27 gen 2008
I Complessati Live: uno spettacolo!!
IL CIUCCIO
MUGNAIO HARD
Il Papa della Ragione fa lezione ai cattolici reattivi
Gentile direttore,
desidero esprimere qualche considerazione sulla mancata visita del papa alla Sapienza e sulla sagra del “commento indignato” che si è scatenata sulla vicenda. Quella sagra tipicamente italiana per cui tutti gridano e straparlano, ma quasi nessuno centra le questioni di fondo.
Non lo fanno tanti cattolici (bisogna ammetterlo) quando gridano all’illibertà e ricordano che il papa ha parlato addirittura in Turchia e non può farlo in Italia. E’ argomento strumentale e lo sanno pure i bambini: il papa parla tranquillamente in Italia (e nelle tv italiane) quasi tutti i giorni.
Ancora peggio (sempre i cattolici) quando sostengono che “i quattro gatti” della Sapienza non possono imporre il loro parere a una maggioranza ben più larga. Bella cultura della democrazia (e tanto poco cattolica), quella secondo cui le sole maggioranze hanno potere decisionale! La dottrina cattolica (lo ha ricordato più volte il papa stesso) propone un senso della democrazia ben più autentico, fatto di pluralismo e libertà di espressione. Perciò quei 67 professori, fossero anche solo due gatti, devono poter esprimere il proprio parere. E’ il principio su cui fonda, tra le altre cose, la stessa libertà religiosa in uno stato laico.
Anzi, il fatto che 67 professori esprimano pubblicamente un’idea di scienza, di verità e di cultura non può che far bene all’Università del nepotismo, dell’erudizione e del “bastachepubblicoqualcosa”. L’espressione dichiarata di una matrice culturale, infatti, può contribuire a riaccendere quel sopito clima di dialogo tra le posizioni culturali, che è fondamento stesso della ricerca universitaria.
E’ proprio questo il terreno su cui voleva scendere (e comunque lo ha fatto) papa Benedetto: provare a discutere un’idea autentica di ricerca della verità e del bene comune. Un’idea di scienza e di cultura fatta per l’uomo, e non contro di lui.
Cosa c’è di più universitario di questo, cosa di più umano? Ecco, perciò, l’errore di quei professori! Che è errore di pregiudizio, quel pregiudizio secondo cui dal cattolicesimo (e da questo papa in particolare) non possano che nascere posizioni dogmatiche e antiscientifiche.
Pregiudizio infondato: questo non lo sapranno i bambini, ma tutti quelli che con un po’ di lealtà hanno studiato la storia culturale dell’Europa e con onestà intellettuale ascoltano le parole di questo papa. Un papa che scende, senza timori di sorta, nell’agone politico e culturale. Un papa che non ha paura di esprimere e verificare i suoi ideali, come aveva fatto, peraltro, il suo predecessore.
Un papa, insomma, che più di altri esemplifica ciò che l’Università dovrebbe essere. Il cattolicesimo italiano (spesso culturalmente invisibile proprio nelle scuole e nelle università) dovrebbe guardarlo con più attenzione. Imparerebbe anche a reagire: partendo dalle ragioni e non più dall’indignazione reattiva, che è motore politico di ben altre ideologie che tanto danno hanno fatto alla Chiesa stessa.
Caso Falcone: un anno in cella senza giudizio
ROTONDELLA - Continua il Calvario di Angelo Falcone e Simone Nobili, gli italiani arrestati in India il 10 marzo scorso per possesso di stupefacenti. La loro prossima udienza, infatti, è fissata per il 22 marzo. E intanto i due dovranno rimanere in carcere, senza la possibilità di essere giudicati in tempi brevi. L'ennesimo rinvio ha fatto sbottare Giovanni Falcone (padre di Angelo residente a Rotondella), che ha così commentato: "Potete ben capire cosa questa notizia rappresenti o per me e per i due ragazzi. Ti crolla il mondo addosso - ha aggiunto - a pensare che questi due ragazzi hanno buttato lì un anno della loro vita per la lentezza dell'iter giudiziario di quel paese". Una nota di protesta è giunta anche dall'associazione di diritto internazionale Secondo Protocollo: "L’udienza è stata di nuovo rinviata al 22 marzo - si legge sul sito dell'associazione - cioè dopo un anno esatto di detenzione ancora siamo a livello di udienze preliminari del giudizio di primo grado. Intollerabile se si considera che il Diritto Internazione prevede un processo equo da effettuarsi “in tempi ragionevoli”. Ora, se questi sono tempi ragionevoli ci dobbiamo aspettare che prima di poter presentare le prove che contrastino le accuse e quindi di poter riacquistare la libertà, i ragazzi dovranno fare una detenzione pari ad un minimo di due anni. Chiediamo quindi un intervento urgente del Governo Italiano - prosegue l'associazione - su quello Indiano affinché venga garantito ad Angelo Falcone e a Simone Nobili un giusto ed equo processo in tempi ragionevoli che non possono certo essere due anni. Gia nella dinamica dell’arresto si è assistito ad una farsa, ora non si può assistere immobili ad un’altra farsa che riguarda il processo. Stiamo parlando di due ragazzi innocenti, di due vite umane, non di due pupazzetti".
