22 ott 2007

I cento anni di Antonio Lapergola

Grande festa per il "nonno di Rotondella" tra targhe ricordo e poesie
Per una bella foto di ieri cliccate qui

ROTONDELLA – Non è stata una cerimonia o una manifestazione, è stata un vera festa di compleanno. E a questa festa c’erano davvero tutti: dai parenti, alle autorità, ai cittadini. Perché per un centenario una piccola comunità non può rimanere indifferente. Tanto più se quel centenario si chiama Antonio Lapergola.
Il “nonno”, infatti, non è mai stato un cittadino anonimo. Nato nel 1907, era già un maturo cinquantenne nel gennaio 1956. Fu in quei giorni che il suo nome si legò a un episodio destinato a permanere nella memoria collettiva.
Un gruppo di operai e famiglie povere organizzò una protesta pacifica contro le istituzioni, un corteo non armato che gridava “pane e lavoro”. Dopo pochi giorni molti di quei manifestanti furono arrestati, poi processati e assolti solo dopo numerosi peregrinazioni giudiziarie e molti giorni di ingiusta detenzione. Antonio Lapergola, operaio, era uno di loro. Anzi, forse era uno di quelli che più comprendevano la coscienza di classe insita in quel gesto.
Erano anni particolari, di lotte e contrapposizioni ideologiche. Anni in cui i manifestanti infreddoliti rifiutavano – come lui stesso ha raccontato - anche l’aiuto del parroco don Felice, pronto a offrire la Chiesa per farli riparare.
Sarà difficile offrire una valutazione obiettiva di quei fatti e delle effettive responsabilità, ma l’orgogliosa memoria con cui Lapergola esprime i ricordi colpisce ancora gli ascoltatori. E così è accaduto ieri, davanti ai microfoni delle emittenti locali.
Ma quella di ieri non è stata solamente la festa di un uomo dal colore politico. E’stata anzitutto la festa di un uomo. Celebrato per il suo passato, ma anche e soprattutto per il suo presente. Un presente che ieri aveva il volto di decine di giovani e meno giovani festanti, orgogliosi di colui che alla loro stirpe ha dato vita. Era la sua grande famiglia (9 figli, 20 nipoti e 20 pronipoti), composta anche da persone giunte da Milano, Piacenza e Torino.
Forse è questo popolo festante, ancor più delle sue battaglie, la cosa più grande che ha costruito. Anche perché quest’uomo, nei suoi cento anni, ha dovuto sopportare un’esperienza che è forse più dura del carcere: la morte della moglie e quella (recente) di un figlio. E’questa, in fondo, la sorte obbligata (bella e terribile allo stesso tempo) di chi ha la fortuna di vivere a lungo.
E’ forse per questo che ieri, più della gradita targa del sindaco e delle belle parole sul suo passato politico, deve averlo gratificato la poesia che i suoi figli gli hanno dedicato in pubblico, ricordando il suo regalo più grande: l’educazione. E questa passione educativa è emersa anche ieri, nei suoi racconti di vita, pronunciati con tono flebile ma con ragionamenti sempre sensati. Anche il suo centesimo anno non è stato inutile.

Pino Suriano - da Il Quotidiano della Basilicata

17 ott 2007

Il Rotondella torna a vincere

Battuta la Tramutolese con una punizione di Tarantino entrato dalla panchina

ROTONDELLA: Manolio R; Dimatteo A.; Salerno A; Iannuzzi; Santarcangelo; Rubolino; Ripa; Manolio F.; Trupo; Manolio G.M.; Acciardi. A disp. Salerno G; Mele; Giovinazzo; Tarantino; Spina S; Scaiella, Suriano.
TRAMUTOLESE: Del pomo; Pisani; Devita; Forienza; Bove; Simone; Lasalvia; Zito; Aulicino; Molletta; Favella; Resechi; Abelardo; Favella; Sico; Schettini.
Arbitro: Manicone Fedele sez. Matera
Rete: 72’ Tarantino (R)

ROTONDELLA – Il Rotondella torna a vincere. Dopo il doppio stop con Scanzano e Lagonegro la squadra di mister Martino guadagna i tre punti pur senza convincere troppo. Il risultato fotografa bene il match, piuttosto equilibrato ma con una leggera superiorità dei locali, espressa in particolare nel secondo tempo.
Il primo tempo, infatti, è un sussiego di tentativi da una parte e dall’altra. Ma nessuna delle compagini riesce a impensierire troppo il portiere ospite. Nel secondo tempo entra in campo un Rotondella più determinato. Ma la sensazione è che solo un episodio potrà sbloccare la partita. E così accade al 72’. A confezionare il gol sono due giocatori partiti dalla panchina, Suriano e Tarantino. Il primo, pescato con un lungo lancio, scavalca il portiere ospite con un pallonetto in anticipo, ma questi interviene fuori area con un fallo di mano: espulsione e calcio di punizione dal limite. Si incarica di batterlo Vincenzo Tarantino, che con un sinistro chirurgico trafigge l’incolpevole Del Pomo.
Dopo il gol il Rotondella continua ad insistere, ma senza portare pericoli gravi alla porta avversaria. Anzi, negli ultimi minuti torna a farsi viva la Tramutolese, con un bel calcio di punizione neutralizzato dall’ottimo portiere Manolio. Da segnalare, tra le altre cose, il ritorno in squadra del capitano Antonio Salerno dopo tante settimane di assenza. Un pezzo pregiato della compagine di mister Martino, che darà sicurezza a un reparto (la difesa) che nelle ultime partite aveva mostrato non poche incertezze. “La squadra deve dare un supplemento di abnegazione – ha spiegato il dirigente Antonio Divincenzo – c’è bisogno di quella cattiveria che sola può consentirci il salto di qualità. Senza questa componenti anche gli indiscutibili valori tecnici perdono vigore”.

