Non mancano pannelli introduttivi al senso stesso dell’iconografia e alla sua storia. “Perché un'icona, senza introduzione al contenuto profondo, non esprime tutto il suo valore”.
E così tutto si fa più chiaro quando si osserva la bellissima icona della Madre che abbraccia il Figlio, e si scopre che è una raffigurazione canonica, “La madre di dio della tenerezza” (Eleusa): il suo abbraccio tenero è l’immagine del riverbero dell'amore e del dolore di Dio. Il divino mostra così la sua natura (l’amore per l’uomo, in questo caso) attraverso le immagini. Come nell’icona della “Madre di Dio” (Odighitria - Colei che indica la via) con un Gesù adulto e benedicente, a rappresentare la sua regalità, la sicurezza del suo potere benigno.
Giovanni non nega al visitatore qualche dettaglio tecnico sulla realizzazione. Come quando gli si chiede del particolare cartello in cui è scritto “tempera all'uovo”. “E’ una tecnica antica di pittura – spiega - un composto di tuorlo d'uovo con vino bianco, da cui viene fuori un ulteriore composto che si emulsiona con pigmenti in polvere di origine minerale o vegetale”.
Al contrario di quanto si pensi, del resto, quella delle icone è una tradizione meno lontana dalla nostra cultura rispetto a quanto si pensi. Giovanni lo spiega con orgoglio: "E' una tradizione che pochi ricordano, anche perché da Giotto in poi siamo andati verso un'altra direzione. Fino al 1300 circa, però, siamo stati molto bizantini anche noi. Basta entrare nel santuario di Anglona per averne una chiara dimostrazione”.
Al contrario di quanto si pensi, del resto, quella delle icone è una tradizione meno lontana dalla nostra cultura rispetto a quanto si pensi. Giovanni lo spiega con orgoglio: "E' una tradizione che pochi ricordano, anche perché da Giotto in poi siamo andati verso un'altra direzione. Fino al 1300 circa, però, siamo stati molto bizantini anche noi. Basta entrare nel santuario di Anglona per averne una chiara dimostrazione”.
Gli chiediamo quale sia l’opera a lui più cara, tra le tante esposte. "E' il Battesimo di Gesù – risponde con decisione - volevo realizzarla subito per il valore di questo Sacramento, come gesto di umiltà da parte di Gesù, che vorrei fare mia, pur con tutti i limiti umani". E’ una risposta che colpisce. La dice lunga sul sentimento con cui crea, sul suo desiderio comunicativo. Quelle opere parlano di Dio, e perciò parlano dell’uomo, del singolo uomo. Parlano anche di lui. L’iconografia è fatta di canoni, non schemi. E’ apertura, non chiusura. Ampliamento dello sguardo, come tutto ciò che parla di Dio.
Pino Suriano - pubblicato sul Quotidiano della Basilicata del 9 ottobre 2011
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