26 gen 2008
E' passato da Nova Siri l'unico corto italiano agli Oscar
Il corto di Andrea Jublin “Il supplente” (“…dedicato a tutti coloro che hanno problemi di condotta”), prodotto da Sky Cinema, è stato nominato nella categoria “Live action short” per gli Oscar del Cinema 2008. Il film del regista torinese (che è anche attore protagonista) ha sbaragliato la concorrenza di molti altri corti e sarà tra i pochi a rappresentare l’Italia nella cerimonia di premiazione del 24 febbraio.
E in questo successo inatteso non manca un pizzico di Lucania. Perché nelle agenzie di stampa di mezzo mondo, ieri, è rimbalzato anche il nome di Cinemadamare, rassegna itinerante diretta dal produttore lucano Franco Rina. Il corto in questione, infatti, è proprio quello che in agosto ha conquistato, come Miglior Film, il Premio Epeo assegnato ogni anno a Nova Siri nell’ambito della rassegna. Perciò la notizia, se ancora ve ne fosse bisogno, conferma la qualità artistica dei corti proposti e convalida le scelte della Giuria Popolare di Nova Siri, più volte giudicata inattendibile per scarsa competenza e superficialità valutativa. Jublin, peraltro, era stato premiato anche dalla Giuria Tecnica del festival come Miglior Attore Protagonista. Il verdetto di quella equipe, presieduta da Salvatore Verde, parlò di “recitazione sovratonale, ai limiti del virtuosismo”. Ora non resta che attendere la cerimonia di premiazione del 24 febbraio. Vincere non sarà facile, ma a questo punto non può più sembrare impossibile. Chi scrive vide il film con un certo entusiasmo, pur senza prevedere una affermazione di tale livello. Si tratta di una “scenetta” scherzosa e a tratti irriverente, ma che subito lascia intuire, allo spettatore attenta, una certa profondità di giudizio. Nell’irrazionalità che ne caratterizza la trama, si legge, infatti, una critica amara al mondo superficiale dei giovani e, soprattutto, allo smarrimento esistenziale degli adulti.
La scena è dominata, infatti, dalla vicenda di un uomo che si presenta in classe in qualità di supplente. Subito, però, i suoi atteggiamenti e le sue proposte, miste di infantilismo e isteria, fanno presagire un’anomalia che si spiegherà presto. L’uomo, che a un certo punto scappa misteriosamente dalla classe, è davvero un supplente?
Questo il primo colpo di scena. Perché il protagonista, uscito da scuola, si ricompone e torna a svolgere il suo lavoro da manager in ufficio, dove c’è da risolvere una difficile situazione commerciale con potentissimi partners giapponesi. Ebbene, quell’irrazionale infantilismo mostrato a scuola lo condurrà a un insperato successo lavorativo, attraverso un colpo di scena finale dall’altissimo effetto comico. Che ricorda allo spettatore un dramma umano: anche negli adulti, e persino nei loro affari più seri, domina (e determina le scelte) una certa insana irrazionalità. Tutto questo in soli 15 minuti! Geniale.
Pino Suriano - Il Quotidiano della Basilicata
Il fuoco di Sant'Antonio tra piccole polemiche
ROTONDELLA – “Il fuoco di Policoro? E’ come il made in China, sarà anche conveniente ma non può mai essere buono come il prodotto originale”. Non è stizzita, ma comunque affilata, la frecciata di Antonio Pastore, assessore comunale alla Cultura. Destinatari del messaggio sono i promotori di un altro falò di Sant’Antonio, quello che da qualche tempo si organizza a Policoro grazie all’impegno di associazioni di rotondellesi. L’invito è chiaro. “Non vivono mica a New York - spiega Pastore - il miglior modo di valorizzare il loro legami per le origini, perciò, sarebbe quello di partecipare al fuoco di Rotondella”.