Pino Suriano

Amianto: c'è anche a Rotondella

La denuncia di un cittadino ripropone il problema all'attenzione pubblica

ROTONDELLA – La “questione amianto” esiste anche a Rotondella. La presenza di edifici contaminati, del resto, non è mai stata un mistero. Il problema è noto da anni, ma sono finora mancate le adeguate misure per demolire i manufatti interessati. E neppure è stato avviato mai un censimento degli edifici privati interessati da amianto, previsto dalla legge 257 del marzo 1992, che rinviava alle Regioni l’adozione di “piani di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti di amianto”. “Solo di recente – ha fatto sapere nei mesi scorsi il vicesindaco Gianluca Palazzo - è in fase di ultimazione un censimento delle abitazioni insalubri del centro storico, ivi comprese quelle che presentano contaminazione da amianto e suoi derivati”.
A riproporre il problema è oggi Andrea Mazziotta, assicuratore di Rotondella residente a Roma. Le ragioni della sua denuncia, è bene precisarlo, sono di carattere personale. Perché ad essere interessata è proprio l’abitazione del suo vicino: si tratta di un vecchio palazzo privato, un tempo adibito a caserma dei carabinieri, notoriamente caratterizzato da manufatti in amianto.
Non solo. Secondo Mazziotta tale edificio sarebbe interessato anche da un grave stato di fatiscenza (intonaco in rovina, pezzi di cornicione cadenti, etc.) che gli avrebbe causato, nel corso degli anni, anche due infortuni non gravi.
Molto più grave, però, è il tumore al colon che lo ha colpito in seguito e per il quale si è reso necessario un difficile intervento chirurgico. “Non si può provare che sia dipeso dalla vicinanza all’amianto – spiega – ma non si può neppure affermare il contrario. Più di una volta, infatti, la comunità scientifica ne ha sottolineato le potenzialità cancerogene”.
La denuncia di Mazziotta, peraltro, non è cosa nuova. Pochi anni dopo l’acquisto dell’abitazione (nel 1993), il cittadino si rivolse al comune per tutelare i suoi diritti. E già nel 1997 l’allora sindaco Mario Cucari dichiarava di aver “diffidato il proprietario dell’immobile”. Un anno dopo, il 16 marzo 1998, erano gli ispettori dell’Asl a certificare lo “stato di scarsa manutenzione” dell’edificio. Insomma, il caso è stato da subito a conoscenza delle istituzioni preposte.
Di anni, perciò, ne sono passati troppi. Eppure il manufatto è ancora in piedi, come altri sparsi qua e là in varie zone del paese. A ricordare, forse, un intervento che poteva attuarsi con maggior solerzia negli anni scorsi, quando la questione era “calda” anche sul piano mediatico. Ora l’attenzione sull’amianto sembra un po’ calata, eppure quei “monumenti” sono ancora visibili e dannosi. Per quanto tempo ancora?

Pino Suriano - da Il Quotidiano della Basilicata

Caso Falcone: il 24 ottobre conferenza stampa alla camera

COMUNICATO STAMPA

Il caso di Angelo Falcone e Simone Nobili, italiani detenuti all’estero, sarà oggetto di una conferenza stampa prevista alla Camera dei Deputati per il prossimo 24 ottobre. La conferenza, organizzata dall’onorevole di An Marco Zacchera, tratterà il caso di Carlo Parlanti e di Nobili e Falcone, tutti detenuti all’estero per ragioni sospette e in condizioni non confortevoli.
Alla conferenza interverrà anche Giovanni Falcone, padre di Angelo, che da mesi combatte la sua battaglia per portare alla ribalta mediatica il caso del figlio.

6 ott 2007

Nova Siri ha scelto i suoi padrini

Cittadinanze onorarie per il sindaco di Gela e due storici giornalisti
Crocetto, Rina e Rivelli accompagneranno il futuro di Nova Siri

NOVA SIRI – La comunità di Nova Siri ha scelto i suoi “tre padrini”. Tre nuovi custodi che di lei si prenderanno cura per indirizzarla, nel tempo, sulla giusta strada. E’ la metafora con cui Giuseppe Santarcangelo, sindaco del comune jonico, ha introdotto ieri la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria a Rosario Crocetto (sindaco di Gela), Mario Rivelli (presidente dell’Aci di Matera) e Franco Rina (giornalista e produttore cinematografico).
Consiglio comunale breve ma intenso, quello tenutosi nel municipio del centro storico. C’erano i cittadini, ma non molti. C’era il consiglio, ma non al completo. Anche perché, come prevedibile, Michele Laddomata ha dato forfait, inviando una dichiarazione (non letta pubblicamente) di cui immaginiamo i toni polemici.
C’erano, fianco a fianco, anche Carlo Chiurazzi e Cosimo Latronico, i due “padrini” politici (è proprio il caso di dirlo) della comunità di Nova Siri. E c’era, in posizione volutamente defilata, quell’assessore-artista Gaetano Dimatteo che ha messo in piedi l’idea (né la prima né l’ultima per lui) del registro delle cittadinanze.
E il primo “onore” è toccato a Rosario Crocetta. Il sindaco di Gela, giunto in sala con tanto di scorta e auto blindata, ha ricordato le numerose visite turistiche a Nova Siri e la sua assidua permanenza in Basilicata, per motivi di lavoro, dal ’78 all’81. “Ho sempre amato – ha detto salutando i presenti – la freschezza e la poesia di voi lucani”. “La predilezione per la terra lucana e l’impegno nella lotta alla criminalità organizzata” le motivazioni del conferimento.
Dopo di lui spazio a Mario Rivelli, 77enne giornalista, ex caporedattore della Gazzetta del Mezzogiorno di Matera. Correva l’anno 1971 quando Rivelli cominciò a frequentare il posto e a documentarne le vicende e lo sviluppo, una volta “addirittura in compagnia di Enrico Mattei”. Motivazione del conferimento “aver saputo promuovere e raccontare il turismo del metapontino e di Nova Siri in particolare”.
“Ultimo non ultimo” Franco Rina. Anche il produttore si è lanciato sull’onda dei ricordi, ritornando a quando, appena 17enne, cominciò a narrare le vicende del suo paese dai microfoni di una radio locale. E poi a quando, nel 1980, prese a raccontarlo dalle colonne della Gazzetta del Mezzogiorno, proprio per il tramite di Gaetano Dimatteo che lo indicò (quando si dice il caso!) all’allora redattore Mario Rivelli. Da quel momento ne ha fatta di strada, dopo il trasferimento a Roma nel 1988. E dei suoi successi Nova Siri ha tratto beneficio d’immagine, forse più di tutti gli altri comuni che accolgono, ogni estate, la collaudatissima carovana di Cinemadamare. Un beneficio riconosciuto dalla comunità, che gli ha conferito la cittadinanza per “aver fatto di Nova Siri una location esclusiva del turismo di elite”. In conclusione applausi, champagne e foto di rito. Col registro pronto a riaprirsi presto. Forse quando Mariolina Venezia darà fama a Nova Siri con un romanzo?