Ognuno, naturalmente, decide per sé. Ma ai rotondellesi in patria un pizzico di orgoglio rimane. Le presenze al fuoco di venerdì scorso, infatti, non erano poche, ma sicuramente qualcuna in meno degli anni scorsi, quando proprio tanti residenti a Policoro salivano in paese per presenziare all’evento. Eppure gli ingredienti della tradizione c’erano tutti. A cominciare da Filippo Bitonte, il 92 enne di Rotondella che ogni anno accende il fuoco a Rotondella. Nato proprio il 16 gennaio 1916 (quasi fosse scritto nel destino), si occupa dell’accensione da quando aveva 9 anni. Per il resto, tutto come da copione: pastizzi e carne arrostita al fuoco, musica popolare con il gruppo Bassa Musica di Molfetta e tanto calore dal fuoco. Il tutto grazie all’impegno congiunto di commercianti, amministrazione comunale e Pro Loco. A Policoro, naturalmente, si può fare tutto questo e anche di più. Ma le sue strade larghe e moderne non potranno offrire mai il “calore suggestivo” di un centro storico, di quel centro storico.
Pino Suriano - da Il Quotidiano della Basilicata
22 gen 2008
Rotondella: si è dimesso il vice sindaco Palazzo
ROTONDELLA – Il vice sindaco Gianluca Palazzo si è dimesso da tutti gli incarichi amministrativi e rimane un semplice consigliere comunale. La notizia è giunta in comune prima delle vacanze di Natale (il 23 dicembre), ma solo dopo le festività è stata comunicata pubblicamente. A quanto pare, però, Palazzo starebbe già pensando di rientrare. L’incontro di maggioranza fissato per questa sera, infatti, potrebbe essere decisivo in tal senso. Ma cosa è accaduto in sostanza? La lettera di dimissioni parla chiaro: Palazzo non avrebbe condiviso alcune scelte politiche della maggioranza. Contattato telefonicamente dal Quotidiano, non ha voluto rilasciare dichiarazioni sulla vicenda. Ma un paio di questioni erano note da tempo. A Palazzo, infatti, non erano andate giù alcune scelte relative ai rapporti con il personale impiegato in comune (a quanto pare l’ufficio tecnico) e alcune direttive collegate ai recenti lavori in corso Garibaldi. A far maturare la scelta avrebbero contribuito, inoltre, i suoi pressanti impegni lavorativi.
Ma le questioni personali non bastano a motivare la scelta. Troppo importante l’incarico, troppo alti i costi per ottenerlo. La sua nomina alla carica di vice sindaco, infatti, aveva prodotto una rottura decisiva tra la maggioranza e il consigliere Tina Bianco, che proprio a tale carica aspirava sulla base dell’alto numero di preferenze ottenute.
Il sindaco Vito Agresti, spiazzato dalla decisione, si è subito impegnato a ricucire. “Sono intenzionato a non accettare le sue dimissioni – ha detto il primo cittadino – Il contributo di Palazzo è troppo importante per questa amministrazione. Sono sicuro che il suo buonsenso lo farà ricredere”.
Stessa apertura anche dal resto dell’amministrazione. “Si è dimesso dagli incarichi – ha spiegato Antonio Pastore, assessore alla Cultura – ma non dal gruppo di maggioranza e dal consiglio comunale. Ciò lascia intendere che la rottura è riparabile”. Diverso il parere di Vincenzo Francomano, capogruppo del Pd in consiglio comunale, che parla di una allarmante “emergenza amministrativa”.
Intanto, però, resta aperta la domanda su chi sarà l’erede, qualora Palazzo non dovesse accettare la mano tesa del sindaco. Le ipotesi sono tante e diversamente motivate.
Tra i papabili c’è sicuramente Rudy Marranchelli, che proprio in questi giorni lascia il suo incarico di assessore alla Comunità Montana Basso Sinni. Ma quando insinuiamo il dubbio lui glissa con decisione: “Sono sicuro che Palazzo deciderà di tornare”. Qualora ciò accadesse, però, l’ex vicesindaco dovrà spiegare pubblicamente le ragioni precise del suo giusto e, soprattutto, le condizioni poste per il rientro.
Pino Suriano
14 dic 2007
Rotondella: denunciato un uomo per possesso di botti illegali
7 dic 2007
Compensazione: Se ognuno pensa per sè
ROTONDELLA – Lo scorso febbraio l’amministrazione comunale organizzò un incontro pubblico per presentare il proprio operato dopo due anni e mezzo di mandato. Alla fine dell’incontro erano rimaste in sala meno di venti persone. L’altro ieri ha organizzato un altro incontro. Ma la stessa sala, questa volta, è rimasta gremita fino alla fine. Certo, il motivo era diverso e ben più appetibile, ma già per questo può dirsi promosso l’esperimento di programmazione partecipata lanciato l’altro ieri dall’amministrazione per gestire i fondi della compensazione ambientale per la presenza del centro Itrec in Trisaia: circa 2,8 milioni già in arrivo per gli anni addietro, e dall’anno prossimo circa 1 milione di euro ogni anno fino alla definitiva dismissione dell’impianto. A raccogliere le proposte c’erano il sindaco Vito Agresti e l’assessore al Bilancio Francesco Dilorenzo.Di concreto, naturalmente, ancora poco o nulla. E su quanto è emerso le metafore (non polemiche) si sono sprecate: una “lista della spesa” per l’ex sindaco Mario Cucari (Pd), un “assalto alla diligenza” da scongiurare per Giuseppe Lippo (An). In fondo era inevitabile: tutti hanno molto da chiedere, per la propria categoria, per il proprio territorio, per la propria impresa, per sè. Lo si capisce subito dai volti presenti in sala. Non tutti noti per chi vive in paese. Come mai? La risposta è semplice: è il popolo rurale di Rotondella, accorso con solerzia per esprimere le proprie istanze. Ed è proprio un loro rappresentante, Filomena Laguardia della Coldiretti, a “rischiare” una cifra rilevante: “All’agricoltura deve andare almeno il 50% della somma totale”. In sala qualcuno storce il naso, ma non il sindaco, che anzi sottolinea: “la popolazione delle aree rurali, in effetti, è pari al 50% di quella complessiva”. Quello di Laguardia, del resto, non è il solo monito “pro-agricoltura”. Si sprecano, gli interventi in questa direzione, anche fino a qualche accento polemico. “Le strade rurali sono dissestate – ironizza Giovanni Dimatteo – e noi continuiamo a fare solo pavimentazioni per un centro storico sempre più spopolato”.
L’accusa è pesante e qualcuno se la prende. “Dobbiamo essere propositivi e non polemici - ribatte Mimmo Stigliano dell’associazione Rotunda Maris - ognuno difenda i propri interessi senza screditare quelli altrui”. Gli fa eco Walter Lobreglio di Rifondazione Comunista: “Con questi toni non si va da nessuna parte. Sarebbe davvero sciocco, a questo punto, smettere di promuovere il turismo del centro storico”.
Tra le proposte interessanti spunta anche quella di realizzare una Chiesa per Rotondella due. L’ipotesi, decantata per anni, sta assumendo concretezza grazie all’intenso lavoro di un comitato sorto da qualche mese e rappresentato ieri dalla signora Santina Bellino.
Poi tanto altro: Antonio Divincenzo ha richiamato l’attenzione sulla scuola, Pietro Varasano sullo stato fatiscente di molti edifici del centro storico, Franco Nola sulla possibilità di migliorare la sicurezza in rapporto alla radioattività del territorio, Salvatore Gaudio sull’esigenza di una certificazione in ambientale, Marina Ferrara sull’attenzione allo sviluppo di Rotondella due.
Insomma, c’è di tutto e di più. Ora toccherà all’amministrazione fare le proprie scelte. Bisognerà riprendere lo scettro (la partecipazione è bella ma non può essere per sempre!) e decidere le percentuali da dedicare a ciascun intervento. Senza tralasciare, naturalmente, la possibilità di nuovi incontri con la popolazione. “Magari a carattere tematico – spiega Antonio Pastore, assessore comunale alla Cultura – predisponendo specifici tavoli tecnici per valutare analiticamente le diverse proposte. Dovremmo abituarci sempre più a simili momenti di partecipazione reale: il futuro viaggia in questa direzione”.
4 dic 2007
Caso Falcone: Giovanni ha finalmente riabbracciato il figlio Angelo
ROTONDELLA - “Oggi ho riabbracciato Angelo. E’ stato bello! Siamo stati così… non so per quanto tempo. Sta bene e vi saluta tutti”. E’ il messaggio che Giovanni Falcone ha inviato allo scrivente subito dopo l’incontro con il figlio in una prigione di Mandi. I due non si vedevano da circa dieci mesi. Da quando, in pratica, Angelo partì per la sua vacanza in India, dove sarebbe rimasto forzatamente dal 10 marzo scorso, data del suo arresto (insieme all’amico Simone Nobili) per possesso di stupefacenti. Giovanni Falcone non era ancora andato in India. “Sei più utile in Italia – gli aveva detto più volte al telefono suo figlio – qui non potresti fare nulla per me”. E così è stato. Giovanni Falcone ha continuato la sua battaglia di sensibilizzazione politica e mediatica, arrivando a “scomodare” il Ministro degli Esteri Massimo D’Alema e alcuni importanti salotti televisivi delle reti Rai. Ma poi non ha più resistito. Il desiderio di riabbracciare suo figlio ha avuto la meglio su ogni logica di concretezza. E così è partito per l’India, dove si fermerà per qualche giorno. E’ bello rileggere quelle poche e semplici parole di Falcone: un impeto di gioia che sembra aver fatto fuori ogni rabbia (pur comprensibile) per la condizione in cui suo figlio si trova a vivere. Giovanni Falcone non ha comunicato subito le condizioni di Angelo, la sua attività per tirarlo fuori o i luoghi in cui lo ha trovato. Giovanni Falcone ha comunicato la sua gioia per averlo rivisto. E questo è bello.