Pino Suriano da Il Quotidiano della Basilicata

2 ott 2007

Calcio: lo Scanzano riporta a terra il Rotondella

Nel derby ionico la spuntano gli ospiti con doppietta di Bavaro
Difesa ballerina e imprecisioni condannano il Rotondella

ROTONDELLA: Salerno G., Iannuzzi, Acciardi, Manolio F., Scaiella P., Rubolino,Visaggi (80' Santarcangelo), Trupo (46'Suriano), Iacovino, Manolio M., Tarantino, (46' Dimatteo A.). A disp. Dimatteo P., Mele, Giovinazzo, Guida. All. MartinoA.
SCANZANO: Lobasso, Castellucci (85' Mastropierro), Lanzara, Frabetti L., Romano, Mastrodomenico, Fabretti R., Bavaro, Prezioso (70' Nardiello), De Vito (55' Frammartino). A disp. Francolino, Parisi, Salerno. All. Calone.
ARBITRO: Amendola di Moliterno
RETI: 28' Bavaro (S), 68' Manolio F. (R) 75' Bavaro (S)

ROTONDELLA - Il Rotondella è di nuovo coi piedi per terra. A riportarlo nella dimensione reale è stato ieri pomeriggio uno Scanzano spietato, che ha finalizzato con Bavaro le uniche due occasioni regalate da una difesa distratta. Padroni di casa lontani parenti di quelli che domenica scorsa avevano sbaragliato a Potenza il Parco Tre Fontane. Già al 16' Bavaro può fare le prove generali con un tiraccio alto su assist di Frabetti. Ma dopo lo spavento il Rotondella si fa sotto, sprecando due volte con Iacovino, lanciato ottimamente prima da Manolio e poi da Visaggi. Chi non sbaglia, invece, è Bavaro, che al 28' spara al volo in rete un perfetto cross confezionato da sinistra. Il Rotondella però non si da per vinto e sfiora subito il pari con un colpo di testa di Iannuzzi, che trova l'opposizione di un attento Lobasso. Si va al riposo con gli ospiti in vantaggio. Mister Martino decide allora di cambiare le carte, lanciando nella mischia Suriano e Dimatteo. La pressione dei locali aumenta progressivamente fino al pareggio di Francesco Manolio, che sfrutta una respinta corta e trafigge Lobasso con un siluro da fuori. A questo punto il vento sembra spirare dalla loro parte. Ma proprio nel momento migliore sul piano mentale arriva inaspettato il vantaggio dello Scanzano, ancora a firma di Bavaro, che sfrutta un liscio della difesa locale trafiggendo Salerno. Il Rotondella, a questo punto, non sa più reagire, e l'espulsione di Iannuzzi, al 74', mette in ginocchio le ultime speranze dei locali. Nel finale lo Scanzano ha il merito di gestire senza troppi patemi, mostrando quella maturità che la candida prepotentemente alla vittoria del titolo.

Pino Suriano - da Il Quotidiano della Basilicata

26 set 2007

Caso Falcone: il reporter D'Errico non entra più nel carcere

Divieto a sorpresa delle autorità carcerarie
Giovanni Falcone: "Se nessuno si muove mi lascio morire di fame"

Filippo D’Errico non potrà più incontrare Angelo Falcone e Simone Nobili. E’ quanto hanno disposto a sorpresa le autorità carcerarie indiane, che avevano concesso al fotografo free-lance una serie di brevi incontri con i detenuti italiani per documentarne le condizioni carcerarie.
La sua missione, però, è fallita. Perché anche negli incontri precedenti mai gli era stato concesso di entrare negli spazi carcerari interni, proprio quelli a cui era principalmente interessato come reporter. “Con insuccesso - ha comunicato con amarezza - non sono riuscito ad oltrepassare il corridoio che separa l’ingresso dalla prigione vera e propria. Sono stati diversi i tentativi per ottenere quello che speravo però il tutto si é concluso con un nulla di fatto. Una sconfitta. Nell’articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani c’è scritto che ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere. E’ chiaro che ancora una volta il diritto all’informazione non é stato tutelato: quello che succede nel carcere di Mandi non si deve sapere. I motivi non vengono specificati e probabilmente mai lo saranno. Un forte augurio da parte mia ad Angelo e Simone”.
Anche per questa ragione Giovanni Falcone, padre di Angelo, ha annunciato sul suo blog uno sciopero della fame ad oltranza.
A puntare il dito contro l’Ambasciata Italiana è anche l’associazione di diritto internazionale Secondo Protocollo, che ne sottolinea l’inerzia sin dai primi mesi dell’arresto. Ecco come Elisa Arduini racconti i fatti di D’Errico nel sito web dell’associazione, esprimendo pesanti giudizi sull’operato dell’ambasciata: “Dopo aver saputo della sua disponibilità (ndr. di D’Errico) ad entrare nel carcere per un servizio, immediatamente ci attiviamo sia con l’ambasciata italiana che con le autorità indiane, chiedendo alla prima se potevano aiutarci a fornire a Filippo il permesso per l’ingresso nel carcere di Mandi mentre con le seconde provvedevamo ad accreditarci onde dare a Filippo la giusta copertura giuridica. Stranamente le autorità indiane ci accreditavano tempestivamente, mentre dalla ambasciata italiana ricevevamo solo la richiesta di fornire i dati di Filippo, cosa che facevamo immediatamente, dopo di che nessuno ha saputo più niente. Non che la cosa ci meravigli, se si considera che da marzo non si sono degnati di fare, presso il carcere di Mandi, una visita consolare degna di questo nome, non c’è certo da meravigliarsi se non ci degnano”.