Pino Suriano - da Il Quotidiano della Basilicata
Rotondella: sulla compensazione la parola alla gente
ROTONDELLA – Non saranno i quasi 8 milioni di euro promessi negli anni scorsi dal Ministero, ma i 2,8 milioni che arriveranno a Rotondella dalla compensazione ambientale non dispiacciono a nessuno. Il problema, a questo punto, è spenderli nel migliore dei modi. E’ per questo che l’amministrazione comunale ha convocato, per le 18,30 di questa sera nella palestra comunale, i cittadini, le associazioni, le organizzazioni sindacali e i partiti politici del territorio. L’idea è quella di un incontro-dibattito da cui possano emergere concrete proposte di spesa del fondo, destinato a Rotondella per la presenza di scorie nel centro Itrec della Trisaia. Quei soldi, attesi per anni e in quantità maggiori, stanno finalmente per arrivare. Il titolo dell’incontro parla chiaro: “Programmazione Partecipata: ipotesi di utilizzo della compensazione ambientale”. “Riteniamo fondamentale – ha detto l’assessore al Bilancio Francesco Dilorenzo – la partecipazione dei cittadini alle decisioni fondamentali per il loro futuro. Questa, naturalmente, è una di quelle”. In attesa dell’incontro, la discussione ha già preso vita su alcuni blog e siti web locali. A proporre la nuova forma di condivisione è stato proprio l’assessore alla Cultura Antonio Pastore, che dal suo sito ww.scanna.splinder.com ha avviato una raccolta di contributi. Non molte le proposte pervenute, ma non sono mancate idee sensate, tra cui quella di utilizzare parte dei fondi proprio per interventi legati all’ambiente, quali la bonifica dei rimanenti manufatti in amianto e la certificazione ambientale del territorio.
Ma bisognerà spendere tutto solo per politiche ambientale? A quanto si legge dalla delibera Cipe, pare proprio di no. Quindi campo libero a tutte le ipotesi. E tra le idee spunta quella, ancora tutta da vedere, di utilizzare parte dei fondi per l’eventuale “lancio” di una azienda municipalizzata di cui si era parlato nei mesi scorsi. Di tale iniziativa, però, è fortemente in dubbio la capacità di produrre effettivi utili, condizione essenziale per la nascita di qualsiasi azienda. Staremo a vedere. Naturalmente, tra gli auspici della comunità, vi è quello di non spendere tutte le somme “dall’alto”. E cioè solo unicamente base di iniziative dirette dell’amministrazione. Sarebbe auspicabile, infatti, che l’amministrazione proponesse linee di indirizzo a cui possano aderire (con specifici progetti di intervento) associazioni, enti e persone fisiche. Quei soldi arrivano per compensare una comunità. E perciò, in un’ottica di effettiva democrazia partecipata, tale comunità non solo va messa nella condizione di proporre ipotesi di spesa, ma anche progetti operativi che la vedano protagonista. Insomma, i soldi non vanno spesi solo “per” la comunità. Ma anche, sussidiariamente, “dalla” comunità. Naturalmente nei limiti del possibile.
3 dic 2007
Rotondella: la vittoria è "di rigore"
Gli ionici conquistano la seconda piazza
ROTONDELLA: Manolio R., Labollita, Salerno A., Santarcangelo L., Iannuzzi, Rubolino, Suriano, Visaggi (
POMARICO: Cifarelli, Dimotta, Onofrio, Glionna, Dilucia (
Arbitro: Guerriero di Moliterno
Reti: Suriano (rig.) al
ROTONDELLA – E adesso sognare non è più vietato. Il Rotondella invade la seconda piazza e comincia a guardare la vetta, occupata da uno Scanzano che però non perde colpi. La stagione non era cominciata nel migliore dei modi per la squadra di mister Martino, con risultati stentati soprattutto sul terreno di casa, dove la compagine jonica aveva mostrato, negli anni scorsi, il meglio di sè. Ora, però, la marcia sembra invertita. Il Rotondella non perde da più di un mese e continua a mietere risultati utili. L’ultimo ieri pomeriggio, sul campo di rione Mortella, contro un arcigno Pomarico. Non è stata una partita facile per la squadra di casa. Anzi, combattuta fino alla fine e decisa soltanto da un episodio. Ma se alla squadra ospite va riconosciuto il merito di averci provato fino alla fine, il Rotondella va premiato per la sua capacità di gestione di un risultato precario. Già i primi minuti lasciavano presagire l’equilibrio, per nulla noioso, del match. Subito Visaggi (incontenibile per tutti i 90 minuti) si incuneava nell’area avversaria spaventando Cifarelli per ben due volte, prima al
Sempre Lozitiello (e sempre su punizione) sparava alto pochi minuti dopo. Passato il doppio spavento, il Rotondella si rifaceva sotto e trovava il gol al ’40. Il solito Visaggi superava in slalom tre avversari, ma non il quarto, che lo stendeva provocando il penalty. Sul dischetto si presentava Suriano, bravo a superare Cifarelli con freddezza. Ottenuto il vantaggio, il Rotondella provava più volte a chiudere il match, andando vicino alla rete in almeno quattro occasioni, due con Visaggi e due con Acciardi (servito, neanche a dirlo, da Visaggi!), che divorava un gol già fatto da pochi passi. Gli errori dei locali lasciavano aperto il match fino alla fine, ma il tenace Pomarico non riusciva ad approfittarne, nonostante le buone occasioni capitate sui piedi di Carioscia (
Molto tesi gli ultimi minuti, con il Rotondella che riusciva comunque a mantenere il risultato e portare a casa la posta piena. Entusiasta il presidente Enzo Mauro: “Abbiamo giocato il primo tempo su buoni ritmi, poi nella ripresa un po’ meno, anche perché gli ospiti spingevano di più. Godiamoci questo secondo posto, conquistato grazie all’ottima prestazione di tutti, in particolare di Iannuzzi, Visaggi e Suriano”.
Pino Suriano - da Il Quotidiano della Basilicata
24 nov 2007
Sogin: c'è un nuovo piano della comunicazione
Sogin è cambiata. Da qualche settimana facce nuove sono salite ai vertici. L’intento è quello di dare una marcia in più all’attività di dismissione degli impianti nucleari. Senza commettere, naturalmente, gli errori del passato. Primo tra tutti la scarsa comunicazione con il territorio: una disattenzione che è costata sfiducia da parte di associazioni e enti (tra cui il comune di Rotondella), fino al culmine dell’episodio di contaminazione di una fossa radioattiva (circa un anno fa), quando gli allarmismi vinsero su ogni intento di chiarezza e una fase di controllo passò per “incidente radioattivo”.
Ma ora c’è la promessa di un nuovo corso. Un nuovo corso che ieri pomeriggio aveva il volto giovane di Gabriele Mazzoletti, nuovo Responsabile Comunicazione di Sogin Spa. E’ al lavoro da meno di un mese, ma si è già rimboccato le maniche. E’ stato lui a decidere di incontrare “informalmente” i rappresentanti delle associazioni ambientaliste del territorio. Al suo fianco c’erano Giuseppe Bolla (Capoprogetto Sogin per gli impianti di Trisaia, Casaccia e Saluggia) e Tommaso Candelieri (Responsabile dell’Area Disattivazione Trisaia). Sono intervenute attivamente, tra le associazioni invitate, soltanto
Lo stesso Mazzoletti ha aperto l’incontro, promettendo presenza e comunicazione costante sul territorio. In particolare a Rotondella, dove, con cadenza semestrale, Sogin incontrerà la comunità in consiglio comunale. Sono quasi le stesse promesse che fece, nel settembre 2005, il suo predecessore Ugo Spezia. Quelle promesse non ebbero alcun seguito, ma Mazzoletti ha chiarito che con la nuova gestione le differenze si vedranno.
Poi sono intervenute le associazioni. Prima Scanziamo le Scorie, con Antonello Bonfantino. Toni cordiali e una richiesta chiara: regionalizzare la questione, senza relegarla a un ambito locale che le sta stretto. E poi una domanda: cose pensa Sogin delle barre di Elk River di proprietà Usa?
E’ una delle domande (come quella sul sito unico) a cui Sogin non può rispondere, perché si tratta di questioni che non competono a una società aziendale ma alla politica e alla diplomazia. E così la risposta, giustamente, è stata la stessa di due anni fa. “Stiamo predisponendo dei contenitori in sicurezza per il trasporto delle barre (cosiddetti cask). Ma a decidere dove e quando saranno trasferite non saremo certo noi”. Infine è intervenuto Felice Santarcangelo, rappresentante della Ola Ambientalista Lucana. Tanti i dubbi sollevati: dalla scarsa concretezza operativa di Sogin (“quattro anni senza fare nulla di concreto”); alla effettiva qualificazione del personale (“lavori delicati svolti da personale precario”); fino alla possibilità di una nuova ricerca sul nucleare, a cui si sarebbe ricondotta, di recente, anche l’attività dell’Enea.
I tre rappresentanti si sono alternati nelle risposte. Sulla concretezza operativa ha risposto Bolla: “Sogin ha lavorato tantissimo in questi quattro anni. I risultati non sono del tutto visibili perché abbiamo operato essenzialmente sul piano della progettazione e delle autorizzazioni, ma presto
Sul personale ha chiarito Mazzoletti: “Sogin ha tutto l’interesse a qualificare il suo personale” – ha spiegato – anche perché non possiamo permetterci di perdere competenze sul nucleare mentre gli altri paesi di danno da fare”.