Pino Suriano - da Il Quotidiano della Basilicata

24 set 2007

Enea e comune: una convenzione per far crescere il territorio

Tra i progetti in cooperazione anche un "Museo del vento" e un sentiero ciclabile nel bosco
Nessun commento su un eventuale campus universitario nel centro

Cosa offre il centro Enea al territorio? La domanda è sentita. Perché raramente, nel corso degli anni, si erano percepite effettive incidenze: l’Enea è parte integrante del territorio, ma poco evidenti appaiono i suoi vantaggi, se non in termini di posti di lavoro.
Si muove in questo senso la stipula di una nuova convenzione tra il centro Enea e il comune di Rotondella, che arriva con ritardo rispetto alla precedente, già scaduta lo scorso anno. Ieri mattina sono state discusse e presentate le linee essenziali del documento che sarà sottoscritto dai due enti tra non più di 60 giorni. Erano presenti il Responsabile dell’Ufficio di Presidenza Enea Mauro Basili, il direttore del Centro Enea di Trisaia Donato Viggiano e il sindaco di Rotondella Vito Agresti.
E allora, cosa offrirà l’Enea al territorio? Sicuramente nessun contributo economico. Perché un ente “costretto” a finanziare le sue ricerche partecipando ai bandi regionali, non ha certo modo di finanziare iniziative di altri enti. “Ma il centro – assicurano - non farà mancare le sue competenze e le sue strutture”. Per cosa? Per ciò che gli sarà chiesto.
“Il nostro ente – ha detto Mauro Basili – seguendo la sua politica nazionale, vuole partire dalla domanda reale del territorio, partecipando con la propria esperienza nei campi dell’energia, dell’ambiente e dell’innovazione tecnologica ai progetti che il territorio stesso ritiene più congruenti con le esigenze e le peculiarità del territorio”.
E il comune chiederà un intervento su tre direttrici: mare, Rotondella due e centro storico. In che senso? Per il mare è previsto un sostegno al nuovo progetto di sviluppo (circa 200 milioni di euro di investimento) in termini di bio-edilizia; per il centro storico un rapporto di ospitalità nelle strutture ricettive in occasione di eventi promossi dall’Enea; per Rotondella due un piano di efficienza energetica con cui avvantaggiare le realtà produttive del territorio.
E poi tanto altro: sostegno all’agricoltura, alla silvicoltura, recupero rifiuti di potatura e progetti di sviluppo del territorio, che vedrebbero coinvolti anche i circa 400 ettari di bosco presenti sul territorio comunale. Tra i più interessanti la creazione di un “Museo del vento”, per mostrare alle scolaresche possibilità alternative di produzione energetica e un originalissimo sentiero ciclistico da sfruttare per gare di Mountain Bike, con modernissimi sistemi Gps, in grado di controllare il posizionamento dei corridori all’interno del percorso e una serie di case in legno ecologiche per ospitare i turisti.
Sulla possibile localizzazione di una facoltà universitaria nel centro Enea (ipotesi a suo tempo sostenuta dallo stesso sindaco) non si è proferita parola. Ipotesi accantonata? Chissà. Certo l’Enea non accantona la formazione. E’ di questi giorni, infatti, la notizia di una nuova Scuola di alta formazione internazionale sulle Energie Rinnovabili, promossa dal centro per esperti-laureati di tutto il mediterraneo. Il bando per l’iscrizione è in scadenza per il 10 ottobre, l’inizio dei corsi è previsto per il gennaio 2008. “Ma questo è solo un punto di partenza – ha spiegato Viggiano - perché l’ipotesi è quella di trasformare l’Enea in un centro di formazione stabile: una possibilità che avvantaggerebbe enormemente il territorio”. Staremo a vedere.

Pino Suriano - da Il Quotidiano della Basilicata

"Pavarotti city? Tutto il mondo ride di noi"

Michele Laddomata critica l'iniziativa dell'assessore Dimatteo

“Tutto il mondo ride per la Pavarotti city di Gaetano Dimatteo”. E’ il giudizio di Michele Laddomata, leader del gruppo di opposizione “Insieme per Nova Siri”. Che l’idea dell’assessore alla Cultura (quindici strade dedicate a Pavarotti) facesse discutere, era a dir poco prevedibile. E la prima critica non si è fatta attendere, con Laddomata che annuncia voto contrario all’iniziativa.
Secondo lui la notizia, di cui si è parlato tanto anche sui media nazionali, non avrebbe offerto un buon servizio all’immagine del territorio. “Sul portale yahoo.it – spiega il consigliere in una nota - non è stata riportata come notizia di cronaca, di attualità o cultura, bensì tra le notizie curiose. Il che è tutto dire”. Insieme Per Nova Siri contesta con fermezza la “trovata scenografica”, concepita come iniziativa di richiamo turistico e per promuovere il territorio.
“Nova Siri, purtroppo, non è nuova a simili trovate. La morte di una persona - prosegue la nota - non può e non deve essere strumentale al raggiungimento della propria bizzarria, al solo fine di far parlare di sé e indirettamente di Nova Siri. Finiamola di mortificare tali personaggi con questi mezzi imbarazzanti e inopportuni. Piuttosto – prosegue il comunicato – servono impegno e concertazione con tutte le componenti della collettività, per risolvere i noti problemi sul fronte dei servizi, delle infrastrutture, del commercio e della comunicazione, anziché inveire contro coloro che gratuitamente cercano di capire, attraverso un’indagine conoscitiva, quali sono i malesseri della decadenza turistica del territorio”.
“Potremmo anche concordare – conclude il comunicato – per una sola strada dedicata a Pavarotti, ma ci scandalizziamo dei Fellini, dei Pasolini, dei Bellezza che continuano ad aleggiare e dell’annunciata cittadinanza onoraria a Rivelli. Noi, semmai, avremmo ricordato i Falcone, i Borsellino e i caduti di Nassirya, che sicuramente, in quanto eroi della patria, meritano più rispetto di tali personaggi”.

Pino Suriano - da Il Quotidiano della Basilicata

23 set 2007

L'Italia parla di Pavarotti e Nova Siri

L'idea di Gaetano Dimatteo finisce su Il Giornale e RadioRai
Ma non manca qualche critica allo sviluppo del comune

La promessa di Gaetano Dimatteo è mantenuta. “Ancora una volta, come per Fellini, si parlerà di Nova Siri sulla stampa nazionale”. Sono le parole che l’assessore aveva pronunciato nei giorni scorsi, dopo l’annuncio dell’intitolazione di 15 strade alle opere di Pavarotti.E così è stato. Dopo il lancio in anteprima sul Quotidiano, la notizia si è diffusa a macchia d’olio attraverso un comunicato Ansa. E dopo appena due giorni eccola approdare sul giornale radio della Rai e sulla stampa nazionale. E’ del 20 settembre articolo di Nino Materi, pubblicato a pagina 20 de Il Giornale. Il titolo è di quelli accattivanti: “Nasce Pavarotti-City. 15 strade dedicate alle opere di big Luciano”.Insomma, un bel lancio nazionale per la cittadina jonica. All’interno del pezzo non manca, però, qualche appunto critico. “Ma a Nova Siri - scrive Materi - non si vive solo di intestazioni stradali a questo o a quel personaggio famoso. Residenti e turisti vorrebbero dalle istituzioni un maggior impegno anche sul fronte dei servizi e delle infrastrutture, magari cercando di evitare sprechi e cattedrali nel deserto. Un esempio per tutti: il bellissimo stadio di fronte al complesso alberghiero Akiris, inaugurato e subito abbandonato a sé stesso ormai da anni. Un gioiello trasformato in rudere. Uno spreco di denaro pubblico – conclude ironicamente - che indignerebbe anche Fellini e Pavarotti”.La notizia, come prevedibile, ha avuto una forte eco anche nell’ambito di internet. Si va dai social news regionali e nazionali (PostaNotizie.it e Wikio.it) fino al più noto sito di informazione Ccsnews.it, che titola: “La morte del tenore sconvolge la toponomastica di un piccolo paese”. “Seguendo questo trend – ironizza l’autrice Cristiana Paone - si potrebbe suggerire di cambiare il nome della città di Modena in Lucianopoli”. Anche i grandi portali non hanno trascurato la notizia, di cui troviamo traccia su Yahoo e Tiscali. L’anticipo dell’Ansa, infine, non ha scoraggiato AdnKronos, che ha sottolineato “il richiamo turistico dell’iniziativa”. E il punto è proprio questo. Perché, nel bene o nel male, di Nova Siri si è parlato ancora. Era, in fondo, l’obiettivo principale di Gaetano Dimatteo.

Pino Suriano - da Il Quotidiano della Basilicata

Nasce la prima enciclopedia on line su Rotondella

Un'idea dei promotori di Rotundamaris.net

Nasce “RotoWiki”, la prima enciclopedia on line su Rotondella. Si tratta di un progetto innovativo di raccolta e organizzazione del sapere, proposto per la prima volta in ambito comunale. Il progetto nasce dallo staff di www.rotundamaris.net, il sito locale che fa della “interazione utente-sito” il proprio punto di forza.
Le informazioni sul territorio, infatti, potranno essere inserite direttamente dagli utenti del sito, e poi raccolte e valutate nella loro attendibilità da una apposita redazione. Sul modello di Wikipedia (la grande enciclopedia on line mondiale), dovrebbe venir fuori una utilissima banca dati (la più ricca prodotta fino ad oggi) in cui sarà possibile reperire termini dialettali, canzoni tipiche e tante altre curiosità su Rotondella.
Altro elemento di interattività del sito, inoltre, è il “ricettario rotondellese online”, uno spazio in cui tutti potranno inserire le proprie ricette, per rendere più fruibili “i segreti” delle delizie del posto. La novità più interessante, però, è quella legata alla possibilità di inviare cartoline virtuali con immagini del territorio.
“E’ un modo che permette ai turisti di far vedere il posto delle proprie vacanze – spiegano dallo staff - ma è anche una possibilità, per i rotondellesi, di far conoscere il proprio paese”.
Idee innovative e sfiziose, dunque, che potrebbero offrire nuove linee di sviluppo al portale regionale “basilicatanet”.

21 set 2007

Caso Falcone: ecco la versione della Polizia

Per la prima volta sulla stampa la dichiarazione del commissario che arrestò Angelo e Simone
Intanto la famiglia di Simone prende le distanze da Giovanni Falcone

di PINO SURIANO
I VERBALI DELLA POLIZIA
Caso Falcone: la versione della polizia. Per la prima volta sulla stampa i verbali redatti dagli agenti indiani che la notte del 10 marzo scorso arrestarono Angelo Falcone e Simone Nobili per possesso di stupefacenti. Una versione dettagliata, quella proposta dagli agenti, ma che contrasta fortemente con quella denunciata dai due giovani in un documento inviato all’ambasciata italiana pochi giorno dopo l’arresto.
Stupisce, più di ogni altra cosa, la diversa indicazione del luogo in cui l’arresto sarebbe stato effettuato: nella casa di un indiano, secondo i due giovani; in un posto di blocco stradale, secondo la polizia.
Tra gli altri aspetti che emergono dai verbali uno è senz’altro rilevante e potenzialmente favorevole ai due giovani: i poliziotti hanno agito senza testimoni indipendenti, sebbene ne abbiano cercati prima di compiere il fermo come da prassi indiana. E’ anche per questo che nei giorni scorsi la difesa ha chiesto di esaminare un campione del sigillo apposto dalla polizia sui pacchi sequestrati quella notte.
Inquietante, inoltre, appare il fatto che la conduzione delle indagini sia stata affidata al medesimo ispettore che in quella notte aveva operato l’arresto. Un caso di possibile incompatibilità, stando alle dichiarazioni dei giovani, secondo cui la polizia avrebbe tentato di estorcere loro cospicue somme di denaro.
Insomma, una serie di elementi che conferiscono al caso tutti i contorni di un giallo. Di cui, come sempre, è quasi impossibile prevedere il finale.
* Dal testo sono volutamente esclusi i dettagli identificativi (modelli di auto, numeri di targa, strade, nomi degli agenti, etc.), quelli relativi all’analisi chimica dei campioni sequestrati e alle procedure burocratiche di registrazione del caso. L’intera trascrizione è consultabile sul sito www.secondoprotocollo.org