Su un’ipotetica ricerca nucleare, da riproporre in collaborazione tra Enea e Sogin, ha tagliato corto Candelieri: “Tutto questo non è assolutamente previsto nel centro della Trisaia. Da noi non si lavora per il nucleare del futuro, ma solo per eliminare quello del passato”.
L’incontro si è concluso in una sala deserta, alla presenza di pochissimi rappresentanti. Ed è sorto un dubbio. Ora che Sogin si dice disposta a comunicare, ci sarà un reale interesse del territorio? In effetti, in un simile incontro con le associazioni, svoltosi due anni fa, c’era un clima ben diverso. Scanzano, in effetti, era molto più vicina! Forse il tempo porta via certe paure. E anche una certa unità. I rapporti tra le associazioni presenti, infatti, non sembravano dei migliori.
Politica: Marranchelli lascia An per il partito di Berlusconi
ROTONDELLA – Non tutta An, nonostante le dichiarazioni di Gianfranco Fini, volta le spalle al partito nascente di Silvio Berlusconi. E mentre i vertici si oppongono, una parte della base comincia ad aderire. I primi segni si vedono già a livello locale, in particolare a Rotondella, dove quattro tesserati si sono autosospesi dal circolo di An “per l’incapacità del partito di captare il valore dell’iniziativa di Berlusconi”. La notizia è che tra i quattro compare anche Rudy Marranchelli, consigliere comunale e assessore alla Comunità Montana Basso Sinni.
A perdere un pezzo importante è pure il movimento Azione Giovani, di cui tutti e quattro avevano fatto parte attivamente. Ma la dipartita dei quattro (tra loro anche Nicola Comparato, Domenico Lippo e Antonio Celano) modifica soprattutto il potenziale della sezione locale, anticipando uno scenario che potrebbe prendere piede anche altrove, con un indebolimento sostanziale dei vari partiti del centrodestra, poi costretti ad aderire giocoforza al progetto dell’ex premier. E’ la scommessa di Berlusconi, ma è anche la scommessa di Marranchelli, sicuro di “incontrare presto, sul proprio sentiero, gli amici di An”. Insomma, una partenza in volata per arrivare primi a un approdo obbligato per tutti.
“Ci sospendiamo in attesa della costituzione di un movimento politico – hanno scritto i quattro nella lettera di autosospensione – che, nascendo dalla gente (ultimamente trascurata dai dirigenti di An impegnati in liti interne) ha tutte le caratteristiche per raccogliere la maggioranza assoluta dell’elettorato di centrodestra. Da tempo si attendeva la nascita del “Partito Unico delle Libertà”, e oggi che i tempi sembrano maturi non possiamo certo rispondere con iniziative quali la contestazione di Assisi a Fabrizio Cicchito. Senza dimenticare le belle esperienze del nostro passato politico in An e Ag – hanno concluso – abbiamo deciso di continuare il nostro percorso con lo sguardo rivolto verso il futuro”.
Pino Suriano - Il Quotidiano della Basilicata
15 nov 2007
Ponte Sinni: l'assessore provinciale Dalessandro risponde al comune
si chiede alla Provincia di non realizzare la ristrutturazione del ponte sul fiume Sinni, e di cui è stata data notizia sulla stampa locale del 15 novembre, per fornire utili chiarimenti al quadro confuso e strumentale che si è voluto dare ai cittadini.Intanto corre l’obbligo evidenziare che stiamo parlando del collegamento Rotondella – Sinnica, opera inserita nel Piano Provinciale della viabilità a suo tempo approvato e condiviso in sede di Conferenza dei Sindaci.Appare scontato che per collegare il Comune alla Sinnica necessita realizzare il ponte. Se si eliminassero solamente alcune curve, per ritrovarsi a percorrere un ponte assolutamente inagibile non si comprenderebbe il perché vengano spesi soldi pubblici.Tuttavia, la soluzione che oggi viene contestata dal Comune, fu condivisa dai rappresentanti di quel Comune durante la Conferenza di Servizi del 27.08.2007. E’ doveroso specificare che in quella sede il Sindaco di Rotondella sollevò solamente problemi connessi alle espropriazioni.Solo in seguito la Provincia ha provveduto ad approvare il progetto, nel cui quadro economico sicuramente non compaiono quelle somme (1.350.000,00 euro) tra le spese tecniche e di progettazione affidate a tecnici dell’ Ente, così come scritto nell’articolo.Ad onor del vero è opportuno far sapere che gli incentivi di progettazione destinati, come per legge ai tecnici della Provincia ammontano ad appena 84.000,00 euro. Evidentemente è sfuggito all’articolista che la somma da lui indicata è comprensiva, tra l’altro di 840.000,00 euro di iva, 103.000,00 euro per lavori in economia e ben 200.000,00 euro per interventi a supporto di opere a supporto del Consorzio di Bonifica.Ad ogni buon conto, pur comprendendo la legittimità dell’iniziativa intrapresa dal Comune di Rotondella, e rispettosi dei proficui rapporti istituzionali che devono essere a base di una efficace azione amministrativa, auspico vi sia consapevolezza sui termini temporali di utilizzo delle somme assegnate.Simili iniziative, intralciano l’attività amministrativa, creano confusione progettuale e ci allontanano dal perseguire quegli obiettivi che sono attenzionati dai cittadini.Il dovere della Provincia è quello di realizzare integralmente il Piano approvato, obiettivo che si sta conseguendo grazie alla collaborazione delle Amministrazioni locali e grazie all’impegno dello staff tecnico – contabile – amministrativo dell’Ente.Ponte Sinni: è comune contro provincia
Che Rotondella non volesse “buttare” un finanziamento di 7 milioni per un ponte poco trafficato era noto da tempo. Che gli amministratori fossero contrari all’iniziativa è noto solo da poche settimane. Perché questo documento, senz’altro utile, arriva forse troppo tardi, a soli due mesi dalla data di scadenza della cantierizzazione dell’intervento (31 dicembre 2007). Lo ha riconosciuto, nella seduta del consiglio, anche il capogruppo di opposizione Vincenzo Francomano.
Questa la cronistoria dei fatti, che lasciano intravedere scenari inesplorati. Per la viabilità extraurbana di Rotondella erano previsti (dopo varie modifiche) 7.100.000 euro nell’ambito del piano provinciale per la viabilità. Si trattava di riconsolidare il ponte traversa Sinni e spendere le restanti somme per interventi di miglioramento della viabilità, che rendessero meno lunghe e pericolose le tante curve ai piedi Rotondella. Insomma, l’intervento era stato subito accolto come il primo grande passo per l’uscita dall’isolamento del territorio.
A quel punto si attendeva soltanto che la provincia presentasse il progetto. E invece (era il 4 aprile 2007) il sindaco venne convocato in regione per una comunicazione. Questo il messaggio: il finanziamento era ridotto a 6 milioni, perché la restante somma era stata assegnata solo per un errore di trascrizione o di calcolo. Pertanto, nessun intervento contro l’isolamento era possibile, ma solo la ricostruzione del ponte Sinni, un’opera colossale per cui bastavano a stento i 6 milioni adesso a disposizione.
Da quel giorno cominciava il silenzio delle istituzioni, di provincia e comune, di maggioranza e di opposizione. Tutto taciuto fino a che sul Quotidiano, in data 27 agosto 2007, non compariva la notizia di una conferenza di servizi in provincia per discutere il tutto. E diventava pubblica, per la prima volta, la notizia della riduzione del finanziamento. Della questione si è riparlato a fine settembre, in consiglio comunale e su richiesta dell’opposizione. Il comune comunicava allora alla provincia le sue perplessità e solo pochi giorni dopo (siamo al 16 ottobre 2007) la provincia deliberava l’approvazione del progetto.
Rotondella allora si sollevava: cinque associazioni scrivevano alle istituzioni per opporsi a questo intervento contrastante con le direttive di sviluppo del territorio. A quel punto maggioranza e opposizione prendevano quell’iniziativa comune che avrebbe portato al documento sottoscritto l’altro ieri. E così arriviamo ad oggi.
Ora la palla passa alla provincia di Matera. Come reagirà alla ferrea opposizione di un comune a cui sta per “regalare” un’opera inutile e non desiderata? Quella di Rotondella, infatti, è da ieri un’opposizione più decisa: “Non ci hanno interessati neppure per i sopralluoghi presso il ponte” ha detto il sindaco in consiglio. Insomma, l’immagine che emerge è quella di una provincia che sta “facendo da sé”.
E sullo sfondo compare un altro elemento, ventilato in consiglio dall’assessore Antonio Pastore sulla base di un dato che fa riflettere. Il progetto approvato dalla provincia il 16 ottobre, infatti, prevede un importo di 1.350.000 euro solo per le spese di progettazione e studio geologico, che saranno affidati a tecnici dello stesso ente. Insomma, sulla questione non mancherebbero interessi di un certo rilievo, che diminuirebbero notevolmente se si modificasse l’intervento. “Naturalmente – ha chiarito Pastore – questa per ora è solo un’ipotesi”. A questo punto, perciò, ai rotondellesi non resta che sperare in un ripensamento della provincia. Se così non fosse, Rotondella avrà perso il suo ultimo treno per lo sviluppo. E avremo un ponte Sinni modernissimo ma poco trafficato, fermo lì, a ricordarci come mai il sud è rimasto fermo e “Cristo si è fermato indietro a Eboli”.