In data 09.03.2007 io, Ispettore Capo dell’ ufficio di Polizia, insieme con gli agenti […] mi trovavo con l’auto governativa a una certa distanza da Kamand, alle ore 23.30 circa, per effettuare controlli ad un posto di blocco.
Quindi abbiamo ricevuto un’informazione da un informatore speciale, in merito ad un’auto, in arrivo da Datola, nella quale Deepak Sharma, alias Deepa, era accompagnato da tre persone di cui due stranieri e che gli occupanti dell’auto erano in possesso di hashish. Con una torcia ispezionavamo l’auto […] e trovavamo che Deepa era seduto accanto al conducente e la persona alla guida si identificava come Gopal Das, e che c’erano due stranieri seduti sui sedili posteriori dell’auto, identificati come Angelo Falcone e Simone Nobili. Le persone sul sedile posteriore avevano posto tra di loro una borsa di colore nero; mentre Deepa, sul sedile anteriore, portava con sé una borsa di colore rosso.
Sulla base delle informazioni ricevute c’erano buone ragioni per ritenere che queste persone portassero dell’hashish. Non c’erano testimoni indipendenti (ndr. che non fossero poliziotti) presenti sul posto, in quanto gli eventi si verificarono in tarda ora e in luogo isolato.
L’agente H.R. fu mandato dal posto di blocco a cercare testimoni indipendenti affinché cooperassero nelle investigazioni, ma non fu trovato nessuno nei dintorni.
Nella borsa di Deepu si trovavano […] venti piccoli pacchi da cui emanava odore di hashish, e una volta aperti i pacchi si trovava tale sostanza stupefacente in forma cilindrica e in forma di tavolette.
Similmente, quando veniva ispezionata la borsa che si trovava tra Falcone e Nobili, tra gli abiti e gli effetti personali venivano trovati sedici pacchi contenenti hashish in forma cilindrica e di tavolette.
[…] Dopo ciò la sostanza stupefacente veniva unita e pesata con bilancia, e si stabiliva che il peso complessivo era di 18 kg. Due campioni da 25 gr. venivano estratti per l’analisi chimica e conservati in due pacchetti vuoti di sigarette coperti con stoffa e il sigillo H veniva apposto quattro volte su ogni pacchetto. I restanti 17,950 kg di hashish venivano sigillati separatamente. L’auto, insieme con le chiavi, veniva confiscata con ricevuta.
[…] La richiesta di fermo veniva preparata e inviata all’ufficio di Polizia per la registrazione del caso. Il caso fu registrato e le immagini furono affidate a me, Ispettore e Capo dell’Ufficio di Polizia.
Dopo la perquisizione personale, gli imputati vennero fermati tra le 5 e le 5,30 del mattino e informati per iscritto, tramite promemoria individuali, in merito al crimine commesso, alla punizione e all’arresto. Informazione in merito all’arresto fu fornita telefonicamente, come richiesto dagli imputati.
[…] In data 10 marzo 2007 gli imputati venivano condotti di fronte a un magistrato della corte e furono ottenuti tre giorni di fermo nell’ufficio di Polizia fino al 13 maggio 2007. Durante le indagini si registrò che contro l’accusato Gopal Das e Deepak Kumar erano stati registrati casi ai sensi del Ndps Act (Narcotics Drugs and Psychotropic Substances) rispettivamente nel 2003 e 1996. In data 14 marzo 2007 tutti gli imputati venivano prodotti davanti al Magistrato della Corte No. 1 e veniva ottenuto per loro l’arresto in attesa di giudizio. Tutti e quattro si trovano ora nel carcere di Mandi.

Il Funzionario Incaricato
Ufficio di Polizia di Sadar Mandi, distretto di Mandi
28 giugno 2007

LA FAMIGLIA DI SIMONE NOBILI HA PRESO LE DISTANZE DA FALCONE
Giovanni Falcone, da qualche giorno, è ancora più solo nella sua battaglia. E’ del 16 settembre, infatti, il comunicato stampa con cui la famiglia di Simone ha preso le distanze da ogni sua posizione. E’ stata la sorella di Simone, Cristina Nobili, a scendere in campo senza mezzi termini. “Prendiamo le distanze dalle parole attuali e future di Giovanni Falcone. Non c’è stato alcun tentativo di estorsione (ndr. si era parlato di un tentativo di estorsione operato dalla polizia subito dopo il fermo) e non è vero che i detenuti sono trattati come animali. Smentiamo anche che gli avvocati abbiamo presentato una parcella tanto esosa (ndr. Falcone aveva parlato di circa 60 mila euro). Il conto non è ancora stato presentato, visto che la prossima udienza è prevista per ottobre”.
Falcone, ad onor del vero, aveva già precisato in precedenza che il preventivo spese da lui dichiarato non faceva riferimento a una parcella già formalmente presentata dagli avvocati, ma a una sua personale richiesta di informazioni.
“Forse è il desiderio di non fare clamore – ha ribattuto Giovanni Falcone – a condurre la famiglia di Simone a un simile atteggiamento. Io però non mi do per vinto e continuo a credere nell’innocenza di mio figlio. Continuerò a lottare per lui e anche per Simone”.
Al di là di ciò, non si comprendono le ragioni del comportamento della famiglia di Nobili. E’ possibile, forse, che i genitori di Simone temano di compromettere ulteriormente la posizione del detenuto con una campagna mediatica troppo decisa e potenzialmente offensiva per le istituzioni chiamate a giudicare il caso?

LE NOVITA’ DELLA BATTAGLIA DI GIOVANNI FALCONE
Non conosce pause la battaglia mediatica e politica di Giovanni Falcone, che ha portato novità dall’ennesima trasferta a Bobbio, città di residenza di suoi figlio.
Per Angelo e Simone, infatti, si sono attivate anche le autorità piacentine. E’ dell’altro ieri la mozione votata all’unanimità dal consiglio provinciale di Piacenza, presieduto da Gabriele Gualazzini. Nel documento si chiede alle autorità preposte di attivare ogni mezzo possibile per una celere risoluzione del caso e si chiede, in particolare all’ambasciata, di offrire un contributo di solidarietà alle famiglie per i costi esosi sostenuti per la difesa (circa 60 mila euro per entrambi, sebbene tale contributo non sia previsto dalla legge). Nonostante il voto unanime, però, non è mancata qualche proposta di emendamento. Come quella del consigliere Raimondo Magnani, che ha chiesto di emendare il documento eliminandone la parte che contiene un giudizio di merito sulla nazione indiana (“in cui il rispetto dei diritti umani deve ancora raggiungere livelli accettabili”). E l’idea non è certo balzana, poiché non è utile, in questo momento, urtare la suscettibilità della nazione che dovrà giudicare i due connazionali.
Alla mozione del consiglio provinciale di Piacenza si affianca quella, proposta nei giorni scorsi, del consiglio regionale dell’Emilia Romagna già pubblicata integralmente sul sito dell’associazione di diritto internazionale http://www.secondoprotocollo.org/. Del caso si è occupato anche il consiglio comunale di Bobbio, la cittadina in cui risiedono i due detenuti. Si tratta di iniziative importanti e potenzialmente utili per il caso, ma che giungono con un ritardo rilevante rispetto a quelle avviate, ormai da qualche mese, dalle istituzioni lucane.
Il caso di Angelo e Simone è stato ancora una volta oggetto di interrogazione a risposta scritta al Ministero degli Affari Esteri. A farsene promotore, questa volta, il deputato de L’Italia dei Valori Pino Pisicchio. L’onorevole, che racconta con dovizia di particolari la drammatica versione dei fatti proposta dai due giovani, pone come prioritario “il concreto e attuale problema delle scarsissime garanzia processuali riconosciute ai due connazionali e della loro precaria situazione di salute”.
Sempre nei giorni scorsi, a Piacenza, Falcone ha incontrato l’eurodeputato Gianni Pittella, giunto nella città emiliana per la convention del candidato al Pd Enrico Letta. In quella occasione, alla presenza di Antonio Disanza e del presidente della Regione Vito De Filippo, avrebbe ottenuto importanti rassicurazioni da Pittella circa una divulgazione internazionale del caso. E giunge quasi a pennello, il prossimo 30 novembre, il summit Ue-India per la negoziazione di rapporti bilaterali. “In quel contesto – ha assicurato Pittella – si troverà l’occasione per far presente il caso alle autorità indiane”. Un’occasione da non perdere.


L’ARRIVO A MANDI DEL FOTOGRAFO FILIPPO D’ERRICO
Finalmente un volto amico per Angelo e Simone. E’ quello di Filippo D’Errico, fotografo italiano iche ha chiesto alle autorità indiane di effettuare un reportage fotografico sulle condizioni del carcere in cui sono rinchiusi. D’Errico si trovava già nel sud dell’India, quando venne a conoscenza del caso attraverso il blog di Giovanni Falcone. E dopo avere ottenuto il suo consenso, si è rivolto alle autorità per avere il permesso di far visita ai due. Consenso presto ottenuto, anche grazie all’interessamento dell’associazione di diritto internazionale Secondo Protocollo, ente con cui Giovanni Falcone ha stretto di recente un intenso rapporto di collaborazione. D’Errico è partito l’altro ieri da Goa (città del sud dell’India in cui si trovava) per raggiungere in volo Mandi. E proprio ieri mattina Falcone ha ricevuto la prima mail del reporter, incentrata sul suo primo incontro con i detenuti.
“Li ho visti pallidi – ha scritto F.D. – ma mi hanno detto che è per l’epatite da cui sono stati effetti. Hanno buoni rapporti con gli altri detenuti, eccetto che con uno, il quale, però, è già stato trasferito”. Rilevante, infine, un suo appunto sulle condizioni di vigilanza all’interno del carcere. “Questo è un carcere autogestito” avrebbe rivelato Angelo con un pizzico di ironia.“Quando gli ho detto che tra non molto lo andrai a trovare – ha concluso - mi ha risposto che sarebbe meglio se restassi a casa, però nei suoi occhi ho letto il contrario”
Ieri mattina, inoltre, il reporter ha avuto modo di incontrare anche l’avvocato Kapoor, uno dei due difensori di Angelo e Simone. Un colloquio di circa due ore in tribunale – ha raccontato D’Errico – nel quale l’avvocato gli avrebbe confessato le oggettive difficoltà nel provare l’innocenza dei due, della quale egli stesso sarebbe convinto”.

18 set 2007

Articoli in bianco e nero


Da oggi saranno postati anche alcuni articoli pubblicati nei miei cinque anni di collaborazione con Il Quotidiano. Con la certezza che un occhio al passato (pur recente) aiuterà a comprendere meglio alcuni fatti. Questa è un'intervista del 19 dicembre 2004, con cui Mario Cucari, da poco assessore provinciale, mi chiariva quello che sarebbe stato l'iter del progetto di collegamento con la Sinnica, che prevedeva, tra le altre cose, tutta una serie di interventi legati all'isolamento del territorio.


Viabilità Rotondella: "L'iter è in avvio seppur con passo lento"
Parla l'ex sindaco di Rotondella e attuale assossore provinciale ai Trasporti

ROTONDELLA - Dove saranno andati a finire gli undici miliardi di vecchie lire stanziati per il miglioramento della viabilità extraurbana di Rotondella? E’ una domanda che si saranno fatti in molti, (considerando che dalla notizia del finanziamento sono passati quasi due anni) magari ipotizzando un qualche intoppo politico o burocratico intervenuto a bloccarne l’erogazione. Niente paura, l’iter è in avvio, seppur con passo lento. Proprio in settimana la Giunta Provinciale ha approvato il progetto preliminare di facilitazione viaria del collegamento tra il centro collinare e la Sinnica. Lo ha annunciato Mario Cucari, Assessore Provinciale ai Trasporti, Protezione Civile e Patrimonio. A suo parere, se le linee del progetto preliminare dovessero essere seguite totalmente, il collegamento con la Sinnica si accorcerebbe di circa sette minuti. Non poco, per un centro fortemente penalizzato dalle tortuosità viarie. Ma affinché il progetto diventi realtà bisognerà attendere non poco. Stando all’accordo quadro siglato dalla Regione, il lavoro dovrebbe essere “cantierizzato” entro il dicembre 2005, ma non è difficile che la data possa slittare. Dopo l’approvazione della giunta il progetto preliminare passerà al vaglio della Regione che, dopo eventuali modifiche, lo ripasserà alla Giunta Provinciale incaricata di valutare se affidarlo o meno a professionalità esterne. Tre sono i punti del tragitto in cui verranno effettuati gli interventi più cospicui. Anzitutto, scartata l’ipotesi di un viadotto per l’eccessiva pendenza, si provvederà alla sistemazione del cosiddetto “fosso di San Giovannone” (nei pressi di Rotondella due), che probabilmente sarà raddrizzato attraverso una sopraelevazione della superficie stradale. Molto efficace, dal punto di vista dell’accorciamento dei tempi di viaggio, sarà poi l’allargamento dell’attuale senso unico nei pressi di contrada Macchiarella. Il tratto, dopo un consistente allargamento, sarà percorribile a doppio senso, consentendo un’immissione più agevole nella S.p. 104. Da quel punto fino al rione Mortella, inoltre, alcune curve saranno rese meno tortuose con interventi aggiustativi. Interventi di consolidamento saranno effettuati, infine, nella traversa del fiume Sinni. Il famoso ponte di collegamento con la Sinnica, attualmente bloccato al doppio senso da due blocchi di cemento, sarà reso scorrevole. Sui tempi di realizzazione Cucari è realista, ma ci tiene a sottolineare il “poderoso impegno della Regione Basilicata affinché tutti i lavori siano avviati nei tempi previsti”.


17 set 2007

Collegamento Rotondella-Sinnica: entra in gioco l'opposizione

"Spiegate ai cittadini ciò che avete deciso"
Un'interrogazione di Francomano per il prossimo consigl
io

ROTONDELLA – Collegamento Rotondella-Sinnica: scende in campo l’opposizione. Dopo le anticipazioni del Quotidiano sulle scelte di comune e provincia, arriva un’interrogazione a risposta orale di Vincenzo Francomano, capogruppo del Centrosinistra per Rotondella.
La richiesta di Francomano verte sulla conferenza di servizi tenutasi lo scorso 27 agosto presso la provincia di Matera per discutere sulla destinazione dei sei milioni di euro per le strade extraurbane del territorio di Rotondella, erogati nell'ambito del Piano provinciale per la viabilità. “Un finanziamento – ricorda Francomano – ottenuto quando a Rotondella amministrava il centrosinistra”.
Dell’esito di quella conferenza, tenutasi lo scorso 27 agosto, nulla è ancora noto, se non l’intenzione di spendere quei fondi unicamente per la riqualificazione del ponte Traversa Sinni e non anche per qualche intervento di contrasto all’isolamento del territorio.
“Proprio in questo modo – ha ricordato l’ex sindaco Mario Cucari – si articolava il progetto preliminare che inizialmente ottenne il finanziamento. Erano segnati alcuni punti specifici di intervento che avrebbero contribuito a togliere Rotondella dall’isolamento”. Ma questi interventi, probabilmente, non si faranno. Anche per una recente riduzione di quel finanziamento, passato da 7,2 milioni di euro a 6 milioni. Le ragioni di questa riduzione, però, rimangono un mistero, poiché nessuno, né dal comune né dalla provincia, si è ancora espresso pubblicamente per chiarire i contorni della questione.
Ed è proprio ciò che auspica Francomano, chiedendo di conoscere “lo stato di attuazione del progetto; le posizioni sostenute dall’amministrazione in seno alla suddetta Conferenza di Servizi; le determinazioni assunte alla fine della Conferenza; l’orientamento dell’amministrazione in riferimento alle priorità di intervento e alle modalità di realizzazione del progetto”.
Si attende perciò la prossima assise comunale, prevista entro la fine del mese, che dovrebbe chiarire tanti punti oscuri. Tra cui: perché quel finanziamento è stato ridotto? Perché l’amministrazione avrebbe offerto il beneplacito a un intervento non determinante per risolvere i gravissimi problemi di collegamento del territorio? Perché nessuno degli amministratori si è mai pubblicamente espresso in merito alla questione?
E a tutto questo Francomano aggiunge un dubbio: “Perché non ha mai organizzato un incontro per sentire il parere dei cittadini sulla questione? Questa amministrazione - conclude - ha abusato in campagna elettorale del concetto di democrazia partecipata, ma vorrei ricordare che l'amministrazione di centrosinistra Cucari-Francomano (dipinta come anti-democratica), non appena aveva ottenuto la notizia dell'inserimento dell'opera nel piano di viabilità regionale 2000-2006, promosse (era il 10 maggio 2003) un incontro pubblico, con Amministratori locali, provinciali e regionali, in cui i cittadini presenti espressero la loro opinione”.

Pino Suriano - da Il Quotidiano della Basilicata

Paternostro contro i parcheggi nel corso

Fronte Sociale Nazionale: "Un inutile scempio"

ROTONDELLA - Anche il Fronte Sociale Nazionale si oppone ai nuovi parcheggi di corso Garibaldi a Rotondella. E' stato divulgato nei giorni scorsi un volantino di protesta a firma di Riccardo Valentino Paternostro, segretario regionale del Fsn, che ha ribadito le sue posizioni di dissenso nei confronti dell'Amministrazione. «Il nuovo parcheggio nessuno lo vuole - recita il volantino - avrà costi astronomici e rovinerà l'ambiente (alberi e passeggiata). Le soluzioni alternative sono tante - aggiunge Paternostro - e soprattutto il Comune ha solo la metà dei finanziamenti. Come farà per l'altra metà?». Concludono il volantino tre versi di poesia come sintesi del contenuto: “Sincroni e dissonanti/ il tonfo degli alberi/ il riso idiota dei mostri”.
Quella di Paternostro non è la prima iniziativa di dissenso nei confronti dell'opera di riqualificazione di Corso Garibaldi. Già nei mesi scorsi, infatti, l'associazione culturale Community aveva avviato una petizione per fermare i lavori, giudicandoli inutili e dannosi all'ambiente, ma la protesta, fino ad ora, non ha ottenuto risposte. A giorni, infatti, dovrebbe essere previsto l'inizio dei lavori.

Pino Suriano - da Il Quotidiano della Basilicata